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	<title>Interviste esclusive ad attori, cantanti e personaggi della TV</title>
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	<description>Programmi TV, Anticipazioni e Gossip della TV</description>
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		<title>Lorenzo Salvetti, da Amici all&#8217;EP &#8220;Stupida Vita&#8221;: &#8220;Maria De Filippi è stata una figura materna. Sanremo? Solo con il pezzo giusto&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 07:52:22 +0000</pubDate>
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<h2>Intervista a Lorenzo Salvetti vincitore di Amici</h2>
<p>Nel corso dell’intervista, Lorenzo si apre sul rapporto con Maria De Filippi, sulle difficoltà legate all’esposizione mediatica e sulla necessità di restare autentico in un mondo sempre più dominato dai social. Tra i sogni nel cassetto c’è anche il Festival di Sanremo, ma solo con il brano giusto e sentendosi davvero pronto dal punto di vista psicologico ad affrontare un’esperienza intensa e importante come quella del palco dell’Ariston. E, se quel momento non dovesse ancora essere arrivato, Lorenzo ammette di essere disposto anche a dire no.</p>
<p><b>Lorenzo, benvenuto su SuperGuida TV. Ti faccio subito una domanda: cosa significa essere un vincitore oggi?</b></p>
<p><em>“Oddio, significa tante cose. Devo ancora metabolizzare tutto al cento per cento. È passato un po’ di tempo e ho iniziato a realizzare quello che è successo, ma devo ancora capire davvero la portata di questa cosa. È stata una botta importante.”</em></p>
<p><b>Hai vinto Amici: che esperienza è stata?</b></p>
<p><em>“È stata un’esperienza forte e lunga, ma soprattutto formativa. Ho imparato veramente tanto e ne sono uscito con una consapevolezza molto maggiore rispetto a quando sono entrato.”</em></p>
<p><b>Qual è stata la cosa più difficile da gestire emotivamente durante il percorso?</b></p>
<p><em>“La gestione del palco. Io sono sempre stato abituato a suonare e cantare con uno strumento, quasi a nascondermi dietro di esso. Trovarmi da solo con un microfono davanti al pubblico mi metteva molto a disagio. Però sono riuscito a sbloccarmi e a vivere il palco in modo diverso. Per me è stato importantissimo.”</em></p>
<p><b>Secondo te cosa ha visto il pubblico in te, oltre alla voce?</b></p>
<p><em>“Ho iniziato da poco gli instore e la cosa che mi sento dire più spesso è che arrivo come una persona semplice e pura. Credo sia questo quello che il pubblico percepisce.”</em></p>
<p><b>Il tuo EP si intitola Stupida Vita: sembra quasi uno sfogo. Come nasce questo progetto?</b></p>
<p><em>“Stupida Vita prende il titolo dal singolo omonimo. Nasce in un periodo in cui avevo voglia di scrivere qualcosa di più spensierato, senza cadere nella classica canzone super romantica. Lo è comunque, ma ha un ritornello molto aperto e leggero. Mi ricorda che nella vita non esistono solo cose pesanti e serie.”</em></p>
<p><b>Qual è il brano dell’EP che oggi ti rappresenta di più?</b></p>
<p><em>“Oltre a Stupida Vita, direi Via Santini. L’ho scritto completamente da solo nel mio studio, quest’estate. È nato molto di getto e non parla solo d’amore, ma anche di me stesso. Ho fatto fatica a espormi così tanto, ma ne sentivo il bisogno.”</em></p>
<p><b>Quanto è importante essere autentici oggi, in un periodo in cui tanti artisti sembrano inseguire soprattutto i social?</b></p>
<p><em>“Io sui social sono probabilmente la persona meno indicata per parlare (ride). Non sono un grande utilizzatore e so che dovrò lavorarci. Però cerco sempre di essere me stesso e di viverla serenamente.”</em></p>
<p><b>Quando scrivi hai paura di esporti troppo?</b></p>
<p><em>“Sì, ma è una paura che sto imparando a superare. Ad esempio con Stupida Vita ero indeciso se pubblicarla o meno, perché racconta il non sentirsi abbastanza, quindi mostra una parte fragile di me. Io ho sempre avuto paura di mostrarmi debole, ma con quel pezzo l’ho fatto e oggi ne sono molto fiero.”</em></p>
<p><b>Prima di Amici hai partecipato anche a X Factor. Cosa ti hanno lasciato queste due esperienze?</b></p>
<p><em>“Due consapevolezze diverse. X Factor mi ha fatto capire che volevo fare musica nella vita, è stato il primo assaggio. Ad Amici invece ero più grande, più maturo, e ne sono uscito molto più consapevole.”</em></p>
<p><b>Cos’è cambiato tra il Lorenzo di X Factor e quello uscito da Amici?</b></p>
<p><em>“Sono entrato a X Factor a 16 anni e ad Amici a 18: ero proprio due persone diverse. Avevo due teste differenti, in due momenti completamente diversi della vita. E infatti porto a casa insegnamenti diversi.”</em></p>
<p><b>Com’è stato confrontarti con Maria De Filippi? Ti ha dato consigli particolari?</b></p>
<p><em>“Maria è stata una figura molto materna per tutti noi. Ci dava continuamente consigli, non solo artistici ma anche umani. È una cosa impagabile.”</em></p>
<p><b>Con chi hai legato di più all’interno del talent?</b></p>
<p><em>“Un po’ con tutti, perché vivendo insieme si creano legami fortissimi. Sicuramente con i miei compagni di stanza e anche con Angie, visto che eravamo in squadra insieme e abbiamo condiviso tante esperienze.”</em></p>
<p><b>Cosa ti manca della vita prima dei talent?</b></p>
<p><em>“Forse il fatto di avere meno pressioni.”</em></p>
<p><b>Il giudizio del pubblico ti spaventa?</b></p>
<p><em>“Per ora no. Sono molto concentrato sulla musica e cerco di non pensarci troppo. Spero di riuscire a mantenere sempre questa lucidità.”</em></p>
<p><b>Hai raccontato di aver sofferto di balbuzie da piccolo. Come hai affrontato questa difficoltà?</b></p>
<p><em>“Da piccolo andavo dal logopedista ma non avevo più voglia di fare esercizi. Volevo trovare un modo più divertente per affrontare questa cosa che mi creava disagio. Mi hanno consigliato il teatro e lì si è aperto un mondo. Seguendo un copione impari a gestire il respiro e a scandire bene le parole. È stato qualcosa di molto concreto, non solo psicologico. Da allora non ho più smesso.”</em></p>
<p><b>Sei molto legato alla tua famiglia e hai vissuto un periodo difficile dopo la perdita dei tuoi nonni. Cosa ricordi di quel momento?</b></p>
<p><em>“Non vorrei entrare troppo nei dettagli. È stato un periodo molto duro per la mia famiglia e di conseguenza anche per me. Vedere le persone che ami stare male ti fa stare male automaticamente.”</em></p>
<p><b>C’è un artista con cui sogni di collaborare?</b></p>
<p><em>“Non ho un nome preciso. Sarei felicissimo di collaborare con tanti artisti: Cremonini, Elisa, Olly, Bresh, Jovanotti… diciamo che i casting sono aperti!”</em></p>
<p><b>Cosa ti spaventa di più di questa professione?</b></p>
<p><em>“L’esposizione. Però fa parte del gioco e bisogna imparare a conviverci.”</em></p>
<p><b>Se ti dico Sanremo?</b></p>
<p><em>“Ti dico che ci penseremo. Mi piacerebbe andarci, ma solo con il pezzo giusto e quando mi sentirò pronto anche psicologicamente. Tutti raccontano che è un’esperienza molto intensa, quindi bisogna arrivarci preparati sotto tutti i punti di vista.”</em></p>
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		<title>Raimondo Todaro, terzo al Gf: &#8220;Mi aspettavo di uscire dopo due giorni. Io stratega? La Mussolini non ha capito nulla. Con la Manzini è amicizia. Mi piacerebbe tornare ad Amici&#8221; &#124; Intervista esclusiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Di Tommaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 10:11:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<h2>Intervista esclusiva a Raimondo Todaro, terzo classificato al Grande Fratello Vip</h2>
<p><strong>Cosa l&#8217;ha spinta a partecipare al Grande Fratello e, una volta arrivato in finale, si aspettava il terzo posto o per lei è stata una delusione?</strong></p>
<p><em>&#8220;Mi ha spinto a partecipare in primis il fatto di essermi sentito molto corteggiato e desiderato. Inoltre rappresentava una sfida completamente diversa da quello che avevo fatto in passato. Mi piaceva l&#8217;idea di buttarmi in un&#8217;esperienza nuova, era un po&#8217; un salto nel buio e quindi mi sono detto: &#8216;Perché no, proviamo&#8217;. </em></p>
<p><em>Avevo paura di durare due giorni, proprio non sapevo a cosa andassi incontro e se fossi adatto ad un format del genere. Per me è stata una bella scoperta arrivare fino in fondo al sessantatreesimo giorno, è stata già una vittoria enorme. Non avevo aspettative, quindi il terzo posto va benissimo. Ero già felice di essere riuscito ad arrivare alla fine&#8221;.</em></p>
<p><strong>Secondo lei la vittoria di Alessandra Mussolini è stata meritata? Perché è piaciuta al pubblico così tanto?</strong></p>
<p><em>&#8220;Penso che sia stata meritata. Ha capito cosa potesse piacere al pubblico a casa: ha fatto show e ha capito qual era la chiave giusta&#8221;.</em></p>
<p><strong>Qual è stata la prima cosa che ha fatto una volta tornato a casa?</strong></p>
<p><em>&#8220;Sono stato con mia figlia due giorni chiuso a casa e non sono mai uscito&#8221;.</em></p>
<p><strong>Dopo tanti anni a &#8216;Ballando con le stelle&#8217; e ad &#8216;Amici&#8217;, quella del Grande Fratello Vip è stata la sua prima partecipazione come concorrente in un reality. Cosa le ha lasciato questa esperienza? </strong></p>
<p><em>&#8220;È stata un&#8217;esperienza bella, indimenticabile, strana e diversa, un viaggio personale bellissimo. Penso che sia una di quelle esperienze che ti ricordi a vita, è surreale ma molto forte e anche molto utile perché ti fa pensare tanto. Ti dà modo di leggerti dentro e sono felicissimo di aver accettato; la rifarei un milione di volte&#8221;.</em></p>
<p><strong> C&#8217;è qualcosa che invece non rifarebbe all&#8217;interno della casa?</strong></p>
<p><em>&#8220;No, ho fatto tutto quello che mi sentivo di fare, quindi va bene così&#8221;.</em></p>
<p><strong>Il momento più difficile e quello più bello, secondo lei, di questa edizione?</strong></p>
<p><em> &#8220;Il momento più difficile? Sicuramente i primi giorni nel monolocale perché stavo malissimo, soffrivo di claustrofobia, e anche gli ultimi giorni ero arrivato: non avevo più benzina, ero stanco, non ce la facevo più. I momenti più belli ne direi un milione, ma se ne devo dirne uno è la presa che abbiamo fatto quando abbiamo tirato su Marco in una coreografia di tutti noi maschietti, dei Take That. Quello secondo me è stata una cosa iconica&#8221;.</em></p>
<p><strong> Nella casa, soprattutto sui social, si è parlato molto della sua amicizia con Francesca. Come definirebbe il vostro rapporto?</strong></p>
<p><em> &#8220;Di amicizia, ci siamo trovati, passavamo tanto tempo, soprattutto la sera, perché noi eravamo quelli che andavamo a dormire più tardi, e quindi facevamo molte conversazioni sulle nostre vite, ci confrontavamo. Una normale amicizia che avevo peraltro anche con Nicolò, con cui sono molto legato, con Renato, con Raul. Ho trovato persone belle&#8221;.</em></p>
<p><strong> Lei è molto riservato, infatti poco si sa sulla sua vita privata. Molti si domandano: se fosse stato single ci sarebbe stato qualcosa con qualcuno all&#8217;interno della casa?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Non credo, non credo</em>&#8220;.</p>
<p><strong> Lei ai suoi compagni di avventura ha parlato anche di Francesca Tocca e del fatto che è una super mamma, del legame che vi lega, che dura anche dopo la separazione. Oggi l&#8217;ha sentita come sono i vostri rapporti? </strong></p>
<p><em>&#8220;Sì, sono andato a salutarla subito quando sono uscito dal programma, ci siamo abbracciati, anche perché sapevo che lei aveva l&#8217;Eurovision, me l&#8217;aveva detto che era a maggio ma non conoscevo bene le date. Da dentro al Grande Fratello non mi avvisavano ovviamente. È una persona per me speciale, mi è mancata anche lei, perciò ci siamo abbracciati, mi ha raccontato come è andata in Austria. Mi ha raccontato cose che ha visto di me, abbiamo condiviso un pochettino questo momento di allontanamento&#8221;.</em></p>
<p><strong> Le è piaciuta la coreografia di Vienna?</strong></p>
<p><em>&#8220;In verità non l&#8217;ho vista, perché quando sono uscito lei aveva già fatto tutto, quindi poi non l&#8217;ho ancora vista&#8221;.</em></p>
<p><strong> Tornando invece al Grande Fratello, la Mussolini oggi in una intervista a noi giornalisti ha dichiarato che secondo lei è stato Todaro il concorrente più stratega di questa edizione. Cosa ne pensa?</strong></p>
<p><em>&#8220;Se ha detto che sono stato il più stratega allora non ha capito niente! Perché semplicemente facevo quello che mi passava per la testa, senza fare nessun tipo di strategia. Durante le prime settimane non mi sono trovato bene con Paola, anche perché aveva fatto delle allusioni brutte sul mio conto, e ho sempre nominato Paola. Poi ho nominato Alessandra per un lungo periodo, finché non è diventata finalista, poi Lucia, perché comunque, anche a detta sua, era la persona con cui avevo meno rapporto. Tant&#8217;è che anche lei nominava me, quindi questa strategia sinceramente non l&#8217;ho capita. Mi sono trovato bene con tutti, con Francesca, quindi non lo so&#8221;.</em></p>
<p><strong>E invece con le opinioniste? Ha ritrovato anche Selvaggia Lucarelli dopo i trascorsi a Ballando.</strong></p>
<p><em>&#8220;Sì, Selvaggia mi ha fatto molto piacere, perché quando è finita poi la puntata in finale ha detto che secondo lei pensava che vincessi. Mi ha fatto i complimenti, quindi mi ha fatto molto piacere&#8221;. </em></p>
<p><strong>Dopo questa esperienza le piacerebbe ritornare nel mondo dello spettacolo, anche ad Amici nel ruolo di insegnante, o quello è un percorso ormai chiuso?</strong></p>
<p><em>&#8220;No, quello è il mio habitat naturale. Sicuramente lo farei sempre, lo faccio tutti i giorni nella mia vita privata, è il mio pane quotidiano, quindi certamente è il ruolo che mi rispecchia di più&#8221;.</em></p>
<p><strong> Quindi sì, le piacerebbe ritornare.</strong></p>
<p><em>&#8220;Sì, sì, perché no, assolutamente&#8221;.</em></p>
<p><strong>Ha fatto Amici e Ballando con le stelle, due programmi cult del sabato sera</strong></p>
<p><em>“Sono due programmi completamente diversi, perché Amici è più simile a quello che faccio tutti i giorni, cioè lavorare con i giovani, ragazzi e ragazze che fanno quel mestiere lì, che vogliono fare quello nella vita. Ballando è diverso, perché a Ballando hai a che fare con gente già navigata, che ha una carriera alle spalle, che però fa tutt’altro nella vita. Sono due format completamente diversi, però mi sono sempre trovato bene in entrambe le circostanze”.</em></p>
<p><strong> Progetti futuri a parte la scuola di danza che gestisce?</strong></p>
<p><em>&#8220;Non ne ho idea, nel senso che ancora mi devo riprendere, poi vedrò&#8221;.</em></p>
<p><strong>Le piacerebbe rimettersi in gioco in un altro reality, tipo l&#8217;Isola dei famosi?</strong></p>
<p><em>&#8220;No, non è molto il mio habitat naturale. Ne ho fatto uno, è stato bellissimo, un&#8217;esperienza indimenticabile, però non penso di avere molta predisposizione per questo genere di cose&#8221;.</em></p>
<p><strong> Cosa si augura in futuro per se stesso?</strong></p>
<p><em>&#8220;Di essere felice&#8221;.</em></p>
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		<title>Mr. Rain racconta “Lunedì Nero”: “Sono tornato a fare musica senza guardare le classifiche. Sanremo? Ci torno solo con canzoni che hanno un messaggio forte, non ci andrò settecento volte” &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:19:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="438" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-1024x644.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Mr.Rain" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-1024x644.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-300x189.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-768x483.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-696x438.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-1068x672.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_-668x420.jpg 668w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/mr.rain_.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>È uscito venerdì 22 maggio, ‘LUNEDì NERO’ (Warner Records/Warner Music Italy), nuovo brano di <strong>Mr. Rain</strong>, la cui genesi affonda le radici lontano nel tempo: il brano prende forma quasi un anno fa, quando <strong>Mr. Rain</strong> inizia a scriverlo insieme a Lorenzo Vizzini, che ne firma anche la produzione, con la collaborazione del produttore spagnolo Liam Garner. Ancora volta MR.RAIN sceglie di raccontare i sentimenti con grande sensibilità e profondità, esplorando le contraddizioni dell’amore e il peso emotivo che certi legami possono lasciare dentro di noi.</p>
<p><strong>Mr. Rain</strong> si sta anche dedicando al suo progetto spagnolo, dopo il grandissimo successo del brano ‘SUPERHÉROES’ con BERET disco di platino in Spagna, e la pubblicazione dei due singoli in coppia con ZETAZEN e poi con WALLS. Attualmente <strong>Mr. Rain</strong> è al lavoro anche sul suo prossimo album in uscita nel 2026. Tra ottobre e novembre MR.RAIN tornerà live e porterà la sua musica nelle principali città italiane con una serie di concerti per la prima volta nei teatri, per raccontarsi in una veste nuova, più intima e intensa. Il tour è prodotto e organizzato da Friends&amp;Partners e Color Sound.</p>
<h2>Intervista a Mr. Rain</h2>
<p><strong>Mr.Rain, benvenuto su SuperGuidaTV. Siamo qui per parlare del tuo nuovo singolo “Lunedì Nero”. Come nasce questo brano e questo titolo?</strong></p>
<p><em>Il titolo è ovviamente una citazione al crollo delle borse dell’87. Io non ero ancora nato, però poi mi sono informato. Il brano parla di quella persona che ti manda veramente fuori di testa, che rompe ogni tipo di equilibrio ma di cui, allo stesso tempo, non puoi fare a meno. Può essere una persona, un ricordo, qualsiasi cosa a cui tieni davvero tanto. È il mio nuovo singolo e farà parte del nuovo album a cui sto lavorando molto. Sono contentissimo perché quest’anno ho intenzione di pubblicare tanta musica. Ho passato un anno di nonstop, ma anche di lavoro su me stesso e sulla mia musica in studio, e ora voglio tornare a rilasciare tante canzoni.</em></p>
<p><strong>Hai scritto questo brano insieme a Lorenzo Vizzini quasi un anno fa. È cambiato nel tempo oppure è rimasto fedele alla prima idea?</strong></p>
<p><em>All’inizio abbiamo abbozzato soprattutto il ritornello, circa un anno fa, insieme al super Lorenzo Vizzini, che ormai è il mio braccio destro da tanti anni. In realtà le strofe le ho scritte un anno dopo. Avevo questa canzone che continuava a tornarmi in mente e alla fine ho deciso di finirla. L’ho completata verso febbraio, più o meno.</em></p>
<p><strong>Nei tuoi pezzi riesci sempre a trasformare qualcosa di molto intimo in qualcosa di universale. Quanto è difficile per te esporti così tanto?</strong></p>
<p><em>Sembra surreale, ma nelle canzoni non faccio minimamente fatica a mettermi completamente a nudo e a raccontare cose che invece non riesco a dire alle persone che amo, dal vivo. Nella vita privata sono molto chiuso, introverso e riservato. Nelle canzoni, invece, cerco di donarmi e di raccontarmi al meglio, perché magari posso essere d’aiuto a qualcuno che ha vissuto o sta vivendo le stesse cose che ho vissuto io. Penso a brani come Supereroi o Fiori di Chernobyl: ecco, quella per me è la vittoria più grande. Sapere di essere utile a qualcuno attraverso la musica, che è la mia più grande passione.</em></p>
<p><strong>Che momento è questo della tua vita e della tua carriera?</strong></p>
<p><em>Sicuramente un momento felice. Dopo quest’anno di “pausa”, tra virgolette, ho cercato di dedicare più tempo a me stesso e di sintetizzare tutto il mio percorso. Sono tornato a una veste forse più primitiva: sto scrivendo e pubblicando canzoni come facevo cinque o sei anni fa. Non guardo classifiche o tutto ciò che è secondario rispetto alla musica. Guardo solo l’esigenza di scrivere, perché ne sento il bisogno e voglio comunicare qualcosa.</em></p>
<p><strong>Sanremo è un palcoscenico che ti piacerebbe ancora calcare?</strong></p>
<p><em>Sanremo mi ha regalato tantissimi ricordi belli e mi ha aperto le porte delle case degli italiani. È un palco a cui non smetterò mai di dire grazie.</em> <em>Sicuramente in futuro mi piacerebbe rifarlo, anche se non sarò uno di quelli che va a Sanremo settecento volte. Quando ci vado, ci vado con una canzone che ha un significato importante e che credo abbia bisogno di un amplificatore gigante. Penso a Supereroi, Due Altalene o Fiori di Chernobyl — che tra l’altro era stata scartata — ma sono tutte canzoni fondamentali nel mio percorso e nella mia vita, perché portano un messaggio molto forte.</em></p>
<p><strong>Hai costruito una carriera importante: qual è il messaggio più forte che un fan ti ha lasciato?</strong></p>
<p><em>Ogni giorno ricevo messaggi, lettere oppure incontro persone per strada che mi ringraziano perché si sono sentite più capite, più comprese e magari anche meno sole, semplicemente sapendo che un’altra persona ha vissuto esperienze simili alle loro. Per me questo è il traguardo più grande della mia vita. Mi vengono i brividi quando sento queste cose. Sarebbe riduttivo citarne solo una: tutte queste persone mi fanno capire quanto quello che faccio sia davvero importante per loro.</em></p>
<h3>Calendario delle date del tour</h3>
<p>05/10/2026 MILANO &#8211; TEATRO ARCIMBOLDI<br />
11/10/2026 ROMA &#8211; TEATRO BRANCACCIO<br />
19/10/2026 TORINO &#8211; TEATRO COLOSSEO<br />
23/10/2026 BRESCIA &#8211; TEATRO CLERICI<br />
26/10/2026 FIRENZE &#8211; TEATRO VERDI<br />
29/10/2026 PADOVA &#8211; GRAN TEATRO GEOX<br />
05/11/2026 BOLOGNA &#8211; EUROPAUDITORIUM</p>
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		<title>Alessandra Mussolini sulla vittoria al Gf: &#8220;Nessuno voleva partecipassi. La Lucarelli molto sensibile, la Elia mi ha dato della gallina? Spero l&#8217;abbia fatto apposta. Francesca meritava il secondo posto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Di Tommaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grande Fratello]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<p>In una round table con i giornalisti, Alessandra Mussolini ha risposto alle domande sui suoi compagni di avventura e sul suo futuro nel mondo dello spettacolo. Vediamo nel dettaglio cosa ha detto anche sul rapporto con gli opinionisti e sulla sua famiglia.</p>
