Se non avete ancora visto “Paradise” su Disney+, vi consigliamo vivamente di recuperarla perché dal 23 febbraio è disponibile anche la seconda stagione e non è una di quelle serie che merita di stare in fondo alla vostra watchlist, anzi.
Recensione Paradise 2 su Disney+
Dan Fogelman l’ha fatto di nuovo: dopo “This is us” ha tirato fuori un altro diamante dal suo portagioie e ci ha regalato un titolo destinato a restare. Se siete dei profani che non hanno avuto la fortuna di guardare neppure la prima stagione, vi facciamo un breve riassunto del contesto (per ora senza spoiler) e poi vi anticipiamo qualche novità della seconda: siete pronti?
Immaginate un mondo perfetto, in cui tutto funziona, in cui tutti gli abitanti sono ricchi e potenti e non hanno bisogno di rispondere alle naturali vocazioni primordiali tipiche degli esseri umani. Bene, un mondo così lo chiameremmo “Paradiso”, ed è quello che ha fatto il già citato Dan Fogelman, creatore della serie “Paradise”. Ma da dove nasce questa città dei sogni? Da una catastrofe globale, per via della quale il mondo viene distrutto e tutte le sue forme di vita smettono di esistere. Beh, quasi tutte. La previsione di questa apocalisse mette in moto una complessa operazione architettata da una miliardaria, soprannominata “Sinatra” (interpretata da Julianne Nicholson); la donna fa quindi costruire una città sotterranea che non sia coinvolta dal cataclisma che di lì a poco avrebbe colpito i comuni mortali.
A Paradise vengono chiamate solo le personalità più potenti e influenti degli Stati Uniti, compresi ovviamente il presidente e le sue guardie del corpo, una delle quali è Xavier Collins, il protagonista interpretato da Sterling K. Brown. Xavier è il capo della sicurezza del presidente degli Stati Uniti ma ha un rapporto estremamente controverso con lui, per via di eventi che attraversano l’intero corso della prima stagione e che mettono Collins in una posizione molto particolare.
Le vicende, che scorrono lentamente nella fase iniziale in modo da farci entrare nelle vite e nelle menti dei protagonisti, si vanno a snocciolare a partire dalla premessa crime del primo episodio (l’omicidio del presidente interpretato da James Marsden) fino all’esplosione ritmica della seconda parte della prima stagione; il susseguirsi di episodi porta alla luce tutte le contraddizioni dell’essere umano che crede di aver creato un utopico paradiso, ma che in realtà si rivela solo un distopico inferno pieno dei peccati e dei crimini nascosti dall’ipocrita velo di una presunta perfezione.
Non è un caso, infatti, che la città non venga costruita in cielo (come l’ideale di paradiso vorrebbe), ma sottoterra e che vi si acceda attraverso una profonda cavità. Vi ricorda per caso l’inferno dantesco? Ci piace credere che il riferimento sia evidente. E in questo mondo così disturbato prendono piede le storie e le trame dei suoi finti buoni, in lotta per occultare i loro stessi delitti. La prima stagione si conclude con una sorta di speranza di poter vedere la luce, in senso metaforico e fisico, uscendo da Paradise e trovando la verità nel mondo reale, dove – dopo anni – ci sono pezzi nascosti di un puzzle incompiuto.
Se fin qui vi abbiamo incuriosito, con la seconda stagione vi convinceremo definitivamente. Attenzione però, se non avete mai visto “Paradise”, potrebbe esserci qualche spoiler nelle righe che seguono, quindi magari tornate quando sarete pronti per gustarvi la stagione 2. Per tutti gli altri, ecco la nostra recensione, che per voi sarà tassativamente no spoiler.
Paradise stagione 1, dove eravamo rimasti?
Dove eravamo rimasti? Nel 2025 “Paradise” ci aveva lasciato con il fiato sospeso, con Xavier che si stava avventurando in un folle viaggio alla ricerca di sua moglie Teri nel mondo reale.
Nella seconda stagione il ritmo si fa ancora più serrato per la ricerca disperata di una verità che fatica a emergere. La storia si divide in due: da un lato le vicende della città di Paradise e dall’altro quelle del mondo reale sopravvissuto al giorno in cui tutto è cambiato.
Il primo episodio si apre subito con un’altra ambientazione, con un altro stile narrativo e, soprattutto con altri personaggi, tanto che sembra di guardare un’altra serie. Troviamo infatti la new entry Shailene Woodley (nei panni di Annie) e l’attore di “Gossip Girl” Thomas Doherty (chiamato “Link”).
Si tratta solo di una premessa, una testimonianza di come non tutta la vita sulla Terra sia sparita ma che ci sono gruppi di persone in cerca di mezzi per scoprire cosa sia successo. La protagonista del mondo reale, Annie, si muove così in direzione opposta rispetto al protagonista di Paradise Xavier: entrambi cercano la verità nel mondo dell’altro.
La ricerca della verità resta saldamente al centro della serie e in questa seconda stagione sopravvivono in modo ancor più lacerante anche i temi che avevano caratterizzato la prima, come la sopravvivenza, i conflitti politici e le alleanze segrete.
La seconda stagione di “Paradise”, per quanto sia una continuazione della storia, ha comunque una sua linea temporale distinta che ha un inizio e in un certo senso anche una fine, ma che non basterà a risolvere il “casus belli” di fondo.
Dan Fogelman, infatti, ha già annunciato che ci sarà bisogno di una terza stagione per avere un quadro completo della fittissima trama di una serie che ci ha tenuti incollati allo schermo e che promette di farlo ancora.
Siamo stati convincenti? Allora basta andare su Disney+ e godervi la seconda stagione di “Paradise”, dal 23 febbraio disponibile in streaming qui.