La giovane Gina disprezza il giorno di San Valentino con tutta se stessa. Oltre a essere la festa degli innamorati, il 14 febbraio è anche il suo compleanno, coincidenza che la costringe ogni anno a sopportare cuori, cioccolatini e smancerie varie anche se continua a essere perennemente single. Quando finalmente trova, in maniera del tutto inaspettata, un fidanzato e il legame va avanti per diverso tempo, questi per celebrare un anno insieme decide di organizzare una vacanza romantica in Grecia, dove pensa di farle la fatidica proposta di matrimonio.
In F Valentines Day, nel lussuoso resort dove alloggiano, Gina si imbatte nel pizzaiolo Johnny e in sua sorella Mickey. Per una serie di circostanze, alcune più o meno premeditate e altre più casuali, la protagonista comincia a passare sempre più tempo con Johnny che con il suo effettivo boyfriend, iniziando a chiedersi se sta o meno con la persona sbagliata. Quando si ritroverà a fare i conti con la verità sui propri sentimenti, la situazione prende una piega del tutto imprevista.
F Valentine’s Day: un titolo timido – recensione
Il giorno di San Valentino si avvicina inesorabilmente e proprio per sfruttarne la scia mediatica ecco che un film come F Valentine’s Day (dove la prima parte completa sarebbe in realtà un censurato Fuck) sbarca nel catalogo di Amazon Prime Video. Fin dal titolo l’operazione presuppone una sorta di “odio” verso il dì degli innamorati, ma come in ogni commedia romantica che si rispetti la potenziale vena iconoclasta viene pian piano meno, persa nei meandri di una sceneggiatura che si affida poi a soluzioni ben più rassicuranti per il gran finale.
Il tentativo era appunto quello di realizzare una rom-com dall’approccio cinico e anticonformista, ma a conti fatti ci troviamo davanti ad un film che predica male e razzola bene, senza trovare una propria chiave di lettura e finendo per perdersi in risvolti prevedibili che non sorprendono ormai più nessuno.
Amori che vanno, amori che vengono
Sulla carta si vorrebbe raccontare una storia di moderna emancipazione, con la protagonista che sceglie di non standardizzarsi e non vuole essere schiava del mondo maschile. E la prima metà cerca di seguire questo modus operandi, salvo svelare poi la sua anima più commerciale che vanifica quanto introdotto in precedenza, per altro dando il via ad una love-story parallela quanto mai improbabile, anche per via della caratterizzazione a dir poco caricaturale del personaggio di Johnny, interpretato dal figlio d’arte Jake Cannavale.
In un cast che non spicca particolarmente, con l’eccezione della protagonista Virginia Gardner, che già aveva dato vita ad una “donzella sui generis” nella saga di Uno splendido disastro e qui riporta di nuovo la sua contagiosa energia al servizio della storia. Energia che si spegne come gli spunti originali nel procedere di una vicenda che latita del promesso coraggio. Nessuna delle figure principali ha il tempo necessario per maturare e diventare qualcosa in più di una spenta macchietta e così quell’epilogo doppiamente lieto non è altro che l’ennesima conferma che F Valentine’s Day è tutto fumo e niente arrosto.
Conclusioni finali
Candidarsi a Grinch di San Valentino salvo poi cadere nei tranelli dell’amore più scontato e al contempo inverosimile, in una commedia romantica fintamente cattiva che dopo l’oltranzista incipit si acquieta sempre di più in una narrazione incapace di offrire qualcosa di nuovo.
F Valentine’s Day, titolo censurato o meno si usi, sfrutta all’eccesso la verve da ribelle dell’ultim’ora di Virginia Gardner, comunque l’unica a provarci in un cast che gira col pilota automatico, alle prese con situazioni abusate che non fanno altro che celebrare l’amore che non ti aspetti, negando progressivamente la ben più dissacrante premessa di partenza.