<h2>Intervista ad Alessandra Mussolini, vincitrice del Grande Fratello Vip</h2>
<p><strong>Cosa l&#8217;ha spinta a partecipare al Grande Fratello VIP? Si sarebbe mai aspettata questa vittoria? </strong></p>
<p><em>&#8220;Tutti mi hanno spinto a non farlo. Ma proprio tutti. A volte mi sorprendo di me stessa, dato che sono imprevedibile e ho una vena un po&#8217; di pazzia, mi sono detta: &#8216;Ma perché non partecipare? Lo faccio&#8217;. Sono entrata praticamente all&#8217;oscuro di tutto, solo mossa dal desiderio di divertirmi e di vivere la casa. Non avevo neanche il vestito per la finale mentre altri concorrenti lo avevano già portato con sé. Io non ce l&#8217;avevo, perché tutte queste dinamiche non le sapevo. Quindi no, non me l&#8217;aspettavo assolutamente. È stata un&#8217;esperienza bellissima. Adesso sto rivedendo alcune clip di quello che ho combinato e rido da sola&#8221;.</em></p>
<p><strong>Lei ha dichiarato che nella vita non si è mai nascosta. Il pubblico ha capito finalmente chi è la vera Alessandra? </strong></p>
<p><em>&#8220;Io spero di sì. Devo dire che non ho avuto il condizionamento di pensare a cosa dovessi far vedere. Semplicemente sono stata me stessa. Lì dentro non hai la percezione di chi c&#8217;è fuori, di chi non c&#8217;è. Se ti vedono o non ti vedono. Per me significava stare lì dentro e convivere con persone sconosciute. Alcune le conoscevo, ma non le avevo mai frequentate. C&#8217;è questa convivenza forzata con i suoi tempi, i ritmi, le abitudini.</em></p>
<p><em>Io ero semplicemente me stessa: mi alzavo la mattina e a volte pensavo: &#8216;Ma la gente vede che la mattina faccio sempre le stesse cose?&#8217;. Perché sono così, mi metto lo scialle sulle spalle, poi prendo il latte, il caffè, due biscotti e una fetta biscottata. Pensavo: &#8216;Pensa tu, stanno vedendo quello che faccio sempre&#8217;.&#8221;</em></p>
<p><strong>Nella casa si è relazionata molto con i giovani. All&#8217;inizio anche con GionnyScandal.</strong></p>
<p><em>&#8220;Gionny mi è piaciuto tanto. È simpaticissimo anche lui e un bravo ragazzo. Gli altri, quelli adulti, diciamo, più maturi, mi sembravano invece più costruiti. All&#8217;inizio pensavo che stessero recitando. Cioè Dario, a volte, mi sembrava mettesse troppa enfasi nel raccontare i suoi aneddoti, come fosse una recita. I ragazzi invece erano destrutturati, normali, mi facevano ridere.</em></p>
<p data-path-to-node="10"><em>Infatti, quando ho avuto quel crollo e non ce la facevo più, ho fatto le valigie e le ho lasciate davanti al magazzino per metterli alla prova e vedere cosa pensassero davvero, se fossero contenti della mia uscita. E molti lo erano. Chi mi è stato vicino in quel momento sono stati Lucia e Raul. Persino Raimondo, nella sua rigidità, mi toglieva le valigie dalle mani mentre le stavo preparando. Gli altri, invece&#8230;</em></p>
<p data-path-to-node="11"><em>La persona più distante da me nella casa è stata proprio Adriana: perfettina, precisina, che cantava sempre. La vedevo un po&#8217; &#8216;falsona&#8217;. Gli altri non erano molto interessanti per me: non mi divertivano e non mi piacevano, mi piaceva solo litigare con loro e basta. Eravamo agli opposti. Ricordo la scena delle torte: falla normale, no? Perché devi fare una torta così costruita? Recitavano anche nel fare una torta, era tutto un bluff. In quel contesto ho dovuto per forza usare l&#8217;ironia.&#8221;</em></p>
<p><strong>Dopo le discussioni avute con Antonella Elia avete avuto modo, non so, di chiarirvi?</strong></p>
<p>&#8220;<em>Ma no, noi ci siamo sempre chiarite. Solo che lei è strana. Per i primi venti giorni non ha vissuto la casa: non mi ha mai parlato, si era chiusa in una sorta di catatonia e andava in sauna tre, quattro volte al giorno, e poi in piscina. Quindi, insomma, era alternante: un momento era equilibrata mentre un altro broccava pure lei, non si sa perché.</em></p>
<p><em>Diciamo che sono persone più difficili per me. Anche adesso, vedendo le sue reazioni dopo la mia vittoria, le dichiarazioni sulla gallina, credo che lo stia facendo apposta, o almeno lo spero per lei. Ormai non lo so più&#8221;.</em></p>
<p><strong>Forse collegate alle piume dei suoi vestiti?</strong></p>
<p><em>&#8220;Eh sì, collegate alle piume è bellissimo! Quelle sono state la mia salvezza. In fondo hanno rappresentato, anche inconsciamente, la mia voglia di leggerezza.&#8221;</em></p>
<p><strong>Invece questa ritrovata pace con la Lucarelli?</strong></p>
<p><em>&#8220;È stato bello perché dimostra che le persone, quando sono sensibili (e voglio mettere come prima parola questa), dicevo sensibili e intelligenti, capiscono la vera natura di una persona. Ho letto l&#8217;articolo che ha scritto ed è tutto vero. Noi lì dentro non capivamo e non sapevamo nulla, perché il Grande Fratello è rigido e severo, non ti fa sapere cosa succede fuori. Non vedevamo la trasmissione e non vedevamo neanche Ilary; la sentivamo solo parlare e ridere. Per me è stata straordinaria, dotata di una leggerezza e di una bravura.</em></p>
<p><em>Mi è piaciuta tantissimo perché ha vissuto la casa e i personaggi senza seguire rigidamente la scaletta. Anche lei, ha capito quello che uno è dentro. Nelle altre trasmissioni ho sempre avuto un ruolo, non ero mai &#8216;sbracata&#8217; come sono stata lì. Al Gf sono stata proprio me stessa: senza filtri e senza remore. Quindi quando l&#8217;ho vista con le piume sulle braccia all&#8217;ultima puntata l&#8217;ho adorata, è stata ironica. È stato bellissimo&#8221;.</em></p>
<p><strong>Con Cesara Buonamici?</strong></p>
<p><em>&#8220;Anche Cesara diceva cose molto esplicite ma sempre con il sorriso. Per noi concorrenti, ogni opinione delle opinioniste era un giudizio finale ed estremo, perché sentivamo solo la loro voce e non avevamo idea di come stessero andando le cose all&#8217;esterno&#8221;.</em></p>
<p><strong>Lei ha dichiarato che un po&#8217; questa esperienza l&#8217;ha cambiata e anche le sue routine quotidiane in questi primi giorni si sono un po&#8217; trasformate. Cosa ha riscoperto di Alessandra? </strong></p>
<p data-path-to-node="23"><em>&#8220;Prima di tutto la voglia di divertirsi in comitiva con persone diverse, perché quando cresci subentrano la famiglia, le regole, le responsabilità e i condizionamenti. Lì dentro, invece, vedevo persone che si sentivano a disagio per la presenza dei microfoni e delle telecamere.</em></p>
<p data-path-to-node="24"><em>Nicolò mi faceva tanta tenerezza e gli ho voluto molto bene. Ci parlavamo con gli occhi; lui mi guardava e mi diceva: &#8216;Non ce la faccio, sento disagio&#8217;. A me, invece, non importava nulla, anzi, quasi mi sentivo al sicuro. Spesso mi dimenticavo di togliere il microfono quando andavo in bagno e poi mi facevano fare quattro risate. L&#8217;ho vissuta con leggerezza e libertà.</em></p>
<p><em>Ricordo quando fregavo i biscotti senza glutine ad Antonella, anche se io non sono intollerante; adesso li ho comprati perché mi piacciono troppo! O il latte: ho bevuto più latte io lì dentro che chiunque altro. Nella casa erano tutti fissati con i cibi &#8216;fit&#8217;, &#8216;tot&#8217;, &#8216;kit&#8217;: mangiavano funghi bolliti nell&#8217;acqua, senza un filo d&#8217;olio. Io invece li caricavo di olio e cipollotto. Faceva ridere perché poi, a parole, volevano mangiare tutti sano, ma io e Raul ci siamo fatti certe carbonare e trentacinque pizze! Quando vivi in una comunità devi mangiare, non puoi stare sempre a stecchetto.</em></p>
<p><em>Però il bagno, all&#8217;inizio avevo paura e l&#8217;ansia del bagno. Invece poi non me n&#8217;è importato più nulla. Quando ti abitui alla disciplina di lasciare il microfono fuori e bussare, impari il rispetto per l&#8217;altro e tutto diventa possibile. Anche quando ci svegliavano con le luci a led sparate negli occhi e la musica a pallettoni: c&#8217;era chi si sentiva male, mentre a me veniva da ridere perché capivo che la regia comunicava con noi attraverso la musica.</em></p>
<p><em>Ci tengo a ringraziare tutte le maestranze: fonici, operatori e tutto lo staff. Ci sono centinaia di telecamere, ma all&#8217;interno si è abbandonati a se stessi. Non c&#8217;è una regia che ti guidi o ti dica cosa devi fare; l&#8217;unica indicazione forzata riguarda le coreografie, per il resto è tutto lasciato alla nostra spontaneità&#8221;.</em></p>
<p><strong>Dopo la vittoria, hanno scritto, e cito testualmente: &#8216;Alessandra Mussolini non subisce il trash, ma lo governa&#8217;. Si ritrova in questa descrizione?</strong></p>
<p><em>&#8220;A me non piacciono le definizioni e non mi piace commentare ciò che gli altri dicono di me basandosi su quello che hanno visto. Posso solo commentare quello che ho vissuto: è stata un&#8217;esperienza straordinaria, che tutti mi avevano sconsigliato di fare, e che io, come una pazza, ho voluto fare lo stesso. Non sapevo cosa avrei trovato ma mi ha lasciato una grande gioia, un&#8217;esperienza bella.</em></p>
<p><em>Pensiamo a quando è venuta a trovarmi mia sorella, che non era mai apparsa in una trasmissione televisiva, o mia figlia. Siamo tornati a scriverci i bigliettini perché non avevamo i cellulari, riscoprendo i sentimenti e l&#8217;emotività. Se tutto questo viene definito &#8216;trash&#8217;, allora mi piace questo &#8216;trash&#8217;, perché ho vissuto due mesi di incanto, nostalgia e riflessione.</em></p>
<p><em>Vorrei tanto mettere un confessionale anche a casa mia, perché il confessionale è fondamentale nella vita. Quando hai un&#8217;emozione, un litigio o un conflitto in famiglia o sul lavoro, vai lì dentro e ti sfoghi. È una cosa meravigliosa sentire quelle voci che ti dicono: &#8216;Alessandra, vai a cambiare le batterie&#8217;, oppure &#8216;Alessandra, in confessionale&#8217;. Bellissimo. Che sia trash o meno, a me è piaciuto&#8221;.</em></p>
<p><strong>Tornando nella tua casa di Ladispoli, se già ci sei tornata, qual è stato il tuo primo contatto con la realtà? </strong></p>
<p><em>&#8220;Io vivo a Roma, chiaramente. A Marina di San Nicola ci andrò e non vedo l&#8217;ora. La primissima cosa che farò domani sarà andare da mia mamma, perché è la persona che mi è mancata di più. Adesso ci vorrebbe un &#8216;Grande Fratello di sostegno&#8217; per riabituarsi a stare senza microfono e senza telecamere, per resettare il bagno, gli orari e le abitudini quotidiane. Lì dentro mi sono sentita come a casa mia, vivevo pienamente la cucina e tutte le stanze. Mi piaceva persino dormire vicino al bagno. Quando è venuta mia sorella, invece di lasciarla in giardino, l&#8217;ho presentata agli altri come se fosse un&#8217;ospite a casa mia; la trasmissione mi ha trasmesso una forte familiarità&#8221;.</em></p>
<p><strong> Lei ha fatto tantissime cose nella sua carriera, quindi con questa nuova attenzione ritrovata, ci si chiede cosa vorrà fare? TV, un programma tutto suo, politica?</strong></p>
<p><em>&#8220;No, io adesso voglio solo stare tranquilla e divertirmi, come ho fatto. Come ho detto quando abbiamo fatto gli spettacoli del GF, che mi sono piaciuti tanto e hanno divertito il pubblico, preferisco essere bendata e vedere cosa mi offre la vita, che sa sempre come sorprenderti. Non si devono fare programmi rigidi, si deve vivere alla giornata&#8221;.</em></p>
<p><strong> Hai già in mente come utilizzerai i soldi del Montepremi?</strong></p>
<p><em>&#8220;Il 50% del montepremi va in beneficenza e in questo momento stiamo valutando a quali associazioni donarlo. Credo sia la degna conclusione di un programma che ha anche una valenza sociale. Ho scoperto solo fuori che siamo stati seguitissimi dal pubblico giovane sui social. I ragazzi non guardano molta televisione, ma c&#8217;è stato un vero exploit sul web tra interazioni, applicazioni e meme. All&#8217;inizio mi chiedevo cosa fossero questi meme, poi Ilary me li ha mostrati&#8221;.</em></p>
<p><strong>Dentro la casa hai raccontato della difficoltà che hai avuto da ragazza legata al tuo cognome, ai pregiudizi che ci sono stati. L&#8217;attenzione mondiale che c&#8217;è stata sulla tua vittoria le ha dato fastidio, le ha fatto piacere? All&#8217;estero hanno molto costruito un racconto su come noi in Italia viviamo il cognome, come se fosse non Alessandra, ma un cognome. </strong></p>
<p><em>&#8220;Saranno problemi loro, poracci, che ti devo dire. Io mi sono divertita e, a dire la verità, non pensavo di vincere perché non sono entrata facendo strategie, calcoli. Assolutamente no. Sono entrata così. Infatti, quando mi sono beccata sei nomination ho pensato: &#8216;Vabbè, domani me ne vado&#8217;. Avevo sempre la valigia pronta vicino al letto, aperta, con tutte le mie cose dentro. Quindi non so quello che hanno detto all&#8217;estero. Sto leggendo poco, non mi piace e voglio rimanere nel mood Grande Fratello&#8221;.</em></p>
<p><strong>Nello specifico sul suo futuro. Le piacerebbe tornare anche come opinionista del Grande Fratello Vip? </strong></p>
<p><em>&#8220;Non ho alcun tipo di prospettiva, non so davvero cosa succederà. So solo che quando mi sono rivista e ho parlato con mia zia Sofia, lei ha sintetizzato tutto dicendomi in dialetto: &#8216;Ma che ti fir a fa?&#8217; <i data-path-to-node="41" data-index-in-node="204">(ma che ti metti a fare?, ndr)</i>. Ne ho fatte di tutti i colori nella vita e lei sa come sono fatta. Sono felice di essere stata completamente me stessa; neanche i miei amici più intimi mi conoscevano così a fondo, perché un conto è fare un viaggio insieme, un altro è condividere la quotidianità della camera da letto, vedere come ti svegli e assistere alla tua routine.</em></p>
<p><em>Hanno visto tutte le mie abitudini, le mie pillole, le mie buste. Sono contenta di questo, soprattutto perché molte persone mi hanno scritto dicendo: &#8216;Mi hai regalato un momento di gioia e divertimento, stavo attraversando un periodo buio e vederti ridere, scherzare e usare l&#8217;ironia mi ha sollevato&#8217;. Solo per questo sono felice. Il resto non lo so. Non avrei mai pensato di fare il Grande Fratello, la vita ti deve stupire. Non bisogna fare piani precisi perché c&#8217;è sempre qualcosa dietro l&#8217;angolo, nel bene e nel male. Anche la delusione può rivelarsi una svolta, e tu devi solo assecondarla con ironia e autoironia, altrimenti è finita.&#8221;</em></p>
<p><strong> Prima ha detto che Adriana è stata un po&#8217; falsona, chi è stato invece quello più stratega e come ha vissuto le storie d&#8217;amore, le storie vere e presunte all&#8217;interno della casa.</strong></p>
<p><em>&#8220;Io mi sono impicciata da morire perché all&#8217;inizio volevo fare il Cupido. Mi piaceva da subito l&#8217;idea di unire Lucia, che è stata la mia amoretta, col mio amoretto Raul. Renato mi piaceva meno: all&#8217;inizio mi era simpatico poi c&#8217;è stato un momento in cui mi infastidiva molto. C</em><em>&#8216;è stato un momento nella casa in cui facevo anche dei suoni nel microfono perché Antonella e Renato erano insopportabili per me, mi dava fastidio persino la loro voce. Io volevo spingere Lucia verso Raul, ma vedevo che lei preferiva Renato, e allora facevamo i nostri commenti.</em></p>
<p data-path-to-node="45"><em>Chi è stato molto stratega è stato Raimondo. Ha vissuto poco la casa e ha passato la maggior parte del tempo con Francesca. Francesca, per me, meritava il secondo posto, posso dirlo? Mi ha fatto morire dal ridere: abbiamo fatto delle litigate memorabili, ma è stata simpatica, verace e completamente matta, a volte è vero anche melodrammatica. Prima mi avvicinavo, poi la respingevo e poi ci riavvicinavamo; infatti ci siamo appena scambiate dei messaggi. Francesca è stata molto carina e molto importante&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Prova a non ridere&#8221;, intervista a Pera Toons: &#8220;Le mie battute piacciono a bambini e adulti. Intelligenza artificiale? Sono fiducioso, non penso che mi toglierà il lavoro&#8221;</title>
		<link>https://www.superguidatv.it/prova-a-non-ridere-intervista-a-pera-toons/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 09:23:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Alessandro Perugini" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-696x391.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini.jpg 1330w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />La nuova serie animata “Prova a non ridere!” ha debuttato su Rai Gulp da lunedì 18 maggio, con appuntamento quotidiano alle 19.30 escluso il sabato, ed è disponibile anche su RaiPlay. Realizzata da Tunué insieme a Rai Kids, la produzione comprende 46 episodi indipendenti da sei minuti ciascuno e segna l’esordio televisivo dell’universo comico creato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Alessandro Perugini" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-696x391.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandro-Perugini.jpg 1330w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La nuova serie animata <strong>“Prova a non ridere!”</strong> ha debuttato su<strong> Rai Gulp</strong> da <strong>lunedì 18 maggio</strong>, con appuntamento quotidiano alle 19.30 escluso il sabato, ed è <strong>disponibile anche su RaiPlay</strong>. Realizzata da Tunué insieme a Rai Kids, la produzione comprende <strong>46 episodi</strong> indipendenti da sei minuti ciascuno e segna l’esordio televisivo dell’universo comico creato da <strong>Pera Toons</strong>. Il celebre autore, conosciuto anche come Alessandro Perugini, è diventato un fenomeno seguito da milioni di persone sui social grazie alle sue battute immediate e al suo stile ironico capace di coinvolgere grandi e piccoli. I suoi libri hanno superato i tre milioni di copie vendute e il recente volume Il gioco delle risate ha conquistato per due settimane consecutive il vertice della classifica dei libri più acquistati in Italia.</p>
<h2>&#8220;Prova a non ridere&#8221;, intervista esclusiva a Pera Toons</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Alessandro Perugini.</strong> Per l&#8217;autore la sfida più grande è stata <strong>trasformare le freddure in episodi animati</strong>: <em>&#8220;In questo caso c’erano tante mie battute storiche rifatte e rivisitate, quindi anche dal punto di vista tecnico è stato abbastanza complicato sistemare alcuni dettagli. Ho dovuto riprendere in mano tutti i file e rielaborarli, ma fa parte del lavoro. La sfida più lunga e difficile, però, è stata creare battute in cui il divertimento nascesse soprattutto dall’animazione e non soltanto dalla parola scritta. Credo di esserci riuscito e questa esperienza mi sta aiutando ancora oggi, perché continuo a realizzare gag animate anche per i social. Chi già mi conosce, ma anche chi scoprirà ora il mio mondo, troverà nella serie molta più animazione e battute costruite proprio sul movimento e sulle gag visive, che poi sono quelle che personalmente mi fanno più ridere. La seconda grande sfida è stata assemblare tutto il materiale. Ogni episodio è stato pensato come una stanza a sé, con un ordine preciso e una struttura ben studiata. Ogni puntata contiene circa venti battute e, considerando che gli episodi sono 46, è stato necessario fare un lavoro quasi da detective, organizzando fogli, idee, colori e tipologie di gag per trovare il giusto equilibrio. Le difficoltà più grandi sono state proprio queste: scrivere battute animate e riuscire a costruire ogni episodio nel modo corretto&#8221;. </em></p>
<p>Con le sue freddure, Alessandro è riuscito a conquistare un pubblico trasversale. Gli abbiamo chiesto come si crea una <strong>comicità che funziona per tutti</strong>: <em>&#8220;Sono stato fortunato perché le freddure mi sono sempre piaciute e, già di per sé, sono un genere molto trasversale. Inoltre ho sempre amato le comedy familiari come I Griffin e I Simpson. Per me in una storia devono esserci figure ben riconoscibili: il papà buono ma pasticcione, la mamma affettuosa ma un po’ severa, il figlio combinaguai e gli amici che gli ruotano attorno. Sono personaggi che riescono a parlare a tutte le età. Alla fine ognuno si affeziona a qualcuno di diverso: c’è chi mi segue per Mario, il papà di Kenny, chi invece per Kenny o per i personaggi femminili. Ho scoperto da poco che il 55% del mio pubblico è composto da donne. Ogni tanto utilizzo anche battute legate a vecchi stereotipi, ma cerco sempre di farlo in modo leggero, senza cattiveria, e giocando spesso anche sugli stereotipi maschili. Nonostante questo, il mio pubblico femminile continua a crescere, soprattutto su Instagram e Facebook. Poi ci sono i bambini, che sono una parte fondamentale del mio mondo: vengono agli eventi, comprano i libri e seguono con entusiasmo tutto quello che faccio. Credo che sia proprio questo mix tra adulti e bambini, quindi tra diverse generazioni della stessa famiglia, il motivo per cui il progetto è arrivato anche in Rai&#8221;. </em></p>
<p>Alessandro Perugini ha poi rivelato nella vita <strong>cosa lo fa ridere</strong>: <em>&#8220;Mi piace tutto ciò che riesce a trascinarti verso una direzione precisa, per poi portarti completamente altrove e sorprenderti con un finale inaspettato. Adoro le barzellette proprio per questo motivo e mi diverte riproporle e reinventarle. Amo i colpi di scena finali che nessuno si aspetta, quelli che non fanno solo ridere ma che, se possibile, riescono anche a far riflettere. Mi piace giocare con le similitudini e con le interpretazioni: portare il pubblico a pensare a una determinata situazione e poi fargli scoprire che, in realtà, si stava parlando di tutt’altro&#8221;. </em></p>
<p>Nell&#8217;intervista, Alessandro ha poi fatto una riflessione sull&#8217;avanzata dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> nell&#8217;animazione: <em>&#8220;Dal punto di vista della confezione e degli strumenti, penso che l’intelligenza artificiale faccia risparmiare tantissimo tempo e su questo sono d’accordo. Allo stesso tempo, però, mi dispiace perché molti lavori si basano proprio sulla capacità di costruire quel tipo di contenitore creativo. Anche io resto colpito nel vedere alcune delle mie barzellette rifatte in pochi secondi in modo incredibile e persino fotorealistico. Però, nel mio caso, il vero cuore resta la battuta. Ed è lì che, secondo me, la differenza la fa ancora la persona: magari l’intelligenza artificiale può scrivere bene, ma creare davvero una battuta efficace è un’altra cosa. Credo che dovremo tutti adattarci a questo cambiamento, un po’ come hanno fatto i pittori con l’arrivo della fotografia o i grafici con l’evoluzione del computer. Io stesso ho lavorato nella grafica e quindi conosco bene questo tipo di trasformazioni. Sono abbastanza fiducioso: non penso che l’IA mi porterà via il lavoro. Ho invece qualche timore, scherzando, che possa succedere qualcosa stile Terminator. Infatti dico sempre che alla fine di ogni prompt ringrazio ChatGPT… non si sa mai, magari un giorno mi salverà la vita&#8221;. </em></p>
