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	<title>Prime Video: film, serie tv - Super Guida TV</title>
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		<title>Material Love, la recensione del film di Celine Song con Dakota Johnson, Chris Evans e Pedro Pascal.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:49:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/material-love.jpg 1200w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" />Material Love, l&#8217;ultimo film scritto e diretto da Celine Song, è disponibile su Prime Video. Con Dakota Johnson, Chris Evans e Pedro Pascal nel cast, la pellicola si presenta come un dramedy dolceamaro che esplora le dinamiche dei rapporti di coppia nell&#8217;era moderna. La storia segue Lucy, una giovane donna che lavora come combina coppie, [&#8230;]]]></description>
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<h2>Material Love, il film di Celine Song con Dakota Johnson, Chris Evans e Pedro Pascal</h2>
<p><strong>Material Love</strong> è il secondo lungometraggio della regista Celine Song. Dopo il successo di Past Lives, film che ha ricevuto la candidatura agli Oscar 2024 nella categoria Miglior film, la regista torna ad<strong> esplorare le relazioni sentimentali</strong>. Questa volta, però, il registro è decisamente diverso. Se Past Lives era attraversato da una malinconia sottile, legata alle scelte di vita passate intraprese, in Material Love il tono cambia. <strong>La pellicola è infatti più ironica, contemporanea e diretta. </strong></p>
<p>Il cuore del film è <strong>l&#8217;analisi delle relazioni</strong> nella società di oggi. La regista mette in scena un mondo in cui l&#8217;amore si intreccia continuamente con dinamiche economiche, insicurezze personali e standard estetici sempre più rigidi. Le coppie infatti <strong>si confrontano costantemente</strong> anche con aspettative esterne, status sociale e la paura costante di non essere mai abbastanza. Affrontando diverse dinamiche relazionali, anche piuttosto scomode, Celine Song mostra sullo schermo <strong>differenti rapporti</strong>, mostrando non solo il lato idilliaco delle relazioni, ma anche le sfumature più complesse.</p>
<p>Anche il mondo degli <strong>incontri combinati,</strong> che richiama un po&#8217; Hitch del 2009 con Will Smith, rivela qui un<strong> lato più oscuro</strong>. Vengono mostrate infatti anche persone alla ricerca della perfezione, prive di flessibilità e, addirittura, incapaci di accettare i rifiuti, arrivando anche a conseguenze estremamente drammatiche.</p>
<h3>Il cast di Material Love</h3>
<p>In Material Love il cast è sicuramente <strong>uno dei punti di maggiore risonanza.</strong> Merito anche di una campagna marketing ad hoc, che ha puntato moltissimo sulla complicità tra Dakota Johnson, Chris Evans e Pedro Pascal, costruendo grande aspettativa attorno al triangolo amoroso. Il risultato sullo schermo, però, <strong>non sembra sempre all&#8217;altezza</strong> delle premesse promozionali.</p>
<p>Nonostante il talento dei tre protagonisti, la dinamica tra i personaggi <strong>appare poco incisiva.</strong> Le coppie formate con Lucy e Harry e Lucy e John non riescono sempre a trasmettere una forte connessione emotiva. Di conseguenza, il triangolo amoroso così enfatizzato nella comunicazione del film, risulta più sottotono nella sua resa narrativa.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>In conclusione, pur <strong>non raggiungendo la profondità emotiva e la coesione narrativa</strong> di Past Lives, Material Love resta un dramedy interessante, che offre diversi spunti di riflessione sulle relazioni contemporanee. Celine Song sottolinea <strong>le fragilità emotive e le dinamiche sentimentali</strong> della società attuale, mettendo in luce un mondo relazionale sempre più complesso e disilluso.</p>
<p>Se da un lato la sceneggiatura presenta <strong>alcune discontinuità</strong> e passaggi meno incisivi, dall&#8217;altro il film riesce comunque a sollevare domande rilevanti sul lato sentimentale.  Inoltre, sebbene la chimica tra i personaggi non funziona completamente, i tre protagonisti riescono comunque a tenere testa con le loro interpretazioni.</p>
<p>Il film è disponibile <strong>su Prime Video</strong>, ed è consigliato a chi è alla ricerca di una storia meno convenzionale, capace di intrattenere ma anche, e soprattutto, stimolare una riflessione sul mondo in cui oggi si vivono i legami.</p>
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		<title>The Astronaut, un fanta-horror che non convince &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 17:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-1024x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Astronaut" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-1024x576.webp 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-300x169.webp 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-768x432.webp 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-696x392.webp 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-1068x601.webp 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-747x420.webp 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut.webp 1440w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" />Sam Walker è un&#8217;astronauta che viene ritrovata miracolosamente viva all&#8217;interno di una capsula spaziale parzialmente distrutta, alla deriva nelle acque dell&#8217;Oceano Atlantico dopo un atterraggio a dir poco problematico. Per la protagonista di The Astronaut quella che dovrebbe essere una storia di sopravvivenza a lieto fine si trasforma rapidamente in un incubo burocratico e sanitario. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-1024x576.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Astronaut" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-1024x576.webp 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-300x169.webp 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-768x432.webp 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-696x392.webp 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-1068x601.webp 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut-747x420.webp 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/The-Astronaut.webp 1440w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Sam Walker è un&#8217;astronauta che viene ritrovata miracolosamente viva all&#8217;interno di una <strong>capsula spaziale</strong> parzialmente distrutta, alla deriva nelle acque dell&#8217;Oceano Atlantico dopo un atterraggio a dir poco problematico. Per la protagonista di <strong>The Astronaut</strong> quella che dovrebbe essere una storia di sopravvivenza a lieto fine si trasforma rapidamente in un <strong>incubo burocratico e sanitario</strong>.</p>
<p>Dietro l&#8217;ambigua supervisione del padre, l&#8217;integerrimo generale William Harris, la donna viene infatti costretta a trascorrere la convalescenza in <strong>una struttura isolata nella foresta</strong>, con tanto di safe house sotterranea, per essere sottoposta a una serie di estenuanti test medici e psichiatrici. Con il passare dei giorni Sam inizia a essere vittima di <strong>inquietanti visioni</strong> e a manifestare sintomi sempre più inspiegabili, cominciando a sospettare che durante la sua missione nello spazio <strong>qualcosa l&#8217;abbia seguita</strong> fino sulla Terra.</p>
<h2>The Astronaut: tra cielo e Terra &#8211; recensione</h2>
<p>Lo spazio profondo è terreno ideale per ambientare horror a tema, là dove nessuno può sentirti urlare. Ma se l&#8217;azione, pur partendo da relative premesse, si sposta poi <strong>sul nostro pianeta?</strong> <em>The Astronaut</em> non è certo un film da prendere come modello, giacché pur covando in sé spunti potenzialmente intriganti finisce per scadere in <strong>soluzioni inverosimili</strong> e poco riuscite, anche in un&#8217;ottica di pura sospensione dell&#8217;incredulità.</p>
<p>L&#8217;incipit potrebbe ricordare vagamente il più ben conosciuto <em>La moglie dell&#8217;astronauta</em> (1999) con Johnny Depp e Charlize Theron o ancora il seminale cult degli anni Cinquanta <em>L&#8217;astronave atomica del dottor Quatermass</em> (1955). Lo si intuisce sin dai primi minuti quando scopriamo che la protagonista, ricoverata in ospedale per riprendersi dal trauma, è ora <strong>in possesso di poteri telecinetici</strong> che, incomprensibilmente, sceglie di non rivelare a nessuno.</p>
<p>Soltanto una delle <strong>numerose forzature</strong> che avranno luogo nel corso dell&#8217;ora e mezzo di visione, ambientata per la sua quasi totalità in questa struttura isolata nella foresta, tra <strong>bunker e videocamere di sorveglianza</strong> che poco servono a proteggere la cosmonauta da quell&#8217;incubo che si trasforma progressivamente in realtà.</p>
<h3>Extraterrestre portami via</h3>
<p>Se da un lato <strong>l&#8217;impianto claustrofobico iniziale</strong> apre a suggestioni &#8211; ciò che Sam vede/sente è frutto della sua mente o sta accadendo realmente? &#8211; grazie anche a una gestione degli spazi chiusi che amplifica efficacemente il suo <strong>senso di alienazione</strong>, dall&#8217;altro la sceneggiatura si perde in soluzioni che non hanno ne capo ne coda. Quando poi <em>The Astronaut</em> decide di sfiorare il ridicolo citando apertamente una delle scene madri di <em>Jurassic Park</em> (1994), si comprende come l&#8217;operazione abbia raggiunto uno <strong>status involontariamente parodico</strong>.</p>
<p>Non mancano neanche vaghi <strong>sussulti da body-horror</strong>, ma il tutto viene affrontato in maniera poco consapevole, come un&#8217;accozzaglia di influenze che cavalcano <strong>ulteriori echi spielberghiani</strong> in quell&#8217;epilogo da vedere per poterci credere. In questo marasma <strong>Kate Mara</strong> fa quel che può nelle vesti di una protagonista maltrattata dalla sceneggiatura, con <strong>Laurence Fishburne</strong> nell&#8217;ennesimo ruolo secondario e alimentare della carriera post <em>Matrix</em>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="936" data-end="1285">Quello che sulla carta poteva essere un intrigante fanta-horror inciampa nelle <strong>falle di una sceneggiatura</strong> che gira costantemente a vuoto, schiava di un canovaccio ripetitivo e inutilmente claustrofobico. Non basta l&#8217;impegno di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Kate Mara</span></span> a salvare un&#8217;opera e una protagonista <strong>cariche di ambizioni</strong> ma fortemente imperfette.</p>
<p data-start="1290" data-end="1749"><em data-start="1290" data-end="1305">The Astronaut</em> parte bene ma si smarrisce strada facendo, vittima di svolte narrative che, soprattutto nell&#8217;ultimo terzo, sconfinano progressivamente <strong>nei territori dell&#8217;improbabile</strong>, epilogo compreso. L&#8217;angoscia della minaccia incombente, indipendentemente dal fatto che provenga dall&#8217;interno o dall&#8217;esterno, viene così sacrificata sull&#8217;altare di sviluppi inverosimili, alla <strong>continua ricerca del colpo di scena</strong> senza però costruirne adeguatamente le premesse.</p>
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		<title>Sul tuo cadavere: finché morte non li separi in un&#8217;esagerata black comedy &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sul tuo cadavere" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Dan Burton è un regista fallito che si guadagna da vivere girando spot pubblicitari, mentre sua moglie Lisa è un&#8217;aspirante attrice che non è mai riuscita a sfondare. Il matrimonio tra loro è ormai un campo minato di risentimenti e rancori, prossimo a esplodere durante un fine settimana risolutore. I protagonisti di Sul tuo cadavere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sul tuo cadavere" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Sul-tuo-cadavere.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Dan Burton è un regista fallito che si guadagna da vivere girando spot pubblicitari, mentre sua moglie Lisa è un&#8217;aspirante attrice che non è mai riuscita a sfondare. Il matrimonio tra loro è ormai <strong>un campo minato di risentimenti e rancori</strong>, prossimo a esplodere durante un fine settimana risolutore.</p>
<p>I protagonisti di <strong>Sul tuo cadavere</strong>, un titolo un programma, partono infatti per trascorrere un weekend nella baita sul lago ereditata dal padre di lui, ognuno con un obiettivo ben preciso: lui ha organizzato nei minimi dettagli <strong>l&#8217;omicidio della moglie</strong>, ma quando questa scopre che intende addormentarla col cloroformio riesce a stordirlo. Al risveglio gli rivela che anche lei aveva <strong>l&#8217;intenzione di ucciderlo</strong>, e ha inizio così una serrata resa dei conti tra i due ricca di colpi di scena.</p>
<h2>Sul tuo cadavere: il ritorno sul luogo del delitto &#8211; recensione</h2>
<p>Ci troviamo davanti ad un remake che rifà in maniera ancora più esagerata l&#8217;originale inglese <em>The Trip</em> (2021), esasperando se possibile l&#8217;anima comica su una verve più demenziale, pur mantenendo intatta <strong>quell&#8217;atmosfera da black comedy</strong> caratterizzante l&#8217;assunto alla base. In origine doveva essere lo stesso regista del prototipo, ovvero il &#8220;folle&#8221; finlandese Tommy Wirkola, a tornare dietro la macchina da presa, poi sostituito dal collega <strong>Jorma Taccone</strong>, che ha optato per uno stile meno nichilista e più irriverente.</p>
