Iris e Isaac sembrerebbero la coppia perfetta, ma il condizionale è quanto mai d’obbligo. Dopo quattro mesi di fidanzamento sono prossimi a trascorrere il loro primo weekend romantico insieme, avendo affittato una casa di campagna nella tranquilla cittadina di Germantown. Un luogo bucolico, dove sperano di trascorrere ore spensierate come tutte le coppie recenti nel pieno dello slancio passionale.
Ma in Ehi, Tu! i due hanno pensieri molto diversi sul futuro della loro relazione. Lei infatti sogna un legame a lungo termine e un matrimonio nel prossimo futuro, lui ha preso la loro love-story molto più alla leggera e sta, tenendola all’oscuro, frequentando altre donne. Quando iniziano a “giocare” con delle manette e Isaac viene legato al letto, la situazione prende una piega imprevista, con Iris che scopre la verità sui suoi reali sentimenti e decide di approfittare della paradossale situazione per cercare di salvare la loro storia.
Ehi, Tu! – un gioco pericoloso – recensione
Uno scontro psicologico dai toni sempre più surreali, dove i confini tra la commedia romantica e il thriller psicologico si fanno estremamente sottili, almeno per quella prima metà di visione che sembra suggerire risvolti potenzialmente drammatici. La sceneggiatura di Ehi, Tu! costringe entrambi a confrontarsi con le rispettive paure sull’intimità e sul significato di amare qualcuno in un’epoca dove spesso i sentimenti sono succubi della mercificazione.
La regista e sceneggiatrice Sophie Brooks aveva esordito con The Boy Downstairs (2017), film su una ragazza che scopriva di aver affittato un appartamento proprio sopra quello del suo ex fidanzato. Un’opera prima nella quale dimostrava già un profondo interesse per esplorare quelle zone grigie nelle dinamiche delle coppie moderne, dove comunicare faccia a faccia è paradossalmente più difficile e ci si nasconde dietro comportamenti passivo-aggressivi.
Con Ehi, Tu! – libero adattamento dell’originale Oh, Hi! – spinge quel tema all’estremo logico, innescando in una potenziale crisi delle svolte tensive che guardano a logiche quasi kinghiane, con titoli come Misery deve morire (1990) o Il gioco di Gerald (2017), romanzi o relativi adattamenti che siano, quali potenziali modelli.
Tra il dentro e il fuori
Il film d’altronde è frutto di un’idea sviluppata durante il lockdown per il Coronavirus e scritto a quattro mani insieme all’amica Molly Gordon, anche interprete di Iris: l’attrice, volto della nuova scena indipendente americana già apprezzata in La rivincita delle sfigate (2019) e Shiva Baby (2020) riesce a imprimere la giusta dose di crescente follia a una figura atta a esasperare un archetipo. E il fatto che il suo compagno di set, con cui condivide anche alcune scene bollenti, abbia il volto pulito di Logan Lerman, che pur nasconde verità inconfessabili, è sintomatico di quelle apparenze che rischiano di far crollare come castelli di carte anche i sodalizi più affiatati.
Sospesa tra l’anima da rom-com e quell’istinto thriller che acquista pian piano campo soprattutto nel segmento centrale, Ehi, Tu! è un’operazione sicuramente atipica, anche se il coraggio palesato dopo il primo colpo di scena non trova ideale continuazione in un finale più accomodante e consolatorio, a prova di quel grande pubblico che forse difficilmente avrebbe accettato una conclusione eccessivamente nichilista del racconto.
Il film è disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video.
Conclusioni finali
Lui legge Saramago, lei adora la saga di Fast & Furious: che forse tra i due protagonisti vi fosse qualche idiosincrasia era palese, ma si sa che spesso sono gli opposti ad attrarsi. Peccato che una diversità di veduta sulla loro pur recente relazione rischi di portare a tragiche conseguenze, e se uno è canaglia e l’altra manifesta tendenze psicopatiche, il piatto è servito.
Un film dalla doppia anima, tanto leggero e rassicurante nel prologo quanto via via più inquieto dopo che rivelazioni (in)aspettate minano la serenità di una coppia che scoppia. Parzialmente monotona in quella parte centrale che promette più di quanto poi effettivamente attuato, Ehi, Tu! si rivela un’operazione divertente seppur mai memorabile.