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Giorgia, finale col botto a Milano per il tour “G – Last Call”: Irama, Emma e Annalisa hanno duettato sul palco con lei

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Certe tournée finiscono con l’ultima canzone. Altre, invece, lasciano la sensazione che qualcosa sia appena cominciato. È quello che è successo ieri sera all’Unipol Dome di Milano, dove Giorgia ha chiuso il suo “G – Last Call”, trasformando quella che avrebbe dovuto essere semplicemente l’ultima data in una grande festa, un modo per guardarsi indietro e, allo stesso tempo, lasciare aperta la porta a ciò che verrà.

Giorgia chiude la tournée all’Unipol Dome di Milano

Milano è arrivata al termine di un percorso lungo un anno e mezzo, fatto di palasport, appuntamenti estivi e grandi arene. Un viaggio che ha portato Giorgia davanti a circa 300 mila spettatori complessivi e che, soltanto nella prima parte del tour nei palasport, aveva già superato quota 200 mila presenze. Numeri importanti, soprattutto per un’artista che continua a rivendicare un rapporto quasi fisico con il pubblico e che, nonostante le dimensioni sempre più grandi dei suoi concerti, non sembra aver perso quell’idea di spettacolo nato dal contatto diretto con chi ascolta. E forse non è un caso che proprio Milano sia stata scelta per chiudere il cerchio.

Irama, Emma e Annalisa cantano con Giorgia

Il concerto si apre con “L’unica”, “Senza confine” e “Un amore da favola”, prima di entrare subito dentro la memoria di Giorgia con “E c’è ancora mare”, “Dimmi dove sei”, “Gocce di memoria” e “Vivi davvero”. È una partenza che racconta già la natura dello spettacolo: non un semplice concerto promozionale legato all’album “G”, ma un viaggio dentro una carriera che continua a dialogare con il presente.

Poi arriva “Niente di male” e, poco dopo, il primo grande momento della serata: sul palco entra Irama per “Buio”. Un incontro che ha anche un significato particolare, visto che il brano nasce proprio dalla collaborazione tra i due artisti. La voce di Giorgia e quella di Irama si incontrano senza bisogno di forzature, in uno dei passaggi più attesi della serata. 

Da lì in avanti lo spettacolo procede alternando grandi classici e brani più recenti. Arrivano “Oronero”, “Corpi celesti” e la sorprendente parentesi dedicata a “Purple Rain”, omaggio a Prince. Poi “Come saprei”, “E poi”, “Sabbie mobili” e il medley che riunisce “Per fare a meno di te”, “Infinite volte” e “Strano il mio destino”.

È proprio nella varietà del repertorio che il concerto trova uno dei suoi punti di forza. Giorgia non ha bisogno di scegliere tra la cantante che è stata e quella che è oggi: mette tutto sullo stesso palco. Le canzoni degli anni Novanta convivono con quelle dell’ultimo album, mentre le cover – da Prince a Chaka Khan fino a Michael Jackson – diventano finestre aperte sulle radici musicali dell’artista.

E quando arriva “Vento di passione”, il palco si allarga ancora una volta. Questa volta accanto a Giorgia c’è Emma. Un duetto atteso, intenso, con due voci che appartengono a generazioni diverse ma che condividono una stessa idea di interpretazione: prima ancora della perfezione tecnica, viene la personalità. Il risultato è uno dei momenti più partecipati della serata.

Dopo la parte più raccolta dello show, Giorgia riprende il filo del concerto con “Diamanti”, “Non mi ami”, “La gatta”, “Marzo”, “Io fra tanti”, “Di sole e d’azzurro”, “Come neve” e “Tra le lune e le dune”.

E poi arriva “Parafulmini”, uno dei segnali più evidenti che questo “Last Call” non vuole essere soltanto un punto finale. Il brano appartiene infatti al nuovo capitolo musicale che Giorgia sta aprendo proprio in questi giorni, con “G +1”, progetto che raccoglie il materiale di “G” insieme a nuovi contenuti. 

Il pubblico sa però che si sta arrivando alla fine. “Il mio giorno migliore” e “Don’t Stop ’Til You Get Enough” fanno da ponte verso l’ultima parte dello spettacolo. Ed è qui che arriva uno dei momenti più riconoscibili della serata: “Skyfall” con Annalisa. Per chi ha seguito il percorso recente di Giorgia, è quasi impossibile non pensare a Sanremo 2025, quando le due artiste conquistarono il primo posto nella serata delle cover proprio con la loro interpretazione del brano di Adele. A Milano quella storia viene ripresa e riportata sul palco, chiudendo idealmente un altro capitolo di questo lungo viaggio.

Chiusura con “La cura per me”, “Credo” e “Golpe”.

Poi restano “La cura per me”, “Credo” e “Golpe”. Tre brani che, messi uno dopo l’altro, sembrano quasi una dichiarazione d’intenti. Il presente, il futuro e la consapevolezza di una donna e di un’artista che oggi si trova in una fase particolarmente felice della propria carriera.

La serata milanese non è stata semplicemente l’ultimo appuntamento del tour, ma una vera festa per chiudere un viaggio lungo un anno e mezzo. A rendere ancora più speciale il “Last Call” sono stati gli incontri sul palco con Irama, Emma e Annalisa, tre momenti diversi ma accomunati dalla voglia di condividere la musica e regalare al pubblico una serata ancora più speciale. Da “Buio” a “Vento di passione”, fino a “Skyfall”, i tre duetti hanno accompagnato Giorgia verso il finale di un concerto pensato per celebrare il percorso fatto e salutare il suo pubblico nel modo più bello possibile.

E forse la cosa più bella è proprio questa: alla fine del concerto non rimane soltanto la sensazione di aver assistito a un grande spettacolo. Rimane la fotografia di un’artista che, dopo trent’anni di carriera, continua a mettere in discussione la propria voce, il proprio repertorio e persino il modo di stare su un palco. Giorgia ha attraversato il pop, il soul, il rhythm and blues, la canzone italiana. Ha cantato Prince, Chaka Khan e Michael Jackson, ma anche se stessa, le sue canzoni più amate e quelle più recenti. Ha attraversato generazioni di pubblico senza smettere di essere riconoscibile. Ieri sera, all’Unipol Dome, non è andata semplicemente in scena l’ultima data del “G – Last Call”. È andato in scena il saluto a un viaggio. E, come spesso accade con gli artisti che hanno ancora qualcosa da dire, più che un addio è sembrato un arrivederci.

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