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		<title>Gard di Amici 25: &#8220;Mi davano del diverso. Maria De Filippi mi diceva di non cambiare mai&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 07:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amici di maria de filippi]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="394" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-1024x580.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="gard amici" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-1024x580.jpeg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-300x170.jpeg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-768x435.jpeg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-696x394.jpeg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-1068x605.jpeg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-741x420.jpeg 741w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Dopo aver conquistato il pubblico durante l’ultima edizione di Amici, il cantante Gard è pronto a fare il suo debutto discografico con l’EP “Lividi”, in uscita venerdì 22 maggio in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali. 6 tracce, tra cui i quattro singoli già presentati ad Amici &#8211; Lacrime Di Fango, Dimmi Che Mi Vuoi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="394" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-1024x580.jpeg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="gard amici" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-1024x580.jpeg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-300x170.jpeg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-768x435.jpeg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-696x394.jpeg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-1068x605.jpeg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard-741x420.jpeg 741w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/gard.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Dopo aver conquistato il pubblico durante l’ultima edizione di <strong>Amici</strong>, il cantante <b>Gard</b> è pronto a fare il suo debutto discografico con l’<b>EP “Lividi”</b>, in uscita <b>venerdì 22 maggio</b> in formato fisico e su tutte le piattaforme digitali. 6 tracce, tra cui i quattro singoli già presentati ad Amici &#8211; <b><i>Lacrime Di Fango, Dimmi Che Mi Vuoi, Inferno e Precipitando</i></b> &#8211; e due inediti, che aprono e chiudono l’EP: <b><i>Lasciami Gridare</i></b> e <b><i>Un Passo</i></b>. Un lavoro che porta con sé e conferma l’ispirata penna del cantautore e della sua vena elettro-pop, alimentata durante i mesi di lavoro svolti all&#8217;interno della scuola, una carta d&#8217;identità musicale che mette in luce la sua versatilità e la sua forte identità vocale.</p>
<h2>Intervista al cantante Gard di Amici 25</h2>
<p>Noi di <em><strong>SuperGuidaTv</strong></em> abbiamo intervistato il cantautore alla vigilia dell&#8217;uscita del suo EP. Ecco cosa ci ha raccontato parlando del bullismo che ha vissuto sulla sua pelle, del suo rapporto con l&#8217;amato nonno e della sua esperienza all&#8217;interno di Amici, la scuola che coltiva il talento, ideata da Maria De Filippi.</p>
<p><strong>Gard, benvenuto su SuperGuidaTV. Gabriele, che esperienza è stata per te <i>Amici</i>?</strong></p>
<p><em>«È stata un’esperienza super positiva, sotto tutti i punti di vista. Ho sicuramente rafforzato il mio carattere, ho provato cose nuove e fare esperienze musicali diverse non fa mai male. Inoltre ho fatto anche un lavoro tecnico importante, che normalmente non si fa in giro o nelle scuole tradizionali, perché quello è un modo di lavorare estremo: lavori dalla mattina alla sera ed è fondamentale per il percorso artistico. È stato davvero tutto molto positivo e non ringrazierò mai abbastanza Maria e tutte le persone che mi hanno dato questa possibilità. Sono contentissimo di come sia andata. Anche arrivare alla settima puntata del serale era qualcosa che non mi aspettavo, quindi per me è stato tutto straordinario».</em></p>
<p><strong>Hai citato Maria De Filippi: c’è un consiglio o una frase che ti porterai dietro?</strong></p>
<p><em>«Mi ha detto di rimanere così come sono e di credere di più in me stesso. Questa è la cosa più importante, perché lei ha creduto in me proprio per come sono fatto. Non la ringrazierò mai abbastanza anche per questo. Mi ripeteva sempre: “Rimani così, non cambiare e credi di più in te stesso”».</em></p>
<p><strong>Esce il tuo EP <i>Lividi</i>: perché questo titolo? Cosa rappresenta?</strong></p>
<p><em>«Lividi perché ogni pezzo è come una macchia di dolore sul mio corpo, un livido appunto. Ho voluto rappresentarlo così: ogni brano racconta una sfumatura diversa del dolore che ho provato. È un progetto forse un po’ ansiogeno, ma io sono molto così e volevo lanciare un messaggio diretto e il più organico possibile».</em></p>
<p><strong>C’è un brano dell’EP che ti ha fatto più male scrivere?</strong></p>
<p><em>«Sicuramente Lasciami gridare. L’ho scritto in un periodo in cui avevo bisogno di gridare e di farmi sentire. Con tutti i pezzi ho avuto questa necessità, ma con questo ancora di più».</em></p>
<p><strong>Che cosa sentivi il bisogno di gridare?</strong></p>
<p><em>«Avevo bisogno di dire: “Ok, io sono qui”. Di farmi vedere, di far capire chi sono davvero. Poi questa cosa succede naturalmente con chi ti ascolta: si crea una connessione bellissima».</em></p>
<p><strong>A chiudere il progetto c’è <i>Un passo</i>: è un passo verso qualcosa da conquistare o da cui allontanarsi?</strong></p>
<p><em>«È un passo per raccontarsi. È come dire: se fai un passo in più, scopri qualcosa che fino a quel momento non avevi ancora visto».</em></p>
<p><strong>Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo modo di fare musica?</strong></p>
<p><em>«Sicuramente il cantautorato genovese: Lauzi, Tenco… artisti che ho cercato di portare nel mondo di oggi con un sound più vicino al mio. Anche Fossati mi ha influenzato tantissimo, soprattutto per quella sua crudezza nel raccontare certe cose».</em></p>
<p><strong>C’è stato un momento durante <i>Amici</i> in cui hai sentito particolarmente la pressione delle telecamere?</strong></p>
<p><em>«Succede inevitabilmente, soprattutto a metà percorso. A un certo punto dici: “Oddio, sono qua. O vado avanti oppure la paura mi blocca e torno indietro”. Quello è uno step mentale che devi superare. Devi dirti: “Adesso devo spaccare e continuare per la mia strada”».</em></p>
<p><strong>Che rapporto hai avuto con i tuoi compagni nella scuola? Con chi hai legato di più?</strong></p>
<p><em>«Ho legato tantissimo con Lorenzo, Popi, Michele e tutta la “camera degli zucconi”. Poi anche con i ballerini, perché sono persone davvero di cuore. Con Caterina ho avuto un rapporto molto bello. In generale ho legato un po’ con tutti, ma con loro in particolare c’era più sintonia nel parlare e nel condividere le cose. Io vado molto a pelle».</em></p>
<p><strong>Oggi cosa diresti al Gabriele che entrava nella scuola qualche mese fa?</strong></p>
<p><em>«Gli direi di rifare tutto esattamente come ha fatto. Quello che mi ha portato a essere la persona che sono oggi è qualcosa che devo mantenere anche in futuro, che le cose vadano benissimo o malissimo. Non devo cambiare nulla, nemmeno il mio modo di pensare e vivere la musica».</em></p>
<p><strong>Nella tua biografia colpisce molto il rapporto con tuo nonno. Che legame avevate?</strong></p>
<p><em>«Era quasi un secondo papà. Quando non c’era mio padre, c’era lui, e a volte c’erano entrambi. Mi ha fatto conoscere la musica ma anche la vita in generale, mi insegnava tutto quello che poteva insegnarmi. È stato fondamentale nel mio percorso».</em></p>
<p><strong>Dopo la sua scomparsa hai smesso di cantare. Cosa ti ha fatto ricominciare?</strong></p>
<p><em>«Avevo smesso perché facevamo karaoke insieme nei campeggi e, senza di lui, non avevo più nessuno con cui condividere quella cosa. Poi ho ricominciato forse per necessità, per solitudine. Ero spesso solo in casa perché i miei lavoravano tutto il giorno, avevo pochi amici e quindi mi mettevo lì a cantare. A un certo punto ho capito che mi piaceva davvero».</em></p>
<p><strong>Hai raccontato anche di aver subito bullismo e che ti davano del “diverso”. Com’è stato quel periodo?</strong></p>
<p><em>«È stato molto duro. Parliamo delle elementari e delle medie. Ero considerato diverso perché facevo cose che gli altri non facevano. Questa cosa nella società di oggi viene ancora vista male e sinceramente non lo capisco. Siamo avanti su certe cose ma indietrissimo su altre. Bisognerebbe aprire di più la mente, capire che esiste un mondo oltre quello che vediamo ogni giorno. È importante soprattutto per le nuove generazioni».</em></p>
<p><strong>Qual è oggi la tua paura più grande?</strong></p>
<p><em>«La paura più grande è non poter fare musica, perché per me è vitale. È la cosa che mi porta avanti».</em></p>
<p><strong>E invece il sogno che vuoi realizzare?</strong></p>
<p><em>«Cantare il più possibile, fare tanti live, avere un rapporto diretto con le persone che ascoltano la mia musica e riuscire a portarla a più gente possibile. Mi piacerebbe fare anche un tour nei club».</em></p>
<p><strong>C’è un artista con cui sogni un duetto?</strong></p>
<p><em>«Sì, due in realtà. Uno è Centomilacarie, che artisticamente per me è un fenomeno. L’altro è Blanco, perché adoro il suo modo di scrivere».</em></p>
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		<title>Grande Fratello Vip 2026, intervista esclusiva ad Antonella Elia: &#8220;Con Alessandra ho esagerato a volte ma mi sono sentita sotto pressione. Con Adriana Volpe ci siamo ritrovate, con Pietro può nascere un rapporto di amicizia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:07:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Antonella Elia" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Antonella Elia torna a parlare del suo percorso al Grande Fratello Vip e lo fa in un’intervista esclusiva rilasciata a noi di SuperGuidaTV. La showgirl, tra le protagoniste più discusse, amate e seguite del reality, si racconta senza filtri ripercorrendo i momenti più intensi vissuti nella Casa, tra emozioni fortissime, tensioni, rapporti complicati e riflessioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Antonella Elia" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Antonella-Elia-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p data-start="72" data-end="745"><strong>Antonella Elia</strong> torna a parlare del suo percorso al <strong>Grande Fratello Vip</strong> e lo fa in un’intervista esclusiva rilasciata a noi di SuperGuidaTV. La showgirl, tra le protagoniste più discusse, amate e seguite del reality, si racconta senza filtri ripercorrendo i momenti più intensi vissuti nella Casa, tra emozioni fortissime, tensioni, rapporti complicati e riflessioni maturate dopo la fine del programma. Dal secondo posto che le ha lasciato inevitabilmente amarezza fino alle dinamiche che hanno segnato la convivenza con gli altri concorrenti, Antonella Elia ripensa alla sua esperienza al Grande Fratello Vip con sincerità, condividendo il proprio punto di vista su quanto accaduto.</p>
<p data-start="747" data-end="1343" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel corso della nostra intervista, Antonella ha affrontato anche alcuni dei temi più discussi legati al Grande Fratello Vip, parlando dei confronti più accesi avuti nella Casa, dei rapporti costruiti durante il reality e delle emozioni vissute davanti al pubblico. Non manca uno sguardo alla sua vita privata, con un aggiornamento sul legame con Pietro, e al futuro professionale, tra il desiderio di nuove opportunità in televisione e la volontà di scegliere con attenzione i prossimi passi. Ecco cosa ci ha raccontato.</p>
<h2>Grande Fratello Vip 2026, intervista esclusiva ad Antonella Elia</h2>
<p><strong>Antonella, hai conquistato la medaglia d’argento al Grande Fratello Vip. Ci sei rimasta male per la mancata vittoria? Ti aspettavi di vincere?</strong></p>
<p><em>No, ci sono rimasta davvero molto male. Mi sono sentita profondamente offesa e la cosa mi rode parecchio.</em></p>
<p><strong>Dopo la finale, hai dichiarato che il pubblico non ha capito nulla e ha fatto vincere quella gallina riferendoti ad Alessandra.</strong> <strong>Perché secondo te ha</strong> vinto?</p>
<p><em>Il pubblico è molto ampio e variegato. Voglio soprattutto ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuta fin dall’inizio, che mi hanno dato l’immunità e mi hanno portata fino alla finale facendomi sentire affetto, vicinanza e supporto continuo. A loro sarò sempre riconoscente e continuerò a voler bene davvero tanto. Quando ho detto che chi ha votato lei ‘non ha capito niente’, ero molto scossa e non sono riuscita a spiegarmi bene. Probabilmente lei sarà piaciuta più di me e lo accetto, ma alcune dinamiche vissute mi hanno dato parecchio fastidio. Spesso mi sono sentita attaccata, presa in giro e provocata, sia nei miei comportamenti che nei momenti di fragilità. Io cercavo di trattenermi e di non reagire in modo eccessivo, anche se a volte non è stato semplice.</em><br />
<em>Alessandra sicuramente è piaciuta più di me visto il pubblico l’ha votata. Dal mio punto di vista, lei aveva spesso un atteggiamento provocatorio, mentre io cercavo soprattutto di difendermi. Forse la mia percezione è soggettiva, ma ho vissuto certe situazioni con grande disagio. Pensavo fosse evidente che alcuni atteggiamenti fossero costruiti e legati a una sorta di strategia personale, ed è proprio questo che oggi continua a sorprendermi maggiormente.</em></p>
<p><strong>Non era per te la prima partecipazione nella Casa come concorrente. Cosa ti ha lasciato questa esperienza rispetto all’altra? L’hai vissuta meglio o peggio?</strong></p>
<p><em>Questa esperienza, rispetto alla precedente, è stata molto più intensa e coinvolgente. Stavolta mi sono sentita più presente, più aperta emotivamente e molto più partecipe a tutto quello che vivevo dentro la Casa. Le emozioni erano fortissime, travolgenti, quasi estreme, ma proprio per questo mi hanno lasciato qualcosa di davvero profondo dentro.</em></p>
<p><em>Nella scorsa esperienza forse ho sofferto di più, mentre questa volta è stato tutto più passionale: è venuta fuori ogni parte di me, nel bene e nel male. Non sono mai stata una persona con il freno tirato, però oggi posso dire di essere uscita felice di aver rifatto questo percorso, davvero tanto felice. Credo che molto dipenda anche dall’affetto enorme che sto ricevendo dalle persone che mi seguono e che continuano a scrivermi messaggi pieni d’amore e sostegno. La volta precedente, invece, quando sono uscita pensavo che non avrei mai più rifatto un’esperienza del genere, sentivo che non facesse per me. Oggi è completamente diverso: sono contenta di essermi rimessa in gioco e questa è la differenza più grande rispetto al passato. </em></p>
<p><em>In qualche modo è stata quasi una terapia di gruppo, che, alla fine, ti libera e ti aiuta a tirare fuori tutto. Anche i miei compagni di viaggio, con i loro pregi e difetti, hanno reso questa esperienza speciale. La scorsa edizione era stata più trattenuta, anche perché c’era il periodo del Covid e fuori si viveva una situazione pesantissima, che inevitabilmente influenzava tutto. Questa volta, invece, sento di aver completato qualcosa dentro di me. So che può sembrare strano, ma ho la sensazione di aver mostrato davvero chi sono, senza nascondermi. Oggi mi sento così: completa, autentica e finalmente serena.</em></p>
<p><strong>C’è qualcosa che pensi che il pubblico non abbia capito di te?</strong></p>
<p><em>Credo che ormai tutti abbiano capito chi sono davvero e penso che non ci siano più dubbi sulla mia personalità. È normale che ci sia chi mi ha criticata o non mi abbia apprezzata, ma fortunatamente ci sono anche tante persone che mi vogliono bene, mi sostengono e continuano a dimostrarmi affetto, ed è questo che mi rende davvero felice. Chi mi giudica negativamente non lo condanno, perché anch’io a volte sono molto dura con me stessa e mi capita di vedere i miei limiti. Per questo riesco a comprendere anche chi non è riuscito ad apprezzarmi.</em></p>
<p><strong>Il momento più bello che hai vissuto nella Casa?</strong></p>
<p><em>Uno dei momenti più belli e toccanti è stato quando ho ricevuto le lettere dei miei amici e soprattutto l’aereo. Quello è stato il momento in cui mi si è davvero aperto il cuore. Vedevo gli altri concorrenti ricevere continuamente messaggi e aerei, mentre io, nonostante fossi stata la prima finalista e avessi già percepito l’affetto del pubblico, avevo iniziato a sentirmi un po’ triste e insicura. Con il passare dei giorni pensavo che magari le persone fuori si fossero dimenticate di me o che qualcosa nella percezione del pubblico fosse cambiato. So bene, però, che organizzare un aereo non è semplice: richiede impegno, organizzazione e anche una spesa importante, quindi capivo perfettamente che non tutti potessero farlo. Quando finalmente ho visto quell’aereo, l’emozione è stata indescrivibile. Leggere la scritta ‘Mai più sola’ con l’hashtag della mia family mi ha commossa profondamente. In quel momento ho avuto la sensazione che tutto il mio percorso nella Casa avesse davvero avuto un senso, perché le persone erano riuscite a capire chi sono davvero. È stato qualcosa di bellissimo e che porterò sempre con me.</em></p>
<p><strong>E quello più difficile?</strong></p>
<p><em>Ci sono stati diversi momenti difficili, ma uno di quelli che mi ha ferita di più è stato durante il confronto con Alessandra Mussolini, quando è stata usata una frase che ho trovato molto offensiva e fuori luogo, quella del ‘tu odi le donne’. Personalmente considero questo tipo di espressioni molto forti, spesso utilizzate solo per creare effetto, e credo che finiscano per risultare aggressive e poco eleganti. In quel momento stavo discutendo con Selvaggia Lucarelli, cercando di spiegarle che alcuni atteggiamenti, secondo me, avevano creato tensioni e fatto stare male altre persone nella Casa. A un certo punto Alessandra è intervenuta in modo molto duro e diretto, come spesso fa, entrando nella discussione con toni che io ho percepito eccessivi. Da lì è stata una reazione emotiva molto forte: ho iniziato a piangere e ad alzare la voce perché ero stanca di sentirmi etichettata con frasi così pesanti. Mi ha colpita soprattutto il fatto che certe parole arrivassero da persone che, secondo me, dovrebbero avere maggiore sensibilità e cautela quando si esprimono su temi così delicati.</em></p>
<p><strong>Con Alessandra Mussolini il rapporto è stato caratterizzato da scontri. Pensi di aver esagerato a volte con lei?</strong></p>
<p><em>Riconosco di aver esagerato in alcuni momenti, però mi sentivo davvero molto sotto pressione. Avevo la sensazione di essere continuamente attaccata e provocata, soprattutto da una persona che, secondo me, sapeva colpire esattamente nei punti più delicati. Non ho ancora rivisto tutto quello che è successo, quindi parlo soprattutto in base alle emozioni che ho vissuto dentro la Casa, ma la mia percezione era che fosse spesso lei a intervenire nelle discussioni in modo molto aggressivo. Ora che sono fuori da quella situazione, che per certi versi ho vissuto quasi come un incubo emotivo, penso che molti atteggiamenti fossero legati anche alla volontà di creare dinamiche e spettacolo.</em></p>
<p><em>Probabilmente quello era il personaggio che aveva deciso di interpretare e, visto il risultato ottenuto, evidentemente questa strategia ha funzionato. Io, però, mi sono sentita realmente attaccata e questo mi ha portata a reagire in modo forte. La cosa che mi ha fatto riflettere è che, dopo essere diventata finalista, il suo atteggiamento si è molto ridimensionato e i conflitti si sono praticamente spenti. Per questo ho avuto la sensazione che, raggiunto il suo obiettivo, non ci fosse più la necessità di alimentare certe tensioni all’interno della Casa.</em></p>
<p><strong>Il concorrente che nella Casa si è rivelato una bella sorpresa?</strong></p>
<p><em>Adriana Volpe per me è stata davvero una presenza importante, e sono felicissima che ci siamo ritrovate e chiarite. Rivederla in una veste più fragile e autentica me l’ha fatta amare ancora di più. Era circa un anno che non ci parlavamo ed è stato bellissimo poterci confrontare sinceramente, capire le reciproche motivazioni e chiarire finalmente ciò che aveva creato distanza tra noi. Lei non aveva mai compreso davvero perché io mi fossi allontanata e perché avessi detto di non considerarla più un’amica. La verità è che mi ero sentita trascurata in piccoli gesti che, per me, avevano un significato importante: il fatto di non conoscere il suo compagno o di non sentirla con costanza mi aveva fatto vivere male il rapporto, portandomi a chiudermi nei suoi confronti. Adesso, però, ci siamo dette tutto con sincerità e abbiamo deciso di recuperare il nostro legame. Le ho persino detto scherzando che dovremo sentirci almeno una volta a settimana. Infatti, l’ho già chiamata ieri dopo un suo messaggio.</em></p>
<p><strong>Il concorrente invece più stratega?</strong></p>
<p><em>Paola Caruso è stata la più stratega. Alcune sue scelte mi sono sembrate molto calcolate e per certi versi difficili da interpretare. Anche con Francesca Manzini non sempre mi sono trovata in sintonia. All’inizio ho anche cercato di mediare e di stemperare alcune tensioni quando veniva criticata, invitando tutti a mantenere toni più tranquilli durante le discussioni in trasmissione. Col passare del tempo, però, le dinamiche sono diventate più complesse e il mio rapporto con lei si è modificato. Ho avuto la sensazione che in alcuni momenti il suo percorso si sia irrigidito e che ci siano stati episodi più accesi, che personalmente ho vissuto con disagio.</em></p>
