Alla presentazione di “Nord Sud Ovest Est”, la seconda stagione della serie dedicata alla storia degli 883, abbiamo incontrato Elia Nuzzolo, Matteo Giuggioli, Edoardo Ferrario e Davide Calgaro, interpreti rispettivamente di Max Pezzali, Mauro Repetto, Pierpaolo Peroni e Cisco.
Dopo aver raccontato nella prima stagione la nascita di un sogno, la nuova stagione porta i protagonisti nel pieno del successo. Max e Mauro non sono più due ragazzi che cercano di sfondare nel mondo della musica: sono diventati a tutti gli effetti un fenomeno capace di muovere un’intera industria. Un cambiamento che ha richiesto agli attori un lavoro diverso, soprattutto nel raccontare il peso della popolarità e le conseguenze che questa ha sui rapporti personali.
Intervista a Elia Nuzzolo, Matteo Giuggioli, Edoardo Ferrario e Davide Calgaro
Elia e Matteo, nella prima stagione dovevate interpretare due ragazzi che sognavano di diventare famosi. In questa seconda stagione, invece, siete due ragazzi che famosi lo sono diventati. Quale delle due condizioni è stata più difficile da rendere credibile?
Matteo Giuggioli: “La seconda, per me”
Elia Nuzzolo “È più difficile perché c’era da gestire il successo che hanno raggiunto. Quindi sì, c’era un elemento in più da gestire”.
Matteo Giuggioli: “Sì, l’ha già detto?”.
Davide e Edoardo, Cisco e Pierpaolo servono Max da due posizioni molto diverse: uno è l’amico che lo conosce da prima del successo, l’altro è il suo manager. Quanto contano i vostri personaggi nel tenere Max ancorato alla realtà mentre tutto intorno a lui cambia?
Edoardo Ferrario: “Credo che contino molto, in maniera diversa. Io, diciamo, devo tenerlo ancorato al lavoro. Ho dietro Cecchetto che, con un forcone, mi chiede sempre di far lavorare i due ragazzi, di portare pezzi nuovi, di chiudere il secondo disco. Poi il loro successo è anche il mio: io sono responsabile del loro successo in quanto manager e, in realtà, produttore del loro disco. Quindi tifo sempre per loro. Il grande lavoro che faccio, e che si vede nella seconda stagione, è proprio quello di cercare di gestire il loro rapporto in una maniera tale per cui riescano ancora a produrre musica insieme. Questa è la cosa che mi preme di più”.
Davide Calgaro: “Sì, devo cercare di ricordargli le sue radici. Viene anche detto nella seconda stagione che in qualche modo Max e Mauro diventano a tutti gli effetti un’industria. Attorno a loro si muove tutto un mondo fatto di tantissime professioni, di tanti soldi, di tante cose. Quindi mantenere la dimensione umana che ho conosciuto, dal momento che ci conosciamo fin da piccoli, è un po’ il ruolo di Cisco”.
Elia, il paragone con Max è inevitabile. Quanto il successo improvviso che ti è arrivato ti ha fatto sentire un po’ come lui all’epoca?
Elia Nuzzolo: “Credo che questa cosa sia un po’ intercambiabile. Come Max per Mauro è un’ancora, anche Mauro lo è per Max. Io ho sempre detto che, secondo me, Max non avrebbe mai raggiunto, nonostante il talento e nonostante il bisogno di scrivere pezzi, quello che ha raggiunto senza la spinta di Mauro. È per questo che sono un gruppo che si completa a vicenda”.
Matteo, Mauro arriva al successo che aveva sempre desiderato eppure proprio allora comincia a cercare qualcosa di diverso. Come hai lavorato per raccontare la sua scelta senza farla apparire semplicemente come una fuga o una sconfitta?
Matteo Giuggioli: “La cosa che ha reso tutto più difficile per Mauro è che non era ancorato a qualcosa che lo facesse sentire bene. Semplicemente questo. Se avesse avuto la stessa spinta, lo stesso motore nella scrittura, nella musica o in qualsiasi altra cosa, che aveva Max, probabilmente sarebbe stato tutto diverso. Non è che puoi andare troppo lontano”.
La seconda stagione di Nord Sud Ovest Est
La seconda stagione di Nord Sud Ovest Est riparte quindi da qui: dal momento in cui il sogno è diventato realtà e Max e Mauro devono fare i conti con le conseguenze del successo. Intorno a loro cambiano le persone, le responsabilità e gli equilibri, mentre i legami costruiti prima della fama continuano a rappresentare un punto di riferimento. Da una parte Pierpaolo cerca di tenere insieme il progetto musicale, dall’altra Cisco prova a preservare l’amicizia e il rapporto con le radici. Al centro rimangono Max e Mauro, due ragazzi diventati improvvisamente adulti sotto i riflettori, uniti da un sodalizio che ha fatto la storia della musica italiana.