Mostruosamente tuo: musical, horror e rom-com in un film che esagera – Recensione

Mostruosamente tuo

Laura Franco, giovane attrice alle prese con una diagnosi di cancro, viene lasciata proprio durante il drammatico periodo delle cure dal fidanzato Jacob Sullivan, un regista teatrale con il quale si frequentava da cinque anni. In seguito a quella rottura devastante, torna a casa per ricostruirsi e ricominciare da zero, salvo scoprire che il “mostro” che da bambina viveva nel suo armadio è tornato.

In Mostruosamente tuo, il il peloso ospite è inizialmente scontroso, ma si rivela ben presto sorprendentemente sensibile, trasformandosi in un inaspettato confidente per Laura, sempre più persa nel suo dolore.

Dolore che si acuisce ulteriormente quando scopre che Jacob ha assegnato il ruolo di protagonista del nuovo spettacolo alla sua nuova fiamma, soffiando la parte proprio a Laura che era la scelta originaria. E sarà allora il mostro a rivelarsi fondamentale per risolvere la situazione, in maniera ovviamente non canonica.

Mostruosamente tuo: l’aspetto conta? – recensione

Fin dalle prime battute, il film dichiara apertamente la sua natura ibrida e dall’impronta semi-autobiografica , con la regista e sceneggiatrice Caroline Lindy che costruisce un’opera mescolante horror, commedia romantica e musical con un’ambizione rara per un debutto.

Ambizione non sempre supportata dai risultati, con una narrazione spesso irregolare che non trova il necessario equilibrio, affidandosi a fiammate qua e là ad accendere un racconto sospeso tra realtà e immaginazione.

Non viene infatti esplicitamente chiarito se il mostro sia reale oppure una materializzazione della rabbia repressa della protagonista, certamente alle prese con un periodo alquanto turbolento della sua esistenza. Il richiamo visivo è naturalmente all’immaginario de La Bella e la Bestia, con l’irsuto compagno di disavventura che rischia, minuto dopo minuto, di diventare improbabile interesse romantico, oltre che indispensabile alleato per sistemare i conti lasciati in sospeso.

Un mondo da affrontare

Ci troviamo così davanti ad una sorta di racconto di autostima, di rabbia e di ricostruzione identitaria in un’ottica da girl-power, con il nemico rappresentato da quell’ex fidanzato narcisista, uomo che sfrutta le donne per i suoi appetiti sessuali ed egocentrici.

Una chiave di lettura all’insegna del girl-power quindi, che a tratti rischia di farsi parzialmente fine a se stessa in un gioco delle parti fin troppo netto, pur con tutte le ambiguità del caso date dalla mente instabile di Laura. Laura alla quale va detto infonde una notevole intensità Melissa Barrera, che dopo l’ingiusta epurazione dalla saga di Scream ha qui modo di dimostrare il suo valore.

Resta lei infatti la punta di diamante del cast, con tanto di slancio vocale in quei citati sprazzi musical che fanno più volte capolino nei cento minuti di Mostruosamente tuo, gran finale in primis.

Peccato che la verve comica si riveli, paradossalmente, il tallone d’Achille del film: si tende spesso a spingere eccessivamente sull’umorismo, con gag e battute che raramente vanno a segno, rischiando inoltre di banalizzare quei temi più seri e complessi pur introdotti nella sfaccettata narrazione.

È come se il film avesse paura del proprio lato oscuro e abbia cercato di alleggerirlo, nel tentativo di rivolgersi a un range di pubblico più ampio, tradendo però così di fatto la sua stessa essenza più primigenia.

Conclusioni finali

Lui una sorta di sosia del principe Adam de La Bella e la Bestia, lei vestita per Halloween come la Sposa di Frankenstein: peccato che lui sia un mostro anche senza costume e che la loro relazione vada incontro a ovvi alti e bassi. Soprattutto se la protagonista è mentalmente instabile, con il confine tra immaginazione e realtà lasciato assai ambiguo.

Mostruosamente tuo funziona quando cene al suo lato più sovversivo, con quel finale quasi horror dove la verve musical convive con l’anima dark dell’operazione, ma non eccelle quando si tratta di snellire i toni, con la commedia sbilanciata e mal integrata al resto e al contesto. Ciò nonostante l’interpretazione di Melissa Barrera è di quelle che lasciano il segno, questa sì piacevolmente mostruosa.

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