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	<title>Film da vedere in prima e seconda serata: i film consigliati</title>
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		<title>Elevator Boys &#8211; Ritorno Agli Anni 90, la recensione: un film musicale a spasso nel tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:58:46 +0000</pubDate>
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<p>Tre decenni separano ora i protagonisti di <strong>Elevator Boys: Ritorno Agli Anni 90</strong> dal presente al quale erano abituati e inizialmente faticano a ritrovarsi in un&#8217;epoca per loro quasi &#8220;preistorica&#8221;. <strong>Tornare nell&#8217;anno giusto</strong> si rivela molto più complicato del previsto e i ragazzi si convincono che soltanto che una misteriosa canzone di quel periodo possa rappresentare la chiave di volta per <strong>rifare il viaggio al contrario</strong>, prima che quel passato finisca per diventare il loro nuovo domani.</p>
<h2>Elevator Boys: tempi sbagliati &#8211; recensione</h2>
<p>Il salto temporale diventa come prevedibile un&#8217;occasione per capire cosa significhino davvero <strong>amicizia, ambizione e successo</strong>, e soprattutto quanto si sia disposti a sacrificare per raggiungere la fama. Un qualcosa di già ampiamente visto che in questa nuova rivisitazione paga <strong>enormi limiti di sceneggiatura e di recitazione</strong>, con la scelta di casting e alla base del progetto che già in partenza faceva presagire il peggio.</p>
<p>A vestire i ruoli principali troviamo infatti gli <strong>Elevator Boys, gruppo di content creator</strong> tedeschi diventati famosi su <em>TikTok</em>. Attori quindi improvvisati, che non a caso evidenziano enormi limiti espressivi nel procedere di una vicenda il cui sapore paradossale si esaurisce in fretta, per via di una narrazione che si perde in <strong>forzature e svolte poco credibili</strong>. A cominciare proprio da quegli amori che nascono in un batter d&#8217;occhio tra i protagonisti e le ragazze degli anni &#8217;90, una di loro poi fondamentale per le future svolte di trama.</p>
<h3>Un film superficiale oltre misura</h3>
<p>Il <strong>gioco metacinematografico</strong> che sulla carta avrebbe potuto funzionare, ovvero quello di spedire un gruppo nato sui social network in un contesto storico dove gli <strong>smartphone e internet non esistevano ancora</strong>, non viene colto a dovere. La macchina da presa non fa altro che propinarci primi piani o disavventure romantiche dei cinque ragazzotti, senza che il loro <strong>percorso a spasso nel tempo</strong> sia abitato da sfumature o risvolti almeno parzialmente interessanti.</p>
<p>L&#8217;effetto nostalgia rischia di essere parodiato più che omaggiato, limitandosi a una semplice ed esangue <strong>raccolta di oggetti e situazioni degli anni Novanta</strong>. Le differenze tra i due decenni sono pressoché minime, tolta la succitata mancanza di campo e connessione internet, e tutto avviene troppo in fretta per concedere un minimo di maturazione agli <em>Elevator Boys</em>, che rimangono così delle <strong>(in)volontarie caricature</strong>.</p>
<p>Amicizia, storie d&#8217;amore e consapevolezza dei propri mezzi diventano semplici espedienti narrativi per dar vita a soluzioni stereotipate e arrivare al minutaggio minimo di un&#8217;ora e mezza, in quella che rimane un&#8217;operazione dedicata <strong>esclusivamente ai fan del gruppo</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Una commedia musicale che cerca di sfruttare <strong>il successo social del gruppo protagonista</strong>, ma che si rivela mediocre sotto pressoché ogni punto di vista, incapace di sfruttare una premessa, seppur abusata, ricca di potenzialità. Il salto temporale dal presente alla metà degli anni Novanta non viene sfruttato a dovere, limitandosi a <strong>riciclare un immaginario teen</strong> ormai scontato.</p>
<p>Pettorali scolpiti, <strong>canzoni orecchiabili e sorrisi sornioni</strong> pronti a far colpo sulle fan di <em>TikTok</em> e sulle ragazze di questo 1995 che sembra una tragicomica caricatura di quanto effettivamente fu. <em>Elevator Boys: Ritorno agli anni &#8217;90</em> non gioca come dovrebbe con le differenze tra i due periodi storici e propone <strong>una confezione troppo lineare</strong> per essere un minimo interessante.</p>
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		<title>Adrenalina, un biopic avventuroso tra coraggio e incoscienza &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 09:57:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Adrenalina" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Adrenalina.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Carlos Suárez, Armando del Rey, Darío Barrio, Álvaro Bultó e Manolo Chana sono cinque amici legati da <strong>una comune ossessione</strong>: il salto <em>BASE</em> con tuta alare, una disciplina estrema che consiste nel lanciarsi da vette altissime per trasformare quei pochi secondi di caduta in una sorta di <strong>volo a perdifiato</strong>. Più che semplice passione sportiva, per i protagonisti di <strong>Adrenalina</strong> è una parte imprescindibile della propria esistenza, alimentata dalla costante ricerca del limite e dalla necessità di confrontarsi ogni volta con <strong>qualcosa di più estremo</strong>.</p>
<p>L&#8217;unione del gruppo diventa sempre più forte dopo ogni impresa rischiosa compiuta, anche se quell&#8217;indole per il pericolo rischia di compromettere e non poco le loro vite private. E quando <strong>la morte si frappone tra loro</strong>, questi uomini volanti si troveranno davanti a una serie di decisioni difficili.</p>
<h2>Adrenalina: oltre i limiti &#8211; recensione</h2>
<p>L&#8217;impossibilità di coniugare una normale quotidianità e <strong>la ricerca compulsiva del vuoto</strong> è il cuore pulsante di <em>Adrenalina</em>, film che ricostruisce una <strong>vicenda effettivamente accaduta</strong> &#8211; i veri protagonisti compaiono in diapositive sui titoli di coda &#8211; accompagnando la parte di finzione a interviste<strong> ad hoc dal taglio pseudo documentaristico</strong>, realizzate appositamente per il racconto.</p>
<p>Va detto come le scelte dei personaggi possano suscitare <strong>una netta distinzione nel pubblico</strong>, tra chi pronto ad apprezzare il loro coraggio anche portando ai limiti più estremi e chi invece etichetterà invece quelle rischiose peripezie come <strong>frutto di pura incoscienza</strong>, anche dopo incidenti già avvenuti che avrebbero spinto pressoché chiunque a smettere.</p>
<p>La sceneggiatura sottolinea proprio come questa pulsione sia difficile da spiegare e trasforma il tutto in un dramma sportivo che rinuncia intelligentemente a tratteggiarli come semplici eroi del rischio, mettendo invece in primo piano quella <strong>zona d&#8217;ambiguità</strong> nel quale ragioni e torti finiscono per confondersi.</p>
<h3>Cuore e mente</h3>
<p>Lo <strong>spunto più interessante</strong> di <em>Adrenalina</em>, titolo italiano libero adattamento dell&#8217;originale spagnolo <em>La fiera</em>, nasce proprio in questa contraddizione, mettendo al centro cinque individui perfettamente consapevoli della <strong>possibilità di morire in qualsiasi momento</strong> che, nonostante tutto, continuano imperterriti, non nascondendo anche un po&#8217; di egoismo nei confronti delle persone che li amano.</p>
<p>La paura non è per loro un ostacolo ma la condizione stessa necessaria per sentirsi vivi, una sorta di <strong>corto circuito mentale</strong> che forse soltanto chi ha provato in prima persona tali emozioni può provare ad esprimere. Dove le due ore di visione convincono maggiormente è nel versante spettacolare, con il regista <strong>Salvador Calvo</strong> che dimostra una notevole capacità nel trasformare il volo in qualcosa di fisico, febbrile e vertiginoso. Montagne, pareti rocciose, salti nel vuoto sono raccontati con <strong>filmati realizzati da veri professionisti</strong>, cercando di far comprenderne tanto il fascino quanto l&#8217;azzardo.</p>
<p>Più complicato e non sempre affrontato con consapevolezza è invece il rapporto con la psicologia e il privato, con l&#8217;impressione di <strong>una certa disparità emotiva</strong>, al punto che &#8211; come insegna il motto &#8220;<em>l&#8217;unione fa la forza</em>&#8221; &#8211; è il gruppo nel suo insieme a funzionare meglio dei singoli, con le <strong>figure femminili che rimangono inevitabilmente ai margini</strong> di quest&#8217;esaltazione dell&#8217;ego prettamente maschile.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Spettacolare nelle sue sortite agonistiche, pur accompagnate da quell&#8217;alone <strong>di tragedia imminente</strong> ancor più drammatico in quanto il film è ispirato a una storia vera, <em>Adrenalina</em> rischia di apparire invece più scontato nella gestione dei personaggi, con la sceneggiatura che alterna <strong>intuizioni valide a passaggi più schematici</strong> e talvolta figli di una certa retorica.</p>
<p>Gli inserti documentaristici, con interviste realizzate ad hoc alle versioni su schermo dei reali protagonisti, cercano di far comprendere a chi guarda le motivazioni alla base di <strong>scelte di vita così estreme</strong>. Con il merito di non trasformarli né in eroi né in folli, presentando l&#8217;incoscienza come <strong>una sorta di droga</strong> della quale non poter fare a meno, costi quel che costi.</p>
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		<title>Chum: esca mortale, uno shark-movie dove lo squalo è in &#8220;buona&#8221; compagnia &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 16:23:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Chum: Esca mortale" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Malta. Tina e Tom sono freschissimi sposi, ma dietro le apparenze si cela in realtà una relazione già al tramonto. Lei lavora per una compagnia petrolifera, lui è un attivista ambientalista, e le loro posizioni agli antipodi rischiano di compromettere il loro futuro insieme. Nonostante i problemi, i due vengono convinti dagli amici a partecipare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Chum: Esca mortale" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Chum.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Malta. Tina e Tom sono freschissimi sposi, ma dietro le apparenze si cela in realtà una <strong>relazione già al tramonto</strong>. Lei lavora per una compagnia petrolifera, lui è un attivista ambientalista, e le loro posizioni agli antipodi rischiano di compromettere il loro futuro insieme. Nonostante i problemi, i due vengono convinti dagli amici a partecipare a <strong>un&#8217;escursione in catamarano</strong>.</p>
<p>Una scelta che per i malcapitati protagonisti di <strong>Chum: Esca mortale</strong> si rivelerà a posteriori ben poco accorta: durante la navigazione infatti uno squalo attacca l&#8217;imbarcazione, il capitano viene ucciso e il gruppo finisce <strong>disperso in mare aperto</strong>.</p>
<p>Ma non è finita qui, giacché i superstiti pensano di aver trovato <strong>un&#8217;insperata salvezza</strong> nell&#8217;arrivo, quanto mai provvidenziale, del pescatore Roy, che li salva e accoglie a bordo della sua barca. Ben presto il marinaio non tarderà a manifestare le sue vere intenzioni e la luna e miele di Tina e Tom si trasformerà in <strong>un incubo ancora più spaventoso</strong>.</p>
<h2>Chum: in fondo al mar&#8230; &#8211; recensione</h2>
<p>Quella che doveva essere una vacanza tra lusso, bere e divertimenti sfrenati, pur con le evidenziate ombre di nozze a dir poco controverse, si trasforma ben presto in <strong>una disperata lotta per la sopravvivenza</strong> nella quale vecchi conflitti e rancori rischiano di mettere alla prova il legame tra i personaggi, proprio nel momento più pericoloso delle loro esistenze.</p>
<p>Non è un caso che in molti abbiano definito <em>Chum: Esca mortale</em> come una sorta di brutta copia / (in)volontaria parodia di un film ben più riuscito quale <em>Dangerous Animals</em> (2025). Anche in quest&#8217;occasione infatti alla minaccia già di per sé proibitiva del <strong>famelico pescecane</strong> si aggiunge quella di uno psicopatico pronto a usare le sue ignare vittime come esche per uno scopo ben preciso. Le <strong>motivazioni del villain</strong> sono brevemente introdotte nel prologo, ma appaiono troppo labili per dare credibilità a un contesto narrativo che manifesta <strong>enormi lacune</strong>.</p>
<h3>Un approccio incomprensibile</h3>
<p>I <strong>pessimi effetti speciali</strong>, con il vedo / non vedo nelle sequenze più concitate dove lo squalo fa la sua comparsa e le acque che si macchiano di rosso a nascondere i prevedibili maciullazioni e squartamenti, danno l&#8217;idea <strong>dell&#8217;anima da serie B</strong> di un&#8217;operazione che non sa mai se cedere totalmente alla deriva trash o mantenere una serietà fuori luogo. La gestione dei rapporti tra il gruppo di amici è fin troppo rigida e <strong>il messaggio ecologista</strong> viene messo in campo in maniera gratuita, mentre lo sprint kitsch emerge timidamente soltanto in un paio di scene &#8211; ma una di queste, nelle fasi finali, potrebbe valere da sola <strong>il prezzo della visione</strong> per gli amanti di tali esagerazioni.</p>
