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	<title>Netflix Serie TV e Film: recensioni, news e approfondimenti</title>
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	<description>Programmi TV, Anticipazioni e Gossip della TV</description>
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		<title>53 domeniche: una commedia nevrotica sull&#8217;arte del litigio familiare &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:33:54 +0000</pubDate>
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<p><strong>Cesc Gay</strong>, regista e sceneggiatore spagnolo, aveva già dimostrato con <em>Truman &#8211; Un vero amico è per sempre</em> (2015) e <em>Sentimental</em> (2020) di saper raccontare <strong>un&#8217;umanità autentica</strong> mettendola alle prese con situazioni apparentemente ordinarie. <strong>53 domeniche</strong>, adattamento della sua stessa pièce teatrale, condensa questo suo dono della sintesi in <strong>ottanta minuti di visione</strong> che richiamano i connotati di un certo cinema leggero iberico.</p>
<h2>53 domeniche: fino alla prossima puntata &#8211; recensione</h2>
<p>Al centro della vicenda vi sono tre fratelli. Victor è il maggiore, <strong>un avvocato di successo</strong> che tende a vantarsi dei suoi traguardi e ha appena scritto un romanzo; Natalia è una <strong>professoressa universitaria</strong> responsabile che cerca di gestire la riunione di famiglia; infine Julian è <strong>un attore squattrinato</strong> con più tempo libero rispetto agli altri.</p>
<p>Il film si basa su una struttura prettamente da palcoscenico, con <strong>un&#8217;unica ambientazione</strong> dove hanno luogo queste accese discussioni tra consanguinei. Tra mezze verità e omissioni strategiche, si muove <strong>una visione rapida e cinica</strong>, il cui corposo background viene introdotto nel prologo. Prologo affidato al personaggio di Carolina, moglie di Julian che <strong>rompe la quarta parete</strong> e dialoga a tu per tu con lo spettatore, mettendolo al corrente delle dinamiche in atto tra questa famiglia degli orrori e degli errori.</p>
<h3>Verità e bugie</h3>
<p>Spettatore prossimo a essere testimone di serrati scambi di battute e opinioni, come se stesse <strong>origliando una conversazione</strong> che non lo riguarda ma alla quale viene &#8220;costretto&#8221; ad essere ugualmente partecipe. Il merito di questa sensazione è di una scrittura tagliente e ritmata, capace di far emergere il grottesco e <strong>un sano cinismo</strong>, tipico di certo cinema spagnolo più o meno contemporaneo.</p>
<p>Certamente Almodóvar o de la Iglesia sono lontani, e <strong>le trovate per quanto gradevoli</strong> non raggiungono mai quei picchi in grado di far sobbalzare chi guarda, a parte un epilogo che chiude il cerchio in maniera parzialmente inaspettata. Con un cast sul pezzo, nel quale spiccano le figure femminili &#8211; dalla moglie raccontante di <strong>Alexandra Jiménez</strong> alla sorella di <strong>Carmen Machi</strong>, <em>53 domeniche</em> ha il merito di non perdersi in sottotrame inutili, facendosi forza sulla sua brevità. Brevità che è si un pro ma anche un contro, in quanto impedisce al film di essere qualcosa di più di <strong>un veloce titolo scacciapensieri</strong> da vedere quando si ha poco tempo a disposizione.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un racconto che vive su <strong>un umorismo figlio dell&#8217;imbarazzo</strong> e di dinamiche passive-aggressive, piuttosto che esasperarsi nel grottesco pur presente. Un&#8217;operazione modesta nelle proporzioni &#8211; a cominciare dalla durata assai ridotta inferiore agli ottanta minuti &#8211; ma precisa nell&#8217;intento, che scorre <strong>con amara leggerezza</strong> sulle fragilità di una famiglia sui generis.</p>
<p>Adattamento dell&#8217;omonima pièce teatrale, <em>53 domeniche</em> è un film che vive su <strong>dialoghi sferzanti e rapporti al limite</strong>, nevrotico pur senza mai cedere totalmente a quell&#8217;anima pulp, che avrebbe potuto rinvigorire qua e là i passaggi potenzialmente più tediosi di questa <strong>resa dei conti tra le mura domestiche</strong>.</p>
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		<title>The Red Line: un thriller sulle truffe telefoniche &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 13:01:06 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Red Line" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Red-Line.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Orn, casalinga benestante della classe media di Phuket, riceve una telefonata da coloro che si palesano come <strong>sedicenti agenti di polizia</strong>. Gli interlocutori sono convincenti e metodici, capaci di instillare il panico nella donna affinché trasferisca <strong>un&#8217;ingente somma di denaro</strong> su un conto prestabilito, prima di rendersi conto di essere stata truffata. La vergogna, più ancora che la perdita economica, è il vero <strong>trauma da lei vissuto</strong>.</p>
<p>La protagonista di <strong>The Red Line</strong> scoprirà di non essere stata l&#8217;unica, ma anzi di far parte di un folto gruppo di donne che hanno subito la sua stessa sorte e <strong>perso i risparmi di una vita</strong>. Così, insieme alla fisioterapista Fai e a Wow, influencer alle prime armi, decide di agire in proprio data anche <strong>l&#8217;inerzia della polizia</strong>. Con l&#8217;aiuto dell&#8217;hacker OJ, il gruppo cercherà di recuperare il maltolto e di farla pagare a quell&#8217;organizzata banca criminale, rischiando però di mettersi in una <strong>situazione estremamente pericolosa</strong>.</p>
<h2>The Red Line: la truffa corre sul filo &#8211; recensione</h2>
<p>Il cinema tailandese ha attraversato negli ultimi anni una vera e propria <strong>rinascita del thriller</strong>, con diverse produzioni che hanno saputo coniugare pagine di denuncia sociale a dinamiche di genere efficaci e tutt&#8217;altro che prevedibili, facilmente esportabili anche all&#8217;estero. <strong>Sitisiri Mongkolsiri</strong> non è un nome nuovo in questo panorama, lo ricordiamo soprattutto per il suo <em>Bad Genius</em> (2017) nel quale aveva dimostrato come si potesse trasformare l&#8217;ambiente scolastico in un meccanismo tensivo di primissimo ordine.</p>
<p>Con <em>The Red Line</em> il regista torna idealmente su un similare luogo del delitto, ritrovandosi ad affrontare in quest&#8217;occasione una forma di criminalità organizzata, quella dei <strong>call center truffaldini</strong> che ogni anno svuotano i conti correnti di migliaia di vittime non soltanto in tutta l&#8217;Asia sudorientale, ma nel mondo intero. Una <strong>piaga drammaticamente reale e documentata</strong>, che il film affronta con una qualche soluzione riuscita ma anche con diverse ingenuità.</p>
<h3>Tutte per una, una per tutte</h3>
<p>La sceneggiatura convince decidendo di non fare della storia delle tre protagoniste una semplice <strong>parabola di rivalsa femminile</strong> dal lieto fine garantito, con il girl-power qui sfruttato in maniera sobria e non prova di passaggi amari, ma al contempo si lascia andare a <strong>palesi forzature</strong> quando cede all&#8217;anima ludica, soprattutto in quel finale a marchio action che risulta del tutto fuori luogo per quanto visto in precedenza.</p>
<p>Il terzo atto sembra appartenere quasi <strong>a un altro film</strong>, con un&#8217;escalation di situazioni via via più improbabili, con progressiva perdita della verosimiglianza nelle pur non semplici scelte delle protagoniste, spinte verso <strong>soluzioni poco coerenti</strong>. Allo stesso modo la figura dell&#8217;ispettore Mark, che indaga sul caso arrivando sempre un pelo dopo, risulta involontariamente caricaturale, a sottolineare nelle intenzioni <strong>l&#8217;inefficienza delle forze dell&#8217;ordine</strong>, che dovrebbero intervenire direttamente e con più fermezza per fermare quel business malavitoso.</p>
<p>A pesare va detto è anche la <strong>durata eccessiva,</strong> con due e un quarto che appaiono troppe per quanto vi fosse effettivamente da raccontare, con alcune sottotrame che si diluiscono senza aggiungere il necessario peso al nocciolo della questione. <em>The Red Line</em> pone sì il giusto accento su <strong>un&#8217;epoca dove i crimini digitali</strong> superano le capacità investigative delle istituzioni, sfruttando l&#8217;ingenuità e la buona fede della gente comune, ma <strong>non trova una necessaria coerenza filmica</strong> per la sua intera visione.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Tre donne derubate da un call center criminale, deluse da un sistema giudiziario impotente, decidono di <strong>farsi giustizia da sole</strong> e cercare di riparare alla loro imprudenza, ma il pericolo è in agguato. <em>The Red Line</em> si ispira a casi di cronaca <strong>avvenuti in Thailandia</strong>, ma dalla portata drammaticamente universale.</p>
<p>Un congegno tensivo che funziona per i primi due terzi, almeno fino a quando l&#8217;anima action non prende il sopravvento in quel <strong>finale rocambolesco ed esagerato</strong>, pur avente il merito di non scadere in facili lieti fini. Il cast eterogeneo e una discreta dose tensiva che domina buona parte della visione ci consegnano in ogni caso <strong>un film discreto</strong>, seppur non privo di evidenti sbavature.</p>
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		<title>Serena Rossi con Sarah Toscano nel film Netflix &#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;: &#8220;Anche io ho avuto una prof che mi ha cambiato la vita. Oggi essere poliedrici è un valore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 13:09:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Serena Rossi" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Serena Rossi protagonista insieme a Sarah Toscano del nuovo film Netflix &#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;, diretto da Luca Ribuoli e che sarà disponibile da venerdì 3 aprile. Nel cast anche Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio lorillo, Alessandro Parigi e Asia Corvino. Serena Rossi nel film è Giuliana, professoressa di Sarah Toscano che nella pellicola interpreta Eletta, una timida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Serena Rossi" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/serena-rossa.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><strong>Serena Rossi</strong> protagonista insieme a <strong>Sarah Toscano</strong> del nuovo film <strong>Netflix</strong> <em><strong>&#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;</strong></em>, diretto da <strong>Luca Ribuoli</strong> e che sarà disponibile da venerdì 3 aprile. Nel cast anche <strong>Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio lorillo, Alessandro Parigi e Asia Corvino. </strong>Serena Rossi nel film è Giuliana, professoressa di Sarah Toscano che nella pellicola interpreta Eletta, una timida adolescente unica udente in una famiglia di persone sorde, che scopre il suo talento per il canto ed è costretta a scegliere tra il dovere e la ricerca della propria strada.</p>
<h2>Serena Rossi su Netflix &#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;</h2>
<p><em>&#8220;Ho costruito questo personaggio insieme a Luca, che mi ha messo davanti a una prova che alzava sempre di più l’asticella: voleva sempre di più, la voleva proprio appassionata questa professoressa&#8221;.</em> &#8211; Racconta del suo avvicinarsi al ruolo di Giuliana l&#8217;attrice napoletana Serena Rossi.</p>
<p><em>&#8220;Giuliana è una donna, una musicista, che si è trasferita in una realtà anche un po’ campagnola. Viene da Napoli e ha messo dei chilometri di distanza tra sé e una vita passata dolorosa, con un matrimonio complicato e una madre complicata.</em> &#8211; Racconta Serena Rossi parlando del suo ruolo.</p>
<p><em>&#8220;Arriva in questa scuola e mette tutte le sue energie, tutta la sua conoscenza e il suo bagaglio culturale e musicale al servizio dei ragazzi. In questa classe, però, c’è un’alunna speciale, diversa dagli altri: Eletta. Giuliana percepisce nella sua voce un’urgenza, il bisogno di comunicare e di trovare la propria strada. Per questo si appassiona a lei: la mette alla prova, a volte anche in difficoltà, la stuzzica e la sprona, forse anche per capire fin dove può arrivare&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Quando le viene data l’opportunità di fare un’audizione in una scuola di musica importante, Giuliana la mette anche un po’ in crisi, perché Eletta è molto legata alla sua famiglia, un contesto che a volte può anche opprimerla. I genitori spesso tendono a essere così, ma lo fanno per amore. Lo dico anche da mamma napoletana: non è facile lasciare andare i figli, trovare il coraggio di separarsi. E questo film racconta proprio questo: la famiglia, la crescita, la difficoltà di diventare grandi e anche la bellezza di farlo&#8221;. </em>&#8211; Conclude l&#8217;attrice.</p>
<h3>Fondamentale la mia insegnante che disse ai miei genitori: <em>“Lei deve fare musica, deve fare spettacolo”</em></h3>
