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Addio a Fiorenza Marchegiani, il ricordo dell’ex collega di Vivere Fabio Mazzari: “Era una donna luminosa, negli ultimi anni si era isolata e non rispondeva più alle telefonate”

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La scomparsa di Fiorenza Marchegiani, morta a 73 anni, lascia un vuoto profondo nel mondo dello spettacolo italiano. Attrice di cinema, teatro e televisione, Marchegiani aveva costruito nel corso della sua lunga carriera una presenza riconoscibile e amata dal pubblico. Tra i suoi lavori più celebri c’è Ricomincio da tre, il film del 1981 con cui Massimo Troisi esordì alla regia, nel quale interpretava Marta. Negli anni successivi aveva lavorato in numerose produzioni televisive, tra cui Vivere, Incantesimo, Elisa di Rivombrosa e Le tre rose di Eva.

Addio a Fiorenza Marchegiani, il ricordo di Fabio Mazzari

A ricordarla a SuperGuida TV con particolare commozione è Fabio Mazzari, che con Fiorenza Marchegiani aveva condiviso per anni il set di Vivere, dando vita a una coppia televisiva capace di conquistare il pubblico. Un rapporto professionale diventato, con il tempo, una vera amicizia. “Per me è un dolore enorme. In questi anni ho vissuto due lutti profondissimi: nel 2020 ho perso mia moglie nella vita reale e oggi ho perso quella che, nel mondo della finzione, era mia moglie. Sono due dolori diversi, naturalmente, ma quello per Fiorenza è un lutto dolorosissimo, perché negli anni avevamo costruito un legame davvero speciale”, ha raccontato Mazzari. Sul set, il rapporto tra i due attori era diventato così naturale e intenso da superare, agli occhi degli spettatori, i confini della fiction. “La maggior parte del pubblico pensava che fossimo una coppia anche nella vita, perché tra noi c’erano un feeling e una chimica particolari. Fiorenza era bellissima, bravissima, aveva uno stile e un’eleganza straordinari, perfetti per il personaggio che interpretava. Ma al di là della professionalità, tra noi si era creato qualcosa di autentico”.

Mazzari conserva anche il ricordo di alcuni momenti vissuti lontano dalle telecamere, durante eventi pubblici ai quali partecipavano insieme ai rispettivi coniugi. “Ricordo fotografie e occasioni nelle quali sembravamo quasi una coppia reale, pur avendo accanto i nostri rispettivi compagni. Era evidente quanto fossimo legati. È uno di quei ricordi che oggi assumono un significato ancora più forte”. E c’è un’immagine, in particolare, che l’attore vorrebbe ritrovare e custodire come simbolo di quegli anni. “Il mio personaggio era spesso molto serio, mentre io nella vita sono più burlone, più giocoso. Riuscivo a farla ridere molto e ricordo una foto in cui Fiorenza ride di gusto. Se riuscirò a ritrovarla, sarà un’immagine ancora più preziosa, perché oggi la guarderei con occhi completamente diversi”. 

Anche il lavoro quotidiano sul set contribuiva a rendere speciale quella sintonia. “Le nostre scene funzionavano molto bene proprio perché avevamo un’intesa forte. C’era una grande naturalezza. Probabilmente anche gli sceneggiatori se ne accorgevano e, in qualche occasione, scrivevano i dialoghi quasi su misura per noi. Tutto veniva fuori in maniera fluida, spontanea, molto bella”.

Dopo la conclusione dell’esperienza di Vivere, però, le loro strade professionali si erano inevitabilmente allontanate. Mazzari racconta di aver continuato ad avere qualche contatto con l’attrice e ricorda con particolare emozione gli ultimi momenti in cui aveva cercato di starle vicino. “Fiorenza aveva attraversato un periodo molto difficile. Non credo fosse semplicemente legato al lavoro: era una donna che sapeva scegliere e che, quando voleva, sapeva anche dire di no. Penso che avessero pesato diversi elementi della sua vita, dalla perdita del marito al figlio ormai adulto, che aveva preso la sua strada. Ho avuto l’impressione che si fosse sentita molto sola”. Fu la stessa Marchegiani, racconta Mazzari, a cercarlo in alcuni momenti di difficoltà. “Mi telefonò un paio di volte e mi disse che aveva bisogno di parlare con una persona cara. Parlammo a lungo. Alla fine mi disse: “Chiamami quando vuoi, mi fa bene”. Io la richiamai e lei mi rispose ripetendomi la stessa cosa. Poi la chiamai una terza volta e non rispose più”. 

Lo stesso accadde, secondo il racconto dell’attore, con un altro amico e collega. “A un certo punto aveva scelto di isolarsi. Non rispondeva più alle telefonate. So che non stava bene e che si era ritirata a Osimo, nelle Marche, il luogo delle sue origini. È difficile comprendere fino in fondo quello che può accadere dentro una persona quando attraversa una sofferenza così profonda”. Mazzari evita di formulare certezze sulle cause della morte, ma parla di quel male oscuro che aveva progressivamente avvolto l’attrice: “Non so dire quanto una depressione possa avere conseguenze sul piano fisico e fisiologico, e non voglio fare supposizioni. Posso soltanto dire che mi addolora pensare a una donna così luminosa, splendida e piena di vita che, alla fine, si è trovata a combattere una battaglia così difficile”. Il ricordo si intreccia inevitabilmente con quello della moglie che Mazzari aveva perso nel 2020. “Io ho perso mia moglie per un tumore. Fiorenza, forse, l’ho persa a causa della depressione. Dico “forse” perché non conosco fino in fondo quello che è successo e non sarebbe giusto trarre conclusioni. Ma quello che so è che ho perso una persona alla quale ero profondamente legato”.

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