<p>La sceneggiatura segue le classiche <strong>dinamiche dello slasher</strong>, declinato nelle ovvie derivazioni da <em>shark-movie</em>, con la maggior parte delle figure che compaiono su schermo destinate unicamente al loro &#8220;uso alimentare&#8221; come <strong>carne da macello per le fauci</strong> dell&#8217;insaziabile creatura acquatica. Lo stesso cast è composto da volti pressoché sconosciuti, con l&#8217;esclusione della bionda <strong>Alice Eve </strong>nei panni della combattiva Tina, effettiva alfa e omega del racconto.</p>
<p>Il titolo <em>Chum</em>, che in inglese indica la <strong>pastura utilizzata per attirare gli squali</strong>, suggerisce una potenziale consapevolezza da <em>exploitation</em> che avrebbe potuto e dovuto essere sfruttata molto meglio per dar vita a un&#8217;operazione divertente e <strong>consapevole dei propri limiti</strong>, cosa che purtroppo non è avvenuta.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Uno shark movie che si prende troppo sul serio, a parte un paio di sequenze che &#8220;brillano&#8221; per il loro nonsense e potrebbero regalare <strong>sporadiche soddisfazioni agli amanti del trash</strong>. Ma in generale <em>Chum: Esca mortale</em> non sfrutta con cognizione di causa le logiche della sana serie B di genere, mettendo <strong>in evidenza mancanze</strong> sia narrative che di relativa messa in scena.</p>
<p>La sceneggiatura, una sorta di parziale scopiazzatura di <em>Dangerous Animals</em> (2025), uscito l&#8217;anno prima, cerca di sfruttare il biondo fascino di Alice Eve ma soccombe sotto il peso di <strong>una scrittura rudimentale</strong>, con i mediocri effetti speciali a completare un quadro certamente poco edificante. E nell&#8217;ora e mezza di visione <strong>si salva ben poco</strong>, a cominciare proprio dai personaggi.</p>
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		<title>Un papà nei guai, una commedia già vista &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 17:19:43 +0000</pubDate>
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<p>Rimasto improvvisamente solo con i figli, Fred si trova davanti a una serie di difficoltà inaspettate. La situazione diventa ancora più complicata quando deve dimostrare al proprio superiore di essere in grado di <strong>conciliare carriera e vita privata</strong>. L&#8217;uomo dovrà fare i conti con ciò che si aspetta veramente dal futuro, arrivando al contempo a comprendere meglio non soltanto se stesso ma soprattutto <strong>le persone che ama</strong>.</p>
<h2>Un papà nei guai: ancora una volta &#8211; recensione</h2>
<p>Leggendo la sinossi sopra esposta, sarà <strong>venuta in mente a molti di voi</strong> una fortunata pellicola italiana di qualche anno fa, ovvero <em>10 giorni senza mamma</em> (2019) con Fabio De Luigi. E non è un caso giacché <em>Un papà nei guai</em> condivide la medesima ispirazione: sono infatti entrambe <strong>il remake del film argentino</strong> <em>Mamá se fue de viaje</em> (2017), la cui formula è stata replicata in molteplici occasioni in diversi angolo del mondo.</p>
<p><em>Un papà nei guai</em>, nuova esclusiva del catalogo <strong>Netflix</strong>, batte bandiera brasiliana ma si limita a riciclare per gran parte quanto visto nelle precedenti trasposizioni. La sceneggiatura infatti ripropone quasi integralmente il meccanismo narrativo <strong>del padre &#8220;bambinone&#8221;</strong> costretto a subentrare in solitaria nella gestione della casa per scoprire &#8211; meglio tardi che mai &#8211; quanto sia impegnativo mandare avanti la quotidianità domestica. Una premessa che dà vita alla <strong>solita serie di gag e battute</strong> che cercano la risata facile, senza approfondire pienamente le sfumature caratteriali dei protagonisti.</p>
<h3>Chi più ne ha più ne metta</h3>
<p>La dimora si trasforma ben presto in un vero e proprio &#8220;campo di battaglia&#8221;, i bambini scatenano imprevisti in serie e Fred viene sottoposto a una lunga lista di <strong>piccoli o grandi disastri</strong> che rischiano, come ovvio che sia, di mettere a repentaglio la sua immagine professionale. Una struttura che può funzionare sul piano della leggerezza, ma che diventa ben presto <strong>ripetitiva e priva di particolari guizzi</strong>, scadendo di sovente in soluzioni più gratuite che effettivamente consone al racconto.</p>
<p>Il problema principale è che la regista <strong>Carolina Durão</strong> &#8211; una carriera altalenante tra grande e piccolo schermo &#8211; non si fida abbastanza della semplicità del conflitto, di questa <strong>&#8220;guerra dei sessi&#8221;</strong> in ambito strettamente coniugale. Nel corso dei cento minuti di <em>Un papà nei guai</em> sembra di assistere a una sorta di giostra permanente nella quale i personaggi spesso si muovono quasi esclusivamente <strong>in funzione del prossimo ostacolo</strong>, della prossima evoluzione, fino a quell&#8217;epilogo anticipato non a caso dal prologo: ci si muove infatti <strong>a ritroso nelle due settimane precedenti</strong> il caos di apertura, con l&#8217;introduzione in voice-over dello stesso Fred a supporto.</p>
<p>In alcuni passaggi si ride ma l&#8217;impressione è che ci si affidi troppo alla semplicità dell&#8217;assunto è tutto è <strong>talmente scontato e prevedibile</strong> che difficilmente attirerà le attenzioni di un pubblico smaliziato o di chi abbia già visto i precedenti adattamenti.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Ci troviamo davanti al <strong>quinto remake dell&#8217;originale argentino</strong> ed è normale che la formula sia ormai consumata, soprattutto per il pubblico italiano che ha già avuto modo di vedere il relativo adattamento con Fabio De Luigi. <em>Un papà nei guai</em>, <strong>un titolo che è già un programma</strong>, è la versione brasiliana e conferma i pro e i contro di una sceneggiatura fin troppo semplice.</p>
<p>Una commedia familiare che, nonostante <strong>una coppia di protagonisti ben assortita</strong> &#8211; in particolare Rafael Infante ha una mimica non indifferente &#8211; raramente riesce a trasformare imprevisti e battibecchi in qualcosa di realmente divertente. La stessa cornice brasiliana aggiunge poco folklore a <strong>un racconto ormai replicabile ovunque</strong>, come conferma il gran numero di nuove trasposizioni già previste nei prossimi anni in altri angoli del mondo.</p>
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		<title>Io, il mio migliore amico e la sua ragazza, una commedia a corto di idee &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 14:17:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Io, il mio migliore amico e la sua ragazza" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Io-il-mio-migliore-amico-e-la-sua-ragazza.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Olli e Matze <strong>sono amici inseparabili</strong> fin dalle scuole primarie, un rapporto che non si è mai incrinato al punto che ora, ormai adulti, condividono casa, lavoro e persino il progetto di una grande svolta esistenziale, relativa a un <strong>viaggio del mondo lungo un anno</strong> preparato nei minimi dettagli. L&#8217;equilibrio tra i due cambia quando improvvisamente quando Matze incontra Rebecca, con la quale scatta <strong>un reciproco colpo di fulmine</strong>.</p>
<p>In <strong>Io, il mio migliore amico e la sua ragazza</strong>, nel giro di poco tempo la relazione tra i due best friend viene scombussolata e quando la ragazza si trasferisce a vivere insieme a loro rischia di prendere una piega del tutto imprevedibile. Olli e Rebecca infatti proprio non si sopportano e cominciano a <strong>farsi dispetti l&#8217;un l&#8217;altra</strong> con l&#8217;intento di contendersi le attenzioni di Matze, sempre più indeciso tra il sodale di tutta una vita e quel <strong>nuovo amore</strong> che aspettava da così tanto tempo.</p>
<h2>Io, il mio migliore amico e la sua ragazza: un, due, tre &#8211; recensione</h2>
<p>La regola dell&#8217;amico viene qui declinata in un <strong>contesto da terzo incomodo</strong> non nuova e in non pochi potranno parzialmente identificarsi con i personaggi, pur qui al centro di situazioni volutamente esasperate oltre misura. <em>Io, il mio migliore amico e la sua ragazza</em> parte da una premessa non particolarmente originale, ma potenzialmente universale da poter funzionare con relativa semplicità: <strong>il migliore amico che si innamora</strong> e la fidanzata che diventa una minaccia da &#8220;eliminare&#8221; a ogni costo.</p>
<p><strong>Marco Petry</strong> parte da questa situazione archetipica ma fatica sin dai primi passaggi a trovare una precisa identità, con la sceneggiatura che preferisce insistere sulla contrapposizione dando vita a <strong>una guerra dei sessi</strong> tanto esplicita da diventare in breve tempo fin troppo meccanica per poter essere poi anche genuinamente divertente.</p>
<h3>Questione di feeling</h3>
<p>Il problema principale, che rende complicato legarsi emotivamente o immedesimarsi nei protagonisti, è che sia Olli che Rebecca sono entrambi <strong>personaggi difficili da appoggiare</strong>, alle prese con una serie di infinite ripicche reciproche utili unicamente a tenere viva quell&#8217;anima comica che dimostra però il fiato corto nella <strong>reiterazione di tali contrasti</strong>.</p>
<p>Lui è un uomo adulto che reagisce all&#8217;arrivo della &#8220;rivale&#8221; come <strong>un ragazzino viziato</strong>, privato del suo giocattolo preferito, trasformando qualsiasi cambiamento nelle abitudini di Matze in una sorta di tradimento personale. Lei al contempo non riesce mai a risultare meritevole di compassione, <strong>pronta a perdonare come nulla fosse</strong> un amante evidentemente immaturo. E proprio la figura contesa finisce per essere sballottata qua e là, <strong>senza un&#8217;effettiva presa di coscienza</strong> alla fine della suddetta tenzone emotiva.</p>
<p>Il regista tedesco non è nuovo ad abusare di una formula e ripeterla all&#8217;infinito, basti pensare ai suoi due precedenti lavori, anch&#8217;essi <strong>esclusive Netflix</strong>, intitolati <em>Blame the game</em> (2024) e <em>Mangia prega abbaia</em> (2026): anche qui cerca il massimo risultato con il minimo sforzo e l&#8217;ora e mezzo di visione scorre rapida e indolore, <strong>facendosi dimenticare quanto mai in fretta</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Una commedia sentimentale che vorrebbe sfruttare <strong>una premessa semplice e intuitiva</strong>, salvo poi adagiarsi eccessivamente su di essa, senza nemmeno l&#8217;accortezza di dar vita a personaggi originali, schiavi del proprio ruolo all&#8217;interno di <strong>una narrazione che sa già dove andrà a parare</strong> e non prova nemmeno a nasconderlo.</p>
<p>Un paio di gag che <strong>strappano timide risate</strong> non bastano a rendere <em>Io, il mio migliore amico e la sua ragazza</em> una visione da consigliare, mentre una struttura così prevedibile impedisce di immedesimarsi nella vicenda e nei protagonisti. Un film che vorrebbe raccontare l&#8217;amicizia e la paura del cambiamento, ma resta <strong>intrappolato proprio in quegli abusati stereotipi</strong> che vorrebbe sulla carta smontare.</p>
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		<title>This, That and Everything in Between, un intenso dramma familiare &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:16:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="This-That-and-Everything-in-Between" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Joanne è una sceneggiatrice televisiva prossima a lasciare le natie Filippine per andare a Brooklyn, dove la attende un&#8217;importante occasione professionale. I suoi piani vengono improvvisamente sconvolti dal ritorno di Paz, la madre che non vede da moltissimi anni. La donna, una carriera da attrice, ha infatti vissuto a lungo a New York abbandonando la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="This-That-and-Everything-in-Between" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/This-That-and-Everything-in-Between.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Joanne è una <strong>sceneggiatrice televisiva</strong> prossima a lasciare le natie Filippine per andare a Brooklyn, dove la attende un&#8217;importante occasione professionale. I suoi piani vengono improvvisamente sconvolti dal ritorno di Paz, <strong>la madre che non vede da moltissimi anni</strong>. La donna, una carriera da attrice, ha infatti vissuto a lungo a New York abbandonando la famiglia e la sua assenza ha ovviamente influito sul carattere di Joanne.</p>
<p>In <strong>This, That and Everything in Between</strong>, Paz non torna per chiedere perdono, accendendo nuove discussioni e rancori mai del tutto sopiti. Ma la rivelazione di una <strong>grave malattia</strong>, che le lascerebbe pochi mesi di vita, rischia di cambiare drasticamente tali dinamiche relazionali e Joanne dovrà decide se <strong>perdonare quella sfuggente genitrice</strong> prima che sia troppo tardi.</p>
<h2>This, That and Everything in Between: storia di famiglia</h2>
<p>Partire da <strong>una storia di abbandono materno</strong> e scegliere di non trasformarla nell&#8217;ennesimo dramma strappalacrime dominato da un&#8217;insistente retorica, anzi invece asciugata in maniera inaspettata. Questa è l&#8217;intuizione migliore dell&#8217;ultimo film di <strong>Cholo Laurel</strong>, che arriva a oltre vent&#8217;anni di distanza dal precedente, nonché suo esordio dietro la macchina da presa, <em>Wherever You Are</em> (2005).</p>
