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GialappaShow torna con Giorgio Gherarducci e Marco Santin: “Riconoscenza nei nostri confronti? A volte sì, a volte no. Di solito chi è cresciuto con noi torna” – Intervista

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Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa’s Band, insieme al Mago Forest, dal 30 marzo ogni lunedì alle 21.30 su TV8 e in simulcast su Sky e in streaming su NOW tornano con la nuova edizione del GialappaShow. Tra le novità di questa edizione del programma una delle più attese è l’arrivo dei nuovi co-conduttori di stagione, ovvero Jovanotti, Luca Argentero, Matilda De Angelis, Serena Brancale e Jake La Furia e molti altri. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Giorgio Gherarducci e Marco Santin, ecco cosa ci hanno raccontato. 

Intervista a Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa’s Band – GialappaShow 2026

Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa’s Band tornano con il GialappaShow. Qual è il valore aggiunto che questo programma ha portato negli anni alla televisione italiana?

Giorgio Gherarducci: Assolutamente nessuno! (ride) No, speriamo semplicemente di aver fatto divertire chi ci ha seguito e di continuare a farlo.

Marco Santin: Sicuramente c’è sempre stata un’ottima qualità di comici: gente scarsa non ce n’è nel nostro programma… parliamo dei comici, eh, perché noi invece siamo già scarsi!

Parlando proprio di comici: in tanti anni avete lanciato moltissimi personaggi. C’è stata riconoscenza nei vostri confronti?

Giorgio Gherarducci: Ci è rimasto qualcuno di male… no, non è vero!

Marco Santin: A volte sì, a volte no, ma direi che nella maggior parte dei casi sì. Di solito chi è venuto da noi, o è cresciuto con noi, prima o poi torna. È successo anche in queste edizioni: ogni tanto qualcuno ritorna. Poi c’è un paio di persone che magari hanno fatto finta di nulla… peggio per loro.

Giorgio Gherarducci: Ma sono rare eccezioni.

Da fan dobbiamo chiedervelo: come avete cambiato il vostro modo di lavorare passando da tre voci a due dopo l’uscita di Carlo Taranto?

Giorgio Gherarducci: Dipende: in televisione molto poco, in radio molto di più. In radio, quando facciamo eventi come Mondiali o Europei, abbiamo bisogno di una terza voce e infatti ci avvaliamo di qualcuno: adesso è Andrea Amato. In televisione invece bastiamo anche in due, perché ci sono i comici dall’altra parte. Anzi, a volte tre voci rischiavano di essere perfino fastidiose, soprattutto nel commento dei filmati. Nel tempo è anche capitato che uno di noi mancasse a una puntata e il pubblico a casa nemmeno se ne accorgesse.

Marco Santin: Negli ultimi anni, poi, Carlo era già in Liguria e, per esempio, durante le ultime stagioni de Le Iene interveniva da lì con un ritardo tale che finiva per dire pochissime cose. Di fatto eravamo già in due.

Nonostante siano cambiati i tempi e la televisione, riuscite ancora a divertirvi come agli inizi?

Giorgio Gherarducci: Sì, assolutamente. Anzi, forse anche di più. Rispetto agli inizi abbiamo ritmi di lavoro più leggeri, anche per una questione di età: i tempi di recupero non sono più quelli di una volta!

Marco Santin: In più, oggi non siamo più costretti a fare cose che non ci piacciono, mentre all’inizio capitava di accettare anche lavori meno nelle nostre corde per farci strada. Credo si percepisca che siamo un branco di “cazzoni”, nel senso buono del termine… e quindi sì, ci divertiamo ancora tanto.

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