<p><strong>Si è parlato molto di un’amicizia sospetta tra Francesca Manzini e Raimondo Todaro. Che idea ti sei fatta?</strong></p>
<p><em>Ho avuto la sensazione che alcune dinamiche fossero in parte già impostate prima del programma. Per questo, con il tempo, mi sono anche posta qualche dubbio su Raimondo Todaro, pensando che forse ci fosse già stata una conoscenza precedente o comunque un’intesa nata prima dell’ingresso nella Casa, anche se non posso saperlo con sicurezza e non è mai stato dichiarato apertamente. Ho visto anche contenuti e momenti circolati fuori, come alcuni video in cui si parlava di dinamiche e possibili strategie, e questo mi ha portata a farmi ulteriori domande su quanto fosse spontaneo o già costruito. Su Francesca Manzini ho avuto percezioni altalenanti: a tratti mi è sembrato che cambiasse atteggiamento nel corso del gioco, passando da una fase iniziale più trattenuta a momenti molto più esposti e forti. In generale, la mia sensazione è stata che alcune dinamiche fossero molto televisive e costruite, ma rimangono comunque mie impressioni personali, legate a ciò che ho vissuto dentro la Casa.</em></p>
<p><strong>In occasione della finale, Pietro è tornato a trovarti nella Casa e lui è riuscito a strapparti una promessa, quella di rivedervi.</strong></p>
<p><em>Ci siamo rivisti ieri mattina, è venuto a Casa e ci siamo parlati con sincerità. Ci siamo detti che ci vogliamo bene e che per il futuro si vedrà con calma, senza forzare nulla. Oggi è il suo compleanno, quindi a mezzanotte gli ho già fatto gli auguri. Sabato sera farà una festa e parteciperò anche io al suo compleanno.</em></p>
<p><strong>E’ un rapporto in stand-by?</strong></p>
<p><em>Credo che con Pietro possa nascere un rapporto di amicizia. Nella mia esperienza, non sono mai tornata indietro dopo la fine di una relazione, perché quando decido di chiudere lo faccio per motivi ben precisi. Detto questo, a Pietro voglio molto bene: è una persona che fa parte della mia vita e a cui tengo profondamente. Non voglio in alcun modo ferirlo o perderlo del tutto, e spero che riusciremo comunque a restare vicini in qualche forma, lasciando che sia il tempo a definire il nostro rapporto. Nonostante i suoi difetti, è entrato in modo molto profondo nel mio cuore, in maniera quasi inaspettata, e questo è qualcosa che riconosco con sincerità.</em></p>
<p><strong>Ora dopo il Grande Fratello cosa sogni di fare in tv?</strong></p>
<p><em>Adesso sento il bisogno di fermarmi un attimo e prendermi del tempo per me, perché ho la sensazione di aver raggiunto un livello molto alto dal punto di vista emotivo e anche professionale. Il riscontro che sto ricevendo dalle persone è enorme e mi fa percepire di aver vissuto qualcosa di importante, quasi straordinario, in cui mi sono mostrata per quella che sono e sono stata davvero compresa e accolta. Per questo, al momento non me la sento di accettare ospitate o partecipazioni televisive fatte senza un reale significato. Preferisco aspettare e valutare solo proposte che mi facciano sentire gratificata e che abbiano un senso rispetto al percorso che ho fatto. Per me questa esperienza è stata quasi conclusiva, come la chiusura di un cerchio. Oggi non mi sento più soltanto un personaggio, ma una persona, ed è così che voglio continuare a essere percepita da chi mi ha sostenuta e mi ha voluto bene, a cui sarò sempre grata. Non voglio fare nulla che mi allontani da questa dimensione più autentica. Ora resto serena e aperta a ciò che arriverà, senza fretta e con maggiore consapevolezza.</em></p>
<p><strong>Torneresti a ricoprire il ruolo di opinionista?</strong></p>
<p><em>Mi piacerebbe molto continuare a lavorare in televisione, ma con grande realismo. Non penso a obiettivi irraggiungibili, come per esempio la conduzione di eventi importanti come il Festival di Sanremo, perché sono traguardi enormi e fuori dalla mia portata attuale. Quello che invece mi interessa davvero è poter fare l’inviata o tornare in ruoli come opinionista, ad esempio all’L’Isola dei Famosi o al Grande Fratello. Sono esperienze che mi stimolano e che sento più vicine al mio modo di essere. In questo percorso ho osservato con attenzione figure come Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, che considero molto preparate e di alto livello. Credo di aver imparato molto da loro semplicemente guardandole lavorare, e questo per me è stato molto formativo.</em></p>
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		<title>&#8220;Un futuro aprile&#8221;, intervista a Ludovica Ciaschetti: &#8220;Interpretare Margherita è stata un&#8217;occasione di crescita personale. Che Dio ci aiuti 9? Sono affezionata a Olly, mi dispiacerebbe lasciarlo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 05:54:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ludovica Ciaschetti è Margherita Asta" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/UFA_Ludovica-Ciaschetti-e-Margherita-Asta_3-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Nel 1985, durante la strage di Pizzolungo, Margherita Asta aveva soltanto dieci anni quando perse la madre Barbara e i suoi due fratelli gemelli in un attentato mafioso destinato al giudice Carlo Palermo. Oggi Margherita non ama definirsi una sopravvissuta, ma piuttosto una testimone di quella tragedia che ha scelto di trasformare il dolore in [&#8230;]]]></description>
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<h2>&#8220;Un futuro aprile&#8221;, intervista esclusiva a Ludovica Ciaschetti</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva Ludovica Ciaschetti</strong>. E&#8217; lei a dare il volto a Margherita Asti: <em>&#8220;Interpretare Margherita è stata per me una grande occasione di crescita, sia personale che artistica. Mi sono confrontata con un personaggio che ha attraversato dolori enormi e maturato consapevolezze molto profonde, esperienze che io, a soli 23 anni quando ho affrontato questo ruolo, non avevo ancora vissuto. Per questo ho dovuto mettermi nei panni di una persona con un bagaglio umano molto più intenso del mio, qualcuno che si è trovato costretto a crescere all’improvviso attraverso una tragedia così forte. È stato un percorso impegnativo ma anche estremamente formativo. Questo ruolo mi ha insegnato molto anche sul piano personale, aiutandomi a comprendere meglio come affrontare e gestire i miei dolori. Per questo considero un grande onore aver avuto la possibilità di interpretare Margherita e di entrare in contatto con la sua storia&#8221;. </em></p>
<p>Ludovica ha poi raccontato il suo <strong>incontro con Margherita Asti</strong>, avvenuto quando le riprese erano già iniziate: <em>&#8220;Margherita è stata una presenza fondamentale lungo tutto il processo creativo che ha preceduto le riprese, seguendoci e osservandoci a distanza per assicurarsi che ciò che raccontavamo fosse il più fedele possibile alla sua storia. Il nostro incontro personale è avvenuto soltanto dopo l’inizio delle riprese, e sono grata che sia stato così, perché mi ha dato il tempo di superare le resistenze iniziali che avevo nell’affrontare un personaggio così complesso e distante da me, con un vissuto molto più ricco ed estremo del mio. Quando ci siamo incontrate è stato come riconoscersi. Non c’è stato bisogno di molte parole: io conoscevo bene la sua storia e lei sapeva che la conoscevo. È stato un momento di grande naturalezza, quasi uno specchiarsi reciproco, un riconoscimento profondo nell’altra persona&#8221;. </em></p>
<p>Margherita Asti ha trasformato il suo dolore in <strong>impegno civile.</strong> Ludovica Ciaschetti ha sottolineato l&#8217;importanza che il cinema e la tv parlino ai giovani di mafia e memoria: <em>&#8220;Credo che il nostro lavoro abbia una forte responsabilità sociale, perché contribuiamo a trasmettere messaggi che arrivano a ragazzi, adulti e bambini. Educazione e consapevolezza sono alla base di qualsiasi esperienza di vita, e per questo considero fondamentale ciò che riusciamo a comunicare attraverso le storie che raccontiamo. Rendere attivo un messaggio che nasce da un dolore improvviso e travolgente significa trasformarlo in qualcosa che possa aiutare a costruire un presente e un futuro migliori. Per questo ritengo essenziale che storie come questa vengano raccontate e condivise&#8221;.</em></p>
<p>Centrale nel film tv <strong>l&#8217;incontro tra Margherita Asti e il giudice Carlo Palermo</strong>. Sul loro rapporto, Ludovica ha dichiarato: <em>&#8220;È una storia essenziale, perché segue due percorsi paralleli di dolore che attraversano il tempo in modo distinto. Il racconto non ha mai l’obiettivo di stabilire chi abbia ragione o torto, né di giudicare quale sia il “giusto” o lo “sbagliato” modo di vivere quel dolore, ma piuttosto di mostrare il rispetto che Margherita ha sviluppato nei confronti del dolore dell’altro e del cammino che quel dolore ha compiuto nella sua vita. In questo modo, quando l’incontro tra queste due persone avviene nel corso della storia, ciascuno porta con sé un bagaglio profondo e stratificato. Sono due solitudini che per anni hanno convissuto con un dolore enorme, e che a un certo punto si trovano a incrociarsi, quasi a collidere. Il senso del racconto sta proprio qui: nel dare pari importanza sia alle due solitudini sia al loro incontro finale, perché quell’incontro non avrebbe significato senza il percorso che li ha preceduti&#8221;. </em></p>
<p>Ludovica Ciaschetti ha poi rivelato quale <strong>ruolo</strong> le piacerebbe interpretare in futuro: <em>&#8220;In generale, mi auguro di continuare a lavorare su ruoli che mi permettano di essere dinamica e di crescere. La cosa più bella del mio percorso finora è che il mio cammino professionale è andato di pari passo con quello personale, e spesso le due dimensioni si sono intrecciate. In alcuni momenti, proprio attraverso il lavoro, sono riuscita a sciogliere nodi personali che avevano bisogno di essere affrontati, perché il mestiere mi richiedeva di metterli in gioco concretamente. Per questo spero che questo processo non si interrompa mai: vorrei continuare a incontrare personaggi complessi, dinamici, capaci di portare con sé grandi storie e, allo stesso tempo, di aiutarmi a scoprire e approfondire anche qualcosa di me stessa&#8221;. </em></p>
<p>A giugno ripartiranno le riprese della nona stagione di <strong>&#8220;Che Dio ci aiuti&#8221;</strong>. A tal proposito abbiamo chiesto a Ludovica Ciaschetti se tornerà sul set:<em> &#8220;Olly è un personaggio a cui sono molto affezionata, quindi lasciarlo mi dispiacerebbe davvero tanto. Allo stesso tempo, però, bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi mesi e come evolverà la sua storia. Non è ancora detto nulla: resta da capire se riuscirà a convincersi a tornare in casa famiglia oppure no. In ogni caso, sarà il prosieguo della trama a dirci cosa succederà&#8221;. </em></p>
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		<title>Money Road 2, Fabio Caressa: &#8220;Nella vita capita di scegliere la convenienza. Ascolto molto i consigli dei miei figli, le nuove generazioni hanno grande capacità critica&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 11:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="425" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--1024x625.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Fabio Caressa" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--1024x625.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--300x183.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--768x468.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--696x425.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--1068x651.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--689x420.jpg 689w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Tutto pronto per la seconda stagione di Money Road, il programma targato Sky in onda dal 21 maggio tutti i giovedì alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go; e poi dal 26 maggio tutti i martedì in replica anche in chiaro in prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="425" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--1024x625.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Fabio Caressa" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--1024x625.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--300x183.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--768x468.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--696x425.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--1068x651.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa--689x420.jpg 689w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/Fabio-Caressa-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Tutto pronto per la seconda stagione di <strong>Money Road</strong>, il programma targato Sky in onda dal <strong>21 maggio tutti i giovedì alle 21:15 su Sky Uno</strong> <strong>e in streaming su NOW</strong>, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go; e poi dal 26 maggio tutti i martedì in replica anche in chiaro in prima serata su TV8, al tasto 8 del telecomando. Noi di <em><strong>SuperGuidaTv</strong></em> abbiamo intervistato Fabio Caressa, che ci ha raccontato le novità del programma, le nuove tentazioni che metteranno a dura prova i concorrenti e il rapporto con il pubblico. Non sono mancati anche riferimenti ai valori, alle scelte etiche e ai consigli dei figli sui suoi programmi.</p>
<h2>Money Road 2: intervista a Fabio Caressa</h2>
<p><b>Fabio Caressa, bentornato su SuperGuidaTV per questa seconda edizione di Money Road. Un programma che viene confermato significa che è piaciuto al pubblico. Che effetto ti fa?</b></p>
<p><em>“Sono molto contento che sia piaciuto. Siamo davvero soddisfatti di come è andata la prima edizione. La seconda stagione è sicuramente ancora più sfidante, ma lo sapevamo e proprio per questo abbiamo dato ancora di più il massimo per cercare di rispondere a delle aspettative che sappiamo essere molto alte. Devo dire che abbiamo fiducia di esserci riusciti”.</em></p>
<p><b>Qual è stata la tentazione più assurda di questa nuova edizione?</b></p>
<p><em>“Senza entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, c’è una tentazione che cambia molto la storia del programma. Più in generale, ci sono nuove tentazioni molto importanti dal punto di vista etico, che comportano scelte ancora più pesanti da parte dei partecipanti”.</em></p>
<p><b>Quanto conta oggi la capacità di resistere alle tentazioni in una società così veloce e consumistica?</b></p>
<p><em>“Io credo che ci siano tentazioni alle quali sia anche bello cedere. Però ce ne sono altre che mettono in discussione i tuoi valori etici e morali e penso che, in generale, nel mondo si dovrebbe imparare a resistere di più a queste tentazioni. Non è solo una questione di egoismo o egotismo, perché non riguardano soltanto le singole persone ma anche le comunità. Credo che bisognerebbe tornare ad avere un sistema di valori un po’ più omogeneo, perché esistono valori universali e ogni tanto ce lo dimentichiamo”.</em></p>
<p><b>Secondo te il pubblico di Money Road si immedesima di più nei concorrenti o tende a giudicarli?</b></p>
<p><em>“Secondo me il pubblico si immedesima molto nei concorrenti e, proprio per questo, è anche portato a giudicarli quando fanno scelte diverse da quelle che avrebbe fatto lui. Però a me piace sempre guardare dritto in camera e dire: ‘Ma sei sicuro che avresti fatto così?’. Bisogna considerare che i partecipanti sono sottoposti a pressioni psicologiche e fisiche molto forti, che possono influenzare anche la capacità di scelta di persone convinte che avrebbero reagito in un determinato modo. Per questo credo serva un po’ più di comprensione nei loro confronti”.</em></p>
<p><b>C’è stata una situazione nella tua vita in cui hai dovuto scegliere tra convenienza e principio?</b></p>
<p><em>“Credo che nella vita di tutti arrivi il momento in cui bisogna scegliere tra principio e convenienza. E penso che sia capitato a tutti anche di scegliere la convenienza, magari per pigrizia oppure perché da quella scelta non dipende soltanto il tuo futuro ma anche quello delle persone che ti stanno accanto. Sono decisioni importanti e credo che, ogni tanto, si possa anche deragliare dalla propria etica, purché non lo si faccia solo per sé stessi ma perché sono coinvolte persone a cui vuoi bene”.</em></p>
<p><b>Hai già capito quale concorrente farà più discutere il pubblico?</b></p>
<p><em>“Ho ben chiaro in testa chi farà discutere il pubblico, anzi saranno più di uno. Quest’anno abbiamo personalità molto ben delineate, ma allo stesso tempo avranno un andamento non lineare nel corso delle puntate. Spesso vi troverete davanti a comportamenti che andranno contro le aspettative iniziali, perché necessità e pressioni possono rendere i partecipanti molto ‘basculanti’”.</em></p>
<p><b>Ultima domanda: i tuoi figli ti danno mai consigli sui programmi che conduci?</b></p>
<p><em>“I miei figli mi danno moltissimi consigli sui programmi che conduco. Diego, che ha 17 anni, segue soprattutto la parte sportiva — quindi il Club e le telecronache — ed è un consigliere prezioso perché rappresenta il pubblico che poi mi guarda, quindi è molto obiettivo. Le mie due figlie invece sono importanti consigliere per tutto ciò che faccio al di fuori dello sport, come Money Road e altri programmi. Devo dire che ascolto molto quello che mi dicono, perché questa generazione, al contrario di quello che spesso si pensa, ha una capacità critica molto forte. Mi piace confrontarmi con loro e cercare anche di seguire i loro consigli”.</em></p>
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		<title>&#8220;Un futuro aprile&#8221;, intervista a Francesco Montanari: &#8220;Il rapporto tra Margherita e Carlo Palermo è costruito sui silenzi. Raccontare una storia vera ti fa sentire la responsabilità civile del tuo lavoro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 09:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="francesco montanari" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />A oltre quarant’anni dalla strage di Pizzolungo, il dolore di quella tragedia continua a lasciare un segno profondo nella memoria collettiva. Il 2 aprile 1985 un’autobomba esplose sul lungomare di Trapani con l’obiettivo di colpire il giudice Carlo Palermo, ma a perdere la vita furono Barbara Asta e i suoi due figli gemelli di sette [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="francesco montanari" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2019/11/francesco-montanari.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>A oltre quarant’anni dalla <strong>strage di Pizzolungo</strong>, il dolore di quella tragedia continua a lasciare un segno profondo nella memoria collettiva. Il 2 aprile 1985 un’autobomba esplose sul lungomare di Trapani con l’obiettivo di colpire il giudice Carlo Palermo, ma a perdere la vita furono Barbara Asta e i suoi due figli gemelli di sette anni, rimasti coinvolti casualmente nell’attentato. La loro auto fece da barriera a quella del magistrato, trasformando una normale mattina in una delle pagine più drammatiche della lotta alla mafia. Questa vicenda torna oggi al centro dell’attenzione grazie al film <strong>Un futuro aprile</strong>, diretto da Graziano Diana e tratto liberamente dal libro Sola con te in un futuro aprile. L’opera racconta la storia della famiglia Asta attraverso gli occhi di Margherita, sopravvissuta alla tragedia e diventata negli anni simbolo di memoria e impegno civile. Nel racconto emergono il dolore per la perdita della madre e dei fratelli, ma anche la lunga battaglia del padre alla ricerca della verità e della giustizia. Il film vuole trasformare il ricordo in una riflessione attuale contro ogni forma di violenza mafiosa. Un futuro aprile andrà in onda su<strong> Rai Uno</strong> e sarà disponibile anche su RaiPlay dal <strong>21 maggio</strong>.</p>
<h2>&#8220;Un futuro aprile&#8221;, intervista esclusiva a Francesco Montanari</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo<strong> video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Francesco Montanari</strong>. E&#8217; lui a prestare il volto a <strong>Carlo Palermo</strong>, giudice simbolo della lotta contro la mafia:<em> &#8220;Mi sono confrontato a lungo con Graziano Diana, il regista di questo film. Abbiamo fatto diverse letture della sceneggiatura e alcune prove, confrontandoci in modo molto approfondito sull’evoluzione della storia. Quello che mi interessava maggiormente era capire da quale punto di vista Graziano volesse raccontarla. Io mi considero competente nel mio lavoro, ma resto un attore, e per me quello dell’attore è un mestiere di subordinazione, non gerarchico. Quando c’è la possibilità di creare un dialogo sincero con il regista nasce un confronto molto bello e proficuo, in cui persone diverse scelgono di condividere la stessa avventura artistica. Alla fine, però, il final cut appartiene sempre al regista, quindi è fondamentale comprendere con precisione cosa desideri trasmettere attraverso la storia che sta raccontando, anche perché una stessa vicenda può essere narrata in tanti modi differenti. Da questo confronto è nato il lavoro su un uomo pronto ad affrontare tutto, tranne ciò che realmente gli accade. Credo che questa sia stata un’intuizione molto interessante di Graziano Diana, sulla quale abbiamo costruito il personaggio. Nel film lui vede Margherita solo due volte, poi la percepisce appena, quasi come una presenza. Per questo il lavoro si è concentrato soprattutto sulle ossessioni interiori, sui fantasmi personali e sulle paure che spesso non riusciamo ad affrontare davvero. Dal punto di vista attoriale è stato un percorso molto intenso e stimolante&#8221;. </em></p>
<p>Montanari ha precisato di non aver mai incontrato personalmente il giudice Carlo Palermo: <em>&#8220;Non ho avuto modo di conoscerlo personalmente. Ho visto alcuni video, interviste e materiali che Graziano Diana mi ha mostrato durante la preparazione, ma non c’è mai stato un incontro diretto. Inoltre non si tratta di un biopic o di un documentario su questa vicenda, quindi non era necessario ricercare a tutti i costi una somiglianza fisica o vocale perfetta. Io sono partito dalla sceneggiatura, ed è proprio lì che il personaggio prende forma, attraverso il confronto continuo con la visione del regista e con la direzione che vuole dare alla storia. Questo processo creativo mi ha permesso di costruire il personaggio in maniera più libera e personale. Adesso che il film è terminato ed è finalmente nato, sono curioso di sapere cosa ne pensino sia Margherita Asta sia Carlo Palermo, soprattutto da un punto di vista umano, più che artistico&#8221;. </em></p>