<p><em>This, That and Everything in Between</em> mette subito sul tavolo una situazione chiara, distribuendo <strong>colpe e omissioni</strong> e portando il pubblico a identificarsi principalmente con la figura di Paz, comprensibilmente risentita nei confronti di quella madre che si è costruita un&#8217;esistenza altrove. Ma fortunatamente la sceneggiatura, a opera dello stesso regista, <strong>rifiuta la comodità del semplice conflitto</strong> tra vittima e carnefice, lasciando progressivamente emergere le ragioni e le relative contraddizioni di entrambe.</p>
<h3>Fino alla fine</h3>
<p>Le quasi due ore di visione operano così su un terreno narrativo meno scontato di quanto possa inizialmente apparire, nel quale comprendere <strong>i motivi e le decisioni dell&#8217;altro</strong> non significa al contempo perdonarlo. E proprio nel rapporto sta queste due figure femminili forti <em>This, That and Everything in Between</em> trova intensità, anche grazie alle struggenti performance di <strong>Jodi Sta. Maria e Agot Isidro</strong>, che riescono a fare la differenza.</p>
<p>Certo, e non poteva essere altrimenti dato il tema, a tratti l&#8217;operazione cede parzialmente il passo all&#8217;emotività ricattatoria, con <strong>il tema della malattia</strong> che viene &#8220;sfruttato&#8221; quale potenziale ponte per una riconciliazione, attesa sicuramente dagli spettatori ma non solo.</p>
<p>Fortunatamente <strong>la sensibilità</strong> con la quale vengono gestite discussioni, riunioni di famiglia, risentimenti vari e assortiti e invasioni di campo diventano spesso situazioni comiche proprio perché i protagonisti trattano con assoluta serietà vicende che, osservati da un occhio esterno, assumono un qualcosa di involontariamente grottesco. E <strong>proprio qui sta un&#8217;umanità</strong> che rende il racconto più interessante della media.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un <strong>dramma familiare relativamente classico</strong> che non reinventa il genere ma ha il merito di non eccedere in facili soluzioni melodrammatiche, dando credibilità al tormentato rapporto tra madre e figlia al centro del racconto: due donne lontane da anni, ora <strong>riunite per una tragedia in divenire</strong>.</p>
<p>Produzione filippina, <em>This, That and Everything in Between</em> è un film talvolta fin troppo consapevole di cosa il pubblico si aspetta, ma <strong>sufficientemente onesto</strong> da saper trattare i propri personaggi senza eccessi di compassione né lasciarli in balia di gratuite scene madri.</p>
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		<title>Il mio amico Tempesta, una corsa per la vittoria tra dramma e agonismo &#8211; Recensione film</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Il mio amico Tempesta" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Il-mio-amico-Tempesta.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Normandia, 2001. Philippe e Marie, una coppia che ha lasciato la Camargue per costruire il proprio futuro <strong>nel mondo delle corse ippiche</strong>, diventano genitori della piccola Zoé. Crescendo, la piccola si affeziona in particolar modo a Tempesta, <strong>una puledra nata da una delle migliori cavalle</strong> di proprietà della famiglia, già distintasi nelle competizioni a cui ha partecipato.</p>
<p>La giovane protagonista de <strong>Il mio amico Tempesta</strong> andrà però incontro a un evento destinato a segnarla profondamente: una notte subisce infatti <strong>un tragico incidente</strong> che la costringe su una sedia a rotelle. Inizialmente costretta a stare lontano dai cavalli e consumata da una <strong>rabbia apparentemente inesauribile</strong>, la bambina diventa ragazza e ritrova progressivamente la voglia di vivere proprio attraverso il rapporto con Tempesta, ora elemento fondamentale per spingerla a <strong>guardare al futuro con rinnovata speranza</strong>.</p>
<h2>Il mio amico Tempesta: insieme contro tutti &#8211; recensione</h2>
<p>Il regista <strong>Christian Duguay</strong> torna nel mondo dei cavalli a quasi dieci anni da <em>Jappeloup</em> (2013) affidandosi nuovamente a una storia di passioni, di ostacoli e di riscatto, questa volta in un film ad altezza di adolescente. Il mio amico tempesta infatti è <strong>l&#8217;adattamento del romanzo per ragazzi</strong> <em>Tempête au haras</em> di Christophe Donne, uscito da noi nella sua versione graphic novel <em>Corri, Tempesta!</em>.</p>
<p>Il risultato è un&#8217;operazione fin troppo timida, eccessivamente consapevole dei <strong>meccanismi del melodramma familiare</strong>, con la disabilità della giovane protagonista usata come leva emotiva per far breccia nel cuore del grande pubblico. Tutti i passaggi chiave vengono rispettati: dalla bambina <strong>nata letteralmente in mezzo ai cavalli</strong> al sogno sportivo da realizzare contro quel subdolo destino, fino a quell&#8217;animale che diventa una sorta di <strong>anima gemella a quattro zampe</strong>, determinante nel completare la suddetta sfida di rinascita.</p>
<h3>Una strada ricca di step prevedibili</h3>
<p>Il percorso, non soltanto quello in pista ma anche sul versante narrativo, è così già scritto in partenza e il film dà il meglio quando sono i <strong>passaggi strettamente agonistici</strong> a prendere il sopravvento, a cominciare da quell&#8217;epilogo che tra musiche pompose e dialoghi ad effetto conosce bene le regole dello spettacolo a tema. Ovvio che <strong>la retorica domini</strong> gran parte delle quasi due ore di visione, ma va anche detto che le sequenze in cui emerge l&#8217;incredibile legame tra la protagonista e il cavallo possiedono <strong>una certa personalità</strong>.</p>
<p>Zoé è scritta come una figura destinata a raccogliere immediatamente <strong>la simpatia e il favore</strong> dello spettatore, mentre Philippe e Marie rappresentano due genitori pazienti e amorevoli. Al solito <strong>Mélanie Laurent</strong> ruba la scena a tutti nei panni della madre, in un cast che vanta anche la partecipazione d&#8217;eccellenza di <strong>Danny Huston</strong>. La giovane <strong>Carmen Kassovitz</strong>, figlia d&#8217;arte del famoso regista Matthieu Kassovitz, veste i panni adolescenziali della protagonista con una certa intensità, così come le più piccole <strong>June Benard e Charlie Paulet</strong> nelle relative versioni fanciullesche.</p>
<p>L&#8217;impressione è che ogni difficoltà sembri esistere esclusivamente per preparare <strong>il momento della rivincita</strong>, preparando il campo a quel finale dove le &#8220;cose vanno come devono andare&#8221;. <em>Il mio amico Tempesta</em> alterna così momenti di maggior sofferenza ed empatia a <strong>parentesi più luminose e cariche di aspettative</strong>, seguendo a conti fatti tutte le regole di questo sottofilone che è solito sfruttare con una certa prevedibilità <strong>dinamiche ormai ampiamente consumate</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Un film sul riscatto, delicato ma prevedibile, che riprende l&#8217;archetipica amicizia tra una giovane protagonista e un cavallo per raccontare <strong>l&#8217;ennesima variazione sul tema</strong>. In <em>Il mio amico Tempesta</em> si aggiunge il dramma di una disabilità difficile da accettare, con la famiglia della protagonista pronta ad <strong>affrontare sfide non da poco</strong> nel tourbillon emotivo che ne seguirà.</p>
<p>Quando ci si affida al puro agonismo e alle <strong>riprese degli animali</strong>, il film acquista fascino dal punto di vista visivo e spettacolare, risultando invece più convenzionale nella gestione dei rapporti umani, nonostante <strong>un ottimo ed eterogeneo cast</strong> dove brilla la sempre bella e brava Mélanie Laurent. Il sentimentalismo cerca così di trasformarsi in emozione attraverso <strong>le regole non scritte della retorica</strong>, riuscendovi però soltanto in parte.</p>
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		<title>Wils Sing, K-Pop e risate in una commedia a tutta nostalgia &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Wild Sing" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />All&#8217;alba del nuovo millennio, i Triangle sono stati uno dei gruppi K-pop più popolari in Corea del Sud. Il trio era formato dal leader e ballerino Hyeon-woo, dal rapper Sang-gu e dalla cantante Do-mi e conquistò in breve tempo le classifiche, fino a quando un&#8217;inaspettata accusa di plagio non mise bruscamente fine alla loro carriera. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Wild Sing" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Wild-Sing.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>All&#8217;alba del nuovo millennio, i <em>Triangle</em> sono stati uno dei <strong>gruppi K-pop più popolari in Corea del Sud</strong>. Il trio era formato dal leader e ballerino Hyeon-woo, dal rapper Sang-gu e dalla cantante Do-mi e conquistò in breve tempo le classifiche, fino a quando un&#8217;inaspettata <strong>accusa di plagio</strong> non mise bruscamente fine alla loro carriera. Vent&#8217;anni più tardi della band di un tempo non è rimasto quasi nulla e ognuno di loro <strong>si è rifatto una vita</strong> in altri ambiti.</p>
<p>Ma i protagonisti di <strong>Wild Sing</strong> sono destinati a tornare ancora una volta sul palco. Quando arriva quell&#8217;inaspettata possibilità, Hyeon-woo decide di mettersi <strong>alla ricerca dei compagni</strong> di un tempo, in un primo momento tutt&#8217;altro che entusiasti di rinvangare il comune passato. Dopo varie vicissitudini, i tre infine accettano di riunirsi e si ritrovano impegnati in una <strong>caotica disavventura on the road</strong> per raggiungere il tempo il luogo dell&#8217;esibizione di reunion.</p>
<h2>Wild Sing: un&#8217;ultima volta? &#8211; recensione</h2>
<p>La <strong>nostalgia vince facile sul pubblico</strong> contemporaneo, soprattutto quando si parla della prima generazione del K-pop e di un&#8217;epoca ormai consegnata all&#8217;album dei ricordi. E proprio con <strong>il genere musicale tornato alla ribalta</strong> tramite il clamoroso successo del premiato <em>KPop Demon Hunters</em> (2025), vincitore dell&#8217;Oscar per il miglior film d&#8217;animazione, <strong>Netflix</strong> ha deciso di sfruttare l&#8217;ondata e dare vita a una pellicola a tema.</p>
<p>Il regista <strong>Son Jae-gon</strong> la sfrutta come punto di partenza per una commedia che guarda sì al passato senza trasformarlo però in un semplice mezzo ricattatorio. I <em>Triangle</em> sono un <strong>gruppo immaginario costruito con una cura maniacale</strong>, dal look ai costumi fino alle coreografie e alle canzoni con le quali si scatenano sul palcoscenico, dando vita a passaggi accattivanti per chi appassionato di tali sonorità. A interpretare quei giovani divi ormai invecchiati sono <strong>tre attori affermati</strong>, chiamati a giocare con la propria immagine.</p>
<h3>Canta che ti passa</h3>
<p>Il racconto di questi ex idol diventa una sorta di <strong>improbabile parabola sul fallimento</strong>, sull&#8217;orgoglio ritrovato e sulla difficoltà di accettare che il proprio momento sia ormai passato e che la vita sia andata avanti. La sceneggiatura intende spingere i personaggi verso l&#8217;eccesso, affidandosi a gag e situazioni frutto di un <strong>umorismo volutamente sopra le righe</strong>, uno stile che chi conosce il cinema coreano di genere ha ben presente.</p>
<p>Ci si diverte ma al contempo <em>Wild Sing</em> sembra adagiarsi eccessivamente sulla premessa di partenza, cedendo a <strong>una parziale monotonia</strong> in quella parte centrale dove il tentativo di raggiungere la meta designata si tinge di vicissitudini assurde e tirate eccessivamente per le lunghe, coinvolgenti l&#8217;ex manager &#8211; ai tempi fuggito all&#8217;estero per via dello scandalo &#8211; e <strong>un vecchio rivale</strong> tornato anch&#8217;esso con il loro medesimo proposito. Gli stessi personaggi, per quanto simpatici, rimangono <strong>in larga parte delle caricature</strong>, senza che la sceneggiatura riesca a raschiare con convinzione oltre la superficie.</p>
<p>E allora ecco che sono proprio <strong>le hit a rialzare l&#8217;asticella dell&#8217;attenzione</strong>, con quel finale che riconsegna i <em>Triangle</em> a quel successo smarrito due decadi prima, in una catarsi liberatoria per loro e per lo spettatore: soprattutto chi coetaneo dei protagonisti, potrà <strong>immedesimarvisi con trasporto ancora maggiore</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Una commedia musicale imperfetta, tanto prevedibile quanto gradevole, che richiama <strong>un immaginario K-pop di inizio millennio</strong> in un&#8217;ottica nostalgica che fa sempre colpo sul pubblico. In un periodo florido per suddetto genere musicale, la reunion dei <em>Triangle</em> &#8211; band fittizia ma costruita minuziosamente su schermo &#8211; possiede più di un&#8217;arma per <strong>conquistare il favore degli appassionati</strong>.</p>
<p><em>Wild Sing</em> non reinventa nulla e nemmeno prova davvero a farlo, preferendo affidarsi alla <strong>simpatia dei suoi protagonisti</strong> e alla linearità di una storia che non pone particolari ostacoli a quel finale che tutti, comprensibilmente, si attendono. Un divertissement leggero e sgangherato, intriso di una malinconia che si fa <strong>veicolo emotivo dalla presa universale</strong>.</p>
