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“Jumpers – Un salto tra gli animali”, intervista a Giorgio Panariello: “Ho imparato tantissimo dal doppiaggio. Stefano De Martino a Sanremo? Farà un ottimo lavoro”

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La connessione tra uomini e animali è al centro di “Jumpers- Un salto tra gli animali”, il nuovo film d’animazione targato Disney – Pixar in uscita nelle sale dal 5 marzo. Il film, diretto da Daniel Chong, racconta la storia di Mabel, diciannovenne determinata e amante della natura, che tenta di bloccare la costruzione di una tangenziale voluta dal sindaco Gerry e destinata a devastare l’ecosistema di una colonia di castori guidata da Re George. Grazie a una sofisticata tecnologia, la ragazza riesce a trasferire la propria coscienza nel corpo di un castoro, vivendo in prima persona la minaccia che incombe sugli animali e combattendo dall’interno contro l’egoismo e la speculazione umana. Tra le voci italiane Tecla Insolia, Giorgio Panariello, Francesco Prando e Rossella Izzo.

“Jumpers – Un salto tra gli animali”, intervista esclusiva a Giorgio Panariello

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Giorgio Panariello in occasione della premiere che si è svolta a Roma.

Il comico ha raccontato com’è andata la sua prima esperienza al doppiaggio: “All’inizio mi dicevano: “Sei già abbastanza sciolto o fai fatica ad approcciarti al lavoro tecnico con naturalezza?”. In realtà non è stato semplice, perché anche se si tratta di un cartone animato devi riuscire a trasmettere istinto e autenticità attraverso la voce. È fondamentale rispettare il più possibile il doppiaggio originale, e su questo la Pixar è molto rigorosa: pretende precisione e grande cura. Quando il personaggio corre, ad esempio, anche se tu sei fermo in studio con le cuffie, devi riuscire a restituire davvero il fiato e l’energia della corsa. È stata un’esperienza da cui ho imparato tantissimo e spero davvero di poterla ripetere”. 

A Giorgio Panariello, grande amico di Carlo Conti, abbiamo chiesto di commentare il passaggio di testimone a Stefano De Martino:

“Carlo è anziano e, secondo me, avrebbe dovuto lasciar spazio già nel 2020, ma ha un po’ procrastinato e ha continuato ancora. Essendo arrivato a questo punto, è giusto che le nuove generazioni prendano il suo posto. Certo, magari non avranno tutta la preparazione che Carlo ha accumulato in tanti anni di esperienza, considerando che Stefano, per esempio, è arrivato solo ieri. Però sono sicuro che, con il tempo e il giusto supporto, come è capitato a tutti noi che abbiamo fatto questo mestiere, saprà fare un ottimo lavoro”. 

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