<p>Durante la conferenza stampa di presentazione che ha avuto luogo ieri a Milano, Serena Rossi racconta che anche lei in passato ha avuto una “Giuliana” nella tua vita: <em>&#8220;La mia professoressa delle scuole medie, la professoressa Laganà. Fu lei a farmi cantare a una recita e a dire ai miei genitori: “Lei deve fare musica, deve fare spettacolo”. Per me è stata una figura fondamentale. Anche con Luca ne abbiamo parlato sul set: sono persone che smuovono tante emozioni e che ti segnano davvero&#8221;.</em></p>
<h3>Serena Rossi: &#8220;Quando ho iniziato io c’era una certa resistenza verso gli artisti che volevano esprimersi sia nella recitazione che nel canto.</h3>
<p>La Rossi è senza dubbio un&#8217;artista poliedrica capace di destreggiarsi tra recitazione e musica e di questo ne rivendica ogni diritto: <em>&#8220;Oggi è più comune, ma quando ho iniziato io si faceva molta più fatica. C’era una certa resistenza verso gli artisti che volevano esprimersi sia nella recitazione che nel canto. All’inizio mi chiedevano sempre di scegliere: “Cosa vuoi fare davvero?”. All’estero è normale poter fare entrambe le cose, mentre in Italia veniva visto quasi come un difetto. In realtà è un valore aggiunto. È stato difficile aprire questa strada, ma oggi questo film – anche con Sarah – dimostra che qualcosa è cambiato. Lei ha la possibilità di mettersi in gioco, di conoscersi meglio. Però è fondamentale non improvvisarsi mai: le cose vanno fatte bene, con impegno. Sarah ha un’attitudine molto studiosa e precisa, e questo non si può giudicare: si può solo applaudire&#8221;.</em></p>
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		<title>Sarah Toscano, da Amici al cinema con “Non abbiam bisogno di parole” insieme a Serena Rossi su Netflix: “Mi sono innamorata del cinema”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NetFlix]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="396" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-1024x583.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sarah Toscano" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-1024x583.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-300x171.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-768x437.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-696x396.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-1068x608.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-738x420.jpg 738w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Presentato ieri a Milano &#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;, il film che segna il debutto attoriale di Sarah Toscano, diretto da Luca Ribuoli e con la partecipazione di Serena Rossi, che sarà disponibile da venerdì 3 aprile solo su Netflix. Nel cast anche Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio lorillo, Alessandro Parigi e Asia Corvino. Sarah Toscano debutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="396" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-1024x583.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sarah Toscano" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-1024x583.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-300x171.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-768x437.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-696x396.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-1068x608.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano-738x420.jpg 738w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/sarah-toscano.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Presentato ieri a Milano <em><strong>&#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;</strong></em>, il film che segna il debutto attoriale di <strong>Sarah Toscano</strong>, diretto da <strong>Luca Ribuoli</strong> e con la partecipazione di <strong>Serena Rossi</strong>, che sarà disponibile da venerdì 3 aprile solo su <strong>Netflix. </strong>Nel cast anche <strong>Emilio Insolera, Carola Insolera, Antonio lorillo, Alessandro Parigi e Asia Corvino.</strong></p>
<h2>Sarah Toscano debutto da attrice in &#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;</h2>
<p>Unica udente in una famiglia di persone sorde, una timida adolescente scopre il suo talento per il canto ed è costretta a scegliere tra il dovere e la ricerca della propria strada. <strong>Sarah</strong><span class="Apple-converted-space"><strong> Toscano</strong> della sua prima esperienza cinematografica racconta: </span></p>
<p><em>&#8220;Per me è stata sicuramente una grandissima sfida, perché è la prima volta che avevo a che fare con il mondo del cinema e anche con la comunità dei sordi, quindi era tutto nuovo per me. Ho avuto la fortuna di avere Luca sempre presente durante i tre mesi di preparazione prima delle riprese: era lì tutti i giorni negli studi a seguirmi, insieme a Flavia, la mia acting coach, e Laura, che mi hanno aiutato tantissimo. </em><em>Ho avuto molte difficoltà, anche perché avevo un po’ paura. Però sono stata molto sostenuta: hanno creduto tanto in me e questo è stato fondamentale&#8221;. </em></p>
<p>L&#8217;ex vincitrice di Amici si trova per la prima volta a confrontasi con la recitazione interpretando magistralmente un ruolo che non era per niente facile. <i>&#8220;Eletta è un personaggio parecchio diverso da me nella vita reale. Il primo lavoro che abbiamo fatto con Flavia è stato leggere il copione e capire davvero chi fosse Eletta, avere un’immagine chiara del personaggio. La cosa principale che abbiamo in comune è sicuramente la musica: entrambe abbiamo scoperto questa passione più o meno alla stessa età e abbiamo voluto inseguirla a tutti i costi, nonostante le difficoltà&#8221; &#8211; </i>Racconta la Toscano.</p>
<p><em><strong>&#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;, </strong></em>è il remake del film francese <em><strong><i>La Famiglia Bélier. </i></strong>&#8220;Avevo visto il film prima che mi arrivasse la proposta</em>. &#8211; Racconta Sarah &#8211; <em>Quando mi hanno detto che era il remake de La Famiglia Bélier, sono rimasta un attimo sorpresa, perché è uno dei pochi film che mi ha fatto piangere. Non sono una persona che piange facilmente, ma durante la scena dell’audizione ho versato tante lacrime. Mi ricordavo anche la canzone e sono andata a riascoltarla. La versione americana l’ho vista dopo essere entrata nel cast. Però Luca mi ha consigliato di non ispirarmi troppo all’originale, ma di trovare la mia Eletta&#8221;.</em></p>
<h3>Spazio alle domande</h3>
<p><b>Sarah come hai costruito il tuo personaggio?</b></p>
<p><em>&#8220;Ho cercato la mia strada, partendo dalla sceneggiatura e dai personaggi. Mi sono concentrata molto anche sugli attori con cui lavoravo. Quando ho ricevuto la proposta, sono rimasta spiazzata: mi sono detta “io protagonista di un film?”. Non sapevo neanche se ne fossi capace. Era un rischio sia per la produzione che per me. Però mi ha sempre affascinato il mondo degli artisti poliedrici: attori che cantano, cantanti che recitano. Un esempio è Lady Gaga&#8221;.</em></p>
<p><b>Com’è stato il primo approccio alla recitazione?</b></p>
<p><em>&#8220;Non sapevo nulla di recitazione. Al provino sono arrivata e ho chiesto: “Cosa devo fare?”. Avevo una telecamera davanti e qualcuno che mi dava le battute. Abbiamo scelto scene difficili, che poi sono state anche le più complicate durante le riprese. Però mi hanno richiamata, quindi è andata bene. Recitare è stato difficile: capire cosa significa essere un’altra persona richiede tanto lavoro. Però ho imparato moltissimo, sia professionalmente che su me stessa&#8221;.</em></p>
<p><b>Come hai lavorato sulla parte musicale del personaggio?</b></p>
<p><em>&#8220;Eletta è una ragazza che ha appena scoperto la musica e non ha mai preso lezioni. Quindi non dovevo cantare come Sarah Toscano, ma come una sedicenne che sta scoprendo la sua voce. Ho dovuto trovare un modo di cantare diverso, meno “perfetto”, più autentico&#8221;.</em></p>
<p><b>Hai imparato la lingua dei segni (LIS)?</b></p>
<p><em>Sì, è stata una grande sfida. Non ho imparato tutta la LIS, perché servono anni, ma ho fatto tre mesi intensivi di lezioni. Ho imparato il copione e vari elementi della lingua. Inoltre, lavorare con attori realmente sordi mi ha aiutato tantissimo, anche fuori dal set. Ho scoperto cose molto interessanti: ad esempio, quando si comunica si guarda negli occhi, non le mani. Oppure, per richiamare una persona sorda si possono creare vibrazioni, ad esempio battendo sul tavolo.</em></p>
<p><b>Come ti sei sentita durante le riprese?</b></p>
<p><em>&#8220;All’inizio ero nel panico. Nei primi mesi di prova la mia acting coach mi tranquillizzava continuamente. Poi, poco prima delle riprese, ho avuto una sorta di “clic”: ho capito che non ero più io, ma Eletta. Questo mi ha dato serenità. Sul set ero molto più tranquilla. Certo, alcune scene erano più difficili e avevo bisogno del supporto del regista, dei coach e degli altri attori&#8221;.</em></p>
<p><b>Cosa ti ha lasciato questa esperienza?</b></p>
<p><em>&#8220;Mi sono innamorata del mondo del cinema e del fatto di poter vivere la vita di un’altra persona. È qualcosa di incredibile. Vorrei continuare questo percorso in futuro, parallelamente alla musica. Inoltre, ho scoperto la comunità sorda, che è una realtà poco raccontata ma molto interessante. Anche a livello personale sono cambiata: non ero una persona molto sensibile, ma dopo questo film lo sono diventata un po’ di più. Ora mi capita anche di commuovermi, cosa che prima succedeva raramente&#8221;.</em></p>
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		<title>Netflix, tutte le uscite e le novità del mese di Aprile 2026: le serie e i film da non perdere da “La Legge di Lidia Poet” a &#8220;Non abbiam bisogno di parole&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Di Tommaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 13:41:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NetFlix]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="353" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Netflix logo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-300x152.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-768x389.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-696x353.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1068x541.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-829x420.jpg 829w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Arriva la Pasqua ed il mese di Aprile 2026 su Netflix è ricco di serie tv e film per tutta la famiglia. Vediamo insieme tutte le novità della piattaforma di streaming che propone alcuni titoli attesissimi dai fan e molte prime visioni. Netflix, film e serie tv: le novità nel catalogo di Aprile 2026 Grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="353" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Netflix logo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-300x152.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-768x389.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-696x353.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1068x541.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-829x420.jpg 829w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Arriva la Pasqua ed il<strong> mese di Aprile 2026 su Netflix</strong> è ricco di serie tv e film per tutta la famiglia. Vediamo insieme tutte le novità della piattaforma di streaming che propone alcuni titoli attesissimi dai fan e molte prime visioni.</p>
<h2>Netflix, film e serie tv: le novità nel catalogo di Aprile 2026</h2>
<p>Grande attesa nel <strong>mese di aprile su Netflix</strong> per la <strong>terza e ultima stagione di &#8220;La Legge di Lidia Poët&#8221;</strong>. In totale saranno 6 gli episodi, disponibili dal 15 aprile 2026, che vedono Matilda De Angelis nel ruolo della brillante avvocata. Accanto a lei, ci sono nel cast Eduardo Scarpetta nei panni del giornalista Jacopo Barberis; Pier Luigi Pasino in quelli di Enrico Poët; Sara Lazzaro (la moglie di Enrico) e Gianmarco Saurino (Pierluigi Fourneau). New entry Liliana Bottone e Ninni Bruschetta.</p>
<p>Mentre Serena Rossi e Sarah Toscano (al suo debutto da attrice), sono le protagoniste del film “<strong><em>Non abbiam bisogno di parole</em></strong>”, disponibile dal 3 aprile. La vincitrice di Amici interpreta Eletta, una giovane che vive in una famiglia sorda. Quando la sua maestra di canto la spinge a partecipare a un’audizione per una scuola di musica, si trova in difficoltà verso chi ama di più.</p>
<p>Il 1 aprile arriva poi su Netflix il <strong>grande spettacolo del WWE</strong>, il World Wrestling Entertainment, con Raw, SmackDown e NXT, che vedrà il commento italiano firmato dalle storiche voci de “Il Godzilla” Luca Franchini e “Il Bardo” Michele Posa.</p>
<h3>Le serie e i film di Aprile di Netflix</h3>
<p>Vediamo nel dettaglio tutte le <strong>uscite e i titoli del mese di Aprile 2026 su Netflix</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Xo, Kitty</strong> stagione 3: dal 2 aprile</li>
<li><strong>I peccati di Kujo</strong>: dal 2 aprile</li>
<li><strong>The Ramparts of Ice</strong>: dal 2 aprile</li>
<li><strong>Non abbiam bisogno di parole</strong>: dal 3 aprile</li>
<li><strong>Smile 2</strong>: dal 14 aprile</li>