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		<title>Titanic 666, un horror che naufraga su se stesso &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 18:18:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Titanic 666" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />A oltre un secolo dal disastro del Titanic &#8211; per l&#8217;esattezza 110 anni dopo &#8211; il Titanic III intraprende il viaggio inaugurale ripercorrendo la rotta della nave originale, con l&#8217;obiettivo di raggiungere il luogo in cui giace il relitto. Nella stiva si trovano anche alcuni reperti recuperati da quella nave leggendaria segnata da quel tragico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Titanic 666" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Titanic-666.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>A <strong>oltre un secolo dal disastro</strong> del <em>Titanic</em> &#8211; per l&#8217;esattezza 110 anni dopo &#8211; il <em>Titanic III</em> intraprende il viaggio inaugurale ripercorrendo la rotta della nave originale, con l&#8217;obiettivo di raggiungere <strong>il luogo in cui giace il relitto</strong>. Nella stiva si trovano anche alcuni reperti recuperati da quella nave leggendaria segnata da quel tragico destino.</p>
<p>Peccato che in <strong>Titanic 666</strong> passeggeri ed equipaggio siano ignari che a bordo si trovi come clandestina Idina, ovvero la pronipote del comandante dello storico transatlantico, il capitano Edward Smith. E proprio quando la crociera giunge nei pressi di quelle acque dove ebbe luogo il naufragio, un antico rituale eseguito dalla ragazza fa <strong>tornare in vita i fantasmi</strong> di chi, proprio lì, perse drammaticamente la vita. Mentre il terrore si diffonde sull&#8217;imbarcazione, il rischio che la storia si ripeti diventa sempre più tangibile.</p>
<h2>Titanic 666: vorrei ma non posso &#8211; recensione</h2>
<p>Non deve sorprendere che dietro un film come <em>Titanic 666</em> vi sia <strong>il marchio The Asylum</strong>, ovvero la storica casa di produzione americana specializzata in versioni a basso costo dei film del momento o <strong>in horror di serie b</strong>. Basti pensare alla saga di <em>Sharknado</em>, che pur nel tempo era riuscita a costruirsi una nicchia di appassionati e trovare forza nella propria <strong>esasperata assurdità</strong>.</p>
<p>In quest&#8217;occasione ci troviamo davanti ad un film che non sfrutta però pienamente la propria verve autoironica, che intende sfruttare l&#8217;anniversario del disastro che per costruire un vero horror e trasformare il relativo immaginario <strong>nell&#8217;ennesimo ghost movie da produzione low-budget</strong>. Il problema è che i novanta minuti di visione non intendono essere quel divertente trash consapevole che un titolo del genere avrebbe fatto premettere e anzi la sceneggiatura <strong>si prende fin troppo sul serio</strong>, con un tono continuamente sospeso tra thriller soprannaturale, disaster movie e improbabile melodramma.</p>
<h3>Un film che va a fondo</h3>
<p>Proprio questa <strong>mancanza di una precisa identità</strong>, con l&#8217;autoironia pressoché assente, rende quanto accadente su schermo più noioso che effettivamente divertente. <strong>I pessimi effetti speciali</strong>, tra make-up e mimiche facciali alterate, scadono di sovente nel ridicolo involontario e il casting a dir poco approssimativo non aiuta a identificarsi in quei personaggi destinati alle classiche <strong>logiche da slasher contemporaneo</strong>. Non è un caso che la maggior parte dei protagonisti spicchi per stupidità, a cominciare dalla coppia di influencer che per prima si imbatterà nella fantasmatica minaccia.</p>
<p>Difficile poi commentare la rappresentazione della nave vera e propria, che vista a distanza nelle scene clou appare realizzata con <strong>mediocri effetti digitali</strong>, finendo per rendere del tutto improbabili alcune delle sequenze più ipoteticamente tensive, a cominciare dal <strong>prologo e dall&#8217;epilogo</strong> che condividono la medesima situazione semplicemente osservata a un secolo di lontananza.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Come già suggerisce il titolo a suo modo folcloristico, <em>Titanic 666</em> riprende la celeberrima <strong>tragedia del transatlantico</strong> per inscenare un horror di serie B, in pieno stile <em>The Asylum</em>. Ma a differenza di altri titoli della casa di produzione americana, qui ci si prende fin troppo sul serio, senza trasformare il racconto in <strong>un&#8217;irresistibile follia a basso budget</strong> come sarebbe stato lecito aspettarsi.</p>
<p>Ci troviamo invece di fronte a <strong>un horror anonimo, lento e ridicolo</strong> quando cerca passaggi inutilmente pretenziosi, che non capitalizza nemmeno la propria potenziale verve autoironica, a partire dai pessimi effetti speciali. E così <strong>a naufragare, più che la nave stessa, è proprio il film</strong>.</p>
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		<title>Corrida dos Bichos &#8211; La legge del branco, un gioco mortale &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 09:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Corrida dos Bichos - La legge del branco" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />In un prossimo futuro Rio de Janeiro si è trasformata in una metropoli in rovina, profondamente segnata dalle disuguaglianze sociali. Il programma più seguito è una brutale competizione nella quale venticinque corridori, ciascuno associato a uno spirito animale, rischiano la vita per conquistare un premio milionario. La regola è tanto semplice quanto spietata: per partecipare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Corrida dos Bichos - La legge del branco" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Corrida-dos-Bichos-La-legge-del-branco.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In un prossimo futuro Rio de Janeiro si è trasformata in <strong>una metropoli in rovina</strong>, profondamente segnata dalle disuguaglianze sociali. Il programma più seguito è una <strong>brutale competizione</strong> nella quale venticinque corridori, ciascuno associato a uno spirito animale, rischiano la vita per conquistare un premio milionario. La regola è tanto semplice quanto spietata: per partecipare ogni concorrente deve offrire <strong>una persona amata come garanzia</strong> e soltanto chi trionferà potrà riaverla indietro.</p>
<p>Il protagonista di <strong>Corrida dos Bichos &#8211; La legge del branco</strong> è Mano, un ragazzo profondamente idealista da sempre schierato contro quella barbarie che si trova costretto a <strong>rinnegare i propri principi</strong> quando scopre che la sorella è stata offerta come ostaggio. Per salvarla decide così di partecipare alla corsa, stringendo un patto con una delle organizzatrici e ritrovandosi ad affrontare avversari sempre più crudeli, in <strong>una società regolata dalla violenza</strong>.</p>
<h2>Corrida dos Bichos: una corsa per la vita &#8211; recensione</h2>
<p>Se <em>City of God</em> (2002) rappresentava una fotografia del Brasile ancorata al presente, con tutte le idiosincrasie insite in quel meraviglioso quanto problematico Paese, <em>Corrida dos Bichos &#8211; La legge</em> del branco prova a immaginarne <strong>un futuro vittima di quelle stesse contraddizioni</strong>, adottando il concept di una distopia dal sapore post-apocalittico. Non è un caso che dietro la macchina da presa, a condividere la regia a sei mani, sieda <strong>Fernando Meirelles</strong>, autore proprio di suddetto cult candidato a quattro premi Oscar.</p>
<p>Qui Il mare si è ritirato a causa di <strong>una catastrofe ambientale</strong> e la metropoli è ridotta ad un agglomerato di macerie: al centro della trama troviamo il celebre <em>jogo do bicho</em>, storica <strong>lotteria clandestina indigena</strong> che si è evoluto in un gioco mortale.</p>
<p>Ricchi e poveri, ancora una volta, con <strong>la lotta di classe</strong> che viene declinata in una sorta di young-adult più maturo del solito, con le influenze dalla saga di <em>Hunger Games</em> a far capolino pur in un contesto prettamente figlio del folklore locale. Si riflette così su un mondo dove l&#8217;intrattenimento è diventato l&#8217;ennesimo <strong>strumento di oppressione sociale</strong>, pronto a trasformare il dolore altrui in spettacolo per incrementare lo share e le entrate economiche.</p>
<h3>Tutti contro tutti</h3>
<p>Se non è un vero e proprio <em>Battle Royale</em> &#8211; ai partecipanti è sempre data una possibilità di scelta, per quanto soggetta a condizioni ben precise &#8211; poco ci manca e quanto accade nelle due ore di visione può contare su <strong>un efficace world-building</strong>. Il mondo narrativo è frutto dell&#8217;idea del co-regista <strong>Ernesto Solis</strong>, che ha firmato la sceneggiatura (anche questa in collaborazione), e non di un romanzo come spesso accade. L&#8217;intenzione era quella di dar vita a un vero e proprio <strong>colosso brasiliano del genere</strong>, un&#8217;impresa riuscita soltanto a metà.</p>
<p>Nelle sue due ore di visione <em>Corrida dos Bichos &#8211; La legge del branco</em> non manca infatti di spunti interessanti, con le <strong>scene d&#8217;azione che vivono su quell&#8217;anima parkour</strong> carica di adrenalina, dove i protagonisti saltano e corrono tra vicoli e palazzi popolari cercando di arrivare prima di tutti, costi quel che costi. Risulta parzialmente <strong>derivativo invece nella gestione dei vari personaggi</strong>, con diverse forzature e altri situazioni riciclanti parentele inaspettate o love-story proibite, un qualcosa di già visto nelle sue reiterazioni alquanto archetipiche. Lo stesso cast, per quanto funzionale ai ruoli, sembra figlio di tale concezione, quasi che nell&#8217;intento di intercettare un pubblico internazionale <strong>si sia scesi a calcolati compromessi</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p><strong>Un Brasile da incubo</strong>, un <em>City of God</em> distopico che vanta la mano del medesimo regista, Fernando Meirelles, impegnato insieme ai colleghi Rodrigo Pesavento ed Ernesto Solis a dar vita a un futuro credibile nelle sue <strong>storture catastrofiche</strong>, fondato su regole ben precise e su una società dove un reality show illegale diventa la sola <strong>possibilità di riscatto</strong> da una vita di povertà.</p>
<p><em>Corrida dos Bichos &#8211; La legge del branco</em> avvince nella sua anima puramente action, con corse sfrenate in stile parkour tra le strade di <strong>una Rio de Janeiro in rovina</strong>, mentre risulta parzialmente timido nella scontata gestione dei personaggi, pur immersi in un contesto credibile e sfaccettato che avrebbe forse meritato <strong>maggiori sfumature emotive e caratteriali</strong>.</p>
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		<title>A Useful Ghost, un film surreale tra risate e memoria &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 15:51:35 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="A Useful Ghost" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/A-Useful-Ghost.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In seguito alla <strong>tragica morte della moglie</strong> Nat, scomparsa per via delle conseguenze dell&#8217;inquinamento atmosferico, March fatica ad accettare la perdita e a ricostruire la propria vita. Quando lo spirito della donna torna nel mondo dei vivi <strong>reincarnandosi in un aspirapolvere</strong>, l&#8217;uomo si trova davanti a una situazione tanto assurda quanto difficile. Potrà il loro amore continuare contro ogni logica? <strong>La madre e i parenti</strong> di Nat sembrano aver già preso una decisione per lui&#8230;</p>
<p>Ma come scoprirà lo spettatore di <strong>A Useful Ghost</strong>, non è l&#8217;unico elettrodomestico a essere posseduto da un fantasma e all&#8217;inizio del film è infatti un &#8220;ladyboy&#8221;, come si definisce lui stesso, ad acquistarne uno per pulire la polvere in casa, ignaro che anche questo porti con sé <strong>un&#8217;anima errante</strong>. Sarà soltanto l&#8217;inizio di una trama che si alterna tra passato e presente per riflettere su traumi irrisolti e una <strong>tragedia che ha sconvolto la Thailandia</strong> solo qualche anno prima.</p>
<h2>A Useful Ghost: fantasmi di ieri e di oggi &#8211; recensione</h2>
<p>Un&#8217;opera che porta a <strong>riflettere sul trauma</strong>, a rimembrare chi è caduto nelle proteste di piazza in quella che è stata la violenta e sanguinosa repressione del movimento delle &#8220;<em>Camicie Rosse</em>&#8221; (UDD) avvenuta a Bangkok nel maggio del 2010. <em>A Useful Ghost</em> si fa memoria attraverso <strong>un cinema fantastico e surreale</strong>, che gioca con lo spiritualismo tipicamente orientale per affrontare qualcosa di ben più terreno.</p>
<p>L&#8217;opera prima di <strong>Ratchapoom Boonbunchachoke</strong> è un film sfaccettato e carico di umori e sensazioni, che si può dividere emotivamente in due parti distinte ma complementari. Il <strong>tono maggiormente disincantato</strong> della prima metà &#8211; che richiama quasi, volutamente o meno, certo cinema di Kaurismäki &#8211; e la verve più amara che si insinua progressivamente la narrazione in quell&#8217;apologo esistenziale <strong>sul peso del ricordo</strong>, per una società civile che cerca di non dimenticare.</p>
<p><strong>Commedia, melodramma e riflessione sociale</strong> convivono in oltre due ore di visione che sono in grado di emozionare e commuovere, con tanto di epilogo all&#8217;insegna di un contrappasso in chiave action / horror quale <strong>necessaria, liberatoria, catarsi</strong>.</p>
<h3>Un autore da tenere d&#8217;occhio</h3>
