Bagno di folla per Can Yaman che arriva al Taormina Film Festival 2026 per un importante riconoscimento destinato alle personalità che si sono distinte nel panorama audiovisivo internazionale. Dopo aver ottenuto il Nastro d’Argento Grandi Serie per Sandokan, l’attore è ora impegnato in alcune produzioni internazionali.
SuperguidaTV lo ha intervistato a margine dell’evento, scopriamo insieme cosa ha risposto sul perché non sarà nel cast della prossima stagione di ‘Viola come il Mare‘ e i suoi prossimi progetti futuri da ‘Sandokan‘ a ‘Il Turco‘.
Intervista a Can Yaman
Sei molto amato dal pubblico. Che impressione ti fa? Come ti senti?
“Per te magari è una cosa nuova, però per me è una cosa a cui non mi potrò mai abituare. È una cosa che vivo da un bel po’ di tempo e quindi è ormai diventato una parte di me, uno stile di vita. E comunque, lo dico in maniera scherzosa, però è vero, non mi abituerò mai perché ricevere questo amore mi riempie il cuore. Non sarei stato felice altrimenti.
E nel corso degli anni ho imparato anche a gestire bene questa cosa. Cioè, viverlo senza ansia, viverlo senza stress. Magari cinque, sei anni fa lo vivevo un po’ con stress. Oddio se mi aveste visto, avreste pensato: ‘ma che fa questo matto’. Però comunque oggi lo vivo in modo più professionale e maturo. Ho imparato a proteggere questa cosa nella mia vita privata.
All’epoca la gente conosceva il mio indirizzo di casa e per due anni forse ho vissuto con questo tipo di folla che hai visto tu oggi qui a Taormina. Quindi oggi sono molto più sereno e mi concedo nei Festival, negli eventi e lo vivo sempre meglio”.
Ti vedremo in una commedia, sei stufo un po’ del ruolo da sex symbol?
“Non sono stufo per niente. Non sono stufo di niente neanche nel recitare in una commedia romantica, però dovevo staccare un po’. Conoscete tutti Matthew McConaughey, no? Ha fatto per tanti anni la commedia romantica e lui ha scritto anche un libro, ha detto nei suoi podcast, nelle sue interviste, questa cosa e io mi sono rivisto in quell’intervista.
Per tanti anni ha fatto la commedia romantica, poi ha dovuto aspettare più di un anno, ha dovuto ricevere tantissime offerte, anche belle cifre, per poter andare avanti con la sua carriera con altri generi e poi essendo paziente e resiliente ha ottenuto quello che voleva. Nel mio caso io ho dovuto cambiare il paese, ho dovuto cambiare le lingue in cui ho recitato, sono stato fortunato perché Sandokan è arrivato quando ancora vivevo in Turchia, mi sono preparato, poi è slittato, non si sapeva se si poteva fare. Sono stato fortunato perché ho avuto altre chance, altre serie.
Mi sono messo alla prova con altri generi e questo mi soddisfa. Ultimamente ho girato un titolo d’azione in Spagna, sempre un genere che non avevo fatto prima, e ora mi voglio mettere alla prova con questa commedia. Poi magari torno di nuovo ad una commedia romantica, ad una cosa diversa o che avevo già fatto, e sarò ancora più rilassato. Però in questo momento punto ad amplificare il mio ventaglio lavorativo e a essere un attore il più completo possibile finché posso, finché ho l’opportunità, finché sono fortunato e c’è gente che realizza le mie volontà”.
C’è attesa per il ritorno di Sandokan. Viviamo in un’epoca in cui le serie tv in particolare prevedono grande velocità, cioè appena finisce una stagione si gira subito l’altra, invece Sandokan non sta andando proprio così, come mai c’è questo ritardo per la seconda stagione?
“Veramente non sono d’accordo, soprattutto in Italia le cose sono lente, quando volete fare una stagione dovete aspettare due anni per ogni progetto, non solo per Sandokan. Non c’è mai una serie che è una dopo l’altra, sulla tv. In Turchia non è così, non è una critica è un’osservazione, è la verità. In Turchia giriamo in sei giorni 150 minuti di episodi e una stagione ha 150 puntate. Quando si vende si divide in tre e sono una marea di puntate.
In Europa no, non è così. Ogni cosa è lenta, quando fate un progetto aspettano prima che abbia successo, poi le teste, le piattaforme decidono e ci sono tante teste che devono decidere se poi si fa. Nel frattempo se un attore è in gamba magari ha firmato con un’altra produzione perché non è che vi aspetta.
Infatti io mi domando: ‘come faranno a radunare tutto quel gruppo di attori, magari hanno preso altri impegni, è difficile’. Io avrei preferito girare tre stagioni di fila, tra l’altro così evitiamo che gli attori invecchino, sono pronti, si sono già calati nel personaggio, hanno fatto una preparazione specifica e in un arco di dieci anni un ruolo come Sandokan è difficile. Comunque invecchio, ci vuole una certa fisicità e cominci tutto da capo, le preparazioni, le coreografie.
Non è facile, non è facile neanche per la piattaforma e la produzione far venire tutti insieme di nuovo e organizzare tutto quanto. Sono tutti questi tempi, ma non è solo per Sandokan, è per ogni progetto qui che funziona così. Come in ‘Viola come il mare’, la seconda stagione dopo due anni, cioè in sei anni giri tre stagioni. Per i turchi questi tempi sono ridicoli perché noi quello che fate in sei anni lo facciamo in quattro mesi. Anche commercialmente questo è il motivo per cui i turchi vendono di più perché conviene comprare sessanta episodi in una stagione.