<li><strong>La Legge di Lidia Poët</strong>: dal 15 aprile</li>
<li><strong>Beef &#8211; Lo scontro</strong>, stagione 2: dal 16 aprile</li>
<li><strong>Ronaldinho: l’inimitabile</strong>: dal 16 aprile</li>
<li><strong>A gorilla story: l’incontro di david attenborough</strong>: dal 17 aprile</li>
<li><strong>Machos alpha</strong>, stagione 5: dal 17 aprile</li>
<li><strong>Unchosen</strong>: dal 21 aprile</li>
<li><strong>Running Point</strong>: dal 22 aprile</li>
<li><strong>Stranger Things</strong>: storie dal 1985: dal 23 aprile</li>
<li><strong>Bocciato</strong>: dal 23 aprile</li>
<li><strong>Apex</strong>: dal 24 aprile</li>
<li><strong>Man on fire &#8211; Sete di vendetta</strong>: dal 30 aprile</li>
</ul>
<h3>Su Netflix arriva il WWE</h3>
<p>Disponibile nell’abbonamento, senza nessun costo aggiuntivo, sarà possibile uno degli eventi di wrestling più attesi come il &#8216;<strong>Wrestlemania</strong>&#8216;, disponibile nelle notti di sabato 18 e domenica 19 aprile dalla mezzanotte italiana.</p>
<p>Mentre dal 1 aprile, Netflix Italia sarà anche la casa esclusiva di una curata selezione della library di contenuti WWE, inclusi gli episodi di RAW, SmackDown e NXT e i Premium Live Events del passato, compresi Royal Rumble, SummerSlam, WrestleMania e altri ancora, oltre a nuovi programmi originali e documentari.</p>
<p>Per gli amanti della <strong>boxe</strong> invece, si potrà assistere al match che vedrà contrapporsi Tyson Fury vs. Arslanbek Makhmudov. L’ex campione del mondo WBC dei pesi massimi torna a combattere sabato 11 aprile alle 20:00 (ora italiana).</p>
<p>Per la sezione Sport Live:</p>
<ul>
<li>Monday night raw 2026: ogni lunedì</li>
<li>Wwe nxt 2026: ogni mercoledì</li>
<li>Wwe smackdown 2026: ogni venerdì</li>
<li>Tyson fury vs. Arslanbek makhmudov: l&#8217;11 aprile</li>
<li>Wwe wrestlemania 2026: il 18-19 aprile</li>
</ul>
<p><strong>Catalogo WWE</strong></p>
<ul>
<li>Wrestlemania 1985-2025: dal 1 aprile</li>
<li>Wwe royal rumble 1988-2025: dal 1 aprile</li>
<li>Wwe summerslam 1988-2024: dal 1 aprile</li>
<li>Wwe raw vault 1993-2001, 2022-2024: dal 1 aprile</li>
<li>Wwe smackdown vault 1999-2008, 2022-2024: dal 1 aprile</li>
<li>Wwe smackdown 2025: dal 1 aprile</li>
<li>Wwe nxt vault 2014-2024: dal 1 aprile</li>
</ul>
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		<title>Bridgerton 5, la nuova stagione della Serie TV di Netflix sarà su Francesca e Michaela Stirling</title>
		<link>https://www.superguidatv.it/bridgerton-5-chi-saranno-le-protagoniste-della-nuova-stagione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ludovica Terracciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NetFlix]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--1024x577.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="bridgerton 5" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--1024x577.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--768x433.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--1068x602.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--746x420.jpg 746w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Netflix annuncia la quinta stagione di Bridgerton, acclamata serie tv dell&#8217;universo di Shondaland. Questa volta, il nuovo capitolo avrà come protagonista Francesca Bridgerton, la figlia di mezzo della nota famiglia protagonista, e Michaela Stirling, la cugina di John, il marito di Francesca scomparso alla fine della stagione precedente. Ma vediamo insieme ulteriori dettagli. Bridgerton 5, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--1024x577.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="bridgerton 5" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--1024x577.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--768x433.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--1068x602.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5--746x420.jpg 746w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/bridgerton-5-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Netflix annuncia la quinta stagione di<strong> Bridgerton,</strong> acclamata serie tv dell&#8217;universo di Shondaland. Questa volta, il nuovo capitolo avrà come protagonista <strong>Francesca Bridgerton,</strong> la figlia di mezzo della nota famiglia protagonista, e <strong>Michaela Stirling,</strong> la cugina di John, il marito di Francesca scomparso alla fine della stagione precedente. Ma vediamo insieme ulteriori dettagli.</p>
<h2>Bridgerton 5, cosa sappiamo sulla prossima stagione</h2>
<p>Bridgerton è una delle serie tv più apprezzate della piattaforma americana, capace di conquistare numerosi fan già dalla sua uscita nel periodo della pandemia. Questa quinta stagione sarà composta da <strong>otto episodi</strong> e sarà incentrata su una nuova storia d&#8217;amore. Questa volta le protagoniste saranno Francesca Bridgerton (Hannah Dodd) e Michaela Stirling (Masali Baduza). Dopo due anni dalla perdita dell&#8217;amato marito, Francesca decide, per ragioni pratiche, di cercare <strong>nuovamente un partito</strong> e rimettersi sulla piazza. Le cose però non andranno come previsto. Le complicazioni saranno dietro l&#8217;angolo quando Michaela, la cugina di John, tornerà a Londra per sbrigare alcuni affari e occuparsi della tenuta dei Kilmartin.</p>
<p>Questo evento scatenerà <strong>una serie di turbolenze nell&#8217;animo dell&#8217;introversa Francesca</strong>. La giovane infatti, come abbiamo già visto nella quarta stagione, ha un rapporto già complicato con Michaela, che andrà ancora di più a intricarsi. La Bridgerton dovrà quindi capire come <strong>dare voce ai sentimenti</strong> che nascono in lei, e capire se vorrà continuare sulla via del pragmatismo e del controllo, o lasciarsi andare a qualcosa di più sincero, lasciandosi guidare dai suoi desideri più profondi. Dall&#8217;altro canto <strong>Michaela,</strong> che si mostra sempre indistruttibile, <strong>nasconde invece una serie di vulnerabilità</strong>. In questa stagione, dovrà affrontare le proprie fragilità e confrontarsi con il peso dell’eredità del cugino scomparso e con il rapporto con Francesca.</p>
<p>Non sappiamo ancora la data di uscita, ma sappiamo che anche <strong>le location</strong> di questa stagione saranno a <strong>Londra.</strong> Jess Brownell sarà invece la showrunner e la produttrice esecutiva, insieme a Shonda Rhimes, Betsy Beers, Tom Verica e Chris Van Dusen</p>
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		<title>Speak No Evil: un remake divertente ma innocuo &#8211; Recensione</title>
		<link>https://www.superguidatv.it/speak-no-evil-un-remake-divertente-ma-innocuo-la-recensione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 15:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[NetFlix]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Speak No Evil" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Gli americani Ben Dalton, sua moglie Louise e la figlia undicenne Agnes si trovano in vacanza in Italia, in cerca di una una pausa dalla loro stressante routine londinese. Lui ha recentemente perso il lavoro e sta attraversando la classica crisi di mezz&#8217;età, che si riflette inevitabilmente anche nella situazione coniugale. Al resort incontrano Paddy [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Speak No Evil" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/speak_no_evil_jpg_1280x720_crop_q85.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Gli americani Ben Dalton, sua moglie Louise e la figlia undicenne Agnes si trovano <strong>in vacanza in Italia</strong>, in cerca di una una pausa dalla loro stressante routine londinese. Lui ha recentemente perso il lavoro e sta attraversando la classica <strong>crisi di mezz&#8217;età</strong>, che si riflette inevitabilmente anche nella situazione coniugale. Al resort incontrano Paddy e Ciara, <strong>una coppia britannica</strong> esuberante e libera con la quale entrano in sintonia.</p>
<p>Qualche mese dopo sono proprio questi ultimi a invitare i malcapitati protagonisti di <strong>Speak No Evil</strong> a trascorrere un weekend nella loro casa di campagna nel Devon, nell&#8217;Inghilterra più rurale. Nonostante alcune riserve iniziali, i Dalton accettano sperando che la gita possa aiutare a riparare ulteriormente il loro matrimonio. Ma una volta arrivati in quella fattoria isolata, scoprono come i padroni di casa nascondano degli <strong>inquietanti segreti</strong> e comprendono di trovarsi in grave pericolo.</p>
<h2>Speak No Evil: cambiamenti importanti &#8211; recensione</h2>
<p>Qualche tempo fa su queste stesse pagine vi avevamo parlato di <em>Speak No Evil</em>, film danese diretto due anni prima da Christian Tafdrup, <strong>un&#8217;opera scioccante</strong> che ridefiniva i confini del mostrabile in un finale shock, in grado di disturbare anche lo spettatore più navigato. Un <strong>cult immediato</strong>, tale da guadagnarsi le attenzioni internazionali e la purtroppo &#8220;ovvia&#8221; messa in cantiere di <strong>un remake hollywoodiano</strong>, qui oggetto della recensione in quanto da poco disponibile nel catalogo <strong>Netflix</strong>.</p>
<p>Diciamo subito che, com&#8217;era prevedibile, l&#8217;ultima mezzora prende un&#8217;altra strada, più <strong>facile e commerciale</strong> a cominciare da quell&#8217;epilogo che sembra scritto su misura per il grande pubblico. Niente violenza brutale, ma bensì un impianto ludico da <strong>action-thriller</strong> che vorrebbe guardare a grandi classici come <em>Cane di paglia</em> (1971) ma cede alle logiche di un intrattenimento più fine a se stesso.</p>
<p>Eppure i primi due terzi di visione restano <strong>relativamente fedeli all&#8217;originale</strong> e non a caso funzionano nella costruzione di una logica tensiva che cresce progressivamente minuto dopo minuto, non appena compreso che i padroni di casa celano un qualcosa di spaventoso dietro quella <strong>facciata affabile ed estroversa</strong>.</p>
<h3>Dietro e davanti lo schermo</h3>
<p>Dietro la macchina da presa troviamo <strong>James Watkins</strong>, che ricordiamo soprattutto per il folgorante <em>Eden Lake</em> (2008) e per il gotico <em>The Woman in Black</em> (2012), che qui sembra affidarsi unicamente alla forza del prototipo. Cercando di cambiare qua in là e tono e atmosfere, che oscillano tra la <strong>tensione psicologica</strong> e un approccio quasi da dark comedy, smussando gli spigoli più disturbanti. È un cinema dell’insofferenza, che trova nel cast il suo punto di forza.</p>
<p><strong>James McAvoy</strong> nei tonitruanti panni di Paddy è il cuore nero del racconto, un predatore travestito da anfitrione carismatico, capace di rendersi credibile nel trasformare ogni insidia in scherzo, camuffando così le sue reali intenzioni. Un lavoro sfaccettato, <strong>tra sottrazione e improvvise esplosioni di rabbia</strong>, che catalizza le attenzioni del pubblico, mantenendo costante quel feeling di minaccia latente, pronta a esplicitarsi soltanto nella definitiva resa dei conti.</p>
<p><strong>Aisling Franciosi</strong>, compagna di sadismo nelle vesti di Ciara, dà vita a una figura altrettanto ambigua, mentre <strong>Mackenzie Davis e Scoot McNairy</strong> incarnano con devozione una coppia intrappolata nelle proprie convenzioni, che si ritrova a ricercare l&#8217;unione perduta nel momento di estremo bisogno.</p>
<p>Pur a tratti divertente, <em>Speak No Evil</em> 2024 è <strong>un rifacimento timoroso e canonico</strong>, che non ha il coraggio di osare fino in fondo rischiando così di perdersi in un filone nel cinema d&#8217;oggi quanto mai affollato.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Laddove l’originale sguazzava senza compromessi morali in un nichilismo feroce, mutando <strong>la passività borghese in condanna spietata</strong> e in una rappresentazione della violenza cruda ma necessaria, questo remake a stelle e strisce opta per una <strong>via più facile e accomodante</strong>.</p>
<p>Per buona parte del racconto <em>Speak No Evil</em> segue relativamente fedelmente le scelte narrative del prototipo, salvo distaccarsi in una mezzora finale che opta per una svolta ludica, la canonica <strong>resa dei conti tra buoni e cattivi</strong>, con il pubblico portato a tifare ovviamente per i primi. Subentrano così le dinamiche tipiche dell&#8217;home invasion, anche se qui sono i padroni di casa ad assediare e non a essere insidiati, e soltanto la <strong>carismatica performance</strong> di James McAvoy riesce a evitare che si scada in una farsa fine a se stessa.</p>