<p>La forza dell&#8217;esordiente regista risiede nel rifiutare qualsiasi separazione netta tra il ridicolo e il dramma, <strong>giocando sul paradossale</strong> con un equilibrio e una grazie per nulla scontati in un debutto. Un aspirapolvere posseduto può così diventare assurdo protagonista di una scena romantica, in un film che <strong>guarda all&#8217;assurdo per raccontare una realtà orribile</strong> ancora recente. <em>A Useful Ghost</em> è una favola nera capace di alternare momenti di <strong>irresistibile divertimento a improvvisi squarci emotivi</strong>, senza mai perdere di vista l&#8217;idea di partenza.</p>
<p>Il fantasma qui non è un qualcosa &#8211; o meglio un qualcuno &#8211; da esorcizzare, da scacciare ad ogni costo, ma bensì una presenza che reclama comprensibilmente <strong>il diritto di esistere e di rimanere</strong>, di essere ascoltata e riconosciuta come tale. Ecco allora il perché del titolo, con Nat che deve diventare un &#8220;fantasma utile&#8221; per poter essere accettata da una società che <strong>giustifica il soprannaturale</strong> soltanto quando questi può essere applicato a soluzioni pratiche o redditizie.</p>
<p>In un film che si fa <strong>metafora fantastica</strong> evitando il didascalismo fine a se stesso, lasciando che invece siano proprio gli spiriti a ricordare ai vivi ciò che i <strong>poteri forti</strong> preferirebbero (far) dimenticare.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Una <strong>visione intelligente e stratificata</strong>, che nel suo tono paradossale è capace di far ridere e commuovere in egual misura, trovando forza nella sua <strong>assurda premessa narrativa</strong>. Il fantasma di una moglie scomparsa che si reincarna in un aspirapolvere diventa una potente <strong>metafora sulla memoria</strong>, sul ricordo delle vittime delle proteste di piazza in una Thailandia ancora profondamente divisa dal punto di vista sociale.</p>
<p>Un&#8217;opera che si prende i suoi tempi e <strong>parla dei morti per narrare dei vivi</strong>, tenendo insieme dimensione privata e politica, amore e dolore, comicità e tragedia, con una precisa idea di cosa raccontare e, soprattutto, senza nessuna paura di fare il passo più lungo della gamba. <em>A Useful Ghost</em> <strong>sorprende a più riprese</strong>, sfruttando un&#8217;idea apparentemente folle per trasformarla in una riflessione profondamente umana e malinconica sul <strong>bisogno di non essere dimenticati</strong>.</p>
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		<title>Lo straniero, un convincente adattamento del romanzo &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple TV Plus]]></category>
		<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Lo straniero" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Algeri, fine anni Trenta. Il giovane Meursault conduce un&#8217;esistenza monotona e avara di ambizioni, scandita da un lavoro che non apprezza e da una vita sociale non propriamente entusiasmante. Quando la madre muore in una casa di riposo, si reca per partecipare al funerale senza lasciar trasparire alcuna emozione, rientrando in città il giorno successivo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Lo straniero" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Lo-straniero.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Algeri, fine anni Trenta. Il giovane Meursault conduce <strong>un&#8217;esistenza monotona e avara di ambizioni</strong>, scandita da un lavoro che non apprezza e da una vita sociale non propriamente entusiasmante. Quando <strong>la madre muore in una casa di riposo</strong>, si reca per partecipare al funerale senza lasciar trasparire alcuna emozione, rientrando in città il giorno successivo. Incontra Marie, una conoscente di vecchia data con la quale <strong>inizia una relazione</strong>, e instaura un&#8217;amicizia sempre più ambigua e pericolosa con il vicino di casa Raymond Sintès, un personaggio violento.</p>
<p>Il protagonista de <strong>Lo straniero</strong> finisce così per essere trascinato in una serie di eventi sempre più rocamboleschi, culminanti in una torrida giornata sulla spiaggia. Lì un gesto estemporaneo porterà Meursault ad affrontare <strong>un processo senza apparente via d&#8217;uscita</strong>.</p>
<h2>Lo straniero: chi è causa del proprio mal&#8230; &#8211; recensione</h2>
<p>Proprio il processo diventa una struggente una riflessione <strong>sull&#8217;indifferenza, sulla giustizia</strong> e sul significato stesso dell&#8217;essere umano, in un film che riprende il romanzo del 1967 di <strong>Albert Camus</strong> già portato sul grande schermo dall&#8217;omonimo film di Luchino Visconti, con protagonista uno straordinario Marcello Mastroianni. E proprio a quella prima trasposizione si rifà esplicitamente questo nuovo adattamento firmato dal regista francese <strong>François Ozon</strong>, approcciatosi al testo e alla pellicola originale con un rispetto quasi reverenziale.</p>
<p>Due film che sembrano specchiarsi l&#8217;uno nell&#8217;altro dal punto di vista narrativo, mentre per quanto concerne l&#8217;estetica <em>Lo straniero</em> 2025 si affida invece a <strong>un affascinante bianco e nero</strong>, che rende ancora più sfuggenti e malinconiche le numerose scene madri che caratterizzano questa storia di mancanze e omissioni, in <strong>un contesto coloniale</strong> ben preciso.</p>
<h3>Colpevole o innocente</h3>
<p>La vicenda di Meursault mantiene la sua primigenia essenza giacché evita qualsiasi meccanismo di immedesimazione tradizionale: chi d&#8217;altronde vorrebbe ritrovarsi nei panni di <strong>una figura così amorale</strong>, per la quale viene difficile provare compassione anche nei passaggi più potenzialmente struggenti? Benjamin Voisin veste i panni di un uomo <strong>emotivamente impassibile</strong>, incapace di aderire alle convenzioni sociali persino nei momenti che imporrebbero un sussulto di dolore o di rimorso: il discorso finale con l&#8217;uomo di Chiesa ne è la perfetta sintesi, <strong>atei o credenti si sia</strong>.</p>
<p>Un personaggio estraneo ai codici etici che regolano la convivenza civile e che diventa così metafora, <strong>simbolo di una società divisa</strong> che proprio nelle sue ramificazioni e complessità dà il via a quella svolta da cronaca nera che caratterizza la seconda metà e il convulso finale.</p>
<p>Proprio per via del materiale alla base e della scelta di Ozon di restarvi sostanzialmente fedele rischia di far apparire le fasi maggiormente significative <strong>più fredde che effettivamente enigmatiche</strong>, mentre chi non conosce a fondo l&#8217;opera di Camus potrebbe rimanere spiazzato da questa narrazione atipica, carica di riflessioni <strong>sull&#8217;assurdo e sull&#8217;indifferenza</strong> che dominano le logiche sociali.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Dopo Visconti, anche François Ozon si confronta con la sfida di trasformare in immagini un testo profondamente letterario, nel quale <strong>l&#8217;essenza del protagonista risiede nella sua assenza</strong>, nel rifiuto delle logiche narrative classiche, nel farsi forma respingente e freddamente vuota. Il tutto racchiuso in un magnifico bianco e nero che ci accompagna in <strong>una suggestiva Algeri</strong> &#8211; &#8220;ricostruita&#8221; in Marocco &#8211; quale palcoscenico dei drammatici eventi.</p>
<p>La prima parte, con il funerale della madre e la susseguente, paradossale, storia d&#8217;amore con Marie, lascia poi il campo alla <strong>complessa fase processuale</strong> della seconda metà, vero e proprio sfogo esistenziale di un personaggio che si svuota nel proprio disagio e nell&#8217;assenza di emozioni. Per <strong>un adattamento rigoroso e affascinante,</strong> per quanto narrativamente molto simile alla già citata versione degli anni Sessanta.</p>
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		<title>Passenger, un horror on the road &#8211; La recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:47:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Passenger" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Tyler e Maddie sono una giovane coppia che ha scelto la vita on the road: a bordo di un furgone di color arancione viaggiano per gli Stati Uniti in cerca dell&#8217;avventura. Proprio nel corso del loro tragitto, i protagonisti di Passenger si imbattono nella scena di un incidente stradale nel quale l&#8217;occupante ha perso la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Passenger" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/Passenger.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Tyler e Maddie sono una giovane coppia che ha scelto la vita on the road: a bordo di un furgone di color arancione <strong>viaggiano per gli Stati Uniti</strong> in cerca dell&#8217;avventura. Proprio nel corso del loro tragitto, i protagonisti di <strong>Passenger</strong> si imbattono nella scena di un incidente stradale nel quale l&#8217;occupante ha perso la vita in circostanze a dir poco traumatiche.</p>
<p>Da quel momento i due cominciano a essere <strong>vittime di inquietanti fenomeni</strong>: il loro mezzo di trasporto è sfregiato da dei graffi spaventosi, Maddie si sente continuamente osservata e una <strong>presenza inspiegabile</strong> comincia ben presto a tormentarli. Mentre fanno i conti con la loro relazione &#8211; lui le ha chiesto di sposarlo &#8211; i Nostri dovranno affrontare qualcosa di ben più spaventoso, legati a <strong>un&#8217;antica leggenda</strong> diffusa tra i cosiddetti &#8220;vagabondi della strada&#8221;.</p>
<h2>Passenger: mai fermarsi &#8211; recensione</h2>
<p><strong>André Ovredal</strong> è un regista che nel corso della propria carriera ha svariato sui più diversi generi: dal folklore norvegese di <em>Troll Hunter</em> (2010) all&#8217;orrore claustrofobico di <em>Autopsy</em> (2016), passando per l&#8217;antologia horror per ragazzi di <em>Scary Stories to Tell in the Dark</em> (2019) fino alla particolare rilettura del vampiro per eccellenza in <em>Demeter &#8211; Il risveglio di Dracula</em> (2023), il norvegese ha attraversato <strong>mille mondi del fantastico</strong>.</p>
<p>Con <em>Passenger</em> ha scelto l&#8217;anima on the road, con quelle <strong>strade notturne</strong> dove si nasconde ciò che non è mostrabile, con l&#8217;orrore pronto a scatenarsi quando <strong>calano le tenebre</strong> e fermarsi per una sosta può voler dire andare dritti incontro alla propria morte. Come d&#8217;altronde viene già letteralmente esplicitato nel prologo, dove una breve pausa-pipì diventa foriera di <strong>un massacro in divenire</strong> di origine sovrannaturale.</p>
<h3>Un viaggio da dimenticare</h3>
<p>Gioca con la <strong>percezione degli spazi</strong>, con quegli ambienti che mutano distanze e soggetti, nei momenti più riusciti, affidandosi invece a soluzioni maggiormente prevedibili nei passaggi più pigri. <em>Passenger</em> è quello che una volta sarebbe stato definito <strong>il &#8220;classico horror estivo&#8221;</strong>, ideale per una serata all&#8217;insegna del disimpegno e di qualche, divertente, spavento. E questo, almeno per chi scrive, non è necessariamente un male in un momento dove l&#8217;elevated horror o la violenza pura si <strong>spartiscono il mercato di genere</strong>.</p>
<p>Il tema del viaggio, con tanto di riferimento al cosiddetto codice HOBO, una sorta di linguaggio di simboli realmente esistente che usavano tra loro <strong>camionisti e vagabondi</strong> nelle strade americane, diventa così palcoscenico ideale per questo esasperato gioco del gatto e del topo, che può riportare alla mente anche la premessa alla base di <em>It Follows</em> (2014), cult dello scorso decennio. Anche qui infatti la minaccia fantasmatica <strong>&#8220;pedina&#8221; i protagonisti</strong>, non importa quanto questi si allontanino dal luogo del primo avvistamento, come una sorta di perenne pericolo che impedisce loro un attimo di quiete; o meglio, il giorno con il sole che splende è ancora <strong>arco temporale salvifico</strong>, salvo poi cedere al buio della notte, dove d&#8217;altronde da sempre si cela l&#8217;anima pura dell&#8217;horror.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="1467" data-end="1858">Pare quasi <strong>uno scontro esistenziale</strong> tra le incognite di una vita on the road, ricca di sorprese tanto negative quanto positive, e la tranquillità di una quotidianità stabile tra le mura domestiche. <em data-start="1667" data-end="1678">Passenger</em> adotta questa premessa, nel legame tra i due protagonisti, per inscenare la miccia horror del film, dove proprio <strong>l&#8217;odissea del viaggio</strong> diventa foriera di insidie soprannaturali.</p>
<p data-start="1863" data-end="2255">Dopo il prologo che ci getta sin da subito nei meandri dell&#8217;orrore, il film si concentra sulla <strong>coppia che scoppia</strong>, giocando con la percezione degli spazi dentro e fuori dall&#8217;abitacolo di quel furgone che diventa al contempo prigione e via di fuga. Un horror tipicamente estivo, intelligente quanto basta e <strong>consapevole dei propri limiti</strong>, senza mai cercare di elevarsi a qualcosa che non è.</p>
