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Alessandra Mussolini sulla vittoria al Gf: “Nessuno voleva partecipassi. La Lucarelli molto sensibile, la Elia mi ha dato della gallina? Spero l’abbia fatto apposta. Francesca meritava il secondo posto”

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La spontaneità di Alessandra Mussolini ha colpito il pubblico che l’ha portata alla vittoria dell’ottava edizione del Grande Fratello Vip. Partita non come favorita, pian piano ha conquistato tutti, persino Selvaggia Lucarelli che l’ha abbracciata nella puntata finale. All’interno della casa, ha legato soprattutto con i giovani (in particolare Lucia, definita la sua ‘amorina’) mentre non sono mancate discussioni con Antonella Elia ed Adriana Volpe.

In una round table con i giornalisti, Alessandra Mussolini ha risposto alle domande sui suoi compagni di avventura e sul suo futuro nel mondo dello spettacolo. Vediamo nel dettaglio cosa ha detto anche sul rapporto con gli opinionisti e sulla sua famiglia.

Intervista ad Alessandra Mussolini, vincitrice del Grande Fratello Vip

Cosa l’ha spinta a partecipare al Grande Fratello VIP? Si sarebbe mai aspettata questa vittoria?

“Tutti mi hanno spinto a non farlo. Ma proprio tutti. A volte mi sorprendo di me stessa, dato che sono imprevedibile e ho una vena un po’ di pazzia, mi sono detta: ‘Ma perché non partecipare? Lo faccio’. Sono entrata praticamente all’oscuro di tutto, solo mossa dal desiderio di divertirmi e di vivere la casa. Non avevo neanche il vestito per la finale mentre altri concorrenti lo avevano già portato con sé. Io non ce l’avevo, perché tutte queste dinamiche non le sapevo. Quindi no, non me l’aspettavo assolutamente. È stata un’esperienza bellissima. Adesso sto rivedendo alcune clip di quello che ho combinato e rido da sola”.

Lei ha dichiarato che nella vita non si è mai nascosta. Il pubblico ha capito finalmente chi è la vera Alessandra?

“Io spero di sì. Devo dire che non ho avuto il condizionamento di pensare a cosa dovessi far vedere. Semplicemente sono stata me stessa. Lì dentro non hai la percezione di chi c’è fuori, di chi non c’è. Se ti vedono o non ti vedono. Per me significava stare lì dentro e convivere con persone sconosciute. Alcune le conoscevo, ma non le avevo mai frequentate. C’è questa convivenza forzata con i suoi tempi, i ritmi, le abitudini.

Io ero semplicemente me stessa: mi alzavo la mattina e a volte pensavo: ‘Ma la gente vede che la mattina faccio sempre le stesse cose?’. Perché sono così, mi metto lo scialle sulle spalle, poi prendo il latte, il caffè, due biscotti e una fetta biscottata. Pensavo: ‘Pensa tu, stanno vedendo quello che faccio sempre’.”

Nella casa si è relazionata molto con i giovani. All’inizio anche con GionnyScandal.

“Gionny mi è piaciuto tanto. È simpaticissimo anche lui e un bravo ragazzo. Gli altri, quelli adulti, diciamo, più maturi, mi sembravano invece più costruiti. All’inizio pensavo che stessero recitando. Cioè Dario, a volte, mi sembrava mettesse troppa enfasi nel raccontare i suoi aneddoti, come fosse una recita. I ragazzi invece erano destrutturati, normali, mi facevano ridere.

Infatti, quando ho avuto quel crollo e non ce la facevo più, ho fatto le valigie e le ho lasciate davanti al magazzino per metterli alla prova e vedere cosa pensassero davvero, se fossero contenti della mia uscita. E molti lo erano. Chi mi è stato vicino in quel momento sono stati Lucia e Raul. Persino Raimondo, nella sua rigidità, mi toglieva le valigie dalle mani mentre le stavo preparando. Gli altri, invece…

La persona più distante da me nella casa è stata proprio Adriana: perfettina, precisina, che cantava sempre. La vedevo un po’ ‘falsona’. Gli altri non erano molto interessanti per me: non mi divertivano e non mi piacevano, mi piaceva solo litigare con loro e basta. Eravamo agli opposti. Ricordo la scena delle torte: falla normale, no? Perché devi fare una torta così costruita? Recitavano anche nel fare una torta, era tutto un bluff. In quel contesto ho dovuto per forza usare l’ironia.”