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		<title>Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man, il film arriva su Netflix: quando, cast e trama</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Lusi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="398" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-1024x585.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Peaky Blinders - The Immortal man" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-1024x585.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-300x172.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-768x439.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-696x398.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-1068x611.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-735x420.jpg 735w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Dopo mesi di attesa Netflix ha finalmente svelato la data di uscita del sequel cinematografico della serie tv cult: quando esce Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man e cosa aspettarsi dal ritorno di Tommy Shelby? Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man arriva su Netflix Dal 10 giugno 2022 &#8211; data in cui fu resa disponibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="398" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-1024x585.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Peaky Blinders - The Immortal man" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-1024x585.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-300x172.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-768x439.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-696x398.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-1068x611.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders-735x420.jpg 735w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Peaky-Blinders.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Dopo mesi di attesa Netflix ha finalmente svelato la data di uscita del sequel cinematografico della serie tv cult: <em><strong>quando esce Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man e cosa aspettarsi dal ritorno di Tommy Shelby?</strong></em></p>
<h2>Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man arriva su Netflix</h2>
<p>Dal 10 giugno 2022 &#8211; data in cui fu resa disponibile la 6^ stagione della serie Peaky Blinders &#8211; i fans attendevano <strong>il ritorno di Tommy Shelby</strong>, e ora finalmente il loro desiderio sta per essere esaudito. Il settimo capitolo della serie creata da Steven Knights è pronto a tornare e dare un seguito alla narrazione.</p>
<p>Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man arriverà su Netflix il 20 marzo 2026, data dalla quale sarà reso disponibile in streaming per tutti gli abbonati della piattaforma.</p>
<h3>Trama di Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man</h3>
<p>Come anticipato la storia riprenderà dal punto esatto in cui l&#8217;abbiamo lasciata nel 2022. Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man riprende dopo gli eventi della sesta stagione, catapultandoci in una trama che vede Tommy Shelby vivere lontano dalla sua famiglia e da quel mondo criminale che lo ha reso potente. L&#8217;esilio volontario del protagonista sarà però interrotto nel momento in cui &#8211; sullo sfondo della Seconda Guerra Miondiale &#8211; si troverà a dover affrontare nuove minacce.</p>
<p>Il conflitto mondiale farà da sfondo a conflitti personali e politici ben più complessi, che lo porteranno a uscire dal suo isolamento volontario per cercare di salvare la sua famiglia e proteggere il futuro del suo Paese.</p>
<h3>Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man, il cast</h3>
<p>Come già accaduto in passato, il film riunisce un cast internazionale di altissimo livello. ccanto a <strong>Cillian Murphy &#8211; nel ruolo di Tommy Shelby</strong> &#8211; ritroveremo anche <strong>Sophie Rundle</strong> (Ada Thorne),<strong> Stephen Graham</strong> (Hayden Stagg), <strong>Ned Denneby</strong> (Charlie Strong), <strong>Pecky Lee</strong> (Johnny Dogs), <strong>Ian Peck</strong> (Curly) e <strong>Jay Lycurgo</strong> (Elia).</p>
<p>Non mancheranno neppure i volti nuovi: nella settima stagione della serie faranno il suo ingresso <strong>Rebecca Ferguson </strong>(nella insolita veste delle gemelle Kaulo e Zelda),<strong> Barry Keoghan</strong> (Erasmus &#8220;Duke&#8221; Shelby) e<strong> Tim Roth </strong>(John Bechett).</p>
<p>A firmare questa nuova produzione è ancora una volta Steven Knight, mentre la direzione è affidata di nuovo a Tom Harper.</p>
<h3>Dove vedere la nuova saga degli Shelby</h3>
<p>Peaky Blinders &#8211; The Immortal Man è già stato proiettato il 6 marzo in una selezione di sale cinematografiche. Sulla piattaforma Netflix arriverà invece il 20 marzo, e sarà visibile anche per gli abbonati Sky Glass, Sky Q e sull&#8217;app Now Smart Stick.</p>
<h3>Qualche curiosità sulla serie Netflix</h3>
<p>Nonostante il cast internazionale e l&#8217;hype alto tra i fans della serie, le prime recensioni della critica non sono state molto favorevoli. Secondo alcuni il film fa fatica a replicare la stessa intensità narrativa delle precedenti stagioni. Tuttavia l&#8217;attesa per questo nuovo capitolo dei famigerati gangster di Birmingham resta altissima. Il pubblico è ansioso di scoprire come si concluderà la storia di Tommy Shelby, anche se le vicende di uno dei personaggi più iconici della televisione degli ultimi anni potrebbe avere ancora qualcosa da dire.</p>
<p>Sarà davvero la stagione conclusiva? In contemporanea con l&#8217;uscita cinematografica, Netflix ha annunciato la realizzazione di una serie sequel, articolata in due stagione di 6 episodi ciascuna, che sarà ambientata subito dopo i fatti raccontati nella nuiova stagione. La produzione &#8211; condivisa con la BBC &#8211; darà modo ai fans degli Shelby di continuare a esplorare il loro universo.</p>
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		<title>The Singers: il suggestivo cortometraggio premiato agli Oscar &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:29:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Singers" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />In un piccolo bar in mezzo al nulla, con il fumo delle sigarette che avvolge il bancone, un gruppo di uomini &#8211; alcuni più giovani, altri più vecchi &#8211; trascorre il tempo nel modo più tradizionale, tra pinte di birra e grasse e veniali discussioni. Si condividono storie vecchie e nuove, nel tentativo di far [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Singers" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Singers.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In un piccolo <strong>bar in mezzo al nulla</strong>, con il fumo delle sigarette che avvolge il bancone, un gruppo di uomini &#8211; alcuni più giovani, altri più vecchi &#8211; trascorre il tempo nel modo più tradizionale, tra <strong>pinte di birra</strong> e grasse e veniali discussioni. Si condividono storie vecchie e nuove, nel tentativo di far passare quel tempo che sembra immobile.</p>
<p>In <strong>The Singers</strong> numerose banconote da un dollaro sono lì a custodire decenni di esperienze e racconti vissuti da generazioni di avventori. Il cortometraggio ha inizio in una serata apparentemente tranquilla, quando uno dei clienti <strong>si vanta della propria voce</strong>, spingendo il proprietario del locale a far esibire Gavin, un anziano frequentatore che necessita del tubo per respirare e dotato di incredibili qualità canore. Questo darà il via ad una <strong>competizione improvvisata</strong> tra chi si trovava lì nel bar, ricca di sorprese inaspettate.</p>
<h2>The Singers: canta che ti passa &#8211; recensione</h2>
<p>Ha appena trionfato alla notte degli Oscar, condividendo il premio ax-equo con il nostro <em>Two People Exchanging Saliva</em> (2024) di Valentina Merli, nella categoria del miglior cortometraggio: un successo che porta alla ribalta questo <strong>breve film di diciotto minuti</strong> &#8211; titoli di coda inclusi &#8211; disponibile da qualche settimana nel catalogo di <strong>Netflix</strong>.</p>
<p>Un&#8217;operazione affascinante, che trasforma una stanza piena di individui solitamente distanti in una comunità connessa attraverso <strong>la sensibilità dell&#8217;arte</strong>, con la musica che permette ad ognuno di loro di esprimere al meglio se stesso, non mancando di inaspettati <strong>colpi di scena</strong> in un concept pur così apparentemente limitato.</p>
<h3>Dalla carta allo schermo, dal passato al presente</h3>
<p>Adattamento del racconto ottocentesco <em>I cantanti</em> di Ivan Turgenev, rende una semplice competizione improvvisata in un locale una <strong>riflessione sorprendentemente intensa</strong> e poetica sulla vulnerabilità, sull&#8217;espressione artistica e sul potere della comunità. Il regista <strong>Sam A. Davis</strong> rielabora l&#8217;opera alla base attraverso uno sguardo contemporaneo e profondamente umano. Formato 4:3, fotografia su 35mm e una grana visiva calda e a restituire <strong>sensazioni ed emozioni</strong> di questa unica ambientazione, accompagnandoci con un senso di familiarità quasi domestica anche tramite <strong>l&#8217;insistito uso dei primi piani</strong>.</p>
<p>Volti caratteristici e voci altrettanto uniche a caratterizzare questa disfida sui generis, all&#8217;insegna di <strong>un&#8217;atmosfera malinconica e raccolta</strong>, tra il fumo delle sigarette, banconote da un dollaro e conversazioni trascinate dopo una lunga giornata di lavoro. Un gruppo di interpreti, alcuni cantanti già abituati alla macchina da presa, altri esordienti, che portano sullo schermo <strong>storie di vita reali</strong>, difficilmente replicabili da attori navigati e famosi.</p>
<p>In <em>The Singers</em> non siamo davanti ad un arco drammatico tradizionale né a una conclusione definitiva, ma anzi l&#8217;epilogo lascia spazio a <strong>ulteriori suggestioni</strong>, chiudendo al contempo nel migliore dei modi l&#8217;eclettismo di una narrazione che non a caso <strong>ha conquistato l&#8217;Academy</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Diciotto minuti che scorrono rapidi e incisivi, lasciando lo spettatore con il desiderio di saperne di più dei disincantati protagonisti, avventori di un bar alle prese con <strong>una sfida vocale</strong> che li mette alla prova, tra malinconia e sorprese. Adattando e contestualizzando il racconto di Turgenev, <em>The Singers</em> mette in campo <strong>un cinema esperienziale</strong>, con l&#8217;unica location quale teatro di una sfida all&#8217;ultima canzone.</p>
<p>Un bar buio, <strong>tra alcool e fumo</strong>, come centro del mondo, palcoscenico di studio antropologico di un mondo distante, di lavoratori stanchi e vissuti, pronti a trovare tramite il canto una valvola di sfogo, all&#8217;insegna di un&#8217;autenticità che si riversa in quei volti segnati <strong>dal fuoco di mille bevute</strong>.</p>
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		<title>Made in Korea: una commedia drammatica sull&#8217;incontro tra culture &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 22:35:38 +0000</pubDate>
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<p>Ma per la protagonista di <strong>Made in Korea</strong> il viaggio prende una piega totalmente inaspettata: durante il volo Mani la abbandona, confessandole di averla ingannata e che l&#8217;impiego non esiste. Giunta a Seoul <strong>completamente sola</strong>, senza soldi e senza spiccicare una parola della lingua locale, Shenba si ritrova spaesata in quella metropoli sconosciuta. Ma ben presto nel suo destino entrano <strong>uno youtuber</strong> che la aiuterà ad ambientarsi e un anziana signora che nasconde un segreto alla sua famiglia. Insieme a loro scoprirà cosa <strong>significhi davvero vivere in Corea</strong>.</p>
<h2>Made in Korea: insieme nonostante tutto &#8211; recensione</h2>
<p>Il titolo del film funziona su più livelli, richiamando da un lato sia l&#8217;ovvia ambientazione e sottolineando dall&#8217;altro la <strong>profonda trasformazione della protagonista</strong>, &#8220;rimessa a nuovo&#8221; dopo aver passato una serie di gravose difficoltà e delusioni.</p>
<p>Il regista <strong>Ra Karthik</strong>, al suo secondo lungometraggio dopo l&#8217;inedito <em>Nitham Oru Vaanam</em> (2022), costruisce una sorta di pur <strong>tardivo coming-of-age</strong>, dove la giovane straniera in terra straniera intende prima coltivare la sua aspirazione per poi pensare a quel futuro che dovrebbe, il condizionale è d&#8217;obbligo, <strong>aspettarla in patria</strong> e fortemente voluto dal padre.</p>
<p>Il tutto in una narrazione che vorrebbe sfruttare <strong>il contrasto / incontro tra le due culture</strong>, con la prima mezzora in India lasciante poi spazio a quanto avvenente nella Penisola coreana, vero e proprio fulcro di un racconto che, a conti fatti, <strong>non offre poi effettive sorprese</strong>.</p>
<h3>Passaggi da seguire</h3>
<p>Il Paese dei sogni diventa così <strong>un semplice palcoscenico</strong>, più anonimo del previsto, per la crescita personale di Shenba. Gli eventi si susseguono tramite diverse forzature e pur con alcuni passaggi non privi di un <strong>avvolgente slancio emozionale</strong>, l&#8217;impressione è che la sceneggiatura abbia optato per diverse scorciatoie atte a intercettare il finale perfetto, con una discreta dose di <strong>retorica e melodramma</strong> a contorno.</p>
<p>Non manca un gratuito <strong>riferimento alla scena k-pop</strong>, con tanto di gruppo e canzoni ad hoc a rifocillare una colonna sonora che in precedenza aveva invece fatto affidamento sulle <strong>tipiche sonorità bollywoodiane</strong>. Ma il meltin&#8217;pot non è sempre ben calcolato, così come la commistione tra i passaggi più leggeri e quelli più toccanti e potenzialmente amari.</p>
