Il film da vedere stasera, 7 febbraio – Il discorso de Re

Il discorso del Re – Locandina

Buongiorno amici! Film da Oscar questa sera, su Canale 5: non perdete Il discorso del Re (2010) del regista Tom Hooper (Il maledetto United, Les Misérables), con il premio Oscar Colin Firth, il premio Oscar Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Guy Pearce.

Trama del film:

Nel 1925 il principe Albert (Colin Firth), Duca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura allo stadio di Wembley di Londra. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio per il Principe e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti allo stadio.

Solo con la moglie Elizabeth (Helena Bonham Carter) e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II), ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. La Duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue (Geoffrey Rush), terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio.

Presentandosi sotto falso nome, la duchessa chiede di poter sottoporre il marito al metodo messo a punto da Logue. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue – appassionato delle opere di Shakespeare – gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell’Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume.

Il Principe, spazientito, interrompe anzitempo la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco – in cui scopre inaspettatamente di aver declamato il brano dell’Amleto in modo fluente – il Principe accetta di sottoporsi alla terapia.

Alla morte di Giorgio V, il principe di Galles (Guy Pearce) sale al trono come re Edoardo VIII. La condotta del nuovo Re alimenta però grandi riserve: egli è intenzionato a sposare una statunitense già due volte divorziata. Albert mette in guardia il fratello: in quanto re e capo della Chiesa del Regno Unito non gli sarà concesso sposare una donna divorziata.

Come previsto, per amore della sua futura moglie, re Edoardo abdica in favore del fratello, che viene designato Re con il nome di Giorgio VI. In qualità di sovrano di un grande impero, ora Albert non può più sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico…

Alcune curiosità sul film

  • Il film ricostruisce in maniera abbastanza fedele il rapporto che si instaurò tra il futuro Re Giorgio VI e il logopedista Lionel Logue che lo ebbe in cura.
  • Il film ha vinto il premio del pubblico al Toronto International Film Festival, 5 British Independent Film Awards 2010, ha ottenuto 7 candidature ai Golden Globe 2011, ben 7 BAFTA, nonché 4 premi Oscar su 12 candidature.
  • In totale la pellicola ha ottenuto 190 nomination ed ha vinto 102 premi nelle varie manifestazioni cinematografiche mondiali.
  • A Colin Firth è andato l’Oscar per il migliore attore protagonista ed il Golden Globe per migliore attore in un film drammatico.
  • Il film ha incassato in tutto il mondo la cifra di 414.211.549 dollari.

Frasi memorabili

Giorgio VI (Colin Firth)

Aspettando che sia io a cominciare una conversazione si rischia di aspettare abbastanza a lungo.

Gli attori protagonisti

Colin Firth

Sir Colin Andrew Firth CBE è nato a Grayshott, UK, il 10 settembre 1960 (56 anni).

Figlio di due professori universitari,  i suoi genitori sono cresciuti in India, poiché la nonna materna e il nonno paterno, prete anglicano, erano coinvolti in attività di missionari all’estero. Firth trascorre parte dell’infanzia in Nigeria, dove insegnava il padre, e all’età di 11 anni si trasferisce con la famiglia a St. Louis, in Missouri.

Attore versatile e pluripremiato, vince nel 2009 la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e il Premio BAFTA al miglior attore per A Single Man di Tom Ford, ricevendo la sua prima candidatura all’Oscar al miglior attore.

Nel 2011, grazie alla magistrale interpretazione di Giorgio VI del Regno Unito ne Il discorso del re di Tom Hooper vince il Premio Oscar come miglior attore protagonista, il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico, il Premio BAFTA e due Screen Actors Guild. Dal 1997 è sposato con la produttrice e regista italiana Livia Giuggioli, dalla quale ha avuto due figli. Ha un figlio nato da una precedente relazione. E’ un grandissimo appassionato di calcio, grande tifoso dell’Arsenal.

Goeffrey Rush

Geoffrey Roy Rush è nato a Toowoomba, Australia, il 6 luglio 1951.

Laureato in Letteratura inglese all’università del Queensland, si trasferisce per due anni a Parigi, dove frequenta la Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq di Jacques Lecoq.

Nel 1997 vince l’Oscar come miglior attore per la sua interpretazione di David Helfgott nel film Shine di Scott Hicks, battendo il favorito della vigilia Tom Cruise, interprete di Jerry Maguire. Per interpretare il personaggio, Rush ha dovuto riprendere le lezioni di piano che aveva sospeso quando aveva 14 anni. Nel 1999 riceve la nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista per il film Shakespeare in Love.

Lo stesso avviene nel 2001 dove ottiene la nomination all’Oscar come migliore attore protagonista per il film Quills – La penna dello scandalo. Nel 2011 ottiene la quarta nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista per il film Il discorso del re, film su Re Giorgio VI d’Inghilterra.

Helena Bonham Carter

Helena Bonham Carter è nata a Londra, il 26 maggio 1966.

Ha avuto un’infanzia estremamente travagliata: quando aveva 5 anni sua madre soffrì di un esaurimento nervoso (da cui si riprese molto in là con gli anni), ed a 13 suo padre rimase paralizzato a causa di complicazioni in un intervento al cervello per neurinoma acustico.

Il primo film cinematografico è anche il suo primo ruolo da protagonista, Lady Jane (1986) di Trevor Nunn. Successivamente parte per gli Stati Uniti, dove interpreterà due episodi della serie televisiva Miami Vice.

Nel 2001 recita in Novocaine di David Atkins e Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie di Tim Burton. Burton, al quale è legata sentimentalmente, la vuole nel doppio ruolo della strega e di Jenny, la ragazza innamorata del protagonista Edward Bloom (Ewan McGregor), in Big Fish – Le storie di una vita incredibile (2003).

È stata candidata per l’Oscar alla miglior attrice per Le ali dell’amore (1997) e per l’Oscar alla miglior attrice non protagonista per Il discorso del re (2010). È stata anche candidata a sette Golden Globe, tre Emmy Award e ha vinto un Premio BAFTAe uno SAG Award.

Guy Pearce

Guy Edward Pearce è nato a Ely, Australia, il 5 ottobre 1967.

Suo padre morì in un incidente aereo quando Pearce aveva 9 anni. Tra i 16 e 22 anni divenne un culturista professionista vincendo il titolo di Mr. Natural Victoria.

Ha iniziato a recitare in opere teatrali da quando era giovane, per poi iniziare una lunga gavetta televisiva che lo ha visto recitare nelle soap opera australiane Neighbours e Home and Away, oltre alla serie TV La saga dei McGregor.

Successivamente appare in Memento di Christopher Nolan e in The Time Machine, remake de L’uomo che visse nel futuro. Nel 2006 interpreta Andy Warhol nel controverso Factory Girl, mentre interpreta Harry Houdini in Houdini – L’ultimo mago. Nel 2009 interpreta un sopravvissuto insieme alla sua famiglia nel film post-apocalittico The Road, con Viggo Mortensen e Charlize Theron.

Nel 1997 ha sposato la psicologa Kate Mestitz. Dopo diciotto anni di matrimonio, nell’ottobre del 2015 Pearce ha confermato la loro separazione.

Trailer del film

Fonti citate nell’articolo: Wikipedia.