Irama debutta allo Stadio San Siro di Milano, con uno show parte da una location inedita e suggestiva. Come lo stesso artista ci racconta prima dell’evento: «Hanno aperto questa nuova terrazza in alto. È bellissimo perché è una terrazza panoramica da cui si vede tutto San Siro. Io mi sto già agitando perché dovrò cantare da lassù. Partirò da lì con “Tu no” in una versione acustica, molto intimista. Sarà un modo per far cantare le persone e per ringraziarle. Nella mia testa è un grande grazie: siamo qui insieme, è un momento per connettermi con chi è venuto al concerto». Durante un incontro, il cantautore ci racconta i dettagli dello spettacolo e la nuova avventura come giudice di X Factor.
Irama debutta a San Siro: “Vorrei godermi questo momento”
L’artista ha spiegato di aver volutamente scelto un’apertura lontana dagli effetti spettacolari. «Invece di partire con fuoco e fiamme, volevo iniziare nel modo opposto: con l’intimità totale, io e le persone che cantiamo insieme».
Un palco LED mai visto prima
Dal punto di vista scenografico, Irama ha puntato su una soluzione innovativa. «Abbiamo realizzato un palco LED che credo non sia mai stato fatto prima in Italia per un artista italiano. Lo stage sarà completamente LED: i visual non saranno soltanto dietro di me, ma direttamente sul palco. A me non piace particolarmente l’idea di avere visual invasivi durante lo show e quindi ho pensato a un utilizzo diverso, integrandoli nella struttura stessa del palco».
Lo spettacolo culmina con un palco secondario immerso nel pubblico. «Avrei voluto fare qualcosa ancora più centrale, con un vero cerchio nel mezzo dello stadio, ma avevamo già venduto tutto il parterre e non era più possibile. Ho cercato comunque di portarlo il più vicino possibile alle persone».
Gli ospiti: da Giorgia ad Arisa
Sul palco sono saliti diversi ospiti che hanno condiviso con lui parte del percorso artistico recente. Da Giorgia ad Arisa passando per Rkomi e Annalisa protagonista del passaggio di consegne del San Siro dato che la cantante debutterà nel tempio della musica il 12 giugno 2027.
La sfida della scaletta
Con sette album alle spalle, costruire la scaletta è diventato sempre più complicato «Quando hai fatto due dischi è facile scegliere. Quando arrivi al settimo album iniziano a esserci dieci canzoni che non puoi più togliere. E ogni volta che ne inserisci una, ne lasci fuori un’altra che le persone amano. È una difficoltà bellissima, ma è una difficoltà».
Nonostante la richiesta dei fan di ascoltare più brani dei primi lavori, Irama ha dovuto trovare un equilibrio. «Ho inserito qualcosa dei primi dischi, ma non posso fare tutto. A una certa mi mandano fuori da San Siro e il concerto deve finire».
Il suono dello show e la passione per il flamenco
Musicalmente, il concerto è diviso in più anime. «Abbiamo costruito tre grandi momenti: uno più legato alle ballad, uno influenzato dalla cultura flamenca che negli ultimi anni sta contaminando sempre di più la mia musica, e una parte più leggera e ritmica che poi sfocia in un finale molto suonato e organico».
L’obiettivo è chiaro: «La mia paura più grande nei concerti è annoiare. Io stesso mi annoio facilmente e quindi cerco sempre di creare movimento, cambi di atmosfera e momenti diversi».
Una filosofia che si riflette anche nel nuovo brano “Cabana”. «Nasce dalla mia passione per il flamenco, per Camarón de la Isla e per tutto quel mondo musicale. È una canzone leggera all’ascolto, ma musicalmente molto strutturata. Volevo mantenere una coerenza con il percorso che sto facendo da anni, sempre più orientato verso una musica suonata e pensata per il live».
Irama ammette di voler vivere il concerto in modo diverso rispetto al passato. «Per la prima volta vorrei riuscire davvero a godermelo. Spesso siamo concentrati a fare sempre meglio e finisci per non vivere pienamente ciò che sta accadendo. Questa volta vorrei rendermi conto di quello che sto vivendo mentre sono sul palco, non dopo che tutto è finito».
E sul significato di San Siro risponde con una riflessione particolare. «Non lo vedo né come un traguardo né come un punto di partenza. Lo vedo come un grande concerto per le persone che mi vogliono bene. San Siro è un posto iconico, ma secondo me sono le persone a rendere iconico un luogo, non il contrario. Quando entro in uno stadio vuoto non provo niente. L’emozione arriva quando ci sono le persone».
La corsa agli stadi? «La vera sfida è restare»
Partendo da una riflessione di Cesare Cremonini sulla corsa agli stadi e ai grandi numeri, Irama ha sottolineato quale sia, secondo lui, la vera sfida per un artista. «Non credo che il punto sia arrivare prima o dopo agli stadi. La difficoltà vera è rimanere. Tutti vivono momenti di grande successo e momenti più complicati, fa parte della carriera artistica. La sfida è costruire un repertorio, creare canzoni che si leghino ai ricordi delle persone. È questo che rende solida una carriera».
Un momento di vita più sereno
Irama ha raccontato anche di attraversare una fase personale diversa dal solito. «Sono in un momento della mia vita in cui mi sento più positivo. È una cosa rara per me, perché sono sempre stato una persona piuttosto malinconica. Sto cercando di fluire di più, di lasciare andare un po’ la corda. Continuo a scavare dentro me stesso, continuo a essere molto esigente con me, ma sto imparando a vivere le cose con maggiore serenità».
L’avventura a X Factor
Questa nuova fase coincide con il debutto come giudice di X Factor. «È una bella coincidenza. X Factor è un luogo dove puoi raccontarti anche in maniera più intima e io oggi ho voglia di mostrare lati di me che magari in passato tenevo più nascosti».
Per lui, però, il programma rappresenta soprattutto una responsabilità. «Più che un riconoscimento, lo vedo come una responsabilità. Ci sono ragazzi che vogliono iniziare una carriera e spero di riuscire a dare loro consigli utili. Non abbiamo la verità in tasca, ma possiamo condividere l’esperienza che abbiamo accumulato».
Sul rapporto con gli altri giudici racconta: «Mi sto divertendo come un matto. Giorgia la conosco da tempo, Jake mi fa morire dal ridere e Paola mi sta aiutando molto. Mi dà anche qualche consiglio tecnico perché ha già affrontato il programma diverse volte».
Anche Laura Pausini, che ha ricoperto quel ruolo prima di lui, gli ha dato alcuni suggerimenti. «Ci siamo sentiti e mi ha raccontato la sua esperienza. Sono molto contento che abbiano creduto in me e spero di non deludere».
Sanremo? Solo se arriverà la canzone giusta
Inevitabile una domanda sul Festival di Sanremo. «In questo momento non ho una canzone in tasca da portare al Festival. Se dovessi tornare, sarebbe soltanto perché ho qualcosa che sento davvero il bisogno di raccontare. Non ho mai vissuto Sanremo come una scelta di marketing. Quando sono andato, era sempre perché c’era una canzone che per me valeva la pena condividere».