Il Colonnello Lucio Gambera guida la squadra del ROS incaricata di catturare Matteo Messina Denaro, uno dei latitanti più ricercati al mondo, e dopo anni di tentativi falliti riceve un ultimatum: tre mesi per completare la missione, altrimenti la sua squadra verrà sostituita. La serie in due episodi “L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro”, prodotta da CamFilm con Rai Fiction e diretta da Michele Soavi, racconta questa corsa contro il tempo, trasmessa su Raiuno martedì 3 e mercoledì 4 febbraio alle 21.30, seguendo Gambera e i suoi uomini in operazioni complesse e rischiose. A pochi giorni dalla scadenza, il colonnello scopre, nascosti a casa della sorella del boss, pizzini che rivelano le condizioni di salute di Messina Denaro e la clinica dove viene curato. Grazie a queste informazioni, la squadra organizza un’operazione ad alto rischio, che si conclude con l’arresto del super latitante dopo trent’anni di fuga. La serie vuole raccontare il lavoro silenzioso e determinato di chi lavora nell’ombra, mettendo in luce il sacrificio e la dedizione di chi cerca giustizia senza apparire, trasformando il racconto della cattura in un omaggio agli “eroi invisibili” che combattono per la legalità.
“L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro”, intervista esclusiva al regista Michele Soavi
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva il regista Michele Soavi che ci ha spiegato com’è nata l’idea di portare sul piccolo schermo la storia della cattura di Matteo Messina Denaro: “L’idea è partita dal nostro produttore Pietro Valsecchi, che fin dall’inizio della sua carriera ha sempre amato raccontare storie legate alla legalità e alla realtà del nostro paese. Si tratta di storie vere, concrete, palpabili. Anche se parliamo di fiction, in realtà di invenzione ce n’è pochissima, perché dopo due anni di ricerche meticolose, con registrazioni di conversazioni e raccolta di tutti gli elementi, Valsecchi ha scritto la sceneggiatura grazie anche alla consulenza del colonnello Arcidiacono del ROS, che lo ha guidato passo passo nell’indagine. Da lì è nato il copione, su cui poi ci siamo concentrati insieme sui dettagli e sulla messa in scena. A un certo punto Pietro mi ha passato molto generosamente la responsabilità della regia, e sul set ho potuto dirigere il lavoro secondo la mia visione. Ne è uscita così questa storia, divisa in due serate su Rai 1, L’invisibile, che racconta la cattura di Matteo Messina Denaro”.
Il personaggio di Lucio Gambera è ispirato al Colonnello dei Ros Lucio Arcidiacono che si è occupato dell’arresto di Matteo Messina Denaro. Nonostante non fosse mai andato sul set, con il regista si è tenuto però in contatto: “Era lontano da Messina, ma ci sentivamo molto spesso. A un certo punto mi ha detto che era come se ci conoscessimo da sempre, perché ormai eravamo abituati a scambiarci notizie, informazioni e dettagli continuamente. Certo, c’è una romanzatura, come in tutte le fiction per esigenze di drammaturgia, ma resta molto, molto vicino ai fatti realmente accaduti”.
La Sicilia che emerge dal racconto è quella di una terra che ha alzato un muro di omertà attorno alla figura del boss. Tanto che Soavi ci ha rivelato non è stato possibile girare a Castelvetrano: “Volevamo girare nel territorio trapanese, a Mazara del Vallo, che è la sua terra, ma ci è stato gentilmente chiesto di spostarci altrove. Non si può entrare “in casa dell’impiccato” né rischiare di offendere certi valori, perché è noto che c’è ancora omertà e alcune persone continuano a considerarlo un benefattore. Così, con rispetto e in punta di piedi, ci siamo spostati nel territorio palermitano, dove abbiamo potuto girare senza alcun tipo di pressione, induzione o minaccia”.
In questa serie, Michele Soavi ha diretto anche Levante e Leo Gassmann: “È stata una bellissima sorpresa, perché entrambi si sono lasciati davvero guidare, come quando prendi per mano un bambino per attraversare la strada, anzi, l’autostrada, visto che i tempi di una fiction sono sempre molto ristretti. Claudia, io la chiamo così, anche se in arte è Levante, si è immersa completamente in questo teatro, regalando non solo il suo volto, ma anche qualcosa di sé, della sua anima. Leo, più giovane, era come un cagnolino entusiasta, curioso di imparare tutto: come si fa questo, come si fa quello. Io ero felice di insegnarglielo, perché si è mostrato aperto e disponibile. Insomma, entrambi meritano un bel 10 su 10”.
A conclusione dell’intervista, Soavi ha già anticipato che non è prevista una seconda stagione della serie: “Quello che dovevamo raccontare l’abbiamo detto in questa storia. Non credo che si presti a un sequel, anzi, penso proprio di no, perché raccontiamo un ciclo che ha un inizio e una fine, e che si chiude così com’è”.