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	<title>Interviste esclusive ad attori, cantanti e personaggi della TV</title>
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	<description>Programmi TV, Anticipazioni e Gossip della TV</description>
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		<title>Paolo Jannacci contro l’autocensura: &#8220;Un artista deve essere libero anche di sbagliare. In &#8216;Scimmie ovunque&#8217; parlo delle nostre paure per trovare una via d’uscita&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:47:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<p>Ad anticipare il disco è <i>Politically Topless</i>, realizzato con Elio, una canzone che mette al centro il tema dell’autocensura e della paura di dire ciò che realmente pensiamo.<span class="Apple-converted-space"> </span>Nel nuovo album c’è anche un legame particolarmente intenso con Enzo Jannacci, attraverso <i>Due gelati</i>, brano del padre che Paolo ha scelto di reinterpretare per restituirgli quella luce che, secondo lui, meritava.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Intervista a Paolo Jannacci</h2>
<p>In questa intervista Paolo Jannacci racconta la genesi di <i>Scimmie ovunque</i>, il significato delle sue “scimmie”, il rapporto con l’ironia, la collaborazione con Elio e Stefano Massini, il ricordo del padre e il desiderio di continuare a raccontare l’uomo, con le sue fragilità, i suoi errori e le sue contraddizioni.</p>
<p><b>Paolo Jannacci, benvenuto su SuperGuidaTV. Partiamo dal tuo nuovo album, <i>Scimmie ovunque</i>. Come è nato questo progetto e, soprattutto, da dove arriva questo titolo?</b></p>
<p><em>L’album nasce non tanto da una ragione precisa, quanto da un desiderio di racconto. Questa è la cosa fondamentale: la voglia di raccontare delle storie che sono venute in mente durante tante telefonate, tanti racconti e discorsi surreali fatti con il mio amico Paolo Re, che ha firmato quasi tutti i brani e con il quale ho condiviso tutto questo cammino. Mi ha seguito pazientemente, forse anche troppo, in tutto questo percorso.</em></p>
<p><em>All’inizio volevo raccontare quello che non mi convinceva, quello che non mi piaceva nella visione della mia città e della nostra società. Avevo quasi immaginato un titolo provvisorio: “Guardo, ma quello che vedo non mi piace assolutamente”. Poi, fortunatamente, le cose migliorano, si schematizzano, si scremano e alla fine ci è venuta in mente questa antropomorfizzazione delle nostre paure e dei nostri fantasmi nel primate da cui ci siamo evoluti.</em></p>
<p><em>C’è il terrore di poterci involvere ancora, di tornare a essere delle scimmie. Le scimmie mi fanno ridere, ma allo stesso tempo mi fanno paura, perché rappresentano quell’istinto animalesco che a volte non riesci a frenare. E quindi Scimmie ovunque: scimmie che riguardano un po’ tutti i miei fantasmi, tutti i miei pensieri negativi e il nostro rapporto con il negativo. L’obiettivo è cercare comunque una soluzione o suggerire qualcosa a chi ascolta.</em></p>
<p><b>Nel disco affronti anche temi difficili. L’ironia è la tua chiave per raccontarli?</b></p>
<p><em>Dipende dall’artista. Io non credo di essere mai stato particolarmente bravo nell’essere un grande poeta capace di emozionare attraverso la pura malinconia o attraverso la forza lirica della paura, come hanno fatto tanti poeti che abbiamo studiato. Io ho quest’arma dell’ironia, che mi permette di raccontare anche temi difficili. Se affrontati con una certa dose di cinismo e di ironia, è possibile parlarne e cercare comunque una via di fuga, oppure provare a migliorare una situazione, a rimettere a posto le cose.</em></p>
<p><em>Mi piacerebbe che succedesse questo: che uno di noi facesse un grande esame di coscienza, una grande autocritica e riuscisse a fermarsi per una manciata di secondi, per capire quali sono davvero le cose fondamentali per la nostra evoluzione e per il nostro stare bene insieme agli altri. Non possiamo cancellare gli altri dall’equazione. Viviamo in una società, siamo animali sociali. Non siamo delle singolarità isolate. La domanda è: come facciamo a vivere bene insieme agli altri? Non certo ammazzandoli.</em></p>
<p><em>L’istinto primordiale è quello della guerra, quello di combattere per il cibo, per il benessere, per qualsiasi cosa. Ma secondo me non è questa la direzione in cui l’evoluzione può essere favorevole all’essere umano. È piuttosto un’evoluzione verso la collaborazione. Ecco perché le scimmie sono sempre in agguato.</em></p>
<p><b>Nel disco ci sono due collaborazioni particolarmente importanti: quella con Elio e quella con Stefano Massini. Come sono nate?</b></p>
<p><em>La prima è una collaborazione che ormai possiamo definire “antica”, visto che sono passati quasi due anni e questo mi fa ridere. Nel 2024 abbiamo avuto la fortuna di poter scrivere insieme al maestro Maurizio Bassi e a Stefano Massini un brano dedicato alle morti sul lavoro, alle cosiddette morti bianche.</em></p>
<p><em>È un brano che mi piaceva molto realizzare. Io già con mio padre, quando volevamo dedicare qualcosa al mondo del lavoro, suonavamo La costruzione, un brano di Chico Buarque, molto bello, emozionante e struggente. Sentivo però che mancava un brano italiano di riferimento. Mi ha fatto quindi molto onore essere invitato da Amadeus a Sanremo e poter condividere quel momento con Maurizio Bassi e Stefano Massini. È stato un grande fiore all’occhiello del mio percorso.</em></p>
<p><em>E poi c’è il brano con Elio, che è diventato il singolo che anticipa l’album: Politically Topless. Nasce dall’idea di suggerire a chi ascolta una parola e lasciare che ognuno costruisca la propria idea, il proprio film. Eravamo al supermercato con Paolo Re e abbiamo pensato: facciamo un brano in cui citiamo parole a caso e ognuno si costruisce il proprio tessuto connettivo all’interno della canzone.</em></p>
<p><em>Partiamo dalla spesa: maionese, latte intero… Poi iniziano le domande: “Possiamo dire questa cosa?”. “Meglio di no”. “Possiamo dire quest’altra?”. “No”. “Posso dire bianco?”. “No”. “Posso dire nero?”. “No”. “Posso dire donna?”. “No”. “Posso dire duomo?”. “No”. Alla fine non puoi dire nulla. A quel punto abbiamo pensato: invitiamo un ospite che possa reggere questo gioco. E così è arrivato Elio.</em></p>
<p><b>Il brano affronta quindi anche il tema dell’autocensura e del politicamente corretto. Quanto ti preoccupa oggi la libertà di espressione artistica?</b></p>
<p><em>Mi preoccupa il fatto che un artista non possa sentirsi libero già nella fase più intima della scrittura, quando deve semplicemente pensare, guardarsi dentro e scrivere qualcosa. Mi capita di vedere artisti giovani che non fanno nessuna autocensura, ma che magari convogliano la propria scrittura verso una volgarità volutamente estrema e senza un messaggio importante. Una volgarità fine a se stessa, spesa per niente, diventa controproducente. È un errore su un errore. Quello che mi dà particolarmente fastidio è non poter essere liberi nemmeno nella scrittura.</em></p>
<p><em>Io arrivo da produzioni come quelle che facevo con mio padre, dove invece lui aveva una libertà totale. Intorno al 2000 gli chiedevo: “Senti, questa cosa la possiamo dire?”. E lui rispondeva: “Certo, è la verità”. La cosa drammatica, diceva, sarebbe stata raccontare una bugia. Ecco, lì l’artista diventa negativo soprattutto per l’ascoltatore e per la società. Se dici la verità, non dovresti avere paura di nulla. Invece oggi abbiamo paura anche di dire la verità.</em></p>
<p><b>Hai accennato a tuo padre. Nel disco c’è <i>Due gelati</i>, una sua canzone. Che cosa significa oggi per te cantare un suo brano e inserirlo in un tuo album?</b></p>
<p><em>Da quando è mancato ho sempre sentito la necessità di non dimenticarmi di lui e soprattutto di non dimenticare i brani che avevamo fatto insieme, quelli che avevo scoperto, visto nascere o rinascere. Ho sempre sentito il bisogno di raccontare e cantare le canzoni di mio padre. In questo caso, Due gelati era una canzone di cui lui era molto orgoglioso. Gli piaceva talmente tanto che avrebbe voluto affidarla a un interprete che potesse portarla a un grande successo, magari a Sanremo o in radio.<span class="Apple-converted-space"> </span></em></p>
<p><em>Poi, da artista egoista, siccome gli piaceva tantissimo, se la tenne per sé. Il suo grande rimpianto fu proprio quello: averla tenuta e alla fine non averla data a nessuno. È rimasta sconosciuta, quasi dimenticata. È uno di quei brani che invece mi sono sempre rimasti nella memoria: le immagini, le melodie. Mi è sempre piaciuta tantissimo e ho pensato che questo fosse il momento giusto per farne un omaggio. Cerco sempre di rendere omaggio a mio padre nei miei dischi, ma questa volta volevo dare a quella canzone la forza e la dignità che meritava.</em></p>
<p><em>Purtroppo può capitare, nella musica come in tante altre produzioni, che alcuni brani vengano dimenticati o non considerati. È successo anche a mio padre. Ci vuole orecchio, per esempio, doveva essere un musical e il disco avrebbe dovuto chiamarsi Musical. Poi, insieme a Gino e Michele, decise che il titolo sarebbe stato Ci vuole orecchio e tutto il resto è finito un po’ in secondo piano. Anche lui aveva provato a riproporre alcuni brani, ma magari non funzionavano come sperava e finiva per odiarli. Sono quelle canzoni bellissime che, per una serie di fattori, rimangono nascoste.</em></p>
<p><em>Per Due gelati ho affidato la produzione a Emiliano Bassi, che ha realizzato un arrangiamento pop straordinario, quasi alla Leon Michels. Secondo me ha fatto un capolavoro. L’ho cantata con un desiderio e una voglia enormi e spero che piaccia anche a chi la ascolterà.</em></p>
<p><b>Tuo padre oggi avrebbe qualcosa da dire sull’Italia che racconti in <i>Scimmie ovunque</i>? Cosa lo farebbe arrabbiare di più?</b></p>
<p><em>Forse innanzitutto mi direbbe: “Beh, insomma, hai fatto un discreto lavorino”. E poi: “Adesso vai avanti così”. Per lui tutto era un punto di partenza. Credo che gli avrebbe fatto arrabbiare soprattutto questo desiderio, da parte di tutti noi, di non nascondere più il nostro egoismo, ma quasi di ostentarlo. Cercare di passare sopra gli altri per arrivare non si sa bene dove, per varie ragioni e condizioni. L’egoismo a scapito della fratellanza, a scapito del rispetto verso gli altri.</em></p>
<p><em>Tutti abbiamo dentro questo sentimento, questo modo di porci. Però dobbiamo cercare in tutti i modi di combatterlo. Io sono il primo grande peccatore di questo pianeta, ma mi accorgo che a volte basta un momento di riflessione. Se vedi un signore fermo con la macchina che cerca di parcheggiare, magari con la moglie che non riesce a girare il volante, puoi pensare: “Vabbè, ci sarà qualcuno che lo aiuterà”. Ma se tutti pensiamo così, nessuno si ferma.</em></p>
<p><em>Mi è capitato proprio ieri. Ho visto una signora in difficoltà e mi sono fermato. Poi è arrivata un’altra persona, abbiamo spinto insieme la macchina. Ci ha messo tutta la buona volontà del mondo. Ecco, l’unione fa la forza. E alla fine ti senti meglio anche dopo una stupidata del genere.</em></p>
<p><b>Hai raccontato spesso di aver imparato da tuo padre a “raccontare la tristezza”. Qual è la lezione di Enzo che senti più presente nel Paolo Jannacci di oggi?</b></p>
<p><em>Mio padre ha cercato sempre di insegnarmi che i lavori e le persone che facevano lavori apparentemente più umili erano quelli più importanti, quelli che non dovevi trattare con superiorità o indifferenza. Forse questo è stato l’insegnamento più importante che ho ricevuto da lui.</em></p>
<p><em>E poi c’è stato il fatto di poterlo vedere come medico, non soltanto come artista. La sua vera vocazione era quella. Era un vero medico. Che poi abbia esercitato con una certa regolarità o meno, questo è un altro film, ma quella vocazione c’era.</em></p>
<p><em>Quello che mi colpiva era il suo modo di guardare dentro l’uomo, di porre l’uomo al centro, quasi come nel Rinascimento. Cercava di vedere l’essere umano con tutte le sue pecche, i suoi problemi, le sue mancanze, i suoi lati negativi. Saper scavare dentro l’anima e raccontarla è probabilmente la cosa che mi ha influenzato di più.</em></p>
<p><em>E poi essere molto diretto. Non c’è una battuta specifica che mi viene in mente, perché potrebbero essercene tantissime, ma forse la capacità di essere meno “diagonale” e più diretto verso qualcuno quando pensi che non stia facendo la cosa giusta.</em></p>
<p><em>Lui aveva una forza che io ancora non posso avere: la grande esperienza. Aveva visto la guerra, aveva vissuto una vita molto intensa, era stato medico e aveva visto le persone anche da un punto di vista fisico e umano, non soltanto emotivo. Quindi poteva permettersi di essere molto diretto.</em></p>
<p><b>Quanto è stato difficile essere il figlio di Enzo Jannacci e costruire una tua identità artistica in un ambiente così importante?</b></p>
<p><em>Non è stato difficile, perché abbiamo avuto due carriere diverse e ce lo siamo detti subito. Lui era l’artista, il genio. Io ero il produttore, il musicista, il suo alter ego, il suo confidente. Quando sono diventato produttore, sono diventato anche il suo traduttore. Le nostre strade si sono quindi divise abbastanza naturalmente.</em></p>
<p><em>Poi, intorno al 2014, ho cominciato a utilizzare la voce come elemento comunicativo. Ho fatto delle prove insieme alla mia band e ho chiesto ai ragazzi: “Ma come vi sembra?”. Il mio batterista mi ha risposto: “Paolo, te lo direi se fosse male, ma mi sembri Enzo giovane”. E allora ho deciso di andare avanti. Ho cominciato a seguire anche quello che aveva fatto mio padre quando aveva trent’anni. Certo, sono partito un po’ tardi.</em></p>
<p><em>Il mio vero disco di platino, però, è stato aver prodotto tutte le sue produzioni dal 1994 al 2013. A volte mi fermo e penso: “Ma cosa ho fatto? Ho davvero fatto qualcosa?”. Poi mi ricordo che ho prodotto un album, poi un altro, poi un altro ancora… e alla fine erano sette.</em></p>
<p><em>Aver seguito per così tanti anni un artista come Enzo, come papà, mi ha dato tantissime soddisfazioni.</em></p>
<p><b>Hai attraversato jazz, teatro, canzone d’autore e televisione. Che cosa ti spaventa oggi di questo mestiere?</b></p>
<p><em>Devo essere sincero: non mi spaventa. Se c’è una cosa che non mi spaventa di questo mestiere è proprio il mestiere stesso. Anzi, penso che diventi una parte autorevole e fondante della comunicazione e del lavoro.</em></p>
<p><em>La gavetta, tutto quello che hai creato e imparato in decenni di studio, a un certo punto lo metti al servizio di un ascolto piacevole, di una serata che fai passare bene a un pubblico, di un concerto fatto di musica, canzoni, racconti e interpretazioni.</em></p>
<p><em>È molto piacevole lavorare, anche quando fai tanti sforzi per trovare una data, raggiungere un posto, fare in modo che tutto sia perfetto per la serata e poi tornare a casa pensando di aver fatto qualcosa di onorevole e, spero, anche autorevole.</em></p>
<p><em>Non mi spaventa quasi nulla, forse perché ho fatto talmente tante cose e ho lavorato talmente tanto, rischiando anche tanto, che oggi so abbastanza bene come muovermi, cosa raccontare e quali sono le regole del gioco. Poi puoi osare più o meno, ma sei sempre al servizio di chi ti ascolta. Il pubblico ti concede il suo tempo per ascoltarti e tu devi onorare quel tempo.</em></p>
<p><b>Veniamo a <i>Due gelati</i>. Ti sarà capitato di mangiare un gelato con tuo padre. In quei momenti privati di cosa parlavate?</b></p>
<p><em>Di qualsiasi cosa potesse riguardare il nostro passato, la nostra famiglia, i problemi presenti in quel momento, le questioni quotidiane o qualcosa di più o meno grave che poteva essere successo.</em></p>
<p><em>Ma quando riuscivamo a prendere questi problemi in intimità, con grande ironia, a volte con emotività e a volte anche con cinismo, riuscivamo a superarli e magari a trasformarli in qualcosa di buono. Era una sorta di riflesso catartico: prendevamo il problema e cercavamo di attraversarlo insieme.</em></p>
<p><em>Il gelato l’ho preso con lui davvero poco tempo prima che mancasse. Per “poco tempo” intendo proprio poco tempo prima. Eravamo vicino casa, abbiamo fatto due passi e abbiamo chiacchierato. È stato bellissimo.</em></p>
<p><em>C’erano due sedie vicino al gelataio. Il fatto di sederci significava: “Adesso ci prendiamo un po’ di tempo e ci raccontiamo quello che ci sta succedendo. Magari troviamo anche una soluzione”. È un ricordo che mi si è sbloccato con grande intensità.</em></p>
<p><b>Qual è, secondo te, la cosa più bella che c’è dentro questo album e che non dovrebbe assolutamente mancare all’ascoltatore?</b></p>
