La nuova stagione di Affari Tuoi è partita domenica 6 settembre su Rai 1 con diverse novità. Il celebre gioco dei pacchi ha lasciato il Teatro delle Vittorie di Roma per trasferirsi negli studi Rai di via Mecenate, a Milano. Al fianco di Stefano De Martino sono tornati Herbert Ballerina e Martina Miliddi, mentre Gennarino, dopo tredici anni, ha lasciato il programma facendo spazio a Tommasino. Tra le novità di questa edizione c’è anche il contropacco. A colpire il pubblico, però, non sono state soltanto le new entry e i cambiamenti legati alla formula del programma. Nell’elenco delle assenze spiccano infatti due volti che negli ultimi anni erano diventati parte integrante dell’immaginario di Affari Tuoi: Pierluigi Lupo e Thanat Pagliani. I due, con i loro interventi e la loro particolare complicità, avevano conquistato una fetta importante del pubblico, diventando a tutti gli effetti presenze riconoscibili del programma.
Noi di SuperGuida TV abbiamo intervistato in esclusiva Pierluigi Lupo, che ci ha raccontato le emozioni legate all’esperienza vissuta ad Affari Tuoi, il rapporto con Stefano De Martino e Thanat Pagliani, il ricordo di Amadeus e i suoi possibili progetti futuri in televisione. Lupo non nasconde la delusione per la mancata conferma, ma precisa di non voler alimentare alcuna polemica: “Ovviamente sono un po’ deluso, perché dopo tre edizioni del programma, una con Amadeus e due con De Martino, pensavo di poter continuare a far parte della squadra”. E sul mancato trasferimento a Milano aggiunge: “Io e Tanat ci aspettavamo comunque di continuare. Poi è una loro scelta ed è legittima, non facciamo drammi. Io, almeno fino all’ultima settimana di agosto, ho sperato che ci chiamassero, ma così non è avvenuto”. Nessun risentimento però nei confronti di De Martino, con il quale Lupo racconta di aver avuto un ottimo rapporto: “Assolutamente no. Ho avuto un ottimo rapporto sia con Amadeus sia con De Martino. Proprio per questo mi ha meravigliato il fatto che non ci abbia voluti a Milano”.
Lupo ha anche analizzato il modo in cui De Martino ha interpretato Affari Tuoi, individuando nell’intrattenimento uno degli elementi distintivi della sua conduzione: “Sicuramente ha puntato molto sull’intrattenimento. Oltre al game ha fatto molto più intrattenimento rispetto agli altri, con siparietti divertenti e momenti comici. Ha cominciato a farli con noi, con Thanat, e poi li ha fatti anche con i vari pacchisti”. Secondo Lupo, proprio questa capacità di affiancare al gioco momenti di spettacolo ha contribuito al successo del programma: “Credo che sia stato anche questo uno dei segreti del successo: oltre al gioco, cercava di divertire il pubblico”.
L’esperienza ad Affari Tuoi non ha cambiato l’idea di Lupo sul ruolo che vorrebbe ricoprire sul piccolo schermo. Se dovesse arrivare una nuova proposta televisiva, infatti, la sua preferenza sarebbe chiara: “Mi piacerebbe sempre essere opinionista”. Tra i programmi nei quali gli piacerebbe trovare spazio c’è Tale e Quale Show: “Magari sul ballo non sono molto esperto, però potrei fare il giudice a Tale e Quale Show”.
Affari tuoi, intervista esclusiva a Pierluigi Lupo
Pierluigi, negli ultimi anni sei entrato a far parte della famiglia di Affari Tuoi. Quanto è stato doloroso dire addio al programma e cosa ti ha regalato questa esperienza?
Innanzitutto mi ha regalato l’emozione di parlare in televisione e, soprattutto, l’affetto della gente che mi incontra per strada, mi ferma e mi riconosce. È un aspetto che non avevo previsto, ma che accade continuamente. Magari stai camminando per conto tuo e qualcuno ti riconosce e ti ferma. È bello, perché mostrano tutti un grande affetto. È una cosa che mi fa molto piacere. Ovviamente sono un po’ deluso, perché dopo tre edizioni del programma, una con Amadeus e due con De Martino, pensavo di poter continuare a far parte della squadra.
Nel tuo post hai citato soltanto l’inizio della tua avventura. Alcuni lo hanno visto come uno sgarbo a De Martino.
Assolutamente no. Ho avuto un ottimo rapporto sia con Amadeus sia con De Martino. Proprio per questo mi ha meravigliato il fatto che non ci abbia voluti a Milano. Io e Thanat ci aspettavamo comunque di continuare. Poi è una loro scelta ed è legittima, non facciamo drammi. Io, almeno fino all’ultima settimana di agosto, ho sperato che ci chiamassero, ma così non è avvenuto.
Quando avete capito che non avreste più fatto parte del programma?
In televisione funziona così: se ti chiamano, ti chiamano; se non ti chiamano, non ti chiamano. Se non arriva una telefonata significa che non fai più parte della squadra.
Con De Martino non vi siete più sentiti?
Guarda, ti dico la verità: io non ho il numero di Stefano. Ovviamente, se decidevano di portarci a Milano, ci avrebbero chiamato, fatto il contratto e portati a Milano, però questo non è avvenuto. Evidentemente sono state fatte scelte diverse. Io e Thanat accettiamo tranquillamente, senza fare nessuna polemica. L’amarezza c’è ma auguro a Stefano e al programma di fare bene anche in questa edizione.
Con Thanat avete creato una coppia molto amata dal pubblico. Come è nata la vostra complicità?