<p>Non che <em>Made in Korea</em> sia da bocciare in toto e per chi ama le rispettive culture la visione possiede qualche <strong>momento gradevole</strong>, ma l&#8217;ingenuità con cui ci si è approcciati finisce per darne soltanto un ritratto superficiale, dove gli spunti di riflessione vengono fagocitati da un <strong>facile sentimentalismo</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un progetto dalle <strong>buone intenzioni</strong> ma che si rivela poco incisivo nella messa in scena. La genuina interpretazione di Priyanka Mohan, nelle vesti di una ragazza indiana &#8220;catapultata&#8221;, per caso e volontà, in quella Seoul da lei sempre sognata traghetta <strong>un film sin troppo leggero</strong>, penalizzato da una sceneggiatura che rende tutto estremamente scontato dopo le difficoltà iniziali.</p>
<p><em>Made in Korea</em> cerca di raccontare l&#8217;incrocio tra culture coi toni di una prevedibile <strong>commedia di formazione</strong>, apparendo però più ancorato a mode e stili autoctoni, tra canzoni k-pop e squarci bollywoodiani a convivere forzatamente in una narrazione a cavallo tra due <strong>mondi apparentemente agli antipodi</strong>.</p>
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		<title>The Last Redemption: un fantasy italiano da dimenticare &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 11:56:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Last Redemption" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/The-Last-Redemption.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Nel <strong>regno fantastico di Brea</strong>, un gruppo di banditi guidati dal crudele Nistrol accetta un&#8217;offerta del nobile Lord Roland. La loro missione sarà quella di infiltrarsi nel palazzo reale e <strong>uccidere il re</strong> Ferrel: in cambio avranno la grazia e un ingente bottino.</p>
<p>In <strong>The Last Redemption</strong>, quando Roland ordina loro di assassinare la figlia del sovrano, soltanto una bambina, tre membri della gang si rifiutano. Diana e i suoi fratelli John e Silent Jack tradiscono così i loro compagni per <strong>salvare la piccola</strong> e condurla lontano da palazzo, mentre nel frattempo Roland mette in atto il suo piano per subentrare all&#8217;assassinato monarca. I fuggiaschi potrebbero ottenere un inaspettato aiuto da Tyrion, il &#8221; figlio bastardo&#8221; di Lord Goran, che <strong>si innamora di Diana</strong> mettendo in gioco la sua reputazione.</p>
<h2>The Last Redemption: questo l&#8217;ho già visto &#8211; recensione</h2>
<p>Nonostante il cast di richiamo internazionale, di cui vi parleremo a breve, <em>The Last Redemption</em> è <strong>una produzione tutta italiana</strong>, con le riprese effettuate in gran parte nelle zone boschive che circondano l&#8217;Etna. Peccato che il film sia davvero poca cosa, un vano tentativo di <strong>richiamare l&#8217;epica delle grandi produzioni fantasy</strong> a tema, sempre all&#8217;attenzione degli appassionati grazie al successo di franchise come <em>Game of Thrones</em>.</p>
<p>Proprio dalla serie madre del suddetto ritroviamo <strong>numerose citazioni</strong>, divise più o meno equamente con gli omaggi a <em>Il signore degli anelli</em>, oltre che la presenza di <strong>James Cosmo</strong>, volto familiare agli amanti delle pellicole epiche. Non mancano nemmeno riferimenti a <em>Braveheart &#8211; Cuore impavido</em> (1995), dal quale recupera un altro dei protagonisti, ovvero <strong>Angus Macfayden</strong> nel pur breve ruolo del sovrano da eliminare.</p>
<p>La recensione potrebbe anche esaurirsi qui, giacché a parte le innumerevoli menzioni, nei nomi o nei risvolti narrativi, ad altre opere, le due ore di visione <strong>non offrono pressoché nulla</strong> di potenzialmente interessante.</p>
<h3>Mordi e fuggi</h3>
<p>Il regista catanese <strong>John Real</strong> sperava che bastassero le guest-star, con tanto di <strong>Kevin Sorbo</strong> &#8211; storico <em>Hercules</em> televisivo &#8211; nelle vesti di diabolico villain, a coprire le magagne di un budget ai minimi termini, che sfrutta <strong>slow motion e una colonna sonora pomposa</strong> ma anonima per rendere più accattivanti le improbabili sequenze d&#8217;azione. I combattimenti all&#8217;arma bianca, tra sconti con la spada a frecce che volano sempre al posto giusto nel momento giusto, caratterizzano gran parte del minutaggio, in attesa ovviamente della <strong>&#8220;drammatica&#8221; resa dei conti finale.</strong></p>
<p>Un gioco del gatto col topo nel cuore di questa natura selvaggia che fa da sfondo alla maggior parte della vicenda, <strong>con tanto di orchi</strong> &#8211; interpretati da attori con costumi improponibili nel 2026 &#8211; che fanno ogni tanto la loro comparsa quale strizzata d&#8217;occhio alla fanbase tolkeniana, alla quale si ammicca più volte anche nel plateale rimando di certi passaggi che vorrebbero <strong>farsi epici ma risultano involontariamente ridicoli</strong>.</p>
<p>Se da un lato resta comunque ammirevole il tentativo di provare a <strong>fare qualcosa di diverso</strong> nel nostro Paese, con tutte le difficoltà del caso, è altrettanto vero che <em>The Last Redemption</em> finisce per risultare <strong>una parodia a basso costo</strong>, che attirerà esclusivamente un target di appassionati finendo poi per deluderlo oltre misura.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un <strong>disastro su tutta la linea</strong>, nonostante le buone intenzioni di realizzare un fantasy tutto italiano dalla risonanza potenzialmente internazionale, date le <strong>riprese in lingua inglese</strong> e un cast di volti conosciuti a platee internazionali, da Kevin Sorbo a James Cosmo.</p>
<p><em>The Last Redemption</em> paga i tipici limiti delle produzioni pseudo-amatoriali, tra sequenze d&#8217;azione mal coreografate, <strong>make-up ben oltre il mediocre</strong> e una gestione dell&#8217;epica che scivola paradossalmente nella farsa. Non bastano citazioni a non finire e <strong>continui richiami a scene iconiche</strong> di cult e capolavori del filone a celare gli evidenti difetti delle due ore di visione.</p>
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		<title>Pavana: una delicata e struggente storia d&#8217;amore &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:07:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pavana" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Pavana.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Gyeong-rok lavora come addetto allo smistamento dei pacchi per un grande magazzino. Proprio sul posto di lavoro ha modo di imbattersi nella misteriosa Mi-jung, ragazza che cerca di <strong>nascondersi il più possibile</strong> allo sguardo altrui, trascurando il suo aspetto fisico. Yo-han, un loro collega dall&#8217;indole estremamente socievole, diventa amico del primo e cerca di <strong>fare da Cupido</strong> per aiutarlo a conquistare la fiducia della seconda, non abituata a ricevere certe attenzioni.</p>
<p>Tra i protagonisti di <strong>Pavana</strong> si sviluppa un rapporto tenero che cresce giorno dopo giorno e fuori da quegli spazi sotterranei dove si vedono ogni mattina troveranno finalmente quella <strong>luce reciproca</strong> che li aiuterà a conoscere l&#8217;altro e, di rimando, ulteriormente loro stessi. Perché l&#8217;amore è cieco, ma pronto a vederci benissimo quando <strong>l&#8217;anima gemella è a portata di mano</strong>.</p>
<h2>Pavana: le regole dell&#8217;attrazione &#8211; Recensione</h2>
<p>La Corea del Sud odierna, con <strong>l&#8217;ossessione per la chirurgia estetica</strong> e i volti puliti dei gruppi k-pop, maschili o femminili che siano, ha fatto suoi degli standard estetici talmente rigidi da trasformare i volti in maschere intercambiabili. Ed è proprio contro questa <strong>cultura dell&#8217;apparenza</strong> che lo scrittore Park Min-gyu aveva pubblicato nel 2009 il romanzo del quale <em>Pavana</em> è libero adattamento. Una critica feroce mascherata da <strong>melodramma romantico</strong>, raccontante la storia d&#8217;amore tra lui, ambito da tutte le colleghe, e lei, considerata come la classica &#8220;bruttina&#8221; che non dà nell&#8217;occhio.</p>
<p>Il romanzo alla base era pieno di riferimenti alla musica occidentale e costruito come un <strong>racconto di formazione</strong> con l&#8217;intento preciso di raccontare molto altro. Evidente erano le influenze del famoso collega giapponese Haruki Murakami, tanto nello stile quanto nella struttura <strong>solo apparentemente frammentaria</strong>.</p>
<p>Nel portarlo in carne e ossa il regista <strong>Lee Jong-pil</strong> ha sceglie di snelli i riferimenti metanarrativi, abbandonando quel linguaggio sulla carta sperimentale per innestare un love-story contemporanea più a <strong>prova di grande pubblico</strong>, per quanto interessante anche quando cedente il passo a una prevedibile retorica di genere.</p>
<h3>Insieme fino alla fine, costi quel che costi</h3>
<p>Una storia di primi amori<strong> all&#8217;insegna della speranza</strong>, anche se il finale è più amaro del previsto e potrebbe non piacere a tutti. Certo da tempo la cinematografia sudcoreana ci ha abituato a racconti dove <strong>i lieto fine non sono sempre dietro l&#8217;angolo</strong> e chi ha già dimestichezza con pellicole di tali latitudini rimarrà probabilmente meno spiazzato.</p>
<p>Laddove <em>Pavana</em> fatica maggiormente è nella gestione di alcune svolte parzialmente intuibili, con i vari sottotesti delle pagine scritte che sono stati sin troppo semplificati in una <strong>confezione sì avvolgente</strong> dal punto di vista emotivo, ma a conti fatti più di routine rispetto a quanto inizialmente premesso.</p>
<p>A compensare le falle di questa narrazione che si &#8220;autoaddomestica&#8221;, soprattutto nella seconda metà ci pensano le ottime prove del cast, con l&#8217;alchimia tra i protagonisti <strong>Go Ah-sung</strong> &#8211; ex bambina prodigio di <em>The Host</em> (2006) &#8211; e <strong>Moon Sang-min</strong> che riesce a impreziosire anche i passaggi più convenzionali.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Lei da sempre invisibile, lui conteso dalle colleghe ma in cerca di qualcosa di più: <strong>un amore sui generis</strong> quello al centro di <em>Pavana</em>, adattamento di un romanzo che addolcisce in una chiave melodrammatica a prova di grande pubblico, con tutti i pro e i contro del caso.</p>
<p>Emozioni e lacrimuccie fanno capolino soprattutto nella seconda metà, dove la speranza va di pari passo con <strong>un alone da imminente tragedia</strong>. Una storia all&#8217;insegna della gentilezza, che riflette sulle logiche dell&#8217;apparire nella Corea del Sud contemporanea, smussando però i notevoli tratti critici del libro in un <strong>sentimentalismo dal piglio più classico</strong>.</p>
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		<title>Les Orphelins: dalla Francia un canonico buddy-movie a tutta azione &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 21:45:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Les Orphelins" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Gabriel e Idriss, due ex amici d’infanzia cresciuti insieme in un orfanotrofio, hanno preso strade diametralmente agli antipodi: il primo è diventato comandante dell&#8217;IGPN, la divisione della polizia francese che indaga sui crimini di corruzione tra gli agenti, mentre il secondo lavora come &#8220;aggiustatutto&#8221; per organizzazioni criminali. Non si vedono da diciotto anni, ma ora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Les Orphelins" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/les-orphelins.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Gabriel e Idriss, due ex amici d’infanzia cresciuti insieme in un orfanotrofio, hanno preso strade diametralmente agli antipodi: il primo è diventato <strong>comandante dell&#8217;IGPN</strong>, la divisione della polizia francese che indaga sui crimini di corruzione tra gli agenti, mentre il secondo lavora come &#8220;aggiustatutto&#8221; <strong>per organizzazioni criminali</strong>. Non si vedono da diciotto anni, ma ora un tragico evento è destinato a riunirli.</p>
<p>I protagonisti di <em>Les Orphelins</em> incrociano nuovamente le proprie strade quando il loro <strong>grande amore di gioventù</strong>, condiviso da entrambi, perde la vita in un incidente stradale provocato da un pirata della strada, fuggito senza prestare soccorso. A bordo della vettura si trovava anche <strong>la figlia Leila</strong>, che non ha mai conosciuto il suo vero padre, che potrebbe essere tanto Gabriel quando Idriss. Mentre i due si raccapezzano sul da farsi, la ragazza si caccia ulteriormente nei guai quando, dopo aver scoperto l&#8217;identità di chi ha provocato il sinistro, <strong>decide di vendicarsi</strong> rubando la pistola di Gabriel&#8230;</p>
<h2>Les Orphelins: due contro tutti &#8211; recensione</h2>