<p>&#8220;Un futuro aprile&#8221; racconta non solo la strage ma <strong>l&#8217;incontro tra due sopravvissuti al dolore</strong>, tra Margherita e Carlo Palermo che ha convissuto con il senso di colpa: <em>&#8220;Il loro rapporto, come accade spesso nelle grandi relazioni tra due personalità forti, è costruito soprattutto sui silenzi, sui non detti e su tutto ciò che non è stato realmente vissuto. È un legame che prende forma più nelle loro menti che nella realtà, quasi come una tensione continua che accompagna tutta la storia. Solo nel momento in cui avviene un confronto reale i due personaggi riescono davvero a diventare umani l’uno agli occhi dell’altro. Ed è forse proprio attraverso quell’incontro autentico che diventa possibile, finalmente, andare avanti&#8221;. </em></p>
<p>Federico Montanari ha sottolineato quanto sia importante che il <strong>cinema e la televisione</strong> raccontino queste storie:<em> &#8220;Credo profondamente nel valore della memoria e nella responsabilità che una televisione pubblica dovrebbe avere nel raccontare fatti realmente accaduti, offrendo al pubblico occasioni di riflessione e consapevolezza. Prodotti come questo hanno un valore importante sotto molti aspetti: da una parte raccontano la storia e aiutano a conoscere eventi che non devono essere dimenticati, dall’altra riescono anche a restituire l’aspetto umano di ciò che è successo. Quando una vicenda viene resa viva, concreta e tangibile, non resta soltanto una data o una semplice informazione, ma diventa qualcosa che il pubblico può sentire davvero vicino. Ed è proprio per questo che credo che racconti del genere possano essere utili e necessari&#8221;. </em></p>
<p>Già in passato, Francesco Montanari ha interpretato ruoli di spicco legati alle forze dell&#8217;ordine e alla magistratura, come nel caso di Alfonso Sabella ne &#8220;Il Cacciatore&#8221;. Per l&#8217;attore incrociare questi personaggi significa anche essere investito di una<strong> funzione civile</strong>: <em>&#8220;Io credo molto nella responsabilità dell’attore, nel dovere di restituire con dignità l’umanità dei personaggi che si interpretano. Quando poi si racconta una persona realmente esistita, questa responsabilità diventa ancora più forte e inevitabilmente senti dentro anche un aspetto civile del tuo lavoro. Penso, con tutto il rispetto e le dovute proporzioni, a ciò che poteva provare un attore come Gian Maria Volonté quando sceglieva determinati ruoli, in un periodo di cinema italiano particolarmente vivo, impegnato e ricco di contenuti. In quei casi il legame tra il cittadino e l’attore diventava molto profondo, quasi inevitabile. E credo che accada anche oggi: quando racconti una storia così intensa e reale, si crea una connessione forte tra ciò che sei come persona e ciò che stai portando sullo schermo&#8221;. </em></p>
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		<title>&#8220;Un futuro aprile&#8221;, intervista a Peppino Mazzotta: &#8220;Di fronte al dolore nasce una responsabilità: trasformarlo in testimonianza per evitare che si ripeta. Il Commissario Montalbano? Un classico che funziona&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 09:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Peppino Mazzotta" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1536x864.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Il film tv della Rai “Un Futuro Aprile”, in onda su Raiuno il 21 maggio, trae ispirazione dal libro “Sola con te in un Futuro Aprile” scritto da Margherita Asta insieme a Michela Gargiulo e porta sullo schermo una delle vicende più drammatiche della storia recente italiana, raccontata attraverso il valore della memoria e della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Peppino Mazzotta" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1536x864.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Peppino-Mazzotta.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Il film tv della Rai<strong> “Un Futuro Aprile”,</strong> in onda su <strong>Raiuno</strong> il <strong>21 maggio</strong>, trae ispirazione dal libro “Sola con te in un Futuro Aprile” scritto da Margherita Asta insieme a Michela Gargiulo e porta sullo schermo una delle vicende più drammatiche della storia recente italiana, raccontata attraverso il valore della memoria e della testimonianza. Alla presentazione erano presenti il regista Graziano Diana e gli attori principali Ludovica Ciaschetti, Francesco Montanari e Peppino Mazzotta, insieme alla stessa Margherita Asta, che è anche protagonista reale della storia narrata e coautrice del volume. Il film ricostruisce l’attentato mafioso avvenuto il 2 aprile 1985 a Pizzolungo, in Sicilia, quando una bomba destinata al magistrato Carlo Palermo colpì per errore l’auto di Barbara Asta, che morì insieme ai figli Giuseppe e Salvatore. Margherita, all’epoca bambina, si salvò perché si trovava già a scuola. Il racconto segue il suo percorso di sopravvivenza, segnato da dolore, rabbia e dalla necessità di dare un senso a quanto accaduto. Nel tempo la sua storia si intreccia con quella del giudice Palermo, in una narrazione che alterna i due punti di vista e mette a confronto due solitudini unite dalla stessa tragedia.</p>
<h2>&#8220;Un futuro aprile&#8221;, intervista esclusiva a Peppino Mazzotta</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo<strong> video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Peppino Mazzotta</strong>. L&#8217;attore nel film tv interpreta il padre di Margherita Asti: <em>&#8220;È stata un’esperienza molto toccante, sia per la vicenda in sé sia per il fatto che abbiamo girato nei luoghi reali della storia: ci trovavamo davvero su quelle strade, circondati da quelle case, immersi in un contesto che rendeva tutto ancora più forte e concreto. Inoltre c’è stata una riflessione profonda sulla responsabilità di farsi tramite di un dolore difficilmente immaginabile, qualcosa che non può essere pienamente compreso solo attraverso la finzione. Per questo ho cercato di restituirlo con la massima sincerità possibile, consapevole che non si può andare oltre questo limite. Come attori spesso ci chiediamo come riuscire a comunicare emozioni così grandi e così lontane dalla nostra esperienza diretta. In questi casi credo che non si debba pensare di sostituirsi a chi ha vissuto quelle storie, cosa impossibile, ma piuttosto di farsi semplicemente tramite, un mezzo per raccontarle con rispetto e verità&#8221;. </em></p>
<p>Un film che racconta della possibilità di <strong>trasformare il dolore in impegno civile</strong>. Mazzotta ha sottolineato quanto sia questo il messaggio più forte della storia: <em>&#8220;La lezione che ho ricevuto, e che spero possa arrivare anche al pubblico, è proprio questa: di fronte a un dolore così devastante da poter annientare una persona, non sarebbe strano se accadesse. E invece, dentro una tragedia simile, può nascere anche una possibilità nuova, la scoperta di una forza che forse non si pensava di avere e di un senso più profondo della propria “missione”, se così vogliamo chiamarla. Una missione che diventa testimonianza, perché il racconto possa servire a evitare che accada di nuovo e a stimolare una coscienza collettiva diversa. Il film racconta sì una vicenda precisa, ma anche il meccanismo di individui che, per raggiungere i propri obiettivi, anche non nobili, arrivano a ritenere accettabile eliminare fisicamente chi considerano un avversario. E quando in questa logica finiscono per essere coinvolte persone innocenti, addirittura dei bambini, tutto questo diventa irrilevante per chi agisce in quel modo. È qualcosa che non possiamo accettare. È accaduto, ma non deve più accadere. E purtroppo accade ancora, perché esistono individui che, pur non definendosi mafiosi, adottano gli stessi meccanismi, convinti che, dopo secoli di storia, cultura, filosofia e progresso, il metodo più primitivo — l’eliminazione dell’altro — possa ancora essere una soluzione. Credo che questo sia inaccettabile. Per questo è fondamentale raccontare e testimoniare, affinché si possa evolvere davvero come società, perché non possiamo restare legati a modelli preistorici per risolvere i conflitti&#8221;. </em></p>
<p>In queste settimane<strong> &#8220;Il Commissario Montalbano&#8221;</strong> è tornato in replica ottenendo come sempre ascolti record. Peppino Mazzotta ai nostri microfoni ha commentato così questo <strong>successo</strong>:<em> &#8220;Me lo spiego, e in un certo senso non me lo spiego. Lo capisco perché ormai è diventato un classico, e i classici funzionano così: non smettono mai di dire quello che hanno da dire. E proprio per questo li rivediamo, o riapriamo un libro e lo rileggiamo volentieri, perché entriamo in una dimensione che ci accoglie e in cui ci riconosciamo. Non si tratta soltanto di rivedere un film o una storia che già conosciamo, ma di immergersi in un clima che ci appartiene, che richiama un sentire positivo e condiviso, qualcosa che continua a parlarci nel tempo&#8221;. </em></p>
<p>I fan sperano sempre in un <strong>nuovo capitolo</strong> anche se Mazzotta ha frenato: <em>&#8220;Credo che non ci sarà per diverse ragioni. Una di queste è che i tre “papà” della serie non ci sono più, quindi è difficile immaginare un loro coinvolgimento diretto o una loro presenza in questo tipo di operazioni. Inoltre penso che una figura come Andrea Camilleri oggi possa risultare divisiva, e questo rende complesso trovare uno spazio condiviso in cui dare pienamente voce al suo pensiero, per quanto straordinario e rilevante resti il suo contributo culturale&#8221;. </em></p>
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		<title>Amici 25, intervista al vincitore Lorenzo Salvetti: &#8220;Ad Amici sono entrato con più maturità. Lorella mi ha consigliato sempre di divertirmi. Ora sogno Sanremo e un duetto con Cesare Cremonini ed Elisa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 05:50:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Lorenzo - Ha vinto Amici" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici-746x420.jpg 746w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Lorenzo-Ha-vinto-Amici.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Si è conclusa una nuova edizione di Amici che ha portato alla ribalta una nuova generazione di giovani artisti tra canto e danza, pronti a costruire il proprio futuro nel mondo dello spettacolo. La finale ha visto sfidarsi fino all’ultimo il ballerino Alessio e il cantante Lorenzo, entrambi molto seguiti anche sui social. A spuntarla [&#8230;]]]></description>
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<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Lorenzo Salvetti</strong>. Il cantante ci ha svelato cosa ha deciso di fare con il <strong>montepremi</strong>: &#8220;<em>Sicuramente investirò tutto nel progetto musicale. Ho tanta voglia di puntare su questo percorso perché rappresenta un’opportunità enorme, e non voglio sprecarla. Per questo motivo, tutta la mia energia sarà concentrata sulla musica: è una certezza&#8221;. </em>A credere in lui sin da subito, Lorella Cuccarini: &#8220;<em>Di lei mi porterò sicuramente dietro tutte le volte in cui, durante le puntate, mi diceva: “Divertiti”. Forse era proprio la cosa che avevo bisogno di sentirmi dire, anche se in quel momento non volevo davvero ascoltarla. Però quando me lo diceva lei, riuscivo a capirla e a farla mia. È un insegnamento che sicuramente resterà con me&#8221;, </em>ha confidato Lorenzo.</p>
<p>Per Lorenzo, Amici ha rappresentato un&#8217;occasione di <strong>riscatto</strong> dopo il quarto posto ottenuto ad X-Factor: &#8220;<em>I momenti di sconforto sono stati del tutto naturali, perché ho affrontato quel percorso quando ero ancora molto piccolo. Essere catapultato in una realtà così grande mi ha fatto vacillare per un attimo: pensavo che fosse tutto enorme e di non essere sicuro di riuscire a gestirlo. Questi erano i dubbi e i pensieri di quel momento, ma credo sia normale. Infatti, ripensandoci oggi, mi dico semplicemente che avevo 16 anni e che era giusto sentirsi così. Sul momento, però, quelle incertezze c’erano eccome&#8221;. </em></p>
<p>Il <strong>22 maggio</strong> uscirà il suo <strong>primo EP</strong>, &#8220;Stupida vita&#8221;. Su questo progetto, Lorenzo ha anticipato: &#8220;<em>Questo EP nasce da un anno di grande lavoro e di molte sperimentazioni. In quel periodo ho scritto tantissimi pezzi, tutti molto diversi tra loro, anche per cercare di definire meglio la mia identità artistica. All’interno dell’EP ci sono tre brani ancora inediti, nei quali si ritrova quella cifra cantautorale che caratterizza gran parte del progetto. Allo stesso tempo, però, c’è anche una componente più fresca e più up, realizzata con Michele Canova. È stato un progetto davvero molto bello, quasi una ventata d’aria nuova. È un brano che è rimasto in bilico per un po’, ma con la consapevolezza che avesse una grande energia ho deciso di inserirlo nell’EP, perché ho sentito che fosse il momento giusto. Si tratta di “Roller Coaster”. </em></p>
<p>Ora Lorenzo pensa al futuro e nei suoi progetti c&#8217;è anche <strong>Sanremo</strong>: &#8220;<em>Sì, è sicuramente un pensiero. Per ora, però, penso soprattutto a scrivere tanto e a continuare a lavorare. Poi, chissà: magari, se dovesse nascere un pezzo davvero forte, potrebbe aprirsi anche quella possibilità&#8221;. </em></p>
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<h2>Amici 25, intervista esclusiva al vincitore Lorenzo Salvetti</h2>
<p><strong>Lorenzo, cosa farai con il montepremi? </strong></p>
<p><em>Sicuramente investirò tutto nel progetto musicale. Ho tanta voglia di puntare su questo percorso perché rappresenta un’opportunità enorme, e non voglio sprecarla. Per questo motivo, tutta la mia energia sarà concentrata sulla musica: è una certezza.</em></p>
<p><strong>Lorella Cuccarini ha creduto in te sin da subito. Qual è l&#8217;insegnamento più importante che ti ha trasmesso? </strong></p>
<p><em>Di Lorella Cuccarini mi porterò sicuramente dietro tutte le volte in cui, durante le puntate, mi diceva: “Divertiti”. Forse era proprio la cosa che avevo bisogno di sentirmi dire, anche se in quel momento non volevo davvero ascoltarla. Però quando me lo diceva lei, riuscivo a capirla e a farla mia. È un insegnamento che sicuramente resterà con me.</em></p>
<p><strong>Dopo la vittoria è arrivata anche la benedizione di Achille Lauro che ti aveva voluto con lui a X-Factor. </strong></p>
<p><em>Sì, mi ha fatto molto piacere vedere le storie che ha pubblicato Lauro. È stata una figura comunque importante per me e per il mio percorso.</em></p>
<p><strong>Dopo la vittoria a X-Factor hai raccontato di aver vissuto momenti di difficoltà. </strong></p>
<p><em>I momenti di sconforto sono stati del tutto naturali, perché ho affrontato quel percorso quando ero ancora molto piccolo. Essere catapultato in una realtà così grande mi ha fatto vacillare per un attimo: pensavo che fosse tutto enorme e di non essere sicuro di riuscire a gestirlo. Questi erano i dubbi e i pensieri di quel momento, ma credo sia normale. Infatti, ripensandoci oggi, mi dico semplicemente che avevo 16 anni e che era giusto sentirsi così. Sul momento, però, quelle incertezze c’erano eccome.</em></p>
<p><strong>Hai mai pensato di abbandonare tutto, di rinunciare al sogno di fare musica? </strong></p>
<p><em>Il pensiero di abbandonare non c’è mai stato. Non riesco proprio a dire “abbandono tutto”, non è una cosa che mi passa per la testa. C’è stato un momento di crisi, una fase un po’ difficile, ma senza mai arrivare a pensare davvero di mollare tutto.</em></p>
<p><strong>Sanremo è nei tuoi piani? </strong></p>
<p><em>Sì, è sicuramente un pensiero. Per ora, però, penso soprattutto a scrivere tanto e a continuare a lavorare. Poi, chissà: magari, se dovesse nascere un pezzo davvero forte, potrebbe aprirsi anche quella possibilità.</em></p>
<p><strong>Intanto, ti attende una nuova sfida. Sarai protagonista di un musical su Diego Armando Maradona. </strong></p>
<p><em>Sì, è stata una cosa molto interessante, perché mi ha riportato a quello che facevo da piccolo, ma anche fino a poco tempo fa: il musical theatre. Il mio obiettivo è sempre stato quello di conciliare la musica con il teatro. Per anni è stato anche un vero bivio: fino a cinque o sei anni fa non sapevo se scegliere la strada del teatro oppure quella della musica. Questa esperienza è riuscita a unire entrambe le cose e ne sono molto contento.</em></p>
<p><strong>Rispetto a X-Factor si vede che sei arrivato ad Amici con una nuova consapevolezza. </strong></p>
<p><em>Sì, sono ripartito da qui con una consapevolezza sicuramente maggiore. Nel frattempo sono cresciuto sotto tutti i punti di vista, quindi sono entrato con più maturità e con una grinta che, in realtà, si è caricata nel tempo. Proprio durante il percorso, qui dentro, ho iniziato a tirarla fuori sempre di più, passo dopo passo.</em></p>
<p><strong>Durante il percorso nella scuola non sono mancati i momenti difficili. Ad un certo punto hai avuto un crollo. </strong></p>
<p><em>Dietro quel crollo c’è stato un accumulo di tante cose. Venivo da un paio di puntate in cui non era andata particolarmente bene, e tutto questo si è sommato nel tempo. Sono una persona che tende a tenere molto dentro, e in quel momento non riuscivo a sbloccarmi. Poi, proprio mentre stavo per cantare il pezzo finale, ho realizzato davvero la situazione e lì sono esploso, lasciando uscire tutto.</em></p>
<p><strong>Hai tantissime fan. E&#8217; una sfida per te far arrivare qualcosa oltre all&#8217;aspetto fisico?</strong></p>
<p><em>Secondo me canto e ballo sono due cose diverse. Per quanto riguarda il canto, è sicuramente una sfida, ma allo stesso tempo è anche qualcosa di stimolante e positivo. Non lo vedo come un ostacolo, ma come parte del percorso. L’obiettivo, chiaramente, resta quello di far arrivare soprattutto la musica.</em></p>
<p><strong>C&#8217;è un artista con il quale sogni di collaborare in futuro? </strong></p>
<p><em>Mi piacerebbe duettare con Cesare Cremonini e con Elisa. </em></p>
<p><strong>Dal 22 maggio uscirà il tuo primo EP, &#8220;Stupida vita&#8221;. Cosa rappresenta questo progetto? </strong></p>
<p><em>Questo EP nasce da un anno di grande lavoro e di molte sperimentazioni. In quel periodo ho scritto tantissimi pezzi, tutti molto diversi tra loro, anche per cercare di definire meglio la mia identità artistica. All’interno dell’EP ci sono tre brani ancora inediti, nei quali si ritrova quella cifra cantautorale che caratterizza gran parte del progetto. Allo stesso tempo, però, c’è anche una componente più fresca e più up, realizzata con Michele Canova. È stato un progetto davvero molto bello, quasi una ventata d’aria nuova. È un brano che è rimasto in bilico per un po’, ma con la consapevolezza che avesse una grande energia ho deciso di inserirlo nell’EP, perché ho sentito che fosse il momento giusto. Si tratta di “Roller Coaster”.</em></p>
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		<title>Amici 25, intervista ad Alessio Di Ponzio: &#8220;Nel periodo dell&#8217;infortunio ho toccato il fondo ma sono riuscito a rialzarmi. Entrare tra i professionisti sarebbe un bel traguardo. Emanuel Lo è stato come un padre per me&#8221;</title>
		<link>https://www.superguidatv.it/amici-25-intervista-ad-alessio-di-ponzio-vincitore-categoria-ballo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 04:56:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Alessio Di Ponzio" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />La finale del circuito danza di Amici si è conclusa con la vittoria di Alessio Di Ponzio, che ha avuto la meglio su Emiliano, allievo di Alessandra Celentano, al termine di una sfida molto intensa. Il percorso del ballerino assume però un significato ancora più profondo se si guarda al suo passato recente. Nella precedente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Alessio Di Ponzio" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/ALESSIO-VINCITORE-DI-CATEGORIA_4580-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La <strong>finale</strong> del <strong>circuito danza</strong> di <strong>Amici</strong> si è conclusa con la vittoria di <strong>Alessio Di Ponzio</strong>, che ha avuto la meglio su Emiliano, allievo di Alessandra Celentano, al termine di una sfida molto intensa. Il percorso del ballerino assume però un significato ancora più profondo se si guarda al suo passato recente. Nella precedente edizione, infatti, Alessio aveva già colpito la commissione per tecnica e determinazione, ma un infortunio lo aveva costretto ad abbandonare il programma prima del tempo. Dopo un anno di lavoro e crescita personale, è tornato nella scuola più consapevole e determinato. Ha riconquistato l’accesso al Serale e ha affrontato ogni esibizione con grande concentrazione e voglia di riscatto.</p>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>intervistato</strong> in<strong> esclusiva Alessio Di Ponzio</strong>. Il ballerino ha raccontato il suo <strong>percorso</strong> nella scuola di Amici dopo l&#8217;infortunio dello scorso anno: &#8220;<em>Il mio stato d’animo è stato in costante crescita: puntata dopo puntata del Serale aumentavano energia e adrenalina, era come una salita continua. Nel mestiere del ballerino ci sono inevitabilmente tante cadute, ma per me la forza sta sempre nell’impegno, nel duro lavoro e nella passione. Se hai davvero una passione forte e un obiettivo chiaro da inseguire, non esiste caduta troppo grande. Io in questi mesi ho ricominciato praticamente da capo: è stato un secondo anno impegnativo e faticoso, perché ho dovuto ripercorrere anche parti già vissute nel pomeridiano. Poi è arrivato il Serale, che era un sogno che inseguivo da due anni, e non mi sono fatto fermare da nulla. Sono andato dritto per la mia strada, come un treno, e sono arrivato fino a qui. Sono davvero felice di esserci riuscito&#8221;. </em></p>