<p><em>Sul tuo cadavere</em> vive su una cronologia consistente in diversi <strong>flashback che si amalgamano</strong> tra loro, arrivanti a costruire una storia ricca di paradossi e rivelazioni, a tratti riusciti altrove non sempre ben calibrati.</p>
<p>Un film che intende farsi forza sul carisma dei suoi protagonisti, con <strong>Jason Segel e Samara Weaving</strong> alle prese con una &#8220;coppia che scoppia&#8221; portata alle misure più estreme. La prima parte tenta di analizzare le idiosincrasie di un legame ormai apparentemente arrivato al capolinea, mentre la seconda rivoluziona parzialmente le carte con l&#8217;entrata in scena di <strong>nuovi personaggi</strong> che aggiungono ulteriore caos al tran tran iniziale.</p>
<h3>Amore che viene, amore che va&#8230;</h3>
<p>Spiace vedere a tal riguardo come un&#8217;attrice del talento di <strong>Juliette Lewis</strong> abbia accettato di ridursi a un&#8217;improbabile macchietta, in una narrazione che finisce per accelerare progressivamente su quell&#8217;anima pulp che non risparmia <strong>sussulti di improvvisa violenza</strong>, che arrivano inaspettati quanto basta.</p>
<p>Non mancano citazioni sparse, inclusa una nell&#8217;epilogo che guarda esplicitamente al drammatico finale di <em>Titanic</em> (1997), in cento minuti di visione che fanno di <em>Sul tuo cadavere</em> <strong>un esperimento curioso</strong>, sicuramente originale ma quasi procedente per accumulo. Si aggiunge, si calca la mano, si esaspera sfacciatamente la rottura di una coppia tossica che funziona perché entrambi i coniugi nascondono <strong>scheletri nell&#8217;armadio</strong> e la sceneggiatura non si preoccupa, una volta tanto, di assolvere o prendere le parti di nessuno dei due.</p>
<p>Un <strong>intrattenimento urlato</strong>, quasi mai equilibrato e capace di spiazzare nel passaggio dalla verve più leggera e spassosa a una brutalità rabbiosa, che ha senza dubbio dei motivi di interesse ma <strong>non trova quell&#8217;equilibrio necessario</strong> alla giusta quadratura del cerchio.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="695" data-end="982">Una commedia nera che riflette sui rapporti di coppia in maniera brutale e irriverente, sfruttando <strong>l&#8217;odio che lega due coniugi in crisi</strong> e intenzionati a uccidersi l&#8217;un l&#8217;altro, ignari di ciò che li attende nel weekend che avrebbe dovuto mettere <strong>fine una volta per tutte</strong> al loro matrimonio.</p>
<p data-start="987" data-end="1382">In <em data-start="990" data-end="1008">Sul tuo cadavere</em> <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Jason Segel</span></span> e <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Samara Weaving</span></span> costruiscono una dinamica fatta di <strong>attrazione e repulsione</strong>, un legame letteralmente fatale che si complica con l&#8217;entrata in scena di diversi terzi incomodi, coinvolti loro malgrado nella caotica carneficina a venire, in quel caricaturale <strong>mix tra violenza e risate</strong> che funziona soltanto a tratti.</p>
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		<title>Tornado: una giovane samurai in cerca di vendetta nella Scozia di fine Settecento &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:29:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tornado" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />La Scozia del 1790 è il palcoscenico che fa da sfondo alla storia di Tornado, film che racconta la lotta per la sopravvivenza di una giovane ragazza giapponese contro una banda di briganti. Tornado, questo è proprio il nome della protagonista, è la figlia di Fujin, un burattinaio originario del Sol Levante che errabonda con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Tornado" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Tornado.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La Scozia del 1790 è il palcoscenico che fa da sfondo alla storia di <strong>Tornado</strong>, film che racconta la lotta per la sopravvivenza di una giovane ragazza giapponese contro una banda di briganti. Tornado, questo è proprio il nome della protagonista, è la figlia di Fujin, <strong>un burattinaio originario del Sol Levante</strong> che errabonda con i suoi show nell&#8217;Europa settecentesca.</p>
<p>Durante una delle sue ultime esibizioni nelle foreste viene sorpresa mentre aiuta un bambino a fuggire con il <strong>bottino rubato</strong> alla banda di Sugarman, frutto di un recente colpo alla chiesa locale. Quando i criminali scoprono l&#8217;accaduto, ha luogo uno scontro nel quale Fujin viene ucciso a sangue freddo e la novella orfana si ritrova a fuggire in quella brulla natura a lei sconosciuta. Braccata e consumata dal dolore, troverà <strong>nella vendetta</strong> la ragione per continuare a lottare.</p>
<h2>Tornado: generi che si incrociano &#8211; recensione</h2>
<p>Ricordiamo il regista <strong>John Maclean</strong> per il solido western <em>Slow West</em> (2015), che omaggiava il genere della frontiera con un aggiornamento efficace, in grado di accontentare sia i puristi sia chi in cerca di qualcosa di nuovo. Lì Michael Fassbender diventava un antieroe memorabile e il paesaggio americano un territorio allegorico di rara potenza.</p>
<p>In <em>Tornado</em> il tentativo è più <strong>ambizioso nella premessa</strong>, con la ricerca di dar vita a una sorta di jidaigeki nelle Highlands scozzesi del Settecento, e altrettanto discontinuo nell&#8217;effettiva realizzazione. L&#8217;ora e mezzo di visione infatti, pur non priva di spunti affascinanti, sembra pagare i limiti di un budget e relativa messa in scena decisamente inferiori, che tolgono parzialmente <strong>epica e respiro</strong> a un racconto che pur ne aveva potenzialmente a palate nelle sue dinamiche narrative.</p>
<h3>Volti e sguardi</h3>
<p>La scelta di <strong>Koki</strong>, cantante e modella giapponese figlia d&#8217;arte qui al suo esordio assoluto davanti alla macchina da presa, nel ruolo principale era rischiosa ma il suo personaggio funziona, risultando essenziale quanto basta per incarnare l&#8217;archetipo della vendetta di stampo classico. E allo stesso tempo la presenza di <strong>Tim Roth</strong> nelle vesti del villain garantisce quella sana dose di ambiguità a quella nemesi criminale che lei, da straniera in terra straniera, si trova a dover affrontare con ancora maggiori difficoltà, legate alla <strong>cultura e alla lingua</strong> a lei estranei.</p>
<p>Il film è scorrevole per quanto a tratti appaia come detto eccessivamente minimalista. Maclean è d&#8217;altronde <strong>un narratore visivo dal talento genuino</strong>, e anche quando la sceneggiatura inciampa in sottotrame lasciate in sospeso, flashback poco organici o figure secondarie abbozzate, la regia trova sempre il modo di tenere alta la tensione e l&#8217;attenzione attraverso la composizione delle immagini e <strong>il ritmo delle sequenze d&#8217;azione</strong>, con soprattutto l&#8217;ultima parte ricca di diverse sequenze suggestive. Anche a dispetto di un climax volutamente trattenuto, che evita di caricarsi di tronfia retorica per mostrare le <strong>conseguenze della violenza</strong> e di quel sangue che chiama sangue.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="643" data-end="1020">Un film che funziona soprattutto grazie a un&#8217;estetica al contempo grezza e affascinante, capace di sfruttare il <strong>fascino brullo e selvaggio</strong> dei paesaggi boscosi. Uno scenario che diventa il teatro di una vendetta non facile ma necessaria, con la giovane figlia di un samurai determinata a <strong>ottenere giustizia</strong> per la morte dell&#8217;amato padre, burattinaio errante in terra straniera.</p>
<p data-start="1025" data-end="1437">Con <em data-start="1029" data-end="1038">Tornado</em> il regista John MacLean tenta di dar vita a un curioso <strong>incrocio tra un western e un jidai-geki</strong>, trasportandone atmosfere e suggestioni nella Scozia dove prende forma il confronto tra la protagonista e il magnetico villain interpretato da Tim Roth. Un confronto al centro di <strong>un&#8217;opera ambiziosa ma imperfetta</strong>, che trova una propria identità pur senza riuscire a esprimerne pienamente il potenziale.</p>
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		<title>Elle, cosa sappiamo della serie tv prequel de La rivincita delle bionde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 17:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Elle - prime video" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Prime Video ha svelato le prime informazioni su Elle, nuova serie tv e prequel de La rivincita delle bionde. In arrivo il primo luglio sulla nota piattaforma, questo titolo seguirà le origini di Elle Woods, colei che diventerà la celebre avvocata del film del 2001. Creata da Laura Kittrell (autrice anche di High School e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Elle - prime video" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Elle-prime-video.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><strong>Prime Video</strong> ha svelato le prime informazioni su <strong>Elle,</strong> nuova serie tv e prequel de La rivincita delle bionde. In arrivo il primo luglio sulla nota piattaforma, questo titolo seguirà le origini di Elle Woods, colei che diventerà la celebre avvocata del film del 2001. Creata da Laura Kittrell (autrice anche di High School e Insecure), a vestire i panni della protagonista ci sarà Lexi Minetree. Vediamo insieme <strong>ulteriori dettagli. </strong></p>
<h2>Elle, cosa sappiamo della serie tv prequel de La rivincita delle bionde</h2>
<p>Una nuova serie tv destinata a riscuotere grande successo sta arrivando su Prime Video. Dal 1° luglio infatti si aggiunge al catalogo Elle. Composta da <strong>8 puntate,</strong> tutte in uscita nella stessa data, già sappiamo, ancora prima dell&#8217;uscita della serie, che la piattaforma ne ha già annunciato il rinnovo per<strong> una seconda stagione.</strong></p>
<p>La serie tv segue <strong>Elle Woods</strong> prima di arrivare ad Harvard ed è ambientata nel 1995. Tra dinamiche adolescenziali del <strong>liceo, amicizie complicate, storie d&#8217;amore</strong> proibite e scelte di moda discutibili, la ragazza ha una vita liceale molto piena. Il suo punto di riferimento, però, è la sua famiglia. In particolare, sviluppa un <strong>forte rapporto con la madre,</strong> e insieme dimostrano che possono superare qualsiasi cosa la vita riservi loro, purché possano contare l&#8217;un l&#8217;altra.</p>
<p>Ad ogni sfida che affronta, Elle si avvicina sempre di più alla giovane donna che abbiamo conosciuto nell&#8217;iconico film del 2001 e che ci è rimasta nel cuore.</p>
<h3>Elle: cast, regia e producer</h3>
<p class="p1">Oltre a <strong>Lexi Minetree</strong> nel ruolo di Elle Woods, il cast della prima stagione include anche June Diane Raphael nel ruolo di Eva, la madre di Elle, e Tom Everett Scott nel ruolo di Wyatt, il padre di Elle. Ci sono anche Jacob Moskovitz, Gabrielle Policano, Chandler Kinney, Zac Looker e Amy Pietz. Infine, fanno parte del cast anche Brad Harder, Chloe Wepper, Danielle Chand, David Burtka, James Van Der Beek, Jessica Belkin, Kayla Maisonet, Lisa Yamada, Logan Shroyer, Matt Oberg, e Sharon Taylor.</p>
<p class="p1">Laura Kittrell è la creatrice della serie, ma anche co-showrunner ed executive producer insieme a Caroline Dries.<strong> Reese Witherspoon</strong>, Lauren Neustadter, Amanda Brown, Marc Platt e Brad Van Arragon sono anche loro executive producer della serie, insieme a Jason Moore, che ha anche diretto i primi due episodi della prima stagione.</p>
<p class="p1">Julia Brownell e Eli Wilson Pelton sono co-executive producer. Bryan J. Raber e Asmita Paranjape sono produttori della serie. Infine, Josie Craven e Jen Regan ricoprono il ruolo di supervising producer.</p>
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		<title>La casa dell&#8217;estate: indietro nel tempo per un amore indimenticabile &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La casa dell&#039;estate" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />La giovane Selin non ha un buon rapporto con la madre, che cerca di spingerla ad essere più pragmatica e meno sognatrice. Quando scopre che la casa dell&#8217;amata e compianta nonna è stata venduta, si reca lì per trascorrervi qualche giorno e recuperare le proprie cose, ignara di quello che le accadrà all&#8217;interno di quelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La casa dell&#039;estate" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/la-casa-dellestate.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La giovane Selin non ha un buon rapporto con la madre, che cerca di spingerla ad essere più pragmatica e meno sognatrice. Quando scopre che <strong>la casa dell&#8217;amata e compianta nonna</strong> è stata venduta, si reca lì per trascorrervi qualche giorno e recuperare le proprie cose, ignara di quello che le accadrà all&#8217;interno di quelle quattro mura. Dopo essersi imbattuta in una pietra misteriosa infatti la protagonista de <strong>La casa dell&#8217;estate</strong> viene catapultata nell&#8217;agosto del 1996.</p>
<p>Si ritrova così lì <strong>trent&#8217;anni prima della sua nascita</strong>, accolta dalla nonna e dalla versione coetanea di sua madre, diventandone paradossalmente <strong>migliore amica</strong> in quel viaggio nel passato che non sa ancora quanto durerà. Ha così modo di scoprire qualcosa di più sul <strong>triangolo sentimentale</strong> che definì le scelte di vita della genitrice, e si trova di fronte a una domanda inevitabile: è giusto modificare ciò che fu per costruire <strong>un futuro diverso?</strong></p>