<p>La formula è quella consolidata del <strong>buddy movie vecchio stampo</strong>, con due personaggi totalmente diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro che devono unire le forze per salvare una persona loro cara. E il regista <strong>Olivier Schneider</strong> &#8211; coordinatore stunt veterano qui al suo secondo lavoro dietro la macchina da presa dopo l&#8217;action su due ruote <em>GTMax</em> (2024) &#8211; porta esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un professionista che ha trascorso anni e anni coreografando <strong>combattimenti e sequenze adrenaliniche</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista ludico <em>Les Orphelins</em> <strong>diverte e intrattiene</strong> il principale target di riferimento, anche grazie alla buona chimica creatasi tra <strong>Alban Lenoir e Dali Benssalah</strong>, che se la cavano anche nei passaggi più leggeri oltre all&#8217;eccellenza atletica quando c&#8217;è da menare la mani a più non posso. E anche gli inseguimenti automobilistici sono fluidi al punto giusto, tanto che per chi è in cerca di <strong>un intrattenimento semplice e veloce</strong> il film svolge il suo compito più che discretamente.</p>
<h3>Non tutto funziona</h3>
<p>Certo, chi si avvicina all&#8217;operazione con qualche pretesa di originalità in più resterà probabilmente deluso. Dall&#8217;inizio ai titoli di coda tutto è <strong>praticamente già scritto</strong>, salvo qualche piccola variazione qua e là comunque troppo timida per essere effettivamente sorprendente. Sono infatti evidente le forzature da parte di <strong>una sceneggiatura sbilenca</strong>, che a tratti la butta pesantemente sul comico e altrove si prende invece paradossalmente sul serio, pur <strong>non avendo l&#8217;intensità drammatica</strong> e soprattutto le basi per costruire qualcosa di parzialmente introspettivo.</p>
<p><strong>Suzanne Clément</strong> &#8211; attrice canadese nota soprattutto per le sue collaborazioni con Xavier Dolan &#8211; è alquanto sprecata nel ruolo di nemesi sopra le righe, mentre la giovane <strong>Sonia Faidi</strong> è funzionale al personaggio di Leila, al quale infonde la giusta dose di furente ribellione adolescenziale. <em>Les Orphelins</em> dura novantacinque minuti, veloce e indolore, incapace di lasciare un&#8217;impressione duratura ma limitandosi a seguire le regole consolidate, <strong>ennesimo titolo copia / incolla</strong> che affolla il sempre più intasato panorama streaming a tema, in questo caso nel catalogo di <strong>Netflix</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Macchine che volano ed esplodono, scontri a mani nude, sparatorie in luoghi diroccati e così via, a replicare il <strong>solito corollario di situazioni action</strong> tipiche del nuovo millennio, e non solo. <em>Les Orphelins</em> è un buddy-movie dal sapore classico nella gestione dei due protagonisti, che hanno fisicità e carisma muscolare grazie ad Alban Lenoir e Dali Benssalah, pronto a offrire <strong>l&#8217;ennesima minestra riscaldata</strong> per chi consapevole di assistere ad un altro <em>more of the same</em>.</p>
<p>Spegnere il cervello è d&#8217;obbligo per approcciarsi ad una <strong>visione sì divertente ma fondamentalmente innocua</strong>, dove le cose vanno come devono andare tra inverosimiglianze assortite e rapporti umani schematici, lasciando anche una porticina aperta a <strong>un potenziale sequel</strong>, ormai pratica diffusa del mondo streaming.</p>
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		<title>Touch: una storia d&#8217;amore che scava nei ricordi &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 18:45:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Touch" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Touch-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Kristófer è un vedovo settantenne, proprietario di un piccolo ristorante nei pressi di Reykjavík, che inizia a essere affetto da <strong>pesanti problemi di memoria</strong>. Proprio per questo ritiene sia giunto il momento per affrontare delle questioni irrisolte legate al suo lontano passato e alla figura del <strong>suo primo grande amore</strong>. Era il 1969 quando il protagonista di <strong>Touch</strong>, giovane idealista alla <em>London School of Economics</em>, abbandonò gli studi per lavorare come lavapiatti al <em>Nippon</em>, <strong>ristorante giapponese</strong> gestito dallo chef Takahashi-san.</p>
<p>Lì ebbe modo di conoscere Miko, la figlia del capo, con la quale scattò una sorta di <strong>reciproco colpo di fulmine</strong>, una relazione clandestina che terminò bruscamente, in circostanze mai del tutto chiarite e accettate da Kristófer, quando lei <strong>scomparve senza spiegazioni</strong> facendo ritorno in Giappone. Ora la missione dell&#8217;uomo è chiara, ritrovarla prima che la sua mente dimentichi tutto e <strong>scoprire i motivi</strong> del suo allontanamento.</p>
<h2>Touch: prima che sia troppo tardi &#8211; recensione</h2>
<p>A cinquant&#8217;anni di distanza una ricerca che si carica ovviamente <strong>di malinconia e di spunti di riflessione</strong> sulle occasioni perdute, su quei bivi che la vita ti mette davanti e che ti portano a percorrere altre strade, abbandonando quelle ormai date per certe e condivise.</p>
<p><strong>Baltasar Kormákur</strong>, regista islandese dalla filmografia quanto mai eterogenea &#8211; da thriller hollywoodiani a drammi intimisti girati in patria fino a storie spettacolari e tragiche &#8211; dimostra nuovamente di possedere <strong>una notevole sensibilità</strong> per raccontare storie a forte impatto emotivo. La figlia gli aveva regalato il romanzo <em>Sotto la pioggia gentile</em> di Ólafur Jóhann Ólafsson e lui, affascinato dal materiale, ha deciso di trasporlo sul grande schermo, con l&#8217;intento di attrarre il grande pubblico grazie a una <strong>storia romantica a spasso tra i decenni</strong>.</p>
<p>Un viaggio non soltanto nel tempo ma anche <strong>tra le culture</strong>, con questa passione interrazziale che affronta anche drammi privati e personali come la perdita della memoria, condizione che complica ulteriormente l&#8217;impresa del protagonista. Che deve già fare i conti con un nemico globale, giacché il racconto è ambientato in <strong>piena epoca Covid</strong>, con le mascherine e le restrizioni che rendono ancora più difficile il tentativo di Kris di ritrovare l&#8217;amata perduta.</p>
<h3>Le vie del dramma</h3>
<p>Le fasi ambientate nella giovinezza, che si alternano continuamente al presente in <strong>un flusso relativamente armonico</strong>, possono contare su una fotografia dai toni caldi e soffusi, che contrastano con lo stile più freddo per le scene nel nuovo millennio, distinguendo di fatto <strong>l&#8217;età della primavera dall&#8217;arrivo dell&#8217;autunno</strong> di un&#8217;esistenza che comunque non ha ancora smesso di sognare.</p>
<p>D&#8217;altronde ciò che scongiura il film dal rischio di una melassa lacrimevole fine a se stessa, che ripercorre anche la tragedia dei <strong>bombardamenti atomici in Giappone</strong>, è l&#8217;approccio misurato sia nella regia e nelle interpretazioni. <strong>Egill Ólafsson</strong> &#8211; attore/cantante islandese che ha un incredibile parallelismo con il personaggio in quanto ha ricevuto una diagnosi di Parkinson nel 2022 e poteva lavorare sul set soltanto poche ore al giorno &#8211; porta <strong>un&#8217;avvolgente nostalgia</strong>. Mentre invece i giovani innamorati possono contare sulla freschezza di <strong>Pálmi Kormákur</strong>, figlio del regista al primo ruolo di rilievo, e della modella e cantante giapponese <strong>Koki</strong>: la chimica tra i due è palpabile e rende credibili i loro struggimenti.</p>
<p>Manca giusto qualche guizzo per rendere le due ore di visioni veramente memorabili, ma critica e pubblico hanno apprezzato <em>Touch</em>, tanto che è stato <strong>candidato agli Oscar</strong> per il miglior film straniero, senza però entrare poi nella cinquina finale. E le emozioni certamente non mancano per un pubblico pronto a farsi trasportare in una storia d&#8217;amore che <strong>supera confini ed epoche</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un dramma romantico che <strong>attraversa decenni e continenti</strong> con una sensibilità delicata e che schiva per buona parte la retorica strappalacrime gratuita. Eppure <em>Touch</em> a tratti <strong>riesce a commuovere</strong> nella storia di questo vedovo islandese settantenne che decide di mettersi sulle tracce del suo primo amore, una ragazza giapponese conosciuta a Londra mezzo secolo prima.</p>
<p>Due <strong>timeline che si incrociano</strong>, il 1969 e il 2020 con il Covid quale ulteriore ostacolo, che Baltasar Kormákur armonizza con un certo equilibrio, anche a costo di qualche potenziale tempo morto qua e là in due ore di visione che svolgono il <strong>loro compito emozionale</strong> con solidità, tenendo alto l&#8217;interesse nella missione privatissima e struggente del testardo ma <strong>risoluto protagonista</strong>.</p>
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		<title>Accused: un thriller scontato su un gioco di accuse e sospetti &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 13:43:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Accused" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-1536x864.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/03/Accused.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La dottoressa Geetika Sen è un chirurgo rinomato presso il <em>Chapelstone General Hospital</em> di Londra, sul punto di ottenere <strong>un&#8217;importante promozione</strong> che potrebbe dare una svolta alla sua carriera. Inoltre nella vita privata è prossima <strong>all&#8217;adozione di un bambino con la sua compagna</strong> Meera. Ma questa carriera così faticosamente costruita rischia di crollare da un momento all&#8217;altro quando una mail anonima arriva alla direzione dell&#8217;ospedale, accusandola di <strong>comportamento predatorio e molestie sessuali</strong> verso una paziente.</p>
<p>La protagonista di <strong>Accused</strong> si ritrova ben presto nell&#8217;occhio del ciclone, giacché altri messaggi di un simile tenore arrivano ai piani alti e colleghi e superiori cominciano a evitarla, ritenendola <strong>già colpevole</strong> nonostante il processo sia ancora tutto da fare. Nel frattempo anche il rapporto con Meera inizia ad incrinarsi. Ma chi ha cercato di incastrarla e perché? Per Geetika <strong>provare la propria innocenza</strong> non sarà per nulla semplice.</p>
<h2>Accused: verità da svelare &#8211; recensione</h2>
<p><strong>Anubhuti Kashyap</strong> &#8211; regista che al suo debutto aveva firmato la commedia <em>Doctor G</em> (2022) con protagonista un ginecologo &#8211; torna ancora una volta <strong>nell&#8217;ambiente ospedaliero</strong> ma questa volta con intenzioni radicalmente differenti. <em>Accused</em> scava in una zona molto più insidiosa, mostrandoci cosa succede quando è una donna in carriera ad essere accusata proprio di quello che solitamente si associa a figure maschili. <strong>Un cambio di genere</strong> che mette il pubblico stesso in una posizione scomoda, giacché il leit-motiv viene ribaltato.</p>
<p>Il rischio era quello di una reiterazione del tema relativamente fine a se stessa, e i cento minuti di visione <strong>cadono spesso nel tranello</strong>, con il semplice switch di prospettiva che non può giustificare le numerose forzature insite in fase di sceneggiatura, che si affloscia su se stessa in molteplici occasioni, tra <strong>relazioni incrinate e verità poi non così sepolte</strong> che vengono alla luce nell&#8217;evoluzione del racconto.</p>
<h3>Tutto come previsto</h3>
<p>Quando Meera ingaggia <strong>un investigatore privato</strong> per indagare sull&#8217;accaduto e scoprire al contempo se la donna che ama la stia effettivamente tradendo o meno, lo spettatore sa già che tutti i nodi verranno al pettine in un battibaleno e l&#8217;epilogo appare dietro l&#8217;angolo in tutta la sua <strong>rassicurante prevedibilità</strong>. Il fatto che la storia sia ambientata a Londra ma abbia per protagoniste due donne di origini indiane &#8211; così come troupe e produzione &#8211; non deve sorprendere in <strong>un Regno Unito ormai sempre più multietnico</strong>, così come la scelta di mettere al centro un legame omosessuale con relativo discorso sull&#8217;adozione.</p>
<p>Ci troviamo davanti a una premessa coraggiosa che richiama inevitabilmente il ben più ambizioso <em>Tár</em> (2022) di Todd Field con Cate Blanchett, che però qui poi si sfalda pian piano per via di una sceneggiatura che <strong>si limita al minimo indispensabile</strong>, lasciando alcune sottotrame inesplorate e affidandosi a soluzioni scontate. Anche il fatto che la protagonista non sia un&#8217;eroina perfetta, ma <strong>una persona complicata</strong> che commette sbagli ed è a tratti respingente, sembra più un vezzo inutilmente gratuito che effettivamente necessario ai fini della vicenda.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Non raggiunge mai il giusto climax, pur in una storia che aveva diverse frecce al proprio arco, purtroppo finite tutte o quasi ben distanti dal bersaglio. Una vicenda che vedeva una donna <strong>accusata di abuso di potere</strong> e molestie sessuali si affloscia in una serie di luoghi comuni e cliché alquanto stantii, perdendo di vista ben presto il nocciolo della questione.</p>
