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Ascolti Tv “Che tempo che fa 2026”, l’analisi Auditel ed in confronto con le altre stagioni

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Come è partito Che tempo che fa 2026? La ventiquattresima edizione del programma condotto da Fabio Fazio è tornata domenica 11 ottobre sul Nove raccogliendo 1.400.000 spettatori con l’8,6% di share.

Un dato inferiore in valori assoluti rispetto alle partenze delle ultime stagioni, ma che racconta anche una buona tenuta percentuale: rispetto al debutto del 2025, infatti, diminuiscono gli spettatori ma lo share cresce leggermente dall’8,4% all’8,6%.

E c’è un elemento importante da considerare nel confronto: dal 2026 cambia anche la struttura del programma, con Il Tavolo di Che tempo che fa che non segue più la puntata della domenica ma diventa un appuntamento autonomo del mercoledì sera sul Nove.

Che tempo che fa 2026: 1,4 milioni e l’8,6%

La prima puntata della nuova stagione ha quindi registrato:

  • 1.400.000 spettatori – 8,6% di share

Il dato è particolarmente interessante se messo accanto alla partenza dello scorso anno.

Il 5 ottobre 2025 Che tempo che fa aveva raccolto 1.557.000 spettatori con l’8,4% di share nella parte centrale del programma.

In dodici mesi Fazio perde quindi circa 157 mila spettatori, ma guadagna 0,2 punti percentuali di share.

Una differenza minima sul fronte percentuale, che indica come il peso del programma sulla platea televisiva sia rimasto sostanzialmente stabile.

Che tempo che fa, i debutti delle ultime stagioni

Stagione Rete Spettatori Share
2026/2027 Nove 1.400.000 8,6%
2025/2026 Nove 1.557.000 8,4%
2024/2025 Nove 1.790.000 9,28%
2023/2024 Nove 2.100.000 10,47%
2022/2023 Rai 3 2.221.000 11,3%

La tabella mostra con chiarezza una progressiva diminuzione degli spettatori assoluti dalla prima stagione sul Nove.

Il debutto del 15 ottobre 2023, il primo dopo l’addio alla Rai, aveva rappresentato un vero evento televisivo: 2.100.000 spettatori e il 10,47% di share, record per il Nove.

Nel 2024 la partenza scese a 1.790.000 spettatori e il 9,28%, mentre nel 2025 furono 1.557.000 e l’8,4%.

Dal boom del 2023 all’8,6% del 2026

Il confronto più netto è inevitabilmente quello con il primo anno sul Nove.

  • 2023: 2.100.000 – 10,47%
  • 2026: 1.400.000 – 8,6%

In tre anni il debutto perde quindi circa 700 mila spettatori e quasi 1,9 punti di share.

Va però ricordato che il 2023 rappresentava una situazione eccezionale: era la prima puntata di Fabio Fazio fuori dalla Rai dopo vent’anni e la curiosità per il trasferimento sul Nove contribuì a trasformare il debutto in un vero evento televisivo. Quella sera Che tempo che fa diventò il programma più visto di sempre nella storia del gruppo Warner Bros. Discovery in Italia.

Confrontare ogni stagione con quel risultato rischia quindi di essere poco rappresentativo della normale vita del programma.

Il confronto con il 2025 è più interessante

Probabilmente il dato più significativo è quello dell’ultimo anno. Nel 2025 Che tempo che fa partiva da 1.557.000 spettatori e l’8,4%. Nel 2026 arriva a 1.400.000 e l’8,6%.

Gli spettatori diminuiscono di circa il 10%, ma lo share resta sostanzialmente invariato e cresce addirittura di due decimi.

Significa che Che tempo che fa continua a intercettare una quota molto simile del pubblico effettivamente presente davanti alla televisione.

Il debutto 2026 è perfettamente in linea con la media della scorsa stagione

C’è poi un dato ancora più curioso. L’intera stagione 2025/2026 di Che tempo che fa aveva chiuso con una media di 1.554.000 spettatori e proprio l’8,6% di share.

La prima puntata 2026 riparte quindi esattamente dallo stesso share medio con cui il programma aveva concluso la stagione precedente.

In valori assoluti mancano circa 154 mila spettatori rispetto alla media dell’anno scorso, ma percentualmente la capacità di attrazione sulla platea televisiva è identica. È probabilmente questo il dato più interessante per valutare realmente la partenza.

La grande novità: Il Tavolo lascia la domenica

Il confronto tra le stagioni va inoltre fatto tenendo presente una modifica editoriale importante.

Nel 2026 Il Tavolo di Che tempo che fa non fa più parte della lunga serata della domenica. Il segmento più leggero e di intrattenimento diventa un appuntamento autonomo in prima serata il mercoledì.

La domenica di Fazio diventa quindi più compatta rispetto agli ultimi anni. È una modifica che rende ancora meno corretto confrontare in maniera automatica le durate complessive e le medie Auditel delle varie stagioni: la struttura del prodotto televisivo non è più esattamente la stessa.

Che tempo che fa resta un caso particolare per il Nove

Il dato dell’8,6% va inoltre letto considerando la rete sulla quale il programma viene trasmesso.

Che tempo che fa non è più da anni sulle grandi reti generaliste Rai o Mediaset, ma sul Nove, dove dal suo arrivo ha rappresentato uno dei titoli più importanti dell’intero palinsesto.

La stagione 2024/2025 aveva chiuso con una media vicina ai 1,9 milioni e al 9,5%, risultando il miglior programma televisivo nella storia di Warner Bros. Discovery Italia.

Nella stagione successiva la media è scesa a circa 1,554 milioni e l’8,6%, ma il programma ha continuato a rappresentare uno dei punti di riferimento della domenica sera del canale.

Fazio perde spettatori, ma lo share tiene

Il debutto 2026 può quindi essere letto da due prospettive.

In valori assoluti, i 1,4 milioni rappresentano la partenza più bassa delle ultime stagioni.

Sul fronte dello share, invece, il risultato appare decisamente più stabile: l’8,6% è superiore all’8,4% del debutto 2025 ed è perfettamente in linea con la media dell’intera scorsa stagione.

La distanza dal clamoroso 10,5% del primo debutto sul Nove resta evidente, ma dopo quattro stagioni sulla stessa rete il programma non beneficia più dell’effetto novità che aveva caratterizzato il 2023.

La vera verifica arriverà quindi nelle prossime settimane.

Se Che tempo che fa riuscirà a mantenersi stabilmente tra l’8 e il 9% e ad avvicinarsi nuovamente a quota un milione e mezzo di spettatori, il programma avrà confermato ancora una volta una forte capacità di fidelizzazione anche fuori dalle grandi reti generaliste.

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