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“Morbo K”, intervista al regista Francesco Patierno: “Antonello Fassari ha offerto un’interpretazione grandissima. E’ importante guardare al passato per capire il presente”

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In occasione della Giornata della Memoria, la Rai rende omaggio al professor Giovanni Borromeo, medico dell’ospedale Fatebenefratelli e riconosciuto nel 2005 come Giusto tra le Nazioni, dedicandogli la miniserie Morbo K. Chi salva una vita, salva il mondo intero, proposta in prima serata su Rai1 martedì 27 e mercoledì 28 gennaio e disponibile anche in boxset su RaiPlay. La produzione, frutto della collaborazione tra Rai Fiction, Fabula Pictures e Rai Com e diretta da Francesco Patierno, ripercorre in forma romanzata la straordinaria vicenda del medico che, durante l’occupazione nazista di Roma nel 1943, ideò l’inganno del cosiddetto morbo K, una malattia inesistente ma descritta come letale e contagiosa, grazie alla quale riuscì a nascondere numerosi ebrei nei reparti dell’ospedale e a salvarli dagli arresti e dalla deportazione.

“Morbo K”, intervista esclusiva al regista Francesco Patierno

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva il regista Francesco Patierno. “E’ importante raccontare la storia di Morbo K perché tante vicende del passato sono un’opportunità per capire il presente e a volte per darsi una risposta. E’ molto importante ricordare con racconti inediti come questo che offre spunti particolari”, ha dichiarato. Un film tv che racconta un momento storico preciso, il rastrellamento del ghetto del 1943 ma che in realtà sembra riguardare anche l’oggi visto il clima di violenza che si respira nel mondo: “I protagonisti di questo racconto sono dei medici che non voltano la testa dall’altra parte nonostante il periodo drammatico in cui si rischiava la vita per poco. Poter vedere in azione e senza retorica personaggi di questo tipo spero possa offrire un esempio, uno spunto di riflessione”. 

Oltre al dramma c’è anche la storia d’amore tra Pietro e Silvia: “Abbiamo cercato di dare un tono leggero. Non c’è solo il dramma ma anche una grande storia d’amore tra Pietro e Silvia e momenti di leggerezza portati avanti da Marco Fiore che interpreta il ragazzino”. 

Morbo K ci ha regalato anche l’ultima e toccante interpretazione di Antonello Fassari: “Siamo rimasti tutti profondamente colpiti anche perché Antonello ha offerto un’interpretazione grandissima, un ruolo difficile e soprattutto ha vissuto molto con noi. E’ stato sul set anche quando non era prevista la sua presenza e si è creata una bella complicità. Mi dispiace non aver preso con lui quel caffè che ci eravamo promessi di prendere”. 

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