Inizialmente parlavo soltanto io con Amadeus. Poi, ovviamente, per non far parlare soltanto una persona e per dare al concorrente una visione diversa del gioco, si pensò di far parlare anche Thanat. All’inizio Thanat diceva sempre “300 mila”, pronosticando che nel pacco del concorrente ci fosse sempre una cifra alta. Questo ha generato molta simpatia e lui è subito apparso come il personaggio più simpatico e positivo. Io, invece, ero un po’ più razionale e, tra virgolette, pessimista. Si è così creato un binomio che funzionava. Poi io e Thanat ci divertivamo a ricoprire questi ruoli opposti. Era comunque un gioco e serviva a fare spettacolo all’interno del programma.
Che effetto ti fa essere entrato così tanto nell’immaginario e nell’affetto del pubblico?
Adesso mi sono abituato, ma all’inizio è stato veramente strano. Ricordo che la prima volta ero in metropolitana e mi si avvicinarono una mamma e sua figlia. Mi sorridevano come se avessero visto un lontano parente. Poi mi hanno chiesto: “Ma tu sei quello di Affari Tuoi?”. Io non sapevo cosa dire, perché non mi aspettavo una cosa del genere. Sono sceso alla mia fermata e, dopo appena dieci metri, mi ha fermato un’altra ragazza. A quel punto ho pensato: “Qui è successo qualcosa”. All’inizio, quindi, è stata una grande sorpresa. Poi mi sono abituato. Adesso molti mi fermano per chiedermi una foto, farmi i complimenti oppure parlare del programma. È diventata una cosa abituale.
Secondo te cosa ha portato di diverso Stefano De Martino ad Affari Tuoi rispetto ai conduttori che lo hanno preceduto?
Sicuramente ha puntato molto sull’intrattenimento. Oltre al game ha fatto molto più intrattenimento rispetto agli altri, con siparietti divertenti e momenti comici. Ha cominciato a farli con noi, con Thanat, e poi li ha fatti anche con i vari pacchisti. Credo che sia stato anche questo uno dei segreti del successo: oltre al gioco, cercava di divertire il pubblico.
Che persona hai visto dietro il personaggio televisivo e il conduttore?
Non è che avessi con lui un rapporto stretto. Entrava in studio, cominciavamo la registrazione. Comunque è un ragazzo molto educato, garbato, anche umile e che mette una grande energia nel programma. Sa far bene il suo mestiere.
Ora lo attende anche il Festival di Sanremo.
Certo, ma lui forse Sanremo lo deve proprio grazie al successo che ha ottenuto con Affari Tuoi. Perché all’inizio, il primo anno, molti non sapevano che risultato avrebbe avuto. Invece addirittura ha fatto ascolti superiori a quelli di Amadeus. Quindi è lì che ha dimostrato di poter fare il conduttore anche in un programma così importante.
Se De Martino dovesse chiamare te e Thanat, cosa portereste sul palco dell’Ariston?
Ma guarda, sicuramente tanta simpatia. Sarebbe bello, sarebbe divertente. Però io penso sempre step by step. Se non siamo tornati ad Affari Tuoi, sarebbe incredibile andare a Sanremo. Però tutto è possibile, noi siamo sempre disponibili.
Ad Affari tuoi ti piacerebbe partecipare come concorrente?
Come concorrente no, perché non mi piace fare tutto un minestrone. Ho fatto l’opinionista, non mi sembrerebbe giusto fare il concorrente.
Senti, se domani arrivasse invece una proposta televisiva, quale programma ti piacerebbe fare?
Mi piacerebbe sempre essere opinionista. Ad esempio, altri grandi programmi di Rai 1 sono Ballando con le stelle e Tale e Quale Show. Magari sul ballo non sono molto esperto, però potrei fare il giudice a Tale e Quale Show. Se non al tavolo della giuria, quello ufficiale, magari dalla poltroncina della platea. Magari far venire Carlo Conti col microfono che viene da me e mi chiede il parere sull’esibizione di qualche cantante che si esibisce. Quello potrebbe essere una cosa carina e divertente.
Tornando invece ad Amadeus, è proprio con lui che hai conosciuto la notorietà.
Guarda non ci aspettavamo che lasciasse la Rai. Lui deve fare il conduttore di grandi programmi, di prima serata oppure dell’access prime time. Poi ovviamente adesso fa il giudice ad Amici ma preferirei vederlo alla conduzione. Questo è il mio pensiero. E’ bravissimo e per il resto è una persona veramente gentile, garbata, educata. Con me è stato molto generoso.
Ricordo un episodio in particolare che risale all’ultima registrazione dell’ultima puntata di Affari Tuoi. Era anche l’ultima sua registrazione in Rai. Lui venne quel giorno accompagnato dalla moglie. Quando entrò in studio, mi alzai in piedi e andai a salutarlo. In quella puntata il concorrente aveva fatto una partita un po’ così, non degna di nota. Io infatti aspettavo il momento di poter parlare, perché sapevo che poteva essere l’ultima puntata. Uscirono tutti i pacchi rossi, quindi si andò alla Regione Fortunata. Dentro di me ho detto: “Purtroppo non sono riuscito a parlare in quest’ultima puntata”. Ma Amadeus improvvisamente prende il microfono e viene da me e mi fa parlare, quando non c’era alcun bisogno che io parlassi. Però l’ha fatto perché voleva comunque onorarmi e darmi il suo saluto riconoscendomi comunque l’importanza all’interno del programma per quello che avevo fatto negli ultimi mesi. Quando lui è uscito dallo studio, io l’ho aspettato per salutarlo. E lui dopo, andando via, ha tirato giù il finestrino e gridava: “Lupo, Lupo, Lupo”. E’ stato un momento emozionante (si commuove).