<p><em>Accused</em> è popolato da personaggi, sia principali che secondari, assai poco interessanti, che impediscono al pubblico di affezionarsi a quanto scorre su schermo, tra <strong>amori queer e questioni razziali</strong> accatastati alla rinfusa in una sceneggiatura che promette molto ma mantiene poco, limitandosi a <strong>un banale gender-swap</strong> a corto di emozioni e tensione.</p>
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		<title>Netflix, tutte le uscite e le novità del mese di Marzo 2026: le serie e i film da non perdere da &#8216;One Piece &#8211; La rotta maggiore&#8217; a &#8216;Oi vita mia&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Di Tommaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 11:48:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="353" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Netflix logo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-300x152.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-768x389.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-696x353.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1068x541.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-829x420.jpg 829w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Il mese di Marzo 2026 su Netflix è ricco di serie tv e film per tutta la famiglia. Vediamo insieme tutte le novità della piattaforma di streaming che propone alcuni titoli attesissimi dai fan e molte prime visioni. Netflix, film e serie tv: le novità nel catalogo di Marzo 2026 Grande attesa nel mese di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="353" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Netflix logo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1024x519.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-300x152.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-768x389.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-696x353.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-1068x541.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo-829x420.jpg 829w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2023/05/Netflix-logo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><strong>Il mese di Marzo 2026 su Netflix</strong> è ricco di serie tv e film per tutta la famiglia. Vediamo insieme tutte le novità della piattaforma di streaming che propone alcuni titoli attesissimi dai fan e molte prime visioni.</p>
<h2>Netflix, film e serie tv: le novità nel catalogo di Marzo 2026</h2>
<p>Grande attesa nel mese di marzo su Netflix per la seconda stagione del live action dedicato al manga di Eiichirō Oda. “<strong>ONE PIECE: Verso la Rotta Maggiore</strong>”, sarà disponibile sulla piattaforma di streaming a partire dal <strong>10 marzo 2026</strong>. L&#8217;uscita sarà preceduta da 13 appuntamenti dedicati ai fan in tutto il mondo, tra cui anche l&#8217;Italia (a Milano il 6 e 8 marzo in Piazza Gae Aulenti).</p>
<p>Il 20 marzo poi sarà la volta di “<strong>Peaky Blinders: The Immortal Man</strong>”, l’atteso film diretto da Tom Harper e scritto da Steven Knight, con il premio Oscar Cillian Murphy. Mentre la colonna sonora ufficiale del film uscirà il 6 marzo.</p>
<p>Su Netflix ci sarà anche la ripresa del live, in diretta da Seul il 21 marzo alle 12 ora italiana, che sancisce il <strong>ritorno dei Bts</strong>. Una settimana dopo sarà disponibile il documentario sulla boy band firmato dal pluripremiato regista Bao Nguyen.</p>
<h3>Le serie e i film di marzo di Netflix</h3>
<ul>
<li><b data-path-to-node="5,0,0" data-index-in-node="0">Person of interest (s1-5):</b> dal 4 marzo</li>
<li><strong>Vladimir</strong>, 5 marzo</li>
<li><strong>ONE PIECE: Verso la Rotta Maggiore</strong>, il 10 marzo</li>
<li><b data-path-to-node="5,1,0" data-index-in-node="0">The man in the high castle (stagione 1-4)</b>, 11 marzo</li>
<li><b data-path-to-node="5,2,0" data-index-in-node="0">One tree hill (s1-8)</b>, 11 marzo</li>
<li><strong>Virgin river</strong> (stagione 7), il 12 marzo</li>
<li><strong>Quella notte</strong>, 13 marzo</li>
<li><strong>Peaky Blinders: The Immortal Man</strong>, il 20 marzo</li>
<li><strong>BTS THE COMEBACK LIVE | ARIRANG</strong>, il 21 marzo alle 12 (ora italiana)</li>
<li><strong>Detective Hole</strong>, 26 marzo</li>
<li><strong>SOMETHING VERY BAD IS GOING TO HAPPEN</strong>, 26 marzo</li>
<li><strong>BTS: IL RITORNO</strong> (documentario), il 27 marzo</li>
</ul>
<h3>Il grande cinema su Netflix</h3>
<p>Campione di incassi insieme a Buen Camino, su Netflix arriva l&#8217;ultimo film di Pio e Amedeo dal titolo &#8216;<em>Oi vita mia</em>&#8216;.</p>
<ul>
<li><strong>Oi vita mia</strong>: 12 marzo</li>
<li><strong>Bad boys: ride or die</strong>: 13 marzo</li>
<li><strong>It ends with us</strong>: 21 marzo</li>
<li><strong>40 secondi</strong>: 25 marzo</li>
</ul>
<p>Netflix consiglia come Film:</p>
<ul>
<li>Un mondo a parte: 1 marzo</li>
<li>La tregua (n): 4 marzo</li>
<li>53 domeniche (n): 27 marzo</li>
</ul>
<p>Come Serie:</p>
<ul>
<li>Demon slayer: kimetsu no yaiba: hashira training arc: 3 marzo</li>
<li>Boyfriend on demand (n): 6 marzo</li>
<li>Steel ball run &#8211; le bizzarre avventure di jojo (n): 19 marzo</li>
</ul>
<p>Come Documentario:</p>
<ul>
<li>A friend, a murderer: il caso emilie meng (n): 5 marzo</li>
</ul>
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		<title>In viaggio con Joe: una commedia volgare e raffazzonata &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 17:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
		<category><![CDATA[NetFlix]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme streaming]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="In viaggio con Joe" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/In-viaggio-con-Joe.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Joe Simmons, il fratello volgare e alcolizzato di Madea, si offre come volontario per accompagnare il nipote B.J. in <strong>un viaggio attraverso il Paese</strong>, per far visita al college che questi frequenterà da lì a poche settimane. Il ragazzo è ingenuo, cresciuto con tutti i privilegi in una scuola privata della Georgia e <strong>non sa niente della &#8220;vita da nero&#8221;</strong>. Il padre Brian, pronto a tutto pur di convincere B.J. ad andare in macchina con il nonno, mente dicendogli che <strong>l&#8217;anziano sta morendo</strong>.</p>
<p><strong>In viaggio con Joe</strong> vede così i due protagonisti, separati da diverse generazioni, imbarcarsi in questo paradossale road trip attraverso l&#8217;America, con Joe che cerca di insegnare a quell&#8217;adolescente <strong>cresciuto nella bambagia</strong> cosa significhi essere una persona di colore negli States contemporanei. Tra bar e bordelli, tra risse in locali di biker e provvidenziali riavvicinamenti, <strong>il coming-of-age</strong> sarà per B.J. quanto mai ricco di paradossi e situazioni improbabili.</p>
<h2>In viaggio con Joe: gli opposti si attraggono? &#8211; recensione</h2>
<p><strong>Tyler Perry</strong> non si smentisce mai e dopo averci regalato negli ultimi anni alcuni dei peggior thriller pensati per il mercato streaming, ritorna al <strong>suo stile di comicità</strong> con questi cento e rotti minuti di volgarità ripetitive, predicozzi contraddittori e <strong>parolacce sbraitate senza controllo</strong>. Ennesima macchina onanistica per il protagonista dell&#8217;attore e regista afroamericano, che qui si cimenta come in altre occasioni <strong>in molteplici ruoli</strong>, incluso quello che l&#8217;ha reso più famoso ovvero la matriarca Madea Simmons, ormai habitué del catalogo <strong>Netflix</strong>.</p>
<p>Ma qui la vera &#8220;star&#8221; è il di lei fratello Ed, interpretato per l&#8217;appunto dal factotum, che diventa <strong>un modello di vita da non seguire</strong>, pronto a smontare le conquiste sociali e i diritti che sono stati guadagnati Oltreoceano nel corso di decenni. Se a tratti può apparire anche interessante scherzare su queste nuove conquiste, la sceneggiatura qua cede facilmente il passo <strong>al cattivo gusto e ad un umorismo becero</strong>, con dialoghi e gag che non funzionano in quanto totalmente gratuiti.</p>
<h3>Contro tutto e tutti</h3>
<p>Il prologo vorrebbe strizzare l&#8217;occhio allo <em>Zelig</em> (1983) alleniano, con una sorta di <strong>filmato introduttivo</strong> che introduce Joe come una figura nata nel 1937, oggi ottantanovenne, appartenente a una generazione che non si preoccupava di nulla tranne di <strong>dire ciò che pensava e fare ciò voleva</strong>. Un&#8217;etica quanto meno discutibile, che si mette anche in atto come dichiarazione da parte dello stesso autore, <strong>incurante dei pareri della critica</strong> e quindi di recensioni come questa.</p>
<p>Il sottoscritto se ne farà una ragione, non potendo in ogni caso evitare di notare le fragilità di un film che non si vergogna di <strong>prendere in giro le sensibilità più moderne</strong>. E che finisce per sminuire anche la stessa storia black che nelle intenzioni andava forse promulgata, segnale di come a Perry non importi di niente e nessuno ma soltanto del <strong>suo smisurato ego</strong>.</p>
<p><em>In viaggio con Joe</em> riesce nella per nulla semplice impresa di far rimpiangere operazioni omologhe come <em>Nonno scatenato</em> (2016), smitizzando di ogni costrutto <strong>il canonico viaggio on the road</strong> &#8211; che è talmente veloce e anonimo da sfruttare al minimo le location all&#8217;aperto, concentrandosi sulle scene in interni &#8211; che per altro ha il via dopo un&#8217;insostenibile parte iniziale, dove <strong>si parla, parla e parla senza esprimere nulla</strong> di minimamente significativo.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un ragazzino ingenuo che non sa nulla della vita e della cultura black e un <strong>nonno sboccato e fuori controllo</strong> sono al centro di <em>In viaggio con Joe</em>, improbabile on the road dove Tyler Perry &#8211; regista, sceneggiatore e triplicemente interprete &#8211; <strong>insulta il buon gusto di critica e pubblico</strong>, nonché le conquiste della società moderna.</p>
<p>Per far ricorso al politicamente scorretto ci vuole intelligenza e finezza, e non basta inserire una <strong>caterva di parolacce e di situazioni scostumate</strong>, da risse nei bar dei motociclisti a &#8220;bordelli old-school&#8221;, per arrivare al cuore della risata, che qua infatti è soltanto un lontano ricordo. E che quando prova ad affrontare questioni calde del mondo afroamericano, scade ulteriormente <strong>nel ridicolo involontario e fuori luogo</strong>.</p>
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		<title>Meet, Greet e Bye: storia di una famiglia, tra dolore e leggerezza &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 15:27:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Meet, greet and bye" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/meet-greet-and-bye.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Baby Lopez-Facundo è una grande <strong>appassionata di K-Drama</strong>, a dispetto dell&#8217;età avanzata. Malata terminale di cancro, è stanca di lottare contro quel male che ha fatto ritorno e non intende sottoporsi a sfiancanti <strong>sedute di chemioterapia</strong>, una decisione che ha suscitato grande scalpore e dolore nei suoi quattro figli adulti. Tupe, il primogenito, ha fatto ora <strong>ritorno da Los Angeles</strong>, dove vive ormai da anni gestendo un ristorante; Brad ha rinunciato invece ai suoi sogni per accudire la madre; Geri Ann è la figlia che porta ancora le ferite di un&#8217;assenza paterna mai elaborata mentre Leo cerca di mantenere <strong>l&#8217;unione familiare</strong>.</p>
<p>In <strong>Meet, Greet &amp; Bye</strong> la folta prole cerca di convincere in ogni modo la madre a riprendere le cure e quando scoprono che il suo attore coreano preferito è prossimo a fare <strong>un tour nelle Filippine</strong>, si prodigano per acquistare un biglietto di suddetto evento: la donna ha promesso infatti che se riuscirà a incontrarlo, accetterà di <strong>riprendere le terapie</strong>. Sarà così l&#8217;occasione per risolvere questioni irrisolte tra i fratelli e per ricompattarli in un <strong>momento assai drammatico</strong>.</p>
<h2>Meet, Greet &amp; Bye: sorrisi e lacrime &#8211; recensione</h2>
<p>Dietro quel tacito accordo di rendere felice la testarda genitrice si nasconde qualcosa di molto più profondo e doloroso, ovvero le <strong>incomprensioni tra quattro adulti</strong> che devono fare i conti con anni di non detti, di assenze ingiustificate e di sacrifici mai ammessi o riconosciuti. Un percorso che spingerà i personaggi anche ad una <strong>decisione tanto amara quanto necessaria</strong> e che pone quesiti esistenziali che spingono il pubblico a identificarsi nelle svolte narrative in divenire.</p>
