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Libera 2, intervista a Lunetta Savino: “Libera avrà maggiori responsabilità, Pietro continuerà ad essere un aiuto prezioso. Sui femminicidi siano gli uomini a prendere la parola”

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La seconda stagione della serie TV Libera, diretta da Gianluca Mazzella e prodotta da 11 Marzo Film con Rai Fiction, debutta su Rai 1 da domenica 25 ottobre con sei nuovi avvincenti episodi. Protagonista è ancora Lunetta Savino nei panni di Libera Orlando, integerrima magistrata triestina promossa a presidente della Sezione penale, da sempre guidata dalla ricerca della verità al di là dei pregiudizi. La trama principale ruota attorno al delicato processo a carico di un giovane rapper per il delitto di Elena Palma: pur a fronte di indizi schiaccianti, la giudice sospetta anomalie e riprende le indagini ufficiose insieme a Pietro. Parallelamente, l’uomo cerca di recuperare il tempo perduto diplomandosi e costruendo un legame solido con la figlia Clara, anche se l’attrazione per una testimone chiave rischia di incrinare questo equilibrio. A complicare il quadro giunge da Palermo il magistrato Cesare Scuderi, spinto da una missione riservata che lo costringerà a collaborare con Libera, riaprendo vecchie questioni tra loro. Tra impegni giudiziari, affetti familiari e il riavvicinamento dell’ex marito Davide, la protagonista dovrà districarsi tra intricate dinamiche personali e nuove pericolose verità.

Libera 2, intervista esclusiva con Lunetta Savino

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Lunetta Savino, pronta a vestire nuovamente i panni di Libera Orlando nella seconda stagione della fortunata serie di Rai1. “La ritroveremo in affanno, come al solito, con ancora maggiori responsabilità sul lavoro perché è diventata presidente di sezione. Dovrà affrontare un processo molto impegnativo, anche a livello mediatico, con tutto quello che comporta; ci sarà poi la crescita di una nipote che comincia a scalpitare e a non voler essere troppo ligia alle regole che la nonna le ha dato; e infine un ex marito che si appoggia anche lui alla famiglia d’origine. Lei è veramente sopraffatta dall’impegno del lavoro e della famiglia, ma lo fa sempre con grande trasporto e generosità”, ha raccontato Lunetta Savino ai nostri microfoni.

Interrogata su cosa apprezzi di più della giudice triestina e su quali aspetti le accomunino, l’attrice ha rivelato: “Mi piace sicuramente questa sua passione febbrile per il lavoro, che svolga al massimo delle sue forze, quasi senza dormire la notte. Si addormenta sui faldoni che si porta a letto perché è proprio ossessionata dalla ricerca della verità: questo mi piace molto e ho cercato di restituirlo con la mia interpretazione. Anch’io sono una perfezionista, una che deve arrivare pronta alla prova che l’aspetta: in questo sento che ci somigliamo”.

Nella seconda stagione prosegue anche la particolare alchimia investigative e umana con Pietro, interpretato da Matteo Martari: “Il loro rapporto si ritroverà a intrecciarsi sull’indagine che Libera sta portando avanti. Sul processo che sta seguendo e che ha una serie di intoppi, lui si rivela una mano preziosa: non regolare, ma rapida e intuitiva. Lei rischia sempre nel coinvolgerlo, ma questo è il bello di questa serie e di questo rapporto. E poi se lo ritroverà anche come padre della nipote, un po’ spaesato: lei cerca di istruire come può questo nuovo padre a fare il padre, solo che anche lei non ha una ricetta pronta e lui dovrà barcamenarsi”, ha ammesso l’attrice.

Al centro del nuovo arco narrativo c’è il processo per l’omicidio di Elena Palma, un caso di femminicidio che tocca un tema purtroppo sempre drammaticamente attuale. Su questo aspetto, Lunetta Savino ha condiviso una toccante riflessione: “Bisogna soprattutto indagare meglio chi sono questi uomini e perché arrivano a fare quello che fanno, perché altrimenti non se ne esce. Invece spesso il fuoco è puntato sulla donna vittima. Bisogna capire chi sono loro, quelli che uccidono, quelli che addirittura sterminano l’intera famiglia e poi si fanno fuori a loro volta. Penso che gli uomini debbano non solo indagare su se stessi, ma anche prendere la parola. L’esempio del padre di Giulia Cecchettin, che ha continuato a parlare e va a incontrare i giovani, è fondamentale: serve che soprattutto gli uomini e i ragazzi riescano ad approfondire e a capire perché la libertà delle donne risulti così indigesta”.

Parlando del significato del titolo e di cosa la faccia sentire libera nella vita quotidiana, l’attrice ha aggiunto: “Poter gestire la mia vita, il mio tempo, i miei spazi; potermi prendere delle pause e dedicarmi a tutt’altro. Non essere soli nell’affrontare il mondo che ci circonda: avere questa possibilità, anche facendo teatro — che è una grande famiglia che va in giro insieme, una grande carovana —, è ciò che mi fa sentire libera”.

Infine, un commento positivo sulla crescente centralità delle figure femminili nella serialità televisiva: “Lo giudico molto positivamente, perché di fatto le donne sono protagoniste della società in cui viviamo. Bisogna saperle raccontare senza stereotipi e senza banalizzare. È interessante che la fiction approfondisca personaggi così diversi fra di loro, di età differenti, dando la possibilità a tante attrici brave di emergere”.

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