ADV

Luciano Ligabue riparte dagli stadi: “Voglio ancora scrivere belle canzoni”

ADV

Luciano Ligabue riparte dagli stadi e lo fa da Roma, con una tappa speciale allo Stadio Olimpico che apre ufficialmente la parte estiva del tour “La notte di certe notti”, dopo la data zero di Bibione. Un concerto dal forte valore simbolico, pensato per celebrare i 30 anni di “Certe notti”, una delle canzoni più amate della sua carriera e tra i brani che hanno segnato la musica italiana.

Incontrando i giornalisti poche ore prima di salire sul palco, Ligabue ha raccontato il senso del suo percorso artistico, partendo da uno dei primi brani con cui ha conquistato il pubblico, “Balliamo sul mondo”. Fin da allora, ha spiegato, il suo obiettivo era chiaro: realizzare canzoni con un’anima popolare, capaci di muoversi nel mainstream senza perdere identità.

“Volevo essere un cantautore con il suono di una band, e spero di esserlo ancora”, ha dichiarato il rocker di Correggio, sottolineando come la sua sfida sia rimasta la stessa: provare a scrivere quelle che, per lui, sono semplicemente “belle canzoni”.

La scaletta del concerto di Ligabue: 26 brani e quasi due ore e mezza di musica

La tappa romana del tour propone una scaletta imponente: 26 brani per quasi due ore e mezza di concerto. Sul palco trovano spazio molti dei grandi capisaldi della carriera di Ligabue, da “Una vita da mediano” a “Urlando contro il cielo”, passando per “Questa è la mia vita”, “Tra palco e realtà” e naturalmente “Certe notti”.

Il cantautore ha anticipato che la scaletta cambierà nella successiva parte del tour nei palazzetti, dove ci sarà spazio anche per brani più recenti. Intanto, negli stadi, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni, con un repertorio costruito per unire memoria, energia e partecipazione collettiva.

Un’emozione particolare, per Ligabue, è anche la presenza sul palco del figlio Lenny, da due anni batterista della sua band. Una scelta artistica e familiare che aggiunge un ulteriore valore emotivo al tour.

Ligabue e il rapporto tra musica e impegno: “La musica può, non deve”

Nel corso dell’incontro con la stampa, Ligabue è tornato anche sulla discussione nata dopo le parole di Francesco De Gregori sugli artisti e il loro eventuale schieramento politico.

Il rocker ha definito De Gregori “un patrimonio della musica e della cultura di questo Paese”, riconoscendogli una grande libertà di pensiero. Allo stesso tempo, però, ha precisato di non condividere del tutto quella posizione.

Secondo Ligabue, la musica non deve per forza prendere posizione, ma può farlo. Ogni artista, quindi, deve sentirsi libero di scegliere se esprimere o meno un pensiero attraverso le proprie canzoni. Nel suo caso, ha sempre cercato di comunicare le proprie idee soprattutto con la musica.

Non a caso, nella scaletta del concerto è presente anche “Il mio nome è mai più”, il brano contro la guerra realizzato con Piero Pelù e Jovanotti. Ligabue ha ricordato che lo esegue nei concerti da molti anni, sottolineando come nel mondo siano ancora in corso numerosi conflitti e crisi umanitarie.

“Nessuno è di qualcuno”, il nuovo brano contro la violenza di genere

Tra i momenti più significativi del concerto c’è anche “Nessuno è di qualcuno”, brano inedito inserito nella setlist e nato, come raccontato dallo stesso Ligabue, “dall’urgenza di dire qualcosa”.

La canzone affronta il tema della violenza di genere e i diritti saranno devoluti alla Fondazione Una Nessuna Centomila. Ligabue ha spiegato di aver voluto raccontare un sentimento di empatia, partendo da un concetto chiaro e diretto: nessuna persona appartiene a qualcun altro.

Il messaggio del brano sarà accompagnato anche da immagini proiettate sullo schermo durante il concerto, con l’obiettivo di rendere ancora più forte e comprensibile il senso della canzone.

Ligabue a Sanremo? “Mai dire mai”

Tra le domande rivolte al cantautore non è mancata quella su una possibile partecipazione al Festival di Sanremo come ospite. Ligabue non ha chiuso del tutto la porta, ma ha spiegato di vivere Sanremo come un contesto molto particolare.

Per lui, il Festival resta “la più grande vetrina che ci sia”, ma anche un ambiente carico di tensione, dove tutto sembra assumere un peso enorme. Al momento, quindi, la sua risposta sarebbe prudente, ma non definitiva: “Mai dire mai”.

Il legame di Ligabue con Roma e lo Stadio Olimpico

Per Ligabue, partire da Roma ha un significato speciale. Il cantautore ha ricordato alcune esperienze passate allo Stadio Olimpico, tra grandi entusiasmi, pioggia battente e momenti diventati quasi leggendari.

Tra gli episodi più curiosi, ha raccontato uno scherzo dei tecnici durante l’esecuzione di “Leggero”: la piattaforma su cui si trovava, che solitamente si alzava di pochi metri, arrivò molto più in alto del previsto, rendendo quella versione del brano particolarmente memorabile.

Tornare all’Olimpico, per Ligabue, significa quindi ritrovare un luogo ricco di ricordi e ripartire da una città che ha sempre risposto con grande partecipazione ai suoi concerti.

Le prossime date del tour di Ligabue

Dopo Roma, il tour “La notte di certe notti” proseguirà negli stadi con la data del 17 giugno all’Allianz Stadium di Torino e quella del 20 giugno allo Stadio San Siro di Milano. Successivamente, la tournée continuerà tra settembre e ottobre con una nuova fase nelle arene e nei palazzetti.

Ligabue ha inoltre anticipato che nel 2027 potrebbe esserci una pausa dai live in Italia, ma non necessariamente all’estero. Intanto, il presente lo vede in un momento che lui stesso definisce felice, sia dal punto di vista personale che artistico.

Con questo tour, Luciano Ligabue celebra il passato senza restarne prigioniero, riportando sul palco le canzoni che hanno accompagnato intere generazioni e aggiungendo nuovi messaggi al suo percorso musicale.

ADV
Articoli correlati