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		<title>The Toxic Avenger, un remake tra fedeltà e innovazione &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 10:26:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Toxic Avenger" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Winston Gooze si guadagna da vivere come addetto alle pulizie per la BORT Corporation, un colosso chimico e farmaceutico che domina la città facente capo allo spietato CEO Bob Garbinger. L&#8217;uomo si ritrova a dover crescere il figliastro adolescente dopo la scomparsa della donna che amava, madre del ragazzino. Un giorno scopre di essere affetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Toxic Avenger" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/08/The-Toxic-Avenger.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Winston Gooze si guadagna da vivere come <strong>addetto alle pulizie</strong> per la <em>BORT Corporation</em>, un colosso chimico e farmaceutico che domina la città facente capo allo spietato CEO Bob Garbinger. L&#8217;uomo si ritrova a dover crescere il figliastro adolescente dopo la scomparsa della donna che amava, madre del ragazzino. Un giorno scopre di essere affetto da un grave problema di salute e che <strong>gli restano pochi mesi di vita</strong>, al punto da decidere di chiedere aiuto proprio al leader della compagnia, ignaro delle conseguenze.</p>
<p>Quella stessa serata infatti resta vittima di un incidente in una fabbrica controllata dalla famiglia Garbinger e, <strong>investito di scorie tossiche</strong>, Winston non muore ma bensì muta in una creatura mostruosa dal colore verdastro. Ribattezzato dall&#8217;opinione pubblica come <strong>The Toxic Avenger</strong>, si trasforma in un giustiziere mascherato pronto a vendicarsi di quel mondo che l&#8217;ha abbandonato.</p>
<h2>The Toxic Avenger: chi si rivede &#8211; Recensione</h2>
<p>Chi ha visto <strong>l&#8217;originale del 1984</strong> sa come questi fosse frutto di di un&#8217;estetica del rifiuto, di un budget inesistente, di una ferocia gratuita e di quel <strong>divertimento grottesco</strong> che non chiedeva scusa a nessuno. Tutto in perfetto stile <em>Troma</em>, la casa di produzione specializzata proprio in titoli di quel tipo, indirizzati a un pubblico altamente fidelizzato. Vi era perciò molta attesa e curiosità riguardo a <strong>quest&#8217;omonimo remake</strong> targato <em>Legendary Pictures</em>, rimasto nel limbo per ben due anni prima di trovare un&#8217;effettiva distribuzione worldwide.</p>
<p>Un film che aggiorna i termini economici alla base senza però tradirne lo spirito intrinseco, giacché il regista <strong>Macon Blair</strong> ha imbastito un&#8217;operazione che riesce a stare in equilibrio su un filo sottile: relativamente rispettosa delle origini da non tradire il pubblico storico dei fan di vecchia data e abbastanza <strong>fruibile anche da un pubblico più ampio</strong>. D&#8217;altronde lo spettatore medio moderno è abituato a dosi di violenza ben maggior rispetto a quelle del suo omologo anni Ottanta e <strong>lo splatter</strong>, soprattutto a indirizzo comico, <strong>è ormai ampiamente sdoganato</strong> tra il grande pubblico.</p>
<h3>Sangue e risate</h3>
<p>Tra <strong>litrate di sangue finto e arti mozzati a go-o</strong>, il film individua un bersaglio molto più concreto della semplice nostalgia per l&#8217;orrore anni Ottanta. Winston Gooze, il custode malato interpretato da un <strong>Peter Dinklage</strong> sempre gigantesco nonostante l&#8217;altezza minuta, diventa infatti un eroe radioattivo proprio mentre il sistema sanitario lo abbandona alla propria sorte. La mutazione diventa così metafora neppure troppo velata di un Paese come gli Stati Uniti in cui <strong>essere poveri e malati equivale già a una condanna a morte</strong>, e i villain interpretati da <strong>Kevin Bacon ed Elijah Wood </strong>offrono al film il bersaglio satirico ideale, con la caricatura che si trasforma in critica più o meno sottile.</p>
<p>La rappresentazione non rinuncia mai all&#8217;essenza che era già alla base dell&#8217;originale, con <strong>l&#8217;eccesso di granguignolesca violenta</strong> &#8211; sempre e comunque &#8220;smussata&#8221; dalla carica autoironica &#8211; che diventa via via marchio di fabbrica di un antieroe sui generis che cerca al contempo di restare fedele al prototipo promuovendosi a nuove orde di appassionati. Un <strong>tentativo riuscito soltanto a metà</strong>, in un film pur godibile se approcciato senza troppe pretese.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Rifare, o meglio ancora <strong>aggiornare, il personaggio simbolo</strong> della <em>Troma</em> senza tradirlo è stata un&#8217;impresa che pareva quasi impossibile, e Macon Blair vi è riuscito soltanto parzialmente. Il nuovo <em>The Toxic Avenger</em>, che ha qui le fattezze &#8220;contenute&#8221; di Peter Dinklage &#8211; scelta comunque ideale &#8211; <strong>aumenta il budget e alleggerisce la verve più iconoclasta</strong>, pur mantenendo una sana dose di gradevole grottesco a tema.</p>
<p>Con Kevin Bacon ed Elijah Wood nei panni di due villain d&#8217;eccezione, i cento minuti di visione si muovono su <strong>un terreno scivoloso</strong>, giocando con lo splatter per provare a imbastire una critica più o meno incisiva della società americana contemporanea. Ne esce fuori <strong>un film buffo, imperfetto ma anche divertente</strong>, consapevole di quanto i fan dell&#8217;originale lo stessero aspettando al varco.</p>
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		<title>Float, un film romantico più profondo del solito &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Float" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />La giovane Waverly Liu è convinta che il proprio futuro sia già scritto e dovrebbe iniziare la propria specializzazione medica a Toronto. Quando quei piani vengono improvvisamente sconvolti, la ragazza decide impulsivamente di concedersi un momento di relax chiedendo ospitalità alla zia Rachel, che abita in una cittadina costiera canadese. La protagonista di Float pensa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Float" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Float.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>La giovane Waverly Liu è convinta che il <strong>proprio futuro sia già scritto</strong> e dovrebbe iniziare la propria specializzazione medica a Toronto. Quando quei piani vengono improvvisamente sconvolti, la ragazza decide impulsivamente di concedersi un momento di relax chiedendo ospitalità alla zia Rachel, che abita in <strong>una cittadina costiera canadese</strong>.</p>
<p>La protagonista di <strong>Float</strong> pensa inizialmente di fermarsi soltanto qualche giorno, ma i suoi piani cambiano drasticamente dopo l&#8217;incontro con il bagnino locale Blake: un incontro quanto mai provvidenziale giacché è proprio lui a salvarla quando rischiava di annegare. Waverly <strong>infatti non sa nuotare</strong> e decide di prendere lezioni per imparare proprio da Blake, con il quale sembra inoltre essere scattato un reciproco colpo di fulmine. Peccato che i problemi familiari di entrambi rischino di porre diversi ostacoli al loro <strong>amore nascente</strong>.</p>
<h2>Float: in cerca di un appiglio &#8211; recensione</h2>
<p>Una volta tanto l&#8217;adattamento di un romanzo nato su <em>Wattpad</em>, la popolare piattaforma online dove prolificano i <strong>romanzi rosa e young-adult</strong>, cerca di distinguersi dalla massa e a offrire una profondità ben maggiore rispetto alla maggior parte delle omologhe produzioni contemporanee. <em>Float</em>, che porta sullo schermo quanto nato dalla penna di Kate Marchant, racconta infatti sì una storia d&#8217;amore ma con <strong>uno sguardo drammatico e introspettivo</strong> per nulla scontato, capace di elevare un plot altrimenti relativamente lineare.</p>
<p>Non vi sono dubbi su come si concluderà la tormentata love-story tra i due protagonisti, ma la sceneggiatura ha comunque il merito di tingersi di <strong>note più dolce-amare del solito</strong>, riflettendo sul significato di famiglia e sull&#8217;importanza delle scelte con un approccio mai superficiale. Un film capace di scandagliare con lucidità <strong>nell&#8217;anima dei suoi protagonisti</strong>, con un buon equilibrio tra i passaggi più dolorosi e quelli più leggeri, in cento minuti che scorrono prendendosi il giusto tempo.</p>
<h3>Due protagonisti amabili</h3>
<p>I passaggi romantici non sono mai stucchevoli e <strong>non esagerano nel trasporto</strong>, dando vita ad un amore che sembra uscito direttamente dagli anni Novanta, e al contempo le scene madri si dimostrano più sensibili del previsto, permettendo alla<strong> forza emotiva</strong> dei protagonisti di uscire senza forzature di sorta. Certo la trama quella è, e non si scappa da alcune perdonabili ovvietà che non tolgono comunque il piacere della visione.</p>
<p>Merito anche dei due interpreti principali, con <strong>Robbie Amell e Andrea Bang</strong> che danno vita a due figure credibili e meritevoli di immedesimazione, con un cast di contorno mai invasivo che dà vita a un contesto verosimile di amicizie e sottotrame varie e assortite, pur se appena accennate. Il titolo <em>Float</em> può significare <strong>sia galleggiare che salvagente</strong>, parole che si adattano in egual misura al cuore della vicenda, dove due cuori che navigano a vista finiscono per trovare conforto l&#8217;uno nell&#8217;altra.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="1525" data-end="1917">Un <strong>romanticismo ragionato e mai gratuito</strong>, anche quando lascia spazio agli ovvi e perdonabili sussulti melodrammatici, che eleva il romanzo da cui è tratto, nato su <em>Wattpad</em> come molti romanzi teen/young adult degli ultimi anni. La maturità emotiva dei due protagonisti, provati entrambi da <strong>tragedie che hanno segnato le loro vite</strong>, rende la love-story più sofferta e priva di facili scappatoie.</p>
<p data-start="1922" data-end="2292"><em data-start="1922" data-end="1929">Float</em> riesce a ritagliarsi <strong>una distinta personalità</strong> in mezzo a decine di produzioni tutte uguali tra loro, limitando al minimo le smancerie e concentrandosi sui non detti e sui comprensibili timori di due anime smarrite che cercano di <strong>completarsi vicendevolmente</strong>. E se la storia in sé non offre molto di effettivamente nuovo, a volte basta anche il modo in cui si sa raccontarla.</p>
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		<title>Disclosure Day, alieni e paranoie secondo Steven Spielberg &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 08:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film da vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Disclosure Day" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />In Virginia, mentre il mondo sembra sull&#8217;orlo di un nuovo conflitto globale, Daniel Kellner è uno specialista di sicurezza informatica che ha appena sottratto alla Wardex Corporation &#8211; un&#8217;agenzia governativa segreta &#8211; un dispositivo tecnologico di origine extraterrestre. Inoltre è entrato in possesso di una serie di file video che documentano inequivocabilmente nel dettaglio decenni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Disclosure Day" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Disclosure-Day.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>In Virginia, mentre il mondo sembra sull&#8217;orlo di un nuovo conflitto globale, Daniel Kellner è <strong>uno specialista di sicurezza informatica</strong> che ha appena sottratto alla <em>Wardex Corporation</em> &#8211; un&#8217;agenzia governativa segreta &#8211; un dispositivo tecnologico di <strong>origine extraterrestre</strong>. Inoltre è entrato in possesso di una serie di file video che documentano inequivocabilmente nel dettaglio decenni di avvistamenti e <strong>contatti con la civiltà aliena</strong>.</p>
<p>Convinto che tale verità appartenga all&#8217;umanità intera, inizia una disperata fuga con la fidanzata Jane per diffondere suddetto materiale <strong>all&#8217;opinione pubblica mondiale</strong>.<br />
Nel frattempo, a Kansas City, la meteorologa televisiva Margaret Fairchild vive in diretta un episodio spaventoso, nel quale comunica in <strong>una sorta di lingua sconosciuta</strong>. Solo il più eclatante di una serie di eventi sempre più misteriosi, che legherà i protagonisti di <strong>Disclosure Day</strong> in una girandola di situazioni rocambolesche, nelle quali saranno braccati dagli uomini della <em>Wardex</em>, facenti capo all&#8217;integerrimo <em>CEO</em> Noah Scanlon.</p>
<h2>Disclosure Day: la verità è là fuori &#8211; recensione</h2>
<p><strong>Steven Spielberg</strong> torna a parlarci di alieni con un film affascinante nelle sue pur non celate imperfezioni, il cui senso più profondo si rivela in quell&#8217;epilogo che lascia col fiato sospeso, tra <strong>questioni irrisolte e suggestioni esistenzialiste</strong>, ideale chiusura di un racconto che non vuole offrire certezze ma spingere con intelligenza a nuove domande.</p>
<p>Un&#8217;opera sulla verità e la sua relativa distorsione, su come <strong>il mondo dei media</strong> sia grado di influenzare il giudizio della gente e sul pericolo dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> che crea nuove, fittizie, realtà, sempre più difficilmente distinguibili dall&#8217;effettivo mondo che ci circonda.</p>
<p><em>Disclosure Day</em> sceglie la <strong>strada della connessione empatica</strong> più che lo scontro, suggerendo che la vera minaccia non risieda tanto in una potenziale minaccia extraterrestre, ma bensì nella capacità umana di <strong>accogliere una verità scomoda</strong> senza cedere alla paura reciproca.</p>
<h3>A che ora è la fine del mondo</h3>