<h2>La casa dell&#8217;estate: tempus fugit &#8211; recensione</h2>
<p>Come può far presagire la semplicistica <strong>premessa dall&#8217;incipit fantastico</strong>, ci troviamo davanti ad un&#8217;operazione che sa esattamente cos&#8217;è e non finge di essere altro, racchiudendo proprio nella sua essenza dichiarata sia pregi che difetti. <strong>Produzione turca</strong> ambientata sulla suggestiva penisola di Bodrum, <em>La casa dell&#8217;estate</em> mette madre e figlia a confronto sfruttando il viaggio temporale della seconda, che ha così modo di <strong>conoscere lati nascosti</strong> della prima e le vicende stesse che hanno poi portato al suo concepimento.</p>
<p>La sceneggiatura gestisce il materiale con un approccio relativamente meccanico, cercando di dosare al meglio <strong>l&#8217;anima romantica</strong> pensato soprattutto per un pubblico di spettatrici. La verosimiglianza viene meno col procedere del racconto, ma questo è un elemento parzialmente perdonabile in quanto di film che analizzano in maniera effettivamente logica <strong>le conseguenze dei viaggi nel tempo</strong> è assai difficile trovarne.</p>
<h3>Amore che fu, amore che sarà?</h3>
<p>E di certo in una pellicola incentra su una love-story e sui rapporti familiari il relativo target non va a chiedere precisioni o aggiustamenti di sorta, ma la <strong>dose minima di emozioni e sussulti</strong> che da sempre catalizzano il genere. D&#8217;altronde ormai le soap provenienti da tali lidi sono un grande successo anche nel nostro Paese e <em>La casa dell&#8217;estate</em> è un film che si rivolge al medesimo pubblico, che avrà modo di ritrovare atmosfere abituali, qui più improntate alla <strong>leggerezza malinconica</strong> rispetto ad altre occasioni più melodrammatiche.</p>
<p>Il racconto infatti calca raramente la mano sugli eccessi strappalacrime o sulla retorica gratuita, mantenendo <strong>un&#8217;atmosfera relativamente frizzante</strong> nei suoi cento minuti di visione. Merito anche della contagiosa energia delle due belle e brave protagoniste: <strong>Derya Pinar Ak e Mina Demirtas</strong> bucano lo schermo e riescono a rendere credibili due personaggi a forte rischio cliché.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un film che conosce <strong>i propri limiti e li sfrutta con onestà</strong>, inserendosi nel filone della commedia romantica di origine turca con la variazione narrativa del viaggio nel tempo, che rende madre e figlia coetanee in un&#8217;estate di metà anni Novanta. Una premessa che diventa soprattutto strumento di <strong>riconoscimento emotivo</strong> tra le due, tingendosi qua e là di una dolceamara vena malinconica.</p>
<p><em>La casa dell’estate</em> paga al contempo <strong>alcune forzature</strong>, la totale assenza di significati che vadano oltre la dimensione familiare e un contorno di personaggi e interpreti secondari poco ispirato. Un film che <strong>scorre con leggerezza</strong> per il suo principale target di riferimento, ma che resta tranquillamente skippabile per tutti gli altri.</p>
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		<title>Spider-Noir, Nicolas Cage in un&#8217;affascinante e irresistibile serie cinecomic &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 20:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Spider-Noir" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Spider-Man Noir nasce nel 2009 come parte del filone Marvel Noir, una linea editoriale che ambientava versioni alternative dei personaggi della Casa delle Idee nell&#8217;America della Grande Depressione, con tutta la durezza ideologica e stilistica che il genere hardboiled comporta(va). Il personaggio è entrato poi nell&#8217;immaginario pop di massa grazie alla sua comparsata nel celebrato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Spider-Noir" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Spider-Noir.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><em>Spider-Man Noir</em> nasce nel 2009 come parte del filone <em>Marvel Noir</em>, una linea editoriale che ambientava versioni alternative dei personaggi della Casa delle Idee <strong>nell&#8217;America della Grande Depressione</strong>, con tutta la durezza ideologica e stilistica che il genere hardboiled comporta(va). Il personaggio è entrato poi nell&#8217;immaginario pop di massa grazie alla sua comparsata nel celebrato franchise animato di <em>Spider-Man: Un nuovo universo</em>, dove era <strong>doppiato da Nicolas Cage</strong> con un perfetto senso dell&#8217;umorismo.</p>
<p>Che da lì potesse nascere <strong>una serie di otto episodi</strong> con un budget da produzione di prima grandezza forse in pochi se lo sarebbero aspettati, ancor meno che nel ruolo del protagonista vi comparisse Cage stesso in carne e ossa. E invece eccoci qui a parlare di <strong>Spider-Noir</strong>, nuova esclusiva <strong>Prime Video</strong> che, lo premettiamo già in apertura, è una delle migliori serie degli ultimi anni, se non addirittura la migliore tratta dai fumetti <em>Marvel</em> senza dubbio <strong>la più originale</strong>.</p>
<h2>Spider-Noir: una questione di scelte</h2>
<p>Originalità data sin dalla particolarissima opzione che vi offre la piattaforma di streaming prima di cimentarvi nella visione. Potete infatti <strong>scegliere tra il bianco e nero</strong> &#8211; come il progetto è stato pensato originariamente e che noi vi consigliamo, con un <strong>fantastico gioco di luci e ombre</strong> che richiama proprio il cinema che qui viene omaggiato &#8211; e una versione dai <strong>colori accesi e fumettistici</strong>, sulla scia di un grande adattamento cult quale il live-action di <em>Dick Tracy</em> (1990).</p>
<p>Una volta espressa la vostra preferenza, vi ritroverete catapultati in una vicenda che aggiorna le dinamiche alla base del fumetto in un <strong>contesto da racconto gangster</strong>, dove il protagonista interpreta un investigatore privato nella New York degli anni Trenta. Una New York ovviamente particolare, <strong>popolata da figure mutanti</strong> richiamanti personaggi che da sempre popolano l&#8217;immaginario ragnesco come Sandman, Electro e Tombstone. Il detective di Cage <strong>si chiama Ben Reilly</strong> e non Peter Parker, ma anche questo sarà un nome familiare ai fan, e si ritrova a contrastare le mire del crudele boss Silvermane, con il quale ha <strong>un conto in sospeso</strong> legato a una tragedia passata.</p>
<p>Ma il suo alter-ego, ovvero Spider-Noir, è <strong>in pensione da cinque anni</strong>, con il nostro eroe ormai disilluso che si concentra esclusivamente sul suo lavoro di indagini su commissione. La comparsa della <strong>seducente cantante di night club</strong> Cat Hardy cambia tutto e spingerà il Nostro a riprendere in mano maschera e cappello per ripulire le strade dalla criminalità.</p>
<h3>Perché guardare Spider-Noir</h3>
<p>Lo stesso Nicolas Cage ha definito la sua interpretazione con un incrocio tra <strong>un 70% di Humprey Bogart e un 30% di Bugs Bunny</strong> e non ci sentiamo di dargli torto. L&#8217;attore esaspera il suo over-acting a un citazionismo magnifico, dando vita a scene madri che da sole valgono la visione. Una <strong>furia incontenibile, comica e drammatica</strong> al contempo, che la critica e la stagione dei premi non dovrebbero assolutamente ignorare. Una performance totalizzante che trova degno contraltare nel villain di un <strong>altrettanto istrionico Brendan Gleeson</strong>, boss sui generis raffinato e spietato in egual misura. In un cast eterogeneo e ricco di sfumature, dove spicca &#8211; e non poteva essere altrimenti date le atmosfere omaggiate &#8211; la <strong>femme fatale della sensuale Li Jun Li</strong>, anch&#8217;essa ricalcata su dive dell&#8217;epoca.</p>
<p>Alcune puntate fanno storia a se stante, come quella che omaggia dichiaratamente il <strong>cinema espressionista tedesco</strong>, con un tocco visionario in crescendo, e <strong>passaggi horror</strong> che a tratti sorprendono giacché parzialmente inaspettati ma per nulla fuori luogo. Omaggi continui, da <em>Il mistero del falco</em> (1941) a <em>La signora di Shanghai</em> (1947) &#8211; con l&#8217;immancabile gioco di specchi &#8211; in un&#8217;ispirate reiterazione dell&#8217;ottica chandleriana che <strong>conquisterà il pubblico cinefilo</strong>. Perché a dispetto di molte aspettative, <em>Spider-Noir</em> è una serie molto colta e ricca di svariate citazioni più o meno nascoste, con la magnifica fotografia pronta ad immergerci in <strong>un mondo noir</strong>, credibile e totalizzante, come non si vedeva da molto tempo.</p>
<h3>Perché non guardare Spider-Noir</h3>
<p>Per chi scrive <strong>non vi sono effettivi motivi</strong> per sconsigliare la serie. Alcuni spettatori, forse abituati a un cinema supereroistico tutta azione e ritmo frenetico, potrebbero non apprezzare <strong>l&#8217;andamento più rarefatto</strong> e il relativo minutaggio dedicato alla scene d&#8217;azione, che comunque quando c&#8217;è da &#8220;menar le mani&#8221; e lanciar ragnatele fanno la loro degna figura. <em>Spider-Noir</em> è indubbiamente <strong>un qualcosa di mai visto prima</strong> e potrebbe spiazzare quindi un audience più abitudinaria, ma gli va data un&#8217;opportunità anche solo per curiosità, senza pregiudizi, per scoprire <strong>un genere che ha fatto la storia</strong> della Settima Arte e sempre meritevole di nuovi adepti.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Ebbene sì, i cinecomic possono ancora sorprendere e rinnovarsi, con Spider-Noir che ne è l&#8217;esempio migliore. Paradossale quando la serie <strong>guarda indietro per andare avanti</strong>, omaggiando il cinema degli anni Trenta con stile e rispetto, aggiornando le dinamiche ragnesche, come d&#8217;altronde aveva già fatto la relativa versione del fumetto, ad una New York che fu, <strong>in bianco e nero nella sua versione migliore</strong> (ma anche quella a colori ha comunque un suo perché).</p>
<p>Se Brendan Gleeson è un cattivo memorabile, Nicolas Cage è <strong>un protagonista monumentale</strong>, costantemente sopra le righe in un ruolo che gli permette di spaziare senza limiti, con una fisicità e un&#8217;espressività portata agli estremi in una parte che sembra pensata appositamente per lui. <strong>Fumo di sigaretta, luci dei night-club</strong>, cinema che trasmettono cult del periodo e quella Grande Depressione che fa da sottofondo alle vicende action/crime del racconto fanno della serie un&#8217;operazione intelligente e affascinante, <strong>assolutamente da non perdere</strong>.</p>
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		<title>Hana e Alice &#8211; Il caso di omicidio: un emozionante coming-of-age d&#8217;animazione &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 19:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Hana e Alice" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Hana-e-Alice.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La quattordicenne Tetsuko Arisugawa, soprannominata Alice, si è appena trasferita con la madre in <strong>una nuova città</strong> e fatica a integrarsi nel contesto scolastico. In classe scopre ben presto l&#8217;esistenza di una bizzarra leggenda metropolitana, con un banco vicino al suo che sarebbe stato di uno studente scomparso <strong>in circostanze misteriose</strong>, vittima di un presunto omicidio legato a una fantomatica vicenda nota come &#8220;il caso di Giuda&#8221;, uno spirito malvagio che avrebbe ben quattro mogli.</p>
<p>In <strong>Hana e Alice &#8211; Il caso di omicidio</strong> la ragazzina resta assai incuriosita dall&#8217;assurda vicenda e decide di indagare per conto proprio. Le sue ricerche la conducono a conoscere la <strong>vicina della casa accanto la sua</strong>, la coetanea Hana, eccentrica e solitaria che da tempo non frequenta le lezioni. Le due, all&#8217;apparenza diversissime tra loro, finiranno per stringere <strong>un&#8217;improbabile amicizia</strong> mentre cercano di dare un senso a una vicenda che nasconde insidie e risvolti imprevisti.</p>
<h2>Hana e Alice: come prima, più di prima &#8211; recensione</h2>
<p>Prequel anime del live-action <em>Hana &amp; Alice</em> (2004), uscito ben undici anni prima, il film di <strong>Shunji Iwai</strong> è un oggetto piuttosto singolare nel panorama dell&#8217;animazione giapponese contemporanea. Presentato come un mistery adolescenziale, si rivela ben presto qualcosa di diverso: un <strong>racconto di formazione delicato e malinconico</strong>, interessato molto più alle fragilità dei suoi personaggi che all&#8217;effettiva risoluzione del mistero. Sfruttando il ritorno delle attrici <strong>Yu Aoi e Anne Suzuki</strong> non soltanto per il doppiaggio, ma anche come modelle per la tecnica del rotoscoping, l&#8217;operazione si rivela una <strong>produzione imperdibile per i fan</strong> dell&#8217;originale.</p>
<p>Il regista utilizza il &#8220;caso&#8221; come semplice motore narrativo, quasi una sorta di pretesto per osservare la nascita <strong>dell&#8217;intenso legame tra le due ragazze</strong>, entrambe disperatamente alla ricerca del proprio posto nel mondo, soprattutto Hana isolatasi da tempo immersa in una solitudine senza apparente via d&#8217;uscita. L&#8217;arrivo in città di Alice si rivela così una vera e propria ancora di salvezza e <strong>chi ha visto il live-action</strong> sa bene la profondità del loro legame negli anni a venire.</p>