<p><em>Secondo me La rosa e il fiorista. È una storia d’amore che abbiamo scritto verso la fine del percorso. È stato il penultimo brano che abbiamo scritto: l’ultimo è stato Scimmie ovunque con Paolo Re. Volevo un brano alto, una cosa bella, quasi un film. Secondo me non poteva mancare un racconto cinematografico come questo.</em></p>
<p><em>È una storia d’amore che mi colpisce molto. Alla fine lui e lei riescono a ritrovarsi dopo essersi persi. Ma si ritrovano solo lì, perché lei nel frattempo è morta. È una storia strana, triste, ma allo stesso tempo non è soltanto triste. La vita a volte prende una curva e cambia tutto. Lo vediamo nelle nostre famiglie, nelle nostre storie, nella vita di tutti i giorni. Però, alla fine, qualcosa si risolve. E questo è un brano che secondo me non poteva mancare.</em></p>
<p><b>Il disco, però, sembra diventare progressivamente più scuro. È una scelta precisa?</b></p>
<p><em>Sì. Tutti gli altri brani insieme fanno parte di questo combattimento contro un mondo distopico che ho molto presente. Dalla metà del disco in poi si vira verso un colore più nero, più scuro, più tetro, perché vuole essere anche una critica al fatto che noi tendiamo a vedere sempre le cose attraverso questa modalità negativa. E non dovrebbe essere così.</em></p>
<p><em>A un certo punto avevo fatto un video e mi sembrava quasi di aver girato un film. Avevo detto una stupidata: “Sole, aria, video”. E alla fine è uscito il video. Poi mi sono reso conto che le cose fondamentali per la vita di tutti noi sono proprio le più semplici. Respiri e ti nutri. Bevi. Mangi. Sono le cose basilari.</em></p>
<p><em>E secondo me questa è la cosa fondamentale: riuscire a suggerire, a raccontare anche le negatività, parlare delle nostre scimmie e, allo stesso tempo, trovare una soluzione. Ognuno di noi la trova in un modo differente. Però la trova.</em></p>
<p><b>Chiudiamo con una curiosità: cosa ti sei regalato con il tuo primo guadagno legato alla musica?</b></p>
<p><em>Se non sbaglio, ho comprato un expander o una tastiera musicale. Adesso non ricordo quale, perché poi ne ho comprate tante. Potrebbe essere stata una Roland GX10 oppure una Yamaha DX7 II. Una di queste due me la sono regalata io. È stato il modo di cominciare a costruire un archivio intorno a quella che era la mia passione e che poi si è trasformata in un lavoro. E comunque sono ancora in studio.</em></p>
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		<title>PierC presenta “Sul Filo”: “Dopo X Factor ho avuto bisogno di fermarmi e ritrovare la mia identità. Ho imparato a convivere con la precarietà. Francesco Gabbani è stato il primo a credere in me” &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="394" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-1024x579.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="PIERC" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-1024x579.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-300x170.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-768x435.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-696x394.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-1068x604.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO-742x420.jpg 742w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/PIERC-FOTO-FILIBERTO-SIGNORELLO.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Dopo l’esperienza a X Factor, <strong>PierC</strong> ha scelto di fermarsi, prendersi il proprio tempo e ricostruire la sua identità artistica lontano dalla pressione di un talent. Da questo percorso nasce <b>“Sul Filo”</b>, il nuovo singolo, un brano che racconta quella condizione di equilibrio precario che, per l’artista, è diventata nel tempo una vera e propria dimensione esistenziale.</p>
<h2>PierC: da X Factor al nuovo singolo “Sul Filo”</h2>
<p>Nell’intervista a SuperGuidaTV <strong>PierC</strong> parla del significato del nuovo brano, del rapporto con il successo e con i numeri, dei due sold out di Torino e Milano e dell’esperienza vissuta al fianco di Francesco Gabbani, che considera un vero mentore. Racconta anche il momento in cui Gabbani è salito a sorpresa sul palco con lui e confessa cosa significa oggi per lui fare musica dopo aver studiato finanza e aver attraversato mondi diversi, dal conservatorio al teatro. E sul Festival di Sanremo? PierC non sembra avere fretta: <b>“Il mio obiettivo è scrivere della bella musica”</b>. Perché, prima ancora dei numeri e delle classifiche, c’è un viaggio ancora tutto da vivere.</p>
<h3>Intervista a PiarC</h3>
<p><b>PierC, bentornato su SuperGuidaTV. Siamo qui per presentare il tuo nuovo singolo, “Sul Filo”. Come nasce questo brano e soprattutto perché hai scelto questo titolo?</b></p>
<p><em>“Sul Filo” nasce dopo mesi e mesi di lavoro, esperimenti e momenti in cui ho sentito il bisogno di ritirarmi un po’ nelle mie stanze per capire cosa volessi fare e soprattutto dove volessi andare. Ovviamente non è nato soltanto questo brano: ho lavorato anche ad altre canzoni, ma sono molto contento di aver iniziato questo nuovo percorso con un pezzo che ha anche un ritmo un po’ ballerino, che trovo molto adatto a quello che volevo raccontare.</em></p>
<p><b>Nel brano parli di equilibrio tra passione e dovere, tra aspettative e libertà, ma anche di precarietà. Quanto ti appartiene realmente questa condizione e quanto invece hai cercato di trasformarla in qualcosa di universale?</b></p>
<p><em>Nel mio caso è qualcosa di molto personale. Mi sono sempre sentito “sul filo”. È una precarietà leggera, non qualcosa di pesante, e proprio per questo abbiamo scelto di tradurla anche attraverso la leggerezza del genere musicale.</em></p>
<p><em>Mi sono sempre trovato in questa condizione, fin da quando andavo a scuola e dovevo dividermi tra doveri, passioni, relazioni sociali e tutto il resto. Vivo spesso un po’ sulle spine, in una condizione di perenne instabilità.</em></p>
<p><em>Però, come dico nel pezzo, <b>“in equilibrio non sono mai stato così bene”</b>. Probabilmente ho imparato a convivere con questa condizione e ho capito che forse è l’unico modo per sentirmi davvero vivo e per dare qualcosa a me stesso e agli altri: restare in questo perenne equilibrio.</em></p>
<p><b>Quella frase, “in equilibrio non sono mai stato così bene”, è molto forte. Cosa significa per te?</b></p>
<p><em>Non vedo un’alternativa. Sono una persona molto iperattiva, devo fare ottomila cose e probabilmente anche la mia anima ha bisogno di sbilanciarsi su più fronti per riuscire a stare bene con se stessa.</em></p>
<p><em>Quindi sì, sono sul filo, potrei precipitare, sono in equilibrio, sopravvivo. Ma sono proprio tutte queste componenti a darmi quel brivido che mi fa pensare: “Ok, sono qui, sono io, sono nel presente, sto facendo quello che è il mio sogno”. E allora posso dire di non essere mai stato così bene.</em></p>
<p><b>Noi ti abbiamo conosciuto a X Factor. Quanto è stato difficile, ma anche liberatorio, ricominciare a costruire una tua identità artistica dopo un programma come quello?</b></p>
<p><em>È stata una scelta coraggiosa, se non addirittura temeraria, quella di fermarmi e prendermi il mio tempo. X Factor è un programma che nasce principalmente dalle cover, mentre noi arriviamo da percorsi di vita e professionali completamente diversi.</em></p>
<p><em>Ho voluto fermarmi perché per me questo lavoro è sacro. Ho lottato tantissimo per poter provare a fare musica sul serio e quindi ho una reverenza incredibile nei confronti di questo mestiere. Sentivo di dover onorare il regalo che mi sono fatto e che mi sono conquistato con tanto sforzo e tanta passione, facendo musica che mi rappresentasse al cento per cento. Questo significa anche dire tanti no.</em></p>
<p><em>Significa scrivere delle cose, lavorarci, magari dedicare una settimana a una canzone e poi rendersi conto che non funziona e doverla buttare via. Ma in realtà anche quello fa parte di un percorso più grande. Probabilmente “Sul Filo”, così come gli altri pezzi che ho realizzato e di cui sono molto fiero, non sarebbe quello che è senza gli errori, i tentativi e tutte le bozze accartocciate e lanciate via.</em></p>
<p><b>Prima della musica hai studiato finanza, poi ti sei formato al conservatorio, hai fatto teatro, musical, band e televisione. Quale di queste esperienze ti ha insegnato qualcosa che oggi porti sul palco?</b></p>
<p><em>Sto lavorando con tantissimi professionisti e musicisti che arrivano da ambienti molto indie e indipendenti. È un mondo in cui mi piace stare, perché trovo che ci sia molto fermento. Sono persone che hanno fatto musica da sempre e che sono musicisti pazzeschi, dei veri virtuosi. Però credo che, per la persona che sono oggi e quindi anche per l’artista che sono, sia stato fondamentale bazzicare in più ambienti e fare esperienze diverse.</em></p>
<p><em>L’università che ho fatto, probabilmente anche spinto dai miei genitori, è qualcosa che oggi non rinnego assolutamente. Poi il conservatorio, quindi la musica classica, il teatro. E poi mi piace cucinare, viaggiare, leggere. Probabilmente non sarei Pier C senza tutte queste commistioni. Il me di oggi non sarebbe così, né umanamente né artisticamente, se non avesse avuto tutte queste esperienze in settori apparentemente completamente diversi e inconciliabili. Però siamo qua.</em></p>
<p><b>A marzo hai aperto le date nei palazzetti di Francesco Gabbani e recentemente lui è salito a sorpresa sul palco con te a Milano. Cosa ti è passato per la testa in quel momento?</b></p>
<p><em>Già i palazzetti erano stati incredibili. Ho praticamente vissuto con lui, con il suo entourage e con i suoi musicisti per un mese intero, girando per l’Italia. Io adoro viaggiare, quindi anche avere la possibilità di andare in luoghi che non avevo mai visto, per di più in sua compagnia, è stata un’esperienza incredibile. Un onore grandissimo.</em></p>
<p><em>Poi, qualche sera fa, mi ha fatto questa sorpresa. Io gliel’avevo chiesto molto timidamente perché comunque si trattava di un palco piccolo, un club. Gli avevo detto: “Mi vergogno un po’ a chiedertelo, ma verresti a cantare con me alla Santeria?”. E lui ha accettato.</em></p>
<p><em>Quando me l’ha confermato, una sera ho svegliato tutti i miei coinquilini perché ero talmente contento che il mio mentore potesse esserci in un momento così importante per me.</em></p>
<p><em>L’altra sera è stato super magico. Abbiamo anche rievocato il modo in cui ci siamo conosciuti a X Factor e c’è una cosa che mi tocca molto ogni volta che la racconto: <b>è stato lui a credere in me per primo</b>.</em></p>
<p><em>Prima del programma, prima di tutto il resto, lui ha creduto in me. E se oggi posso provare a fare questo mestiere è anche grazie a lui. Gli sono infinitamente grato e sono onoratissimo di poterlo chiamare anche un amico e di poter ricevere i suoi consigli. È un sogno.</em></p>
<p><b>I tuoi primi concerti da solista sono arrivati con due sold out, a Torino e Milano. Che rapporto hai con i numeri, con la parola “sold out”, con le vendite e le classifiche? Ti spaventano?</b></p>
<p><em>Ho fatto un liceo molto umanistico, il classico, e poi ho studiato finanza, quindi i numeri sono entrati nella mia vita in una fase molto formativa. Purtroppo probabilmente mi lascio ancora influenzare e non riesco a schermarmi completamente dal numero. Però sto capendo sempre di più che il numero non è un valore in sé.</em></p>
<p><em>Il sold out, la classifica: ci sono tantissime dinamiche che entrano in gioco. È un mondo difficile e quindi affidarsi esclusivamente ai numeri, sia quando vanno bene, come nel caso dei sold out dei live, sia quando vanno meno bene o non rispecchiano esattamente le aspettative, secondo me è un errore.</em></p>
<p><em>Il numero è uno dei tanti fattori che puoi mettere nella tua equazione. Puoi chiederti: abbiamo lavorato in questo modo, dove possiamo migliorare? Ma non è il numero a dare valore a quello che fai. Ed è anche il motivo per cui considero così sacro fare musica. Sto cercando di portare valore agli altri e a me stesso, forse prima di tutto a me stesso. È un percorso di crescita.</em></p>
<p><em>Oggi vedo molta iperfocalizzazione sul risultato, quando invece è fondamentale anche il processo: come si arriva a quel numero, perché ci si arriva e come tenerlo in considerazione all’interno di un quadro più ampio.</em></p>
<p><b>Se ti dico Sanremo, sei uno degli artisti in attesa e in ansia per una risposta oppure vivi tutto con tranquillità?</b></p>
<p><em>Sono molto tranquillo. Il mio obiettivo, adesso, è scrivere della bella musica. Se questa bella musica viene ascoltata da qualcuno, sono contento di cantarla dovunque mi porti. Non voglio che l’obiettivo sia qualcosa di specifico. Il mio obiettivo è fare canzoni che mi appartengano, che mi piacciano e che mi diverta cantare dal vivo. Un altro obiettivo è proprio quello di cantare dal vivo molto di più, perché sto scoprendo quanto mi piace. Non è una novità assoluta, ma facendolo e avendo avuto recentemente la possibilità di esibirmi in bei club, con tanta gente che mi vuole bene e che vuole ascoltarmi, mi sto rendendo conto che è forse uno dei pochi momenti in cui riesco davvero a godermi tutto fino in fondo.</em></p>
<p><b>Se potessi tornare indietro e parlare al PierC che stava lasciando la finanza per la musica, cosa gli diresti oggi?</b></p>
<p><em>Gli direi di prepararsi, perché comunque è molto difficile. È un ambiente difficile, dovrai lavorare tantissimo e sarà psicologicamente provante. Però sarà un bel viaggio. Non l’ho ancora visto alla fine. È un po’ come Ulisse, che deve ancora tornare dalla sua Penelope, nella sua Itaca. Ma sicuramente, comunque vada, sarà un bel viaggio. Sono molto contento di averlo fatto.</em></p>
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		<title>Ottobre presenta “BESTIA”: &#8220;Scrivere questo disco è stata una psicoterapia&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<h2>L’intervista a Ottobre</h2>
<p><b>Ottobre, benvenuta su SuperGuidaTV. Siamo qui per parlare del tuo nuovo album, “BESTIA”. Partiamo proprio dal titolo: perché questa scelta? Qual è la bestia che vuoi far emergere e in quali momenti viene fuori?</b></p>
<p><em>La bestia, in realtà, sono io. Per la copertina le ho dato un abito un po’ più elegante, quello della mantide religiosa, perché credo rappresenti al massimo ciò che per me è la bestia e ciò che sono io: da una parte quella componente più rude e oscura, dall’altra quella più delicata e docile.</em></p>
<p><b>In quale momento della tua carriera arriva questo album? Perché proprio adesso?</b></p>
<p><em>Arriva sicuramente in un momento di maggiore maturità, sia sonora sia nella scrittura, ma anche nella vita. È un disco nato quando ho capito di poter veicolare i miei dolori attraverso questa modalità. Posso dire assolutamente che arriva nel momento migliore.</em></p>
<p><em>È stato come un paracadute, perché mi ha aiutata a capire tante cose. Scrivere questo disco è stata un po’ una psicoterapia, ed è anche per questo che sarà molto bello, ma doloroso, staccarmi da tutto ciò che rappresenta.</em></p>
<p><b>È anche un album che arriva in una fase di cambiamento musicale. È così che vivi questo progetto?</b></p>
<p><em>Sì, totalmente. In generale, mi sembra che ci sia molto movimento sul piano sonoro, sia nel mondo sia in Italia. Questo disco arriva anche in un momento di cambiamento musicale per me. Tutto quello che c’è stato prima è stato bellissimo, ma mi sembrava che fosse diventato tutto troppo piatto. Ho capito, non da sola ma anche grazie alle persone che lavorano con me, che questa era la strada giusta: questo era il suono e questo era il mio modo migliore di cantare.</em></p>
<p><b>Qual è il brano dell’album che ti ha messa maggiormente alla prova, magari anche dal punto di vista psicologico?</b></p>
<p><em>Ho avuto tante difficoltà diverse con ogni brano. “Barnico” è rimasto esattamente com’era stato registrato, durante un pomeriggio in cui ero particolarmente provata. Abbiamo deciso di tenere le voci così come erano. È sicuramente uno dei brani più viscerali e più nudi. Anche “Parlami d’amore Mariù”, che non è un mio brano originale, mi mette molto in difficoltà. In realtà, però, ci sono aspetti complessi un po’ in tutto il disco. Se devo sceglierne uno, direi “Barnico”.</em></p>
<p><b>Hai citato “Parlami d’amore Mariù”. Come mai hai scelto proprio questa canzone?</b></p>
<p><em>“Parlami d’amore Mariù” è la canzone che mia nonna cantava a mio nonno, soprattutto negli ultimi periodi della sua vita. Mio nonno è venuto a mancare esattamente dieci anni fa, domani. È anche il motivo per cui il disco esce stanotte, ed è il motivo per cui mi chiamo Ottobre. Tanti anni fa avevo deciso che, se avessi realizzato un album, avrei dovuto iniziarlo proprio con quel brano. Poi ho trovato un video in cui mia nonna lo canta a mio nonno insieme a mia zia e ho deciso di utilizzare esattamente quell’audio. Tra l’altro, mia nonna non lo sa ancora: dovrò dirglielo domani. Ma va bene così.</em></p>
