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Chaperone: una storia d’amore impossibile in un film che non fa sconti – Recensione

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Misha ha ventinove anni e si sente totalmente insoddisfatta dalla piega che ha preso la sua esistenza: lavora part-time alla biglietteria di uno storico cinema locale, vive nella casa ereditata dalla nonna e passa le giornate in compagnia del suo amato gatto. Il desiderio di restare in una condizione di anonimato, avulsa da qualsiasi responsabilità dell’età adulta, prepara perfettamente il terreno allo sviluppo del suo rapporto con Jake, studente dell’ultimo anno delle superiori.

In Chaperone la protagonista mente sulla sua reale età, e complice il fatto di dimostrare di essere più giovane, lui finisce per scambiarla per una coetanea, con lei che glielo lascia credere. Ma quel legame inizialmente all’insegna della passione rischia di trasformare la vita di Misha in un inferno: ben presto le differenze generazionali cominciano a farsi sentire e non poche situazioni rischiano di minare la loro relazione.

Chaperone: lei, lui e il tempo – recensione

In Chaperone la differenza d’età è evidente fin dall’inizio, almeno al pubblico, e d’altronde la stessa tagline sulla locandina conferma come questa non sia una storia d’amore, almeno non in senso classico. Altrettanto chiara è l’ambiguità nel portare avanti la bugia, ascoltando le diversità di vedute e arrivando a comprendere come i due innamorati appartengano a due mondi agli antipodi, tanto che la madre di lui è soltanto poco più grande di Misha.

Ogni volta che Jake entra in scena, si confida sempre di più sulle sue paure per il futuro proprio perché non sa la verità, e questo finirà per essere la loro rovina. Di conseguenza, la domanda più intrigante diventa il perché lei scelga di continuare in quell’inganno che finirà inevitabilmente per portare entrambi a soffrire.

Paradiso e inferno

Seconda prova dietro la macchina da presa della regista e sceneggiatrice Zoe Eisenberg dopo l’inedito Stoke (2019), il film è ambientato interamente nella contea di Hilo, alle Hawaii, e sfrutta il suggestivo contesto per diverse scene ambientate nel cuore di quella natura rigogliosa.

Un palcoscenico ideale per la tormentata love-story che vede coinvolti i personaggi di Mitzi Akaha e Laird Akeo, basata per l’appunto su quell’inerzia che vede l’insicurezza di Misha determinare le svolte narrative, o meglio quel senso di apparente quiete che precede l’imminente tempesta.

Essere o non essere, questo è il problema

Ha così luogo nel corso dei cento minuti di visione una manipolazione – a tratti anche reciproca – tanto più pericolosa perché inconsapevole, che rischia di condurre entrambi su strade senza via d’uscita. La narrazione non offre una catarsi facile né una redenzione altrettanto immediata, con conseguenze sì drammatiche ma che non cedono però mai alla retorica e al patetismo, mantenendo un fondo di verosimiglianza anche laddove le premesse risulta(va)no difficili da credere.

Non vi sono gratuite scene madri o momenti strappalacrime di routine, ma una resa dei conti emotiva che rende giustizia alla storia e ai protagonisti, in cerca di comprendersi e di comprendere il proprio posto nel mondo e il futuro che li aspetta.

Conclusioni finali

Un film scomodamente ambiguo, che racconta dinamiche sentimentali viste e riviste con una certa personalità. Chaperone è l’impossibile storia d’amore tra una donna prossima ai trent’anni e uno studente molto più giovane, ignaro della sua reale età. La passione dei corpi entra in contrasto con l’incomunicabilità dei loro mondi, destinati ben presto a collassare in quell’oceano di bugie e non detti.

Le solide interpretazioni dei due protagonisti, la regia amabilmente nervosa di Zoe Eisenberg e il lussureggiante contesto hawaiano offrono cento minuti di visione all’insegna di una sana tensione morale, svuotata di soluzioni superflue e gratuite e nuda e cruda nel ripercorrere le fasi salienti di un legame andante incontro all’unico destino plausibile.

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