<p><strong>Emanuel Lo</strong> ha creduto in lui sin da subito. Per l&#8217;insegnante, Alessio ha speso bellissime parole definendolo un padre per lui: &#8220;<em>Io ho visto in lui una figura quasi paterna, e lui ha visto in me qualcosa su cui investire. Non parlerei di un singolo insegnamento, perché ogni momento passato in sala con lui è stato prezioso: non solo per la danza, ma anche per i consigli su come affrontare le cose nella vita. Mi ha fatto crescere tanto anche come persona. Mi ha insegnato che, anche nelle difficoltà, non bisogna mai mollare, perché intorno a te ci sono sempre persone che credono in te. Sono felice che sia stato al mio fianco in questo percorso&#8221;. </em></p>
<p>Durante la finale, Alessio ha ricevuto una importante <strong>offerta di lavoro</strong>: &#8220;<em>La “Royal Family” è una crew che ho sempre ammirato fin da piccolo e che ho sempre preso come riferimento. Il mio sogno più grande è sempre stato quello di ballare nei tour, nei concerti, vicino ad artisti importanti, e avvicinarmi a quel mondo è qualcosa di enorme per me. Infatti mi sono emozionato tantissimo ieri quando ho visto il video, perché era un sogno che piano piano sto iniziando a vedere diventare realtà&#8221;. </em>Tra i suoi <strong>sogni</strong> c&#8217;è anche quello di poter tornare nella scuola di Amici nel corpo di ballo dei <strong>professionisti</strong>: &#8220;<em>Entrare a far parte dei professionisti sarebbe sicuramente un grande traguardo, anche perché c’è un corpo di ballo che stimo moltissimo. Insomma, mai dire mai: le possibilità sono tante e, se si presenterà l’occasione, la valuterò volentieri. Sarebbe davvero bellissimo&#8221;.</em></p>
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<h2>Amici 25, intervista esclusiva ad Alessio Di Ponzio</h2>
<p><strong>Alessio, hai dimostrato che nella vita si può cadere ma ci si può anche rialzare. Dove hai trovato questa energia?</strong></p>
<p><em>Il mio stato d’animo è stato in costante crescita: puntata dopo puntata del Serale aumentavano energia e adrenalina, era come una salita continua. Nel mestiere del ballerino ci sono inevitabilmente tante cadute, ma per me la forza sta sempre nell’impegno, nel duro lavoro e nella passione. Se hai davvero una passione forte e un obiettivo chiaro da inseguire, non esiste caduta troppo grande. Io in questi mesi ho ricominciato praticamente da capo: è stato un secondo anno impegnativo e faticoso, perché ho dovuto ripercorrere anche parti già vissute nel pomeridiano. Poi è arrivato il Serale, che era un sogno che inseguivo da due anni, e non mi sono fatto fermare da nulla. Sono andato dritto per la mia strada, come un treno, e sono arrivato fino a qui. Sono davvero felice di esserci riuscito.</em></p>
<p><strong>Durante la finale, hai ricevuto la proposta di lavorare con The Royal Family Dance Crew in Nuova Zelanda. Sei soddisfatto? </strong></p>
<p><em>Amici mi sembrava qualcosa di lontanissimo, una cosa da “non ce la farò mai”, e invece l’anno scorso ci sono riuscito. Mi farei i complimenti anche per il periodo dell’infortunio, perché lì ho davvero toccato il fondo. Grazie alle persone che mi sono state vicino, soprattutto i miei genitori, ma anche grazie a me stesso, sono riuscito a rialzarmi e a dirmi che quello era il mio sogno e dovevo continuare a inseguirlo. È stato un momento difficile, ma ogni caduta, se c’è passione, si può superare. Per questo direi semplicemente al me del passato di essere fiero, perché anche quando non ci credevo fino in fondo, alla fine ce l’ho fatta. Questa è una delle opportunità più belle che mi siano capitate. La “Royal Family” è una crew che ho sempre ammirato fin da piccolo e che ho sempre preso come riferimento. Il mio sogno più grande è sempre stato quello di ballare nei tour, nei concerti, vicino ad artisti importanti, e avvicinarmi a quel mondo è qualcosa di enorme per me. Infatti mi sono emozionato tantissimo ieri quando ho visto il video, perché era un sogno che piano piano sto iniziando a vedere diventare realtà.</em></p>
<p><em>Sono entrato con una nuova consapevolezza. Aver vissuto già un’esperienza ad Amici , anche solo per una parte del percorso, mi ha permesso di capire meglio cosa significhi il programma: le sfide, il duro lavoro, ma anche la determinazione necessaria per andare avanti. La voglia di dimostrare e di tornare a ballare dopo un infortunio, dopo tanto tempo, ha contribuito ad aumentare questa consapevolezza. Mi ha aiutato a non fermarmi mai durante il percorso e a trasformare ogni difficoltà in un’occasione di crescita. Sono arrivato fino in fondo cercando di prendere il meglio da ogni situazione, per migliorarmi sempre di più.</em></p>
<p><strong>Hai detto che ti piacerebbe entrare a far parte del corpo di ballo di Beyoncè. Tra gli artisti italiani invece? </strong></p>
<p><em>Tra gli artisti italiani che ammiro di più c’è sicuramente Mahmood, perché il suo stile musicale è molto vicino al mio gusto e al mio percorso artistico. Anche il suo corpo di ballo è composto da ballerini urban, un mondo che sento molto affine e in cui mi ritrovo parecchio.</em></p>
<p><strong>Emanuel Lo ha creduto in te sin da subito. Qual è l&#8217;insegnamento più importante che ti ha trasmesso? </strong></p>
<p><em>Lo devo ringraziare tantissimo, perché sono davvero grato a lui per non aver mai smesso di crederci, nonostante tutto. Io ho visto in lui una figura quasi paterna, e lui ha visto in me qualcosa su cui investire. Non parlerei di un singolo insegnamento, perché ogni momento passato in sala con lui è stato prezioso: non solo per la danza, ma anche per i consigli su come affrontare le cose nella vita. Mi ha fatto crescere tanto anche come persona. Mi ha insegnato che, anche nelle difficoltà, non bisogna mai mollare, perché intorno a te ci sono sempre persone che credono in te. Sono felice che sia stato al mio fianco in questo percorso.</em></p>
<p><strong>Ti piacerebbe tornare il prossimo anno ad Amici tra i professionisti? </strong></p>
<p data-start="0" data-end="127"><em>Non escludo questa possibilità. È un posto che mi ha dato tanto e a cui sono molto legato. Entrare a far parte dei professionisti sarebbe sicuramente un grande traguardo, anche perché c’è un corpo di ballo che stimo moltissimo. Insomma, mai dire mai: le possibilità sono tante e, se si presenterà l’occasione, la valuterò volentieri. Sarebbe davvero bellissimo.</em></p>
<p data-start="0" data-end="127"><strong>Con Daniele Doria c&#8217;è stato un bellissimo abbraccio. Ti ha dato qualche consiglio? Ci parli del vostro rapporto? </strong></p>
<p><em>Con lui, ma anche con altri dell’anno scorso, ho un rapporto molto stretto. In particolare con lui sento un legame forte: per me la “casetta” dell’anno scorso me la sono portata dentro anche in questa seconda esperienza, come una sorta di scudo per affrontare di nuovo un percorso del genere. Sapevo che loro c’erano, sapevo che Daniele c’era fuori per me. Rivederlo è stato bello, perché lui c’era anche in quel momento. Non mi ha dato consigli particolari, mi ha semplicemente detto di fare ciò che so fare meglio, con la massima passione e restando me stesso. Sono consigli che io darei a chiunque: la chiave è essere se stessi, fare le cose perché le si vuole davvero fare, con passione e con il desiderio di divertirsi, senza troppi pensieri. Bisogna affrontare tutto con il sorriso, perché nella vita ci sono già tanti momenti difficili, e il nostro mestiere dovrebbe invece essere fatto di luce, energia e positività. Questo vale per lui e per tutti i ragazzi dell’anno scorso: devo tanto al loro supporto, perché non mi hanno mai lasciato solo, anche da lontano. E so che lo stesso vale per alcuni ragazzi di quest’anno. Sento di aver trovato due famiglie e me le porterò entrambe con me nel tempo.</em></p>
<p data-start="0" data-end="127"><strong>Come intendi investire il montepremi? </strong></p>
<p><em>Sicuramente li investirò nella danza, un po’ come ho sempre fatto nella mia vita. Ho sempre dedicato tutto a questo mondo e continuo a farlo anche adesso. Ora che sono un po’ più grande, posso anche spostarmi di più, viaggiare e guardare oltre i confini italiani, con l’idea di farmi conoscere anche all’estero. Per questo saranno sicuramente investiti nel mio progetto legato alla danza, senza alcun dubbio.</em></p>
<p><em>Per me dipende molto dalle coreografie. Ci sono pezzi che raccontano una parte di me, quindi anche aspetti molto personali, mentre altri sono costruiti su un personaggio che il ballerino interpreta e porta in scena. Penso però che il mestiere del ballerino sia proprio quello di rendere tutto unico, non solo attraverso il proprio vissuto, ma anche grazie alla propria personalità. Ci sono coreografie che raccontano momenti della mia vita, come ad esempio un pezzo su Michael Jackson che per me rappresentava un po’ le origini del mio percorso, oppure altri brani più moderni legati a emozioni diverse. Anche quando non c’è una storia costruita alla base, cerco comunque di portare sempre me stesso. In ogni caso, nella mia danza c’è sempre molto di Alessio: la sua personalità, le sue emozioni, sia nei momenti più energici sia in quelli più narrativi, che arrivano direttamente al pubblico.</em></p>
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		<title>Welo e Anna Tatangelo presentano il singolo “Notte Poetica”: &#8220;Non ci aspettavano insieme, ma è nata la magia&#8221; &#8211; Intervista Video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 17:22:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="458" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-1024x674.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Welo anna tatangelo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-1024x674.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-300x198.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-768x506.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-696x458.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-1068x703.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-638x420.jpg 638w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />“Notte Poetica” è il nuovo singolo di Welo e Anna Tatangelo. Non solo un featuring, ma un punto di svolta emotivo. Il contrasto tra il rap diretto di Welo e la potenza melodica di Anna Tatangelo costruisce infatti un equilibrio sorprendente, in cui due linguaggi diversi si incontrano senza forzarsi, trovando una stessa direzione. Il risultato è un ritornello immediato, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="458" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-1024x674.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Welo anna tatangelo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-1024x674.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-300x198.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-768x506.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-696x458.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-1068x703.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica-638x420.jpg 638w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/welo-anna-tatangelo-notte-poetica.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><em><strong>“Notte Poetica”</strong> </em>è il nuovo singolo di <strong>Welo e Anna Tatangelo</strong>. Non solo un featuring, ma un punto di svolta emotivo. Il contrasto tra il rap diretto di Welo e la potenza melodica di Anna Tatangelo costruisce infatti un equilibrio sorprendente, in cui due linguaggi diversi si incontrano senza forzarsi, trovando una stessa direzione. Il risultato è un ritornello immediato, incisivo, impossibile da dimenticare.</p>
<h2>Intervista a Welo e Anna Tatangelo – “Notte Poetica”</h2>
<p>Il brano è un viaggio notturno fatto di finestrini abbassati, musica ad alto volume e una<br />
luna così grande da dividere in due la strada. È il racconto di due persone che non sono state capaci di tenersi davvero, ma che continuano a cercarsi nello spazio fragile di una notte. Il singolo arriva dopo un momento significativo del percorso artistico di Welo: con<br />
“Emigrato (Italiano)” è stato infatti scelto per firmare il jingle ufficiale della 76ª edizione del<br />
Festival di Sanremo, diretto da Carlo Conti. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Welo e Anna Tatangelo: ecco cosa ci hanno raccontato.</p>
<p><b>“Notte Poetica” è il vostro nuovo brano insieme. Vi ricordate qual è stata la prima vera “notte poetica” della vostra vita?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Estate, bicicletta e primi amori. </em></p>
<p><b>W</b><b>elo</b><b>: </b>La<em> prima volta che sono andato in discoteca non me la sono più scordata. È stato come sbloccare un nuovo livello: ci siamo divertiti tantissimo, abbiamo iniziato a fare serate… quella è una delle prime notti che ricordo davvero.</em></p>
<p><b>Nel pezzo c’è l’idea di due persone che non riescono davvero a lasciarsi andare. Secondo voi oggi le storie sono più intense o più complicate?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Più complicate, secondo me.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>Concordo. Decisamente più complicate. </em></p>
<p><strong>Anna Tatangelo:</strong><em> E non chiedeteci perché… </em></p>
<p><b>W</b><b>elo</b>:<em> Meglio non entrare nei dettagli!</em></p>
<p><b>Nel brano la notte sembra quasi un personaggio. Che cosa rappresenta per voi?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>La libertà. Di notte emergono pensieri che magari durante il giorno ti vergogni ad affrontare. Hai la libertà di dire cose che in altri momenti non avresti il coraggio di dire. Per me la notte è libertà e leggerezza.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>Io praticamente vivo la mia vita sociale di notte, quindi è il mio momento preferito della giornata. Sei più spensierato, stai con gli amici. È il momento della libertà e della voglia di fare cose che di giorno magari non fai.</em></p>
<p><b>C’è un verso del pezzo in cui vi riconoscete particolarmente?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>“Sai già come finirà”. Perché quando ti conosci davvero, in fondo sai sempre quali sono le risposte, anche quando sei pieno di dubbi.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>Io invece direi: “Quando apriamo le porte senti un calore forte”. È un mood che mi rappresenta molto, un po’ me e un po’ il mio territorio. Quelle frasi le sento davvero mie.</em></p>
<p><b>Parliamo della collaborazione: come è nata l’idea di unire le vostre voci?</b></p>
<p><b>Welo: </b><em>È nata insieme ai ragazzi che lavorano con me. Pensavamo che Anna potesse dare qualcosa in più al brano. Abbiamo provato a farglielo ascoltare… e ci è andata bene! Non ci conoscevamo personalmente, però quando ho ascoltato il pezzo l’ho accolto subito con entusiasmo e positività. Da lì ci siamo conosciuti, siamo diventati amici e adesso stiamo vivendo insieme questa “estate poetica”. </em></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Spero di esserci riuscita!</em></p>
<p><b>Il brano ha un’atmosfera molto cinematografica. Se fosse un film, quale sarebbe?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>“Notte prima degli esami”, mi viene spontaneo dirlo.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>Io invece dico “Benvenuti al Sud”. Ha quel mood estivo, leggero, “terrone”, che mi piace tantissimo.</em></p>
<p><b>Che momento state vivendo nelle vostre vite?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Per me è uno dei momenti più belli della mia vita, perché ho appena avuto una bambina. È come ricominciare da capo. Sto vivendo anche una crescita personale importante: con un secondo figlio maturi ancora di più, tante cose che prima intuivi oggi le comprendi davvero. A livello musicale, invece, ho tanta voglia di rimettermi in gioco, raccogliere tutta l’esperienza fatta e portarla dentro un disco. Vorrei far emergere quell’Anna che spesso è sfuggita.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>Per me questi mesi rappresentano l’inizio di un percorso. Ho tanta fame, tanta determinazione e sento di avere ancora tutto da dimostrare. Sono all’1% di questo cammino e voglio continuare a spingere ogni giorno.</em></p>
<p><b>Ti aspettavi, un giorno, di collaborare con un’artista diventata un’icona della musica italiana?</b></p>
<p><b>Welo: </b><em>Io ho iniziato facendo rap, quindi sinceramente non avrei mai immaginato una collaborazione del genere. Ovviamente Anna l’ho sempre ascoltata e conosciuta artisticamente, ma quando è successo mi sono reso conto di quanto fosse un feat bellissimo e anche inaspettato. Siamo una coppia artistica che nessuno si aspettava davvero. Da quando ho iniziato un percorso più melodico, Anna è sempre stata uno di quei nomi con cui avrei voluto collaborare. Quindi sono felicissimo.</em></p>
<p><b>Anna, cosa ti ha colpito del suo modo di scrivere?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>La sua autenticità. Non è banale, è diretto, molto viscerale. Scrive di pancia e questa è la cosa che oggi lo distingue davvero. A volte senti canzoni molto “copia e incolla”, costruite a tavolino. Lui invece è autentico.</em></p>
<p><b>Il brano parla di emozioni sospese. Tu riesci a chiudere con il passato o tendi a rivivere i ricordi?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>I ricordi vanno vissuti, perché altrimenti non riesci ad apprezzare niente. E servono anche per non ripetere gli stessi errori. Tengo stretti i miei ricordi, ma allo stesso tempo cerco di godermi il presente e quello che arriverà.</em></p>
<p><b>Chi dei due è più notturno?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Direi lui.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>Forse io, sì.</em></p>
<p><b>E chi manda più messaggi alle due di notte?</b></p>
<p><b>Welo: </b><em>Forse io.</em></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Fino a un annetto fa magari ero io… adesso molto meno!</em></p>
<p><b>Secondo voi cosa unisce due mondi musicali apparentemente diversi come i vostri?</b></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>La musica unisce sempre, non divide mai.</em></p>
<p><b>Welo: </b><em>E anche il rapporto umano. Quando conosci davvero un artista, ti rendi conto che avete molte più cose in comune di quanto pensassi. Noi abbiamo scoperto di avere visioni e punti di vista molto simili, </em></p>
<p><em><b>Anna Tatangelo: </b>Anche sulle radici. </em></p>
<p><em><b>Welo: </b>Ed è proprio questo il bello delle collaborazioni.</em></p>
<p><b>A parte “Notte Poetica”, qual è la vostra colonna sonora dell’estate?</b></p>
<p><b>Welo: </b><em>Quest’estate facciamo solo promo a “Notte Poetica”!</em></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Ascoltate solo “Notte Poetica”!</em></p>
<p><b>Qual è, per voi, una notte estiva perfetta?</b></p>
<p><b>Welo: </b><em>Le cose più belle sono sempre le più semplici. Una notte in spiaggia con i miei fratelli, con le persone che mi vogliono davvero bene… per me basta questo.</em></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>La famosa “Braciata” d’estate: quella non può mancare.</em></p>
<p><b>Ultima domanda: qual è la cosa più poetica che avete fatto per qualcuno?</b></p>
<p><b>Welo: </b><em>Tante cose. In amore, ma anche nelle amicizie, bisogna buttarsi. Non entro nei dettagli perché certe cose è giusto tenersele, però ogni tanto bisogna osare.</em></p>
<p><b>Anna Tatangelo: </b><em>Anch’io faccio fatica a raccontare episodi precisi, perché poi nascono domande scomode! Però sì, di cose poetiche ne ho fatte tante, soprattutto all’inizio.</em></p>
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		<title>Cate Lumina presenta il primo EP &#8220;Catalina&#8221;: &#8220;Amici 25 è stata un&#8217;esperienza che non dimenticherò mai. Maria De Filippi mi diceva sempre una cosa importante. Il mio sogno? Un featuring con Rosalía&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:11:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amici di maria de filippi]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="446" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-1024x656.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="cate lumina" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-1024x656.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-300x192.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-768x492.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-696x446.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-1068x684.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina-655x420.jpg 655w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/cate-lumina.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Reduce dalla sua esperienza all&#8217;interno della scuola di <strong>Amici di Maria De Filippi</strong>, <strong>Cate Lumina</strong> presenta il suo primo EP, dal titolo <em><strong>Catalina </strong>(Latarma Records, distribuito da ADA / Warner Music Italy)</em>. Un progetto intimo e personale, in cui l&#8217;ex concorrente del talent show di Canale 5 è riuscita a far convivere alo stesso tempo Italia e Spagna, ma anche nostalgia, affetti e sogni artistici. Noi di <strong><em>SuperGuidaTV</em></strong> l&#8217;abbiamo intervistata per voi: Caterina in arte Cate ci ha raccontato il suo percorso dentro la scuola di Amici 25, la nascita di questo progetto discografico e i suoi progetti per il futuro.</p>
<h2>Intervista a Cate Lumina di Amici di Maria De Filippi</h2>
<p><b>Che percorso è stato per te Amici?</b></p>
<p><em>“È stato un percorso bellissimo, molto intenso, però un’esperienza che non dimenticherò mai”.</em></p>
<p><b>Presenti il tuo primo EP, Catalina: come mai questo titolo e cosa rappresenta per te questo progetto?</b></p>
<p><em>“Catalina perché in Spagna, a Minorca, dove sono cresciuta, il mio nome si dice così. È Caterina in spagnolo, in minorchino. Per me questo progetto è la realizzazione di un sogno che porto dentro da tanti anni e che adesso sta iniziando a prendere forma. Sono molto felice”.</em></p>
<p><b>In questo progetto convivono l’Italia e la Spagna. Cosa rappresentano per te questi due Paesi?</b></p>
<p><em>“La Spagna è il Paese che mi ha formata, perché mi sono trasferita lì quando avevo due anni. Ho studiato lì e mi ha formata sia culturalmente sia musicalmente. L’Italia invece è casa: sono nata a Bergamo, i miei genitori sono italiani e abbiamo sempre parlato italiano. Mi sento italiana e porto questo Paese nel cuore”.</em></p>