<p><b>Nei tuoi brani ricorrono parole e immagini molto fisiche, come pugnali, mosche, ragni, spine e bestie. Perché senti il bisogno di trasformare le emozioni in qualcosa di quasi corporeo, di concreto?</b></p>
<p><em>In realtà non lo so. Forse dipende un po’ dal mio percorso di vita, perché ho fatto tanti anni di danza e il corpo è stato una parte fondamentale della mia esistenza per moltissimo tempo. Adesso non sono più una danzatrice, ma resta una memoria corporea che non riesco a rimuovere. Sono sempre stata attratta da quel tipo di fisicità e dall’arte del corpo in tante forme diverse: la danza, l’arte performativa e il mondo della performance. In più, a volte sento di dovermi spingere verso un punto un po’ violento per riuscire a concretizzare un’idea. Quindi sì, forse è una mia tendenza.</em></p>
<p><b>Quanto Ottobre è diventata una maschera attraverso cui puoi dire cose che Giulia, magari, non direbbe?</b></p>
<p><em>Per assurdo, tanto e poco. Nella vita quotidiana sono sempre molto diretta, quindi in questo senso è poco. Allo stesso tempo, con Ottobre non ho alcun tipo di filtro. Non amo dividere Giulia e Ottobre. Preferisco parlare di due dimensioni che si intrecciano. Non mi piace neanche parlare di progetto, perché in realtà sono io, forse in una versione un po’ più nuda e cruda, ma sono sempre io.</em></p>
<p><b>Che cosa ti spaventa di questo mestiere?</b></p>
<p><em>Assolutamente niente. Non ho paura. Ho paura soltanto che non diventi il mio mestiere: quella è l’unica paura che ho.</em></p>
<p><b>Che cosa sei disposta a fare perché la musica diventi il tuo lavoro?</b></p>
<p><em>Tutto, praticamente tutto. Dedico a questo tutto il tempo che ho, tutta me stessa e tutto il mio percorso di vita, anche quello precedente. A volte penso che non lo faccio perché qualcuno me lo chiede: lo faccio perché non avrei un’alternativa. È qualcosa di spontaneo, che fa parte di me. Ho iniziato a cantare quando avevo forse cinque anni: cantavo le canzoni dello Zecchino d’Oro, ancora prima di iniziare a fare danza. È stata una cosa molto radicale, e non puoi togliere a un albero una radice.</em></p>
<p><b>Quando hai capito che la musica era la strada da percorrere? Perché hai scelto proprio la musica?</b></p>
<p><em>Perché mi sentivo particolarmente libera. Non l’ho capito subito, appena ho iniziato a fare musica. L’ho compreso dopo, quando ho capito — scusate il gioco di parole — che attraverso la musica potevo raggiungere un livello di libertà che non riuscivo a trovare in altri modi.</em></p>
<p><b>Chi sono i tuoi miti musicali? Che cosa ascolti?</b></p>
<p><em>La prima che nomino sempre, indiscutibilmente, è Hayley Williams. Sono cresciuta inconsciamente con lei: è stata la prima voce che ho ascoltato attraverso una canzone dei Paramore che mi aveva fatto sentire mia sorella, quando ero molto piccola. Negli anni, senza rendermene conto, l’ho portata con me ed è sempre stata una sorta di musa ispiratrice.</em></p>
<p><em>Fa ridere pensare che nell’ultimo anno abbia sviluppato questa venerazione per Marilyn Manson. Devo sottolineare che da piccola avevo una grande fobia nei suoi confronti, causata da mio cugino, che era un suo grandissimo fan e aveva infiniti poster di Marilyn Manson in camera. Per me era un incubo, mentre oggi sono una delle sue più grandi fan.</em></p>
<p><em>Attualmente mi vengono in mente gli Spiritbox e i Linkin Park. Emily Armstrong sta facendo un lavoro incredibile. Se devo citare qualcosa di molto diverso e lontano da questi riferimenti, una delle mie canzoni preferite è “C’è tempo” di Ivano Fossati. Non c’entra niente con gli altri nomi che ho fatto, ma è una canzone a cui tengo molto.</em></p>
<p><b>Un’ultima domanda: che cosa diresti oggi a quella piccola Giulia di cinque anni che cantava le canzoni dello Zecchino d’Oro?</b></p>
<p><em>Le direi di fermarsi ogni tanto un attimo, di guardarsi indietro e di non correre sempre.</em></p>
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		<title>Matteo Giuggioli è Mauro Repetto in Nord Sud Ovest Est: «Se ne avessi sentito la necessità, avrei mollato tutto anch’io» &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 15:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="427" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-1024x628.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="matteo giuggioli" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-1024x628.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-300x184.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-768x471.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-696x427.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-1068x655.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883-685x420.jpg 685w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/matteo-giuggioli-883.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Nella seconda stagione di <strong><i>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</i></strong>, <strong>Matteo Giuggioli</strong> torna a vestire i panni di <strong>Mauro Repetto</strong>, uno dei personaggi più enigmatici della storia degli 883. Se la prima stagione aveva raccontato la nascita del duo e l’ascesa verso il successo, questo nuovo capitolo entra ancora più profondamente nella storia personale di Repetto, provando a rispondere a una domanda rimasta per anni sospesa: cosa può spingere un ragazzo arrivato all’apice del successo a scegliere di lasciare tutto? Giuggioli racconta il lavoro fatto sul personaggio, il significato di quella scelta e si mette personalmente in gioco davanti a una domanda tutt’altro che semplice: lui, al posto di Repetto, avrebbe fatto la stessa cosa?</p>
<h2>Intervista a Matteo Giuggioli della serie sugli 883</h2>
<p><b>Matteo, torniamo sul set della leggendaria storia degli 883. Che cosa ti ha dato personalmente questa seconda stagione rispetto alla prima?</b></p>
<p><em>Diciamo che in questa seconda stagione si “spolpa” moltissimo il personaggio di Mauro. Si snocciola proprio Mauro e finalmente diamo una risposta alla leggenda. C’era un po’ questo indovinello: cosa spinge un ragazzo che è arrivato all’apice del successo a mollare tutto da un momento all’altro? Scoprire questa cosa e darle una mia interpretazione penso mi abbia arricchito molto. È stato bello anche avere la possibilità di affrontare questo aspetto del personaggio e cercare di capire cosa ci fosse davvero dietro una scelta così importante. È un bel motivo, che poi scoprirete guardando la serie.</em></p>
<p><b>Ti sei mai chiesto se, trovandoti nella sua stessa situazione, avresti fatto la scelta di Mauro?</b></p>
<p><em>Beh, guarda, è una scelta che richiede tanto coraggio e tanta onestà. Quindi probabilmente no, perché penso che sia una scelta che prendi quando forse il motivo per cui ti svegli la mattina, alla fine, non ti fa stare così bene. Io, invece, sto bene in quello che faccio…</em></p>
<p><b>Quindi non lasceresti tutto?</b></p>
<p><em>Oddio, aspetta… sto facendo l’effetto sabbie mobili! Piano piano ci sto iniziando a scendere… È una domanda difficilissima. Se ne avessi sentito la necessità, sì, l’avrei fatto anch’io. Per ora, però, non la sento.</em></p>
<p>Ed è proprio in questa risposta, arrivata tra una riflessione e un sorriso, che emerge forse il punto più interessante del personaggio di Mauro Repetto. La sua scelta non viene letta semplicemente come una fuga dal successo, ma come la conseguenza di un bisogno personale, di una ricerca di qualcosa che potesse renderlo davvero felice.</p>
<p>Per Matteo Giuggioli, interpretarlo nella seconda stagione ha significato quindi andare oltre l’immagine più conosciuta di Repetto e provare a comprendere l’uomo dietro la leggenda. Un percorso che permette alla serie di affrontare una delle pagine più affascinanti della storia degli 883 senza limitarsi a raccontare il successo musicale, ma interrogandosi anche sul prezzo che quel successo può avere.</p>
<p>E forse è proprio questo il cuore della seconda stagione: non chiedersi soltanto come si arriva al successo, ma cosa succede quando, una volta raggiunto, ci si rende conto che potrebbe non essere abbastanza.</p>
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		<title>883, Gaia Zampighi è Michela Rossini in Nord Sud Ovest Est: “Sul set ho trovato un’atmosfera di famiglia” &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:55:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="381" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883-1024x560.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="gaia zampighi 883" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883-1024x560.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883-300x164.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883-768x420.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883-696x380.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883-1068x584.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/gaia-zampighi-883.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><b>Tra le novità di <i>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</i> c’è Gaia Zampighi</b>, che nella seconda stagione interpreta <b>Michela Rossini</b>, la nuova ragazza di Max Pezzali. Il personaggio entra nella storia proprio mentre la vita di Max sta cambiando rapidamente sotto il peso del successo. Michela è una studentessa di fisica nucleare e il suo incontro con Max porta nuovi equilibri, tra appuntamenti mancati, equivoci e ripensamenti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Alla presentazione della serie abbiamo incontrato Gaia Zampighi, che ci ha raccontato l’esperienza sul set e soprattutto il particolare rapporto che si è creato con il personaggio. Per l’attrice, infatti, Michela è arrivata in un momento personale molto particolare. Il periodo dei provini coincideva con una fase nella quale Gaia sentiva di avere poca sicurezza e poca energia. Interpretare una ragazza così diversa, almeno per alcuni aspetti, si è trasformato quindi in un’occasione per riscoprire una parte di sé.</p>
<h2>Intervista integrale a Gaia Zampighi</h2>
<p><b>Gaia, tu interpreti la seconda fidanzata di Max Pezzali. Cosa ti è piaciuto di questo ruolo?</b></p>
<p><em>“Allora, questo ruolo ha tirato fuori una parte di me di cui avevo tanto bisogno. Durante il periodo dei provini stavo vivendo un momento di poca autostima, poca sicurezza e poca energia per andare avanti. La chiave di questo personaggio, invece, è proprio la sicurezza, il fatto di essere indipendente ed energica. Quindi sicuramente questa è la cosa più importante che questo personaggio ha sbloccato in me.”</em></p>
<p><b>Hai avuto modo di incontrare Max Pezzali? L’hai conosciuto, ti ha detto qualcosa?</b></p>
<p><em>“Ancora no, l’ho incontrato stasera, finalmente! No, vis-à-vis non l’avevo ancora incontrato, infatti non vedevo l’ora.”</em></p>
<p><b>Cosa ti ha dato lavorare a questo progetto?</b></p>
<p><em>“Mi ha dato innanzitutto le persone che ho incontrato e con cui ho lavorato. Sono persone magnifiche. È stata veramente bella l’atmosfera sul set: di umanità, di famiglia, di supporto. Essendo una seconda stagione non era facile integrarsi subito, invece è stato proprio così. Quindi tantissime belle conoscenze e una fantastica esperienza.”</em></p>
<h3>La serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</h3>
<p>Accanto a lei ritroviamo Elia Nuzzolo nei panni di Max Pezzali e Matteo Oscar Giuggioli in quelli di Mauro Repetto, insieme a Ludovica Barbarito, Davide Calgaro, Edoardo Ferrario, Roberto Zibetti e Riccardo Armiento. Tra le nuove entrate c’è anche Rosa Barbolini, interprete di Caterina.</p>
<p>La nuova stagione riparte dal 1993, quando gli 883 sono ormai diventati un fenomeno nazionale. Max e Mauro hanno raggiunto il successo che sognavano, ma proprio la popolarità comincia a mettere alla prova il loro rapporto e a cambiare le loro vite. La storia si sposta anche verso la Milano della moda e l’America che i due ragazzi sognavano da tempo.<span class="Apple-converted-space"> </span>In questo scenario entra Michela Rossini, portando con sé una nuova componente sentimentale nella vita di Max.</p>
<p>La serie, seconda e conclusiva parte del racconto dedicato agli 883, è prodotta da Sky Studios e Groenlandia e vede alla regia Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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		<title>Nord Sud Ovest Est, Riccardo Armiento nella serie sugli 883: “Nemorino sono molto io. Mi sono sentito completamente a mio agio” &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="riccardo armiento" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Riccardo Armiento torna a vestire i panni di Nemorino in Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, la seconda stagione della serie Sky che racconta l’ascesa di Max Pezzali e Mauro Repetto e il percorso che li ha portati a diventare uno dei duo più amati della musica italiana. La nuova stagione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="riccardo armiento" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/riccardo-armiento-nemorino-nord-sud-ovest-est.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><b>Riccardo Armiento torna a vestire i panni di Nemorino in <i>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</i></b>, la seconda stagione della serie Sky che racconta l’ascesa di Max Pezzali e Mauro Repetto e il percorso che li ha portati a diventare uno dei duo più amati della musica italiana. La nuova stagione, composta da otto episodi, ritrova nel cast anche Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli nei ruoli di Max e Mauro, insieme agli altri protagonisti della prima stagione.</p>
<p>Alla presentazione della serie abbiamo incontrato e intervistato sul red carpet Riccardo Armiento, che ci ha raccontato il suo rapporto con Nemorino e il modo in cui si è preparato a interpretarlo. E, dalle sue parole, sembra che la distanza tra attore e personaggio sia davvero minima.</p>
<p><em><b>“Nemorino sono molto io”</b></em>, racconta Armiento. Un’affinità che, a suo dire, ha reso particolarmente naturale l’approccio al ruolo. L’attore racconta infatti di frequentare un ambiente molto simile a quello vissuto dai ragazzi raccontati nella serie: concerti punk, serate con gli amici e quella dimensione fatta di musica e compagnia che apparteneva anche alla Pavia degli anni Novanta.</p>
<h2>L’intervista a Riccardo Armiento</h2>
<p><b>Riccardo interpreti un personaggio che, a quanto pare, è amato soprattutto dal cast di <i>Nord Sud Ovest Est</i>. Come ti sei approcciato a questo ruolo e cosa ti è piaciuto di più nell’interpretarlo?</b></p>
<p><em>“Allora, in realtà, approcciarlo è stato abbastanza facile perché Nemorino e anche Max Pezzali da giovani fanno la stessa vita che faccio io, cioè quella dei concerti punk, per lo più serate fra amici, a bere magari qualcosa. Quindi diciamo che io mi sono sentito completamente a mio agio nel replicare questo personaggio che, alla fine, era molto me.</em></p>
<p><em>Sono molto io Nemorino: sono molto un po’ impacciato, un po’ fuori luogo, uno che non sa esattamente come muoversi. Io sono esattamente Nemorino, quindi per me è stato semplicemente d’aiuto seguire quello che facevano Elia e Matteo, che sono stati veramente bravissimi. Ho seguito anche Davide Calgaro, che poi è l’altro mio contrappeso, diciamo, nella scena, molto importante.”</em></p>
<p><b>Cosa ti ha dato umanamente lavorare a questo progetto così amato dal pubblico e di così grande successo?</b></p>
<p><em>“Vabbè, io vedo innanzitutto tante persone della generazione di mia sorella, della mia generazione, che tutti quanti amano questa serie tv. Quindi gli 883 sono riusciti a superare più generazioni con la loro musica. </em><em>La cosa che mi rimane di più è proprio il fatto che un sacco di gente viene ad ammirare questo lavoro: dai più piccoli, che ti dicono che vogliono andare a Pavia perché vogliono vedere i luoghi di Max Pezzali, fino ai più grandi che ti dicono: ‘Io li ho vissuti in pieno’. </em><em>Quindi il riscontro della gente è quello che mi rimane di più, sicuramente.”</em></p>
<h3>Chi è Nemorino?</h3>
<p><strong>Nemorino</strong> è uno dei personaggi che ruotano attorno al mondo degli 883 e che contribuiscono a mantenere vivo il legame con quella cerchia di amici che accompagna Max e Mauro nel loro percorso. Nella seconda stagione, mentre il successo degli 883 cresce e la vita dei due protagonisti cambia rapidamente, anche il gruppo che li circonda continua ad avere un ruolo importante.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per Armiento, dunque, non è stato necessario costruire a tavolino il personaggio. Al contrario, proprio la familiarità con quel mondo gli ha permesso di sentirsi immediatamente a suo agio. Nel lavoro sul set è stato inoltre fondamentale il confronto con i colleghi Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli e Davide Calgaro, che nella serie interpretano rispettivamente Max Pezzali, Mauro Repetto e Cisco.</p>
