In vista della sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo 2026, Levante incontra la stampa per parlare dei suoi progetti musicali e della sua presenza alla kermesse canora in gara con il brano “Sei tu”. «Ritorno al terzo, a qualcuno di voi avevo detto “no, penso che non lo rifarò mai più”. E invece eccomi. E voi sapevate che io l’avrei già fatto» – Dichiara la cantante in conferenza stampa.
Levante al Festival di Sanremo 2026 con “Sei Tu”
«Oggi vi introduco il titolo del disco che uscirà prossimamente: “Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza”. È un lavoro in cui ho deciso di indagare sull’amore, ovviamente, ma soprattutto sulla fine dell’amore. Per ciò che riguarda la mia esperienza personale, mi sono chiesta perché queste storie, queste relazioni, si arrestassero sempre allo stesso punto, perché finissero sempre alla stessa curva, perché si ripetessero sempre gli stessi pattern. Mi sono fatta una domanda e spero di essermi data anche una risposta. Sono partita dal brano “Dell’amore, il fallimento”, uscito mesi fa, che introduce questo tema, e chiudo il disco con il brano che presenterò a Sanremo». – Dice Levante parlato del progetto del nuovo album che uscirà a breve.
“Sei Tu”: la canzone che Levante porta sul palco dell’Ariston
Nell’introdurre il brano sanremese, Levante racconta la sua scelta di questo pezzo per la gara canora: «Non tanto per il tema, ma per il vestito di questa canzone: è quasi nuda. È una canzone che arriva in punta di piedi, molto delicata, molto diversa da quello che ho mostrato sul palco dell’Ariston negli anni passati».
«Ho sempre desiderato mostrare muscolarità, energia, movimento, anche un determinato tipo di cantato. In realtà con “Sei tu” spero di mostrare un altro aspetto di me. Chi mi segue da tanto tempo lo conosce, perché nei dischi questa dimensione delicata esiste, ma su un palco così popolare non l’avevo mai mostrata. Succederà a brevissimo, in una maniera quasi sospesa, anche aperta. È un testo molto immediato. Il brano descrive le sensazioni fisiche di un corpo innamorato, travolto dall’innamoramento. Ma alla fine non trova una risoluzione positiva: è un corpo che non riesce a dichiarare l’amore, a verbalizzarlo»
Sul tema affrontato nel brano la cantante ha le idee chiare: «Credo che al primo ascolto si possa dare una libera interpretazione. Il finale rimane comunque aperto, una visione personale. Qualcuno mi ha fatto notare che potrebbe essere letto come l’amore di un padre per un figlio, l’amore tra due fidanzatini, tra due ragazzini. In questo percorso di fallimenti, il mio finale è abbastanza negativo, perché avevo voglia di raccontare anche gli aspetti negativi della nostra vita. Tutti abbiamo vissuto relazioni fallimentari, amori finiti male, tutti ci siamo incastrati in dei pattern che ripetiamo. Credo che il tema riguarda tutti. L’amore è stato raccontati in mille modi da molti artisti prima dice, però è una domanda che volevo farmi anche io»
«La soluzione è assolutamente personale. Viviamo l’amore in base a quello che abbiamo vissuto. Io ho dovuto scavare molto a fondo per cercare una risposta ai miei comportamenti. Una delle risposte è stata la paura. Sono andata a guardare cosa fosse successo nella mia infanzia, per capire perché decidessi di “uccidere” l’amore a un certo punto. Se io ti uccido, tu non puoi morire: era facile per me concludere le storie in questo modo. Poi non è sempre stato così: sono stata anche lasciata, e a volte quasi compiacendomi di questo. Perché c’è sempre la paura di andare avanti. Siamo bravi a prendere, ma spesso non sappiamo dove andare».
Il cambiamento nella vita e nella musica
Su come è cambiata lei stessa ma anche il suo modo di fare musica negli anni, ‘artista dichiara: «Sono onesta: non so se sia cambiato qualcosa in modo consapevole. Sicuramente è passato il tempo e io sono cambiata. La scrittura è sempre molto istintiva. Non mi sono mai interrogata troppo su quanto dovesse essere chiara. Forse oggi sono più immediata rispetto al passato, perché ho già esplorato a lungo una scrittura più stratificata. L’approccio però è sempre lo stesso: io, la chitarra, la tastiera e il quadernetto. Poi è chiaro che a volte mi stanco di me stessa e vado a esplorare altri aspetti».
Un disco e un brano quello che presenterà a Sanremo che non è legato per forza di cose all’amore che prova per la figlia Alma: «L’amore per Alma è totalmente diverso. È un amore senza confini, viscerale, senza logica. I bambini ti mettono alla prova più come essere umano che come genitore: ti chiedi quanta pazienza hai, quanto sai ascoltare l’altro. Però è un amore naturale, puro. Nel disco parlo dell’amore tra amanti. Non è un lavoro che guarda la società chiedendosi se sappia amare, ma è innegabile che questo sia un tempo in cui l’amore manca molto» – poi la canta te aggiunge – «Spero che Alma non debba mai chiedersi se merita amore. È una responsabilità nostra, mia e di suo padre»
Un brano che Levante definire come una “pelle”: «È un brano molto fisico, parla del corpo travolto dall’innamoramento. “Pelle” descrive quello che sento sotto la pelle, qualcosa che l’altro non può vedere. È un sentimento così forte da bloccarmi, da impedirmi di dichiararlo. Forse è la paura di non essere abbastanza».
Duetti e serata cover
Nel disco, come dichiara l’artista non sono previsti duetti con altri colleghi, per la serata delle cover in programma durante il Festival di Sanremo levante non ha ancora scelto chi portare sul palco ma i suoi desideri li racconta in conferenza: «Nel disco al momento non c’è nessuno. Non sento l’esigenza. Per Sanremo ho fatto dei tentativi, ma tutti quelli che amo erano impegnati. Potendo tutto, porterei sul palco Alanis Morissette. Ho parlato molto con Carmen Consoli, mi ha dato consigli preziosi. Sarebbe stato bellissimo, ma sarà in tour».
La serie con Lino Guanciale “L’invisibile”
Dalla musica alla recitazione, Levante affiancherà Lino Guanciale nella miniserie sulla cattura di Messina Denaro dal titolo “L’invisibile”: «Ho fatto un provino quasi per gioco e poi è andato bene. Si parla della cattura di Matteo Messina Denaro. Interpreto la moglie di un uomo della squadra che lo ha arrestato. È un film che racconta anche l’impatto emotivo sulle famiglie, sui bambini, sulla vita sotto scorta. È stata un’esperienza molto forte».
Gli abiti a Sanremo
Sugli abiti che indosserà sul palco del teatro Ariston, la cantante racconta: «Stiamo già progettando tutto. Ci sarà una me diversa, più elegante, più coerente con il brano. Un po’ di pelle sì, ma nulla di eccessivo».
Levante e l’amore per il Sud
In chiusura la cantante fa una riflessione sul Sud e sulla Sicilia alle prese con il maltempo: «Mi sento impotente davanti a quello che sta succedendo in Sicilia, Calabria e Sardegna. I danni sono enormi: coste devastate, agricoltura distrutta, aranceti cancellati. Ho la sensazione che quando il Sud chiede aiuto ci sia sempre diffidenza. Quando succede altrove, l’Italia si mobilita tutta. Questo mi dispiace molto».