I 25 anni della morte di Paolo Borsellino nella programmazione Rai. Il pensiero di Cesare Bocci.

adesso tocca a me

Il 23 maggio, per i 25 anni dalla terribile strage di Capaci in cui morì il magistrato simbolo della lotta strenua alla mafia, Giovanni Falcone, la Rai aveva deciso di omaggiarlo con una giornata speciale dedicata solo alla mafia e con un programma in prima serata, Falcone e Borsellino.

Leggi anche: I 25 anni dalla morte di Falcone e Borsellino celebrati in tv il 23 maggio.

Ora il 19 luglio saranno i 25 anni dalla morte del compare di Falcone, Paolo Borsellino. Anche in questo caso la Rai non si sottrarrà dal dedicare una giornata a tale commemorazione.

La programmazione Rai per i 25 anni dalla Strage di Via D’Amelio

Il 18 ed 19 luglio la Rai offrirà un impegno straordinario di tutte le reti e canali con una ricca programmazione radio e tv con trasmissioni, film, approfondimenti, documentari, spettacoli teatrali e ampi spazi informativi in tutti i telegiornali, su RaiNews24 e RadioRai.

Oltre ad ampi approfondimenti durante Uno Mattina Estate e La Vita in Diretta Estate, segnaliamo:

  • su Rai 2, lo speciale del Tg2 all’Assemblea Plenaria del CSM sulla desecretazione degli atti Falcone-Borsellino, con intervento del Presidente della Repubblica, ore 11,20;
  • su Rai 3, Blob presenta Falcone e Borsellino, ore 20,00 ed Archivi del 900;
  • su Rai Movie il film Era d’estate, martedì 18 luglio alle 21,10;
  • su Rai Premum, il film Paolo Borsellino – I 57 giorni, alle ore 19,25;
  • su Rai Storia, ne parlerà Il giorno e la storia e il documentario Paolo Borsellino, essendo stato, alle 23.50;
  • su Rai Cultura, Paolo Borsellino. L’ultima stagione, in onda martedì 18 luglio alle 21,10 ed in replica il 19 alle 14,30.

L’appuntamento cardine resta il docu-film in onda su Rai 1 alle 21,30, Paolo Borsellino – Adesso tocca a me, interamente dedicato alla morte di Borsellino.

Si preannuncia un film tv davvero coinvolgente emotivamente, a sentire le parole del protagonista principale, l’attore Cesare Bocci, che ha vestito i panni del giudice. Molto più veritiera però e più graffiante di un semplice documentario.

Un docu-film azzeccatissimo

Raccontare gli ultimi periodi di vita di un eroe civile, ben consapevole di essere condannato a morire, non deve essere stato facile sicuramente. Bocci ha cercato di rendere omaggio al personaggio, nella maniera migliore possibile. 

In una intervista rilasciata a Rai Play, Bocci ha espresso le sue emozioni nell’interpretare tale personaggio ed anche l’idea che si è fatto di lui.

Borsellino, dice l’attore, ai più appariva come un uomo vinto dal dolore e dalla delusione per la perdita di un caro amico a cui era legatissimo fin da giovane. Ma come rispose lo stesso giudice a chi glielo domandava, lui aveva paura ma l’importante era trovare una buona dose di coraggio per andare avanti. Come fece, poi.

La scelta di produrre un docu-film in cui si mescolano parti reali fatte da interviste e documenti alternate con parti recitate, è secondo Bocci azzeccatissima.

Questa permette al telespettatore di innescare sentimenti profondi che siano di rabbia o di indignazione, ma garantendo una partecipazione a 360 gradi.

Il sorriso di Borsellino 

“Quello che mi ha colpito era il suo sorriso”, ammette Cesare Bocci. Sì perché l’attore, vuole specificare che il Borsellino privato era diverso da quello che appariva agli occhi della gente. Il giudice era una persona gioviale, allegra e molto scherzosa. Amava la famiglia e tendeva a trattare tuti con affetto, come anche l’unico sopravvissuto della scorta, Antonio Vullo, ha voluto ricordare.

Bocci è rimasto estasiato da questo eroe siciliano. Durante la fase di studio, ha scoperto un altro volto dunque di Borsellino che gli è piaciuto parecchio. Le foto private lo ritraggono spesso sorridente, perché lui era così, nonostante il triste destino che si stava abbattendo su di lui.

L’importanza dei giovani nella lotta alla mafia

Bocci è sempre stato impegnato nella propaganda nelle scuole alla lotta contro la mafia, perché i giovani possono fare molto per proseguire il lavoro fatto dai due eroi. Bisogna far sì che il loro sacrificio non risulti vano, questa documentazione può fare molto.

Bocci ha voluto ricordare l’emblematico discorso fatto da Borsellino al funerale di Falcone:

Noi dobbiamo continuare il lavoro di Giovanni e di tutti quelli che l’hanno preceduto, per fare sentire il fresco profumo della libertà che si oppone alla mafia.

Ed è stato così, con il risveglio delle coscienze italiane e la sconfitta di quella mafia lì. da allora qualcosa è per fortuna cambiato, grazie a loro.

In conclusione, riportiamo una frase di Bocci in risposta a chi gli ha chiesto se temesse il confronto con Borsellino:

Se gli somigliassi anche un decimo per la sua moralità, sarei l’uomo più felice del mondo».

Se volete ascoltare l’intervista a Cesare Bocci, cliccate QUI sotto:

Intervista a Cesare Bocci su Sito Rai

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Sono una mamma felice di una splendida bimba che sta cercando di fare della mia passione un mestiere. Mio papà faceva il giornalista ed io sono sempre cresciuta in mezzo alla carta stampata, all'odore dell'inchiostro. La curiosità è una delle mie caratteristiche e mi spinge ad addentrarmi all'interno di ogni ambito, per il gusto di sapere. Mi piace scrivere su svariati argomenti, pur prediligendo il gossip. Abito a Parma, città che amo e da vera emiliana amo ridere e stare in compagnia. Buona lettura con i miei articoli!