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Gabriel Garko: “In Colpa dei sensi mostro le fragilità che di solito nascondo. Oggi mi sento finalmente libero. Il Matrimonio? L’ho fatto per noi, non per farlo sapere a tutti. Per anni non mi sono goduto il successo” – Intervista

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Gabriel Garko torna in tv su Canale 5 da venerdì 30 gennaio 2026 in prima serata protagonista insieme ad Anna Safroncik della fiction “Colpa dei sensi” diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Un progetto che gioca molto sulle emozioni forti. Un intreccio di sentimenti che sicuramente piacerà al grande pubblico delle fiction. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Gabriel Garko: l’attore ci ha raccontato di come è stato tornare sul set, ci ha parlato di cosa ha in comune con il suo personaggio e dei rapporti che si sono creati sul set. Inoltre Garko ci ha parlato della sua vita lontana dai riflettori, del suo matrimonio avvenuto in gran segreto due anni fa e che solo da poco ha rivelato durante un’intervista rilasciata a Silvia Toffanin durante una puntata di Verissimo.

Intervista a Gabriel Garko, protagonista in “Colpa dei sensi”

Partiamo dalla fiction Colpa dei sensi, un progetto che gioca molto sulle emozioni forti. Cosa ti ha spinto ad accettarlo e quanto questo personaggio ti somiglia?

“Mi ha spinto soprattutto il fatto di aver già lavorato con i registi, Simona e Ricky, due professionisti di cui mi fido molto, perché hanno una vena artistica e una genialità che mi piacciono. Poi ho letto la storia e mi è piaciuta subito. Il personaggio, invece, mi ha un po’ spiazzato, perché ha delle sfaccettature che mi somigliano più di quanto mi capiti di solito. In genere mi piace interpretare persone molto lontane da me, mentre qui ho dovuto lavorare su aspetti più vicini alla mia sensibilità. È un militare, quindi all’apparenza forte e deciso, ma dentro ha fragilità e sentimenti che credeva di aver chiuso in un cassetto. Tornando nel suo paese, scopre invece che quel cassetto non era mai stato chiuso davvero”.

Torni sul set con Anna Safroncik. Com’è stato ritrovarvi dopo aver già lavorato insieme?

“È stato naturale, perché ci siamo trovati bene anche nel progetto precedente. Lei lavora molto bene e sul set si è creato un bel clima. C’erano anche altri attori importanti, come Lina Sastri, con cui è sempre un piacere lavorare. Era un cast molto equilibrato”.

Senza fare spoiler: c’è una scena che ti è rimasta addosso più delle altre?

“Più che altro mi hanno tolto tanto, anche fisicamente (Ride, ndr). Abbiamo girato molte scene d’azione: mi sono trovato appeso in montagna, con le corde, in situazioni complicate. Ho fatto personalmente molte scene rischiose e infatti mi sono anche fatto male, tanto da dover fermare le riprese per più di un mese. Metto sempre molto alla prova il mio fisico e quindi il rischio di farsi male aumenta. Mi piace mettermi in gioco, anche se col tempo impari a valutare meglio quando vale davvero la pena rischiare”.

Pensi che Colpa dei sensi possa parlare anche a una nuova generazione di spettatori?

“Sì, perché è una fiction dinamica, con una regia veloce e una storia coinvolgente. Oggi il pubblico è abituato a vedere temi forti nella realtà quotidiana, quindi non ha senso edulcorare troppo la fiction. In televisione devi catturare lo spettatore, far succedere qualcosa che lo tenga incollato allo schermo. Oggi l’attenzione è più bassa, anche a causa dei social, quindi bisogna essere più rapidi e incisivi. Se si seguono queste regole, la fiction ha ancora molto spazio”.

Hai interpretato personaggi diventati iconici. Oggi cosa cerchi in un ruolo prima di dire sì?

“Deve essere un personaggio affascinante e non scontato. Mi piace mettermi alla prova e accettare sfide difficili, anche se poi mi chiedo sempre chi me l’abbia fatto fare. Mi piacerebbe che mi fosse data fiducia anche per fare qualcosa di diverso. Una vera sfida sarebbe, per esempio, un film comico. Nella vita sono molto ironico e mi piace far ridere, ma sullo schermo sono sempre stato incasellato in ruoli rigidi. Adesso sto cercando di liberarmi da quell’immagine”.

Tra le fiction che hai fatto, ce n’è una che meriterebbe un seguito?

“Onestamente preferisco che certe storie restino dove sono. Sono state fatte nel momento giusto e non amo tornare a rimetterci mano. Meglio lasciare quei lavori così come sono”.

Dopo tanti anni di carriera, com’è oggi il rapporto con il pubblico?

“Oggi è più bello perché finalmente posso godermelo. Prima non ero davvero consapevole del mio successo e vivevo molto condizionato dal personaggio che dovevo interpretare anche nella vita. Oggi mi sento più libero, posso scherzare con le persone e vivere tutto con maggiore serenità. Non ho più nulla da nascondere”.

Cosa hai imparato su te stesso attraversando momenti anche molto difficili?

“Ho capito che riesco a reggere colpi molto forti e, soprattutto, a restare lucido nei momenti di crisi. Riesco a mettere da parte i problemi quando devo lavorare, a concentrarmi e affrontare una cosa alla volta. Questo mi ha salvato in tanti momenti”.

A Verissimo hai raccontato di esserti sposato due anni fa. Quanto è stato importante raccontarlo tu stesso?

“Io non amo il protagonismo e non sento il bisogno di raccontare tutto della mia vita. Mi sono sposato per noi, non per farlo sapere a tutti. Però preferisco dire le cose io, quando è il momento, piuttosto che farle raccontare e manipolare da altri. Dopo il coming out ho fatto una promessa: dire sempre la verità quando ritengo sia giusto farlo, ma senza rinunciare alla mia privacy. Alcune cose è bello tenerle per sé”.

Se potessi dare un consiglio al Gabriel degli esordi, quale sarebbe?

“Ero molto giovane ed è stato facile farmi entrare in un meccanismo che poi è diventato enorme. Mi sono trovato in un labirinto e uscire non è stato semplice. Avevo diciotto anni e non avevo la forza per fermare certe dinamiche. Però sono rimasto sano, ed è già tanto”.

Come vedi oggi la fiction italiana rispetto agli inizi della tua carriera?

“Mi colpisce la differenza tra il perbenismo richiesto in televisione e quello che invece succede liberamente sui social, dove non esiste alcun filtro. I giovani vivono più sui social che davanti alla TV, quindi a volte questa differenza mi sembra poco coerente”.

Si parla molto di introdurre l’educazione sentimentale nelle scuole. Cosa ne pensi?

“Prima ancora servirebbe tornare all’educazione in generale e al rispetto. Oggi si tende a dare la colpa agli insegnanti o alle istituzioni, mentre manca proprio la base del rispetto verso le persone. Vediamo episodi di violenza e indifferenza che fanno paura. Bisognerebbe ripartire da lì”.

Sei felice oggi?

“La parola “felice” non mi piace molto. Posso dire che sono più sereno rispetto al passato. Sto ancora cercando una serenità completa, ma sono sulla strada giusta”.

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