<h3>La magia dell&#8217;anima(zione)</h3>
<p>Per Iwai, <em>Hana e Alice &#8211; Il caso di omicidio</em> è una sorta di amabile e compiuto esperimento, una <strong>malinconica dichiarazione d&#8217;amore</strong> ai propri personaggi, una soluzione elegante a un problema che la logica produttiva tradizionale non avrebbe mai risolto. L&#8217;intera pellicola viene ridisegnata sopra, fotogramma per fotogramma, <strong>alle movenze del cast</strong>, con uno stile animato che ricorda i bozzetti a matita, caldo e impreciso quanto basta da sembrare scolpito dallo stesso tempo dell&#8217;infanzia, quel <strong>tempo che sembrava non avere mai fine</strong>.</p>
<p>Ciò che conta, qui come nel prototipo, non è tanto ciò che si nasconde alla fine ma <strong>il paesaggio emotivo</strong> che la vicenda attraversa. I quartieri anonimi della periferia giapponese, resi con una cura dei dettagli nei fondali animati e con un&#8217;avvolgente palette cromatica, diventano territorio per una <strong>scoperta del mondo ad altezza di adolescente</strong>, quando tutto è ancora potenzialmente pieno di significati e di aspettative.</p>
<p>Ciò che l&#8217;autore ha portato nei suoi celebrati lavori in carne e ossa rivive in maniera ugualmente poetica in quest&#8217;affascinante forma animata, restituendo <strong>vita e passione</strong> a due protagoniste indimenticabili, tornate per l&#8217;occasione lì dove tutto ebbe inizio, agli albori di un&#8217;amicizia destinata a diventare un <strong>qualcosa di unico e meraviglioso</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Lo stile grafico di <em>Hana e Alice &#8211; Il caso di omicidio</em> può apparire parzialmente grezzo, ma è in realtà ideale per affrontare questo <strong>coming-of-age, prequel</strong> che arriva a undici anni di distanza dall&#8217;originale con il ritorno delle stesse attrici, &#8220;ricalcate&#8221; e modellate per l&#8217;occasione tramite la tecnica del rotoscoping. La poesia di Shunji Iwai è rimasta intatta, se possibile qui ancor più densa di <strong>malinconia dolce-amara</strong> su quei tempi adolescenziali carichi di insicurezze e magia.</p>
<p>Un ritorno a casa, sul luogo del delitto emotivo &#8211; ma non solo, come sottolinea anche il sottotitolo italiano &#8211; che apre a <strong>uno slancio sentimentale</strong> al solito intenso e verosimile, con l&#8217;indagine delle due protagoniste, qui appena conosciutesi, prossima a trasformarsi in un palcoscenico di sensazioni e sussulti in divenire. Chi rimarrà rapito da queste due <strong>studentesse fuori dagli schemi</strong> non potrà che recuperare l&#8217;originale <em>Hana &amp; Alice</em> (2004), che pur essendo uscito un decennio prima completa per l&#8217;appunto la loro storia.</p>
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		<title>Una di famiglia &#8211; The Housemaid: la casa delle bugie, tra eros, misteri e colpi di scena &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 06:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una di famiglia" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Millie Calloway, la protagonista di Una di famiglia &#8211; The Housemaid, è una ragazza in libertà vigilata, senza soldi e senza prospettive certe davanti a sé, che più per necessità che per volontà accetta un impiego come domestica a tempo pieno presso la facoltosa famiglia Winchester. Da un giorno all&#8217;altro si trova catapultata in una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Una di famiglia" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Una-di-famiglia.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Millie Calloway, la protagonista di <strong>Una di famiglia &#8211; The Housemaid</strong>, è una ragazza in libertà vigilata, senza soldi e senza prospettive certe davanti a sé, che più per necessità che per volontà accetta un impiego come <strong>domestica a tempo pieno</strong> presso la facoltosa famiglia Winchester. Da un giorno all&#8217;altro si trova catapultata in una <strong>lussuosa dimora</strong> nella tranquilla comunità di Great Neck, a Long Island.</p>
<p>La magione è enorme, il capofamiglia Andrew è un <strong>uomo gentile e incredibilmente affascinante</strong>, ma ben presto Millie comincia a notare diverse stranezze tra le mura domestiche. Non soltanto la figlioletta della coppia è stranamente taciturna, ma anche Nina, la moglie di Andrew, nasconde dietro un&#8217;apparenza di perfezione <strong>diversi lati oscuri</strong>, che non tarda a manifestare apertamente. Per la nuova arrivata non sarà per nulla semplice gestire le bizze della padrona di casa, che comincia a vederla come una <strong>potenziale minaccia per il suo matrimonio</strong>.</p>
<h2>Una di famiglia: dentro e fuori &#8211; recensione</h2>
<p>Il <strong>romanzo di Freida McFadden</strong>, pubblicato nel 2022 e diventato in breve tempo un fenomeno editoriale con milioni di copie vendute e tre seguiti già usciti, è il tipo di lettura da consumare velocemente: <strong>ritmo sostenuto, colpi di scena esagerati</strong>, personaggi abbozzati ma funzionali garantiscono una tensione narrativa a prova di grande pubblico.</p>
<p>Ad adattarlo sul grande schermo troviamo un regista atipico come <strong>Paul Feig</strong>, specializzato in opere solitamente leggere &#8211; basti pensare al controverso <em>Ghostbusters</em> (2016) al femminile o al più riuscito comedy-mistery <em>Un piccolo favore</em> (2018) tra i tanti &#8211; e qui alle prese con una sorta di <strong>satira del genere più o meno voluta</strong>. <em>Una di famiglia &#8211; The Housemaid</em> va infatti preso come una sorta di farsa estremizzata, il solo modo per entrare nelle dinamiche del racconto e giustificare le <strong>due ore e rotti</strong> passate davanti allo schermo per completare la visione.</p>
<h3>Dimmi chi sei e ti dirò il finale</h3>
<p>Quando in un racconto le svolte diventano troppo palesi, è facile intuire che <strong>siano in realtà false piste</strong>, atte a preparare quel senso di sorpresa all&#8217;inevitabile, clamoroso, colpo di scena. Colpo di scena che non a caso arriva nell&#8217;ultimo terzo, rivoluzionando l&#8217;impianto base con alcuni <strong>flashback e voice-over</strong> che ci mostrano la vera natura dei personaggi e il perché dei loro comportamenti. Ci vuole una certa sospensione dell&#8217;incredulità per credere a suddette rivelazioni, che instradano il film verso l&#8217;effettiva resa dei conti e un epilogo sottolineante <strong>la solidarietà femminile</strong> nell&#8217;era post <em>#MeToo</em>.</p>
<p>Con il nostro <strong>Michele Morrone</strong> nel ruolo quanto mai bizzarro del giardiniere Enzo e il piacione <strong>Brandon Sklenar</strong> in quello del &#8220;rassicurante&#8221; marito e padre, il vero confronto si gioca tra le due figure femminili, interpretate con la giusta dose di malizia e isteria da <strong>Amanda Seyfried</strong> e <strong>Sydney Sweeney</strong>, quest&#8217;ultima pronta a concedersi più corpo che anima in un paio di sequenze &#8220;hot&#8221;.</p>
<p>Stanze chiuse, suocere arcigne, amiche di famiglia snob, <strong>passioni pronte ad esplodere</strong>, schizzi di violenza improvvisa e così via fanno di <em>Una di famiglia &#8211; The Housemaid</em> una pellicola che non ha paura di cadere soventemente <strong>nel ridicolo, più o meno ricercato</strong> va detto, ma non comprende bene fin dove spingersi, nel tentativo di restare comunque appetibile a <strong>un target il più vasto possibile</strong>. Una scelta che ha pagato, almeno al botteghino, con un incasso worldwide di oltre quattrocento milioni di dollari &#8211; il budget era di soli 35 &#8211; che ha già dato il via alla <strong>realizzazione di un sequel</strong> con gli stessi nomi coinvolti.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Di chi potersi fidare, se la sceneggiatura stessa &#8211; e il romanzo alla base &#8211; si basano proprio <strong>sull&#8217;inganno di fondo</strong>, in una sorta di parodia più o meno ragionata dei thriller domestici, con un pizzico di eros a far capolino qua e là? Chi si conquisterà le simpatie del pubblico tra le <strong>bionde antagoniste</strong> di Sidney Sweeney e Amanda Seyfried?</p>
<p><em>Una di famiglia &#8211; The Housemaid</em> è un film che non va troppo per il sottile, esasperando colpi di scena e dinamiche interpersonali all&#8217;eccesso, con tutte le conseguenze del caso, fino a quel <strong>cambio di prospettiva e relativi punti di vista</strong> che ci trascina verso un epilogo che ricorda non poco un precedente film del regista Paul Feig, ovvero <em>Un piccolo favore</em> (2018). Peccato che a tratti la messa in scena sembri vivere di compromessi, senza mai addentrarsi pienamente nel grottesco e in quello <strong>sprezzo del ridicolo</strong> che emerge soltanto a fiammate.</p>
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		<title>Prime Video: i film e le serie TV più attese in arrivo a giugno 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 07:27:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Un anno dopo l&#039;altro - Courtesy of Cate Cameron_Prime Video" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Anche giugno è arrivato e, con l&#8217;arrivo della stagione estiva, su Prime Video si aggiungono nuovi titoli al catalogo. Tra la commedia italiana Ancora più Sexy di Michela Andreozzi, sequel di Pensati Sexy, alla serie tv Un anno dopo l&#8217;altro, l’adattamento del romanzo bestseller di Carley Fortune, si prospettano novità davvero interessanti. Di seguito, ecco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Un anno dopo l&#039;altro - Courtesy of Cate Cameron_Prime Video" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/06/Un-anno-dopo-laltro-2-Courtesy-of-Cate-Cameron_Prime-Video.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Anche giugno è arrivato e, con l&#8217;arrivo della stagione estiva, su <strong>Prime Video</strong> si aggiungono nuovi titoli al catalogo. Tra la commedia italiana <strong>Ancora più Sexy</strong> di Michela Andreozzi, sequel di Pensati Sexy, alla serie tv <strong>Un anno dopo l&#8217;altro,</strong> l’adattamento del romanzo bestseller di Carley Fortune, si prospettano novità davvero interessanti. Di seguito, ecco alcuni dei <strong>film e delle serie tv</strong> più attese di questo mese.</p>
<h2>Prime Video: i film e le serie TV più attese in arrivo a giugno 2026</h2>
<p>Si comincia il 3 giugno, con l&#8217;arrivo della quarta stagione di <strong>La leggenda di Vox Machina</strong>. In questo nuovo capitolo, ci ritroviamo un anno dopo il Conclave Cromatico. I Vox Machina si sono separati, ognuno per un motivo diverso. Il richiamo dell&#8217;avventura, però, è dietro l&#8217;angolo. Quando si risveglia un male silenzioso da tempo, che minaccia prepotentemente il regno, saranno costretti a riunirsi per affrontare insieme un nemico leggendario.</p>
<p>Il 10 giugno, invece, è la volta di <strong>Un anno dopo l&#8217;altro,</strong> nuova serie tv. Adattamento del romanzo bestseller di Carley Fortune “Un’estate dopo l’altra”, libro che per 16 settimane è stato nella classifica dei bestseller del New York Times, con oltre un milione di copie vendute fino ad oggi e un grande successo del BookTok. Ambientata nell’arco di sei anni e una settimana a Barry’s Bay &#8211; piccola cittadina vicino a un lago &#8211; la trama segue Percy e Sam, ed è una storia romantica e nostalgica sui primi amori e sulle scelte.</p>
<p>Il 12 giugno tornano Diana Del Bufalo e Valentina Nappi in <strong>Ancora più sexy</strong>. Scritto da Michela Andreozzi insieme a Daniela Delle Foglie, il film riprende la storia di Maddalena tre anni dopo il suo primo incontro con il suo spirito guida, Valentina Nappi. Questa volta, la vita di Maddalena sembra a posto, ma quando Valentina riappare all’improvviso, Maddalena si ritrova a mettere in discussione tutto. L’incontro con Bruno, poi, le darà il colpo di grazia, portandola a nuove consapevolezze.</p>
<p>Infine, il 17 giugno, arriva il film <strong>È colpa tua: Londra.</strong> Dopo i precedenti eventi di È colpa mia: Londra, Noah e Nick tornano più uniti e innamorati che mai. Ma, quando Noah parte per Oxford per continuare gli studi, e Nick inizia un lavoro sempre più impegnativo, le sfide diventano sempre più numerose. Tra l’arrivo di nuove persone nelle loro vite e nuovi cambiamenti, il loro legame comincia a vacillare. Dovranno quindi capire se lottare per l’amore che li ha uniti o rischiare di perdersi per sempre.</p>
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		<title>London Calling: un sicario, un ragazzino e tanta noia in un action prevedibile &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 21:16:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="London Calling" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Tommy Ward è un sicario che lavora a Londra dove fa il lavoro sporco per conto di chi può permetterselo. Alla soglia dei cinquant&#8217;anni però la sua vista non è più quella di un tempo e all&#8217;inizio di London Calling commette un errore irreparabile. In missione nel bel mezzo di una festa in costume, Tommy [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="London Calling" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/London-Calling.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Tommy Ward è un sicario che lavora a Londra dove <strong>fa il lavoro sporco</strong> per conto di chi può permetterselo. Alla soglia dei cinquant&#8217;anni però la sua vista non è più quella di un tempo e all&#8217;inizio di <strong>London Calling</strong> commette un errore irreparabile. In missione nel bel mezzo di una festa in costume, Tommy confonde una maschera da cavallo con quella da asino e <strong>uccide il bersaglio sbagliato</strong>. Peccato che la vittima errata altri non fosse che il cugino di Freddy Darby, il boss criminale più influente della città.</p>