<p>In un pianeta influenzato dalle religioni, la scoperta di <strong>non essere soli nell&#8217;universo</strong> potrebbe d&#8217;altronde diametralmente cambiare il modo in cui il credente si approccia a un qualsiasi dio, e il regista affronta quest&#8217;approccio tramite le logiche di <strong>un thriller cospirazionista</strong>, con il senso di paranoia quanto mai dovuto per l&#8217;interventismo di un governo determinato a nascondere a ogni costo la verità. I fan di <em>X-Files</em> potranno riconoscervi atmosfere familiari, anche se qui l&#8217;atmosfera da <strong>blockbuster per il grande pubblico</strong> rischia di penalizzare l&#8217;atmosfera, soprattutto nella parte centrale.</p>
<p>Quando è l&#8217;azione a prendere il sopravvento sono infatti <strong>le forzature ad aumentare</strong>, con alcune illogicità nella fuga da parte di Daniel e Nora nonché nella gestione degli incredibili poteri di Margaret; allo stesso modo i repentini cambi di idea del presunto villain sembrano più figli di <strong>logiche obbligate</strong> che di una credibile verosimiglianza.</p>
<p>Va dato atto al cast principale di essersi calato nei rispettivi ruoli con ammirevole convenzione: il giovane <strong>Josh O&#8217;Connor</strong> è ormai lanciatissimo e <strong>Colin Firth</strong> è sempre una garanzia, questa volta in un ruolo scomodo, ma è <strong>Emily Blunt</strong> a vibrare di intensa energia nel corso delle due ore e venti di visione, fino a quell&#8217;epilogo che si chiude, saggiamente, <strong>proprio sul più bello</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Steven Spielberg torna agli alieni con un film imperfetto, non avaro di forzature e di momenti di stanca ma, al contempo, carico di un fascino per nulla banale <strong>sul potere dell&#8217;immagine e sull&#8217;importanza dei media</strong>, divenuti determinanti in questo potenziale &#8220;primo contatto&#8221; su scala globale. Se le scene d&#8217;azione, per quanto ben realizzate, risultano più gratuite che effettivamente credibili, è nella <strong>riflessione sul cinema stesso</strong> che <em>Disclosure Day</em> trova la sua più esaustiva chiave di lettura.</p>
<p>Due ore e venti di visione che sfruttano <strong>l&#8217;anima ludica</strong> di un moderno blockbuster, a tratti memore del cinema degli anni Ottanta e Novanta ma calato nelle paranoie contemporanee, per raccontare qualcosa non tanto sull&#8217;Altro ma su noi stessi, <strong>rapiti dallo schermo</strong> di un telefono o di una televisione, ormai mezzo di distrazione di massa per carpire nuove verità, <strong>non importa se reali o fasulle</strong>.</p>
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		<title>Supergirl, un cinecomic imperfetto ma divertente ed emozionante &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:42:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Supergirl" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Supergirl.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Ha floppato in sala ed è stato accolto tiepidamente da buona parte della critica internazionale, ma le avventure di <strong>Supergirl</strong> meritano di essere parzialmente rivalutate con l&#8217;arrivo nel mercato digitale. Nuova rivisitazione del personaggio, introdotto nell&#8217;epilogo del live-action dedicato al cugino <em>Superman</em> nella <strong>rinascita DC ad opera di James Gunn</strong>, il film vede nel ruolo principale una scatenata <strong>Milly Alcock</strong>, che dopo il successo nel ruolo di Rhaenyra Targaryen nella serie <em>House of the Dragon</em> è ora pronta a spiccare definitivamente il grande salto a Hollywood.</p>
<p>Non è un caso che sia proprio lei il principale punto di interesse dei <strong>cento minuti di visione</strong> &#8211; una durata assai ridotta se paragonata alla media dei cinecomic contemporanei &#8211; capace di dare leggerezza e al contempo intensità alle due anime del racconto, tra <strong>momenti ironici e altri più drammatici</strong> che accompagnano l&#8217;avventura interstellare di una protagonista sui generis.</p>
<h2>Supergirl: ritrovare se stessa &#8211; recensione</h2>
<p>La giovane Kara Zor-El decide di lasciarsi alle spalle la Terra, il suo pianeta adottivo, e l&#8217;ombra ingombrante del cugino Superman, intraprendendo <strong>un viaggio attraverso la galassia</strong> in compagnia del fedele supercane Krypto. Su un mondo lontano Kara si imbatte in Ruthye Marye Knoll, una ragazzina determinata a <strong>vendicare la morte della propria famiglia</strong>, barbaramente uccisa dal crudele mercenario Krem delle Colline Gialle.</p>
<p>Ruthye intende reclutare Kara per aiutarla nella propria missione, dando inizio a un viaggio che costringerà la stessa <em>Supergirl</em> a <strong>confrontarsi con le proprie ferite irrisolte</strong> e con un passato che continua a perseguitarla. Il percorso attraverso la galassia le porterà a incrociare la propria strada con quella di <strong>Lobo, un grottesco cacciatore di taglie</strong> sopra le righe che finirà per aiutarle, suo malgrado, in quella pericolosa impresa.</p>
<h3>Un film che convince, pur tra alti e bassi</h3>
<p>La sceneggiatura è al contempo ricca di spunti interessanti e di passaggi più deboli. La narrazione alterna momenti di <strong>autentica space opera avventurosa</strong> a sequenze più intime e sofferte, dedicate al rapporto complicato tra Kara e i propri ricordi di Krypton, raccontati in <strong>diversi flashback</strong> che ci dicono di più sul suo background e anche su quello di cotanto cugino. Il rapporto tra le due figure femminili principali funziona, così come il Lobo di uno scatenato <strong>Jason Momoa</strong> &#8211; scelta perfetta per il personaggio &#8211; e il sadico villain tatuato di <strong>Matthias Schoenaerts</strong>.</p>
<p>Il difetto principale risiede nel fatto che gli <strong>eventi sono alquanto ripetitivi</strong>, con inseguimenti continui e ribaltamenti di situazione che a lungo andare rischiano di stancare il pubblico più esigente. Era lecito attendersi qualcosina di più da un&#8217;origin story che <strong>caratterizza al meglio la sua protagonista</strong> ma non altrettanto il contorno nel quale si muove, riciclante un immaginario extraterrestre parzialmente prevedibile.</p>
<p>Anche dal punto degli effetti speciali la situazione è altalenante, con alcuni <strong>momenti sinceramente coinvolgenti</strong> &#8211; rimarcati da una colonna sonora ad hoc e volutamente straniante &#8211; e altri più gratuiti, con tanto di slow motion a caratterizzare le fasi clou. Lo spettacolo è garantito ma l&#8217;impressione che le chiacchierate <strong>divergenze creative tra il regista Craig Gillespie e James Gunn</strong>, qui per l&#8217;appunto come produttore e supervisore, abbiano influito e non poco sul risultato finale. Risultato finale che ribadiamo, <strong>ci è comunque piaciuto</strong>, anche al netto di suddette problematiche.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Adattamento della <strong>pluripremiata miniserie a fumetti</strong> <em>Supergirl: Woman of Tomorrow</em>, il film sceglie una strada parzialmente rischiosa, costruendo attorno a Kara Zor-El un racconto più cupo, più fisico, più <strong>intimamente segnato dal trauma</strong>. Il risultato non è completamente riuscito ma, al contempo, non manca di spunti accattivanti e di passaggi emotivamente coinvolgenti, salvo poi mostrare qua e là qualche <strong>lacuna a livello stilistico e narrativo</strong>.</p>
<p><em>Supergirl</em> è altalenante nella gestione degli effetti speciali e delle scene d&#8217;azione, ma può contare su <strong>un solido cast</strong> capitanato da Milly Alcock e su una costruzione melodrammatica degna di nota, aprendo inoltre nuovi spunti per il futuro dell&#8217;universo <em>DC</em> a firma Gunn / Safran. Con Krypto, il miglior amico a quattro zampe, relegato al prologo e all&#8217;epilogo e il cugino Superman confinato a camei d&#8217;ordinanza, i cento minuti di visione trovano il proprio punto di forza nelle <strong>figure femminili principali</strong> e nello scatenato Lobo di Jason Momoa.</p>
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		<title>Los Creyentes &#8211; Oltre la verità, un thriller spagnolo tra bugie e complotti &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 10:50:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Los Creyentes - Oltre la verità" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Ruth da due anni non fa visita alla propria famiglia, che abita in una cittadina di provincia. Un giorno riceve una telefonata che la informa della morte della madre, apparentemente vittima di una banale caduta domestica nella doccia. Ad accoglierla trova il padre Martín, che dal momento della pensione sembra essersi trasformato ed è affetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Los Creyentes - Oltre la verità" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Los-Creyentes.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Ruth da due anni non fa visita alla propria famiglia, che abita in una cittadina di provincia. Un giorno riceve una telefonata che la informa della <strong>morte della madre</strong>, apparentemente vittima di una banale caduta domestica nella doccia. Ad accoglierla trova il padre Martín, che dal momento della pensione sembra essersi trasformato ed è affetto da una <strong>profonda paranoia</strong> che sfocia in deliranti teorie del complotto.</p>
<p>Come scoprirà la protagonista di <strong>Los Creyentes &#8211; Oltre la verità</strong> quel genitore sempre più scontroso, che lei fatica a riconoscere, è convinto che un&#8217;azienda farmaceutica che ha sede in paese sia responsabile della <strong>scomparsa di alcuni bambini</strong>. Proprio negli ultimi giorni un ragazzino è infatti svanito nel nulla e le ricerche fino ad oggi si sono rivelate infruttuose. Ruth comincerà a sospettare che dietro il decesso della madre vi sia qualcosa di più e <strong>non sa di chi potersi fidare</strong>, forse nemmeno del sangue del suo sangue.</p>
<h2>Los Creyentes: i volti della verità &#8211; Recensione</h2>
<p>Cospirazioni che si insinuano in una sceneggiatura a tratti affascinante ma poco oculata nel gestire le diramazioni di <strong>una trama fin troppo densa</strong>, che non sa mai cosa intende effettivamente raccontare limitandosi a procedere per un continuo accumulo di situazioni e umori. La tensione a tratti è palpabile e il senso di mistero può dirsi anche piacevole, ma all&#8217;effettiva risoluzione della trama <em>Los Creyentes &#8211; Oltre la verità</em> mette in mostra tutti <strong>i limiti di scrittura</strong>.</p>
<p>Problemi familiari profondi, segreti che covano tra le mura domestiche, <strong>ricerche su internet e i social network</strong> per svelare presunte bugie od omissioni da parte delle autorità. Il problema principale è che molte di queste suggestioni, alcune invero intriganti, vengano sfruttate tramite una <strong>reiterazione di false piste</strong> che a lungo andare stanca, con quel finale per l&#8217;appunto poco soddisfacente per mettere finalmente &#8220;in chiaro&#8221; tutte le porte lasciate faticosamente aperte.</p>
<h3>Una formula collaudata</h3>
<p>Il <strong>thriller spagnolo</strong> ha trovato, negli ultimi anni, una propria collocazione stabile e redditizia nel catalogo <strong>Netflix</strong>, sia in forma seriale che di lungometraggio. <em>Los creyentes &#8211; Oltre la verità</em> vive sulle performance dei suoi protagonisti, con <strong>José Coronado</strong> alle prese con un ruolo pensato appositamente per sfruttarne l&#8217;ambiguità fisica e caratteriale e <strong>Stéphanie Magnin</strong> nelle vesti di una figlia comprensibilmente sospettosa, prossima a riportare alla luce inquieti scheletri nell&#8217;armadio.</p>
<p>La perdita della lucidità cognitiva del genitore anziano coincide con il suo cedere alla <strong>teorie cospirazioniste</strong>, con un epilogo che mette in mostra i pericoli che tali derive rischiano di avere sulle menti più deboli. Anche perché qui di dubbi o domande logiche non ve ne sono, e il tutto si limita a un <strong>tam-tam sul web</strong> pronto a prendere di mira i cosiddetti poteri forti, qui incarnati da una casa farmaceutica &#8211; fermo restando le colpe che molte di queste si portano dietro in <strong>casi ben più documentati</strong>. Non è un caso che per giustificare le proprie azioni Martín tiri in ballo colossi come <em>Big Pharma</em> o la piaga del fentanyl, citando avvenimenti controversi per <strong>comprovare le sue ragioni</strong>.</p>
<p>Ma complice una gestione delle figure secondarie approssimativa e un paio di colpi di scena che risultano improbabili quando non evidentemente forzati, <strong>il film smarrisce la coerenza di base</strong>, mettendo in mostra una narrazione frastagliata che vive su suggestioni lasciate in gran parte inespresse.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Il titolo originale <em>Los creyentes</em>, letteralmente traducibile come &#8220;i credenti&#8221;, allude direttamente alla <strong>fede cieca e spesso insensata</strong> nelle più strampalate teorie del complotto, come quella che guida la premessa di questo thriller spagnolo che cerca di <strong>occultare la verità</strong> attraverso spunti più o meno efficaci.</p>
<p>Il risultato è una visione a tratti avvincente ma profondamente sbilanciata, non sempre capace di gestire l&#8217;equilibrio tra <strong>il senso di paranoia e quell&#8217;inquietudine domestica</strong> che serpeggia tra le crepe di una famiglia scossa da un recente lutto, potenzialmente carico di misteri. E perciò la scrittura prova a farsi forza sulle interpretazioni dei suoi <strong>protagonisti, ben più credibili</strong> della storia di cui fan parte.</p>