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		<title>Edoardo Ferrario è Pierpaolo Peroni in Nord Sud Ovest Est: «Nella vita servono paletti e qualcuno che ti metta fretta» &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 11:53:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="459" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-1024x676.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="edoardo ferrario 883" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-1024x676.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-300x198.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-768x507.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-696x459.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-1068x705.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-636x420.jpg 636w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />In Nord Sud Ovest Est, la serie che racconta la storia degli 883, Edoardo Ferrario interpreta Pierpaolo Peroni, il manager che accompagna Max Pezzali e Mauro Repetto negli anni della loro esplosione musicale. Un ruolo fatto di rigore, determinazione e paletti, molto diverso, come racconta lo stesso Ferrario, dal suo modo di essere. Abbiamo parlato con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="459" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-1024x676.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="edoardo ferrario 883" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-1024x676.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-300x198.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-768x507.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-696x459.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-1068x705.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883-636x420.jpg 636w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/edoardo-ferrario-883.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In <b><i>Nord Sud Ovest Est</i>, </b>la serie che racconta la storia degli<b> 883, Edoardo Ferrario </b>interpreta <b>Pierpaolo Peroni</b>, il manager che accompagna <b>Max Pezzali e Mauro Repetto </b>negli anni della loro esplosione musicale. Un ruolo fatto di rigore, determinazione e paletti, molto diverso, come racconta lo stesso Ferrario, dal suo modo di essere. Abbiamo parlato con lui del suo personaggio, del rapporto con i protagonisti e dell’esperienza sul set, tra nuove sfide professionali e una sorprendente lezione di stile.</p>
<h2>Intervista a Edoardo Ferrario: Pierpaolo Peroni in Nord Sud Ovest Est</h2>
<p>Pierpaolo Peroni è una figura importante nel percorso degli 883. È il manager che deve confrontarsi con due ragazzi alle prese con un successo sempre più grande e che, proprio per questo, non può permettersi di essere troppo indulgente. Determinazione, disciplina e capacità di mettere dei limiti diventano parte del suo lavoro.</p>
<p>Edoardo Ferrario, però, ammette che il suo personaggio è piuttosto distante da lui. Eppure, proprio osservando Pierpaolo, ha scoperto quanto possa essere utile avere accanto qualcuno capace di mettere ordine, dettare i tempi e, quando serve, anche alzare un po’ la voce.</p>
<p><b>Edoardo, tu interpreti Pierpaolo Peroni, il manager degli 883. Nella vita ti saresti comportato come lui, con lo stesso ruolo e lo stesso approccio?</b></p>
<p><em>Guarda, in realtà il personaggio è abbastanza lontano da me. Non credo che avrei quella severità nel lavorare con due ragazzi. Lui è molto determinato. </em><em>Detto questo, mi piacerebbe avere un Pierpaolo Peroni nella vita. Mi piacerebbe avere qualcuno che ogni tanto mi tratta male, che mi dà quel tipo di energia, perché alla fine servono i paletti. Serve qualcuno che ti metta fretta. </em><em>Devo dire che, in questo, Pierpaolo Peroni è molto bravo. A sua volta, però, Pierpaolo aveva dietro Cecchetto, che era un altro osso duro.</em></p>
<p><b>Cosa ti ha dato, invece, umanamente, lavorare a questo progetto?</b></p>
<p><em>È stata la prima serie importante alla quale lavoravo, la mia prima vera esperienza di recitazione in una serie, in un prodotto cinematografico. Mi sono divertito moltissimo. Mi ha insegnato a lavorare con attori molto bravi e con una troupe di bravissimi professionisti. E mi ha anche insegnato a vestirmi oversize. Questo è il grande insegnamento che mi porto dietro da questa serie.</em></p>
<p>Ed è proprio nell’ultima battuta che emerge il tono personale di Edoardo Ferrario, capace di raccontare un’esperienza importante senza prendersi troppo sul serio. Da una parte la scoperta del lavoro sul set e il confronto con professionisti del cinema e della televisione; dall’altra una lezione apparentemente molto più semplice, ma che Ferrario sceglie di trasformare in una delle immagini più divertenti della sua esperienza.</p>
<p>Il suo Pierpaolo Peroni, invece, rappresenta l’altra faccia del racconto: quella di chi deve mettere ordine quando il successo arriva velocemente e tutto rischia di sfuggire di mano. Un personaggio severo, determinato e abituato a dettare i tempi, ma che proprio per questo, secondo Ferrario, può diventare una presenza utile anche nella vita.</p>
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		<title>883, intervista ai registi di Nord Sud Ovest Est: Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="391" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-1024x575.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="883 nord sud ovest est registi" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-1024x575.png 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-300x169.png 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-768x431.png 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-696x391.png 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-1068x600.png 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi-748x420.png 748w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-registi.png 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La seconda stagione di <b><i>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</i></b>arriva al momento più delicato della storia di <b>Max Pezzali e Mauro Repetto: </b>il sogno si è realizzato, il successo è arrivato, ma il loro rapporto entra in crisi fino alla separazione. Abbiamo incontrato i quattro registi <b>Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi, c</b>he ci hanno raccontato le difficoltà di mettere in scena sentimenti più complessi, il lavoro condiviso sul set e il motivo per cui hanno scelto di fermare la storia proprio a questo punto.</p>
<h2>Nord Sud Ovest Est, intervista ai quattro registi</h2>
<p>Dopo aver raccontato nella prima stagione la nascita dell’amicizia tra Max Pezzali e Mauro Repetto e il sogno di due ragazzi di provincia che cercano di conquistare il mondo della musica, <b>“Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883”</b> entra nella sua fase più delicata.</p>
<p>La seconda stagione racconta infatti il successo degli 883, ma anche le conseguenze che quel successo porta con sé. Max e Mauro arrivano all’apice della popolarità, ma proprio quando il sogno sembra finalmente realizzato il loro rapporto comincia a incrinarsi fino alla separazione.</p>
<p>A dirigere la seconda stagione sono <b>Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi</b>, che hanno lavorato insieme per dare continuità a una storia che, pur cambiando tono, mantiene al centro il rapporto tra i due protagonisti.</p>
<h3>Intervista ai registi</h3>
<p><b>Nella prima stagione si raccontava il sogno da realizzare. Adesso che quel sogno si è realizzato, si racconta anche la separazione dei due protagonisti. È stato più difficile raccontare l’inizio della loro amicizia o la loro separazione?</b></p>
<p><b>Sydney Sibilia:</b> <em>“Sicuramente l’inizio dell’amicizia e la rivincita, per certi versi, quella che si chiama la rivincita del nerd, cioè di un ragazzo di provincia, era più congeniale. Per me era più complesso raccontare due persone che, all’apice del successo, in qualche modo si separano, perché sono sentimenti sicuramente più complessi. Quindi era più sfidante. </em><em>Però sapevamo che questo momento sarebbe arrivato quando abbiamo iniziato a concepire questa serie. Ed è proprio l’esplorazione di sentimenti così complessi e anche così originali, per come poi si è separato il duo, che ci ha spinto a fare due stagioni di questa storia”.</em></p>
<p><b>Questa seconda stagione è diretta da quattro registi. Come siete riusciti a mantenere un’identità unica? E quanto della vostra sensibilità è rimasto in ciascuno dei vostri episodi?</b></p>
<p><b>Sydney Sibilia:</b> <em>“Siamo riusciti a mantenere un’identità unica? Speriamo. Non lo sappiamo. Non ci siamo dati regole. Ognuno fa quello che gli pare, penso, ognuno con la sua sensibilità”.</em></p>
<p><b>Simone Godano: </b><em>“È una seconda stagione e c’è anche una base tecnica: la fotografia, la scenografia, i costumi. E poi ci sono Max e Mauro, che già fanno tanto. Il nostro lavoro è aggiungere, cercare di… Io ho la parte più pop, lui ha il collante, lei ha la parte più emotiva. È una stagione forse più robusta, dove, siccome poi il pubblico lo sa che si separano, tira verso qualcosa di doloroso. Per cui ci sono più stratificazioni”.</em></p>
<p><b>Sydney, hai definito questa la stagione finale della storia. Perché avete scelto di raccontarla fino a questo punto, nonostante le vicende di Max e Mauro prendano poi strade diverse?</b></p>
<p><b>Sydney Sibilia:</b> <em>“Perché noi raccontiamo l’amicizia di Max e Mauro in quanto duo. Noi potremmo arrivare, continuare per sempre, fino ad arrivare a noi che facciamo la serie con noi interpretati. Agostini che si cerca delle scarpe a Milano. Quello che ci interessava raccontare nello specifico era l’originalissimo rapporto tra due compagni di banco che decidono di sfidare questo destino un po’ sgarbato e diventare quello che poi sono diventati. E una volta che il sogno si realizza, che te ne fai di un sogno realizzato? Era un po’ questa la cosa che ci interessava, su cui ci interessava concentrarci.</em> Ovvio che poi si potrebbe continuare all’infinito, ma non ci sarebbe più questa domanda fondamentale che era il traino, il tirante narrativo di tutte e due le stagioni”.</p>
<p><b>Cosa ha lasciato a ognuno di voi lavorare a questo progetto e a questa storia?</b></p>
<p><b>Alice Filippi:</b> <em>“Beh, io mi sono divertita molto. Poi, lavorando quattro anni alla fine su questo progetto, si è creata una squadra, un gruppo ben consolidato. E quindi per me è stato molto stimolante lavorare insieme, perché ci si confronta, perché si ha un obiettivo condiviso, perché si cresce insieme in qualche modo, anche con i ragazzi. Quando abbiamo cominciato, Elia era ancora diplomato al Centro Sperimentale. Ha iniziato con noi a interpretare Max e adesso è diventato un ragazzo famoso. Con noi è cresciuto con il suo personaggio e anche come persona. Quindi è molto bello il team che continua e che, da una stagione all’altra, vuole migliorare e si mette in gioco. Secondo me è molto stimolante”.</em></p>
<p><b>Alessio Lauria: </b><em>“Io ho avuto delle altre esperienze di serialità, ma ero l’unico regista e quindi mi sentivo sempre solo, perché comunque tu puoi condividere certe cose solo con qualcuno che fa il tuo stesso mestiere. Di questa esperienza mi rimane la sorpresa e la bellezza di lavorare in squadra con altri registi, con cui ti puoi sfogare, con cui ti puoi scambiare consigli. Questo lavorare in un team di regia per me è stato bellissimo”.</em></p>
<p><b>Simone Godano:</b> <em>“Ti rispondo rapidissimo. Io invece avevo fatto quattro film per il cinema, non avevo fatto serie e comunque la serie è un altro lavoro”.</em></p>
<p>Un’esperienza, quindi, diversa per ciascuno dei quattro registi, ma accomunata dalla volontà di costruire un racconto coerente e rispettoso della storia degli 883.</p>
<p>La seconda stagione di <i>Nord Sud Ovest Est</i> si muove così tra il successo e le sue conseguenze, tra la realizzazione di un sogno e la consapevolezza che raggiungere ciò che si desidera non significa necessariamente essere felici. Al centro rimane il rapporto tra Max e Mauro, un’amicizia nata sui banchi di scuola e diventata, nel giro di pochi anni, un fenomeno musicale capace di segnare un’intera generazione.</p>
<p>Ed è proprio nel momento in cui quel sogno sembra ormai compiuto che la storia trova il suo punto più delicato: capire cosa succede quando due persone che hanno costruito tutto insieme si ritrovano, improvvisamente, a desiderare strade diverse.</p>
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		<title>Davide Calgaro è Cisco nella serie &#8220;Nord Sud Ovest Est&#8221; sugli 883: &#8220;Quando Max diventa una star, Cisco resta se stesso e ricorda a Max le sue origini&#8221; &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 09:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<h2>Intervista a Davide Calgaro, Cisco in Nord Sud Ovest Est</h2>
<p><b>Davide, Cisco è un personaggio chiave nella storia degli 883. Quando un tuo amico diventa una pop star, come ti saresti comportato tu al posto di Cisco?</b></p>
<p><em>Penso che mi sarei comportato in modo abbastanza simile a Cisco. Mi piace molto la sua capacità di tenere il suo migliore amico con i piedi per terra e di ricordargli le sue origini, le sue radici. È una cosa che avrei cercato anch’io di fare e che, in qualche modo, avrei provato a emulare.</em></p>
<p><b>Cosa ti è piaciuto di più del tuo personaggio?</b></p>
<p><em>Sicuramente la sua capacità di stare nella quotidianità, nella normalità, nella provincia in cui è nato e cresciuto, senza sentire il bisogno di volere qualcosa di più. Mi piace il fatto che Cisco riesca a stare bene con quello che ha e con quello che è.</em></p>
<h3>Il fondamentale ruolo di Cisco nella vita di Max</h3>
<p>Ed è forse proprio questa normalità a rendere Cisco un personaggio particolarmente interessante. In una storia dominata dalla trasformazione di Max Pezzali e dall’enorme successo degli 883, lui rappresenta un punto di riferimento che rimane ancorato alla realtà di sempre. La sua forza non sta nel desiderio di cambiare vita a tutti i costi, ma nella capacità di riconoscere il valore di quella che già possiede.</p>
<p>Attraverso Cisco, la serie racconta quindi anche un altro aspetto del successo: quello di chi rimane accanto a una persona mentre tutto intorno a lei cambia. L’amicizia diventa così un modo per non perdere il contatto con le proprie origini e con la persona che si era prima che arrivassero la popolarità e i riflettori.</p>
<p>Per Davide Calgaro, entrare nei panni di Cisco significa quindi confrontarsi con un personaggio apparentemente semplice, ma costruito su valori molto concreti: l’amicizia, la quotidianità, la provincia e soprattutto la capacità di rimanere fedeli a se stessi.</p>
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		<title>Elia Nuzzolo torna a essere Max Pezzali in Nord Sud Ovest Est: «Gli 883 rappresenteranno per sempre un momento incredibile della mia vita. Ho cercato di aggiungere qualcosa in più in questa seconda stagione» &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="398" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-1024x585.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="elia nuzzolo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-1024x585.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-300x171.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-768x438.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-696x397.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-1068x610.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-736x420.jpg 736w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Con la seconda stagione di Nord Sud Ovest Est, Elia Nuzzolo torna a interpretare Max Pezzali e a confrontarsi con una storia che, dopo il successo della prima stagione, ha conquistato un pubblico sempre più ampio. Un viaggio nella musica, nell’amicizia, nei sogni e nelle difficoltà di due ragazzi che cercano di trovare la propria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="398" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-1024x585.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="elia nuzzolo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-1024x585.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-300x171.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-768x438.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-696x397.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-1068x610.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883-736x420.jpg 736w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/elia-nuzzolo-883.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Con la seconda stagione di <i>Nord Sud Ovest Est</i>, <strong>Elia Nuzzolo</strong> torna a interpretare Max Pezzali e a confrontarsi con una storia che, dopo il successo della prima stagione, ha conquistato un pubblico sempre più ampio. Un viaggio nella musica, nell’amicizia, nei sogni e nelle difficoltà di due ragazzi che cercano di trovare la propria strada.</p>