<p>Il protagonista, divorziato dalla moglie che non vuole più vederlo e padre di un bambino, comprende come <strong>l&#8217;immediata fuga a Los Angeles</strong> sia quanto mai necessaria. Nella città degli angeli si mette alle dipendenze di Benson, un losco impresario con un figlio adolescente sul quale ha perso ogni speranza: Julian ha diciassette anni, è <strong>un nerd appassionato</strong> ed è l&#8217;esatto contrario di ciò che il padre vorrebbe. Il boss chiede quindi a Tommy di addestrare il suo ragazzo a &#8220;diventare un uomo&#8221;, portandolo direttamente ad accompagnarlo in <strong>un incarico pericoloso</strong>. Ma nel frattempo qualcuno da Londra è sulle sue tracce&#8230;</p>
<h2>London Calling: un killer dal cuore d&#8217;oro? &#8211; recensione</h2>
<p><strong>Allan Ungar</strong> è un regista canadese specializzato in action b-movie, non nuovo alla collaborazione con <strong>Josh Duhamel</strong>, inaugurata con <em>Bandit</em> (2022) e proseguita in questo <em>London Calling</em>, un film che conferma la medietà del suo cinema. Un cinema senza particolari guizzi narrativi o stilistici, che <strong>ricicla situazioni archetipiche</strong> delle storie di killer a pagamento e boss criminali, in favore di un intrattenimento usa e getta di rapido consumo.</p>
<p>A guastare ulteriormente le cose vi è in questo caso l&#8217;irritante sottotrama relativa al <strong>percorso di formazione</strong> di quell&#8217;adolescente grassottello che partecipa a giochi di ruolo dal vivo e si ritrova, da un giorno all&#8217;altro, impegnato in improbabili sparatorie e tradimenti di sorta. Un legame tra questi e il risoluto protagonista che vive su diverse forzature e che non trova la giusta verve da buddy-movie, finendo per affidarsi a <strong>escamotage inverosimili</strong> per trascinarsi al solo epilogo possibile.</p>
<h3>Mancanza d&#8217;ispirazione</h3>
<p>Quasi due ore di visione è una durata francamente eccessiva, giacché <em>London Calling</em> <strong>esaurisce ben presto le proprie idee</strong>, limitandosi a una reiterazione insistita di situazioni e personaggi, alcuni dei quali tirati in ballo senza troppa inventiva unicamente per giustificare quella <strong>resa dei conti finale</strong>, dove l&#8217;escalation di proiettili ed esplosioni prevede un tutti contro tutti. E tra questi tutti spiace vedere sprecato un attore di talento come <strong>Aidan Gillen</strong> &#8211; il mitico Ditocorto di <em>Game of Thrones</em> &#8211; nel ruolo di anonimo villain.</p>
<p>Inutile cercare omaggi e citazioni ai classici di genere anni Ottanta e Novanta, giacché chi ha masticato i cult del genere difficilmente troverà motivi di interesse in questa <strong>confusa baraonda</strong> che non aggiunge niente di nuovo, procedendo imperterrita in quella direzione tracciata a fine millennio da Guy Ritchie. Ma qui <strong>l&#8217;ironia è di bassa lega</strong>, con il black humour fin troppo a prova di grandi e piccini, e l&#8217;anima ludica anch&#8217;essa scarica di sangue e violenza per risultare davvero incisiva o sorprendente, come addomesticata per <strong>un pubblico senza particolari pretese</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="987" data-end="1322">Un <strong>buddy movie improbabile</strong> incentrato sul legame tra un esperto sicario in fuga e un ragazzino timido e impacciato da &#8220;formare&#8221;. <em data-start="1118" data-end="1134">London Calling</em>, che utilizza la capitale inglese soltanto come punto di partenza degli eventi, è un film povero di idee tanto nella messa in scena quanto in una <strong>sceneggiatura farraginosa e scontata</strong>.</p>
<p data-start="1324" data-end="1756" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Josh Duhamel</span></span> prova a mettere il suo <strong>carisma guascone</strong> al servizio del protagonista e il villain di <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Aidan Gillen</span></span> aveva altrettante potenzialità per dar vita a una sfida interessante. Sfida che però rimane per gran parte nell&#8217;ombra, oscurata dalla trama dell&#8217;assurdo coming-of-age e da una comicità forzata che vive su <strong>gag e battute ripetitive</strong> quando non francamente irricevibili.</p>
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		<title>Popularity Game: una rom-com liceale piena di stereotipi &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 20:16:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Prime Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Popularity Game" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Ellie Pearse è una studentessa bravissima tra i banchi di scuola, ossessionata dal controllo e proiettata verso un&#8217;università prestigiosa. La protagonista di Popularity Game è convinta che i ragazzi popolari riescano sempre e comunque a farsi strada anche senza averne la capacità: una convinzione nata da una ferita aperta per lei, riguardante il carismatico Nate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Popularity Game" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Popularity-Game.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Ellie Pearse è una studentessa bravissima tra i banchi di scuola, ossessionata dal controllo e proiettata verso un&#8217;università prestigiosa. La protagonista di <strong>Popularity Game</strong> è convinta che i ragazzi popolari riescano sempre e comunque a farsi strada anche senza averne la capacità: una convinzione nata da <strong>una ferita aperta per lei</strong>, riguardante il carismatico Nate Reed.</p>
<p>Questi anni prima le aveva appioppato un&#8217;infelice soprannome dopo un imbarazzante incidente in classe, e da allora lei lo ha sempre guardato con <strong>un misto di odio misto ad amore</strong>, in quanto era anche una sua cotta. Quando il suo attuale fidanzato Rowan, classica fisionomia da nerd, annuncia di volersi candidare alla <strong>presidenza del consiglio studentesco</strong>, Ellie non lo sostiene e decide invece di aiutare nella corsa proprio Nate, credendo di poterne pilotare e poi sabotare la campagna dall&#8217;interno. Il piano, naturalmente, prenderà <strong>una piega del tutto (im)prevista</strong>.</p>
<h2>Popularity Game: un gioco a lieto fine &#8211; recensione</h2>
<p>Nonostante batta bandiera canadese, <em>Popularity Game</em> guarda alla <strong>commedia romantica liceale</strong> di stampo americano, con tutti i topoi &#8211; pregi e difetti inclusi &#8211; che questo comporta: la rivalità che diventa complicità, gli <strong>opposti che si attraggono</strong>, il momento di crisi verso la fine, il discorso risolutivo a un&#8217;assemblea pubblica. La sceneggiatura non trova mai quella scintilla di originalità che avrebbe potuto distinguerla dalle decine di produzioni omologhe che escono ogni anno, preferendo <strong>affidarsi agli step canonici</strong> senza introdurre il colpo di scena inaspettato o qualche personaggio effettivamente fuori dagli schemi.</p>
<p>Qualche spunto potenzialmente più interessante, almeno nelle fasi iniziali, risiede nel rapporto che si viene a creare tra i due protagonisti. Come ci mostra il flashback iniziale, tra loro <strong>non scorre buon sangue</strong> ma è proprio in quel &#8220;fattaccio&#8221; risalente alla pre-adolescenza che il film trova la sua premessa, innescando quel <strong>vortice di eventi pseudo-romantici</strong> da lì a venire.</p>
<h3>Volti e rimandi</h3>
<p><strong>Sara Waisglass</strong>, già nota al pubblico seriale per il suo ruolo ricorrente in <em>Ginny &amp; Georgia</em> (2021), dona ad Ellie una discreta dose d&#8217;autoironia che rende il personaggio gradevole anche quando le sue scelte appaiono difficilmente condivisibili o inutilmente complicate. <strong>Il resto del cast è più anonimo</strong> e segue pedissequamente la gestione degli stereotipi, dal ragazzo popolare al nerd, dall&#8217;amica grassottella alla cheerleader bionda e slanciata e così via, a riproporre <strong>un immaginario da high-school</strong> ben conosciuto.</p>
<p>E così tra richiami ai giochi di ruolo da tavolo che fanno tanto <em>Stranger Things</em>, split-screen a mostrare i protagonisti intenti a telefonarsi, scritte coi nomi in sovrimpressione su schermo e così via la regia di <strong>Stephen S. Campanelli</strong> è eccessivamente timida. Pur vantando in carriera collaborazioni da regista di seconda unità con colleghi del calibro di Clint Eastwood e Martin McDonagh, sembra qui troppo desideroso di <strong>compiacere il target di riferimento</strong>, e non prova nemmeno a mettere in scena qualcosa di nuovo.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="960" data-end="1237">Lui, lei e l&#8217;altro in <strong>un triangolo romantico</strong> che di romantico ha ben poco. <em data-start="1037" data-end="1054">Popularity Game</em> è una sorta di gara a chi, per l&#8217;appunto, diventerà più popolare in vista delle elezioni studentesche, con <strong>la protagonista divisa</strong> tra l&#8217;ex nerd e l&#8217;odiato/amato rivale di sempre.</p>
<p data-start="1239" data-end="1613" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un film che ricicla <strong>un immaginario consumato</strong> ad uso e consumo di un pubblico coetaneo ai personaggi, incarnando i vari stereotipi che da sempre abitano il contesto liceale d&#8217;Oltreoceano. Nessuna svolta effettivamente rivoluzionaria, con quel finale già scritto a confermare la prevedibilità di <strong>un&#8217;operazione usa e getta</strong>, che probabilmente nessuno ricorderà nel giro di qualche mese.</p>
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		<title>Free Fall: uno sci-fi russo sospeso nel vuoto e a corto di idee &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 19:18:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Free Fall" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Free-Fall.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Il protagonista di <strong>Free Fall</strong> è Maksim Bortnikov, un giovane astronauta russo impegnato in una missione orbitale che prende improvvisamente <strong>una piega catastrofica</strong>. All&#8217;inizio del film infatti una potente esplosione danneggia gravemente, in modo irreparabile, l&#8217;intera stazione spaziale. Il cosmonauta è così separato dal resto dell&#8217;equipaggio, probabilmente morto nell&#8217;impatto, e come unico sopravvissuto si ritrova a <strong>vagare alla deriva</strong>.</p>
<p>Disperso nello spazio profondo e con le scorte di ossigeno in esaurimento, potrà fare unicamente affidamento su Anna, il rivoluzionario <strong>modello di intelligenza artificiale</strong> che governava la stazione. Sarà proprio &#8220;lei&#8221; a dargli consigli su come aggiustare potenzialmente i sistemi della tuta compromessi e a garantirgli <strong>una via di comunicazione</strong> più o meno intermittente con la Terra. La lotta per la sopravvivenza diventa così non soltanto fisica ma anche e soprattutto psicologica, mettendo Maksim di fronte alle <strong>sue peggiori paure</strong>.</p>
<h2>Free Fall: dalla Russia un copia / incolla &#8211; recensione</h2>
<p>Ormai da tempo la fantascienza sovietica continua a inseguire quella hollywoodiana, e non stiamo certo parlando di capolavori come <em>Solaris</em> (1972) che oltre cinquant&#8217;anni fa ponevano sugli scudi tali latitudini. Nell&#8217;ultimo decennio soprattutto è stato un fiorire di produzioni che hanno tentato di <strong>scimmiottare</strong>, spesso con scarse fortune, <strong>gli omologhi blockbuster</strong> occidentali a tema, tra invasioni aliene e viaggi dimensionali di sorta.</p>
<p>Nel caso di <em>Free Fall</em> &#8211; ovvero &#8220;caduta libera&#8221; &#8211; <strong>il titolo già ci dice tutto</strong>, e come scoprirà sin dai primi minuti lo spettatore il tentativo è stato quello di realizzare una sorta di <em>Gravity</em> (2013) autoctono: ma in quest&#8217;occasione non abbiamo né una straordinaria Sandra Bullock né la regia di prima grandezza di Alfonso Cuarón e gli ottanta minuti di visione si risolvono così in <strong>un pasticcio senza arte né parte</strong>.</p>
<p>Chi ha presente il mondo dei videogiochi sa bene cos&#8217;è <strong>una tech-demo</strong> e il film pare proprio questo, con gli effetti digitali di questo spazio invaso dai detriti della stazione a <strong>ostacolare il percorso di un protagonista</strong> che non si comprenda bene dove voglia andare.</p>
<h3>Insieme per forza</h3>
<p>L&#8217;interessa viene meno data la <strong>monotonia dell&#8217;assunto</strong>, non supportata da un substrato drammatico degno di tal nome &#8211; era difficile d&#8217;altronde tirar fuori qualcosa dalla scarsa espressività di <strong>Alexander Kuznetsov</strong>, unico attore a comparire effettivamente su schermo &#8211; e con l&#8217;estenuante dialogo tra il Nostro e l&#8217;AI a caratterizzare pressoché l&#8217;intero racconto.</p>
