A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a interrogare l’opinione pubblica e il mondo della giustizia. Nonostante una sentenza definitiva e un lungo iter processuale, resta una domanda che ancora oggi non trova una risposta condivisa: chi ha ucciso Chiara Poggi? Per ripercorrere una delle vicende giudiziarie più controverse della cronaca italiana arriva “Garlasco: L’ombra del dubbio”, lo speciale firmato da Diletta Giuffrida e curato da Tonia Cartolano, in onda lunedì 15 giugno alle 21.00 su Sky TG24, Sky Documentaries e in streaming su NOW. Il programma sarà inoltre disponibile on demand e su Spotify come approfondimento all’interno del video podcast “Sky Cube – Cosa c’è da sapere”, portando il format degli insta-doc anche sulla piattaforma audio.
“Garlasco: L’ombra del dubbio”, lo speciale su Sky TG24, Sky Documentaries e in streaming su NOW
Era il 13 agosto 2007 quando il piccolo comune di Garlasco, in provincia di Pavia, finì al centro della cronaca nazionale. Quel giorno Chiara Poggi, 26 anni, venne trovata senza vita nella villetta di famiglia di via Pascoli. Da allora si è aperto un percorso giudiziario complesso e tortuoso, caratterizzato da due assoluzioni, cinque gradi di giudizio e dalla condanna definitiva a 16 anni di carcere per il fidanzato Alberto Stasi, che ha sempre sostenuto la propria innocenza.
La vicenda ha però conosciuto un nuovo capitolo nel marzo 2025, quando la Procura di Pavia ha riaperto le indagini concentrando l’attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Un’inchiesta che ha riportato il caso sotto i riflettori e che si è conclusa con la chiusura delle indagini notificata lo scorso maggio.
La vicenda raccontata nei minimi dettagli nello speciale speciale Sky TG24
Lo speciale di Sky TG24 ricostruisce passo dopo passo l’intera storia, analizzando gli elementi che negli anni hanno alimentato il dibattito investigativo e processuale. Dal DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima all’impronta numero 33 trovata sul muro della scala, dalle tracce presenti sul dispenser del sapone fino alla bicicletta nera avvistata in via Pascoli e alle scarpe attribuite all’assassino: ogni dettaglio viene esaminato attraverso il contributo di chi ha seguito il caso da vicino.
Le testimonianze
Tra le voci raccolte c’è quella del giornalista e scrittore Piero Colaprico, che da anni si occupa della vicenda e che invita a riflettere sulla natura degli elementi probatori emersi nelle diverse fasi dell’inchiesta. «Alberto Stasi è stato condannato al termine di un processo indiziario. Per quello che riguarda Andrea Sempio, cosa stiamo rischiando di fare? Un altro processo indiziario?», osserva nel documentario.
A intervenire è anche Fabio Giarda, che ha fatto parte del collegio difensivo di Alberto Stasi fino al 2018, ponendo una questione destinata ad alimentare il confronto pubblico: «È più accettabile che ci sia un innocente in carcere o che ci sia un presunto colpevole in giro?».
“Garlasco: L’ombra del dubbio” non propone nuove sentenze né cerca di indicare una verità alternativa. L’obiettivo è offrire una ricostruzione rigorosa e completa dei fatti, dando spazio alle diverse interpretazioni che continuano a emergere attorno a uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni.
Ne emerge il ritratto di un’Italia ancora sospesa tra verità giudiziaria e verità possibile, tra certezze processuali e interrogativi rimasti aperti. Una storia che, a quasi vent’anni dal delitto, continua a far discutere e che il Paese sembra non riuscire ancora a considerare definitivamente chiusa.