Il film da vedere stasera, 26 maggio – Il camorrista

Esordio alla regia di Giuseppe Tornatore, che con questo film vinse il suo primo nastro d’argento, Il Camorrista (1986) è uno spaccato preciso della Napoli degli anni ’80, gli anni del terremoto e dell’ascesa criminale del boss della nuova camorra. Tra romanzo e realtà, il film ci riporta a quegli anni di piombo, durante i quali Camorra e terrorismo tenevano strette le redini della politica e della vita pubblica italiana.

Il film si apre con un Don Saverio un “ras” della camorra vesuviana. Egli prende con sé un bambino figlio di alcuni contadini per nascondere nei suoi pantaloncini una pistola. I due vanno ad una fiera di paese, dove, nonostante la presenza della polizia, il bambino passa senza problemi. Superati i controlli, l’uomo prende la pistola ed uccide una persona, per poi riporre la pistola da dove l’aveva presa.

Anni dopo, quel bambino ormai adulto viene condannato a trent’anni di carcere per omicidio: un giovane aveva osato palpeggiare sua sorella. Quell’uomo è “O Professore ‘e Vesuviano” (Ben Gazzarra)In prigione comincia a farsi strada e a guadagnarsi rispetto negli ambienti della malavita.

E’ soprannominato “il professore” solo perché sa leggere e scrivere, al contrario della quasi totalità dei carcerati, ignoranti ed analfabeti. Egli però non ha solo quel minimo di cultura: è anche molto intelligente e scaltro.

In carcere decide di prendere il predominio sul vecchio boss, Don Antonio detto “Malacarne” e decide di sfidarlo. Domenico Spina, un malavitoso calabrese esponente della ‘Ndrangheta tenta un doppio gioco, appoggia sia il “Professore” che il “Malacarne” con l’intento di eliminare entrambi.

Il professore arguto sta al gioco, sfida a duello Malacarne, ma nello stesso giorno a quest’ultimo viene concessa la grazia, e quindi non si presenta. Il professore dopo aver umiliato pubblicamente il boss, con un gioco d’astuzia elimina sia il Malacarne che il calabrese, comincia così la sua ascesa criminale.

In carcere ormai comanda tutto, fonda la Nuova Camorra Riformata, un organizzazione criminale con migliaia di affiliati che controllano ogni genere di traffico illecito in Campania.

Grazie a perizie false riesce ad ottenere l’infermità mentale e viene trasferito nel manicomio criminale, dal quale però evade. La sua latitanza dura circa un anno, durante il quale gestisce al meglio la sua organizzazione, ottenendo persino contatti con Cosa nostra americana tramite Frank Titas, boss della mala milanese.

Quando ormai crede di avere ottenuto il predominio assoluto, comincia la caduta: alcuni clan storici di Napoli, non accettano la politica accentratrice della Nuova Camorra, si ribellano formando un loro cartello, scoppia così una violentissima guerra di camorra che provoca centinaia di morti ammazzati.

Una sera, durante la quale il Professore si intrattiene a cena con alcuni politici, i nemici lo individuano e tentano un agguato. Alfredo Canale suo luogotenente, anch’egli presente alla cena per fargli da scorta, se ne avvede e decide di fermare l’attacco: ne deriva un inseguimento in auto nel quale viene fermato dalla polizia.

Messo alle strette, è costretto a rivelare al commissario Iervolino (Leo Gullotta) il covo in cui si rifugia il boss, solo facendolo arrestare può impedire ai rivali di ucciderlo. Tuttavia, questa mossa gli sarà fatale: il Professore, considererà il suo gesto un tradimento, Canale sarà ammazzato in carcere in maniera estremamente cruenta.

Intanto a Napoli avviene il rapimento di Mimmo Mesillo, influente politico campano. Lo stato allora contatta il professore tramite i servizi segreti: chiede che il boss ottenga dalla cellula campana delle brigate rosse la liberazione dello stesso.

Riesce ad accordarsi con i terroristi e ad ottenere la sua liberazione, ma i politici e i servizi deviati che in cambio avevano promesso soldi e semilibertà, non mantengono l’impegno: cerca vanamente di vendicarsi, rende pubblico un documento contraffatto nel quale denuncia le illecite trattative intercorse tra lui, i servizi segreti e i politici dell’area di governo per far liberare Mesillo; ma il pentimento di alcuni dei suoi uomini fa sì che la situazione del professore peggiori sempre più , viene infatti trasferito in un carcere di massima sicurezza, in totale isolamento.

La sorella Rosaria intanto tiene le redini del clan… Non perdete il primo capolavoro di Tornatore, stasera alle ore 21.00 su Iris (canale 22).

Se avete già visto il film, vi consigliamo in alternativa Ronin (1998) con Robert De Niro e Jean Reno in onda su Rai 3 alle ore 21.05.

Fonte: Wikipedia

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