<p>Il pur inaspettato colpo di scena finale, unica soluzione parzialmente interessante di una <strong>sceneggiatura eccessivamente didascalica</strong> e altrimenti a corto di sorprese, non basta a giustificare il tempo speso. <em>Free Fall</em> è un&#8217;operazione fredda e anonima, paradossalmente <strong>a corto di tensione</strong> nonostante la terrifica premessa e incapace di appassionare al destino di quest&#8217;uomo solo, convinto di essere di fronte a una morte sempre più imminente.</p>
<p>Riflessioni esistenziali quanto mai banali e <strong>commiati strappalacrime</strong> gratuiti confezionano la tonitruante via crucis affrontata da questo sfortunato erede di Gagarin, ma ad essere davvero <strong>alla deriva non è soltanto lui</strong> ma anche lo spettatore che avrà la pazienza di giungere ai titoli di coda.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="1150" data-end="1595">Un survival sci-fi che sulla carta avrebbe voluto <strong>trasformare il vuoto cosmico</strong> in una sorta di esperienza esistenziale e tensiva, cadendo invece &#8211; proprio come il malcapitato protagonista &#8211; nella ripetitività della sua stessa premessa. <em data-start="1388" data-end="1399">Free Fall</em> rincorre apertamente modelli occidentali ben più solidi, ma arranca vistosamente <strong>tra limiti di budget</strong> &#8211; l&#8217;intero contesto orbitante è quanto mai artefatto &#8211; <strong>concettuali e stilistici</strong>.</p>
<p data-start="1597" data-end="2100" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Tra dialoghi improbabili, un senso di gratuita malinconia e pseudo-riflessioni sulla <strong>piccolezza dell&#8217;uomo di fronte alla morte</strong>, si svolge questo estenuante tête-à-tête tra l&#8217;astronauta e un&#8217;AI avanzatissima, un confronto a distanza dove lo spettatore, più che sentirsi un inerme terzo incomodo, finirà probabilmente per <strong>abbandonare la visione</strong> prima della fine. L&#8217;angoscia del vuoto diventa vuoto angosciante, dove il cinema si è perduto quello sì <strong>nello spazio profondo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Bayou: coccodrilli e anfetamine e l&#8217;horror trash è servito &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 20:11:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Bayou" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />La giovane Kyle, studentessa di biologia, ha da poco perso il fratello in circostanze drammatiche. Per elaborare insieme il lutto decide di partire insieme ai suoi migliori amici per un viaggio in Louisiana, che si compierà a bordo di un piccolo aereo bimotore. La protagonista di The Bayou e i suoi compagni di viaggio si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Bayou" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/The-Bayou.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La giovane Kyle, studentessa di biologia, ha da poco <strong>perso il fratello</strong> in circostanze drammatiche. Per elaborare insieme il lutto decide di partire insieme ai suoi migliori amici per <strong>un viaggio in Louisiana</strong>, che si compierà a bordo di un piccolo aereo bimotore.</p>
<p>La protagonista di <strong>The Bayou</strong> e i suoi compagni di viaggio si ritroveranno alle prese con una situazione imprevista e assai pericolosa quando il velivolo ha un guasto e <strong>si schianta nel cuore della palude</strong>. I sopravvissuti si trovano ora allo sbando in un ecosistema ostile dove non devono vedersela soltanto con le asperità della natura e <strong>la mancanza di soccorsi</strong> &#8211; il volo non era registrato ufficialmente e i telefoni non hanno campo lì nel bel mezzo del nulla &#8211; ma anche con <strong>un branco di coccodrilli</strong> fuori controllo. Gli animali sono infatti più aggressivi che mai dove aver ingerito della metanfetamina, andata dispersa nel fiume in seguito a un&#8217;operazione antidroga.</p>
<h2>The Bayou: senza paura del ridicolo &#8211; recensione</h2>
<p>Chi si appresta alla visione di un film come <em>The Bayou</em> sa già cosa aspettarsi: facile tensione, sangue a go-go, budella squartate e così via, all&#8217;insegna di <strong>un divertimento splatter</strong> figlio dei b-movie a tema. Gli alligatori compaiono precisamente quando la sceneggiatura lo richiede e svaniscono quando è necessario far parlare i personaggi, con le relative <strong>regole comportamentali</strong> che si adattano, senza far caso alla verosimiglianza, alle necessità narrative del momento.</p>
<p>Certo anche nel sottobosco dei creature-movie si può fare molto di meglio e dopo un inizio potenzialmente carico di spunti il racconto si perde via via, tra <strong>personaggi mal caratterizzati</strong> e una certa schematicità negli eventi a venire, tra gesta di sacrificio, drammatiche perdite, improvvisi voltafaccia e quella <strong>resa dei conti finale</strong> che può terminare nel solo modo possibile.</p>
<h3>Trucchi e falsi luoghi</h3>
<p>Il contesto paesaggistico è in realtà quello <strong>delle Filippine</strong>, spacciato falsamente come le paludi della Lousiana, ma viene in ogni caso sfruttato con parsimonia, tra zattere dell&#8217;ultimo minuto che galleggiano in quelle acque più placide del previsto e <strong>fughe a rotta di collo</strong> in una giungla che non riesce mai a trasmettere il giusto senso di timore. L&#8217;impressione che il pericolo possa celarsi dietro ogni anfratto viene meno e gli alligatori, con l&#8217;aiuto del digitale, fanno la loro comparsa in campo aperto in scene che rischiano di <strong>scadere nel ridicolo involontario</strong>.</p>
<p>Il cast cerca di essere il più eterogeneo possibile, ma la sceneggiatura si dimentica di costruire legami credibili e <strong>le psicologie sono appena accennate</strong>, al punto che lo spettatore non arriva mai ad affezionarsi realmente a delle figure caricaturali che sono state pensate quasi unicamente come <strong>carne da macello per la progressiva mattanza</strong> da parte dei coccodrilli. Coccodrilli che non appaiono mai realmente minacciosi, nemesi a quattro zampe che, <strong>droga a parte</strong> &#8211; sfruttando la premessa che già aveva dato vita al delirante <em>Cocainorso</em> (2023) &#8211; non hanno nessuna distintiva peculiarità.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="1279" data-end="1599">Un b-movie che non trova la giusta chiave di lettura. <em data-start="1335" data-end="1346">The Bayou</em> non funziona né come intrattenimento consapevolmente trash &#8211; <strong>privo com&#8217;è di autoironia</strong> e di quella dose di sana follia che pur la paradossale premessa garantiva a palate &#8211; né come eco-horror a tema, giacché gli <strong>effetti speciali e la tensione sono ai minimi</strong> storici o poco ci manca.</p>
<p data-start="1601" data-end="1979" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il classico titolo che scade nel ridicolo involontario non per scelta consapevole ma per demerito, con un cast semplicemente a <strong>uso alimentare dei famelici alligatori</strong> e una sceneggiatura che va da un punto A a un punto B senza scossoni di sorta. E <strong>l&#8217;anima splatter</strong>, che a tratti prova a graffiare con qualche sussulto, è troppo timida per risultare anche divertente.</p>
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		<title>Die My Love: quando la maternità si fa delirio punk &#8211; Recensione</title>
		<link>https://www.superguidatv.it/die-my-love-atipico-film-maternita-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 19:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Die My Love" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Grace è una scrittrice newyorchese che si trasferisce in un ranch nel Montana dopo aver avuto un figlio con Jackson, che ha ereditato quella casa dallo zio da poco defunto. Una dimora isolata, in aperta campagna, circondata da prati immensi e immersa nel silenzio. La ragazza fatica ad adattarsi a quel paesaggio brullo e desolato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Die My Love" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Die-My-Love.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Grace è una scrittrice newyorchese che <strong>si trasferisce in un ranch</strong> nel Montana dopo aver avuto un figlio con Jackson, che ha ereditato quella casa dallo zio da poco defunto. Una dimora isolata, in aperta campagna, circondata da prati immensi e <strong>immersa nel silenzio</strong>. La ragazza fatica ad adattarsi a quel paesaggio brullo e desolato e la sua stessa ispirazione viene meno, complicata inoltre dalle difficoltà di <strong>crescere il bambino</strong> e dalle ripetute assenze del compagno.</p>
<p>La protagonista di <strong>Die My Love</strong> soffre forse della depressione post-partum? Il merito della sceneggiatura è proprio nel rifiuto esplicito della diagnosi. Un film che non spiega, non contestualizza, <strong>non vuole trovare una ragione</strong> a tutti i costi dietro la deriva psicologica di Grace, ma costruisce l&#8217;umore e l&#8217;atmosfera tramite gli eventi che accadono. Il piccolo che piange, il cane &#8211; adottato a sua insaputa da Jackson &#8211; che continua a abbaiare, lui che è spesso lontano da casa e quelle quattro mura che si trasformano in una prigione: il quadro clinico è già servito in una <strong>narrazione cinica e dissuasiva</strong>.</p>
<h2>Die My Love: un amore fuori dai canoni &#8211; recensione</h2>
<p>La regista <strong>Lynne Ramsay</strong> &#8211; anche cosceneggiatrice dello script &#8211; vuole portarci non tanto nella storia di una donna che perde la testa dopo il parto, ma dentro quel <strong>flusso di pensieri</strong> osservati da un ponto di vista &#8220;privilegiato&#8221;, ovvero da dentro, senza scappatoie di sicurezza o la distanza rassicurante del caso medico osservato dall&#8217;esterno.</p>
<p><em>Die My Love</em> &#8211; disponibile su <strong>MUBI</strong> e nel relativo canale su <strong>Prime Video</strong> &#8211; è il suo quinto lungometraggio e, in un certo senso, il più ambizioso e personale: un film sulla <strong>maternità come trappola</strong>, sulla perdita dell&#8217;Io in un corpo che non sembra appartenerti più, sul modo in cui certi ambienti possano consumare, inesorabilmente e quotidianamente, una persona in maniera impensabile. Tutto questo in una <strong>messa in scena nervosa e punk</strong>, con una colonna sonora che va dai Velvet Underground a <em>David Bowie</em> e <em>Toni Basil</em>, perfetto accompagnamento di <strong>una storia di eccessi e passioni</strong>.</p>
<h3>A che ora è la fine del mondo</h3>
<p>Le sequenze più riuscite sono proprio quelle nelle quali <strong>il confine tra realtà e follia</strong> si fa sempre più labile. Feste che diventano teatro di scompiglio, amanti passeggeri, <strong>scatti improvvisi di violenza</strong> che rendono le due ore di visione un&#8217;opera vibrante, mai quieta, capace di dialogare con un ritmo sincopato in attesa di quella quiete potenziale e auspicabile.</p>
<p>Alla base vi è il <strong>romanzo omonimo</strong> della scrittrice argentina Ariana Harwicz, pubblicato nel 2012 e tradotto in inglese nel 2017, che offriva un monologo interiore frammentato. Fu Martin Scorsese a far conoscere il libro a <strong>Jennifer Lawrence</strong>, convinto che fosse il ruolo giusto per lei e l&#8217;attrice ne è stata subito rapita, convincendo la regista a realizzare insieme il progetto. L&#8217;interprete è qui una vera e propria <strong>forza della natura</strong>, incontenibile ed esplosiva anche nelle sue scelte più discordanti e respingenti, anima catalizzatrice dell&#8217;intera operazione.</p>
<p>Operazione che pur trova un perfetto <strong>Robert Pattinson</strong> nelle vesti di quella &#8220;dolce metà&#8221; che cerca di tenerne a bada le bizze, pur anch&#8217;esso colpevole più o meno consapevole della situazione venutasi a creare. Un cast completato nei ruoli secondari da nomi del calibro di <strong>Sissy Spacek</strong> e <strong>Nick Nolte</strong> e capace di dar vita a un contesto credibile, ruotante attorno a quella furente alpha e omega di nome Grace, un nome paradossalmente antitetico.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="1183" data-end="1562"><em>Die My Love</em> è un film che fin dal titolo <strong>non ha paura di farsi scomodo</strong> e non va a caccia del consenso o della simpatia del pubblico. Chi è disposto a entrare nel giusto mood può facilmente essere trascinato da questo <strong>amour fou destinato a precipitare nella follia</strong>, sorretto dalla rabbiosa e struggente performance di una straordinaria <span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Jennifer Lawrence</span></span>.</p>
<p data-start="1564" data-end="1923" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un&#8217;esperienza più sensoriale che effettivamente narrativa, febbrile e viscerale, <strong>che non fa sconti</strong> e non offre soluzioni prevedibili o consolatorie. La depressione post-partum viene qui rappresentata senza didascalismo o retorica, ma come un viaggio nel delirio, nel tentativo di <strong>ritrovare sé stessi</strong> prima che il mondo intero ti crolli addosso per sempre.</p>
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		<title>Tides: una Terra da chiamare casa nel film sci-fi &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 13:55:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Tides.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In un futuro imprecisato, la <strong>Terra è stata abbandonata</strong> da chi poteva permetterselo, che ha trovato rifugio sulla colonia di <em>Kepler-209</em>. Il nostro pianeta era infatti diventato una <strong>distesa alluvionale pressoché inabitabile</strong>. Anni dopo la loro partenza i coloni hanno scoperto di essere diventati sterili, con l&#8217;esposizione prolungata alla stella di Kepler che ha compromesso le loro capacità riproduttive, condannando <strong>la specie all&#8217;estinzione</strong>.</p>
