Catwoman – Opinioni e recensione del film

Film Catwoman

Catwoman è un film del 2004 di genere Azione/Cinecomic diretto da Pitof, con protagonisti Halle Berry, Benjamin Bratt, Lambert Wilson, Frances Conroy, Alex Borstein, Sharon Stone. La pellicola ha una durata di circa 104 minuti. Ecco la nostra opinione e recensione.

La Trama del film Catwoman

L’artista e graphic designer Patience Phillips è una donna dal carattere umile che cerca di piacere a tutti, ma l’unica a comprenderla appieno è la sua migliore amica Sally. La donna lavora per la compagnia di cosmetici Hedare Beauty, prossima a lanciare sul mercato una nuova crema di bellezza che sarebbe in grado di invertire gli effetti dell’invecchiamento.

In ritardo con la consegna di un progetto la protagonista decide di recarsi una sera ai laboratori della ditta per incontrare il suo boss, George Hedare, e qui ascolta di nascosto una conversazione tra lo scienziato Ivan Slavicky e Laurel, la moglie del proprietario, riguardante i rischiosi effetti collaterali del prodotto dopo un uso prolungato.

Le guardie la scoprono e hanno l’ordine di catturarla e Patience, presa dal panico, cerca di fuggire dai condotti di scarico dello stabilimento: le sentinelle però attivano il flusso d’acqua che la trascina con sé, annegandola.

La protagonista appare morta ma viene miracolosamente resuscitata da un gatto di razza Mau Egiziano, che le infonde una nuova vita. Si risveglia nel suo letto e scopre di essere dotata di incredibili abilità che ricordano quelle di un felino.

Da quel giorno decide di trasformarsi in una sorta di supereroina, Catwoman, sfruttando le sue nuove e portentose capacità, cercando al contempo di comprendere come e su chi indirizzare la propria vendetta.

La recensione del film Catwoman

In principio furono Julie Newmar ed Eartha Kitt ad alternarsi nel ruolo nel corso delle stagioni della popolare serie televisiva degli anni ’60 di Batman, poi sostituite nel film tratto dai relativi episodi da Lee Meriwether. Indimenticabile è stata l’interpretazione di Michelle Pfeiffer nel secondo capitolo del dittico di Tim Burton e Anne Hathaway ne ha rivestito i sexy panni della versione nolaniana. Tra queste ultime due, nel 2004, è stata Halle Berry a indossare la nera tutina nel Catwoman diretto da Pitof, qui oggetto di recensione.

Un film che fa del kistch il suo marchio ricorrente, troppo incentrato sulla particolare messa in scena per dar vita un racconto credibile che renda giustizia all’iconico personaggio femminile appartenente all’universo del Cavaliere Oscuro.

Il regista francese si fa prendere la mano dai virtuosismi stilistici e fotografici, e il gratuito inserto di misticismi all’interno di una trama semplicistica complica ulteriormente l’omogeneità dell’insieme, tale da risultare indigesto sia alla critica che il pubblico (fu un vero e proprio flop ai botteghini).

Il tentativo di unire influenze fumettistiche a quelle tipiche del blockbuster moderno sulla carta aveva delle potenzialità notevoli, ma il risultato è un pasticciato calderone ricco di scene scult che provocano involontarie risate.

Lo stesso si può dire per la villain di Sharon Stone, alle prese nella resa dei conti finali con un’improbabile cat-fight proprio con la Catwoman di Halle Berry, bella, sexy e volenterosa ma vittima di un personaggio la cui complessità è ridotta ai minimi termini.

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Appassionato di cinema fin dalla più tenera età, cresciuto a pane (anzi focaccia, da buon genovese) e classici hollywoodiani e scoperto, con il trascorrere degli anni, il fascino di cinematografie più sconosciute e di nicchia. Amante della Settima arte a 360 gradi, senza restrizioni geografiche o temporali di sorta, scrivo nel settore su svariate testate da quasi quindici anni, dopo una precedente esperienza nell'ambito della critica musicale. Con un debole per il tennis (primo estimatore di Roger Federer), il rock dalle sonorità più estreme a quelle più leggere e cantautoriali, e la birra artigianale, perché una buona pinta, insieme a un film, ci sta sempre bene.

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