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		<title>Masters of the Universe, un giocattolone divertente e divisivo &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:47:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Masters of the Universe" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Chi è cresciuto negli anni Ottanta ricorderà con piacere le avventure di He-Man, nato come personaggio di una serie di giocattoli per poi diventare il popolare protagonista di serie animate che hanno cresciuto generazioni, con interazioni che continuano anche ai giorni nostri. E molti dei fan storici avranno sicuramente visto l&#8217;improbabile live-action I dominatori dell&#8217;universo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Masters of the Universe" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/Masters-of-the-Universe.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Chi è cresciuto negli anni Ottanta ricorderà con piacere <strong>le avventure di He-Man</strong>, nato come personaggio di una serie di giocattoli per poi diventare il popolare protagonista di <strong>serie animate che hanno cresciuto generazioni</strong>, con interazioni che continuano anche ai giorni nostri. E molti dei fan storici avranno sicuramente visto l&#8217;improbabile live-action <em>I dominatori dell&#8217;universo</em> (1987), primo adattamento per il grande schermo che vedeva nel ruolo principale il monolitico <strong>Dolph Lundgren</strong>.</p>
<p>Lundgren che torna per un brevissimo cameo in questa nuova trasposizione di <strong>Masters of the Universe</strong>, pensata per il grande pubblico e con un budget assai consistente a supporto. Un film che diciamolo subito dividerà nettamente il pubblico, tra chi apprezzerà l&#8217;approccio camp alla <em>Flash Gordon</em> (1980) e chi invece potrebbe storcere il naso alla <strong>deriva comica e leggera</strong> scelta a monte. Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<h2>Masters of the Universe: leggende e risate &#8211; Recensione</h2>
<p>La trama ha inizio con un breve prologo ambientato nel passato, dove Adam &#8211; <strong>figlio del re di Eternia</strong>, un regno magico sconosciuto agli umani &#8211; è costretto alla fuga dopo l&#8217;attacco da parte di Skeletor e del suo mostruoso esercito. <strong>Mandato sulla Terra</strong> dalla Maga di corte, lo ritroviamo a quindici anni di distanza profondamente ossessionato dalla ricerca di quella spada che gli garantirebbe immensi poteri e la possibilità di <strong>salvare il proprio popolo</strong> dal giogo della tirannia.</p>
<p>Dopo aver ritrovato infine l&#8217;ambito cimelio, si imbatte nell&#8217;amica di infanzia Teela che lo <strong>riporta nella sua terra natale</strong>, nella speranza che possa finalmente assumere il ruolo di eroe che gli spetta. Accolto con scetticismo dagli abitanti di Eternia, finirà per rivelarsi determinante <strong>nell&#8217;imminente battaglia contro Skeletor</strong> e i suoi scagnozzi, uno scontro dal quale dipenderanno le sorti del regno e delle persone che più ama.</p>
<h3>Questione di scelte</h3>
<p>A prendere le redini del progetto è stato chiamato <strong>Travis Knight</strong>, che con questo film torna al mondo dei franchise dopo l&#8217;esperienza con <em>Bumblebee</em> (2018), spin-off dei <em>Transformers</em> che univa nostalgia e spettacolo con una certa efficacia. Già autore dell&#8217;interessante fantasy animato <em>Kubo e la spada magica</em> (2016), il regista americano ha optato in quest&#8217;occasione per una <strong>verve all&#8217;insegna del kitsch</strong>, giocando anche su spunti metanarrativi che potrebbero spiazzare i puristi del franchise.</p>
<p><em>Masters of the Universe</em> procede su un divertente <strong>accumulo di personaggi e situazioni</strong>, trascinandoci dal pianeta Terra a quell&#8217;Eternia che rivive tramite il digitale, colorata e lussureggiante e perfetto palcoscenico della disfida tra il Nostro &#8211; interpretato da un <strong>Nicholas Galitzine</strong> che ha l&#8217;accortezza di non prendersi mai sul serio &#8211; e lo scheletrico villain sotto la cui maschera si nasconde <strong>Jared Leto</strong>.</p>
<p><strong>Ci si diverte</strong> nel corso delle due ore e venti di visione, a patto di accettare l&#8217;impronta scelta in fase di produzione. Molte figure iconiche del mondo di He-Man fanno la loro comparsa e lo spettacolo è garantito da <strong>sequenze d&#8217;azioni tonitruanti e piacevolmente esagerate</strong>, con tanto di slow motion a caratterizzare le fasi salienti dei numerosi scontri all&#8217;arma bianca.</p>
<p>Un paio di brevi sequenze sui titoli di coda preparano il campo a nuove (dis)avventure, anche se lo <strong>scarso riscontro al botteghino</strong> non assicura al momento la realizzazione di un sequel, con <em>Amazon MGM Studios</em> che sta pensando come garantire <strong>un potenziale futuro al franchise</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Svuotare l&#8217;epica di trionfalismo e retorica per dar vita a <strong>un giocattolone divertente e kitsch</strong>, con tutti i rischi che questo comporta. Travis Knight ha preso il franchise di <em>Masters of the Universe</em> e lo ha declinato nel solo modo probabilmente possibile, in un film che non si prende sul serio per trovare il proprio asse e dare vita a <strong>un colorato caos</strong> che guarda all&#8217;estetica, ma non solo, del <em>Flash Gordon</em> (1980) cinematografico.</p>
<p>Ne esce <strong>un film ovviamente divisivo</strong>, a tratti metanarrativo nella fusione di mondi e suggestioni, dove He-Man stesso, con o senza Spada del Potere in mano, è <strong>un&#8217;autoironica macchietta</strong>, accompagnato da alleati e villain dal taglio caricaturale &#8211; lo Skeletor di Jared Leto in primis &#8211; in un&#8217;avventura rocambolesca <strong>tutta azione e spettacolo</strong>. Una scelta di campo ben precisa, con tutti i pro e i contro del caso.</p>
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		<title>The Mandalorian and Grogu, un&#8217;avventura rassicurante nella galassia lontana lontana &#8211; Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Encari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:32:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Mandalorian and Grogu" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" />Nelle origini doveva essere il film che avrebbe ricompattato il cosiddetto Mandoverse e aperto nuovi orizzonti alle serie che ne fanno parte, ma poi è stato tramutato da logiche produttive discutibili in uno stand-alone pensato anche per un pubblico di neofiti. The Mandalorian and Grogu altro non è che la quarta stagione, scritta e pensata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="696" height="392" src="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-1024x576.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The Mandalorian and Grogu" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-1024x576.jpg 1024w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-300x169.jpg 300w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-768x432.jpg 768w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-696x392.jpg 696w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-1068x601.jpg 1068w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu-747x420.jpg 747w, https://www.superguidatv.it/wp-content/uploads/2026/07/The-Mandalorian-and-Grogu.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><p>Nelle origini doveva essere il film che avrebbe ricompattato il cosiddetto <em>Mandoverse</em> e aperto <strong>nuovi orizzonti alle serie</strong> che ne fanno parte, ma poi è stato tramutato da logiche produttive discutibili in uno stand-alone pensato anche per un pubblico di neofiti. <strong>The Mandalorian and Grogu</strong> altro non è che la quarta stagione, scritta e pensata come tale, tramutata in corso d&#8217;opera in un lungometraggio di due ore e rotti che ci restituisce l&#8217;ormai <strong>iconica coppia dell&#8217;universo di Star Wars</strong>.</p>
<p>Non è quindi un caso che la struttura narrativa sembri per l&#8217;appunto <strong>un collage di episod</strong>i, scelta che se da un lato rende il tutto piacevolmente familiare per i fan e per l&#8217;appunto potenziale introduzione per chi vi si approccia la prima volta, dall&#8217;altro è fin troppo <strong>cauta e priva di spunti originali</strong>.</p>
<p>L&#8217;entrata in scena di alcuni personaggi inediti e il richiamo continuo all&#8217;azione per superare i momenti di stanca non bastano per nascondere i limiti di un <strong>film sì gradevole ma ben lontano dall&#8217;eccellenza</strong>, che non ha mai il coraggio di affrontare momenti effettivamente significativi.</p>
<h2>The Mandalorian and Grogu: chi si rivede &#8211; recensione</h2>
<p>Ma andiamo con ordine e scopriamo di più sulla trama. Con l&#8217;Impero Galattico ormai crollato, la neonata Nuova Repubblica si trova a fronteggiare ciò che è rimasto dei <strong>signori della guerra imperiali</strong>, ancora in grado di seminare caos e terrore in vari angoli della galassia. Per contrastarli, la Repubblica arruola il <strong>leggendario cacciatore di taglie mandaloriano</strong> Din Djarin, naturalmente in compagnia del giovane apprendista Grogu.</p>
<p>L&#8217;ultima missione, corpo centrale della pellicola, della quale vengono incaricati è quella di aiutare i gemelli Hutt a <strong>ritrovare il figlio di Jabba</strong>, impegnato come gladiatore su un lontano pianeta; in cambio i mandanti riveleranno, a incarico concluso, la posizione di un pericoloso ricercato. Ma <strong>il salvataggio si rivelerà più complicato del previsto</strong> e il mandaloriano e il suo piccolo amico dovranno sudare sette camicie per riuscire nell&#8217;impresa.</p>
<h3>Quando si dice andare sul sicuro</h3>
<p>Il ritorno di <em>Star Wars</em> sul grande schermo, a sette anni di distanza dal deludente <em>L&#8217;ascesa di Skywalker</em> (2019), non arriva quindi con una nuova trilogia o con la promessa di riscrivere la mitologia della saga, ma con <strong>una ricetta già ampiamente collaudata</strong> su quello che una volta era il piccolo schermo, ovvero nel mercato dello streaming.</p>
<p>I due personaggi più amati e rassicuranti nati dall&#8217;espansione televisiva del franchise vengono adoperati dallo specialista <strong>Jon Favreau</strong>, che gioca in casa in un film più furbo che riuscito, capace di stuzzicare le corde emotive con facilità sfruttando <strong>la &#8220;carineria&#8221; del personaggio di Grogu</strong>, sempre più tenero e a suo modo fotogenico.</p>
<h3>Avventure su mondi lontani</h3>
<p><em>The Mandalorian and Grogu</em> si presenta esattamente per quello che promette di essere, ovvero <strong>un&#8217;avventura a bassa quota</strong> dalla verve familiare, pensata più per consolidare un affetto già ampiamente acquisito che per raccontare qualcosa di nuovo. La comparsa del personaggio del figlio di Jabba rischia di <strong>scadere nel cringe</strong>, mentre villain potenzialmente interessanti vengono tenuti in ballo per potenziali ritorni, in una narrazione che procede su step relativamente lineari di <strong>ricerca, pericoli e reciproci salvataggi</strong>.</p>
<p>Non basta nemmeno la presenza di <strong>Sigourney Weaver</strong> nelle vesti di indomita comandante e di <strong>Martin Scorsese</strong> quale doppiatore di lusso &#8211; almeno nella versione in lingua originale &#8211; a risollevare un cast di figure secondarie che <strong>vanno sul sicuro</strong>, senza eccessivi scossoni al futuro di un franchise che avrebbe meritato maggior coraggio.</p>
<p>Sul piano tecnico e spettacolare il film non delude di certo, con <strong>ottimi effetti speciali, esplosioni e sparatorie in serie</strong>, l&#8217;ormai orecchiabile motivetto accompagnato da una colonna sonora inedita di <strong>Ludwig Göransson</strong> e da un ritmo sostenuto soprattutto nella seconda metà.</p>
<p><strong>Pedro Pascal</strong> compare in carne, volto e ossa distribuendosi il lavoro dietro la maschera con le controfigure, routine ormai assodata della serie, ma la scena gli viene inevitabilmente rubata da quella piccola <strong>creaturina verde dalle orecchie lunghe</strong>, capace di far colpo ancora una volta su grandi e piccini, anche al costo di trasformarsi in <strong>un&#8217;involontaria caricatura kawaii</strong>.</p>
<h3>Conclusioni finali</h3>
<p>Più che un vero e proprio lungometraggio, <em>The Mandalorian and Grogu</em> sembra una sorta di <strong>episodio di serie particolarmente lungo</strong> e ad alto budget: la trama avrebbe dovuto d&#8217;altronde rappresentare la quarta stagione, prima di mutare definitivamente in forma filmica.</p>
<p>Seppur le oltre due ore di visione non manchino di <strong>momenti di puro divertimento</strong>, coadiuvati da godibili effetti speciali, la sensazione che la coppia di protagonisti sia invincibile anche nei passaggi ipoteticamente più tesi finisce <strong>per svuotare di tensione emotiva il racconto</strong>.</p>
<p>Chi ha seguito con affetto le loro disavventure fino a oggi e apprezzato la chimica ormai collaudata tra Din Djarin e il suo piccolo apprendista potrà contare su <strong>un prodotto costruito sulla fiducia più che sulla sorpresa</strong>, mentre chi chiedeva maggiore coraggio o originalità rimarrà probabilmente deluso.</p>
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