<p>Per Nuzzolo, tornare sul set ha significato soprattutto avere l’opportunità di approfondire ulteriormente il personaggio di Max, aggiungendo nuove sfumature a un’interpretazione già molto apprezzata. Ma anche vivere un’esperienza personale e professionale destinata a lasciare un segno.</p>
<h2>Intervista a Elia Nuzzolo, protagonista della serie tv sugli &#8220;883&#8221;</h2>
<p><b>Elia, siamo alla seconda stagione della storia degli 883. Che cosa ti ha dato questa nuova stagione rispetto alla prima?</b></p>
<p><em>Mi ha dato la conferma di aver avuto la possibilità di lavorare con un gruppo meraviglioso e, soprattutto, la possibilità di approfondire ancora di più il personaggio di Max Pezzali. Ho cercato non soltanto di riproporlo, ma di aggiungere qualcosa in più, una maggiore maturità e nuove sfumature. E poi c’è stata tanta, tanta esperienza di set, che per me è la cosa più importante.</em></p>
<p><b>Hai avuto modo di confrontarti con Max Pezzali anche per questa seconda stagione? Ti ha dato qualche consiglio o ti ha raccontato qualcosa?</b></p>
<p><em>Per questa seconda stagione ancora no. Sono curioso di sapere cosa ne pensa.</em></p>
<p><b>Che rapporto hai costruito con gli 883? Hai ripercorso i loro successi e i loro album per prepararti al ruolo?</b></p>
<p><em>Sì, ho ascoltato tutti i loro successi e tutti i loro album. È stato uno studio a tutto tondo: ho cercato interviste, ascoltato qualsiasi tipo di canzone e approfondito il più possibile tutto quello che riguardava gli 883 e Max. </em><em>È un rapporto che, in qualche modo, è rinato. Gli 883 li conoscevo già e conoscevo soprattutto le canzoni più famose, ma adesso ovviamente fanno parte della mia vita. Fanno parte di un momento incredibile della mia vita e, proprio per questo, rappresenteranno sempre qualcosa di importante per me.</em></p>
<p><b>Secondo te qual è il segreto del successo della serie? Perché il pubblico si è affezionato così tanto alla storia degli 883 fin dall’inizio?</b></p>
<p><em>Secondo me perché si parla di temi universali, nei quali riescono a riconoscersi davvero tutti. Non è soltanto una serie sugli 883, ma è una serie che racconta due ragazzi che hanno un sogno e che devono affrontare delle difficoltà per cercare di realizzarlo. </em><em>Ed è forse proprio questa la cosa più universale a cui si possa pensare. Al di là della musica e della storia degli 883, ci sono dei sentimenti, delle ambizioni, delle difficoltà e dei momenti nei quali tutti possono riconoscersi.</em></p>
<p><b>Quindi, più che una semplice storia musicale, è anche una storia di formazione?</b></p>
<p><em>Sì, assolutamente. È una storia nella quale è facile ritrovare qualcosa di personale. Ed è probabilmente anche questo uno dei motivi per cui il pubblico si è affezionato così tanto alla serie e ai suoi personaggi.</em></p>
<p>Tornare a interpretare Max Pezzali, quindi, per Elia Nuzzolo non significa semplicemente indossare nuovamente i panni di un personaggio. Significa proseguire un percorso iniziato con la prima stagione e approfondire una figura che, attraverso la musica e la storia degli 883, è diventata ormai parte della sua stessa esperienza.</p>
<p>E mentre la serie continua a raccontare la nascita e l’evoluzione di uno dei fenomeni musicali più amati dal pubblico italiano, Nuzzolo affronta questo nuovo capitolo con una consapevolezza diversa: quella di un attore che ha fatto esperienza sul set, ma anche di un ragazzo che ha finito per legare una parte importante della propria vita alle canzoni degli 883.</p>
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		<title>883, Maurizio Merluzzo è Maxibon in Nord Sud Ovest Est: &#8220;Questo ruolo mi ha fatto incontrare una versione di me stesso del passato” &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:50:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="423" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-1024x623.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="883 maurizio merluzzo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-1024x623.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-300x183.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-768x467.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-696x423.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-1068x650.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-690x420.jpg 690w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Dagli 883 ascoltati da bambino davanti alla televisione al set di Nord Sud Ovest Est. Maurizio Merluzzo entra nel mondo della serie Sky dedicata alla storia di Max Pezzali e Mauro Repetto interpretando Maxibon, un personaggio che, a quanto racconta lo stesso attore, gli ha permesso di confrontarsi con una sorta di versione alternativa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="423" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-1024x623.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="883 maurizio merluzzo" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-1024x623.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-300x183.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-768x467.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-696x423.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-1068x650.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo-690x420.jpg 690w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-maurizio-merluzzo.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><b>Dagli 883 ascoltati da bambino davanti alla televisione al set di <i>Nord Sud Ovest Est</i>. Maurizio Merluzzo entra nel mondo della serie Sky dedicata alla storia di Max Pezzali e Mauro Repetto interpretando Maxibon</b>, un personaggio che, a quanto racconta lo stesso attore, gli ha permesso di confrontarsi con una sorta di versione alternativa di se stesso.</p>
<h2>Maurizio Merluzzo è Maxibon in Nord Sud Ovest Est sulla leggendaria storia degli 883</h2>
<p>Alla presentazione di <i>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</i>, abbiamo incontrato Merluzzo, che ci ha raccontato il suo rapporto con la musica degli 883 e le emozioni legate a questa nuova esperienza professionale. Il primo ricordo è legato inevitabilmente a <i>Hanno ucciso l’Uomo Ragno</i>, il brano che nel 1992 ha consacrato gli 883 e che per Merluzzo, ancora bambino, aveva un significato molto particolare.</p>
<p><em><b>“Per me era morto l’Uomo Ragno ed era un problema”</b></em>, racconta sorridendo, ricordando di avere appena sette o otto anni quando ascoltò il brano in televisione durante il <i>Maurizio Costanzo Show</i>. I fratelli più grandi avevano le cassette degli 883 e quelle canzoni finirono così per accompagnare anche la sua infanzia. Un legame che, a distanza di oltre trent’anni, è rimasto intatto. Ed è curioso che oggi Merluzzo si ritrovi proprio all’interno della storia di quel gruppo che aveva conosciuto da bambino.</p>
<h3>Il ruolo di Maxibon</h3>
<p>Nella seconda stagione della serie, l’attore interpreta <b>Maxibon</b>, personaggio presente nel cast insieme ai protagonisti Elia Nuzzolo, nei panni di Max Pezzali, e Matteo Oscar Giuggioli, che interpreta Mauro Repetto. Il cast ufficiale comprende anche Riccardo Armiento nel ruolo di Nemorino, Davide Calgaro in quello di Cisco e numerosi altri interpreti.<span class="Apple-converted-space"> </span>Quando gli chiediamo cosa gli abbia lasciato l’esperienza di interpretare Maxibon, Merluzzo utilizza un’immagine molto particolare: <em>“Mi ha fatto incontrare una versione di me stesso del passato, in un mondo parallelo”. </em>Una frase che racconta bene il rapporto dell’attore con il personaggio. Per Merluzzo, infatti, Maxibon non è stato soltanto un ruolo da costruire e interpretare, ma qualcosa che gli ha permesso di ritrovare una parte di sé. <strong><em>“Io sono nato vent’anni prima e sono esattamente così”</em></strong>, dice parlando del personaggio.</p>
<p>Ma <i>Nord Sud Ovest Est</i> ha rappresentato soprattutto un’importante esperienza professionale. Merluzzo, conosciuto dal grande pubblico soprattutto per la sua attività nel doppiaggio e per diversi progetti audiovisivi, sottolinea infatti quanto sia stato importante poter lavorare al fianco di professionisti come Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli, Sydney Sibilia e Alice Filippi.</p>
<p><em><b>“È il mio primo vero ruolo come attore in video”</b></em>, spiega l’attore, raccontando quanto sia stato prezioso confrontarsi con il gruppo di lavoro. Ed è proprio sul piano umano che l’esperienza sembra avergli lasciato qualcosa di importante. <em><b>“Ho avuto la fortuna di conoscere dei grandissimi professionisti”</b></em>, racconta Merluzzo, sottolineando il valore del rapporto costruito sul set.</p>
<p>Per lui, quindi, questa seconda stagione degli 883 non rappresenta soltanto un nuovo progetto televisivo, ma anche un’occasione per mettersi alla prova in un ruolo diverso e imparare da colleghi e registi con maggiore esperienza nel mondo della fiction. C’è poi un elemento quasi circolare nella sua esperienza: <b>da bambino ascoltava gli 883 nelle cassette dei fratelli, oggi si ritrova a far parte della serie che ne racconta la storia</b>. Un viaggio iniziato con <i>Hanno ucciso l’Uomo Ragno</i> e arrivato, più di trent’anni dopo, direttamente sul set di <i>Nord Sud Ovest Est</i>.</p>
<h3>La serie tv</h3>
<p>La seconda stagione della serie Sky riporta così sullo schermo il mondo di Max Pezzali e Mauro Repetto, accompagnando il pubblico nel periodo in cui gli 883 diventano sempre più popolari e la loro vita cambia insieme al successo. Il progetto è prodotto da Sky Studios e Groenlandia e vede Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi alla regia dei diversi episodi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per Maurizio Merluzzo, invece, resta soprattutto la soddisfazione di aver vissuto un’esperienza nuova, circondato da colleghi dai quali, come lui stesso ammette, <em><b>“ho imparato veramente tanto”</b>.</em></p>
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		<title>883, Nord Sud Ovest Est su Sky: intervista al cast di attori Elia Nuzzolo, Matteo Giuggioli, Edoardo Ferrario e Davide Calgaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 07:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="389" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-1024x573.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="883 nord sud ovest est" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-1024x573.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-300x168.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-768x430.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-696x390.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-1068x598.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-750x420.jpg 750w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Alla presentazione di “Nord Sud Ovest Est”, la seconda stagione della serie dedicata alla storia degli 883, abbiamo incontrato Elia Nuzzolo, Matteo Giuggioli, Edoardo Ferrario e Davide Calgaro, interpreti rispettivamente di Max Pezzali, Mauro Repetto, Pierpaolo Peroni e Cisco. Dopo aver raccontato nella prima stagione la nascita di un sogno, la nuova stagione porta i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="389" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-1024x573.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="883 nord sud ovest est" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-1024x573.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-300x168.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-768x430.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-696x390.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-1068x598.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est-750x420.jpg 750w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/883-nord-sud-ovest-est.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Alla presentazione di <b>“Nord Sud Ovest Est”</b>, la seconda stagione della serie dedicata alla storia degli 883, abbiamo incontrato <b>Elia Nuzzolo</b>, <b>Matteo Giuggioli</b>, <b>Edoardo Ferrario</b> e <b>Davide Calgaro</b>, interpreti rispettivamente di <b>Max Pezzali, Mauro Repetto, Pierpaolo Peroni e Cisco</b>.</p>
<p>Dopo aver raccontato nella prima stagione la nascita di un sogno, la nuova stagione porta i protagonisti nel pieno del successo. Max e Mauro non sono più due ragazzi che cercano di sfondare nel mondo della musica: sono diventati a tutti gli effetti un fenomeno capace di muovere un’intera industria. Un cambiamento che ha richiesto agli attori un lavoro diverso, soprattutto nel raccontare il peso della popolarità e le conseguenze che questa ha sui rapporti personali.</p>
<h2>Intervista a Elia Nuzzolo, Matteo Giuggioli, Edoardo Ferrario e Davide Calgaro</h2>
<p><b>Elia e Matteo, nella prima stagione dovevate interpretare due ragazzi che sognavano di diventare famosi. In questa seconda stagione, invece, siete due ragazzi che famosi lo sono diventati. Quale delle due condizioni è stata più difficile da rendere credibile?</b></p>
<p><b>Matteo Giuggioli:</b> <i>“La seconda, per me&#8221;</i></p>
<p><b>Elia Nuzzolo </b><i>&#8220;È più difficile perché c’era da gestire il successo che hanno raggiunto. Quindi sì, c’era un elemento in più da gestire”.</i></p>
<p><b>Matteo Giuggioli:</b> <i>“Sì, l’ha già detto?”.</i></p>
<p><b>Davide e Edoardo, Cisco e Pierpaolo servono Max da due posizioni molto diverse: uno è l’amico che lo conosce da prima del successo, l’altro è il suo manager. Quanto contano i vostri personaggi nel tenere Max ancorato alla realtà mentre tutto intorno a lui cambia?</b></p>
<p><b>Edoardo Ferrario:</b> <i>“Credo che contino molto, in maniera diversa. Io, diciamo, devo tenerlo ancorato al lavoro. Ho dietro Cecchetto che, con un forcone, mi chiede sempre di far lavorare i due ragazzi, di portare pezzi nuovi, di chiudere il secondo disco. Poi il loro successo è anche il mio: io sono responsabile del loro successo in quanto manager e, in realtà, produttore del loro disco. Quindi tifo sempre per loro. Il grande lavoro che faccio, e che si vede nella seconda stagione, è proprio quello di cercare di gestire il loro rapporto in una maniera tale per cui riescano ancora a produrre musica insieme. Questa è la cosa che mi preme di più”.</i></p>
<p><b>Davide Calgaro:</b> <i>“Sì, devo cercare di ricordargli le sue radici. Viene anche detto nella seconda stagione che in qualche modo Max e Mauro diventano a tutti gli effetti un’industria. Attorno a loro si muove tutto un mondo fatto di tantissime professioni, di tanti soldi, di tante cose. Quindi mantenere la dimensione umana che ho conosciuto, dal momento che ci conosciamo fin da piccoli, è un po’ il ruolo di Cisco”.</i></p>
<p><b>Elia, il paragone con Max è inevitabile. Quanto il successo improvviso che ti è arrivato ti ha fatto sentire un po’ come lui all’epoca?</b></p>
<p><b>Elia Nuzzolo:</b><i> “Credo che questa cosa sia un po’ intercambiabile. Come Max per Mauro è un’ancora, anche Mauro lo è per Max. Io ho sempre detto che, secondo me, Max non avrebbe mai raggiunto, nonostante il talento e nonostante il bisogno di scrivere pezzi, quello che ha raggiunto senza la spinta di Mauro. È per questo che sono un gruppo che si completa a vicenda”.</i></p>
<p><b>Matteo, Mauro arriva al successo che aveva sempre desiderato eppure proprio allora comincia a cercare qualcosa di diverso. Come hai lavorato per raccontare la sua scelta senza farla apparire semplicemente come una fuga o una sconfitta?</b></p>
<p><b>Matteo Giuggioli:</b> <i>“La cosa che ha reso tutto più difficile per Mauro è che non era ancorato a qualcosa che lo facesse sentire bene. Semplicemente questo. Se avesse avuto la stessa spinta, lo stesso motore nella scrittura, nella musica o in qualsiasi altra cosa, che aveva Max, probabilmente sarebbe stato tutto diverso. </i><i>Non è che puoi andare troppo lontano”.</i></p>
<h3>La seconda stagione di <i>Nord Sud Ovest Est</i></h3>
