“Agata Christian – Delitto sulle nevi” sbarcherà nelle sale il 5 febbraio 2026 con una distribuzione di circa 500 cinema, proponendosi come una novità che mescola mistero e risate sotto la regia di Eros Puglielli. Il film gioca apertamente con i meccanismi del giallo classico, richiamando l’universo di Agatha Christie già dal titolo ironico, ma li rilegge attraverso il filtro della commedia italiana più popolare. L’obiettivo è chiaro: costruire un racconto accessibile e brillante, capace di coinvolgere pubblici diversi. La storia ruota attorno a un delitto immerso in un clima innevato, tra indagini, sospetti incrociati e rapporti di forza. Il cast è ampio e variegato, guidato da Christian De Sica e affiancato da Lillo, Paolo Calabresi e Chiara Francini. Completano l’ensemble Ilaria Spada, Marco Marzocca, Enzo Paci, Sara Croce, Giorgio Colangeli e Tony Effe. Tutti contribuiscono a un gioco corale fatto di personaggi sopra le righe e situazioni paradossali.
“Agata Christian – Delitto sulle nevi”, intervista esclusiva al regista Eros Puglielli e a Christian De Sica, Lillo e Paolo Calabresi
Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva il regista Eros Puglielli e gli attori Christian De Sica, Lillo e Paolo Calabresi. Il regista Eros Puglielli ha spiegato di aver voluto mescolare due mondi, il crime e la commedia: “È stato un lavoro su due binari, allo stesso tempo stimolante e impegnativo, perché parliamo di generi che richiedono grande attenzione ma in modi completamente diversi. Giallo e commedia chiedono cose differenti nello stesso momento, ed è come procedere in equilibrio su un filo sottile. Allo stesso tempo, avendo già frequentato entrambi i linguaggi, ne conosco i punti di contatto e le difficoltà tipiche che emergono quando si tenta di farli convivere. Devo però dire che lavorare con attori così geniali e con comici di questo livello rende tutto più naturale: è difficile trovare motivi per lamentarsi, perché con loro si ha sempre la sensazione di muoversi su un tappeto volante”.
Lillo ha detto che muoversi su questo doppio territorio è stata una sfida agevole: “I generi possono sposarsi, anche se sono molto diversi tra loro. Un po’ come in un piatto gourmet: presi singolarmente sembrano lontani, ma messi insieme funzionano. La comicità, secondo me, si abbina bene al thriller e al giallo, e in alcuni casi persino all’horror. Non è però un’operazione semplice, ed è per questo che siamo stati fortunati ad avere Eros alla regia. Conosce profondamente entrambi i linguaggi, li ha praticati tutti e due e, soprattutto, li ama anche da spettatore, proprio come me. In fondo sto parlando anch’io da spettatore. Ed è da qui che nasce un’energia positiva sul set: dal piacere autentico di provare a fondere due mondi diversi, come il giallo e la commedia, in un’unica esperienza”.
Nel film, Lillo si è trovato a dover affrontare orsi, ragni, cani e anche aquile. Ma c’è un animale di cui ha fobia? Il comico ha risposto così: “In realtà no, e sai perché? Perché il personaggio che interpreto è esattamente l’opposto di me, ed è anche questo che mi ha spinto ad accettare il film con grande entusiasmo. Lui non ha alcuna empatia con gli animali, anzi sembra quasi che gli animali lo detestino. Io invece li amo profondamente e credo che loro lo percepiscano: nella vita ho un rapporto molto empatico con il mondo animale. Proprio per questo è stato divertente interpretare qualcuno che mi è così distante. Non esiste davvero un animale che mi faccia paura in senso fobico, di quelle paure irrazionali che ti fanno stare male anche solo a guardare qualcosa. Certo, se un leone o un orso mi attaccassero avrei paura, e se un elefante mi venisse incontro non sarei affatto tranquillo, ma non ho fobie vere e proprie legate agli animali”.
A Christian De Sica chiediamo una riflessione sul politically correct: “Questo film dimostra che si può far ridere anche senza ricorrere al turpiloquio, senza parolacce e senza forzare la mano su certi eccessi. Anche perché, oggi, alla mia età, non potrei più fare quello che facevo a trent’anni o a quarant’anni: risulterei poco credibile, quasi ridicolo. Ma al di là di questo, ci sono anche cambiamenti che si avvertono nell’aria, un po’ come le mode. I tempi cambiano e forse oggi è giusto adottare uno sguardo diverso, con maggiore attenzione e rispetto verso determinate cose”.
A conclusione dell’intervista abbiamo chiesto a Lillo, Calabresi e De Sica quale sia il loro gioco di società preferito. Paolo Calabresi ha rivelato un aneddoto divertente: “Io penso a Risiko, se si può dire, ormai l’abbiamo citato. È probabilmente il gioco attorno a cui si litiga di più al mondo: basta un tavolo con la plancia al centro e scatta il caos. Ricordo una volta, io e mio fratello eravamo giovanissimi, una delle prime volte in cui siamo stati ospiti a dormire a casa di amici dei miei genitori, persone molto formali. La sera abbiamo iniziato a giocare a Risiko e mia madre li aveva rassicurati: “State tranquilli, i miei figli sono educatissimi, vanno d’accordissimo tra loro”. In realtà, sembrava tutto sotto controllo, finché la partita non è degenerata completamente ed è finita a sputi nel salotto di questi poveri signori”. Interviene Lillo: “Risiko è una cosa a parte: tira fuori il peggio delle persone, ti incattivisce davvero. Per questo il mio gioco preferito è Cluedo, subito seguito da Monopoli. E devo dire la verità, restando in tema, Cluedo è perfetto per questo film: ha esattamente quell’atmosfera di mistero e sospetto che si sposa benissimo con la storia”.