<p><b>Hai raccontato che alcune canzoni parlano di distanze, ritorni e nostalgia. C’è un brano dell’EP che senti più vicino alla Caterina privata?</b></p>
<p><em>“È una bellissima domanda. In realtà tutte le canzoni dell’EP sono molto personali, perché le ho scritte io e nascono tutte da momenti diversi della mia vita. Vuelve parla della nostalgia di casa e del rapporto con mia madre, mentre Diamantes racconta la perdita di mio nonno. Poi ci sono brani che parlano di amori vissuti. Quindi sì, sono tutte parte di me”.</em></p>
<p><b>Com’è cambiato il tuo modo di scrivere dopo l’esperienza ad Amici?</b></p>
<p><em>“Il mio modo di scrivere non è cambiato, è rimasto lo stesso. Però Amici è stata una grande opportunità per mostrare le mie canzoni. Era la prima volta che cantavo un inedito fuori dalla mia stanzetta e questa esperienza mi ha permesso di dare luce alla musica che scrivo e che continuerò a scrivere”.</em></p>
<p><b>Qual è stata la cosa più difficile da affrontare durante il programma?</b></p>
<p><em>“Un po’ le telecamere, perché non ero per niente abituata. Non avevo mai cantato su un palco così grande e davanti a un pubblico. Però anche non avere contatti con l’esterno e con la mia famiglia è stato difficile. Nonostante questo, ne è valsa assolutamente la pena”.</em></p>
<p><b>Nell’EP ci sono anche due featuring: raccontaci come sono nati.</b></p>
<p><em>“Sinti, che è il featuring con Grew, nasce dal bellissimo rapporto che abbiamo costruito dentro la casetta. Quando è uscito dal programma, gli ho fatto ascoltare il brano e gli è piaciuto subito. Abbiamo trovato un significato molto forte in questa collaborazione, perché dentro Amici siamo diventati un po’ casa l’uno per l’altra. Paraiso invece è con Praci, un artista che seguivo già da prima. Gli ho fatto ascoltare il pezzo e gli ho chiesto se volesse collaborare: ha accettato e sono davvero contenta del risultato”.</em></p>
<p><b>Cosa vorresti arrivasse al pubblico di te attraverso questo progetto?</b></p>
<p><em>“Mi piacerebbe che arrivasse Caterina in tutte le sue sfaccettature, nella maniera più trasparente e vera possibile. In Catalina ci ho messo tutto il cuore e spero che questa cosa venga percepita da chi lo ascolterà”.</em></p>
<p><b>C’è un consiglio di</b> <strong>Maria De Filippi</strong> <b>che porterai sempre con te?</b></p>
<p><em>“Maria ci ha dato tantissimi consigli e ha sempre avuto la parola giusta al momento giusto. Sicuramente porterò con me il fatto di rimanere sempre noi stessi, coerenti con i nostri valori, seguendo il cuore nelle proprie scelte”.</em></p>
<p><b>Presto partirà anche il tuo instore tour: che rapporto immagini di avere con il pubblico?</b></p>
<p><em>“Finora ho avuto ancora pochi contatti con le persone che mi ascoltano e sono molto emozionata. Se loro si emozionano con le mie canzoni, io mi emoziono nel vedere le loro emozioni. Saranno giornate bellissime e non vedo l’ora di incontrarli”.</em></p>
<p><b>C’è un featuring che sogni particolarmente?</b></p>
<p><em>“Se posso sognare in grande, direi Rosalía. È la mia idola ed è stata un riferimento artistico incredibile per me”.</em></p>
<p><b>Dopo Amici e questo EP, qual è il sogno artistico che senti più vicino?</b></p>
<p><em>“Adesso sono molto concentrata sull’uscita di Catalina e sul far vivere questo progetto. Voglio godermi questo momento e poi vedere cosa mi riserverà il futuro”.</em></p>
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		<title>Valentina Pesaresi: &#8220;Mi sentivo fragile ma Amici mi ha insegnato a credere in quello che canto. Pettinelli mi ha fatto ritrovare fiducia in me stessa. Maria De Filippi mi ha detto: fai quello che ti rende felice&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amici di maria de filippi]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Valentina ad Amici" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Valentina-ad-Amici.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><strong>Valentina Pesaresi</strong> è una cantante di <strong>Amici 25</strong>, talent show ideato e condotto da Maria De Filippi. Originaria di Santarcangelo di Romagna, classe 2004. Al suo ingresso nella scuola del talento di Canale 5, è stata scelta da <strong>Rudy Zerbi</strong> come sua allieva. Durante il suo percorso però <strong>Valentina cambia professore e si affida ad Anna Pettinelli</strong>. La giovane cantante di Amici, quest&#8217;anno ha presentato alcuni degli inediti più ascoltati come Meglio, scritto per lei da Angelina Mango e Tuttocambia. Noi di SuperGuidaTv abbiamo intervistato Valentina Pesaresi dopo l&#8217;uscita dal serale: ecco cosa ci ha raccontato.</p>
<h2>Intervista a Valentina Pesaresi di Amici 25</h2>
<p class="p1"><b>Valentina, iniziamo subito: questa è la nostra prima intervista insieme. Partiamo dal tuo percorso ad </b><b><i>Amici</i></b><b>: che esperienza è stata?</b><b></b></p>
<p class="p1"><i>È stata un’esperienza molto, molto bella. Sicuramente inaspettata, perché prima lavoravo in un negozio di cosmetici. Ho inviato la candidatura praticamente </i><span class="s1"><i>all’ultimo</i></span><span class="s2"><i>,</i></span><i> quindi è nato tutto in maniera davvero improvvisa. Però è stato bellissimo. Non pensavo di arrivare così avanti, sinceramente non pensavo neanche di entrare</i><span class="s2"><i>. </i></span><i>Mi sono buttata un po’ a occhi chiusi dicendomi: “Andiamo e vediamo cosa succede”. Alla fine è andata bene, quindi sono molto contenta del percorso. Certo, speravo magari di fare ancora qualcosa in più, però va benissimo così.</i></p>
<p class="p1"><b>Tu sei entrata con una cover di Miley Cyrus. Come mai quella scelta? Cosa rappresentava per te quel brano?</b><b></b></p>
<p class="p1"><i>Sono super appassionata di quel mondo lì. Io sono proprio una “Disney girl”: sono cresciuta con Disney Channel, Hannah Montana, tutto quell’immaginario. E poi il significato del brano mi piaceva tanto, perché parla del superare le difficoltà e inseguire i propri sogni, quindi secondo me era perfetto per iniziare un percorso come quello di Amici. In più adoro Miley Cyrus e quel mix tra pop, country e rock, che è un genere che mi ha sempre trasmesso tantissimo.</i></p>
<p class="p1"><b>Nel tuo percorso ti sei destreggiata tra tanti generi musicali, comprese anche colonne sonore Disney. Quali artisti ti hanno ispirata di più?</b><b></b></p>
<p class="p1"><i>Sicuramente Lady Gaga, Pink, Avril Lavigne… però sono molto appassionata anche di artisti norvegesi, come Girl in red e Moyka. In Italia magari non sono molto conosciuti, ma mi piacerebbe tantissimo portare anche qui quel tipo di sonorità, magari ovviamente in italiano. Sono canzoni un po’ particolari e forse qui potrebbero essere considerate “di nicchia”, però è davvero un genere che mi piacerebbe sviluppare.</i></p>
<p><b>Poi è arrivato “Meglio”, scritto da Angelina Mango, che è stato uno degli inediti più ascoltati di questa edizione. Che emozione è stata interpretare un brano scritto appositamente per te?</b></p>
<p class="p1"><i>Angelina è un’artista grandiosa. Sentivo un po’ di pressione, perché pensavo: “Questa è una bella canzone, devo farla al meglio”. Però grazie a quel brano ho capito una cosa importante: quello che canto lo devo sentire davvero. Prima di Amici</i><span class="s1"><i>: </i></span><i>cantavo quasi sempre in inglese e spesso mi concentravo più sulla melodia che sul testo. Mi piaceva cantare, ma non davo abbastanza peso alle parole. Ad Amici mi hanno insegnato che le parole sono fondamentali.</i><i></i></p>
<p class="p1"><i>“Meglio” è stata la prima canzone che mi ha fatto piangere davvero, perché la sentivo mia. Ricordo che durante le lezioni non riuscivo neanche ad arrivare alla fine del pezzo perché mi emozionavo troppo. Da lì ho capito che la musica è bella soprattutto per quello che racconta, non solo perché ti piace cantarla.</i></p>
<p><b>Noi giornalisti abbiamo un rapporto molto simile con le parole: quello che scriviamo resta nel tempo, proprio come una canzone. A proposito di questo, “Catene” è nato in maniera completamente diversa. Tu hai raccontato di aver vissuto un momento di crisi creativa. Quanto è difficile, per una ragazza giovane come te, gestire il giudizio, i numeri e le aspettative?</b></p>
<p class="p1"><em>Abbastanza difficile, devo dire. Le persone che mi seguono si sono affezionate a me e quindi, quando mi fermano o mi scrivono, io sono felicissima e super grata. Però dall’altra parte sento anche la responsabilità di non deluderli. Voglio sempre dare il massimo, <span class="s1">ma a volte ho </span>paura di non riuscire a essere abbastanza. “Catene” parla proprio di questo: le “catene” sono io stessa, il fatto che magari mi freno da sola per paura di non riuscire a fare bene.</em></p>
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<p><b>Tu avevi anche pensato di lasciare il programma a gennaio. Guardando oggi quel momento, pensi sia stato necessario?</b></p>
<p class="p1"><i>Quella settimana a casa mi ha aiutata tanto, </i><span class="s1"><i>anche se</i></span><i> già dal primo giorno ho capito che volevo tornare </i><span class="s1"><i>in casetta con gli altri ragazzi</i></span><i>. Avevo solo bisogno di fermarmi e riflettere bene. Anche la mia famiglia mi ha aiutato tantissimo: mi dicevano tutti che era il mio sogno e che dovevo arrivare fino in fondo. Mi hanno dato molta forza e mi hanno fatto capire ancora meglio cosa volevo davvero.</i></p>
<p><b>Nel tuo percorso sei passata anche dalla squadra di Rudy Zerbi a quella di Anna Pettinelli. Tu stessa hai detto che avevi bisogno di “aria nuova”. Col senno di poi, è stata la scelta giusta?</b></p>
<p class="p1"><i>Rudy vedeva davanti a sé una ragazza che non era sicura di voler continuare. Quindi capisco anche la sua posizione: se una persona non appare convinta, magari scegli qualcun altro che sembra più determinato. </i><span class="s1"><i>Lo ringrazio comunque tantissimo per avermi scelta all’inizio del programma.</i></span><i> Dall’altra parte Anna, in quel momento, </i><span class="s2"><i>mi ha aiutata molto</i></span><i>. Avevo bisogno di una persona che credesse in me e che mi aiutasse a ritrovare sicurezza.</i></p>
<p><b>C’è un consiglio particolare che Anna Pettinelli ti ha lasciato?</b></p>
<p><em>Più che un consiglio, una frase. Mi diceva sempre: “Vale, non ti devi preoccupare di niente, perché i problemi esistono solo se li fai esistere tu”. È una frase che ancora oggi mi porto dietro, anche se faccio ancora fatica a interiorizzarla davvero.</em></p>
<p><b>Questa è una domanda che faccio spesso ai ragazzi usciti da Amici: c’è qualcosa che ti ha detto Maria De Filippi che conservi particolarmente?</b></p>
<p><em>Sì: “Fai quello che ti rende felice”. Anche i miei compagni in casetta me lo ripetevano spesso. Cercare di fare le cose perché fanno stare bene me, non solo per rendere felici gli altri.</em></p>
<p><b>E ci riesci?</b></p>
<p><em>Ci sto provando! Piano piano.</em></p>
<p><b>Oltre alla musica, hai una forte passione per il make-up e per l’arte visiva. Quanto conta l’estetica nel raccontare chi sei artisticamente?</b></p>
<p><em>Per me conta tanto. Sono una persona abbastanza introversa all’inizio, soprattutto con chi non conosco. Quindi la mia estetica, il mio modo di vestire o di truccarmi, mi aiutano a comunicare qualcosa di me senza dover parlare troppo.</em></p>
<p><em>Mi fanno sentire più sicura. Però allo stesso tempo voglio anche normalizzare il sentirsi bene in maniera semplice, senza troppi artifici. Diciamo che attraverso l’estetica sento di poter mandare un messaggio: quello di non dover essere sempre perfettamente “dentro gli schemi”.</em></p>
<p><b>Dopo Amici molti ragazzi si ritrovano improvvisamente sotto i riflettori, soprattutto sui social. Tu come vivi il rapporto con Instagram e con i fan?</b></p>
<p class="p1"><i>Mi rende felicissima. Ricevo messaggi davvero bellissimi e mi sento molto fortunata. È strano, perché la mia vita è cambiata completamente in poco tempo: la gente mi riconosce, sono tutti super carini. Mi sostengono tanto e a volte sembra quasi di avere una grande famiglia allargata.</i></p>
<p><b>C’è qualcuno con cui hai legato particolarmente all’interno del programma?</b></p>
<p><i>Sì, tantissimo con Caterina. Ci siamo anche viste fuori. Dopo Natale abbiamo iniziato a parlare molto di più e siamo diventate davvero grandi amiche. Poi ho legato molto anche con Nicola, appena finirà il programma ci vedremo. Anche con Riccardo, Plasma. In realtà bene o male con tutti, però loro sono sicuramente le persone con cui ho creato il rapporto più forte.</i></p>
<p><b>C’è invece un artista con cui sogni di collaborare?</b></p>
<p><em>Mi piacerebbe tantissimo lavorare con Madame. Mi piace un sacco come artista e la trovo molto diversa da me. Ed è proprio questo che mi affascina: secondo me le nostre voci insieme potrebbero creare qualcosa di davvero particolare.</em></p>
<p><b>E adesso cosa succede?</b></p>
<p><em>Adesso le porte si stanno aprendo e mi sto muovendo anch’io per aprirle sempre di più. Però voglio fare le cose con calma. Prima avevo la paura di dover fare tutto subito, ma non voglio bruciarmi i momenti. Voglio vivere la musica soprattutto per il piacere di farla, anche se adesso è diventata anche un lavoro.</em></p>
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		<title>&#8220;Carmen è partita&#8221;, intervista esclusiva a Domenico Fortunato, Giovanna Sannino e Alessandro Tersigni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<h2>&#8220;Carmen è partita&#8221;, intervista esclusiva a Domenico Fortunato, Giovanna Sannino e Alessandro Tersigni</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo<strong> video intervistato</strong> in esclusiva <strong>Domenico Fortunato</strong>, <strong>Giovanna Sannino</strong> e <strong>Alessandro Tersigni</strong>. Fortunato nel film veste il doppio ruolo di attore e regista: <em>&#8220;Sono rimasto subito colpito dal soggetto e dalla sceneggiatura del film. In fase di scrittura abbiamo lavorato insieme a Cesare Fragnelli e Francesca Schirru, e a un certo punto, mentre si pensava alla regia, avevo anche proposto di cercare un altro attore per il ruolo di Amedeo. Tuttavia, sia il team di Rai Cinema sia la produzione erano convinti che dovessi interpretarlo io. È stato un lavoro molto impegnativo: senza il supporto della struttura di Altre Storie e del produttore, che mi hanno aiutato costantemente sul set, sarebbe stato difficile portare a termine il progetto così come è stato realizzato. Se dovessi affrontare un’altra esperienza da regista, probabilmente sceglierei di non recitare, perché serve una concentrazione totale per seguire ogni aspetto del film, dalla regia alla direzione degli attori. Io, però, vengo dal mondo della recitazione e amo lavorare con gli attori, e questo è stato fondamentale. Se non avessi avuto un cast come Giovanna Sannino, Alessandro Tersigni, Antonella Carone, Maurizio Mattioli, Francesco Giuffrida e Franco Ferrante, sarebbe stato tutto molto più complicato. Ognuno di loro ha arricchito il proprio personaggio, portando valore e profondità al racconto.Sono stato davvero fortunato perché tutti i colleghi mi hanno supportato tantissimo. Non è stata un’impresa semplice, anche se il film alla fine scorre in modo naturale, ma grazie al lavoro di squadra le difficoltà si sono trasformate in un percorso molto più fluido di quanto potesse sembrare all’inizio&#8221;. </em></p>
<p>Per Giovanna Sannino interpretare <strong>Carmen</strong> è stata una bella sfida. Il suo personaggio ha infatti <strong>solo una battuta</strong>: <em>&#8220;Sono una persona che spesso vive una sorta di autosabotaggio interiore: mi capita di chiedermi continuamente se sia davvero adatta a interpretare certi ruoli, e spero che prima o poi questa insicurezza possa lasciarmi un po’ di spazio in più. Questo progetto, però, è arrivato in un momento particolare, in cui sentivo il bisogno di confrontarmi con un nuovo personaggio, anche per capire meglio le mie capacità dopo anni di lavoro su un altro percorso.</em><em>Quando è arrivata la proposta, ero anche in una fase personale non semplice. Ricordo che una sera la mia agente mi chiamò dicendomi che il giorno dopo sarei dovuta andare a Roma per valutare questo progetto. Non sapevo davvero cosa aspettarmi: non ho fatto un provino tradizionale, ma un incontro, durante il quale Cesare Fragnelli e Francesca Schirru mi osservavano con grande attenzione. In quel momento mi chiedevo cosa stessero pensando, perché non avevo chiaro il contesto del lavoro. Solo dopo ho capito che un vero provino non sarebbe stato utile: serviva piuttosto un confronto umano per costruire la giusta chimica tra noi. Era un lavoro diverso, più profondo, basato sulla relazione e sull’intesa. Abbiamo lavorato molto sul personaggio e devo dire che è stato un processo estremamente stimolante. A me piace parlare, ma ancora di più mi interessa raccontare l’interiorità attraverso lo sguardo. Sono molto attenta agli occhi, perché per me sono lo strumento principale per esprimere ciò che un personaggio sente davvero. Questo approccio mi ha affascinata molto e, allo stesso tempo, mi ha costretta a una grande disciplina e a un forte lavoro di sottrazione. È stato un percorso intenso, ma davvero prezioso&#8221;. </em></p>
<p>Alessandro Tersigni interpreta il <strong>Maresciallo</strong> che indaga sulla sparizione di Carmen. L&#8217;attore ha definito il suo personaggio un <strong>collante delle diversità</strong>: <em>&#8220;Il mio personaggio è un carabiniere inserito all’interno di un microcosmo molto particolare, quello del paese in cui è ambientata la storia. In questo contesto, lui diventa una sorta di collante tra le diverse realtà e sensibilità presenti nella comunità, cercando di tenere insieme le paure e le diffidenze che nascono dal confronto con ciò che è diverso. Quando si trova ad affrontare una scomparsa e quindi un’indagine complessa, il suo compito diventa quello di ricostruire i tasselli delle vite delle persone che conosce, cercando di mettere ordine in una realtà frammentata. È un lavoro delicato, quasi un puzzle emotivo oltre che investigativo. Se riuscirà davvero a farlo fino in fondo, lo scoprirà lo spettatore, perché la storia si sviluppa in modo intrecciato e non tutto è immediatamente evidente&#8221;. </em></p>
<p>Domenico Fortunato ha ammesso di aver scoperto Giovanna Sannino grazie a &#8220;<strong>Mare Fuori</strong>&#8220;: <em>&#8220;Voglio dire una cosa sul tema dei provini, come accennava Giovanna: i provini si fanno e devono essere fatti. Però, personalmente, sono anche contrario ai self-tape, che infatti non ho mai richiesto agli attori. Nel caso di Giovanna Sannino, ma anche di Alessandro Tersigni, il percorso è stato diverso. Giovanna l’avevo già notata in Mare Fuori e, quando ci siamo incontrati per il colloquio, abbiamo parlato soprattutto del film, visto che il suo personaggio ha poche battute. L’abbiamo osservata, abbiamo fatto anche qualche prova fotografica, e lei ha dimostrato subito una grande capacità di comprensione del ruolo. Successivamente ho scoperto anche il suo percorso personale: gli studi, la seconda laurea, le attività nei laboratori con i ragazzi del carcere minorile di Nisida. Tutti elementi che mi hanno colpito profondamente, soprattutto per la sua intelligenza e sensibilità. Alla fine il provino è stato lungo e articolato, proprio per capire fino in fondo la sua adesione al personaggio. Lo stesso vale per Alessandro, che conoscevo già e avevo visto in diverse produzioni come “I Cesaroni” e “Il Paradiso delle Signore”, oltre a lavorare con lui in passato. Mi ha confermato la sua grande professionalità: ha costruito il personaggio del maresciallo Venditti in modo impeccabile, con uno studio preciso del ritmo, dell’interrogatorio e della sua evoluzione. In questi casi, spesso, bastano dei colloqui approfonditi, soprattutto quando si è già lavorato insieme o quando si percepisce chiaramente l’intesa sul personaggio. A volte non serve nemmeno un provino tradizionale: si capisce subito se l’attore ha davvero fatto proprio il ruolo e lo ha interiorizzato&#8221;. </em></p>
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		<title>Intervista a Giordana Angi: &#8220;In Quando poi ci lasceremo canto l&#8217;importanza di mantenere vivo un legame quando cambiano i sentimenti. Sanremo 2027? Solo con la canzone giusta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:33:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Giordana Angi</strong>. La cantante ci ha parlato del<strong> brano, </strong>del <strong>tour</strong> live nel 2027, della sua esperienza ad Amici, di Sanremo e di tanto altro. Di seguito l&#8217;intervista completa.</p>
<h2>Giordana Angi, intervista esclusiva alla cantautrice ed ex allieva di Amici</h2>
<p><strong>Giordana, l&#8217;8 maggio è uscito il singolo &#8220;Quando poi ci lasceremo&#8221;. Com&#8217;è nato?</strong></p>
<p><em>È un brano che credo di aver scritto un anno e mezzo fa, se non erro, ed era in questa “castellina” di brani nuovi. Come dicevo anche l’anno scorso parlando del singolo Strade, quando arriva l’estate, siccome io sono un po’ una pesantona, c’è sempre il problema: “Adesso cosa facciamo?”. In questo brano, nonostante il titolo non lasci pensare a qualcosa di leggero c’è invece proprio questa ironia. Infatti in tour ridono sempre quando lo presento dicendo: “E adesso il brano dell’estate: Quando ci lasceremo”.</em></p>
<p><em>In sostanza è una canzone che parla del restare, del mantenere vivo un legame anche quando i sentimenti cambiano o ci si lascia. Cerca di dare valore al tempo passato insieme, senza vivere tutto come un abbandono totale. Non voglio usare termini troppo forti, ma quando condividi tanto con una persona, sia per molti anni sia per poco tempo, poi non vederla più perché non si è più innamorati, o viceversa, è quasi come un lutto.</em><br />
<em>Invece credo che, con il tempo giusto, si possa provare a mantenere quella persona nella propria vita e costruire qualcosa di diverso. Penso che ci siano tante situazioni che meritano questa attenzione: dai figli di persone separate, alle amicizie di tanti anni che magari finiscono male per orgoglio o per incomprensioni. Quindi, nonostante il brano sia</em> <em>musicalmente pieno di energia dentro porta anche un significato molto importante per me.</em></p>