<p>La seconda stagione di <i>Nord Sud Ovest Est</i> riparte quindi da qui: dal momento in cui il sogno è diventato realtà e Max e Mauro devono fare i conti con le conseguenze del successo. Intorno a loro cambiano le persone, le responsabilità e gli equilibri, mentre i legami costruiti prima della fama continuano a rappresentare un punto di riferimento. Da una parte Pierpaolo cerca di tenere insieme il progetto musicale, dall’altra Cisco prova a preservare l’amicizia e il rapporto con le radici. Al centro rimangono Max e Mauro, due ragazzi diventati improvvisamente adulti sotto i riflettori, uniti da un sodalizio che ha fatto la storia della musica italiana.</p>
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		<title>Mauro Repetto promuove la serie sugli 883: “In Nord Sud Ovest Est c’è tutto. Ho riso e mi sono emozionato. Matteo è stato fantastico” &#8211; Intervista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Zeccato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 07:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="396" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-1024x582.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="mauro repetto" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-1024x582.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-300x171.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-768x436.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-696x396.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-1068x607.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-739x420.jpg 739w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Mauro Repetto torna a rivivere la storia degli 883 attraversoNord Sud Ovest Est, la serie che porta sullo schermo la straordinaria avventura musicale e umana di una delle coppie più iconiche della musica italiana. Alla presentazione della serie, abbiamo incontrato Repetto, che ci ha raccontato le sue sensazioni nel vedere rappresentata la propria storia sul piccolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="396" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-1024x582.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="mauro repetto" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-1024x582.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-300x171.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-768x436.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-696x396.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-1068x607.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto-739x420.jpg 739w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/mauro-repetto.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p><b>Mauro Repetto </b>torna a rivivere la storia degli<b> 883 </b>attraverso<b><i>Nord Sud Ovest Est</i>, </b>la serie che porta sullo schermo la straordinaria avventura musicale e umana di una delle coppie più iconiche della musica italiana.<span class="Apple-converted-space"> </span>Alla presentazione della serie, abbiamo incontrato Repetto, che ci ha raccontato le sue sensazioni nel vedere rappresentata la propria storia sul piccolo schermo. Un racconto che, a giudicare dalle sue parole, ha saputo conquistarlo soprattutto per la capacità di restituire lo spirito di quegli anni, tra comicità, energia ed emozioni.</p>
<h2>L&#8217;intervista a Mauro Repetto degli 883</h2>
<p><b>Mauro benvenuto su SuperGuidaTV. Una serie che racconta la sua carriera, la sua storia lavorativa e musicale. Che effetto le ha fatto?</b></p>
<p><em>“Per me è stata una cosa da ridere, perché chiaramente c’è una certa comicità, sia voluta sia, soprattutto, non voluta. Fa ridere vedere due ragazzi proprio pane e caciotta, nel senso di come eravamo, trasportati da Sky, da Sibilla e dai due attori in maniera perfetta. Quindi io ho riso e mi sono emozionato molto. Stasera spero di fare lo stesso e sono sicuro di farlo”.</em></p>
<p>Un’emozione quella di Repetto legata anche alla possibilità di rivedere sullo schermo una parte importante della propria vita e, soprattutto, di riconoscersi nell’energia del personaggio portato in scena.</p>
<p><b>Senza svelare troppo dell’interpretazione di Matteo nel suo ruolo, come l’ha vista?</b></p>
<p><em>“Fantastica. Nel senso che sicuramente è stato messo in scena da un’équipe fenomenale e lui è stato più che fenomenale, è stato fantastico. Ha tradotto la mia energia, la mia voglia, il mio voler fare in maniera impeccabile. Quindi bravissimo Matteo”.</em></p>
<p>Parole che raccontano un giudizio decisamente positivo da parte di Repetto, che ha visto nel lavoro degli interpreti la capacità di restituire non soltanto i fatti, ma anche l’energia e la vitalità che hanno caratterizzato l’esperienza degli 883.</p>
<p><b>Ultima domanda: c’è tutto o manca qualcosa?</b></p>
<p><em>“C’è tutto, c’è tutto, c’è tutto. Ottimo e abbondante”.</em></p>
<p>Una promozione a pieni voti, dunque, per <i>Nord Sud Ovest Est</i>. Mauro Repetto sembra aver ritrovato nella serie non soltanto la propria storia, ma anche quella particolare leggerezza che ha accompagnato gli inizi del percorso degli 883. Un viaggio tra musica, amicizia, ambizioni e momenti diventati ormai parte dell’immaginario collettivo, rivissuto con il sorriso e con una buona dose di emozione.</p>
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		<title>Ballando con le Stelle, intervista esclusiva a Milly Carlucci: &#8220;Soddisfatta per gli ascolti, sia noi che la concorrenza facciamo programmi di successo. La D&#8217;Urso in giuria? Sui social scrivono di tutto, sono abituata a guardare al futuro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 13:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="464" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-1024x683.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Milly Carlucci" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-1024x683.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-300x200.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-768x512.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-696x464.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-1068x712.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-630x420.jpg 630w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Ha preso ufficialmente il via la nuova edizione di Ballando con le Stelle, pronta ad accendere il sabato sera degli italiani tra grande spettacolo e le immancabili polemiche della vigilia. Sullo sfondo di uno studio nuovo di zecca, intitolato alla memoria del maestro Pippo Baudo, la macchina da guerra guidata da Milly Carlucci ha riaperto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="464" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-1024x683.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Milly Carlucci" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-1024x683.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-300x200.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-768x512.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-696x464.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-1068x712.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci-630x420.jpg 630w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2024/01/Milly-Carlucci.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Ha preso ufficialmente il via la nuova edizione di <strong>Ballando con le Stelle</strong>, pronta ad accendere il sabato sera degli italiani tra grande spettacolo e le immancabili polemiche della vigilia. Sullo sfondo di uno studio nuovo di zecca, intitolato alla memoria del maestro Pippo Baudo, la macchina da guerra guidata da Milly Carlucci ha riaperto le danze mettendo subito sul piatto un cast scintillante e una giuria rinnovata. A catalizzare l&#8217;attenzione del debutto sono state due ex concorrenti d&#8217;eccezione, chiamate dalla conduttrice a ricoprire ruoli chiave: Barbara D&#8217;Urso, entrata a gamba tesa al banco dei giudici per raccogliere il testimone di Selvaggia Lucarelli, e Simona Ventura, posizionata a bordo campo come custode del tesoretto al fianco di Francesca Fialdini.</p>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Milly Carlucci</strong>. La padrona di casa del talent show di Raiuno ha commentato gli <strong>ascolti</strong> della prima puntata: &#8220;<em>Parlare di vittoria o sconfitta non ha senso: non è una partita di calcio. Sia noi che la concorrenza facciamo programmi di successo. Noi siamo molto soddisfatti della qualità del nostro lavoro e del riscontro del pubblico televisivo, anche dopo tanti anni&#8221;. </em></p>
<p>Come da tradizione, il vero secondo palco di Ballando si è acceso sui social, dove <strong>molti utenti hanno rimpianto le pungenti critiche di Selvaggia Lucarelli</strong> sostenendo che, con l&#8217;esordio di Barbara D&#8217;Urso, lo show abbia smarrito quel pizzico di pepe in giuria. A tal proposito la Carlucci ha dichiarato: &#8220;<em>Sui social scrivono di tutto: si va da &#8220;non lo guarderò più perché c’è tizio&#8221; a &#8220;non lo guarderò perché non c’è più&#8221;. Sono abituata a guardare al futuro. Sono riconoscente a chi ha contribuito alle nostre stagioni, ma sono felicissima della nostra nuova giuria, che ha lavorato benissimo</em>&#8220;. Proprio in merito a Selvaggia Lucarelli che in un&#8217;intervista di qualche giorno fa aveva dichiarato che Milly aveva lottato negli anni per tenerla in giuria, la Carlucci ha spiegato: &#8220;<em>La Rai mi ha sempre lasciato grande libertà. Soprattutto in passato ci sono state delle resistenze, ma alla fine mi hanno permesso di fare le scelte che ritenevo migliori per il programma&#8221;.</em></p>
<p>Tra i concorrenti di Ballando con le Stelle che sono diventati molto amati dal pubblico c&#8217;è anche <strong>Alessandra Mussolini,</strong> attualmente opinionista a Uomini e Donne: &#8220;<em>Non a caso l’ho voluta a Ballando con le Stelle e poi a Il Cantante Mascherato diversi anni fa. Lei è un talento e lo sta dimostrando&#8221;. </em>Nei progetti futuri c&#8217;è Canzonissima ma non il <strong>Festival di Sanremo</strong>. Milly infatti lo ha escluso: &#8220;<em>Abbiamo già cominciato a lavorare a Canzonissima. Sanremo è nelle ottime mani di Stefano De Martino; io ho avuto l’onore di accompagnare il grande Pippo in un’edizione storica, e tra Ballando e Canzonissima non ne avrei neanche il tempo&#8221;. </em></p>
<h2>Ballando con le Stelle 2026, intervista esclusiva a Milly Carlucci</h2>
<p><strong>Milly, prima sfida negli ascolti di &#8220;Ballando con le Stelle&#8221;. Soddisfatta del risultato?</strong></p>
<p><em>Parlare di vittoria o sconfitta non ha senso: non è una partita di calcio. Sia noi che la concorrenza facciamo programmi di successo. Noi siamo molto soddisfatti della qualità del nostro lavoro e del riscontro del pubblico televisivo, anche dopo tanti anni.</em></p>
<p><strong>Ormai siamo a 21 edizioni del programma. Qual è l&#8217;elisir di giovinezza? Perché a distanza di anni continua a funzionare?</strong></p>
<p><em>Non cullarsi sugli allori e cercare sempre di emozionare e divertire il pubblico. Speriamo di continuare così.</em></p>
<p><strong>La prima puntata ha visto come novità in giuria Barbara D&#8217;Urso. Eppure sui social in molti hanno rimpianto l&#8217;assenza di Selvaggia Lucarelli. Quanto pesa l&#8217;eredità che Selvaggia lascia a Ballando? Crede che abbia lasciato un&#8217;impronta difficile da sostituire? Si dice che la giuria abbia perso il graffio.</strong></p>
<p><em>Sui social scrivono di tutto: si va da &#8220;non lo guarderò più perché c’è tizio&#8221; a &#8220;non lo guarderò perché non c’è più&#8221;. Sono abituata a guardare al futuro. Sono riconoscente a chi ha contribuito alle nostre stagioni, ma sono felicissima della nostra nuova giuria, che ha lavorato benissimo.</em></p>
<p><strong>In un&#8217;intervista di qualche giorno fa, Selvaggia ha dichiarato che lei ha dovuto lottare per tenerla. È così?</strong></p>
<p><em>La Rai mi ha sempre lasciato grande libertà. Soprattutto in passato ci sono state delle resistenze, ma alla fine mi hanno permesso di fare le scelte che ritenevo migliori per il programma.</em></p>
<p><strong>Il cast è molto forte quest&#8217;anno. È diventato più difficile mettere insieme i vari nomi? Gli spoiler di questa estate quanto hanno reso complicato il lavoro?</strong></p>
<p><em>È difficile perché, dopo tanti anni, abbiamo avuto moltissimi concorrenti prestigiosi e interessanti, e in giro non ce ne sono poi così tanti. Quest’anno abbiamo fatto un miracolo: forse è il miglior cast di sempre. Gli spoiler fanno parte del gioco: qualche volta ci prendono, altre meno, ma alimentano l’interesse.</em></p>
<p><strong>Ballando con le Stelle ha traslocato in uno studio nuovo dedicato a Pippo Baudo. Qual è l&#8217;insegnamento più importante che Pippo le ha trasmesso?</strong></p>
<p><em>La professionalità, il rigore e lo sguardo rivolto verso il futuro e verso i talenti.</em></p>
<p><strong>Tra i vari concorrenti che sono passati a Ballando con le Stelle e che sono diventati nazionalpopolari c&#8217;è anche Alessandra Mussolini, ora opinionista a Uomini e Donne. Se lo sarebbe mai aspettato questo exploit televisivo?</strong></p>
<p><em>Certo! Non a caso l’ho voluta a Ballando con le Stelle e poi a Il Cantante Mascherato diversi anni fa. Lei è un talento e lo sta dimostrando.</em></p>
<p><strong>Tra i tanti progetti c&#8217;è anche il ritorno di Canzonissima. E invece Sanremo? Le piacerebbe tornare a condurlo?</strong></p>
<p><em>Abbiamo già cominciato a lavorare a Canzonissima. Sanremo è nelle ottime mani di Stefano De Martino; io ho avuto l’onore di accompagnare il grande Pippo in un’edizione storica, e tra Ballando e Canzonissima non ne avrei neanche il tempo.</em></p>
<p><strong>A proposito di corteggiamenti, Stefano De Martino lo ha &#8220;corteggiato&#8221; come ballerino per una notte?</strong></p>
<p><em>Sì, una volta è venuto per fare una sorpresa a una ragazza legata al mondo di Telethon. Ora credo che abbia diverse cose da fare, ma prima o poi tornerà.</em></p>
<p><strong>C&#8217;è un programma che rifarebbe?</strong></p>
<p><em>Ballando con le Stelle e Canzonissima&#8230; non vi sembrano abbastanza? Comunque rifarei sia Il Cantante Mascherato che Sognando Ballando, che negli Stati Uniti sta avendo un grande successo.</em></p>
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		<title>Maschi Veri 2, intervista a Laura Adriani, Thony, Sarah Felberbaum e Alice Lupparelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 13:24:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Maschi Veri" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1536x865.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-2048x1153.jpg 2048w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-746x420.jpg 746w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />A partire dal 7 ottobre torna su Netflix la seconda stagione di Maschi Veri (adattamento della serie spagnola Machos Alfa, diretta da Matteo Oleotto e Milena Cocozza). Ritroviamo i quattro protagonisti — Maurizio Lastrico (Mattia), Matteo Martari (Massimo), Francesco Montanari (Riccardo) e Pietro Sermonti (Luigi) — intenti a destrutturare la mascolinità tossica e a confrontarsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Maschi Veri" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1536x865.jpg 1536w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-2048x1153.jpg 2048w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Adriani-Thony-Felberbaum-e-Lupparelli-746x420.jpg 746w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>A partire<strong> dal 7 ottobre</strong> torna su Netflix la <strong>seconda stagione</strong> di<strong> Maschi Veri</strong> (adattamento della serie spagnola Machos Alfa, diretta da Matteo Oleotto e Milena Cocozza). Ritroviamo i quattro protagonisti — Maurizio Lastrico (Mattia), Matteo Martari (Massimo), Francesco Montanari (Riccardo) e Pietro Sermonti (Luigi) — intenti a destrutturare la mascolinità tossica e a confrontarsi con sfide quotidiane tra dinamiche familiari, instabilità sentimentali e parità di genere sul posto di lavoro. Se il percorso teorico affrontato nella prima stagione li ha messi di fronte ai propri limiti, la pratica quotidiana richiede ora nuove consapevolezze, con il supporto incrollabile dell&#8217;amicizia (e delle immancabili partite a padel) a far da bussola. Al loro fianco tornano le protagoniste femminili della storia: Thony (Tiziana), Sarah Felberbaum (Ilenia), Laura Adriani (Daniela) e Alice Lupparelli (Emma). Figure sfaccettate e complesse che, pur mostrando le proprie fragilità, dimostrano una sempre maggiore determinazione nel rivendicare il proprio ruolo e le proprie scelte.</p>
<h2>Maschi Veri 2, intervista esclusiva a Laura Adriani, Thony, Sarah Felberbaum e Alice Lupparelli</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo<strong> video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Laura Adriani, Thony, Sarah Felberbaum e Alice Lupparelli</strong> per approfondire le novità dei loro ruoli, il divario retributivo di genere e le pressioni legate alla maternità. In merito ai cambiamenti e ai nuovi orizzonti dei rispettivi ruoli, le attrici hanno anticipato importanti novità.</p>
