Arriva nelle sale italiane il 16 aprile “Benvenuti in campagna”, la nuova commedia diretta da Giambattista Avellino. Il film racconta, con ironia e spirito satirico, le difficoltà di chi decide di abbandonare la vita cittadina per vivere in campagna, smontando l’idea romantica del ritorno alla natura. Protagonisti sono i Fontana: Gerry, ricercatore precario, sua moglie Ilaria, vigilessa, e il loro figlio adolescente Giulio, che affrontano la trasformazione di una vecchia fattoria in una moderna azienda agricola. La vita rurale si rivela tutt’altro che semplice, tra raccolti fallimentari, errori e la presenza di un vicino milionario più interessato al diletto che all’agricoltura. Il cast è ricco di talenti del cinema e della comicità italiana: Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua guidano la storia, affiancati da Andrea Pennacchi, Giorgio Colangeli e Luca Ravenna. Il film propone una riflessione leggera e divertente sui contrasti tra vita urbana e rurale, offrendo spunti comici e generazionali.
“Benvenuti in campagna”, intervista esclusiva al regista Giambattista Avellino e agli attori Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva il regista Giambattista Avellino e gli attori Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua. Il regista ha spiegato com’è nata l’idea di rappresentare la natura come una fonte del caos piuttosto che come rifugio idilliaco: “Nasce tutto dal copione, bisogna dirlo: è un testo che mi è stato proposto. L’idea era di realizzare una commedia divertente, ma allo stesso tempo su un tema serio, o comunque sentito, che riguarda la ricerca di uno stile di vita diverso, di una serenità e di ritmi nuovi. Tutto questo si riflette nell’idea di campagna e natura, che rimane per i nostri protagonisti – e spesso anche per noi – un concetto un po’ astratto e teorico. Si pensa, ad esempio, che fare un picnic sia già un modo per avvicinarsi alla natura. L’avventura che raccontiamo nel film è proprio questa: due cittadini, una famiglia urbana, che si illude di trovare in campagna pace, serenità e relax, ma scopre presto che la realtà è ben diversa dalle aspettative”.
Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua ci hanno parlato del loro rapporto con la natura. “Guarda, per come finisce almeno il mio personaggio direi di no: sottoscrivo pienamente l’incapacità di Ilaria nel rapportarsi con la natura, perché anch’io sono pessima in questo. I nostri personaggi non si sono preparati a questo cambiamento radicale; forse avrebbero avuto bisogno di un piccolo libretto di istruzioni. In un certo senso, questo film può funzionare un po’ come un bugiardino, con le controindicazioni: chiunque stia pensando di lasciare la città per vivere in campagna farebbe bene a guardarlo, perché offre qualche indicazione sulle difficoltà reali che si possono incontrare”, ha rivelato la Bevilacqua. Maurizio Lastrico sorride e ammette di non essere il contadino perfetto, anzi: “Io ammetto di essere completamente scarso. Dovevo zappare, ma volevo farlo bene, in modo coerente e logico. Ho chiesto a Gian Battista: “Devo zappare in modo che si capisca che sono inadeguato?” E lui mi ha risposto: “No, fallo come ti viene, va benissimo, anzi, un po’ meno”.
Nel film, Maurizio Lastrico interpreta un professore precario. Anche quello dell’attore però lo è. L’attore ha rivelato di essersi riconosciuto nelle frustrazioni e nelle speranze del personaggio: “Io ho scelto il mestiere dell’attore facendo un vero salto nel vuoto. Prima lavoravo come educatore a Sant’Olcese, nel mio paese, un lavoro tosto, ma sentivo dentro di me la vocazione di mettermi in gioco verso qualcosa di nuovo. Tutti i ripensamenti e le difficoltà di quell’esperienza, un po’, ritornano nel personaggio di Gerry Professore: quando parla ai ragazzi li incoraggia ad avere una mentalità aperta, ma nella sua vita personale affronta ostacoli. Grazie al rapporto con la famiglia e con Ilaria, però, riesce a lanciarsi, accettando giudizi e fortune varie”.
Nel film si affronta anche il tema del sesso spiegato ai bambini. Un argomento difficile da maneggiare in particolare oggi in un periodo in cui c’è una certa resistenza ad introdurre percorsi sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole: “Trovo assurdo che ancora non esista un’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Certo, i genitori possono supportare i propri figli, ma non tutti hanno le capacità o le competenze per farlo. Per questo penso che sia fondamentale che la scuola intervenga a sostegno delle famiglie. Trovo inconcepibile che, nel 2026, non sia ancora una realtà consolidata”, ha spiegato la Bevilacqua. Maurizio Lastrico ha aggiunto: “Molte delle difficoltà che incontriamo nella crescita e nell’affettività, e gran parte dei drammi che vediamo nella società – penso ai femminicidi e a tragedie simili – dimostrano quanto sia fondamentale un’educazione sessuale reale, completa e senza compromessi. Non devono esistere tabù: l’unico modo per contrastare queste tendenze drammatiche è promuovere una consapevolezza diversa. Nel film, affrontiamo questa tematica con leggerezza in alcune scene, quasi come un gioco, ma il messaggio resta di grande importanza”.