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“Elena del Ghetto”, intervista a Micaela Ramazzotti: “Elena era una donna irriverente e coraggiosa. Oggi viviamo ancora in una società patriarcale in cui se la donna è fuori dagli schemi è considerata matta”

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Dal 29 gennaio arriva al cinema “Elena del Ghetto”, film esordio alla regia di Stefano Casertano, storia vera di Elena Di Porto, la donna ritenuta da tutti matta che nel 1943 aveva provato ad avvertire gli abitanti del Ghetto del pericolo imminente senza però essere creduta. Ad interpretarla l’attrice Micaela Ramazzotti che ha restituito al personaggio una grande profondità e umanità.

“Elena del Ghetto”, intervista esclusiva a Micaela Ramazzotti

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Micaela Ramazzotti. L’attrice ha parlato così del suo personaggio sottolineandone il coraggio: “Mi ha insegnato tante cose. Prima di tutto, Elena stava al mondo per starci davvero, stava in vita per vivere. Non era indifferente, non era abitata dalla paura. E proprio perché non aveva paura, in qualche modo era sempre viva. Guardava il mondo per quello che era e cercava anche di andare oltre. Lei sa che cosa aveva? Una grande intuizione. Intuiva le cose. Era molto lungimirante, arrivava dove gli altri non arrivavano. Per questo era considerata matta: perché era fuori dagli schemi. E se sei fuori dagli schemi, purtroppo, vieni considerata diversa. Non fai più parte del gruppo, diventi “altra”. Così ti giudicano da internare, da mandare al confino, solo perché difendi le persone più deboli. Lei però l’ha sempre fatto con forza e con il sorriso. Non era recriminatoria, anzi: tornava dal confino, da Santa Maria della Pietà, più forte di prima. Irriverente, con il suo ghigno, la sua ironia, la sua forza. Aveva un coraggio innato, era nata così”. 

Elena fuma, indossa pantaloni, è separata. Tutti comportamenti giudicati inaccettabili per l’epoca. Ancora oggi però viviamo in una società patriarcale che punta il dito contro le donne: “È attualissima. Purtroppo quella visione patriarcale è rimasta nel sangue degli uomini. C’è ancora l’idea della donna come essere inferiore: se una donna è intelligente, se è fuori dagli schemi, allora è “matta”. Se ci fai caso, la parola matta viene quasi sempre usata per una donna, raramente per un uomo. È una cosa impressionante. Lei ebbe il coraggio, quasi un secolo fa, di lasciare il marito, dandogli persino una saccagnata. Lo lasciò, prese i suoi figli e li salvò. Le uniche persone che riuscì davvero a salvare furono loro. Cercò di salvare un’intera comunità, ma non ci riuscì. Portava dentro un grande senso di frustrazione per non essere riuscita a portare fino in fondo ciò in cui credeva, ciò che sapeva. Aveva ricevuto una soffiata da un federale: lavorava a servizio presso un’attrice, e quell’uomo le disse che il giorno dopo sarebbero arrivati i tedeschi e li avrebbero portati a morire. Lei avvertì tutti, ma nessuno le credette. E purtroppo, fu proprio così”. 

Un film che parla del passato ma anche dell’oggi. Il film uscirà il 29 gennaio proprio in occasione della Giornata della Memoria: “Prima c’era una tragedia che avanzava, e nessuno se ne era accorto. E anche oggi, in fondo, siamo nella stessa situazione. Non bisogna essere indifferenti”, ha detto la Ramazzotti.

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