<p>Thony ha descritto così il percorso del suo <strong>personaggio</strong>:<em> &#8220;Il mio ruolo attraversa una trasformazione profonda, considerando quanto sia ben delineato e caratteristico. Rispetto alle puntate precedenti si trova a gestire uno scenario del tutto inedito: dopo aver rotto i vecchi equilibri familiari, riscopre una grande intesa di coppia, tanto da trovarsi ad affrontare la sua terza gravidanza&#8221;. </em>Laura Adriani si è espressa sulle sfide di Daniela: <em>&#8220;Inizialmente Daniela ricade nei medesimi schemi del passato: è legata sentimentalmente e avverte il bisogno costante di una figura maschile al suo fianco, mostrando la sua continuità con quanto visto prima. Tuttavia, occorre darle fiducia per il seguito&#8221;. </em></p>
<p>Sarah Felberbaum ha raccontato la maturazione di Ilenia:<em> &#8220;Ilenia prosegue dritta per la sua strada, ma verso metà stagione entra in crisi perché messa di fronte a decisioni fondamentali. Questo snodo le permette di comprendere cosa desidera realmente, portandola a vivere le situazioni con maggiore leggerezza e a prendersi meno sul serio&#8221;. </em></p>
<p>Alice Lupparelli ha infine spiegato le dinamiche di Emma: <em>&#8220;Emma abbandona in parte il ruolo di simbolo della Generazione Z. Vivrà dei momenti di incertezza personale che la porteranno a mettersi profondamente in discussione alla ricerca della propria identità&#8221;.</em></p>
<p>Affrontando il tema del <strong>gender gap</strong> e delle <strong>differenze di guadagno tra colleghi</strong>, le protagoniste hanno condiviso riflessioni dirette sul settore e sulla narrazione della serie.</p>
<p>Laura Adriani ha analizzato la questione sottolineando l&#8217;importanza delle scelte individuali: <em>&#8220;È una realtà ricorrente, ma non dipende esclusivamente dalla disparità di genere. Spesso non siamo a conoscenza dei compensi altrui, anche se mi è stato riferito che, a parità di notorietà, un attore può percepire un ingaggio superiore in virtù di un presunto maggiore richiamo sul pubblico. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di pretendere quanto ritengo sia equo per la mia prestazione e, qualora la proposta non soddisfi le mie aspettative, preferisco rifiutare&#8221;. </em></p>
<p>Sarah Felberbaum si è soffermata sia sulla professione sia sul messaggio veicolato nella sceneggiatura: <em>&#8220;Non conosco la cifra esatta percepita dai miei colleghi uomini, ma sono convinta che sia più alta. La mia priorità resta comunque quella di ottenere una retribuzione commisurata al mio lavoro. Ci tengo a evidenziare che nella serie l&#8217;aspetto economico non viene impiegato come strumento di prevaricazione nei confronti dei partner: l&#8217;indipendenza finanziaria femminile o il guadagnare di più significa poter sostenere l&#8217;altro e garantirgli libertà, senza per questo privarlo di importanza o intaccarne la mascolinità&#8221;.</em></p>
<p>Sulla gestione delle aspettative esterne e del <strong>desiderio di diventare madri</strong>, le opinioni del cast hanno evidenziato sfumature personali e generazionali.</p>
<p>Laura Adriani ha affrontato il tema della fertilità e delle scelte personali: <em>&#8220;Più che dalla pressione della società, mi sento condizionata dai limiti biologici della maternità. Al momento non ho un compagno e non desidero figli; per questo ho scelto di percorrere la strada del congelamento degli ovuli, una possibilità che all&#8217;inizio rifiutavo nettamente. Questa decisione mi ha donato una grande tranquillità interiore, liberandomi dall&#8217;ansia di cercare a tutti i costi un partner e lasciando aperta la porta a una futura maternità da single&#8221;. </em></p>
<p>Sarah Felberbaum ha contestualizzato la normalizzazione di differenti percorsi di vita: <em>&#8220;Oggi la scelta di non avere figli è molto più diffusa e accettata rispetto al passato. Basti pensare che all&#8217;interno di questo set sono l&#8217;unica ad essere madre&#8221;. </em></p>
<p>Thony ha riflettuto sull&#8217;impatto dell&#8217;età anagrafica: <em>&#8220;Sento una certa pressione legata prevalentemente al passare del tempo, ma non mi lascio influenzare dal giudizio sociale. Piuttosto, è un argomento che mi ha portato a fare riflessioni intime ed interiori&#8221;. </em></p>
<p>Alice Lupparelli ha concluso condividendo la propria prospettiva generazionale: <em>&#8220;Notare che diverse mie coetanee stanno mettendo su famiglia mi fa un certo effetto. Avere un figlio resta senz&#8217;altro un desiderio per il futuro, ma attualmente non ne avverto la pressione&#8221;. </em></p>
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		<title>&#8220;I casi di Teresa Battaglia &#8211; Figlia della cenere&#8221;, intervista esclusiva a Giuseppe Spata: &#8220;Massimo mostrerà le sue fragilità. Violenza di genere? Parlarne non basta più, il sistema patriarcale è intatto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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<p>La narrazione si riallaccia agli eventi precedenti a cinque mesi di distanza dai fatti di &#8220;Ninfa Dormiente&#8221;. Al fianco della protagonista tornano i fidati collaboratori Massimo Marini (interpretato da Giuseppe Spata) e Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi). La vicenda prende il via con una scoperta agghiacciante: un cadavere che presenta la mutilazione post-mortem delle falangi e lo sfondamento del torace. Questo macabro delitto si rivela presto il primo di una catena di omicidi firmati da un unico spietato serial killer. Analizzando la logica dell&#8217;assassino, Teresa intuisce che le vittime condividevano un legame invisibile: ognuna celava un&#8217;oscura colpa per la quale il killer ha deciso di condannarle a morte. Come se non bastasse, la vita privata di Teresa viene scossa dalla riapparizione di Sebastiano (Maurizio Donadoni), l&#8217;ex coniuge violento tornato a Udine, il quale la ritiene ingiustamente responsabile di una serie di intimidazioni indirizzate a lui ed alla sua nuova partner.</p>
<h2>&#8220;I casi di Teresa Battaglia &#8211; Figlia della cenere&#8221;, intervista esclusiva a Giuseppe Spata</h2>
<p>In occasione dell&#8217;uscita della serie, noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Giuseppe Spata</strong>, che ci ha raccontato l&#8217;evoluzione del suo personaggio, il lavoro sul set ed il suo punto di vista su temi sociali di stretta attualità. Sul suo personaggio ha dichiarato: <em>&#8220;Nel corso della passata stagione sono venute a galla diverse insicurezze, timori e ferite profonde del mio personaggio. Massimo ha preso delle decisioni importanti e categoriche, e in queste nuove puntate si ritrova nella condizione di doverle portare avanti a tutti i costi. Nella quotidianità si tende spesso a mostrare un&#8217;apparente fermezza per nascondere il fatto di non avere il controllo della situazione o di brancolare nel buio: è un filtro sociale che ognuno di noi adotta, anche in modo inconsapevole, e che appartiene pure a Massimo. Tuttavia, nel rapporto con Teresa, questo scudo difensivo finisce per incrinarsi, lasciando emergere liberamente tutti i suoi punti deboli e le sue inquietudini&#8221;. </em>Sulla somiglianza con Massimo ha ammesso<em>: &#8220;Sarei davvero felice di possedere lo stesso carattere di Marini, una figura capace di rimanere salda anche nelle circostanze più scomode e complesse, senza mai cedere alla tentazione di fuggire. Non sono del tutto sicuro che nella vita reale saprei dimostrare un analogo livello di coraggio.&#8221;</em></p>
<p>Ancora una volta Giuseppe si è trovato a lavorare al fianco di <strong>Elena Sofia Ricci</strong> sul set: <em>&#8220;È stato un percorso d&#8217;insegnamento straordinario. Fin dai primi passi di questa avventura, osservare il suo modo di lavorare e di muoversi sul set con grande naturalezza ha rappresentato e continua a rappresentare un&#8217;opportunità eccezionale di crescita personale ed artistica. Si è instaurata tra noi una bellissima intesa umana che si riflette positivamente anche nella resa professionale.&#8221;</em></p>
<p>La terza stagione affronta il tema della <strong>violenza domestica</strong>. A tal proposito, l&#8217;attore ha fatto una riflessione importante:<em> &#8220;Credo sia fondamentale che un prodotto televisivo spinga il pubblico a interrogarsi su certe tematiche. Al giorno d&#8217;oggi abbiamo imparato a curare la forma e il linguaggio che utilizziamo, eppure le strutture del sistema patriarcale sono rimaste del tutto inalterate. Ogni volta che accendo la TV e apprendo di un nuovo fatto di cronaca mi rendo conto che il confine dell&#8217;orrore si sposta sempre più in là: per questa ragione parlarne non è più sufficiente, servono azioni concrete partendo dalle scuole attraverso percorsi dedicati all&#8217;educazione affettiva e sessuale&#8221;. </em></p>
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		<title>Maschi Veri 2, intervista a Francesco Montanari, Maurizio Lastrico, Matteo Martari e Pietro Sermonti </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="MaschiVeri" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2025/05/MaschiVeri.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Ritorna su Netflix, a partire <strong>dal 7 ottobre</strong> (e disponibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite l&#8217;app su Now Smart Stick), la <strong>seconda stagione</strong> di <strong>Maschi Veri</strong>, la serie comedy con protagonisti Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari e Pietro Sermonti. Nei panni dei rispettivi personaggi — Mattia, Massimo, Riccardo e Luigi — i quattro si ritrovano a fare i conti con un percorso di crescita e affrancamento dai retaggi della mascolinità tossica. La ricerca di un solido equilibrio nelle relazioni di coppia e nei ruoli affettivi resta però un traguardo complesso, continuamente messo a dura prova da stravolgimenti personali e cambi di prospettiva.</p>
<p>Rispetto al finale della prima stagione, le dinamiche di coppia si presentano totalmente ribaltate. Tra la costante sensazione di essere inadeguati e le nuove sfide quotidiane, a fare da collante sarà proprio il profondo legame d&#8217;amicizia che li unisce, guidandoli verso una maturazione autentica, in linea con il filo conduttore dei nuovi episodi: &#8220;maschi si nasce, uomini si diventa&#8221;. Il cast girato a Roma si arricchisce quest&#8217;anno di importanti ingressi: Carolina Crescentini (Simona), Silvia D&#8217;Amico (Paola), Alessio Boni (Giordano), Giancarlo Commare (Augusto) e Ilenia Pastorelli (Tecla).</p>
<h2>Maschi Veri 2, intervista esclusiva a Francesco Montanari, Maurizio Lastrico, Matteo Martari e Pietro Sermonti</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Francesco Montanari,</strong> <strong>Maurizio Lastrico, Matteo Martari e Pietro Sermonti</strong> per farci raccontare l&#8217;evoluzione dei protagonisti, addentrandoci nei temi chiave della serie: dal rapporto con l&#8217;educazione dei figli alle aspettative sociali sulla paternità.</p>
<p>Pietro Sermonti si è soffermato sul valore pedagogico di un passaggio chiave che coinvolge il suo personaggio, toccando un tema d&#8217;attualità delicato, quello della <strong>pornografia</strong>:</p>
<p><em>&#8220;Il modo in cui Luigi spiega la pornografia al figlio rappresenta una delle sequenze di cui vado più fiero. Si tratta di un argomento cruciale e rilevante, su cui so che diversi Paesi stanno provando a legiferare. </em></p>
<p><em>Personalmente sono cresciuto con la convinzione che sia &#8216;vietato vietare&#8217;: non affiderei mai l&#8217;auto a un undicenne, ma preferisco che acquisisca consapevolezza di ciò che lo circonda. Parlando con diversi psicologi è emerso come i giovani abbiano vissuto, specialmente durante il periodo del Covid, una sorta di castrazione e chiusura interiore. Credo che tutti noi dovremmo interrogarci su questo. Un ragazzo di sedici anni trova sempre il modo di aggirare i divieti, per questo ritengo serva lungimiranza: per quale motivo dovremmo delegare l&#8217;educazione dei nostri figli a persone che ne ricavano un profitto?&#8221;.</em></p>
<p>Riguardo al tema della <strong>paternità</strong> e all&#8217;impatto delle aspettative sociali, i protagonisti hanno condiviso visioni molto personali. Per quanto riguarda il proprio percorso, <strong>Matteo Martari</strong> ha spiegato:</p>
<p><em>&#8220;Mi sono gestito la cosa diversamente, ma non la considero una zavorra. Le dinamiche sono andate come dovevano andare. Non escludo che un domani possa accadere, ma se finora non è successo non sento la necessità di dover dimostrare nulla alla collettività. La mia serenità interiore e il mio equilibrio personale non dipendono dal dover dare prove alla società&#8221;. </em></p>
<p><strong>Maurizio Lastrico</strong> ha sottolineato il condizionamento generato dal giudizio esterno:</p>
<p><em> &#8220;L&#8217;effetto principale della pressione sociale è stato semmai quello di farmi interrogare ancora di più su questa scelta, portandomi a valutare con maggiore attenzione se fossi realmente pronto e in grado di fare il padre. Non avverto l&#8217;esigenza di avere un figlio al solo scopo di ottenere un riconoscimento formale di maturità o realizzazione personale&#8221;.</em></p>
<p>Sulle paure legate al contesto contemporaneo si è espresso <strong>Francesco Montanari</strong>:</p>
<p><em>&#8220;Mi interrogo spesso su questo argomento, ma non per conformismo o per adeguarmi a un dovere sociale. La mia preoccupazione deriva piuttosto dal contesto storico e sociale in cui viviamo: l&#8217;idea che un figlio debba confrontarsi con dinamiche sconcertanti e con la violenza quotidiana mi spaventa. È un tema di cui discuto con mia moglie, anche se poi, nell&#8217;effettivo, subentrano principalmente dei timori primordiali&#8221;.</em></p>
<p>Infine, <strong>Pietro Sermonti</strong> ha chiosato sul suo vissuto personale nei confronti del diventare padre: <em>&#8220;Non avverto alcuna pressione dall&#8217;esterno, se c&#8217;è un segno è semmai quello rimasto per non aver compiuto questo passo. Pur non avendo figli, considero l&#8217;esperienza genitoriale come un vero e proprio &#8216;big bang'&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;I casi di Teresa Battaglia &#8211; Figlia della cenere&#8221;, intervista a Elena Sofia Ricci: &#8220;Teresa Battaglia sarà più rabbiosa. La violenza sulle donne si combatte educando anche le famiglie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="464" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-1024x682.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Elena Sofia Ricci" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-300x200.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-768x512.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-696x464.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-630x420.jpg 630w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />In vista dell&#8217;esordio di &#8220;I casi di Teresa Battaglia &#8211; Figlia della cenere&#8221;, terzo capitolo della serie di Rai 1 basato sulle opere letterarie firmate da Ilaria Tuti, noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Elena Sofia Ricci, ritornata ad indossare i panni dell&#8217;iconica e complessa profiler Teresa Battaglia. La fiction, con la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="464" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-1024x682.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Elena Sofia Ricci" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-300x200.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-768x512.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-696x464.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-1068x712.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1-630x420.jpg 630w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Elena-Sofia-Ricci-Giuseppe-Spata-e-Gianluca-Gobbi-DSCF7492-1.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In vista dell&#8217;esordio di <strong>&#8220;I casi di Teresa Battaglia &#8211; Figlia della cenere&#8221;</strong>, terzo capitolo della serie di Rai 1 basato sulle opere letterarie firmate da Ilaria Tuti, noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Elena Sofia Ricci</strong>, ritornata ad indossare i panni dell&#8217;iconica e complessa profiler Teresa Battaglia. La fiction, con la regia firmata da Kiko Rosati e realizzata grazie alla sinergia tra Rai Fiction e Publispei, prenderà il via lunedì <strong>12 ottobre</strong> in prima serata con quattro appuntamenti (otto puntate complessive), preceduta da un&#8217;anteprima streaming sulla piattaforma RaiPlay il 10 ottobre. La narrazione riparte a soli cinque mesi di distanza dagli eventi narrati nel precedente capitolo, &#8220;Ninfa dormiente&#8221;: l&#8217;investigatrice ed i collaboratori storici Massimo Marini (Giuseppe Spata) e Giacomo Parisi (Gianluca Gobbi) saranno chiamati a risolvere le azioni di un assassino seriale spietato che prende di mira individui custodi di torbidi segreti. Parallelamente, sul piano privato si riaccendono le tensioni: l&#8217;ex coniuge Sebastiano (Maurizio Donadoni) addossa a Teresa la colpa delle intimidazioni rivolte a lui ed alla nuova compagna. Completano la compagine artistica Sara Drago e Fausto Maria Sciarappa.</p>