In Europa sono 12 episodi da 50 minuti, la seconda stagione arriva dopo tre anni, a nessuno conviene. Infatti in Spagna per questo motivo Sandokan non si è potuto pubblicare, si pubblicherà dopo otto mesi perché non sapevano come incastrare otto episodi in un palinsesto organizzato già un anno prima. Le telenovele, le fiction turche funzionano di più perché lo mettono ogni giorno e possono riempire tutto l’anno, con le serie che durano otto episodi e tutta questa organizzazione è difficile.
È lenta perché la seconda stagione arriva dopo due anni, nel caso in cui ci sono attori richiesti, gettonati è ancora più difficile, magari c’è tanta offerta e tanta possibilità e se tu non fai un contratto di tre anni di fila l’attore se ne va. Qui si sono abituati diversamente, prendono un po’ per scontato che l’attore rimanga, poi non lo trovano e si scandalizzano. L’attore se ne è andato, tu devi fare il contratto. Tutti questi tempi a livello di gestione, piattaforme e poi le puntate sono limitate, rende difficile, però non è per Sandokan, tu hai chiesto per Sandokan, ma questo problema esiste per ogni fiction”.
Ma è scontato che tu rimani come Sandokan visto che sei richiestissimo?
“Sandokan è un progetto eccezionale che tu non te ne andresti per nessun motivo anche se non si potesse girare. Infatti dopo cinque anni l’ho potuto girare, però lo fai solo per un progetto nella tua carriera. Non ti concedi per ogni progetto. Se aspetti un anno e puoi fare un’altra stagione e non mi trovi disponibile, non ti scandalizzare dovevi agire prima”.
È questo il motivo per cui hai lasciato ‘Viola come il mare’?
“Certo. Dopo un anno tu annunci che lo farai e dopo un anno dovevi fare già il contratto. Io sono andato avanti, dovevo aspettare te che decidessi?”.
Le attrici donne molto belle hanno sempre un po’ questo problema che la bellezza può diventare una maledizione perché delle attrici spesso dici quella è talmente bella ma poi magari non è tanto intelligente, secondo te vale pure per i maschi?
“Io sono molto fortunato, ho avuto sempre la fortuna, e non lo dico in senso arrogante, veramente è andata così. Sono stato molto fortunato, lo dico perché mi si chiede, non per fare filosofia se no la gente dice che è d’accordo con me. Essere brutto, essere bello, è una domanda che si fa. Non so come rispondere, non so come sarebbe andata diversamente, ma so che sono cresciuto non con l’idea di bellezza. Ho fatto tutte le cose come se fossi una persona normale, non brutta ma normale, non ho mai considerato la mia bellezza nel periodo di crescita, infatti sognavo di essere avvocato, ho fatto delle scuole fantastiche grazie a mia madre, ho imparato delle lingue, ho studiato giurisprudenza. Tutte cose che ho fatto non considerando una certa bellezza.
Poi una volta che ho fatto tutte queste cose, la bellezza ha aiutato perché era una cosa che completava le mie caratteristiche, è lì che ha trovato valore, perché è una cosa aggiuntiva, da solo avrei avuto difficoltà. Per questo è una difficoltà forse per alcuni, perché le altre cose sono magari vuote e questo crea problemi”.
Tornerai in Turchia a recitare?
“Forse perché ci sono tante offerte anche là, le produzioni turche ora hanno capito che devono internazionalizzarsi, ora fanno anche delle collaborazioni con per esempio produzioni spagnole, la serie ‘Il Turco’ che ho girato era una produzione turca ma era internazionale. È stata girata in inglese, poi con la stessa produzione ora cerchiamo di fare delle collaborazioni con il Brasile, con la Spagna.
Grazie a queste piattaforme il mondo si è rimpicciolito, ognuno può ormai permettersi di fare una cosa internazionale, più vedono questa direzione più per me sono benvenuti e questo non vuol dire che andrò a vivere là, però sono aperto a questo tipo di progetti, obiettivi che hanno le produzioni turche, se vogliono lavorare in questa maniera”.
Questo anno al di là di Sandokan hai condotto anche il Festival di Sanremo, che esperienza è stata?
“Avevo tanta paura, perché era una cosa che non avevo mai fatto, però è andato molto bene, Laura Pausini e Carlo Conti mi hanno messo a mio agio, il lavoro grosso comunque l’hanno fatto loro, io ho fatto questa presenza dove comunque era un’esperienza importante nella mia vita, nella mia carriera. Sarebbe stato importante per tutti quanti, ripeto sono stato fortunato, ora mi sento più a mio agio con qualsiasi tipo di cosa.
Fino ad oggi ho sempre rifiutato questo tipo di offerta al di là di recitazione, quando mi venivano delle offerte tipo vuoi presentare questo, dicevo sempre di no, un po’ avevo paura, un po’ non volevo fare nessun tipo di lavoro oltre l’attore, però Sanremo, anche se è durato poco, mi ha dato questa confidenza, questa fiducia nel futuro. Sono ancora più rilassato e anche con l’età, sono più rilassato, Sanremo ha giovato molto in questo senso nella mia psicologia”.
Tra l’altro hai incontrato sul palco Kabir Bedi, cosa vi siete detti dietro?
“Era un incontro che si aspettava da anni, si domandava e non avevamo mai occasione di venire insieme, il fatto che sia stato a Sanremo ha avuto almeno un senso ancora più significativo e quindi io ho detto scherzando, meno male che non ci siamo incontrati prima per rendere questo momento ancora più magico”.