<p>In <strong>Tides</strong> Louise Blake è un&#8217;astronauta che viene incaricata di una missione sulla Terra allo scopo di verificare se le condizioni atmosferiche siano di nuovo compatibili con la <strong>sopravvivenza umana</strong>. La sua navicella si schianta all&#8217;atterraggio e Louise si ritrova sola, in balia dei &#8220;<em>Muds</em>&#8220;, i superstiti che ancora abitano quelle lande aspre e sabbiose e hanno dato vita una <strong>civiltà galleggiante e primitiva</strong>.</p>
<h2>Tides: in cerca di un nuovo domani &#8211; recensione</h2>
<p><strong>Tim Fehlbaum</strong>, regista svizzero-tedesco qui al suo secondo lavoro dietro la macchina da presa dopo dopo l&#8217;apprezzato esordio post-apocalittico con <em>Hell</em> (2011), ha scelto di girare l&#8217;intero film <strong>senza ricorrere al green screen</strong>: le distese di fango melmoso e le paludi che compongono la Terra del futuro sono reali e si trovano coste germaniche dello Schleswig-Holstein.</p>
<p>Nella costruzione del paesaggio e nella fotografia di <strong>Markus Förderer</strong>, già collaboratore di Roland Emmerich e qui capace di trasformare una distesa di fango grigio in un panorama inquieto e ribollente, il racconto trova il suo <strong>principale punto di forza</strong>. Non ci sono i cromatismi saturi delle produzioni hollywoodiane, né la pulizia digitale che appiattisce spesso le immagini del genere rendendole tutte uguali: la Terra di Tides è <strong>una superficie opaca</strong>, con carcasse arrugginite che emergono in mezzo al nulla e uomini e donne che vivono allo stato brado.</p>
<h3>Pro e contro di un mondo da salvare</h3>
<p>Una scelta ben precisa che vuole rende il palcoscenico ambientale elemento chiave e palpabile della narrazione, con <strong>il fango, l&#8217;acqua e il freddo</strong> a rispecchiare i turbinii emotivi dei personaggi che in esso si muovono. Una scelta di indubbio fascino che non viene però ampiamente sfruttata dalla sceneggiatura, al punto che <em>Tides</em> in diverse occasioni <strong>smarrisce il sens</strong>o di ciò che voleva raccontare, affidandosi più alle suggestioni poi inespresse che ad effettive risposte risolutive.</p>
<p>La sceneggiatura introduce il legame tra i Muds e i coloni di Kepler come una sorta di <strong>specchio del colonialismo storico</strong> ma poi tratta questa dinamica in maniera superficiale, più come sfondo che come motore narrativo, finendo per affidarsi nell&#8217;ultima mezzora a un impianto che guarda ai <strong>thriller d&#8217;azione convenzionali</strong> e getta all&#8217;ortica i potenziali spunti introspettivi avviati nella prima parte.</p>
<p>Un peccato anche per via del buon impegno da parte del cast, con <strong>Nora Arnezeder</strong> che porta a Louise una presenza fisica convincente e determinata, trovando nella parimente incisiva ambiguità di <strong>Iain Glen</strong> &#8211; il Jorah Mormont di <em>Game of Thrones</em> &#8211; l&#8217;ideale contraltare. A conti fatti <em>Tides</em> sa di quindi di <strong>occasione mancata</strong>, seppur carico di spunti.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="1124" data-end="1476">Un&#8217;operazione esteticamente <strong>ambiziosa e affascinante</strong>, non supportata a dovere da una sceneggiatura che introduce numerosi spunti senza poi approfondirli davvero. Eugenetica, colonizzazione spaziale, <strong>cambiamento climatico</strong>, lotta tra ricchi e poveri e così via: <em data-start="1386" data-end="1393">Tides</em> ha molte idee ma le smarrisce in una seconda metà che non arriva da nessuna parte.</p>
<p data-start="1478" data-end="1808" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il suggestivo <strong>contesto scenografico</strong>, reale e non costruito artificialmente tramite green screen o massicci effetti digitali, diventa palcoscenico per un viaggio di scoperta, con una volta tanto il nostro stesso pianeta a essere <strong>paradossale mondo alieno</strong> per quell&#8217;umanità fuggita e forse ora finalmente pronta a far ritorno a casa.</p>
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		<title>Grafted: Corpi estranei: un body horror ambizioso ma imperfetto &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 20:18:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Grafted" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Wei è una giovane studentessa cinese affetta da una deformità congenita, che ha ereditato insieme alla passione per la ricerca medica dal padre Liu, scomparso in circostanze traumatiche &#8211; lo spettatore scoprirà come all&#8217;inizio del film &#8211; mentre lavorava a un siero capace di rigenerare pressoché istantaneamente i tessuti cutanei. Vinta una borsa di studio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Grafted" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Grafted.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Wei è una giovane studentessa cinese affetta da <strong>una deformità congenita</strong>, che ha ereditato insieme alla passione per la ricerca medica dal padre Liu, scomparso in circostanze traumatiche &#8211; lo spettatore scoprirà come all&#8217;inizio del film &#8211; mentre lavorava a <strong>un siero capace di rigenerare</strong> pressoché istantaneamente i tessuti cutanei.</p>
<p>Vinta una borsa di studio, la protagonista di <strong>Grafted: Corpi estranei</strong> lascia la Cina per trasferirsi in Nuova Zelanda, dove trova ospitalità da una zia che non conosce e si <strong>iscrive all&#8217;università</strong> frequentata da sua cugina Angela. Lì si distingue sin da subito per le sue conoscenze in fisica e chimica, attirandosi la gelosia della compagne e della stessa parente, ignare che Wei avrà diversi assi nella manica per <strong>farsi rispettare in maniera brutale</strong>.</p>
<h2>Grafted: i due volti della medaglia &#8211; recensione</h2>
<p>L&#8217;idea originaria di <em>Grafted &#8211; Corpi estranei</em> nasce dalla sceneggiatrice <strong>Hweiling Ow</strong>, che partendo dalla propria esperienza di migrante di origini malesiane in Nuova Zelanda si era chiesta cosa significasse davvero abitare <strong>un corpo percepito come sbagliato</strong> in un contesto che non ti riconosce come suo. Una straniera in terra straniera così come si sente Wei, che ben presto <strong>consumata dalla propria ossessione</strong> e da quel mondo che la rifiuta, troverà il suo modo di vendicarsi nel peggiore dei modi.</p>
<p>Il <strong>body-horror</strong> soprattutto dopo il clamoroso successo di <em>The Substance</em> (2024), uscito nello stesso anno, riesce a parlare anche al grande pubblico, ora pronto a scoprire come in questo sottogenere apparentemente <strong>crudo e splatter</strong> si nascondano connotazioni metaforiche. Che sono presenti pure qui, con la difficoltà di integrarsi in un contesto ostile, il ghosting e <strong>l&#8217;ombra del bullismo</strong> a far capolino nel corso dell&#8217;ora e mezzo di visione.</p>
<h3>Un horror a due velocità</h3>
<p>Laddove il film, disponibile nel canale <strong>Midnight Factory</strong> di <strong>Amazon Prime Video</strong>, convince è nella sua prima metà, quando la vicenda si concede il tempo di costruire il relativo background con una certa sottigliezza, mostrando <strong>lo choc culturale</strong> affrontato dalla protagonista, che riesce così a essere figura palpabile e meritevole di compassione. Un sentimento che si smarrisce <strong>all&#8217;arrivo del primo evento horror</strong> &#8211; di molti &#8211; che rivoluziona l&#8217;asse narrativo palesando, pur nel suo contesto surreale di <strong>sospensione dell&#8217;incredulità</strong>, diverse incongruenze e inverosimiglianze non da poco.</p>
<p>Se dal punto di vista del <strong>make-up e della violenza</strong> <em>Grafted &#8211; Corpi estranei</em> sa come far colpo sugli appassionati, con una manciata di sequenze pronte a disturbare il pubblico più impressionabile, è nei suoi risvolti narrativi che appare <strong>poco credibile</strong>, trascinandosi ad un epilogo parzialmente inconcludente e poco risolutivo.</p>
<p>Il registro emoglobinico e sopra le righe che prende il sopravvento dopo il suddetto <strong>punto di non ritorno</strong> spezza quell&#8217;equilibrio precario costruito in precedenza, trasformando quello che poteva essere un film genuinamente inquietante in qualcosa di più meccanico nella sua <strong>escalation grottesca</strong>. I temi dell&#8217;assimilazione culturale e dell&#8217;identità negata vengono progressivamente sacrificati sull&#8217;altare di una <strong>verve grand guignol</strong> che diverte qua e là, ma rischia di risultare più fine a se stessa che effettivamente rivoluzionaria o carica di spunti.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="1329" data-end="1770">Considerando che si tratta di un esordio, viene più facile perdonare <strong>alcune ingenuità</strong> a <em data-start="1419" data-end="1444">Grafted: Corpi estranei</em>, che soprattutto sul piano narrativo si rivela sbilanciato e incapace di portare fino in fondo <strong>le ambizioni di partenza</strong>. Lo shock culturale di un coming-of-age viene piegato alle dinamiche del body-horror, con risultati inizialmente interessanti che finiscono però penalizzati da <strong>sviluppi inverosimili</strong> nella seconda metà.</p>
<p data-start="1772" data-end="2124" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un bel gioco dura poco, figuriamoci uno che proprio bello non è e nemmeno giocoso, almeno per le malcapitate vittime di una protagonista che <strong>perde progressivamente il controllo</strong>, dando il via a quella deriva sanguinolenta che, complice il &#8220;trucco e parrucco&#8221;, concede <strong>gustosi eccessi splatter</strong>, coprendo almeno parzialmente le incongruenze alla base.</p>
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		<title>Summer in Red: un thriller spagnolo che denuncia senza graffiare &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 19:18:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Summer in Red" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Madrid, estate 2010. La Spagna è in delirio per i Mondiali sudafricani e il Paese sembra sospeso in un&#8217;euforia collettiva destinata a diventare trionfo. È in questo contesto già di per sé assai complicato che la commissaria di polizia María Ruiz si trova a dover investigare su un delitto apparentemente inspiegabile. In Summer in Red [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Summer in Red" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Summer-in-Red.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Madrid, estate 2010. La Spagna è in delirio per i Mondiali sudafricani e il Paese sembra sospeso in <strong>un&#8217;euforia collettiva</strong> destinata a diventare trionfo. È in questo contesto già di per sé assai complicato che la commissaria di polizia María Ruiz si trova a dover <strong>investigare su un delitto</strong> apparentemente inspiegabile. In <strong>Summer in Red</strong> infatti il cadavere di un giovane dall&#8217;identità sconosciuta getta le forze dell&#8217;ordine nel panico.</p>
<p>Non vi sono piste apparenti, potenziali moventi e soprattutto <strong>manca lo straccio di un indiziato</strong>. Nel corso delle sue indagini, María troverà la collaborazione fondamentale dell&#8217;esperto giornalista Luna, in crisi per via dell&#8217;ingerenza del digitale nel suo lavoro. Insieme scopriranno qualcosa di inquietante che <strong>la Chiesa spagnola</strong>, colpevole nella sua omertà, <strong>sta cercando di nascondere</strong> ad ogni costo.</p>
<h2>Summer in Red: dalla carta allo schermo &#8211; recensione</h2>
<p>Ci troviamo davanti all&#8217;adattamento <strong>dell&#8217;omonimo romanzo di Berna González Harbour</strong>, giornalista e scrittrice che con questo libro ha inaugurato una saga dedicata alla commissaria Ruiz: un&#8217;operazione a prova di grande pubblico letterario, che coniuga <strong>la tradizione del poliziesco nazionale</strong> con un&#8217;urgenza quasi documentaristica, affrontando un tema spinoso e scomodo quale la piaga degli <strong>abusi sessuali nella Chiesa Cattolica spagnola</strong>.</p>
<p>Questa trasposizione poteva quindi contare su un <strong>materiale di partenza potenzialmente esplosivo</strong>, ma non tutto è andato nel migliore dei modi. Inevitabili sono i paragoni con un&#8217;altra pellicola simile come il magnifico <em>Che Dio ci perdoni</em> (2013), e nel confronto <em>Summer in Red</em> &#8211; titolo internazionale con cui il film è disponibile su Prime Video &#8211; ne esce con le ossa rotte. Vuoi per via di una messa in scena che sembra avere più a che fare con <strong>le logiche televisive</strong> che con il cinema, vuoi per una narrazione che, almeno su schermo, non riesce a intercettare la necessaria <strong>tensione di genere</strong>.</p>
<h3>Un film tra due mondi</h3>
<p>La regista catalana <strong>Belén Macías</strong> non sa bene cosa vuole realizzare, se un thriller poliziesco pronto a seguire derive strutture narrative collaudate o <strong>un&#8217;operazione di denuncia</strong>, che però avrebbe necessitato di maggior peso e sostanza per risultare effettivamente incisiva. Ed è un peccato perché a tratti <em>Summer in Red</em> riesce a costruire <strong>un&#8217;atmosfera piacevolmente densa e torbida</strong>, tra flashback e segreti che pongono anche lo stesso villain sotto una nuova ottica.</p>