Dopo le discussioni avute con Antonella Elia avete avuto modo, non so, di chiarirvi?

Ma no, noi ci siamo sempre chiarite. Solo che lei è strana. Per i primi venti giorni non ha vissuto la casa: non mi ha mai parlato, si era chiusa in una sorta di catatonia e andava in sauna tre, quattro volte al giorno, e poi in piscina. Quindi, insomma, era alternante: un momento era equilibrata mentre un altro broccava pure lei, non si sa perché.

Diciamo che sono persone più difficili per me. Anche adesso, vedendo le sue reazioni dopo la mia vittoria, le dichiarazioni sulla gallina, credo che lo stia facendo apposta, o almeno lo spero per lei. Ormai non lo so più”.

Forse collegate alle piume dei suoi vestiti?

“Eh sì, collegate alle piume è bellissimo! Quelle sono state la mia salvezza. In fondo hanno rappresentato, anche inconsciamente, la mia voglia di leggerezza.”

Invece questa ritrovata pace con la Lucarelli?

“È stato bello perché dimostra che le persone, quando sono sensibili (e voglio mettere come prima parola questa), dicevo sensibili e intelligenti, capiscono la vera natura di una persona. Ho letto l’articolo che ha scritto ed è tutto vero. Noi lì dentro non capivamo e non sapevamo nulla, perché il Grande Fratello è rigido e severo, non ti fa sapere cosa succede fuori. Non vedevamo la trasmissione e non vedevamo neanche Ilary; la sentivamo solo parlare e ridere. Per me è stata straordinaria, dotata di una leggerezza e di una bravura.

Mi è piaciuta tantissimo perché ha vissuto la casa e i personaggi senza seguire rigidamente la scaletta. Anche lei, ha capito quello che uno è dentro. Nelle altre trasmissioni ho sempre avuto un ruolo, non ero mai ‘sbracata’ come sono stata lì. Al Gf sono stata proprio me stessa: senza filtri e senza remore. Quindi quando l’ho vista con le piume sulle braccia all’ultima puntata l’ho adorata, è stata ironica. È stato bellissimo”.

Con Cesara Buonamici?

“Anche Cesara diceva cose molto esplicite ma sempre con il sorriso. Per noi concorrenti, ogni opinione delle opinioniste era un giudizio finale ed estremo, perché sentivamo solo la loro voce e non avevamo idea di come stessero andando le cose all’esterno”.

Lei ha dichiarato che un po’ questa esperienza l’ha cambiata e anche le sue routine quotidiane in questi primi giorni si sono un po’ trasformate. Cosa ha riscoperto di Alessandra?

“Prima di tutto la voglia di divertirsi in comitiva con persone diverse, perché quando cresci subentrano la famiglia, le regole, le responsabilità e i condizionamenti. Lì dentro, invece, vedevo persone che si sentivano a disagio per la presenza dei microfoni e delle telecamere.

Nicolò mi faceva tanta tenerezza e gli ho voluto molto bene. Ci parlavamo con gli occhi; lui mi guardava e mi diceva: ‘Non ce la faccio, sento disagio’. A me, invece, non importava nulla, anzi, quasi mi sentivo al sicuro. Spesso mi dimenticavo di togliere il microfono quando andavo in bagno e poi mi facevano fare quattro risate. L’ho vissuta con leggerezza e libertà.

Ricordo quando fregavo i biscotti senza glutine ad Antonella, anche se io non sono intollerante; adesso li ho comprati perché mi piacciono troppo! O il latte: ho bevuto più latte io lì dentro che chiunque altro. Nella casa erano tutti fissati con i cibi ‘fit’, ‘tot’, ‘kit’: mangiavano funghi bolliti nell’acqua, senza un filo d’olio. Io invece li caricavo di olio e cipollotto. Faceva ridere perché poi, a parole, volevano mangiare tutti sano, ma io e Raul ci siamo fatti certe carbonare e trentacinque pizze! Quando vivi in una comunità devi mangiare, non puoi stare sempre a stecchetto.

