ADV

Mr.Rain, grande successo all’Arcimboldi di Milano: “Chiedere aiuto mi ha salvato la vita. Un supereroe sa rialzarsi. Sono stufo dei numeri che decidono il valore della musica”

ADV

Un Teatro Arcimboldi gremito, un pubblico entusiasta e un artista che, ancora una volta, ha scelto di mettere al centro non soltanto la musica, ma anche le emozioni. È stato un grande successo il concerto di Mr.Rain al Teatro Arcimboldi di Milano, una serata nella quale il cantautore ha ripercorso alcuni dei brani più importanti della sua carriera, alternando momenti di grande energia ad altri decisamente più intimi.

Successo per il concerto di Mr.Rain all’Arcimboldi di Milano

A rendere ancora più elegante lo spettacolo anche l’immagine scelta per il palco: Mr.Rain si è presentato al pubblico con uno smoking nero, raffinato ed essenziale, accompagnato dalla sua band. Una veste elegante che ha fatto da contraltare alla parte più emotiva e personale del concerto, costruito proprio sulle parole e sulle storie che da sempre caratterizzano la sua musica.

Il pubblico degli Arcimboldi ha risposto con grande entusiasmo, cantando insieme all’artista e accompagnandolo lungo una scaletta che ha attraversato diverse fasi del suo percorso.

Da “Ricominciare da me” a “Supereroi”: la scaletta del concerto

Il concerto si è aperto con “Ricominciare da me”, per poi proseguire con “La fine del mondo”, “Meteoriti” e “Nero”. Non sono mancati alcuni dei brani più amati dal pubblico, da “Due altalene” a “Pericolosa”, passando per “Carillon” e “I grandi non piangono mai”. 

Nel corso della serata Mr.Rain ha proposto anche “Effetto Michelangelo”, “Ipernova”, “Non fa per me”, “Notti” e “Fiori di Chernobyl”, canzone che ha rappresentato uno dei passaggi più significativi del suo percorso prima dell’esplosione definitiva arrivata con “Supereroi”. La parte centrale del concerto ha visto alternarsi “Figli della notte”, “Aria”, “Lunedì nero”, “Fuori luogo”, “Casa in fiamme”, “Sentieri sulle guance” e “9.3”.

Verso il finale sono arrivati “L’ultima volta”, “Sempre un po’ di te” e, naturalmente, “Supereroi”, il brano che ha consacrato Mr.Rain davanti al grande pubblico e che è diventato una sorta di manifesto della sua musica.

Mr.Rain: “Sono stufo di queste dinamiche che inquinano la musica”

Nel corso della serata non sono mancate le riflessioni personali. Dal palco Mr.Rain ha parlato anche delle difficoltà incontrate prima di riuscire a raggiungere il grande pubblico e dei numerosi tentativi fatti per arrivare al Festival di Sanremo.

Prima di partecipare con “Supereroi”, infatti, aveva provato più volte a entrare nella competizione, presentando anche “Fiori di Chernobyl” e “Tutto Fragile”. E proprio partendo da questa esperienza, l’artista ha espresso una critica molto netta nei confronti di un sistema musicale nel quale, a suo giudizio, oggi viene dato troppo peso ai numeri.

Ha raccontato di essere “stufo” di un meccanismo nel quale un nome o un numero rischiano di contare più di una canzone e di un’emozione. Mr.Rain ha rivendicato così il desiderio di fare musica semplicemente per ciò che è e per le persone che lo seguono, prendendo le distanze da quelle dinamiche che, secondo lui, rischiano di allontanare la musica dalla sua dimensione più autentica.

Il racconto più personale: “Chiedere aiuto mi ha salvato la vita”

Il momento più intenso della serata è arrivato però quando Mr.Rain ha scelto di parlare apertamente anche delle proprie fragilità. L’artista ha raccontato di aver attraversato un periodo molto difficile, durante il quale le difficoltà personali lo avevano portato ad allontanarsi da molte persone e, soprattutto, a perdere fiducia in se stesso.

Ha parlato di un percorso che lo aveva portato persino a “disprezzarsi” e a non riuscire più a trovare una strada per migliorare la propria situazione e recuperare i rapporti con le persone che amava. Poi, però, è arrivato il coraggio di fare un primo passo: chiedere aiuto.

Un passaggio che, come ha raccontato al pubblico degli Arcimboldi, “mi ha veramente salvato la vita”. Parole che hanno dato alla serata un significato ancora più profondo e che si legano perfettamente al messaggio che Mr.Rain porta avanti attraverso le sue canzoni.

“Quando soffri pensi di essere l’unica persona al mondo”

Mr.Rain ha spiegato anche perché, durante i suoi concerti, sente il bisogno di raccontarsi e di parlare con il pubblico. Ogni palco, ha detto, è importante e unico e proprio per questo sente quasi la responsabilità di lasciare qualcosa alle persone che si trovano dall’altra parte.

L’obiettivo è far sentire qualcuno meno solo, o magari semplicemente più compreso. Perché quando si attraversa un momento difficile, ha spiegato l’artista, si può avere la sensazione di essere l’unica persona al mondo a vivere determinate emozioni. In realtà, però, molte delle nostre paure e delle nostre fragilità sono condivise. Da qui l’importanza di parlarne, di trovare il coraggio di aprirsi e di imparare ad accettare anche quelle parti di noi che inizialmente possono spaventare.

Un messaggio che Mr.Rain ha sintetizzato attraverso una frase diventata centrale nella sua musica: “Un supereroe non è qualcuno che non cade mai, ma è qualcuno che ogni volta trova dentro di sé la forza per rialzarsi”. Ed è probabilmente proprio questo il significato più profondo di “Supereroi”, il brano che ha chiuso la serata.

Il gesto finale: Mr.Rain scende dal palco e saluta tutto il pubblico

A rendere ancora più speciale il finale del concerto è stato poi un gesto che ha riportato l’artista a diretto contatto con le persone che per tutta la sera lo avevano accompagnato. Terminato lo spettacolo, Mr.Rain è sceso dal palco e ha fatto tutto il giro del Teatro Arcimboldi, fermandosi a salutare il pubblico. Un gesto semplice ma significativo, soprattutto dopo una serata nella quale aveva parlato più volte dell’importanza del rapporto con le persone che ascoltano la sua musica. 

Dopo aver trascorso quasi tutta la serata sul palco insieme alla sua band, Mr.Rain ha scelto quindi di chiudere il concerto proprio in mezzo al pubblico. Nessuna distanza, almeno per qualche minuto, tra artista e spettatori. Solo saluti, sorrisi e la voglia di ringraziare chi aveva riempito il teatro.

E così, tra le note di una scaletta che ha attraversato passato e presente e le parole più intime di Mr.Rain, il concerto degli Arcimboldi si è trasformato in qualcosa di più di una semplice serata di musica: un incontro diretto tra un artista e il suo pubblico, nel segno delle emozioni, della fragilità e della forza di rialzarsi.

ADV