Il racconto delle origini prende nuova forma in “Le Donne della Bibbia” (The Faithful: Women of the Bible), la miniserie evento in onda su Canale 5 domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026, in occasione di Pasqua e Pasquetta. Al centro della narrazione c’è il libro della Genesi, riletto però attraverso uno sguardo inedito: quello delle donne che, con le loro scelte, i loro sacrifici e le loro passioni, hanno contribuito a dare origine alla storia della fede.
La serie propone una drammatizzazione fedele ma allo stesso tempo intensa e moderna, capace di mettere in primo piano figure femminili spesso rimaste in secondo piano nei racconti tradizionali. Ne emerge un affresco potente, fatto di desiderio, rivalità, maternità e destino.
Le Donne della Bibbia, trama: cinque donne, un’unica eredità
La storia segue le vicende di cinque figure fondamentali dell’Antico Testamento: Sara (Minnie Driver), Agar (Natacha Karam), Rebecca (Alexa Davalos), Lia (Millie Brady) e Rachele (Blu Hunt).
Tutto ha inizio con Sara, moglie di Abramo (Jeffrey Donovan), che sogna di avere un figlio ma non riesce a concepire. Spinta dal desiderio di costruire una discendenza, prende una decisione destinata a cambiare tutto: chiede alla sua serva Agar di avere un figlio con suo marito. Da questo gesto nasce una catena di eventi carichi di tensione emotiva, gelosie e conflitti familiari.
Anni dopo, il testimone passa a Rebecca, figura chiave per il futuro del popolo d’Israele. Sarà lei a orchestrare un inganno decisivo per favorire il figlio minore Giacobbe, scatenando una rivalità profonda con il fratello Esaù. Questo conflitto si rifletterà anche sulla generazione successiva, coinvolgendo le sorelle Lia e Rachele: unite fin dall’infanzia, finiranno per contendersi amore, riconoscimento e maternità.
Un cast internazionale per una produzione ambiziosa
La miniserie può contare su un cast internazionale di grande livello. Minnie Driver porta sullo schermo una Sara intensa e determinata, mentre Natacha Karam offre una lettura emotivamente complessa di Agar. Alexa Davalos interpreta Rebecca con sfumature ambigue e strategiche, mentre Millie Brady e Blu Hunt danno vita al contrasto tra Lia e Rachele, cuore pulsante della seconda parte del racconto.
Alla guida del progetto troviamo nomi di spicco della televisione internazionale. La produzione è firmata da FOX Entertainment Studios e distribuita da FOX Entertainment Global, con Carol Mendelsohn (CSI: Scena del crimine), Julie Weitz (Il gioco del silenzio) e Rene Echevarria (Carnival Row, The 4400) in qualità di produttrici esecutive. Echevarria ricopre anche il ruolo di showrunner, garantendo una visione coerente e coinvolgente dell’intera narrazione.
Il contributo italiano dietro le quinte
Tra gli elementi distintivi della serie c’è anche una significativa presenza italiana nel comparto tecnico. Il line producer è Franco Della Posta, affiancato da professionisti come Michela Barberini (capo parrucchiere), Elisabetta De Leonardis (hair designer) e Federico Laurenti (make-up designer).
A questi si aggiungono Simone Troili (manager di produzione), Paolo Iudice (on-set dresser), Claudio Castorina e Christian Zampagni (boom operator), Marco De Carolis (tecnico del suono), Claudio Valentini (extra casting director) e Manuele Masotti (location manager). Un contributo che conferma il respiro internazionale della produzione e il valore delle maestranze italiane nel panorama audiovisivo globale.
Una serie tra fede, emozione e attualità
“Le Donne della Bibbia” non è solo una ricostruzione storica o religiosa, ma una narrazione profondamente umana. Temi come la maternità, il desiderio, il potere delle scelte e le dinamiche familiari risuonano con sorprendente attualità.
La serie si inserisce nel filone delle grandi produzioni bibliche, ma si distingue per il suo approccio intimo e centrato sui personaggi femminili, offrendo una prospettiva nuova e coinvolgente su storie millenarie.
Quando e dove vederla in TV
L’appuntamento è fissato per domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 in prima serata su Canale 5. Due serate evento pensate per il periodo pasquale, ideali per riscoprire uno dei racconti più antichi della storia attraverso uno sguardo contemporaneo e profondamente emotivo.