<h2>&#8220;I casi di Teresa Battaglia &#8211; Figlia della cenere&#8221;, intervista esclusiva a Elena Sofia Ricci</h2>
<p>In merito all&#8217;<strong>evoluzione di Teresa Battaglia</strong> e alle sfide della terza stagione, l&#8217;attrice ha svelato: <em>&#8220;Ritroveremo una Teresa non drammaticamente peggiorata sul piano fisico rispetto alle passate stagioni, dato che dalla prima alla seconda serie sono trascorsi soltanto un paio d&#8217;anni al massimo. L&#8217;avanzare della malattia non è così marcato, mentre è cresciuta enormemente in lei la lucida consapevolezza dell&#8217;inevitabilità di questo declino. </em></p>
<p><em>Assisteremo a una Teresa visibilmente più rabbiosa, costretta in certi momenti a reprimere persino l&#8217;insorgere di sentimenti del tutto inediti, venendo messa a dura prova da svariate situazioni. In più, il suo vissuto riaffiorerà con violenza, riaprendo piaghe profonde che non si sono mai cicatrizzate e che hanno plasmato il suo carattere duro e spigoloso. Un&#8217;indole che tuttavia affascina il pubblico perché autentica e priva di condizionamenti, tratto che rimarrà intatto. Sarà intenso scoprire i tanti modi in cui mostrerà il suo modo di amare: si tende a considerare l&#8217;amore come un sentimento unico e immutabile, mentre si declina in infinite forme. C&#8217;è l&#8217;affetto protettivo per Marini, vissuto quasi come un figlio, l&#8217;eventualità di un nuovo legame affettivo che si affaccia nella sua vita, fino alla contorta attrazione per la psicologia dei criminali seriali, visto che stavolta rimarrà particolarmente colpita dalla mente del nuovo assassino&#8221;. </em></p>
<p>L&#8217;attrice ha poi spiegato quale <strong>insegnamento</strong> le ha dato in questi anni il personaggio di Teresa Battaglia:<em> &#8220;Teresa mi ha trasmesso una maggiore spinta verso la libertà, insegnandomi a trovare la determinazione necessaria per esprimere pensieri ed emozioni senza filtri, agendo a volte con fermezza laddove un tempo ero fin troppo condizionata dal giudizio altrui. Attraverso questo ruolo, passo dopo passo, ho maturato una sicurezza nuova nell&#8217;affermare la mia indipendenza.&#8221;</em></p>
<p>Una stagione che affronta il tema della <strong>violenza domestica</strong>: <em>&#8220;Si tratta di un argomento a cui sono legata nel profondo, avendo vissuto sulla mia pelle un&#8217;esperienza di abuso all&#8217;età di 12 anni. Le prevaricazioni non coincidono unicamente con il femminicidio: esistono soprusi psicologici, verbali ed economici, un insieme di condotte violente tutte ugualmente intollerabili. </em></p>
<p><em>Si tratta di una causa per cui è indispensabile battersi ogni giorno: sono felice ed orgogliosa di collaborare con l&#8217;associazione &#8216;Una nessuna Centomila&#8217; ed essere costantemente in prima linea, poiché avendolo provato direttamente in molteplici aspetti, non smetterò mai di promuovere una cultura basata sul rispetto.</em></p>
<p><em> La scuola ricopre un ruolo decisivo, ma il lavoro deve coinvolgere primariamente il nucleo familiare, dal momento che i comportamenti violenti nascono quasi sempre in ambienti domestici in cui la prevaricazione è di casa. Mi ha colpita la vicenda di quella donna che ha denunciato il marito violento solo dopo tre decenni, proprio nel momento in cui il figlio è stato arrestato per femminicidio: quel giovane è cresciuto considerando la violenza un fatto ordinario. Non si può pretendere che le famiglie educhino al rispetto se al loro interno il maltrattamento è la norma. Sarebbe indispensabile avviare percorsi formativi condivisi sia per i giovani che per i genitori.&#8221;</em></p>
<p>Tra i prossimi impegni c&#8217;è anche <strong>&#8220;Che Dio ci aiuti&#8221;</strong>: <em>&#8220;Non potevo certo tirarmene fuori, era un dovere tornare ad infastidire la Chillemi! Sono tornata a trovarla sul set, davvero non ho saputo resistere&#8221;</em>, ha dichiarato l&#8217;attrice ai nostri microfoni.</p>
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		<title>&#8220;Estranei&#8221;, intervista esclusiva al regista Cosimo Alemà, Ricky Memphis e Marco Cocci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="estranei rai 2" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/estranei-rai-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Al via <strong>dal 9 ottobre</strong>, in <strong>prima serata</strong> su <strong>Rai 2</strong> e in streaming su RaiPlay, la nuova serie crime <strong>“Estranei”,</strong> firmata dalla regia di Cosimo Alemà. La storia è ambientata a Correggio, nel cuore del Reggiano, dove risiede una delle comunità sikh più vaste d&#8217;Italia. Il racconto prende il via dalla misteriosa scomparsa di due giovani innamorati appartenenti alle due differenti realtà del paese, quella italiana e quella sikh: un evento drammatico che incrina i fragili equilibri locali e rischia di far esplodere le tensioni sopite. Attraverso la struttura di un avvincente giallo di finzione, la serie indaga le dinamiche di convivenza, i rapporti familiari, il confronto culturale e l&#8217;integrazione nella provincia italiana, arricchendosi anche di dialoghi recitati direttamente in lingua punjabi. A guidare le indagini troviamo la carabiniera negoziatrice Laura Macchi, interpretata da Elena Radonicich, che da Trieste fa ritorno a Correggio per accudire il padre malato. Nel cast principale figurano anche Ricky Memphis, nei panni del maresciallo dei Carabinieri, e Marco Cocci, in quelli del titolare di una grande azienda agricola locale che dà lavoro sia a cittadini italiani che sikh.</p>
<h2>&#8220;Estranei&#8221;, intervista esclusiva a Ricky Memphis e Marco Cocci</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> il regista <strong>Cosimo Alemà</strong> <strong>Ricky Memphis e Marco Cocci</strong>, che ci hanno raccontato i retroscena dei loro personaggi e l&#8217;esperienza vissuta sul set. Sul carattere dei rispettivi ruoli, Ricky Memphis (Mario Ferrari) ci ha raccontato:</p>
<p><em>&#8220;Del mio personaggio mi ha colpito soprattutto la determinazione nel portare avanti i propri obiettivi a qualsiasi costo. Interpretarlo è stato un po&#8217; diverso dal solito, perché è una persona tutta d&#8217;un pezzo, uno che sa perfettamente quello che vuole e non ammette alcun tipo di ostacolo lungo il suo cammino. In questo è davvero molto lontano da come sono fatto io&#8221;. </em></p>
<p>Marco Cocci ha invece descritto l&#8217;evoluzione del suo personaggio all&#8217;interno della vicenda: <em>&#8220;A me ha colpito molto il suo percorso all&#8217;interno della storia. Parte da una posizione decisamente negativa e pian piano riesce ad arrivare a una dimensione più positiva. Non è che diventi l&#8217;uomo migliore della terra, però capisce quali sono le reali problematiche, il vero scopo di tutto, e cerca di mettersi a disposizione guardando le cose con un occhio diverso rispetto all&#8217;inizio. Interpretarlo è stato divertente e molto interessante&#8221;.  </em></p>
<p>Interpellati sul tema centrale della serie, ovvero se<strong> l&#8217;integrazione e la convivenza tra culture diverse siano ancora un&#8217;utopia</strong>, Marco Cocci ha sottolineato: <em>&#8220;La dimostrazione che la coesione tra culture diverse e l&#8217;integrazione nel nostro Paese non siano un&#8217;utopia sta proprio in quello che raccontiamo: una realtà che da decenni si concretizza nella Bassa Padana, dove le comunità vivono nel pieno rispetto reciproco e spesso partecipano a progetti comuni. Il racconto di Estranei dimostra che l&#8217;integrazione è qualcosa di molto reale e già riuscito, che dovrebbe essere preso da esempio&#8221;. </em></p>
<p>Una visione condivisa anche da Ricky Memphis: <em>&#8220;È la stessa cosa: è chiaro che non è un&#8217;utopia. La realtà della Bassa Padana dimostra che c&#8217;è una comunità profondamente integrata da tantissimi anni. E se è avvenuto lì, può succedere ovunque&#8221;.</em> Infine, raccontando cosa gli sia rimasto di questa <strong>esperienza sul set</strong>, Memphis ha concluso: <em>&#8220;Mi porto dietro tanto divertimento, la conoscenza di questi luoghi e di questa realtà dei sikh e dell&#8217;integrazione. E poi il piacere di aver girato con colleghi e con un regista molto simpatici, che per me è la cosa principale: a noi piace trovarci bene a livello umano. A livello più serio, ti porti dentro la conoscenza di una storia e di una realtà che non conoscevo&#8221;. </em></p>
<p>Il regista Cosimo Alemà ha parlato così del <strong>lavoro sul set</strong>: <em>&#8220;Si tratta di un crime classico ma con elementi un po&#8217; nuovi per la serialità italiana. Si parla di integrazione evidenziandone gli aspetti di contemporaneità. Ci sono personaggi molto sfaccettati che sono un elemento di forza e modernità del racconto. C&#8217;è stato un grande lavoro di scoperta fatto durante lo studio a partire dal territorio: ho cercato di riportare tutte le sensazioni scoperte in questa Pianura Padana, la cosiddetta &#8220;bassa&#8221;.  Abbiamo fatto uno street casting con Sikh del luogo che in alcuni casi non avevano mai recitato prima, provando a coglierne sfumature e visioni. Ho voluto sfruttare i colori degli indiani, vivaci e nuovi per il nostro panorama seriale&#8221;. </em></p>
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		<title>Ballando con le Stelle, intervista esclusiva a Pasquale La Rocca: &#8220;Con Ornella Muti c&#8217;è grande intesa. Dispiaciuto per l&#8217;addio di Selvaggia, spero che Barbara D&#8217;Urso sia clemente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Bertollini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 15:35:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le interviste in esclusiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="397" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-1024x584.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pasquale La Rocca" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-1024x584.webp 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-300x171.webp 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-768x438.webp 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-696x397.webp 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-1068x609.webp 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-737x420.webp 737w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca.webp 1217w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Alla vigilia della prima puntata della nuova edizione di Ballando con le Stelle, Pasquale La Rocca si racconta a cuore aperto. In coppia quest&#8217;anno con un&#8217;icona del cinema italiano come Ornella Muti, il ballerino professionista rivela l&#8217;emozione delle prime prove, il suo legame con il programma e il parere sui recenti cambiamenti nella giuria, dall&#8217;addio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="397" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-1024x584.webp" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pasquale La Rocca" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-1024x584.webp 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-300x171.webp 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-768x438.webp 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-696x397.webp 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-1068x609.webp 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca-737x420.webp 737w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/10/Pasquale-La-Rocca.webp 1217w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Alla vigilia della prima puntata della nuova edizione di <strong>Ballando con le Stelle</strong>, Pasquale La Rocca si racconta a cuore aperto. In coppia quest&#8217;anno con un&#8217;icona del cinema italiano come Ornella Muti, il ballerino professionista rivela l&#8217;emozione delle prime prove, il suo legame con il programma e il parere sui recenti cambiamenti nella giuria, dall&#8217;addio di Selvaggia Lucarelli all&#8217;arrivo di Barbara d&#8217;Urso.</p>
<h2>Ballando con le Stelle, intervista esclusiva a Pasquale La Rocca</h2>
<p>Noi di SuperGuida TV abbiamo <strong>video intervistato</strong> in <strong>esclusiva</strong> <strong>Pasquale La Rocca</strong>, ballerino professionista di Ballando con le Stelle, al via da stasera 3 ottobre in prima serata su Rai 1. Un debutto carico di emozioni e di grande responsabilità, arrivato al termine di intense giornate di sala prove in cui non sono mancate le sfide, ma anche la tanta voglia di mettersi in gioco. Ai nostri microfoni, La Rocca ha raccontato l&#8217;impatto con l&#8217;attrice, il punto di vista sui clamorosi stravolgimenti in giuria – con il saluto di Selvaggia Lucarelli e l&#8217;ingresso di Barbara d&#8217;Urso – e il suo personale legame con la trasmissione. Accompagnare in pista una stella del calibro di Ornella Muti è un&#8217;eredità importante, e Pasquale non nasconde l&#8217;emozione per questa nuova avventura: <em>&#8220;Guarda, sono davvero emozionato, è un grande onore accompagnare un&#8217;icona come Ornella Muti per il nostro paese. Lei è una donna straordinaria, una donna che, con tante fragilità, anche insicurezze, è impaurita tantissimo per questa prima puntata, ma piano piano ci stiamo lavorando e non vedo l&#8217;ora per sabato, insomma, per debuttare su questa pista&#8221;. </em></p>
<p>L&#8217;intesa tra i due è nata fin dal primissimo minuto. Ricordando il loro <strong>primo incontro in sala da ballo</strong>, il professionista ha speso parole di grande ammirazione per la sensualità e il fascino innato della sua compagna di viaggio: <em>&#8220;Ecco, quando l&#8217;ho conosciuta mi ha colpito la sua energia, il suo andamento così gattesco, lo chiamerei, così lento, così&#8230; Lei è un&#8217;icona di sensualità e sexy, quindi sì, farebbe sciogliere qualsiasi uomo, credo&#8221;. </em></p>
<p>Questa nuova edizione di Ballando con le Stelle porta con sé una vera e propria rivoluzione al tavolo dei giudici. A far discutere è stato <strong>l&#8217;addio di Selvaggia Lucarelli,</strong> volto storico del programma, e il contestuale arrivo di Barbara d&#8217;Urso, che lo scorso anno ha condiviso la pista proprio con Pasquale nei panni di concorrente. Sull&#8217;uscita di scena della giornalista, La Rocca ha speso parole di grande stima e gratitudine:<em> &#8220;Ecco, l&#8217;addio di Selvaggia mi piacerebbe dire che mi dispiace tantissimo, lei è stata un grande punto di riferimento per me, ha aggiunto grande valore al mio percorso qui a Ballando con le Stelle. Lei è una donna che stimo tanto e che le auguro tutto il meglio, è un grande in bocca al lupo per qualsiasi cosa che farà&#8221;. </em></p>
<p>Il ballerino ha poi commentato con entusiasmo il nuovo ruolo di Barbara d&#8217;Urso, augurandosi però un occhio di riguardo nelle valutazioni: <em>&#8220;Con lei ho avuto l&#8217;onore di vivere un percorso davvero speciale su questa pista, quindi sono felice per lei. Spero che lei si possa divertire, che non sarà così cattiva con me, ma sono felice di vederla lì, quindi non vedo l&#8217;ora&#8221;. </em></p>
<p>In passato, Pasquale La Rocca aveva fatto cenno alla possibilità di <strong>lasciare il programma</strong> per dedicarsi a nuovi progetti professionali. Sollecitato su quelle vecchie dichiarazioni, il maestro di ballo ci ha tenuto a chiarire la sua posizione, spiegando cosa lo spinga ogni volta a tornare sul palco di Rai 1:<em> &#8220;Allora, questa cosa ho provato a chiarirla già in passato, nel senso che il mio addio era vero, non era un qualcosa di studiato, strategico. Io arrivo da altre sette edizioni, questa è la mia ottava, quindi è un percorso che inizia tanto tempo fa e adesso più che mai cerco di guardare altrove nella mia vita, guardo avanti, guardo nuove opportunità, quindi se dovesse finire quest&#8217;anno è comprensibile ed è un qualcosa che non dovrebbe sorprendere neanche a me stesso, nessuno. È iniziato due anni fa, sì, poi sono ritornato, l&#8217;avevo spiegato, poi quando Milly ti chiede di ritornare devo dire che fai sempre fatica a dire di no, quindi sono qui e sono felice e orgoglioso di esserci&#8221;. </em></p>
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