Però il bagno, all’inizio avevo paura e l’ansia del bagno. Invece poi non me n’è importato più nulla. Quando ti abitui alla disciplina di lasciare il microfono fuori e bussare, impari il rispetto per l’altro e tutto diventa possibile. Anche quando ci svegliavano con le luci a led sparate negli occhi e la musica a pallettoni: c’era chi si sentiva male, mentre a me veniva da ridere perché capivo che la regia comunicava con noi attraverso la musica.

Ci tengo a ringraziare tutte le maestranze: fonici, operatori e tutto lo staff. Ci sono centinaia di telecamere, ma all’interno si è abbandonati a se stessi. Non c’è una regia che ti guidi o ti dica cosa devi fare; l’unica indicazione forzata riguarda le coreografie, per il resto è tutto lasciato alla nostra spontaneità”.

Dopo la vittoria, hanno scritto, e cito testualmente: ‘Alessandra Mussolini non subisce il trash, ma lo governa’. Si ritrova in questa descrizione?

“A me non piacciono le definizioni e non mi piace commentare ciò che gli altri dicono di me basandosi su quello che hanno visto. Posso solo commentare quello che ho vissuto: è stata un’esperienza straordinaria, che tutti mi avevano sconsigliato di fare, e che io, come una pazza, ho voluto fare lo stesso. Non sapevo cosa avrei trovato ma mi ha lasciato una grande gioia, un’esperienza bella.

Pensiamo a quando è venuta a trovarmi mia sorella, che non era mai apparsa in una trasmissione televisiva, o mia figlia. Siamo tornati a scriverci i bigliettini perché non avevamo i cellulari, riscoprendo i sentimenti e l’emotività. Se tutto questo viene definito ‘trash’, allora mi piace questo ‘trash’, perché ho vissuto due mesi di incanto, nostalgia e riflessione.

Vorrei tanto mettere un confessionale anche a casa mia, perché il confessionale è fondamentale nella vita. Quando hai un’emozione, un litigio o un conflitto in famiglia o sul lavoro, vai lì dentro e ti sfoghi. È una cosa meravigliosa sentire quelle voci che ti dicono: ‘Alessandra, vai a cambiare le batterie’, oppure ‘Alessandra, in confessionale’. Bellissimo. Che sia trash o meno, a me è piaciuto”.

Tornando nella tua casa di Ladispoli, se già ci sei tornata, qual è stato il tuo primo contatto con la realtà?

“Io vivo a Roma, chiaramente. A Marina di San Nicola ci andrò e non vedo l’ora. La primissima cosa che farò domani sarà andare da mia mamma, perché è la persona che mi è mancata di più. Adesso ci vorrebbe un ‘Grande Fratello di sostegno’ per riabituarsi a stare senza microfono e senza telecamere, per resettare il bagno, gli orari e le abitudini quotidiane. Lì dentro mi sono sentita come a casa mia, vivevo pienamente la cucina e tutte le stanze. Mi piaceva persino dormire vicino al bagno. Quando è venuta mia sorella, invece di lasciarla in giardino, l’ho presentata agli altri come se fosse un’ospite a casa mia; la trasmissione mi ha trasmesso una forte familiarità”.

Lei ha fatto tantissime cose nella sua carriera, quindi con questa nuova attenzione ritrovata, ci si chiede cosa vorrà fare? TV, un programma tutto suo, politica?

“No, io adesso voglio solo stare tranquilla e divertirmi, come ho fatto. Come ho detto quando abbiamo fatto gli spettacoli del GF, che mi sono piaciuti tanto e hanno divertito il pubblico, preferisco essere bendata e vedere cosa mi offre la vita, che sa sempre come sorprenderti. Non si devono fare programmi rigidi, si deve vivere alla giornata”.

Hai già in mente come utilizzerai i soldi del Montepremi?

