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Il Paradiso delle Signore, intervista a Pietro Masotti: “Marcello dovrà elaborare il lutto per la morte di Rosa. Le critiche dei fandom? Ingiuste e strumentali”

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Nel corso della prossima stagione de Il Paradiso delle Signore, Marcello Barbieri dovrà affrontare uno dei momenti più difficili della sua vita. La morte di Rosa lascerà infatti una ferita profonda nel protagonista, che apparirà molto diverso rispetto al passato e sarà chiamato a ritrovare se stesso e un nuovo equilibrio. Dal punto di vista sentimentale, almeno per il momento, la situazione sembra destinata a rimanere chiusa, mentre Marcello dovrà fare i conti con il dolore e con l’elaborazione del lutto. La nuova stagione de Il Paradiso delle Signore, in onda da lunedì 7 settembre alle 16.05 su Rai 1 con 160 nuovi episodi, ripartirà alla vigilia del 1968, in un periodo di grandi trasformazioni sociali e culturali che finiranno per coinvolgere anche i protagonisti della serie.

Il Paradiso delle Signore, intervista esclusiva a Pietro Masotti

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Pietro Masotti. L’attore ci ha regalato qualche anticipazione su quello che vedremo nei prossimi episodi e sul difficile percorso che attende il suo personaggio: “Ritroveremo un Marcello, per certi aspetti, irriconoscibile, che cerca di ritrovare un po’ se stesso e cerca di prendere in mano la propria vita, di tornare alla normalità dopo questo evento tragico che è successo, della morte di Rosa”. Il lutto avrà inevitabilmente delle ripercussioni anche sulla sfera sentimentale di Marcello. Alla domanda se ci sarà quindi una ferita da curare, Pietro Masotti risponde: “Assolutamente sì, dal punto di vista sentimentale la situazione è abbastanza chiusa”.

Dopo tanti anni trascorsi nei panni di Marcello Barbieri, Pietro Masotti sente ormai il personaggio profondamente parte di sé, pur continuando a viverlo come una sfida professionale: “Me lo sento cucito a pelle sicuramente, ogni anno è una sfida. Cerco di viverla sempre come una sfida, cerco di apportare sempre qualcosa di nuovo, cerco di non sedermi un po’ troppo su quello che ho costruito in questi anni con questo personaggio, ma di mettermi in discussione appunto”. E proprio quest’anno l’attore si è trovato davanti a una prova particolarmente impegnativa: “Sicuramente quest’anno il dover rendere l’elaborazione del lutto è stata appunto una sfida molto difficile, molto faticosa”.

Nel corso degli anni, il rapporto tra attore e personaggio è diventato anche uno scambio reciproco. Masotti racconta infatti di aver messo a disposizione di Marcello parte della propria esperienza, ricevendo però in cambio la possibilità di esplorare emozioni che altrimenti non avrebbe necessariamente vissuto: “Io penso di aver dato un po’ la mia esperienza di vita su alcune cose e credo che invece lui alle volte mi abbia dato la possibilità di sbloccarmi di più ancora emotivamente”. L’attore aggiunge: “Alle volte c’erano delle situazioni emotive che nascevano non da un vissuto tuo personale che mettevi in gioco in quel momento lì della scena, ma miracolosamente dall’immedesimarsi in quella situazione lì e quindi la possibilità di vivere appunto delle emozioni molto forti che Pietro non avrebbe mai provato”.

Pietro Masotti non si sottrae nemmeno al tema delle critiche che, negli anni, hanno accompagnato il percorso di Marcello: “Le critiche le accetto, fanno parte del gioco. Non accetto le critiche che sono condizionate da altre dinamiche, dalla dinamica dei fandom, da chi spera demolendo il lavoro degli altri di avere gli epiloghi di trama che desidera”. Per l’attore, alcune critiche rischiano quindi di essere condizionate dalle preferenze del pubblico per determinate coppie o sviluppi narrativi: “Quelle critiche lì le ritrovo un po’ ingiuste, le trovo semplicemente strumentali a quel discorso che ho detto”. E sulla paura di rimanere intrappolato nel personaggio, dice di considerare Il Paradiso delle Signore una grande palestra professionale: “No, anche perché questo è un personaggio che mi permette veramente di esplorare diverse corde. In un prodotto dove si gira tanto, si girano tante puntate, abbiamo tantissime scene”. L’attore sottolinea la quantità di lavoro che c’è dietro una produzione daily: “Adesso non ho fatto un conto preciso ma veramente 500 scene l’anno le facciamo, vuol dire almeno una ventina di film”.

La sua preoccupazione riguarda piuttosto il futuro professionale e la possibilità di ritrovare, in altri progetti, la stessa libertà espressiva: “Ho paura per il dopo, perché questa esperienza mi ha permesso di testare, è stata tanta roba e ti chiedi di altri progetti che poi affronterò, avrò questa stessa possibilità?”. La voglia di misurarsi con qualcosa di diverso esiste, ma non è legata a una stanchezza nei confronti di Marcello: “Sicuramente da un lato c’è la tentazione di voler fare altro anche per cercare di fare qualcosa di diverso, però se la domanda sottintende il discorso se ti sei un po’ annoiato di fare sempre lo stesso personaggio, no, perché non ci si annoia mai”.

Secondo Pietro Masotti, il successo de Il Paradiso delle Signore è il risultato di diversi elementi. A partire dall’ambientazione storica: “Secondo me sono tanti fattori, sicuramente gli anni 60, gli anni 50, comunque un periodo della storia italiana molto felice, di boom economico”. Il pubblico ritrova in quegli anni anche una dimensione nostalgica: “Poi si sa, il passato si ricorda sempre in maniera nostalgica, però effettivamente quelli erano anni in cui l’Italia finalmente rifioriva dopo il dramma della Seconda guerra mondiale. C’era la possibilità, il cosiddetto miracolo italiano, c’era la possibilità di fare una scalata sociale, di cambiare il proprio status sociale, di sognare”. A questo si aggiunge il rapporto che negli anni si è instaurato tra il pubblico e i protagonisti della serie: “Poi c’è un discorso di fidelizzazione, dopo tanti anni diventiamo di famiglia per il pubblico, creiamo una sorta di dipendenza”.

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