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“Portobello”, intervista ad Alessandro Preziosi: “Oggi la vera sfida resta garantire la certezza della pena. Spero che Can Yaman mi saluti a Sanremo”

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“Portobello” è la nuova produzione firmata da Marco Bellocchio che ricostruisce il caso giudiziario di Enzo Tortora, storico volto della televisione italiana e conduttore dell’omonimo programma andato in onda sulla Rai tra anni Settanta e Ottanta; nonostante il legame con la tv pubblica, la serie è un titolo originale della piattaforma HBO Max, che la propone come progetto italiano di rilievo internazionale; il racconto segue l’ascesa di Tortora, capace di rinnovare il linguaggio popolare del piccolo schermo, fino all’arresto del 17 giugno 1983 con accuse di collusione con la camorra e traffico di droga basate sulle dichiarazioni di pentiti; da quel momento si consuma un duro processo mediatico che anticipa quello nelle aule di tribunale, tra esposizione pubblica, carcere e condanna in primo grado; la narrazione accompagna poi la sua lunga difesa fino all’assoluzione definitiva del 1987, mettendo al centro il rapporto tra giustizia, informazione e opinione pubblica; protagonista è Fabrizio Gifuni, che offre un’interpretazione intensa e sobria, restituendo soprattutto la dignità e la vulnerabilità dell’uomo. Nel cast figurano anche Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova, Alessandro Preziosi, Fausto Russo Alesi e Gianfranco Gallo.

“Portobello”, intervista esclusiva ad Alessandro Preziosi

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Alessandro Preziosi che nella serie interpreta il giudice Giorgio Fontana: “Ho avuto il tempo e la fortuna di potermi confrontare direttamente con il vero Giorgio Fontana, il personaggio che interpreto. Ho lavorato con grande rispetto sui documenti che mi sono stati messi a disposizione, studiandoli con attenzione. Inoltre, mi sono appoggiato anche al background professionale, e non solo, della mia famiglia nella Napoli di quegli anni, un contesto che mi ha aiutato a comprendere meglio l’ambiente e il clima del periodo. Ho cercato così di restituire un ritratto il più possibile concreto, credibile e fondato su elementi reali”, ha raccontato.

Nonostante la vicenda di Tortora sia un clamoroso errore giudiziario, Preziosi continua ad avere fiducia nella giustizia: “Credo che fiducia e sfiducia nei confronti della giustizia dipendano molto dalle esperienze personali e da ciò che accade quando ci si trova ad averne a che fare. In linea di principio penso che ciascuno debba svolgere il proprio dovere al meglio delle proprie possibilità; tuttavia, dove esistono fenomeni di corruttibilità o ingiustizie radicate, non basta certo un referendum a risolverli, e le ingiustizie più note non cancellano quelle meno visibili. Il caso Tortora è diventato emblematico, ma situazioni simili hanno coinvolto molte altre persone, magari con minore clamore mediatico. Per questo ritengo fondamentale richiamare sempre la responsabilità individuale: ognuno deve interrogarsi sul proprio ruolo di fronte a quel grande principio scolpito nelle aule dei tribunali, “la legge è uguale per tutti”. È un ideale antico, già presente nelle tragedie greche, ma estremamente difficile da rendere pienamente concreto. La vera sfida resta garantire davvero la certezza della pena e l’effettiva uguaglianza davanti alla legge. Su questo terreno, purtroppo, credo che si proceda ancora con grande lentezza”. 

Per Alessandro Preziosi il 2025 è stato un anno d’oro. L’attore ha conquistato la platea televisiva grazie all’interpretazione di Yanez nella serie “Sandokan“. E proprio Can Yaman con il quale ha condiviso l’esperienza sul set sarà co-conduttore della prima serata del Festival di Sanremo: “Spero che mi mandi un saluto, che dica: “Un abbraccio al mio amico, al mio piccolo fratellino Yanez”, è stato l’augurio di Preziosi.

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