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Festival di Sanremo 2022, Dargen D’Amico sulla situazione delle discoteche: “Se si apre per poi richiudere si fa più male che bene”

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Al Festival di Sanremo ci ha fatto ballare. Dargen D’Amico con la sua “Dove si balla” ha raccolto l’eredità di Colapesce e Di Martino che lo scorso anno avevano trascinato il pubblico con la loro “Musica leggerissima”.

Dargen D’amico, la conferenza stampa

In conferenza stampa, Dargen D’Amico ha dichiarato di aver visto il Festival come un’occasione: “Da quando ho scoperto di andare a Sanremo, l’ho veramente vista come un’occasione. Cercavo un’occasione per ritornare a fare questo, per costringermi a scrivere giorno e notte. Volevo buttare in questo disco quello che ho pensato e non ho scritto negli ultimi anni. Dalla notte in cui ho scoperto di essere a Sanremo, ho iniziato a scrivere e nel disco ci sono le cose più dignitose che ho scritto in questi mesi”.

I due anni di pandemia hanno ostacolato i progetti di Dargen D’Amico. E’ stato lui stesso a raccontare di aver inviato il brano per Sanremo nell’ultima settimana utile: “Dove si balla è nato tra ottobre e novembre ed è stato mandato a Sanremo molto tardi, nell’ultima settimana utile. È nato dopo il ritorno dell’emergenza. Ho deciso di trovare una valvola di sfogo a sensazioni che avevo accumulato nei 32 mesi passati. Da quando ho smesso di fare l’artista. Ho un progetto di dimensioni ridotte che funzionava grazie al richiamo magnetico tra live e dischi. Quando si è rotto questo equilibrio, ho avuto la fortuna di trovare un’altra soluzione lavorativa perché ho scritto e faccio anche quello ora. Però ho abbandonato la scrittura per il mio progetto e cercavo un’occasione che mi riportasse lì. C’era semplicemente da aprire un rubinetto ed è ciò che ho fatto scrivendo il brano”.

Noi di SuperGuida TV abbiamo chiesto a Dargen un suo parere in merito alla prossima riapertura delle discoteche. Il cantante si è detto favorevole a patto che ci sia una seria progettualità: “Sono contento se c’è una progettualità sulle discoteche e se si prende sul serio, anche scientificamente, la situazione. Se si riapre per poi richiudere si fa più male che bene, perché il rischio è che i locali piccoli poi chiudano per sempre. Spero che sia possibile ricominciare a fare cultura con l’intrattenimento in Italia. Abbiamo questa facile via di fuga di riferirci al nostro passato culturale. Ma ci ha portato a essere immobili in questo momento. Il ritardo però non è più perdonabile”.

Dargen invita a fregarsene del terrorismo psicologico che i media hanno fatto in questi anni cavalcando le paure. L’artista ha anche rivelato il nome del suo prossimo disco: “Si chiamerà Nei sogni nessuno è monogamo’, avevo molto cose da dire, ma non ci sono collaborazioni”.

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