Dopo che il live-action di Barbie (2023) è diventato uno dei maggiori successi commerciali degli ultimi anni, Mattel non ha certo intenzione di restare con le mani in mano e continua perciò a sfruttare il proprio catalogo di giocattoli, nella speranza di replicare il successo dell’instant cult di Greta Gerwig. Eccoci quindi a parlare di Matchbox: Il film, commedia d’azione diretta da Sam Hargrave che prova a trasformare le iconiche automobiline, in commercio dal 1953, in materiale per un blockbuster di puro intrattenimento, affidandosi non a caso a John Cena come protagonista. Ma sarà bastata la verve comica dell’ex wrestler a reggere il peso di un film che partiva da premesse così risibili?
Matchbox: amici per sempre – recensione
Il prologo è ambientato alla fine degli anni Novanta e ci presenta i cinque protagonisti da ragazzini, in una piccola cittadina dell’Ohio dove trascorrono il proprio tempo giocando con le automobiline Matchbox. Il loro punto di ritrovo è l’officina di Smalley, un meccanico che custodisce una vasta collezione ed è zio di Aimee, la ragazzina per cui Sean Walker ha una cotta senza aver mai trovato il coraggio di dichiararsi.
L’azione si sposta poi quasi trent’anni in avanti, quando la morte dell’uomo riunisce gli amici di un tempo. Sean, che non li vede da allora, è diventato un agente segreto della CIA, impegnato in pericolose missioni in giro per il mondo. Al funerale ritrova i vecchi compagni: Ted, ora insegnante di scienze; Charmaine, pilota di elicotteri con aspirazioni giornalistiche, e suo marito Crosby, responsabile di un’impresa edile; e naturalmente Aimee, paramedica e appassionata di corse automobilistiche, reduce da un matrimonio finito male. La rimpatriata viene però bruscamente interrotta quando il gruppo viene drogato e rapito da un alto esponente della CIA, che ritiene Sean responsabile del furto di una testata nucleare. Ora questi dovrà provare la propria innocenza e per completare la missione con successo troverà il fondamentale aiuto dei compari di infanzia.
Un mix poco omogeneo
Sulla carta, Matchbox: Il film avrebbe voluto combinare un mood nostalgico con un impianto action di concezione moderna, fatto di esplosioni, inseguimenti e fughe a rotta di collo, nella piena tradizione del genere e all’insegna della continua esagerazione. Il risultato è un pasticcio confusionario e spesso gratuito, che si trascina per oltre due ore tra citazioni e omaggi più o meno consapevoli, seguendo pedissequamente le linee guida di un intreccio altamente prevedibile.
Dietro la macchina da presa troviamo Sam Hargrave, noto coordinatore di stunt per numerosi film Marvel e già regista della saga action di Extraction con Chris Hemsworth, nella quale, pur senza eccellere particolarmente, aveva dimostrato un discreto mestiere. Qui, invece, il tentativo di fondere atmosfere più leggere e ironiche – alcuni scambi di battute e dinamiche personali rasentano la parodia – con la verve adrenalinica dell’action resta privo di sostanza e di contenuti. Il film non riesce a mantenere un legame autentico con l’immaginario infantile alla base del marchio, né a giustificarne lo sfruttamento in un’operazione concettualmente vuota.
Conclusioni finali
John Cena e Jessica Biel sono al centro di quest’improvvisata action-comedy su un gruppo di amici d’infanzia catapultati in un complotto ai più alti livelli, da risolvere improvvisandosi agenti segreti o sfoderando – se spie lo si è già – abilità da implacabili eroi d’azione old-school.
Matchbox: Il film prende spunto dalla comune passione per le automobiline Mattel, espediente narrativo giustificante l’adattamento del relativo marchio, per inscenare una storia sospesa tra futile divertimento e spettacolo esplosivo, in due ore di visione che si accontentano di riciclare suggestioni non certo inedite, a uso e consumo di un pubblico dalla memoria corta.