Dopo la vittoria nella sezione Nuove Proposte della 76ª edizione del Festival di Sanremo,
Nicolò Filippucci è pronto ad aprire un nuovo capitolo del suo percorso musicale con “Un
posto dove andare”, il nuovo album in uscita il 10 aprile, che racconta la crescita del cantautore come un viaggio di scoperte, trasformazioni ed esperienze che hanno segnato il percorso personale e artistico di Nicolò. Emozioni, incontri e momenti vissuti dal giovane cantautore, hanno contribuito a definire l’identità del suo progetto. Nicolò è inoltre pronto a portare la sua musica su un palco tutto suo: il 13 aprile infatti terrà il suo primo concerto ai Magazzini Generali di Milano, “la prima volta insieme”, prodotto da Magellano Concerti. Noi di SuperGuidaTv lo abbiamo intervistato per voi.
Nicolò Filippucci da Sanremo 2026 al nuovo album “Un posto dove andare” – Intervista
Bentornato su SuperGuida TV, Nicolò. Torni vittorioso da Sanremo 2026, dove hai vinto nella categoria Nuove Proposte. Come stai vivendo questo periodo post-Sanremo? Che effetto ti ha fatto la vittoria?
Lo sto vivendo bene, devo dire. È stato ovviamente un mese molto pieno e devo ancora realizzare davvero tutto quello che è successo. La settimana di Sanremo è stata intensa, ricchissima, e mi ha insegnato tanto. In generale è stata un’esperienza che mi ha dato molto, sia dal punto di vista umano che artistico. Adesso, però, siamo tornati un po’ alla normalità: abbiamo perfezionato le ultime cose del disco e siamo carichi per l’uscita e per il live del 13 ai Magazzini Generali.
A proposito del disco: il titolo è Un posto dove andare. Se qualche mese fa quel “posto” era Sanremo, oggi qual è il tuo “posto dove andare”?
Il senso del titolo è proprio quello di non identificare un luogo unico. Ogni canzone rappresenta un posto, ma non necessariamente fisico: può essere uno stato d’animo, un’emozione, una sensazione. Il pop è sicuramente la strada principale del disco, ma ci sono tante sfumature: un pop più elettronico, più uptempo, ma anche momenti più introspettivi e ballad. È un album vario, ed era proprio il mio obiettivo, perché mi piace sperimentare. Questo “posto dove andare” è anche una ricerca, una scoperta di me stesso dal punto di vista artistico.
Entrando nel merito dell’album: cosa volevi raccontare al pubblico attraverso queste canzoni?
Volevo raccontare la mia storia. È un disco molto autobiografico: ogni canzone parla di me, delle mie esperienze, della mia vita. Ho cercato di dare un senso a ogni parola, a ogni frase. Spero che chi ascolta possa ritrovarsi in quello che canto. Credo che il punto di forza dell’album sia proprio la sincerità: tutto quello che racconto è vero, fa parte del mio vissuto. E forse anche la semplicità.
Durante la lavorazione del disco, cosa hai scoperto di te che prima non conoscevi?
Ho imparato tante cose nuove, soprattutto sperimentando con generi e suoni diversi. Ho scoperto parti di me che non conoscevo e spero di continuare a scoprirne altre in futuro. Ho un background musicale molto ampio, ascolto davvero di tutto, e cerco di portare queste influenze nella mia musica, pur mantenendo il pop come base.
Da Amici a oggi sei cresciuto molto. L’attenzione mediatica e questo cambiamento ti spaventano?
Sinceramente no. Mi sento lo stesso ragazzo di prima: ho mantenuto la stessa semplicità, le stesse amicizie. Ovviamente qualcosa è cambiato — ho conosciuto tante persone nuove, ho cambiato città — ma continuo ad affrontare tutto con la stessa passione e dedizione di sempre. Faccio il lavoro che amo, quindi posso solo essere grato.
Il 13 aprile sarai ai Magazzini Generali. Come immagini questo concerto?
Sarà un live ricco di novità, incentrato sul nuovo disco. Sarà un racconto di questo progetto, ma anche di quello che sono io oggi: il mio passato, il mio presente e anche uno sguardo al futuro. Sarà sicuramente un concerto pieno di emozioni. Spero di lasciare qualcosa al pubblico, un bel ricordo, e di far vivere emozioni diverse, perché sarà uno show vario, pur con un filo conduttore. Siamo molto carichi, non vediamo l’ora.
Ci saranno anche gli instore, dove incontrerai i fan. Che rapporto vuoi costruire con loro?
C’è già un rapporto molto vero e affettuoso. Mi fa sempre piacere incontrare le persone che mi seguono, parlare con loro, scambiare due parole. Dico sempre che senza il pubblico io non sarei qui: se posso salire su un palco è anche grazie a loro.
Tornando a Sanremo: “Laguna” è il brano che ti ha portato alla vittoria ed è stato amato fin da subito. Che legame hai con questa canzone?
È un legame fortissimo. È uno dei brani in cui ho messo più di me stesso. Ho cercato davvero di dare valore a ogni parola. Dal primo ascolto ho capito che mi rappresentava pienamente, e sono felice che anche tante altre persone si siano ritrovate in questa canzone.
Guardando indietro al periodo di Amici e confrontandolo con oggi, cosa vedi?
Vedo un ragazzo con molta più consapevolezza. Un ragazzo che cerca di migliorarsi ogni giorno, che ha imparato tanto e che continuerà a imparare. Però, alla fine, sono sempre lo stesso: con gli stessi sogni e la stessa voglia di inseguirli.