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Intervista ad Andrea Petrucci che presenta ‘Luce nascosta’: “È un brano dedicato ai non vedenti. La musica è rinascita”

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Luce nascosta‘ è il nuovo singolo di Andrea Petrucci. Il cantautore ha deciso di dedicare un brano alle persone non vedenti, una scelta con cui vuole mostrare la bellezza invisibile delle cose attraverso la potenza della musica. Scopriamo insieme cosa ci ha rivelato sulla sua passione per il canto e sui suoi progetti futuri.

Intervista al cantante Andrea Petrucci

È disponibile dal 28 novembre 2025, in radio e in digitale, il nuovo singolo di Andrea Petrucci dal titolo ‘Luce nascosta‘. Il cantautore nella sua carriera ha ottenuto il Premio Ivan Graziani 2018 ed è stato testimonial della campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile “Io non rischio”, brano simbolo della rinascita post-sisma.

Andrea Petrucci, come è nata la sua passione per la musica?

“Ero molto piccolino e avevo appena visto un servizio sui Queen, su Freddie Mercury, poi da lì è nata questa grande passione che dura ancora”.

Ci racconta di cosa parla il suo ultimo singolo, Luce Nascosta, uscito il 28 novembre?

“Luce Nascosta è una bellissima canzone (sono modesto, ride ndr). La canzone è dedicata ai non vedenti, lavoro nel mondo degli audiolibri dedicati ai non vedenti e ho voluto mettere in canzone quello che sento. Sono da sempre colpito nel vedere un bambino che impara l’uso del bastone bianco e da lì la mia sensibilità artistica ha fatto nascere questa canzone che ho trasformato in un dialogo d’amore tra una coppia”.

C’è una frase che mi ha colpito del suo brano quando dice «non serve vedere per amare».

“Sì, esatto, c’è la parte del bridge, dove canto «non serve guardare per poter sentire. E non serve vedere per amare e fiorire». Sì, anche a me ha colpito, infatti l’ho scritta!”.

Lei cosa vorrebbe mostrare, oltre l’apparenza, attraverso la musica?

“In questi tempi molto veloci dove c’è poca riflessione è sempre meglio dare un messaggio positivo e divulgare, aiutare chi magari ha qualche difficoltà a mettere in risalto qualcosa che per noi è più semplice rispetto ad un’altra persona che ha delle problematiche”.

C’è un cantante a cui si ispira, oltre Freddie Mercury, o con il quale vorrebbe collaborare?

“Sì, ci sono alcuni miei video dove canto Freddie Mercury su YouTube, quindi magari chi vuole può andare a vederli! Vengo dal mondo del rock, quindi anche il grande Piero Pelù è stato d’ispirazione, i vecchi Litfiba. Davano molta energia, molta carica.

Poi ovvio ognuno fa la sua musica, io sono un po’ più orientato sul pop-rock. Anche se quest’estate è uscita una canzone molto più dance, quindi ero pop dance. Collaborare con qualcuno? Non so”. 

Lei è anche molto impegnato socialmente, è stato testimone della campagna di comunicazione ‘Io non rischio’. Cosa può fare la musica per gli altri?

“Sicuramente tantissimo, mostra ampie vedute a cose che non possiamo immaginare. La canzone del terremoto, ‘Polvere e sassi nel cuore’ è stato un inno per poter ripartire. Abbiamo bisogno di aggrapparci a qualcosa per poter continuare a vivere questa vita. E quindi penso che queste canzoni siano un momento per riflettere e guardare avanti.

Adesso c’è un argomento molto in voga che è la presenza degli alieni, degli extraterrestri. Anche lì c’è stato un inizio, con dei miei messaggi sociali dove parlavo appunto degli extraterrestri che ci vengono a trovare e fu un singolo molto fortunato”.

A proposito dei messaggi, sempre più gli artisti non nascondono le proprie fragilità nelle canzoni, si parla di depressione, attacchi di panico. Lei anche si era preso una pausa dalla musica e poi dopo è tornato con Notte Eterna. Può essere comunque la musica anche una forma di rinascita per un artista?

“Assolutamente sì, per me è stata proprio una rinascita perché io sono stato fermo dal 2021 e poi ho pubblicato quel singolo spensierato. Notte Eterna è stato, come hai detto tu, una rinascita artistica ma anche personale. Io mi sono fermato e ho dedicato ‘In un istante’, alla mia compagna scomparsa. Lì ho fatto i conti con la vita e mi sono fermato a riflettere. Mi è servito molto per capire il vero senso della vita che è altro”.

Progetti futuri?

“Spero di poter fare un EP, un album. Siamo quasi nel 2026. La musica è molto veloce, molto liquida. Dobbiamo imparare ad apprezzare di più la musica e l’ascolto di tutte queste opere”.

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