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“Agata Christian – Delitto sulle nevi”, intervista a Maccio Capatonda, Ilaria Spada, Chiara Francini e Sara Croce 

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Nel film “Agata Christian – Delitto sulle nevi”, in arrivo al cinema il 5 febbraio con la regia di Eros Puglielli, il mistero e il giallo si mescola ai toni della commedia. Protagonista è Christian De Sica nei panni di Christian Agata, famoso criminologo dal sarcasmo tagliente, invitato in Valle d’Aosta come volto pubblicitario del rilancio di Crime Castle, storico gioco da tavolo. L’evento si svolge nella lussuosa villa dei Gulmar, influente famiglia di imprenditori del settore ludico. Accanto ad Agata ci sono il brigadiere Vanni Cuozzo, poliziotto semplice e suo ammiratore numero uno interpretato da Lillo Petrolo, e l’appuntato Candido Tarda, carabiniere fedele e collaboratore di Cuozzo. Il fine settimana prende una piega inattesa quando Carlo Gulmar, patriarca della famiglia interpretato da Giorgio Colangeli, dichiara di voler tornare alla guida dell’azienda. La decisione manda in fumo la trattativa di vendita alla start-up Shothouse. A capo della società c’è One Shot, eccentrico Ceo interpretato dal trapper Tony Effe. L’annuncio fa esplodere vecchi rancori e nuovi conflitti tra i presenti. Tra sospetti, rivalità e ironia, la vacanza sulla neve si trasforma presto in un intrigo da decifrare.

“Agata Christian – Delitto sulle nevi”, intervista esclusiva a Maccio Capatonda, Ilaria Spada, Chiara Francini e Sara Croce

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Ilaria Spada, Chiara Francini, Maccio Capatonda e Sara Croce al suo esordio al cinema. “Il crime e la commedia sono per me un binario unico. Ho seguito le indicazioni del regista cercando di dare il meglio di me all’interno del ruolo. Ho cercato di tenermi stretto il personaggio lasciandomi trasportare dalle indicazioni di Eros”, ha dichiarato Maccio Capatonda in merito al mix tra commedia e crime. Ilaria Spada ha aggiunto: “Anche io mi sono molto affidata perché sentivo il bisogno di andare nel drammatico ma ho perso di vista che si trattava invece di un’allegra commedia. Quando si è così tanti e il cast è corale, c’è anche un istinto che ti guida”. 

Per Sara Croce è stata la prima volta su un set: “Eros mi ha dato dei consigli e li ho seguiti. Questo per me era il primo film, anche Lillo e Maccio mi hanno aiutata molto. C’è stato tanto supporto e sul set ho trovato una grande famiglia. Mi sono sentita considerata in modo diverso ma non voglio fare polemiche ma mi sono sentita più parte di un gruppo. E poi c’è lo studio, si deve creare anche una sinergia con gli altri sul set perché non sei da solo. Sto studiando per questo, voglio continuare su questa strada”. 

Momento poi di ilarità con i giochi di società. Ognuno di loro ha il suo preferito, quello con cui si diverte a giocare a casa con gli amici o in famiglia: “Quando ero piccola giocavo a Monopoli, mi ricordo il Parco della Vittoria ma ormai sono passati anni”, ha confidato la Francini. Sara Croce menziona hotel dicendo che lo adorava mentre Ilaria Spada dice che con le cugine amava giocare a Trivial Pursuit. “Io invece amo Cluedo, è sempre stato uno dei miei preferiti. Ultimamente sto giocando a Nome in codice che è un gioco molto carino”, sono le parole di Maccio.

A Maccio Capatonda abbiamo poi chiesto una sua riflessione in merito al politically correct di cui tanto si parla: “L’eccesso di politically correct danneggia solo chi faceva della scorrettezza l’unica forma di comunicazione. Nella comicità c’è scorrettezza ma dipende da come la si fa. Se la fai con intelligenza e soprattutto per dare un messaggio importante con un fine intelligente allora funziona, se c’è solo quello invece rimane qualcosa di gratuito. Secondo me Zalone lo fa in maniera intelligente ed è per questo che piace da matti”. A questo punto si apre un vero e proprio dibattito. Ilaria Spada prende la parola: “Secondo me aiuta chi andava per delle scorciatoie facili e anche banali. Nonostante apprezzi per certi versi la limitazione su alcune cose perché necessita di un’intelligenza maggiore mi domando poi come mai in altri ambiti come nella musica ma anche sui social si possa dire e fare tutto quello che si vuole. Io ho un figlio adolescente e mi accorgo che ora è talmente tutto veloce che non si riesce neanche ad arginare”. 

Anche Chiara Francini esprime il suo parere: “Credo che la cosa importante sia riuscire a dare una visione propria di quella che è la realtà grazie alla quale il pubblico si possa rivedere, possa essere schiaffeggiato, accarezzato, coccolato da quello che vede. Penso che in generale bisogna essere sempre guidati da uno spirito critico che comporta avere la capacità guardare le cose, di attraversarle e quindi di restituirle nella maniera più proficua possibile”.  

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