<p>La famiglia allargata con i suoi molteplici problemi, i <strong>rancori generazionali</strong> che esplodono in (pre)potenti scene madri, la riconciliazione catartica ad accompagnare l&#8217;escalation finale, con la <strong>centralità della figura materna</strong> come alpha e omega a cui far ruotare attorno le vicende dell&#8217;intero nucleo. <em>Meet, Greet &amp; Bye</em> prende a piene mani dagli archetipi del <strong>cinema filippino</strong> recente pensato per il grande pubblico, carico di virate melodrammatiche e di storie che parlano di affetti e legami, scavando consapevolmente nell&#8217;ottica di una sofferenza facilmente <strong>veicolo di immedesimazione</strong> per chiunque.</p>
<h3>Formule collaudate</h3>
<p>La regista <strong>Cathy Garcia-Sampana</strong> ha preferito andare sul sicuro, favorendo una chiarezza emozionale rispetto a soluzioni più personali. Uno stile classico quello di <em>Meet, Greet &amp; Bye</em>, che segue da vicino i tormenti e le piccole vicissitudini dei personaggi, alle prese con <strong>situazioni tipiche del quotidiano</strong> in questa storia dai connotati tragicomici. Ad una prima parte parte effettivamente più leggera, se ne sostituisce progressivamente una seconda maggiormente cupa, con alcuni <strong>passaggi effettivamente toccanti</strong> che vanno a caccia della lacrima facile.</p>
<p>Le stesse caratterizzazioni dei vari fratelli, ognuno avente a che fare con <strong>questioni irrisolte</strong>, seguono uno schema prestabilito, con epilogo più dolce che greve a tentare di infondere quel pizzico di speranza, mentre <strong>lo spettro della malattia</strong> si insinua con sempre più insistenza.</p>
<p>La ricerca dei biglietti per partecipare al <em>meet &amp; greet</em> con la star coreana è così soltanto l&#8217;espediente per <strong>rimettere insieme i cocci</strong> di questa famiglia infranta, escamotage utile alla narrazione che nei cento minuti totali trova comunque una discreta varietà, soffrendo però a tratti di <strong>una palese retorica</strong> che funziona da un lato ma appesantisce il tutto dall&#8217;altro.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Quando si scopre che la matriarca deve fare nuovamente i conti con <strong>un cancro potenzialmente terminale</strong>, i suoi quattro figli cercano di convincerla a sottoporsi a nuove sedute di chemio, facendosi in quattro per esaudire il <strong>suo &#8220;ultimo desiderio&#8221;</strong>, ovvero incontrare un popolare attore di K-Drama che sarà in tour a Manila da lì a breve.</p>
<p>In <em>Meet, Greet &amp; Bye</em> il tentativo di acquistare un tagliando per quell&#8217;evento esclusivo permetterà ai fratelli di riconciliarsi dopo anni di lontananza, tra <strong>segreti e bugie</strong>, in un crescendo melodrammatico che sfrutta con furbizia le regole della retorica in potenti scene madri. Per <strong>un film emotivamente risonante</strong>, indirizzato principalmente a un target pronto a farsi commuovere.</p>
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		<title>The Swedish Connection: un film storico tra dramma e commedia &#8211; Recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 14:27:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Swedish Connection" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/The-Swedish-Connection.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Nel 1942, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, la <strong>Svezia è un Paese neutrale</strong>. Gösta Engzell è a capo del dipartimento legale del Ministero degli Esteri e quando le leggi sull&#8217;immigrazione iniziano a negare un <strong>potenziale rifugio agli ebrei</strong> norvegesi in fuga dalle deportazioni naziste, insieme al suo team comincia a creare delle potenziali eccezioni, nella speranza di <strong>concedere asilo</strong> a più persone possibili.</p>
<p>Il protagonista di <strong>The Swedish Connection</strong> comincia così a inventarsi scappatoie burocratiche sempre più fantasiose, interpretando i regolamenti a convenienza e attirandosi spesso <strong>le antipatie dei superiori</strong>, timorosi che la Germania possa vedere tali decisioni come un affronto diretto. Ciò che era infatti cominciato come una pratica riservata a singoli casi rischia di ampliarsi sempre di più, con <strong>conseguenze imprevedibili</strong> per tutti i coinvolti.</p>
<h2>The Swedish Connection: un rischio calcolato &#8211; recensione</h2>
<p>Sulla carta e nelle intenzioni ci troviamo davanti ad un&#8217;operazione che vorrebbe replicare quanto fatto da Armando Iannucci con l&#8217;irresistibile <em>Morto Stalin, se ne fa un altro</em> (2017), ovvero riprendere vicende storiche dello scorso secolo, dal taglio spesso cupo, con un approccio da <strong>commedia dell&#8217;assurdo</strong>. Peccato che dopo un inizio carico di spunti <em>The Swedish Connection</em> si sfaldi progressivamente, dimostrandosi <strong>sin troppo timido</strong> per essere anche incisivo e tagliente nella sua anima puramente satirica.</p>
<p>La sceneggiatura avanza imperterrita con <strong>una tale impazienza</strong> che impedisce di approfondire pienamente i personaggi e le dinamiche tra loro. Già il velocissimo prologo, che in una manciata di minuti ci introduce tramite voice-over, scritte su schermo e mappe geografiche al <strong>corposo background</strong>, mette le cose in chiaro e il ritmo sostenuto non abbandonerà mai il film, rivelandosi come il principale tallone di Achille dell&#8217;intero costrutto.</p>
<p>I vari passaggi della trama vengono <strong>esposti in fretta e furia</strong> piuttosto che essere sviluppati a dovere e si scivola in diverse occasioni nella farsa involontaria, senza trovare il giusto mood tra commedia e dramma storico che sarebbe stato d&#8217;uopo.</p>
<h3>Pro e contro</h3>
<p>Quando poi il film decide di prendersi sul serio, si tona ancora più bruscamente questa <strong>mancanza di equilibrio</strong>. Nonostante queste difficoltà che emergono nel corso della visione, <em>The Swedish Connection</em> ha il merito di raccontare con leggerezza una pagina sconosciuta ai più, consegnandoci la figura di <strong>un eroe &#8220;invisibile&#8221;</strong> che è rimasto tale fino alla sua morte, prima che le sue gesta venissero infine alla luce.</p>
<p>E l&#8217;eterogeneo cast conferisce ai vari personaggi la giusta dose di <strong>varietà e simpatia</strong>, pur alle prese con figure spesso caricaturali che si muovono nel gran ambaradan burocratico: tolte un paio di sequenze all&#8217;aperto, la maggior parte della vicenda <strong>si svolge in interni</strong>, in quei palazzi del potere dove le decisioni sulla vita e la morte di centinaia di individui sono <strong>nelle mani di pochi uomini</strong>, retti o ambigui al pubblico scoprirlo.</p>
<p>Peccato come detto che a tratti i registi <strong>Thérèse Ahlbeck e Marcus Olsson</strong> cerchino di coprire mesi e mesi di eventi, con decine di vite salvate, complesse manovre politiche e sviluppi inaspettati sul fronte a far capolino nelle <strong>varie svolte narrative</strong>, fino a quella scritta a precedere i titoli di coda che ci informa del destino a venire del principale protagonista.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Una pellicola che sa di occasione mancata <em>The Swedish Connection</em>, in quanto sì gradevole nel tentare di raccontare una pagina drammatica della storia con <strong>un tocco di leggerezza</strong>, ma poco equilibrato nel mix tragicomico e nel ritmo al fulmicotone. Le lodevoli gesta di chi cercò di salvare quante più persone possibili dalla &#8220;soluzione finale&#8221; nazista, viaggiano <strong>tra uffici e ministeri</strong>, con le logiche della burocrazia che rischiano di avere il sopravvento.</p>
<p>Una <strong>vicenda reale poco conosciuta</strong> anche dagli stessi svedesi, in un&#8217;operazione che aspira a essere qualcosa di diverso dal solito didascalico film reverenziale. Peccato che a conti fatti <strong>resti poco a livello emozionale</strong> e di sensazioni, tanto che al giungere dei credits quanto appena visto si dimentica assai in fretta.</p>
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		<title>Brotherhood &#8211; Stato di paura: l&#8217;amaro e violento spin-off della serie &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 12:24:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Brotherhood: Stato di paura" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/02/Brotherhood-Stato-di-paura.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Il governo brasiliano è ai ferri corti con l&#8217;<em>Irmandade</em>, la <strong>potente organizzazione criminale</strong> di San Paolo che controlla le carceri e gestisce rivolte organizzate. Dopo il rapimento di Elisa, <strong>figlia diciottenne del fondatore</strong>, da parte di poliziotti corrotti che ora chiedono un cospicuo riscatto alla zia della ragazza, la nota avvocatessa Christina, <strong>la guerra aperta appare ormai inevitabile</strong>.</p>
<p>In <strong>Brotherhood: Stato di paura</strong> si scatena così il panico nelle strade e la legale farà di tutto per scoprire dove si trova la nipote, imbarcandosi in una pericolosa missione per salvarla prima che sia troppo tardi. In <strong>una città in fiamme</strong> e dichiarata sotto assedio, si muovono i destini di personaggi vittime sì dei propri sbagli, ma anche di un sistema dove la <strong>violenza genera violenza</strong> e all&#8217;ingiustizia si risponde con la vendetta.</p>
<h2>Brotherhood: questioni di sangue &#8211; recensione</h2>
<p>Ci troviamo davanti a un film spin-off della <strong>popolare serie brasiliana</strong> <em>Brotherhood</em>, distribuita anch&#8217;essa su <strong>Netflix</strong>. Un lungometraggio che predilige un senso di immersione dal taglio semi-documentaristico &#8211; qualcuno forse penserà a un classico del cinema carioca di inizio millennio come <em>City of God</em> (2002). Qui le dinamiche sociali, pur (pre)potenti all&#8217;interno della narrazione, sono comunque assoggettate alla logiche narrative del <strong>cinema di genere</strong>, con l&#8217;azione che prende il sopravvento fin dallo scoppiettante prologo.</p>
<p>Prologo che si ricollega direttamente all&#8217;epilogo &#8211; la sceneggiatura procede su <strong>una sorta di flashback a ritroso</strong> &#8211; e mette in chiaro uno dei marchi distintivi dell&#8217;approccio stilistico di <em>Brotherhod: Stato di paura</em>. Il regista <strong>Pedro Morelli</strong> si affida infatti in diverse occasioni al <strong>piano sequenza</strong>, restituendo un senso di urgente tensione e sfruttando al meglio le specificità degli ambienti per costruire un&#8217;azione sanguigna e viscerale, quando non <strong>brutale e spietata</strong>.</p>
<h3>Vecchi e nuovi</h3>
<p>Certamente la pellicola si farà maggiormente apprezzare da <strong>chi ha già familiarità</strong> con la serie madre, con alcune situazioni che vengono date per scontate e personaggi introdotti più o meno sbrigativamente. Ma nonostante gli <strong>immancabili collegamenti</strong>, <em>Brotherhood: Stato di paura</em> ha il merito di farsi apprezzare anche da uno spettatore neofita, in quanto la storyline principale &#8211; il rapimento che scatena il caos e la missione della protagonista per riportare a casa la nipote &#8211; non è altro che <strong>la riproposizione di un archetipo</strong> alquanto canonizzato nel filone.</p>
<p>La storia non idealizza nessuna delle parti in causa, a sottolineare che <strong>non ci sono santi ma soltanto peccatori</strong>, e quel finale dove ancora una volta sangue chiama sangue è il perfetto sigillo di questo cerchio di morte che sembra non avere mai fine, in un Paese come il Brasile dove <strong>le disparità sociali e il crimine</strong> regnano indisturbati, forze dell&#8217;ordine corrotte incluse. Tra pedinamenti su quattro ruote, fughe a rotta di collo, sparatorie e potenziali esecuzioni, il film ha una discreta dose di varietà e <strong>il ritmo sostenuto</strong> è in grado di coprire alcune forzature e le lacune dei personaggi, che a volte sembrano fare di tutto per complicarsi gratuitamente la vita.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Una <strong>guerra senza esclusione di colpi</strong> quella tra la corrotta polizia di San Paulo e le gang criminali che scorrazzano per le strade della megalopoli carioca. Spin-off che porta in versione filmica l&#8217;omonima serie madre, <em>Brotherhood: Stato di paura</em> ne mantiene <strong>la cupezza e la crudeltà</strong> in una storia che progressivamente prende una piega assai personale, ambientata nell&#8217;inferno di una città dove ormai regna solo la violenza.</p>
<p>I diversi piano sequenza che elevano la regia nei frangenti chiave del racconto imprimono una <strong>notevole dose di tensione</strong>, amplificando la sensazione di pericolo incombente sui protagonisti, vittime o carnefici in un contesto dove il confine tra bene e male è quanto mai labile e il ricorso alla violenza diventa l&#8217;unico salvacondotto per <strong>garantirsi la sopravvivenza</strong>.</p>
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