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Lidia Schillaci ai Nations Award di Taormina: “Tale e Quale Show è stato un percorso quasi attoriale. Lady Gaga è stata il mio portafortuna” – Intervista

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Ospite dei Nations Award di Taormina, Lidia Schillaci si racconta ai nostri microfoni tra il profondo legame con la Sicilia, i ricordi dell’esperienza a Tale e Quale Show e la sua carriera musicale. La cantante parla anche della scelta di non avere un “piano B”, rivendicando con orgoglio una vita interamente dedicata all’arte e alla musica.

Intervista a Lidia Schillaci

Lidia Schillaci, benvenuta su SuperGuidaTV. Siamo qui a Taormina in occasione dei Nations Award. Che rapporto hai con la Sicilia?

“Essendo siciliana, il mio rapporto con questa terra è totale, direi quasi una simbiosi. Questa sera, inoltre, vivrò un’emozione speciale perché canterò sul palco del meraviglioso Teatro Antico di Taormina una canzone che ho scritto in siciliano, sia nel testo che nella musica. È un brano che parla della nostra terra, delle nostre radici e dell’identità che ci accompagna ovunque andiamo. Per me sarà un momento particolarmente significativo.”

Il pubblico televisivo ti ricorda soprattutto per la tua partecipazione a Tale e Quale Show, dove hai conquistato tutti con le tue imitazioni, in particolare quella di Lady Gaga. Che ricordi conservi di quell’esperienza?

“È stata un’esperienza incredibile. Mi ha permesso di immergermi in tantissimi personaggi e in personalità molto diverse tra loro. Per certi aspetti è stato quasi un percorso attoriale, oltre che musicale. Non si trattava semplicemente di cantare, ma di entrare nella vita e nell’universo di ogni artista. Ho vissuto quell’esperienza con grande intensità e coinvolgimento. Lady Gaga, in particolare, è stata il mio portafortuna. Ancora oggi è un personaggio a cui sono molto legata e questa sera la proporrò nuovamente in una versione diversa, accompagnata da un’orchestra sinfonica.”

La musica sinfonica sembra avere un ruolo sempre più importante nel tuo percorso artistico.

“Assolutamente sì. Negli ultimi anni è diventata quasi il mio modo naturale di fare musica. Lavorare con un’orchestra sinfonica mi regala emozioni straordinarie e rappresenta una dimensione artistica nella quale mi riconosco profondamente.”

Molti artisti raccontano la precarietà del loro lavoro. Tu hai mai pensato a un piano B?

“No, perché la musica è sempre stata il mio piano A. Ho iniziato a studiarla fin da bambina e prima ancora di diventare cantante mi sono formata come musicista. Questo è il mio lavoro, quello che ho scelto e che continuerò a difendere fino in fondo. Non ho mai pensato a un’alternativa perché la musica fa parte della mia identità. Credo che l’arte sia un mestiere meraviglioso da tramandare, da coltivare e da mettere a disposizione degli altri. In fondo il nostro compito è proprio questo: essere strumenti attraverso cui passano emozioni, messaggi e storie. Se si affronta questo lavoro con umiltà e con la consapevolezza di essere al servizio di qualcosa di più grande, allora si riescono ad affrontare anche gli inevitabili alti e bassi che fanno parte della vita, non solo artistica ma di qualsiasi professione.”

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