<p><strong>E&#8217; un brano che infonde fiducia e speranza. Pensi che siano sentimenti rivoluzionari in un periodo storico così fragile? </strong></p>
<p><em>Rivoluzionari non lo so, però sicuramente c’è la speranza di poter cambiare, anche solo in parte, certi meccanismi tra gli esseri umani che a volte sono davvero nocivi e deleteri. Ci sono momenti in cui quasi non vorresti far parte della specie umana, ti verrebbe da dissociarti e dire: “No guarda, io non avrei fatto così”. Poi però ti ritrovi a fare bene la raccolta differenziata e quello sembra il massimo contributo che riesci a dare alla società, nel modo che senti più giusto. E la sensazione, spesso, è quella di voler fare molto di più, ma che non basti mai. Io penso che cantare di cose belle, o comunque di cose che fanno stare bene, abbia un valore importante. Perché i sentimenti positivi fanno stare bene davvero: se tu stai bene e provi emozioni positive, inevitabilmente la giornata prende un’altra piega. Hai magari un sorriso diverso, e quel sorriso non resta solo tuo: può diventare anche quello della persona con cui lavori o di chi ti sta accanto. Quindi sì, forse alla fine di tutto questo monologo, forse in realtà è rivoluzionario anche questo. </em></p>
<p><strong>Nel 2027 ci sarà anche un tour. Cosa stai preparando? </strong></p>
<p><em>Sarà il proseguimento di quello che si è appena concluso, perché la speranza è ovviamente quella di aggiungere anche le nuove canzoni che usciranno. Però voglio continuare questo racconto, che mi è costato tanti mesi di lavoro. Ci sono molte canzoni e tanti medley, ma tra un gruppo di pezzi e l’altro c’è anche una parte narrativa, con immagini e un narratore che raccontano cosa stava accadendo in quel periodo della mia vita: perché è nata quella canzone, cosa stavo vivendo, cosa provavo. È un racconto breve, non qualcosa che dura sei ore, però credo aiuti a dare una comprensione più profonda di quei brani, perché per me non sono solo canzoni, ma pezzi della mia vita. Vorrei quindi riproporre lo stesso tipo di narrativa, arricchendola con le nuove canzoni che usciranno e modificando quello che sentirò di dover cambiare. </em></p>
<p><strong>In che fase della tua carriera ti trovi? </strong></p>
<p><em>Credo di essere in una fase molto bella della mia vita, perché sento di maturare sempre di più nel mio rapporto con la scrittura. È un percorso che passa anche attraverso l’iscrizione all’Università di Filosofia, e quindi dalla necessità di scrivere anche altro, non soltanto canzoni. Mi piacerebbe, perché no, scrivere anche un romanzo. Sto cercando di ampliare quella che è da sempre la mia prima passione: la scrittura. Sento di andare proprio in questa direzione, quella di affinare sempre di più il mio modo di scrivere e di essere sempre più soddisfatta di quello che riesco a raccontare. Poi tutto il resto, io dalla musica non mi aspetto mai niente, perché credo profondamente che per me sia prima di tutto un’esigenza. Negli anni è diventata anche un lavoro, certo, ma dentro di me resta ancora quella cosa grezza e pura dell’inizio. Nonostante tutti gli ostacoli che ci sono stati, per me il rapporto con la musica rimane sempre quello. </em></p>
<p><strong>C&#8217;è un artista con cui ti piacerebbe collaborare? </strong></p>
<p><em>Ce ne sono tanti, devo dire. Sicuramente mi piacerebbe, in futuro, cantare qualcosa con Tiziano Ferro, perché abbiamo sempre scritto insieme e abbiamo già condiviso anche alcuni progetti. Mi piacerebbe però avere con lui un altro tipo di scambio artistico nei prossimi anni. Forse è proprio questo uno degli aspetti che mi piacerebbe di più. </em></p>
<p><strong>La partecipazione ad Amici ti ha fatto conoscere e apprezzare dal pubblico. Che ricordi conservi ad oggi di quell&#8217;esperienza e come è cambiata la tua vita? </strong></p>
<p><em>È cambiato tutto, perché quello è stato il momento esatto in cui ho potuto far ascoltare al pubblico canzoni che fino a quel momento scrivevo per altri artisti. Per la prima volta ho potuto cantarle io, ed è stato chiaramente bellissimo. In realtà avevo già fatto Saremmo giovani, uscito qualche anno prima. Avevo firmato un contratto discografico e realizzato un disco che però non è mai uscito. Dai 18 ai 24-25 anni sono stati tanti anni di gavetta, di tentativi, di ricerca. Per questo, per me, è stata una svolta importante, fondamentale. E poi chiaramente Amici è stato, ed è tuttora, anche un luogo di lavoro. Quest’anno è stato bellissimo poter lavorare con i ragazzi e fare delle masterclass. Quello della condivisione è un aspetto della musica che per me ha un valore enorme. Mi piace molto esplorare questo lato della musica, perché non è qualcosa che fai soltanto per te stesso, ma anche per gli altri. E quando riesci a condividerla e a trasmetterla, allora acquista ancora più valore. </em></p>
<p><strong>In futuro ti piacerebbe ricoprire il ruolo di giudice o di coach? </strong></p>
<p><em>In realtà il ruolo che ho adesso mi piace tantissimo, perché è un ruolo che non ha limiti. Lavoro con tutti e questa è una cosa che apprezzo davvero molto. Non devo giudicare nessuno: sono semplicemente una ragazza che ha qualche anno in più di loro e che ha vissuto la stessa esperienza. Cerco di dare quello che so, magari non è sufficiente, magari sì, però li ascolto, ci parlo e provo a trasmettere tanto. E dando tutto quello che ho, in modo indistinto a tutti, mi sento appagata. Altri ruoli, invece, ti mettono nella posizione di dover decidere, di dover scegliere. Invece, concentrandoti soltanto sulla musica, come faccio io, tutto diventa più bello. E forse anche più semplice. </em></p>
<p><strong>In questi anni hai mai avvertito il bisogno di fermarti? </strong></p>
<p><em>I momenti di difficoltà sono stati tantissimi. Durante il Covid ho vissuto un paio d’anni molto bui. Però non ho mai smesso di scrivere, non mi sono mai fermata. Anche se, nella mia testa, era come se avessi preso una grossa “scottatura” in quel periodo. Sicuramente, però, in questi anni di terapia mi sento molto più vicina a me stessa. Riesco a capire meglio quello che vivo, a distinguere le cose. Sembrerà banale, ma anche l’università, per me, ha un significato profondo. Mi sta arricchendo molto e magari, un giorno, insegnare potrebbe diventare una parte importante della mia vita, non soltanto legata alla musica ma anche ad altro. Per questo continuare a studiare e sentire che sto migliorando sarà sempre fondamentale per me. Ci sono momenti difficili, sicuramente, ma tutto il lavoro che ho fatto su me stessa mi porta a pensare che la vita metterà sempre davanti delle difficoltà. Però quelle vecchie le ho superate. Poi affronteremo anche le nuove. </em></p>
<p><strong>Sanremo 2027 è nei tuoi programmi? </strong></p>
<p><em>La risposta è sempre la stessa: bisogna capire se c’è la canzone giusta. Se hai una canzone forte, allora sei pronto anche a sentirti dire di no. In questi anni, però, non ho mai avuto davvero la sensazione di avere il brano giusto per poter competere con i miei colleghi. Per affrontare un palco così devi esserne profondamente convinto, anche perché ogni anno ci sono canzoni bellissime. Ci tieni a fare bella figura, a scendere quelle scale portando qualcosa di cui sei davvero felice e orgoglioso. E allo stesso tempo devi essere pronto anche all’eventualità che quel brano non venga preso. Per questo, oggi, non so ancora se ho davvero quella canzone. </em></p>
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		<title>&#8220;Non è un paese per single&#8221;, intervista alla regista Laura Chiossone e agli attori Matilde Gioli e Cristiano Caccamo </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="463" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--1024x681.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="non è un paese per single" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--1024x681.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--300x200.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--768x511.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--696x463.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--1068x710.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--632x420.jpg 632w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />E&#8217; arrivato su Prime Video, l’8 maggio, “Non è un paese per single” è la trasposizione cinematografica del romanzo di successo di Felicia Kingsley, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. La storia vede come protagonisti Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, inseriti in una commedia romantica ambientata nella suggestiva Belvedere in Chianti. In questo borgo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="463" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--1024x681.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="non è un paese per single" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--1024x681.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--300x200.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--768x511.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--696x463.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--1068x710.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single--632x420.jpg 632w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/04/non-e-un-paese-per-single-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>E&#8217; arrivato su <strong>Prime Video,</strong> <strong>l’8 maggio</strong>, <strong>“Non è un paese per single”</strong> è la trasposizione cinematografica del romanzo di successo di Felicia Kingsley, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. La storia vede come protagonisti Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, inseriti in una commedia romantica ambientata nella suggestiva Belvedere in Chianti. In questo borgo toscano, dove quasi tutti sono in coppia o alla ricerca dell’amore, vive Elisa, una madre single che cresce la figlia adolescente e porta avanti la tenuta di famiglia Le Giuggiole insieme alla sorella Giada e alla madre Mariana. L’equilibrio della sua quotidianità viene sconvolto dal ritorno di Michele, un amico d’infanzia interpretato da Caccamo, con cui riemergono ricordi e sentimenti mai del tutto sopiti. Michele è un consulente finanziario affermato, abituato a una vita fatta di successi personali e lavorativi. Il suo rientro in paese non è però casuale: la morte improvvisa dello zio lo rende erede della tenuta insieme al fratello Carlo. Questa situazione gli offre l’opportunità di vendere la proprietà e ottenere una promozione lavorativa. Elisa, al contrario, sogna di trasformare Le Giuggiole in un’azienda agricola innovativa e legata alle sue aspirazioni. Tra interessi contrastanti, emozioni riaccese e scelte decisive, la vicenda mette entrambi di fronte a cambiamenti profondi e inaspettati.</p>
<h2>&#8220;Non è un paese per single&#8221;, intervista esclusiva alla regista Laura Chiossone e agli attori Matilde Gioli e Cristiano Caccamo</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in<strong> esclusiva</strong> la regista <strong>Laura Chiossone</strong> e gli attori <strong>Matilde Gioli</strong> e <strong>Cristiano Caccamo</strong>. La Chiossone ha spiegato come ha lavorato nell&#8217;<strong>adattare il romanzo di Felicia Kingsley</strong>: <em>&#8220;È stato come provare a darle vita, cercando di tradurre in immagini i suoi colori e le sue emozioni, rispettandole ma anche amplificandole, così da immergere completamente gli spettatori nel suo immaginario e, in parte, anche nel mio. Io, ad esempio, condivido con Matilde la passione per la campagna e per le galline, ma ho anche una certa simpatia per gli uomini che fanno gli spogliarelli: è stato tutto molto divertente&#8221;. </em></p>
<p>Matilde Gioli e Cristiano Caccamo sono i protagonisti di questa <strong>favola moderna</strong>. <em>&#8220;Ciò che ho apprezzato di più del mio personaggio, pur essendo molto distante da me, è la sua presa di coscienza e il suo percorso di cambiamento. La capacità di trovare il coraggio di trasformare la propria vita è qualcosa che sento molto vicino anche a livello personale. Inoltre, essendo una romcom, siamo immersi in un mondo quasi magico, in una cittadina toscana che esiste e non esiste allo stesso tempo. Abbiamo quindi vissuto pienamente questa atmosfera sospesa, godendoci il paesaggio e tutta la sua suggestiva bellezza&#8221;, </em>ha detto Caccamo. Matilde Gioli ha invece spiegato che a colpirla del suo personaggio è stata la determinazione: <em>&#8220;Del mio personaggio mi è piaciuta molto la tenacia e la sua buona volontà. Il fatto di svegliarsi ogni mattina all’alba, occuparsi degli animali, lavorare la terra, guidare il trattore: una routine intensa e concreta. È anche qualcosa che, in parte, mi piacerebbe fare nella vita, perché ogni tanto mi capita nel weekend, ma farlo ogni giorno, per sempre, senza pause, è una vita estremamente faticosa. Eppure lei lo fa, le piace e la difende con orgoglio. Io amo questa fatica: è proprio questo aspetto che mi affascina di lei, il modo in cui rivendica ciò che fa e lo vive con passione&#8221;. </em></p>
<p>Sul finale del film, Elisa dice di aver bisogno di Michele. Matilde Gioli fa una riflessione sul mito del <strong>Principe azzurro</strong>: <em>&#8220;Negli ultimi anni c’è stato un grande cambiamento, una vera e propria messa in discussione degli stereotipi del dopoguerra e delle famiglie tradizionali. Io sono dell’89 e appartengo a una generazione che è cresciuta anche con i racconti delle nonne, in cui da bambina immaginavo un futuro da donna e madre dentro quei modelli un po’ “confezionati”. Non c’è nulla di sbagliato in questo, anzi: credo che la cosa più importante sia trovare la propria serenità e felicità, qualunque forma essa abbia. Nel frattempo, però, la società si è trasformata molto rapidamente e oggi emergono con più evidenza disagi che riguardano tutti, uomini e donne. Questo ha contribuito a rendere più fluidi i ruoli e a mettere in discussione quelli che un tempo erano punti fermi. Per questo penso che abbia ancora senso parlare di sogni, storie d’amore, principi azzurri e principesse, ma attribuendo a questi termini un significato più ampio e contemporaneo. Non più ruoli rigidi e immutabili, ma figure che possono scambiarsi i ruoli: la principessa che si prende cura del principe, il principe che può essere fragile e avere bisogno di aiuto, e la principessa che può a sua volta sostenerlo e guidarlo nel suo mondo&#8221;. </em>Cristiano Caccamo entra a gamba tesa: <em>&#8220;Non è necessario “avere bisogno” in senso stretto, ma è naturale poter contare su qualcuno. Oggi si tende a creare quasi un’anomalia per cui dovremmo sempre essere completamente indipendenti e distaccati, mentre in realtà possiamo fare affidamento sugli altri, che si tratti di una relazione affettiva, di un’amicizia o di qualsiasi altro tipo di legame. Chiedere aiuto non dovrebbe essere demonizzato, perché fa parte delle relazioni umane e del modo in cui ci sosteniamo a vicenda&#8221;. </em></p>
<p>A conclusione dell&#8217;intervista, abbiamo chiesto alla Gioli e a Caccamo quale sia il loro <strong>film romantico preferito</strong>. L&#8217;attrice risponde con &#8220;L&#8217;amore non va in vacanza&#8221;, Caccamo invece dice: &#8220;Le pagine della nostra vita&#8221;. E la regista Laura Chiossone corre indietro nel tempo: <em>&#8220;Io vado su Audrey Hepburn e Colazione da Tiffany&#8221;. </em></p>
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		<title>&#8220;Non è un paese per single&#8221;, intervista a Felicia Kingsley e agli attori Amanda Campana e Sebastiano Pigazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 08:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Non è un paese per single" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Le storie firmate Felicia Kingsley sono capaci di unire romanticismo, ironia e protagoniste autentiche. Questo immaginario approda ora su Prime Video con la commedia romantica “Non è un paese per single”, disponibile dall’8 maggio. La vicenda si svolge nella suggestiva Belvedere in Chianti, un borgo dove l’amore sembra essere la regola o un’ossessione collettiva. Protagonista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Non è un paese per single" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/05/Non-e-un-paese-per-single.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Le storie firmate Felicia Kingsley sono capaci di unire romanticismo, ironia e protagoniste autentiche. Questo immaginario approda ora su <strong>Prime Video</strong> con la commedia romantica <strong>“Non è un paese per single”,</strong> disponibile dall’<strong>8 maggio</strong>. La vicenda si svolge nella suggestiva Belvedere in Chianti, un borgo dove l’amore sembra essere la regola o un’ossessione collettiva. Protagonista è Elisa, interpretata da Matilde Gioli, una madre single forte e indipendente che porta avanti la tenuta di famiglia Le Giuggiole insieme ai suoi cari. L’equilibrio della sua vita viene sconvolto dal ritorno di Michele, interpretato da Cristiano Caccamo, amico d’infanzia diventato consulente finanziario di successo. Tra i due si riaccende un legame profondo, ma emerge anche un conflitto legato al destino della proprietà ereditata da lui e al rischio di una vendita. Emozioni, scelte difficili e attrazione si intrecciano in una storia che mette Elisa di fronte a un cambiamento decisivo. A completare il film un cast corale che include Amanda Campana, Sebastiano Pigazzi, Cecilia Dazzi, Marco Cocci e Bebo Storti, dando vita a un racconto corale ricco di sfumature.</p>
<h2>&#8220;Non è un paese per single&#8221;, intervista alla scrittrice Felicia Kingsley e agli attori Amanda Campana e Sebastiano Pigazzi</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> la scrittrice <strong>Felicia Kingsley </strong>e gli attori <strong>Sebastiano Pigazzi</strong> e<strong> Amanda Campana</strong>. Felicia ha raccontato la sensazione che ha provato nel vedere tradotte le parole in immagini: <em>&#8220;Quando sono arrivata sul set ho preferito restare al mio posto, anche perché sono consapevole di provenire da altri ambiti e di non fare questo mestiere. Odio quando qualcuno mi spiega come devo lavorare, quindi ho scelto di osservare in silenzio con molta curiosità, anche se ho fatto parecchie domande, forse fin troppe: “Cos’è questo?”, “Come si fa?”, “In che modo si realizza?”. È stata un’esperienza davvero emozionante ed entusiasmante, che mi ha aperto gli occhi su cosa significhi davvero fare un film. Da allora non riesco più a guardarlo con gli stessi occhi, perché penso sempre a chi lavora dietro le quinte, a tutto ciò che serve per costruire una scena e a quante ore di lavoro ci vogliano per girare anche pochi secondi&#8221;. </em></p>
<p>Sebastiano Pigazzi interpreta Carlo, un <strong>nerd di videogiochi</strong> che si è costruito una realtà parallela per paura di affrontare la vita. Secondo Sebastiano, oggi le persone hanno timore di lasciarsi andare ai sentimenti: <em>&#8220;Sicuramente. Carlo è un personaggio che, in un certo senso, in America definiremmo un “incel”, ma nella sua versione più innocente e positiva. È una persona che si rifugia in una sorta di bolla per evitare di affrontare la vita, non per negatività ma per grande sensibilità. Non è un “redpilled”, se vogliamo dirla così, proprio perché resta fondamentalmente buono. Vive un po’ chiuso nel suo mondo, ma questa sua fragilità lo rende anche molto umano e riconoscibile. Penso che molte persone possano rispecchiarsi in questa difficoltà nel rapportarsi con gli altri e nel sentirsi più protette restando in disparte&#8221;. </em></p>
<p>Giada è invece la sorella di Elisa:<em> &#8220;Quello che mi ha colpito di questo personaggio è la tenerezza che mi suscita nel seguirne la storia. All’inizio si adatta a un amore sbagliato, convinta che sia quello giusto, e questo aspetto mi tocca molto. Nei suoi confronti provo quasi un sentimento materno: mi verrebbe da abbracciarla e dirle che non è vero, che merita qualcosa di meglio. Forse è proprio questa sensibilità a spiegare il mio legame con lei, e probabilmente anche il fatto che la sua storia richiama qualcosa del mio passato&#8221;, </em>ha spiegato Amanda Campana.</p>
<p>Nonostante negli ultimi anni <strong>le commedie romantiche</strong> abbiano avuto un declino, i romanzi di Felicia Kingsley sono i più venduti. La scrittrice ha spiegato così questo <strong>successo</strong>: <em>&#8220;Sono una grande fan della prima generazione di commedie romantiche arrivate sullo schermo, da “Pretty Woman” a “Notting Hill”, fino a “Love Actually” e “L’amore non va in vacanza”. Restano ancora oggi il mio punto di riferimento, anche se alcuni aspetti andrebbero sicuramente aggiornati per raccontare meglio la società contemporanea. Dopo il Covid, inoltre, è cresciuto un certo disincanto nel modo in cui guardiamo alla vita sentimentale, e questo rende sempre più complesso rappresentarla al cinema in modo universale, capace cioè di farci riconoscere tutti in una stessa storia. I libri, invece, lavorando su un immaginario più intimo e personale, riescono forse ad adattarsi meglio alle sensibilità individuali. O almeno, questa è la mia impressione, anche se non so se sia la risposta più precisa&#8221;. </em></p>
<p>In un&#8217;epoca in cui si grida all&#8217;indipendenza femminile, le donne hanno ancora bisogno di un <strong>principe azzurro</strong>? A questa domanda, Amanda ha risposto così:<em> &#8220;Le donne non hanno bisogno di qualcuno che le salvi, ma di essere ascoltate. Non nel senso di dover semplicemente raccontare i propri problemi, ma perché nella società di oggi esistono delle criticità reali che riguardano tutti. Credo che spesso le donne abbiano anche strumenti e sensibilità utili per affrontarle, perché si tratta di questioni che non colpiscono solo loro, ma l’intera collettività. Parlo ovviamente del patriarcato, un sistema che influenza profondamente uomini e donne. Se si desse più spazio e ascolto alla voce femminile, penso che ne trarrebbero beneficio entrambe le parti&#8221;. </em></p>
<p>Tra i<strong> film romantici preferiti</strong>, Sebastiano Pigazzi menziona The New World di Terrence Malick mentre Amanda Campana suggerisce &#8220;Le pagine della nostra vita&#8221;.</p>
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