“Il 50% del montepremi va in beneficenza e in questo momento stiamo valutando a quali associazioni donarlo. Credo sia la degna conclusione di un programma che ha anche una valenza sociale. Ho scoperto solo fuori che siamo stati seguitissimi dal pubblico giovane sui social. I ragazzi non guardano molta televisione, ma c’è stato un vero exploit sul web tra interazioni, applicazioni e meme. All’inizio mi chiedevo cosa fossero questi meme, poi Ilary me li ha mostrati”.

Dentro la casa hai raccontato della difficoltà che hai avuto da ragazza legata al tuo cognome, ai pregiudizi che ci sono stati. L’attenzione mondiale che c’è stata sulla tua vittoria le ha dato fastidio, le ha fatto piacere? All’estero hanno molto costruito un racconto su come noi in Italia viviamo il cognome, come se fosse non Alessandra, ma un cognome.

“Saranno problemi loro, poracci, che ti devo dire. Io mi sono divertita e, a dire la verità, non pensavo di vincere perché non sono entrata facendo strategie, calcoli. Assolutamente no. Sono entrata così. Infatti, quando mi sono beccata sei nomination ho pensato: ‘Vabbè, domani me ne vado’. Avevo sempre la valigia pronta vicino al letto, aperta, con tutte le mie cose dentro. Quindi non so quello che hanno detto all’estero. Sto leggendo poco, non mi piace e voglio rimanere nel mood Grande Fratello”.

Nello specifico sul suo futuro. Le piacerebbe tornare anche come opinionista del Grande Fratello Vip?

“Non ho alcun tipo di prospettiva, non so davvero cosa succederà. So solo che quando mi sono rivista e ho parlato con mia zia Sofia, lei ha sintetizzato tutto dicendomi in dialetto: ‘Ma che ti fir a fa?’ (ma che ti metti a fare?, ndr). Ne ho fatte di tutti i colori nella vita e lei sa come sono fatta. Sono felice di essere stata completamente me stessa; neanche i miei amici più intimi mi conoscevano così a fondo, perché un conto è fare un viaggio insieme, un altro è condividere la quotidianità della camera da letto, vedere come ti svegli e assistere alla tua routine.

Hanno visto tutte le mie abitudini, le mie pillole, le mie buste. Sono contenta di questo, soprattutto perché molte persone mi hanno scritto dicendo: ‘Mi hai regalato un momento di gioia e divertimento, stavo attraversando un periodo buio e vederti ridere, scherzare e usare l’ironia mi ha sollevato’. Solo per questo sono felice. Il resto non lo so. Non avrei mai pensato di fare il Grande Fratello, la vita ti deve stupire. Non bisogna fare piani precisi perché c’è sempre qualcosa dietro l’angolo, nel bene e nel male. Anche la delusione può rivelarsi una svolta, e tu devi solo assecondarla con ironia e autoironia, altrimenti è finita.”

Prima ha detto che Adriana è stata un po’ falsona, chi è stato invece quello più stratega e come ha vissuto le storie d’amore, le storie vere e presunte all’interno della casa.

“Io mi sono impicciata da morire perché all’inizio volevo fare il Cupido. Mi piaceva da subito l’idea di unire Lucia, che è stata la mia amoretta, col mio amoretto Raul. Renato mi piaceva meno: all’inizio mi era simpatico poi c’è stato un momento in cui mi infastidiva molto. C‘è stato un momento nella casa in cui facevo anche dei suoni nel microfono perché Antonella e Renato erano insopportabili per me, mi dava fastidio persino la loro voce. Io volevo spingere Lucia verso Raul, ma vedevo che lei preferiva Renato, e allora facevamo i nostri commenti.

Chi è stato molto stratega è stato Raimondo. Ha vissuto poco la casa e ha passato la maggior parte del tempo con Francesca. Francesca, per me, meritava il secondo posto, posso dirlo? Mi ha fatto morire dal ridere: abbiamo fatto delle litigate memorabili, ma è stata simpatica, verace e completamente matta, a volte è vero anche melodrammatica. Prima mi avvicinavo, poi la respingevo e poi ci riavvicinavamo; infatti ci siamo appena scambiate dei messaggi. Francesca è stata molto carina e molto importante”.

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