<p>Madrid è teatro caldo e (ri)bollente e la claustrofobia degli ambienti ecclesiastici, chiusi e pronti a tutto pur di mantenere un&#8217;aura di rispettabilità, riescono a infondere <strong>un minimo di suspense drammatica</strong>, anche se come detto non si affonda mai con la necessaria cattiveria in certi ambiti, forse anche per via delle potenziali reazioni in <strong>una nazione fortemente religiosa</strong> come la Spagna.</p>
<p>Il problema principale risiede nella costruzione e relativa gestione dei personaggi, che si <strong>muovono su schemi funzionali</strong> senza vivere di vita propria. María Ruiz è una figura interessante sulla carta ma non viene sviluppata appieno, con la sua dimensione privata che rimane un accenno. Tanto che <em>Summer in Red</em> avrebbe forse funzionato meglio in <strong>un adattamento seriale</strong>, format ben più in voga per trasposizioni di questo tipo e più consono, soprattutto se dietro la macchina da presa non siedono registi-autori in grado di elevare realmente il materiale di partenza a cinema di qualità.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="1160" data-end="1518">Un film che <strong>non riesce a lasciare il segno</strong> e che avrebbe funzionato meglio come pilot di una serie tv. Nei cento minuti di <em data-start="1289" data-end="1304">Summer in Red</em>, adattamento del primo romanzo di una saga poliziesca, troppe cose <strong>rimangono nell&#8217;ombra</strong> e il solo, complesso, caso affrontato dalla protagonista si regge su una tensione intermittente, tra eccessi e timidezza.</p>
<p data-start="1520" data-end="1980" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La denuncia sociale è presente ma ha <strong>paura di sporcarsi le mani</strong> &#8211; si parla di abusi coperti dalla Chiesa &#8211; ed è inesorabilmente annacquata nella meccanica procedurale, con <strong>una progressione lineare</strong> che toglie mordente a un caso che nei suoi snodi principali avrebbe avuto molto di imprevedibile. E così il racconto e i suoi personaggi restano vittime di una sceneggiatura più <strong>interessata a far avanzare il plot</strong> che a concedere loro un effettivo respiro.</p>
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		<title>Sorry, Baby: un film sincero e delicato sull&#8217;elaborazione del trauma &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 19:04:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sorry, Baby" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Agnes, la protagonista di Sorry, Baby, non riesce a trovare le parole per dirlo. Professoressa di letteratura in un piccolo college del Maine, vive in una casa isolata nelle campagne vicino alla città e ha trascorso anni a scavare nel linguaggio altrui. Conosce quindi assai bene il peso dei termini e come questi abbiano importanza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sorry, Baby" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Sorry-Baby.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Agnes, la protagonista di <strong>Sorry, Baby</strong>, non riesce a trovare le parole per dirlo. Professoressa di letteratura in un piccolo college del Maine, vive in una casa isolata nelle campagne vicino alla città e ha trascorso anni a <strong>scavare nel linguaggio altrui</strong>. Conosce quindi assai bene il peso dei termini e come questi abbiano importanza e profondità nel gergo comune.</p>
<p>Eppure, nonostante tutto, non riesce ad esprimere a voce ciò che le è capitato. Quell&#8217;evento traumatico che rimane semplicemente <strong>la cosa brutta</strong>, quella <em>The Bad Thing</em> alla quale tutto ruota attorno, in cinque capitoli che si spostano nel tempo per metabolizzare, comprendere e forse finalmente rinascere, per non restare bloccati in quella <strong>giornata da incubo</strong> che l&#8217;ha condizionata forse per sempre.</p>
<h2>Sorry, Baby: tempo al tempo &#8211; recensione</h2>
<p>La scelta di rifiutarsi di nominare ciò che è indicibile non avviene per un tentativo di impossibile rimozione ma come una sorta di <strong>consapevole autodifesa</strong> agli occhi di un mondo sempre pronto a giudicare. <strong>Eva Victor</strong>, alla sua prima prova nel lungometraggio, ha scritto, diretto e interpretato questo film che al <em>Sundance Film Festival 2025</em> ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura, scatenando una guerra economica tra le case di produzione che ha portato <em>A24</em> ad aggiudicarselo per otto milioni di dollari, cifra record per il festival di quell&#8217;edizione. <strong>Un entusiasmo</strong> che, a visione conclusa, risulta <strong>una volta tanto giustificato</strong>.</p>
<p>Disponibile nel canale <strong>IWONDERFULL</strong> di <strong>Amazon Prime Video</strong>, <em>Sorry, Baby</em> si struttura come accennato in cinque sezioni cronologicamente non ordinate, ciascuna con il proprio titolo, che coprono <strong>un arco di circa cinque anni</strong> nella vita Agnes. Un modo per analizzare la natura ambigua dello shock, che si cristallizza in certi momenti ed esplode in altri &#8211; come nell&#8217;ansiogena sequenza <strong>dell&#8217;attacco di panico al volante</strong>, che spingerà chi ne ha sofferto nella vita a soffrire insieme a lei.</p>
<h3>La banalità del male</h3>
<p>Ci troviamo davanti ad <strong>un mosaico emotivo</strong> che lo spettatore è chiamato ad assemblare pazientemente, come Agnes stessa ha dovuto fare. La cosa brutta è accaduta per mano del professor Decker, il suo supervisore, ma la messa in scena <strong>evita saggiamente qualsiasi esplicitazione gratuita</strong>, che potrebbe trasformare la violenza in spettacolo emotivo. Il non visto, il fuori campo, è una delle <strong>scelte più coraggiose e incisive</strong> del cinema indipendente americano degli ultimi anni che ha trattato il tema, soprattutto nell&#8217;epoca post #<em>MeToo</em> dove si è spesso preferito, a torto o a ragione non sta a noi dirlo, mostrare tutto senza filtri.</p>
<p>La visita dal medico che le pone domande scomode ma necessaria, la comparsa in tribunale dove è potenzialmente <strong>chiamata a fare da giurata</strong>, il nascente legame con il giovane vicino e quell&#8217;amicizia sincera con la best-friend di sempre: <em>Sorry, Baby</em> <strong>profuma di realtà e verosimiglianza</strong>, permettendo al pubblico di sentirsi direttamente coinvolto, quasi fosse &#8220;uno di casa&#8221;.</p>
<p>Se in fase di regia e scrittura Eva Victor si dimostra <strong>precisa e tagliente</strong>, senza cedere a logiche retoriche o pietistiche, si rivela altrettanto efficace anche davanti alla macchina da preso, riuscendo a dar vita a <strong>un personaggio complesso, tra fragilità e nevrosi</strong>, in cerca di quel domani che cancelli per sempre l&#8217;ombra dello sconvolgente passato.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="925" data-end="1255">Ciò che rimane di <em data-start="945" data-end="958">Sorry, Baby</em> a fine visione non è tanto una scena madre e nemmeno un sentimento di indignazione &#8211; che sarebbe pur comprensibile &#8211; bensì <strong>una sensazione quasi fisica</strong> dopo aver assistito alle conseguenze emotive e psicologiche dell&#8217;evento traumatico, lasciato fuori campo, subito dalla protagonista.</p>
<p data-start="1257" data-end="1683" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Non lo pronuncia lei in tutto il film e non l&#8217;abbiamo pronunciato noi in questo articolo, sebbene sia ampiamente prevedibile da quanto scritto. L&#8217;esordio di Eva Victor &#8211; che dirige, scrive e interpreta &#8211; è <strong>un cinema prezioso</strong>, amabilmente imperfetto ma sincero, in grado di aprire spunti di riflessione senza cedere a retoriche melodrammatiche e cogliendo con la giusta delicatezza <strong>la complessità e le asperità di un tema così sensibile</strong>.</p>
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		<title>Relay: un thriller sul silenzio e sull&#8217;ascolto che funziona a metà &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 07:26:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Relay" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Tom lavora nell&#8217;ombra e dell&#8217;ombra ha fatto una professione. Non utilizza nessun nome reale, non lascia nessuna traccia dietro di sé, comunica tramite telefoni usa e getta: la sua vita è quella di un intermediario specializzato nel trattare con compagnie multinazionali, con avvocati corrotti e whistleblower che rischiano la vita dopo aver scoperto informazioni compromettenti. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Relay" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Relay.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Tom lavora nell&#8217;ombra e dell&#8217;ombra ha fatto una professione. Non utilizza nessun nome reale, <strong>non lascia nessuna traccia</strong> dietro di sé, comunica tramite telefoni usa e getta: la sua vita è quella di un intermediario specializzato nel trattare con compagnie multinazionali, <strong>con avvocati corrotti e whistleblower</strong> che rischiano la vita dopo aver scoperto informazioni compromettenti.</p>
<p>Il protagonista di <strong>Relay</strong> si trova impegnato in una nuova missione quando accetta di aiutare la giovane Sarah, spaventata a morte dopo aver sottratto dei <strong>documenti compromettenti</strong> a una potente azienda farmaceutica, ora intenzionata a insabbiare tutto minacciandola direttamente. Quella che inizialmente sembrava una normale operazione si trasforma in una serie di <strong>inseguimenti e intercettazioni</strong> che porteranno Tom a prendere decisioni difficili, spingendolo anche a fare i conti con i propri personali traumi.</p>
<h2>Relay: tra il dire e il fare &#8211; Recensione</h2>
<p>La sceneggiatura di <strong>Justin Piasecki</strong> era stata inserita nella <em>Black List</em> (la lista dei migliori script non ancora portati su grande schermo) del 2019 e in effetti per larga parte <em>Relay</em> funziona a livello narrativo, innescando <strong>un congegno preciso e metodico</strong> che riesce a farci entrare con una certa disinvoltura in dinamiche non propriamente semplicissime.</p>
<p>Il grande classico al quale il regista <strong>David Mackenzie</strong> &#8211; che ricordiamo per l&#8217;exploit di <em>Hell or High Water</em> (2016), candidato forse un po&#8217; generosamente a quattro Oscar nella relativa edizione &#8211; si ispira è palese per qualsiasi cinefilo, ovvero il seminale <em>La conversazione</em> (1974) di Francis Ford Coppola. Un film che faceva <strong>dell&#8217;ossessione per la sorveglianza</strong> e l&#8217;identità smarrita il suo cuore pulsante, e che qui almeno nella prima parte viene omaggiato e aggiornato con <strong>una discreta carica tensiva e introspettiva</strong>.</p>
<h3>Un prima e un dopo</h3>
<p>Il problema principale è in quell&#8217;ultimo atto che <strong>sacrifica l&#8217;atmosfera</strong> per inscenare un più canonico impianto da action-thriller hollywoodiano, con inseguimenti e sparatorie che riconsegnano <em>Relay</em> ad una più modesta e prevedibilità <strong>medietà contemporanea</strong>.</p>
<p>Quando il plot deve risolversi in una soluzione più o meno definitiva, viene abbandonata la disciplina formale che lo aveva reso così efficace, <strong>forzando la mano</strong> verso un epilogo che aggiunge improbabili voltafaccia. Anche la gestione stessa delle ambientazioni cambia, dapprima <strong>luogo di insidia e potenziale pericolo</strong> che si cela dietro ogni anfratto, infine palcoscenici per scorribande e corse a perdifiato con pistola in mano.</p>
<p>Un <strong>netto cambio tonale</strong> che rischia di spiazzare quel pubblico che, dopo la prima ora, aveva sperato in qualcosa di diverso da quanto si vede fin troppo spesso negli ultimi anni, in particolar modo in quel mercato streaming che tutto permette senza far molto caso alla qualità o all&#8217;intelligenza degli spettatori. Che qui, per almeno un&#8217;ora di visione, possono godere di <strong>una narrazione intelligente</strong>, che purtroppo non si fida totalmente delle proprie carte per cedere a un qualcosa di più convenzionalmente anonimo.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p data-start="900" data-end="1271">Riz Ahmed brilla in <strong>un ruolo che gli calza a pennello</strong>, soprattutto quando si limita a osservare e comunicare a distanza per proteggere la malcapitata &#8220;gola profonda&#8221;, finita nel mirino di una multinazionale pronta a tutto pur di salvaguardare i propri interessi. E <em data-start="1167" data-end="1174">Relay</em>, almeno per la prima metà, va di pari passo con la <strong>presenza silenziosa del suo protagonista</strong>.</p>
<p data-start="1273" data-end="1741" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L&#8217;ultima mezzora rischia però di compromettere quanto di buono costruito fino a quel momento a livello di atmosfera e cura dei personaggi, cedendo alla <strong>facile tentazione del colpo di scena</strong> di troppo e di una verve action che non era strettamente necessaria. Un inciampo all&#8217;ultimo respiro che lascia l&#8217;amaro in bocca a chi aveva sperato di trovarsi davanti a qualcosa di più originale, ovvero <strong>un thriller pronto a fidarsi del silenzio</strong> e di quanto in esso è celato.</p>
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